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n° 414 del 6 marzo 2010 Stampa E-mail
lunedì 08 marzo 2010
6 marzo 2010
nr. 414
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - 03-03-2010
Perché i terremoti in Cile e a Haiti sono stati così diversi?
di Sara Oughton
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
2 - 17-02-2010 Intervista
La Convenzione sulle armi a dispersione entrerà in vigore il 1° agosto 2010
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

3 - 18-2-2010  CICR - Il punto sulla attività  nr. 03/10
Afganistan: Resta difficile l’accesso alle strutture sanitarie nell’Helmand
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

4 - XII  Settimana della Cultura 2010  al Museo internazionale della Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)
“Dunant, idealista e visionario, 100 anni dalla sua morte”
2010  Aprile 16-17-18  e  23-24-25  .
M.Grazia Baccolo

5- allegato
Atto Camera Deputati n. 2318
Introduzione dell'insegnamento dell'"educazione ai diritti umani" nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola secondaria superiore
Comunicato da M.Grazia Ianniello

6-  allegato
Atto Camera dei Deputati nr. 3094
Proposta di Legge
Introduzione dell’articolo 593-bis del codice penale, concernente il reato di tortura, e altre norme in materia di tortura
Comunicato da M.Grazia Ianniello
 

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1 - 03-03-2010
Perché i terremoti in Cile e a Haiti sono stati così diversi?
di Sara Oughton
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
 
Lavorando per un’organizzazione che opera nelle emergenze, siete sicuramente consapevoli che prima o poi accadrà un altro disastro. Ma quando la scorsa settimana ho sentito del terremoto in Cile – un paese soggetto ai terremoti – la mia reazione iniziale è stata di incredulità che fosse successo di nuovo così in fretta dopo Haiti.
 
Il terremoto che ha colpito il Cile era di 8,8 gradi della scala Richter – sapevo che era fortissimo e ho trattenuto il respiro aspettando le notizie della devastazione. Più tardi, ho scoperto che è stato uno dei dieci maggiori terremoti che si ricordano ed è il peggiore disastro per il Cile negli ultimi 50 anni.
 
La Croce Rossa Britannica ha immediatamente stanziato £ 50.000 dal suo Fondo per i Disastri per aiutare le persone in Cile e Domenica abbiamo lanciato un Appello per il Terremoto in Cile.
 
Ad Haiti, il terremoto è stato di 7.3 gradi della scala Richter e più di 230.000 persone sono morte. Finora, i rapporti parlano di 700 morti in Cile.
 
La scala di entrambe i disastri è terrificante e sicuramente per coloro che sono coinvolti numeri e statistiche non significano nulla – conta solo il farro che hanno perso delle persone amate, o le case, o il lavoro o forse tutte queste cose. Noi abbiamo disperatamente bisogno delle vostre donazioni per aiutare le persone sopravvissute sia in Cile che ad Haiti.
 
Tuttavia, le risposte d’emergenza a questi disastri saranno differenti l’una dall’altra. Stranamente, sebbene il terremoto in Cile sia considerato 100 volte più forte di quello in Haiti (non capisco ancora la scienza che spiega tutto ciò, ma se volete saperne di più cercate una spiegazione sulla scala Richter su Wikipedia), sembra che abbia avuto un impatto meno devastante in termini di perdita di vite umane e di danni alle infrastrutture.
 
In parte, ciò si spiega perché il terremoto di Haiti ha avuto origine direttamente sotto la sua capitale Port-au-Prince, dove vivono almeno 3 milioni di persone, mentre in Cile, la seconda città del paese, Concepcion, che ha una popolazione di circa 650.000 abitanti, era circa a 90 km dall’epicentro del terremoto e la capitale, Santiago, a circa 350 km.
 
Un altro fatto importante è che il Cile è più ricco di Haiti, è meglio preparato ai disastri e ha più edifici antisismici. Haiti, invece, ha una lunga storia di agitazioni politiche, è il paese più povero delle Americhe e la sua economia e le sue infrastrutture erano ancora deboli - quando il terremoto ha colpito, è stato inevitabile che i suoi edifici collassassero come una montagna di pancake.
 
Così, sebbene il terremoto di Haiti sia stato di magnitudine inferiore, il suo impatto è stato molto più catastrofico e ha portato alla più grande operazione di risposta all’emergenza della Croce Rossa nei suoi 150 anni di storia.
Ciò non significa che in Cile non ci siano delle necessità importanti, tuttavia il governo cileno non è stato colpito troppo dal terremoto e sta fornendo una forte leadership nel coordinare la risposta.
 
