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n° 204 del 20 Maggio 2004 Stampa E-mail
mercoledì 19 maggio 2004
20 maggio 2004
nr. 204
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 961 indirizzi e-mail


CONTENUTO

1-
Dalle “Notizie”della Federazione Internazionale del 6 maggio 2004 nr. 8

La Croce-Rossa tailandese si mobilita a seguito dei disordini nel sud
Lo Zambeze in crescita prosegue le sue devastazioni
Crisi umanitaria dopo le espulsioni nella Repubblica democratica del Congo
Ultimazione della campagna di vaccinazione contro la poliomielite a Haiti
Traduzione non ufficiale di Monica Benoldi

 

2-La Conferenza Globale pone in rilievo la scarsità di sangue
Tratto dal sito web della Federazione Internazionale - 6 Aprile 2004
di John Sparrow a Beijing
Traduzione non ufficiale di Alessandro Donnelly

 

3-CICR News n° 58 del 28/04/2004
“Federazione Russa/Cecenia: Attenti alle mine!”
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

4- I Corso italiano di Storia della Croce Rossa e della Medicina

1-4 luglio 2004
VIII Base Logistica Marina di Massa
Comunicatoci da Chiara Staderini

 

5- allegati
Scheda per corso italiano di Storia della Croce Rossa e della Medicina
Circolare inviata ai Comitati Regionali e Provinciali CRI per il corso di Storia

 

6-Giornate dei Diritti Umani Mantova 27- 30 maggio 2003
Programma Aggiornato al link http://www.giornatedeidirittiumani.org/programma.html
Incontro Pubblico Alberto Cairo ore 19,30 del sabato 29 maggio a San Sebastiano

 

 

 

 


1-La Croce-Rossa tailandese si mobilita a seguito dei disordini nel sud
Lo Zambeze in crescita prosegue le sue devastazioni
Crisi umanitaria dopo le espulsioni nella Repubblica democratica del Congo
Ultimazione della campagna di vaccinazione contro la poliomielite a Haiti
Traduzione non ufficiale di Monica Benoldi

 

La Croce-Rossa tailandese si mobilita a seguito dei disordini nel sud

Un’ondata di violenze nel sud della Tailandia ha portato la Croce-Rossa alla penuria di prodotti sanguigni. I disordini, che hanno causato circa 200 morti da gennaio, hanno preso una piega drammatica il 27 e il 28 aprile con degli attacchi contro i commissariati della polizia e altri servizi governativi delle province di Yala, Pattani e Songkhla, vicino alla frontiera con la Malesia. Più di 100 persone sono state uccise durante questi raid. Il servizio del sangue della Croce-Rossa si è sforzata di fare fronte ai bisogni, ma i suoi stocks erano già stati seriamente intaccati in aprile, in occasione del nuovo anno buddista, durante il quale più di 600 persone avevano trovato la morte e circa 35.000 altre erano state ferite negli incidenti di strada.

Il governatore della regione ha chiamato i capi musulmani a incoraggiare la donazione del sangue in seno alla loro congregazione e la Croce-Rossa ha provato a condurre una campagna di collette nelle amministrazioni pubbliche e nelle scuole. In gennaio, la Croce-Rossa tailandese aveva fatto dono di uniformi e di forniture scolastiche ai bambini del sud del paese, dove 21 scuole erano state incendiate in una sola notte. In febbraio e in aprile, essa ha distribuito dei pacchi di asciugamani, di spazzolini da denti, di sapone, di coperte e di vestiti nelle province di Yala e di Narathiwat. In compenso, riporta Amnat Barlee, direttore dei soccorsi e della sanità comunitaria della Croce-Rossa, nessuna altra assistenza ha potuto essere fornita nella provincia di Pattani, a causa dell’insicurezza ambientale.

