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n 400 del 14 novembre 2009 Stampa E-mail
sabato 14 novembre 2009
14 novembre 2009
nr. 400
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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caffè dunant

Contenuto:

1- Il Gruppo di Cooperazione  Internazionale della Croce Rossa Italiana.
invita tutti volontari ed  amici  alla proiezione del film:
"SOGNAVO LE NUVOLE COLORATE"
un film documentario  di Mario Balsamo
15 novembre ore 19.00 Sala Azzurra - ROMA
 
2- 5 novembre 2009  Comunicato stampa 09/224
Pakistan : il CICR lancia una vasta operazione di correzione economica nel distretto di Malakand
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3 - 30 ottobre 2009  Comunicato stampa 219/09
Pakistan : prendere i civili per bersaglio, un divieto assoluto del Diritto umanitario
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

4 - 4-11-2009
Sudan: gli aiuti d'emergenza per i più vulnerabili nel Darfur e nel Sudan meridionale.
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

5 - 10 novembre 2009
Capo Verde, la Croce Rossa risponde alla prima epidemia di dengue
di Noora Kero, responsabile della comunicazione della FICR, Dakar
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

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1- Il Gruppo di Cooperazione  Internazionale della Croce Rossa Italiana.
invita tutti volontari ed  amici  alla proiezione del film:
"SOGNAVO LE NUVOLE COLORATE"
un film documentario  di Mario Balsamo
15 novembre ore 19.00 Sala Azzurra - ROMA

Trama:
E' la storia di Edison Un bambino albanese che emigra in Italia a soli nove anni con un viaggio della speranza su di un gommone.
E' in cerca di un' esistenza  possibile: osteggiata, pericolosa,ma con una prospettiva formidabile , renderla dignitosa.

"Sognando le nuvole colorate" è anche  la storia di un'amicizia che cambia la vita, il fattore umano diventa risolutivo e attribuisce alla vicenda un timbro, prevalente , di positività: quella di un bambino che riesce a conquistare il suo temporaneo orizzonte colorato.

Durata 65 minuti
Lingua: italiana/albanese
Sottotitoli: in Italiano

posti disponibili 50.

è gradita la prenotazione   entro il 12 novembre:

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2 - 5 novembre 2009  Comunicato stampa 09/224
Pakistan : il CICR lancia una vasta operazione di correzione economica nel distretto di Malakand
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Islamabad/peshawar (CICR) – Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) e la Mezzaluna Rossa del Pakistan hanno lanciato la prima parte di un vasto programma di assistenza economica a beneficio delle famiglie colpite dalla violenza nel distretto di Malakand.

Questo programma rappresenta la più vasta operazione di correzione intrappresa dalle organizzazioni in questa parte del paese in risposta alla crisi attuale.

Nel quadro di questo programma, più di 315.000 abitanti di Dir e Buner riceveranno sementi di grano e concime. Specialisti del CICR, in stretta collaborazione con esperti locali, seguiranno l’evoluzione delle culture fino al raccolto, nel mese di maggio prossimo, che dovrebbe segnare per la gran parte delle famiglie un ritorno all’autosufficienza.  Fino ad allora, il CICR e la Mezzaluna Rossa del Pakistan continueranno a distribuire alimenti a coloro che ne hanno più bisogno.

< Noi forniamo soccorsi d’urgenza dalla fine di maggio, ma oggi la nostra priorità è di aiutare le famiglie di Malakand a diventare rapidamente autosufficienti> spiega Pascal Cuttat, capo della Delegazione del CICR in Pakistan. < Noi speriamo che questo programma contribuirà a far ripartire l’agricoltura locale e a rilanciare le piccole imprese, ciò è indispensabile affinchè le persone colpite abbiamo una vita dignitosa.