La Croce Rossa Cilena è un membro della Commissione Nazionale per la Protezione Civile in Cile, l’organo deputato a coordinare le risposte ai disastri fra il governo e altre agenzie.
 
Ha un suo staff e dei volontari che hanno molta esperienza nella risposta ai disastri e sono stati sul campo ad aiutare i sopravvissuti fin dai primi momenti del terremoto.
 
Oggi la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha lanciato un appello per raccogliere 4,3 milioni di sterline, che saranno usate per supportare la Croce Rossa Cilena nell’aiutare 75.000 persone sopravvissute al terremoto.
 
Visto che la Croce Rossa Cilena sta operando bene, è improbabile che la Croce Rossa Britannica invierà dei propri delegati. Tuttavia, abbiamo davvero bisogno di raccogliere più denaro possibile per sostenere il loro lavoro di distribuzione di aiuti e supporto a migliaia di famiglie che sono state colpite da questo disastro.

Tratto dal sito: Red cross blog

http://blogs.redcross.org.uk/emergencies/2010/03/why-were-the-chile-and-haiti-earthquakes-so-different/
 
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2 - 17-02-2010 Intervista
La Convenzione sulle armi a dispersione entrerà in vigore il 1° agosto 2010
Il 16 febbraio il Burkina Faso è stato il trentesimo Stato a depositare il proprio strumento di ratifica della Convezione sulle armi a dispersione. Si tratta di un evento storico, perché il numero di Stati che hanno ratificato la Convenzione è ormai sufficiente per permettere la sua entrata in vigore. Intervista con Peter Herby, capo dell’Unità armi del CICR.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Perché questo evento è importante?

Il deposito del trentesimo strumento di ratifica della Convenzione sulle armi a dispersione è una tappa decisiva in vista della messa al bando e, infine, dell’eliminazione di un’arma che ha causato mote sofferenze a comunità in tutto il mondo. Segna l’inizio del conto alla rovescia fino all’entrata in vigore della Convenzione e del calendario dell’attuazione delle obbligazioni che ne derivano. Le disposizioni del trattato diventeranno giuridicamente vincolanti dal 1° agosto 2010 per i 30 Stati che l’hanno già ratificato e dalla data del deposito degli strumenti di ratifica per gli Stati che lo ratificheranno in seguito. Gli Stati parte possono anche confermare i piani elaborati per la prima Assemblea degli Stati parte, che si terrà nel Laos nel corso dell’anno. Più importante ancora, gli Stati inizieranno a dare effetto alla Convenzione. Detto in altro modo, si adopereranno per mettere pienamente in atto delle disposizioni a livello nazionale e coopereranno a livello internazionale per impedire che le armi a dispersione infliggano ancora delle sofferenze alla popolazione civile, per aiutare i paesi che sono attualmente colpiti da queste armi e per offrire alle vittime le cure e la riabilitazione fisica di cui hanno bisogno.

Il trentesimo strumento di ratifica è stato depositato solo 15 mesi dopo l’apertura della Convenzione alla firma, a Oslo. Questo fatto incoraggiante dimostra lo slancio suscitato dalla Convenzione e avrà senza dubbio come conseguenza l’accelerazione del processo d ratifica avviato in altri Stati. Inoltre, esso dà la misura del sostegno politico, in particolare in seno ai parlamenti nazionali, in favore di questo trattato e delle regole del diritto internazionale umanitario sulle quali si fonda. Ci aspettiamo che molti altri Stati ratifichino la Convenzione nel 2010 e nel 2011.

Qual è l’obiettivo della Convenzione sulle armi a dispersione?

La Convenzione mira a porre fine all’utilizzo delle armi a dispersione, che hanno ucciso e mutilato dei civili durante i decenni e a fare fronte alle loro conseguenze. L’uso che ne è stato fatto nei conflitti armati negli ultimi cinquanta anni ha dimostrato che queste munizioni non sono né precise né affidabili e che continuano a uccidere e mutilare dei civili per lungo tempo dopo la fine delle ostilità. La Convenzione apporta una soluzione globale a questo problema umanitario, vietando l’utilizzo, la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento delle armi a dispersione e obbligando gli Stati a decontaminare le zone inquinate, a distruggere gli stock esistenti e a prestare assistenza alle vittime e alle loro comunità. Inoltre, la Convenzione stabilisce una norma di diritto internazionale umanitario che deve comunque essere presa in considerazione dagli Stato che non vi hanno ancora aderito. L’esistenza stessa di questo strumento ha già un’incidenza sulle loro politiche e sulle rispettive pratiche.

Come saranno valutati i progressi dopo l’entrata in vigore della Convenzione?