Lo Zambeze in crescita prosegue le sue devastazioni
Dopo aver provocato delle inondazioni in Namibia, le acque dello Zambeze e dei suoi affluenti in crescita hanno adesso sommerso delle vaste regioni nel nord dello Zambia, gravando si serie minacce la sicurezza alimentare. All’incirca 20.000 persone hanno dovuto essere evacuate e sono attualmente ospitate nelle scuole e nelle chiese, ma molti altre restano nelle zone inondate al fine di sorvegliare i loro beni. Queste persone mancano di acqua potabile, di un rifugio e di cibo, dove esiste il timore di un aumento di casi di malaria, di malattie portate dall’acqua e di malnutrizione. I pascoli e quasi la totalità dei raccolti di mais, di manioca e di riso della regione sono stati ridotti a niente. “Non ci sono grandi possibilità che la situazione migliori nel mese a venire », dichiara Tito Fachi, presidente della Croce-Rossa dello Zambia. “La produzione agricola della riva orientale dello Zambeze non sarà sufficiente a soddisfare i bisogni degli abitanti della rive occidentale sinistrata dalle inondazioni. In un tentativo disperato per evitare la rovina completa delle loro piantagioni, le comunità colpite hanno raccolto i loro cereali prima della maturazione”. Dopo una valutazione iniziale e grazie ad una donazione di 20.000 franchi svizzeri del Fondo per i soccorsi d’urgenza della Federazione internazionale, i volontari della Croce-Rossa dello Zambia hanno iniziato a distribuire aiuto e a condurre delle campagne di educazione all’igiene e alla salute. Tuttavia, la Società nazionale ha ancora bisogno di teli impermeabili, di latrine, di zanzariere trattate con insetticida, di taniche e di prodotti per purificare l’acqua.

Crisi umanitaria dopo le espulsioni nella Repubblica democratica del Congo

Una crisi umanitaria acuta si sta sviluppando ad ovest della repubblica democratica dei Congo, visto che il governo angolese persegue nella sua politica di espulsione di civili congolesi, che vivono e lavorano nella regione delle miniere di diamanti. Questa campagna è partita nel dicembre 2003 e la situazione si è seriamente deteriorata in aprile con l’arrivo nelle province congolesi di Bandundu e di Kasai di dozzine di migliaia di nuovi espulsi. Ad oggi, circa 67.000 rimpatriati sono stati registrati dai comitati locali di crisi e l’afflusso continua al ritmo di almeno 2.500 persone al giorno, ma la cifra reale è senza dubbio più elevata, perché molta gente non passa dai punti di controllo.
Le sezioni locali della Croce-Rossa della Repubblica democratica del Congo lavorano in stretta coordinazione con le organizzazioni internazionali presenti nel paese. I loro volontari partecipano alla registrazione dei rimpatriati e conducono delle attività di sostegno psicologico, di primo soccorso e di riunione delle famiglie disperse.


Ultimazione della campagna di vaccinazione contro la poliomielite a Haiti
La prima « Settimana di vaccinazione nelle Americhe » della storia, che ha coperto 35 paesi ed è stata lanciata a Fond Parisien, una piccola città situata alla frontiera fra Haiti e la Repubblica domenicana, si è conclusa con successo. Dal 24 al 30 aprile, essa ha toccato circa 40 milioni di perosne, in particolare dei bambini che vivono nelle regioni remote e di gruppi vulnerabili come le donne e gli anziani. Questa iniziativa era coordinata dall’Organismo panamericano della sanità (OPAS). In Haiti, essa ha permesso di vaccinare 79.000 bambini contro la poliomielite. La Croce-Rossa haitiana ha giocato un ruolo chiave nella settimana di mobilitazione sociale che ha preceduto la campagna propriamente detta. Durante questa, 150 dei suoi volontari preparati dal ministero della Salute hanno somministrato il vaccino per via orale a dei bambini di meno di 5 anni, in quattro dei cinque distretti coperti. “E’ un lavoro considerevole, ma sappiamo che queste comunità sono molto vulnerabili dal fatto della prossimità della frontiera e noi vogliamo cacciare la poliomielite dal nostro paese”, dichiara Joseph André, residente della sezione. La Federazione internazionale ha fornito alla Croce-Rossa haitiana un sostegno finanziario per le necessità di questo sforzo.

Citando un esempio di questo recente partenariato fra il Movimento e gli organismi della sanità pubblica, Niels Scott, rappresentante della Federazione in Haiti, ha sottolineato : « La nostra formidabile rete di volontari ha permesso di toccare delle persone che rischierebbero altrimenti di passare fra le maglie di questo genere di campagne”.

Fonte: Sito web Federazione internazionale www.ifrc.org/news/

 

 

 

2-La Conferenza Globale pone in rilievo la scarsità di sangue
Tratto dal sito web della Federazione Internazionale - 6 Aprile 2004 http://www.ifrc.org/docs/news/04/04040601/
di John Sparrow a Beijing
Traduzione di Alessandro Donnelly

 

 

Il mondo è rimasto con poco sangue sicuro. Benché molti progressi siano stati fatti nell’incrementare il rifornimento globale, molte persone nei paesi in via di sviluppo non ne hanno accesso.

