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n 409 del 30 gennaio 2010 Stampa E-mail
sabato 30 gennaio 2010
30 gennaio 2010
nr. 409
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:
 
1 - 25 gennaio 2010
Haiti: La risposta al terremoto - la partecipazione locale e il coordinamento
Discorso di Conrad Sauvè, Segretario Generale della Croce Rossa Canadese, alla Conferenza Internazionale sulla ricostruzione ad Haiti.
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

2 - 24 gennaio 2010
HAITI: JOE, il ragazzo venuto dal nulla
di Joe Lowry, FICR, Haiti
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

3 - 25 gennaio 2010   -  CICR – Comunicato stampa 10/08
Yemen: nel nord del paese la situazione è più grave che mai, il CICR richiama l’attenzione su un maggiore rispetto dei civili.
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

4- allegato
Bando di partecipazione al corso di Consigliere Giuridico delle Forze Armate
 
 

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1 - Haiti: La risposta al terremoto - la partecipazione locale e il coordinamento
Discorso di Conrad Sauvè, Segretario Generale della Croce Rossa Canadese, alla Conferenza Internazionale sulla ricostruzione ad Haiti.
25 gennaio 2010
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Ianniello

Nota: il discorso è in parte in francese, in parte in lingua inglese

La Federazione Internazionale di Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa esprime la sua soddisfazione per l'iniziativa assunta dal governo canadese di convocare questa conferenza.

L’invito a partecipare a queste discussioni, riconosce l’importanza del ruolo della Croce Rossa Internazionale, e vi ringraziamo.

Il movimento della Croce Rossa è una presenza forte e riconosciuta ad Haiti. La Croce Rossa di Haiti, come tutte le Società nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, è ausiliaria del governo nel campo della preparazione e nell’ intervento in caso di catastrofi e nel settore dei servizi sociali.

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa e della Federazione Internazionale sono presenti da decenni ad Haiti, dove sono in atto misure di tutela e di assistenza umanitaria, e aiutano la Croce Rossa Haitiana a fare il necessario per compiere i suoi diversi compiti. Quando è accaduto il terremoto il 12 gennaio, più di 1000 volontari che erano stati addestrati si sono attivati immediatamente per la ricerca dei sopravvissuti e per fornire cure di emergenza.

Da allora, il Movimento mondiale della Croce Rossa è impegnato nella più grande operazione di soccorso mai realizzata in un solo paese: tutte le unità di intervento di emergenza stanno fornendo le cure primarie, distribuiscono acqua potabile, adottano tutte le misure di carattere umanitario per salvare e preservare la vita.

In tutti i continenti, le società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa sono impegnati nella raccolta di fondi a sostegno di questo massiccio intervento. Secondo la nostra ultima stima abbiamo ricevuto dai cittadini e delle imprese più di 400 milioni di dollari canadesi, senza contare il sostegno dei governi a tutti i livelli, comunali, provinciali e federali.

Sappiamo che la strada della ripresa e della ricostruzione sarà lunga.

A questo punto, mentre siamo ancora in giorni critici all'inizio di una massiccia operazione di emergenza, dobbiamo concentrarci su due problemi: innanzitutto, stiamo ricevendo materiali adatti per la campagna e li stiamo distribuendo a coloro che sono stati colpiti dal disastro, ma dobbiamo anche pensare ad una rapida ripresa economica o a programmi di sostentamento che aiutino le persone con alcune risorse finanziarie e, in secondo luogo, la comunità internazionale deve costruire un dialogo con le autorità haitiane e prima ancora con le organizzazioni della società civile che assicureranno una ripresa sostenibile. Il principio di uno sforzo globale di ripresa deve riguardare le proprietà locali.

Ci deve essere un piano: un piano che riunisca tutte le principali organizzazioni internazionali con l'impegno a "ricostruire meglio". Non si tratta di tornare a Port-au-Prince, o Jacmel, o Leogane o una qualsiasi delle decine di altre comunità colpite da questo terribile terremoto, per quello che erano, questo è il momento in cui si può fare di meglio.

Noi sappiamo come. Sappiamo che cosa deve essere fatto. Possiamo costruire infrastrutture in grado di sopportare i terremoti, e in grado di sopportare i peggiori uragani che interessano regolarmente Haiti e le zone limitrofe. Il piano di ricostruzione di Haiti è di prevedere un approccio globale del rischio. Le abitazioni e le infrastrutture della comunità devono essere costruite per durare.

Lo stesso vale per le istituzioni di Haiti, come la Croce Rossa di Haiti. Lavorando fianco a fianco con la nostra sorella Società nazionale di Haiti sarà possibile rafforzare la sua  capacità di essere un ausiliario efficace per il governo haitiano - con una buona preparazione alle catastrofi e con la capacità di risposta a livello comunitario e nazionale, e con validi programmi nel settore sanitario, per esempio, in aiuti di primo soccorso e nei servizi di ambulanza.

In conclusione, vorrei cogliere l'occasione per annunciare che la Croce Rossa canadese, a nome della Croce Rossa di Haiti e della Federazione internazionale, ospiterà il vertice della Croce Rossa Internazionale su Haiti qui a Montréal tra due settimane. Questa sarà la nostra prima occasione per confermare i nostri piani per una duratura azione della Croce Rossa, che aiuterà i sopravvissuti al terremoto e le comunità a recuperare e ricostruire la loro vita con dignità.

