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n° 406 del 10 gennaio 2010 Stampa E-mail
martedì 12 gennaio 2010
10 gennaio 2010
nr. 406
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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1 - 7-01-2010
Senegal: migliorare le condizioni di vita dei detenuti
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello 

2 - 29-12-2009
Pakistan: aiutare le famiglie dei detenuti a mettersi in contatto con i propri cari a Guantanamo
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

3 - 1 dicembre 2009
Giornata mondiale dell’AIDS
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

4 - Croce Rossa Italiana e Sanità Militare
15 gennaio 2010 ore 8,30
Convegno "L'Ambulanza nella Storia Militare"
 presso l'Ospedale Militare, “Aula Lisai”  Piazza Celimontana, 5
ROMA  
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1 - 7-01-2010
Senegal: migliorare le condizioni di vita dei detenuti
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello  

Come parte del suo lavoro con il Ministero della Giustizia del Senegal, la delegazione regionale del CICR a Dakar ha tenuto dal 4-6 novembre 2009 un seminario sui diritti dei detenuti, l'igiene e la salute.

Quali sono i diritti dei detenuti? Cosa si può fare per limitare la diffusione dell'HIV/AIDS nelle carceri? Come devono essere costruite le fosse settiche? I Funzionari dell'amministrazione penitenziaria in Senegal affrontano domande come queste ogni giorno. Se di natura etica o di carattere esclusivamente pratico, non sono sempre facili da risolvere.

E per una valida ragione. "Governare una prigione è un lavoro complesso. E’ un sistema chiuso in cui dobbiamo far funzionare tutto, abbiamo a che fare con i diritti umani, l'igiene, la salute o il reinserimento nel mercato del lavoro", ha detto Cheikh Sadibou Doucouré, responsabile della comunicazione all'interno dell'amministrazione penitenziaria. "In alcuni settori la nostra conoscenza è frammentaria."

Per far fronte a queste carenze, la delegazione regionale del CICR e l’amministrazione del carcere del Senegal hanno organizzato un seminario sui diritti dei detenuti, l'igiene e la salute. Il seminario, che si è tenuto presso l'Accademia Nazionale di polizia di Dakar, ha fornito a 30 alti funzionari dell'amministrazione carceraria, guardie, ispettori regionali, e capi di divisione e di ufficio, l'opportunità di migliorare le loro capacità e condividere le loro esperienze.

Le relazioni riguardavano i seguenti argomenti: il lavoro del CICR in Africa, i principi che regolano il trattamento dei detenuti, la salute e l'igiene in carcere. Queste relazioni, insieme ad una serie di film, sono stati accompagnati da discussioni tra i partecipanti.

In presenza di esperti della amministrazione penitenziaria, dell'Ufficio di igiene di Dakar e della delegazione regionale del CICR, i partecipanti hanno descritto pubblicamente le loro condizioni di lavoro e le sfide che devono affrontare relativamente alla amministrazione carceraria in generale e più specificamente alle questioni sanitarie.

Diffusi problemi di salute

"La nostra principale preoccupazione è il trattamento e l'evacuazione delle acque reflue", ha detto Yahya Dieye, guardia della prigione di Ziguinchor. Un caso isolato? Non proprio. Secondo le cifre ufficiali, nel 1960 il Senegal aveva 35 prigioni e 3.000 detenuti, nonostante una capacità di solo 2.000. Oggi ci sono 37 prigioni e 7.500 detenuti. Questo sovraffollamento ha portato a problemi diffusi nelle aree di evacuazione delle acque reflue, di igiene e di salute.

"A volte il nostro staff si scoraggia", ha detto Yoro Coulibaly, responsabile della sede regionale di ispezione per Saint-Louis e Louga. "Tuttavia, ci rendiamo conto che non sempre sono sufficienti risorse supplementari per risolvere certi problemi. Consideriamo il problema delle fosse settiche, con cui tutte le carceri hanno a che fare. Ora sono in grado di dire “Guardate, questo è il modo in cui esse devono essere costruite e pulite".

Oltre alle questioni tecniche, problemi di salute come il test volontario dell'HIV/AIDS e la distribuzione di preservativi in carcere hanno dato luogo a un vivace dibattito. Come la maggior parte dei partecipanti, Agnès Ndiogoye, guardia della prigione femminile Liberté a Dakar, ha detto che era "contro la distribuzione di preservativi in prigione", pur riconoscendo che "essere consapevoli di ciò che accade altrove, in Africa e in tutto il mondo, ci aiuta migliorare ".