 

Le buone notizie sono state moderate da un fatto preoccupante, quando gli esperti si sono riuniti a Beijing questa settimana per una conferenza globale su come incrementare e gestire efficacemente una fornitura sostenibile più sicura. Delle 81 milioni unità di sangue stimate donate annualmente in tutto il mondo, meno del 40% sono raccolte nei paesi in via di sviluppo, dove vive l’82% della popolazione mondiale.

 

Il nono Incontro Internazionale sul Reclutamento di Volontari, Donatori di Sangue Non Remunerati, organizzato dalla Federazione Internazionale e co-sponsorizzato dall’Organizzazione Mondiale della Salute, ha sentito che i bisogni creati da mere quantità di persone, la prevalenza di malattie trasmesse sessualmente e scarsa comprensione della donazione di sangue erano tra i fattori che ponevano una sfida.

 

Inoltre, l’innalzamento del livello degli standard di sicurezza ha ristretto i criteri per la selezione dei donatori di sangue, e la base mondiale dei donatori si sta restringendo. “E’ critico far incontrare persone che sono responsabili per motivare, reclutare ed educare i donatori di sangue, scambiare opinioni, valutare le sfide sempre in evoluzione ed imparare dalle storie che hanno avuto successo”, afferma Alistar Henley, capo della delegazione della Federazione nell’Asia Orientale, domenica, all’apertura dei quattro giorni di conferenza.

 

I colloqui sono iniziati nel 1986 per creare un dialogo sugli approcci pratici per incoraggiare la gente a donare il sangue senza percepire una retribuzione. Le infezioni trasmesse tramite trasfusioni, come HIV ed epatite, possono essere eliminate o sostanzialmente ridotte attraverso una strategia di sicurezza basata sulla raccolta di sangue proveniente solo da donatori volontari non – remunerati in popolazioni a basso rischio.

 

Nessuno mette in discussione questo ma, come è apparso chiaro dai primi due giorni di conferenza, molti paesi hanno ancora davanti a sé una lunga strada da percorrere. Disponendo solo di una piccola percentuale del sangue necessario per le trasfusioni, i rifornimenti sono spesso acquistati dagli ospedale da fonti ad alto rischio. Un delegato asiatico ha confidato che solo il 10% - 14% delle esigenze del suo paese erano soddisfatte, e del totale solo il 21% proveniva da fonti volontarie non – retribuite. Benché la situazione si sia migliorata, circa il 60% proveniva da donatori professionisti, portando con sé alti rischi d’infezione.

 

Anche il controllo del sangue è lontano dall’essere universale. “Normalmente non è (controllato)”, mi ha detto recentemente il direttore di un ospedale regionale in uno stato dell’Asia Centrale, “a meno che non provenga da persone sospette”. Il risultato è che l’incidenza della trasmissione per trasfusione di HIV, epatite A e B continua a crescere in alcuni paesi.

 

La scarsità di sangue sicuro ha inoltre un forte impatto su donne e bambini. Molte trasfusioni sono effettuate su donne con complicazioni di gravidanza e a bambini con gravi anemie a rischio di vita. Globalmente, il 18% dei problemi di salute sono collegati alla gravidanza ed il 43% dei bambini sotto i cinque anni sono anemici.

 

Peter Carolan, decano dei dirigenti della Federazione per il sangue ed organizzatore della conferenza, ha dichiarato: “Un tempo la donazione di sangue era promossa come un dono. Ma le cose sono molto cambiate negli ultimi vent’anni, e oggi il sangue non è visto solo come un dono ma come un farmaco, e come tutti i farmaci può avere effetti collaterali”.

 

Carolan è preciso con la terminologia. “Ciò per cui stiamo lottando, ciò che più ci serve, è sangue sicuro. Non potranno mai essere date garanzie assolute sulle forniture di sangue. Ci saranno sempre nuove infezioni per le quali, al momento, non esistono test. Ma possiamo, e dobbiamo, rendere il sangue sicuro per quanto umanamente possibile. Una parte importante sta nell’acquisire sangue volontario e non-pagato da popolazioni a basso rischio. Una volta costituita una tale base di donatori, con una storia medica affidabile, si è arrivati molto più vicino all’obiettivo.”

 

I donatori affidabili non sono tutto. Rimane la necessità di un rigoroso meccanismo di controlli e di gestione del sangue, ed i governi, su questo, devono fissare gli standard. Ma una quantità sufficiente di sangue donato da persone non-pagate ed altruiste è un prerequisito di sicurezza, ed uno dei più grandi doni che conosciamo.”