I progressi si misureranno in primo luogo sulla base del numero di vite umane che si potranno risparmiare mettendo fine alla proliferazione e all’uso sfrenato di queste armi. I progressi si faranno sentire nella misura in cui le condizioni di vita delle vittime delle comunità colpite miglioreranno nei mesi e negli anni a venire e gli stock di armi saranno distrutti. Gli Stati ne renderanno conto nel loro rapporto annuale sulla messa in atto della Convenzione e gli effetti positivi che ne risulteranno.

Qual è la posizione del CICR riguardo alla ratifica e alla messa in atto di questa Convenzione?

Il CICR accoglie con soddisfazione la trentesima ratifica della Convenzione e l’entrata in vigore imminente di questo strumento. Da decenni il nostro personale è testimone dei terribili danni causati dalle armi a dispersione fra la popolazione civile dei paesi in guerra. È questa la ragione per cui il CICR, dieci anni fa, in seguito al conflitto in Kosovo, ha pubblicamente sollevato il problema di queste munizioni sul piano umanitario e ha sostenuto l’adozione di questo trattato, giocando un ruolo chiave nel processo di negoziazione. Sosteniamo senza riserve la Convenzione e nei prossimi anni lavoreremo per promuovere la sua attuazione nel mondo intero. Il CICR ha chiesto a tutti gli Stati di firmare e ratificare questo trattato.

Quali sono le prossime tappe per gli Stati che hanno ratificato la Convenzione?

Gli Stati che hanno ratificato la Convezione dovranno attuare un certo numero di misure concrete per adempiere alle proprie obbligazioni in virtù di questo trattato, in particolare adottare delle leggi e dei regolamenti nazionali che garantiscano la messa in atto a livello nazionale. Ciò implica in particolare determinare quali risorse saranno necessarie per assicurare la decontaminazione delle zone inquinate, la distruzione degli stock esistenti, un’assistenza alle vittime e una cooperazione internazionale in vista della realizzazione degli obiettivi del trattato. Gli Stati che possiedono degli stock di armi a dispersione dovranno stabilire un calendario per la distruzione completa in un periodo di otto anni e avviare il processo di distruzione. Coloro che sono toccati dalla presenza di sotto-munizioni non esplose sul proprio territorio saranno tenuti a definire dei piani di azione specifici per rispettare l’obbligazione di decontaminare le zone interessate entro il termine stabilito dalla Convenzione e per onorare gli impegni ambizioni che essa contiene a riguardo delle vittime e delle loro comunità.

Gli Stati parte alla Convenzione sulle armi a dispersione devono ora cominciare a lavorare insieme, in modo formale e informale, in vista di incoraggiare gli Stati non parte ad aderire alla Convenzione, di concepire degli strumenti di monitoraggio e di concordare un programma di riunioni per promuovere la messa in atto del trattato e di assicurarne il seguito. Dovranno ugualmente mobilitare delle risorse per aiutare al più presto le vittime e i paesi colpiti. Sebbene meno difficile che la negoziazione e la ratifica della Convenzione, sono queste misure concrete che permetteranno di mettere definitivamente fine a decenni di sofferenze causate dalle armi a dispersione e di preservare le generazioni future da questo flagello.

[N.d.T.: L’Italia non ha ancora ratificato la Convenzione del 2008 contro le cluster bomb].
 
Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/cluster-munition-interview-170210?opendocument

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3 - 18-2-2011 Il punto sulla attività  nr. 03/10
Afganistan: Resta difficile l’accesso alle strutture sanitarie nell’Helmand
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

A causa dei combattimenti che continuano nella provincia nell’Helmand e degli ordigni esplosivi artigianali situati in maniera invisibile sulle strade principali della regione, i malati e i feriti hanno difficoltà a raggiungere le  strutture sanitarie.

SITUAZIONE UMANITARIA

A causa del proseguire dei combattimenti, il CICR si impegna a far evacuare e a curare gli ammalati e i feriti.  Due ospedali nella capitale provinciale Lashkar Gah e a Kandahar accolgono i pazienti della provincia e della zona dove i combattimenti sono più forti. Ma gli spostamenti in questa regione sono pericolosi, e rendono difficile per gli ammalati e i feriti di avere accesso ai trattamenti di cui essi hanno bisogno.

Secondo l’opinione del personale del CICR sul posto, la strada lunga circa 40 km che collega Mariah a Lashkar Gh  è disseminata di ordigni esplosivi artigianali ed è stata chiusa alla circolazione. Esistono strade secondarie, ma sono ugualmente contaminate da questi ordigni mortali e obbligano a fare lunghi giri, questa cosa ritarda considerevolmente il trasferimento dei pazienti.