Al termine del seminario di tre giorni, i partecipanti hanno valutato la situazione nelle loro rispettive prigioni e presentato un elenco dettagliato delle necessità per l'amministrazione penitenziaria. Questi documenti contribuiranno a fornire linee guida per la riforma del sistema penitenziario.

Il CICR e la riforma delle carceri in Senegal

Dal momento che il CICR ha iniziato a lavorare con il Ministero della Giustizia del Senegal, nel 1996, ha collaborato periodicamente con l'amministrazione penitenziaria. Nel 2009, il CICR ha visitato cinque centri di detenzione nel paese, fornendo assistenza materiale in alcuni casi. Il seminario svoltosi nel novembre 2009 ha contribuito all’attuazione della riforma. Christophe Martin, il capo della delegazione regionale del CICR a Dakar, ha detto nel suo discorso di apertura: "Il CICR accoglie e sostiene l'attuazione della riforma dell'amministrazione penitenziaria", che considera "essenziale per il miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti e le condizioni di lavoro del personale dell'amministrazione penitenziaria". L'amministrazione penitenziaria è in fase di profondo cambiamento nel quadro del Programma Settore giustizia, che è stato lanciato nel 2004. Le misure di riforma, approvata il 20 luglio 2009, mirano a modernizzare il sistema, la costruzione di nuove prigioni e l’assunzione di nuovo personale.

Tratto dal sito web del CICR al link:
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/htmlall/senegal-feature-301209?opendocument

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2 - 29-12-2009
Pakistan: aiutare le famiglie dei detenuti a mettersi in contatto con i propri cari a Guantanamo
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Il programma di video-chiamata telefonica (VTC) lanciato dal CICR nel mese di ottobre 2009 permette ai parenti dei detenuti a Guantanamo di mettersi in contatto con i loro cari. I Parachas sono una delle tre famiglie pakistane che beneficiano del programma, che è un'estensione dell'iniziativa VTC del CICR cominciata presso la prigione di Bagram in Afghanistan nel mese di aprile 2008.

“Siamo stati così felici di vederci di nuovo", ha detto Farhat Paracha, 56 anni, la moglie di Saifullah Paracha, un pakistano detenuto a Guantanamo negli ultimi cinque anni, dopo il collegamento in video chiamata con il marito. "Saifullah voleva sapere tutto di me, dei nostri figli e parenti", ha detto Farhat con gli occhi luccicanti. "Gli ho detto quanto potevo in un'ora. A Saifullah manca il suo paese e il mondo esterno. La videochiamata permette di collegarci con lui."

"Sono venuto a sapere della detenzione di Saifullah, quando, pochi mesi dopo la sua cattura, ho ricevuto una chiamata da un delegato del CICR che mi informava che mio marito era vivo e che era sotto la custodia delle forze Usa nella prigione di Bagram," ha detto Farhat. "Il CICR ha tenuto me ed i miei figli in contatto con mio marito per sei anni, prima a Bagram, e poi a Guantanamo. I delegati del CICR che visitano la mia casa regolarmente per consegnare e ritirare le lettere da e per Saifullah sono ora una parte della nostra famiglia".

Dopo aver parlato con il padre, Muneeza Paracha, 27 anni, e Mustafa Paracha, 20, erano raggianti. Mustafa ha detto, "Non avevo mai visto mio padre da quando avevo 14 anni. Lo vidi per la prima volta in sei anni attraverso la VTC. Sebbene non può colmare la distanza incolmabile di migliaia di chilometri tra mio padre e la nostra famiglia, le video chiamate rendono la separazione più sopportabile".

Dal mese di aprile 2008, i detenuti di Guantanamo e Bagram sono stati in grado di parlare alle loro famiglie per telefono più volte l'anno nell'ambito del programma creato dal CICR. Dal gennaio 2009, il CICR ha organizzato 55 telefonate per 23 famiglie, di cui 18 famiglie pakistane, e dei loro parenti detenuti a Bagram. Hanno inoltre organizzato 18 chiamate per 14 famiglie e dei loro parenti detenuti a Guantanamo.