Carolan è ottimista nonostante le sfide, ed incoraggiato dalle storie di successi che sono state condivise alla conferenza. Sottolinea che il principio della donazione volontaria di sangue non-pagata é sostenute da ben oltre un centinaio di Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa coinvolte nel reclutamento di donatori di sangue. La Croce Rossa cinese, che ha ospitato la Conferenza di Beijing e che celebra il suo centenario quest’anno, è tra queste.

 

La signora Peng Peiyun, Presidente della Croce Rossa cinese, ha detto alla conferenza che il suo paese ha fatto grandi progressi da quando nel 1998 è entrata in vigore una legge sulla donazione di sangue. Oggi in tutto il paese, più del 61% di tutto il sangue utilizzato negli ospedali cinesi proviene da donatori volontari, non-pagati, ed in 75 città la percentuale era del 100%. La sfida, ha detto, é di mantenere questo livello e la Croce Rossa cinese sta ponendo un’enfasi ancora maggiore nel reclutamento di altri donatori tra la popolazione giovane, in particolare nelle università.

 

Le statistiche confermano i suoi dati. Nel 2001, il governo cinese ha destinato 270 milioni di dollari per migliorare i servizi di trasfusione di sangue in tutto il paese, e ci sono state prolifiche collaborazioni tra il Ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità in molte aree della sicurezza del sangue. Nel 2002 più dell’88% dei donatori di sangue cinesi erano volontari e non-remunerati, contro il meno del 54% nel 2000, e l’implementazione di un programma WHO di gestione della qualità (World Healt Organization – Organizzazione Mondiale della Sanità) ha fortemente rafforzato i servizi.

 

L’incontro ha portato a riunirsi circa 180 specialisti, con relatori provenienti da Austria, Australia, Bangladesh, Bulgaria, Canada, Cina, Fiji, Finlandia, India, Iran, Israele, Giappone, Lussemburgo, Macedonia, Messico, Mongolia, Paesi Bassi, Nigeria, Norvegia, Filippine, Polonia, Samoa, Singapore, Sud Africa, Corea del Sud, Sri Lanka, Svizzera, Regno Unito ed Uruguay. Si é tenuto in collaborazione con la Federazione Internazionale delle Organizzazioni di Donatori di Sangue, la Società Internazionale delle Trasfusioni di Sangue e l’Associazione di Reclutatori Professionisti di Donatori.

 

 

 

3-CICR News n? 58 del 28/04/2004 link: http://www.icrc.org/Web/eng/siteeng0.nsf/iwpList578/81248AFEAE73C7C3C1256E840057625F
Federazione Russa/Cecenia: Attenti alle mine!
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

“Io e mio fratello partimmo da Gudermes per recarci nella regione di Vedensky e scoprire cos’era successo alla nostra casa. Prendemmo una scorciatoia per il villaggio che già avevamo percorso in passato. Mio fratello vide un oggetto per terra e lo raccolse. Ed ecco l’esplosione. Lui morì e io persi una mano e la vista. Sono stato sottoposto a diverse operazioni, a Mosca, ma non sono riuscito a riacquistare la capacità di vedere”.

 

Islam Gazimagomaev racconta la sua storia in uno dei quattro spot televisivi prodotti dal CICR, al fine di aiutare la gente a evitare incidenti da mina. In Cecenia, si sentono storie di questo tipo quasi ogni giorno: “decisi di percorrere una strada diversa, nonostante non ci fosse neanche un veicolo in giro: non mi resi conto che questo era segno di strada minata”; “raccolsi una torcia elettrica e mi esplose in mano”; “trovai un oggetto strano e decisi di guardarci dentro”; “entrai in un edificio distrutto e pestai una mina”.

 

L’imprudenza e la curiosità, in zone cecene disseminate di mine, costano la vita. Ignorare chiari segni di pericolo, usare sentieri in disuso o strade abbandonate, oppure raccogliere oggetti sconosciuti possono causare una tragedia. Il programma di consapevolezza sui pericoli delle mine del CICR informa i bambini e gli adulti sui rischi ai cui vanno incontro quando prendono una scorciatoia, raccolgono legna da ardere o portano al pascolo il bestiame. Le immagini visive degli spot televisivi e dei manifesti non solo informano le persone sui pericoli delle mine, ma ricordano loro anche le ragioni pratiche per cui questi pericoli devono essere tenuti a mente ogni singolo giorno.