<Vorremmo poter estendere questo programma a Swat, ma per ora è impossibile> dichiara Mohamed Sheikh-Ali, capo del programma di sicurezza economica del CICR in Pakistan. < Per un’operazione così vasta, è indispensabile monitorare costantemente e, attualmente, noi non lo possiamo garantire.>

L’economia di questa parte della provincia della frontiera del Nord-Ovest è stata scossa per diversi mesi da combattimenti intensi, all’inizio dell’anno.  Le infrastrutture sono state distrutte e oltre due milioni di persone sono state costrette a lasciare le loro case.  Non solo gli abitanti non hanno potuto mietere i loro campi di grano, ma hanno anche perduto il loro bestiame, la loro economia è crollata e spesso si sono dovuti indebitare. La gran parte delle famiglie sono ora rientrate nelle loro case, ma gli sforzi che hanno dovuto fare per ricostruire la loro vita sono stati fortemente appesantiti dalla mancanza di risorse.

Dalla fine del mese di aprile, il CICR e la Mezzaluna Rossa del Pakistan hanno aiutato circa un milione di persone duramente colpite dalla violenza, nel distretto di Malakand. Le organzzazioni si sforzano di continuare ad aiutare gli abitanti di Malakand, ma non avranno successo se esse non potranno avere accesso regolarmente e senza costrizioni alle regioni colpite.

Originale francese al link

http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/pakistan-news-051109!OpenDocument

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3 - 30 ottobre 2009  Comunicato stampa 219/09
Pakistan : prendere i civili per bersaglio, un divieto assoluto del Diritto umanitario
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Islamabad/Ginevra (CICR) – Dopo l’attentato con il lancio di una bomba di mercoledì a Peshawar – l’ultima e la più sanguinosa di una serie di attacchi nei riguardi dei civili-, il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) è angosciato per gli effetti sempre più gravi e per l’intensificazione della violenza sulla popolazione civile pakistana.

<Prendere a bersaglio i civili è una negazione d’umanità per eccellenza>, ha dichiarato Jacques de Maio, capo delle operazioni del CICR per l’Asia del Sud. < Il solo obiettivo che hanno questi attacchi è di seminare il terrore fra la popolazione, cosa che è una violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale umanitario.>

Il Diritto Internazionale Umanitario prescrive che le persone che non partecipano attivamente alle ostitiltà devono in ogni tempo essere protette dagli attacchi. Esse non devono in alcun caso essere prese per bersaglio. In oltre, tutte le precauzioni possibili devono essere prese per evitare o, almeno, ridurre al minimo gli attacchi che possano provocare incidentalmente delle perdite di vite umane nella popolazione civile, ferite a persone civili o danni ai beni di carattere civile. Infine, per fare in modo che i civili colpiti dai combattimenti abbiano acceso all’assistenza umanitaria, alle cure  sanitarie e ad altri servizi e beni essenziali, deve essere autorizzato e facilitato
il passaggio rapido e senza condizioni di convogli di soccorso e del personale umanitario.

Le violenze armate nelle zone tribali sotto l’amministrazione federale e nella provincia della frontiera del Nord-Ovest hanno prodotto migliaia di morti fra i civili e soprattutto dei feriti, e hanno costretto milioni di persone allo sfollamento. Importanti infrastrutture civili sono state distrutte, in particolar modo le scuole, le pompe ad acqua e le centrali elettriche, così anche un gran numero di abitazioni. I mezzi di sussistenza di centinaia di migliaia di persone sono stati ridotti al nulla, perchè gli agricoltori non hanno potuto nè coltivare le loro terre nè fare il raccolto, e molta gente non ha più economia.  Mine terrestri, dispositivi esplosivi artigianali e munizioni inesplose rappresentano una minaccia durevole per i civili abitanti di certe parti della regione.

In questo ambiente spesso pericoloso, il CICR coopera con la Mezzaluna Rossa del Pakistan dal maggio 2009 per portare soccorsi a più di un milione di persone colpite dai combattimenti nella provincia della Frontiera del Nord-Ovest e le zone tribali sotto amministrazione federale.  Il CICR chiede un migliore accesso alle zone direttamente interessate dai combattimenti, alle zone nelle quali i civili si sono rifugiati e ai centri di detenzione dove sono incarcerate le persone arrestate in seguito alle violenze.