Tratto dal sito web della FICR al link:
http://www.ifrc.org/docs/news/speech10/cs250110.asp

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2 - HAITI: JOE, il ragazzo venuto dal nulla
24 gennaio 2010
di Joe Lowry, FICR, Haiti
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

La prima volta che abbiamo visto Joe un bambino di 4 anni è stato straziante.
Era a malapena in grado di sedersi, sbriciolava una piccola stuoia di cartone che era diventata la sua casa. Si è procurato uno spazio per dormire, come avrebbe fatto sua madre, i suoi occhi si chiudono, e cade in uno stato di intontimento.
Joe è venuto dal nulla. Qualcuno si accorse di lui nudo sdraiato per terra e così fu portato all’ospedale da campo della Croce Rossa Norvegese nel centro della capitale di Haiti in macerie.
Mageli St Simon, una volontaria per il sostegno psicologico della Società della Croce Rossa Haitiana, ha iniziato a prendersi cura di lui. "Si è ferito alla testa", dice lei. "Ed era malato, forse la malaria, forse il tifo".
Mageli aveva iniziato a interagire con il bambino malato e, dopo un giorno o poco più, aveva saputo il suo nome. Gli dà carta e penna, e Joe disegna la madre e il padre.
Poi lei gli diede un telefono giocattolo.
"Ha cominciato a parlare a sua madre. Gli ho chiesto che cosa stava dicendo. Mi ha detto: “Lei dice non guardarmi, io sono morta”.
Non so come lo sapeva, qualcuno deve avergli detto che si era perso.
In tre giorni, Joe si sta riprendendo. Sta ancora male, ma prende acqua e un po’ di cibo. E disegna una croce. Gli dico che anche il mio nome è Joe, e lui mi lancia un lungo sguardo profondo.
E’ un bellissimo fragile ragazzino, con un leggero strabismo che lo fa sembrare ancora più vulnerabile; ti fa venir voglia di proteggerlo.
Mageli concorda. "Bisogna veramente conoscere se stessi prima di conoscere gli altri," dice lei. "Ecco perché mi occupo di Joe, di sapere che cosa ha bisogno. Non posso dare alla gente dei soldi, ma mi può aiutare a modo mio ".
Se Joe non ha familiari che possano assumersi la responsabilità di prendersi cura di lui, andrà in un orfanotrofio, non appena si trova un’ organizzazione adeguata che si occupa degli orfani. Joe starà bene. Lui è un sopravvissuto.

Tratto dal sito web della FICR al link:
http://www.ifrc.org/Docs/News/10/10012401/index.asp

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3 - CICR – Comunicato stampa 10/08  del 25 gennaio 2010
Yemen: nel nord del paese la situazione è più grave che mai, il CICR richiama l’attenzione su un maggiore rispetto dei civili.
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Sanaa/Ginevra (CICR) Conseguenze del conflitto prolungato che ha conosciuto numerose fasi di recrudescenze dal 2004: la situazione umanitaria nel nord dello Yemen è oggi più grave che mai. I combattimenti che producono esasperazione da cinque mesi  e che si sono estesi verso la frontiera con l’Arabia Saudita, hanno provocato un netto degrado delle condizioni di vita di una popolazione già molto provata. Se misure non saranno prese immediatamente per invertire questa tendenza, il nord dello Yemen potrà cadere in una crisi  umanitaria durevole che inciderebbe anche sugli sforzi di sviluppo, comunica oggi (25 – 01- 10 ndt) il Comitato Internazionale della Croce Rossa.

<Il conflitto nel nord dello Yemen è stato per troppo tempo “lasciato andare” . La povertà e la penuria di acqua e di viveri non fanno che aggravare la situazione> dichiara Dominik Stillhart, vice direttore delle operazioni del CICR al suo ritorno dallo Yemen.  < Questione ancora più importante è il deterioramento delle condizioni di sicurezza, questo rende il nostro lavoro ancora più difficile e pericoloso>

I  civili, in particolare le donne e i bambini piccolo, sono le prime vittime del conflitto. Numerose persone sono come “in trappola”  a causa delle ostilità  e non ricevono più assistenza vitale di cui esse hanno bisogno, questo perché le organizzazioni umanitarie sono nell’impossibilità di arrivare fino a loro a causa dei combattimenti.  Aggiungendosi al numero degli sfollati interni, certi abitanti decidono di fuggire verso regioni più sicure. In quelle regioni essi fanno richiesta di risorse che sono già insufficienti per le comunità presenti. In oltre, i campi degli sfollati non si trovano sempre in luoghi  sicuri e devono spesso essere  reinstallati  altrove.

In vista della conferenza internazionale sullo Yemen che si terrà a Londra questa settimana, il CICR domanda insistentemente alle parti in conflitto e a tutti coloro che sono nelle condizioni di far evolvere in positivo la situazione sul terreno di rispettare e di far rispettare il diritto internazionale umanitario, in particolare di risparmiare i civili e di autorizzare il passaggio senza impedimenti gli aiuti umanitari. <La comunità internazionale si è impegnata a rinforzare l’aiuto di sviluppo in favore dello Yemen, è essenziale che le misure urgenti siano prese per assicurare la protezione delle persone colpite dal conflitto e permettere loro di ricevere l’assistenza di cui esse hanno urgentemente bisogno> ha proseguito Dominik Stillhart.

Dalla metà di agosto 2009, il CICR, e la Mezzaluna Rossa dello Yemen hanno aiutato circa 150.000 persone colpite dal conflitto. Le due istituzioni hanno risposto ai bisogni più urgenti, fornendo acqua, viveri e altri beni di prima necessità a circa 75.000 persone sfollate nei governatorati di Saada e di Amran  

In Yemen il CICR ha 140 collaboratori, di cui 28 espatriati.

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4- allegato
Bando di partecipazione al corso di Consigliere Giuridico delle Forze Armate

 
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