 

Il ministero ceceno per le Situazioni di Emergenza ha già affisso 25 manifesti, prodotti dal CICR, sulle strade principali della Cecenia e altri nove verranno esposti entro la fine di aprile. I manifesti a doppia facciata avvertono gli automobilisti di evitare le strade secondarie e le piste di terra battuta, ed esorta i bambini a tenersi lontani dalle scorciatoie nel loro tragitto per la scuola o per andare a visitare i propri amici: “non abbandonate le strade sicure, attenti alle mine!”

 

 

 

4-I CORSO ITALIANO DI STORIA DELLA CROCE ROSSA E DELLA MEDICINA
1-4 LUGLIO 2004
VIII Base Logistica MARINA DI MASSA
PRESENTAZIONE

Il Corso si prefigge di creare dei cultori di Storia della Croce Rossa dai precedenti alle origini ed ai primi passi.

Il Corso sarà affiancato da lezioni di Storia della Medicina necessarie a far capire l’importanza dell’opera nel settore dell’assistenza alla sofferenza come alla relazione che esiste fra assistenza medica e diritti dell’uomo.

 

Direttore del Corso: Prof. Paolo Vanni

 

Per ogni informazione rivolgersi alla Segreteria Organizzativa:

Lorenzo Andreoni Cell. 335-1372631

 

La quota di iscrizione al Corso è di 200 Euro a partecipante e sarà a carico del Comitato di appartenenza e comprende vitto, alloggio e materiale didattico.

 

Le domande di iscrizione andranno indirizzate al Commissario Regionale Dr. Francesco Caponi (Comitato Regionale CRI Toscana Via dei Massoni 21, 50139 Firenze) e dovranno pervenire entro il 5 Giugno p.v. (per le domande giunte a mezzo postale farà fede la data del timbro).

Il Corso è a numero chiuso e prevede 18 partecipanti.

 

 

PROGRAMMA
indicativo

I GIORNATA
Mattina

I ora: La preistoria, i Greci ed i Romani

II ora: Dal Medioevo al 700

III ora: Le guerre napoleoniche, militari feriti e malati

Pomeriggio

I ora: I Greci, i Romani, Medioevo e Arabi

II ora: Il contagio: Jenner, Koch, Pasteur e Erlich

II GIORNATA
Mattina

I ora: Vita di Dunant. Le memorie, battaglia di Solferino.

II ora: I souvenir di Solferino oggi, la nascita della Croce Rossa, il Comitato dei Cinque e la I Convenzione di Ginevra

III ora: I primi passi della CRI e il Nobel

Pomeriggio

I ora: Le molecole benefattrici dell’umanità: disinfettanti ed anestetici

II ora: Storia della Psichiatria

III GIORNATA
Mattina

I ora: Storia del Comitato Internazionale

II ora: Storia del D.I.U.

III ora: Processi verbali del CICR dalla fondazione alla fine dell’800

IV ora: I musei internazionali della Croce Rossa

IV GIORNATA
Mattina

Esame finale

 

6-Giornate dei Diritti Umani
Mantova 27- 30 maggio 2003
Incontro Pubblico Alberto Cairo Sabato 29 maggio ore 19,30
Palazzo S.Sebastiano Mantova
http://www.giornatedeidirittiumani.org/scheda_inc_06.html

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“La voce degli altri”

Interviene: Alberto Cairo

Sabato 29 maggio
Ore: 19.30
San Sebastiano

L'istruzione è il futuro di ogni bambino e di ogni paese. In un paese come l’Afghanistan, in cui l’istruzione è considerata un lusso, sono proprio i bambini disabili, che ne sono perloppiù esclusi, ad averne invece più bisogno. L'Afghanistan è un posto di mestieri duri e faticosi. Accanto ai muscoli, il ragazzo handicappato deve sviluppare soprattutto il cervello.
Il racconto degli anni di lavoro in Afghanistan di Alberto Cairo con il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) per dimostrare quanto possa essere rischioso diventare un ‘colonialista umanitario’ e come l’Afghanistan abbia salvato Cairo stesso.

Alberto Cairo: Vive a Kabul da tredici anni ed è il responsabile del Progetto Ortopedico del CICR. Cura una rubrica sul quotidiano «la Repubblica» ed è autore del libro Storie da Kabul, Einaudi.
 
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GORIZIA 3 febbraio 2018 dalle ore 8,30 alle ore 17,30

Università degli Studi di Trieste sede di GORIZIA

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In allegato pieghevole esplicativo e modulo iscrizione

Comunicato dalla Presidenza CRI Gorizia 

 

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