In accordo con le autorità americane, il CICR ha visitato le persone detenute a Guantanamo dal gennaio 2002. Offre questi e altri detenuti di tutto il mondo l'opportunità di corrispondere con le loro famiglie attraverso i messaggi della Croce Rossa.
 
Tratto dal sito web del CICR al link:
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/pakistan-feature-091229?opendocument

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3 - 1 dicembre 2009
Giornata mondiale dell’AIDS
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

Dichiarazione di Tadateru Konoè, presidente della Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR)

“La diffusione dell’HIV può essere ridotta solamente attraverso azioni concertate a livello comunitario e con un coinvolgimento attivo delle persone affette”, afferma Tadateru Konoé, nuovo presidente della Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR), in occasione della Giornata Mondiale dell’AIDS.

Al fine di promuove uno stile di vita sano, è essenziale cambiare il modo in cui la gente pensa e agisce. La nostra rete di volontari della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa vive nel seno delle comunità e perciò si trova in una posizione ideale per favorire un’evoluzione della mentalità.

I volontari della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa raggiungono le persone affette da HIV presso le loro abitazioni attraverso un approccio di assistenza domiciliare, che tiene conto delle risorse disponibili nelle strutture di assistenza sanitaria. Essi offrono counselling, mezzi di sussistenza, educazione, e aiutano le persone sottoposte a terapie antiretrovirale ad aderire al trattamento. Inoltre, provvedono a educare gli altri membri della famiglia, i vicini e, in generale, la comunità, al fine di ridurre lo stigma e la discriminazione, e poi forniscono informazioni su come prevenire l’infezione da HIV. Questo consiste nel consigliare e incoraggiare le donne gravide a sottoporsi al test HIV e ad avvantaggiarsi dei servizi disponibili al fine di prevenire la trasmissione da madre a figlio.

Questa orientazione strategica chiamata “Alleanza Mondiale contro l’HIV” è efficace perché si base su un approccio di salute pubblica e incorpora sistemi diretti a rafforzare partenariati e il controllo della performance.

I risultati di questo approccio sono incoraggianti: nel 2008, le Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa di 72 paesi, che fanno parte dell’Alleanza Mondiale contro l’HIV, hanno diffuso messaggi di prevenzione a 22,5 milioni di persone e hanno fornito supporto psicologico e mezzi di sussistenza a 260.000 persone sieropositive, come pure a orfani. In totale, 48.000 volontari hanno dedicato a queste attività 27 milioni di ore di volontariato.

Questo sforzo mondiale ha contribuito a stabilizzare l’epidemia da HIV in alcuni paesi e ha fatto in modo che circa il 42 per cento delle persone sieropositive possano beneficiare della terapia salvavita con i farmaci antiretrovirali. Tuttavia, rimane ancora molto da fare. Si prevede che la pandemia continuerà a diffondersi nel prossimo decennio e, secondo l’Organizzazione mondiale della salute, le malattie legate all’AIDS rimarranno una causa importante di morti premature in tutto il mondo.

Il Presidente della Federazione Internazionale, Konoé, ha messo in evidenza che a livello mondiale è stato fatto poco per supportare gli orfani e affrontare la questiona dell’inegualità tra i sessi che contribuisce alla diffusione della pandemia. Ha sottolineato la necessità di fare di più e la determinazione della FICR a lavorare duramente e utilizzare tutte le risorse disponibili per supportare gli sforzi dei governi diretti ad affrontare le sfide poste dalla pandemia da HIV.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/docs/news/pr09/6409.asp

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4 - Croce Rossa Italiana e Sanità Militare
15 gennaio 2010 ore 8,30
Convegno "L'Ambulanza nella Storia Militare"
presso l'Ospedale Militare, “Aula Lisai”  Piazza Celimontana, 5 Roma
(prossimità del Colosseo e si può raggiungere, da Termini, con la metro B e pochi minuti a piedi) alle ore 8.30/9.00 si terrà una mattinata di studio su

Gli interventi saranno del: Gen. A. Santoro, Col. R. Di Leone, Col CRI E. Calzolari, Dr.ssa F. Dal Forno. C.V. G. Bruno, Mag. D. Vecchi e il Prof. P. Vanni.

Il programma dettagliato al link  http://www.caffedunant.it/articoli/2010/406/Programma.jpg
Comunicato da Paolo Vanni e Giorgio Ceci

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