Malgrado queste difficoltà, il CICR, due giorni fa ha evacuato nove feriti di guerra verso l’ospedale di Lashkar Gah. L’Istituzione ha preventivamente informato tutte le parti che un convoglio sanitario era in preparazione e ha domandato loro insistentemente di rispettare gli obblighi che sono tenuti a rispettare nei confronti del diritto internazionale umanitario, assicurando il suo passaggio rapido e senza inconvenienti.  I pazienti sono arrivati all’ospedale il 16 febbraio alla fine della serata, dove hanno potuto ricevere un trattamento medico adeguato. Il CICR ha poi proseguito gli sforzi per evacuare rapidamente altre persone  bisognose di cure mediche d’urgenza.

Il CICR gestisce un posto di primo soccorso a Marjah. Dove le squadre curano ammalati e feriti dall’inizio delle operazioni militari che sono ora in corso.  A Marjah i combattimenti e gli ordigni esplosivi artigianali ostacolano gli sfollamenti, in modo che i soccorritori del CICR trattano alcuni pazienti a domicilio. In effetti, le persone che necessitano le cure mediche non sono spesso in grado di spostarsi o nutrono gravi timori al riguardo.

Il CICR fa appello all’opposizione armata, all’armata nazionale afgana, alle forze di polizia afgana e alle forze militari internazionali per fare in modo che le operazioni militari non impediscano ulteriormente l’accesso alle cure mediche. In oltre l’Istituzione fa appello a tutte le parti in conflitto affinchè facilitino in ogni tempo il passaggio senza pericolo degli ammalati e dei feriti che vengono portati nelle strutture sanitarie.

Da diversi anni, il CICR e la Mezzaluna Rossa afgana, porta aiuto alle persone sfollate a causa del conflitto che affligge la provincia di Helmand. Numerose famiglie che vivono nelle zone colpite dai combattimenti ricercano attualmente rifugio presso i parenti o presso membri della propria famiglia. Il CICR non è in grado di conteggiare il numero delle famiglie che sono state sfollate in questi ultimi giorni.

Fatti e cifre :

    * Il CICR ha attualmente 5 collaboratori a Marjah incaricati di gestire un posto di pronto soccorso
    * In totale, 50 membri dei personale dell’Istituzione sono presenti a Lashkar Gah.
    * Dall’inizio dell’operazione militare in corso, il CICR ha evacuato nove pazienti verso gli ospedali. Ha curato anche delle persone a Marjah stessa, ma nessuna cifra è disponibile per ora.
    * Fra il 13 e il 17 febbraio, nove feriti di guerra sono stati ammessi all’ospedale Mirwais di Kandahar, che è sostenuto dal CICR. Questo numero relativamente ridotto conferma quanto sia difficile per la popolazione effettuare nella regione spostamenti in sicurezza.

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4 - Settimana della Cultura 2010  al Museo internazionale della Croce Rossa
“Dunant, idealista e visionario, 100 anni dalla sua morte”

Anche quest’anno il Museo internazionale della Croce Rossa aderisce all’iniziativa del Ministero dei Beni Culturali “XII  Settimana della Cultura” con due finesettimana di attività straordinarie:

Aprile sarà il mese, 16-17-18  e anche  23-24-25  i giorni, gli ultimi due finesettimana.

Queste le attività:
Orario continuato dalle ore 9 alle 23
Da venerdì 16 a domenica 18  e da venerdì 23 a domenica 25 Aprile 2010

Ingresso gratuito

Visite guidate gratuite nelle 6 serate alle ore 20,45 e alle ore 15,00 delle domenica.
La visita comprende la proiezione del filmato “Tutti fratelli” Regia di A.Cima

Nel 2010 ricorrono anniversari importanti, quello dei 100 anni dalla morte di Henry Dunant, di Gustave Moynier e di Florence Nightingale.  Sarà questo uno dei modi per ricordare queste persone che molto hanno dato per contribuire al miglioramento del mondo umanitario nel XIX secolo.

Informazioni:
Telefono 0376 638505
Fax 0376 631107
e-mail:  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Orario:
da martedì ala domenica  9-12  e 15-18
chiuso il lunedì
M.Grazia Baccolo

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 5- allegato
Atto Camera Deputati n. 2318
Introduzione dell'insegnamento dell'"educazione ai diritti umani" nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola secondaria superiore
Comunicato da M.Grazia Ianniello


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6-  allegato
Atto Camera dei Deputati nr. 3094
Proposta di Legge
Introduzione dell’articolo 593-bis del codice penale, concernente il reato di tortura, e altre norme in materia di tortura
Comunicato da M.Grazia Ianniello

 
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In allegato pieghevole esplicativo e modulo iscrizione

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