Informations complémentaires :
Sébastien Brack, CICR Islamabad, tél. : +92 300 850 81 3
Simon Schorno, CICR Genève, tél. : +41 79 251 93 02 ou +41 22 730 24 26

Originale francese al link
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/pakistan-news-301009!OpenDocument

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4 - 4-11-2009
Sudan: gli aiuti d'emergenza per i più vulnerabili nel Darfur e nel Sudan meridionale.
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Il CICR è profondamente scosso per il rapimento il giorno 22 ottobre del un suo collaboratore Gauthier Lefèvre nel Darfur Occidentale. Esso ha esortato i suoi rapitori a rilasciarlo immediatamente e senza condizioni, ed è determinato nel proseguire ad aiutare le persone più vulnerabili del Sudan. Quello che segue è un aggiornamento sulle attività del CICR in Sudan.

Grande campagna di vaccinazione del bestiame nel Nord Darfur

Un totale di 23 collaboratori del CICR, di vaccinatori del MARF e di tecnici viaggiano ogni giorno per 12 villaggi nomadi nella zona di Kutum e in altri 25 siti, nei pressi delle sorgenti d'acqua intorno a Dar Zaghawa per vaccinare i cammelli, pecore, capre e bovini. La campagna dovrebbe continuare per i prossimi tre mesi.

L'obiettivo è quello di vaccinare 500.000 animali nel Nord Darfur per sostenere circa 60.000 persone entro la fine dell'anno. I nomadi stanno venendo da lontano, da Kabkabiya per vaccinare i loro animali. Il fatto che molti dei siti di vaccinazione sono sulle rotte migratorie nomadi facilita l'accesso a questo servizio di vitale importanza in una zona del Darfur che dipende dall’allevamento, per preservare i loro tradizionali mezzi di sussistenza e di indipendenza economica.

Dopo gli ampi lavori preparatori e i vari rinvii per ragioni di sicurezza inadeguate, il CICR ha lanciato alla fine di settembre questa campagna di vaccinazione degli animali, in coordinamento con il Ministero della salute degli animali e della pesca (MARF), l’iniziativa è rivolta ai campi nomadi intorno alla zona di Kutum e ai villaggi nella regione del Zaghawa Dar nel Nord Darfur.

Il CICR ha addestrato ed equipaggiato a livello comunitario operatori per la salute degli animali, in collaborazione con il MARF, migliorando in queste aree la qualità dei farmaci veterinari e fornendo frigoriferi ad energia solare per migliorare le condizioni di conservazione dei vaccini virali. Ogni operatore addestrato ha ricevuto un kit contenente le attrezzature di base e le medicine necessarie per avviare una piccola clinica veterinaria nella sua comunità.

Nel 2009 in stretta collaborazione con il MARF, il CICR ha fornito corsi di aggiornamento per 205 operatori sanitari degli animali in tutto il Darfur. Inoltre, 20 persone riceveranno una formazione di base in tre settimane. Gli operatori sanitari sono selezionati dalla propria comunità sulla base di due criteri principali: essi devono essere pastori o allevatori-agricoltori il cui sostentamento principale è l'allevamento del bestiame, e devono provenire da una zona remota.

L’assistenza di emergenza a Korma, Nord Darfur

Dopo i brevi ma intensi combattimenti, alla fine del mese di settembre circa a Korma, a nord-ovest di Al-Fashir, capitale del Nord Darfur, i civili temendo per la loro vita sono fuggiti nei villaggi vicini dove hanno trovato un riparo temporaneo presso parenti ed amici. Quando sono tornati, dopo la fine degli scontri, la maggior parte del loro cibo e gli oggetti erano stati rubati.

"Nonostante la paura e l'ansia continuano a regnare a Korma, la situazione umanitaria è migliorata rapidamente", ha detto Gregory Brissonneau, un delegato del CICR. "La gente è stata in grado di andare avanti, grazie alla solidarietà dei parenti nei villaggi non interessati dai combattimenti".

Il CICR ha avuto accesso immediato a questa zona al fine di fornire aiuti alimentari di emergenza per quasi 11.000 persone provenienti da 28 villaggi della zona e utensili da cucina, teloni impermeabili, coperte, materassi, sapone e altri generi essenziali per quasi 2.000 persone (325 famiglie) che avevano perso la maggior parte dei loro averi.

Migliorare l'irrigazione durante la stagione secca nelle aree remote del Darfur occidentale

I capi della comunità di Fase, una remota cittadina nel Nord-Ovest del Darfur-est di Zalingi, hanno chiesto al CICR di aiutarli a comprare pompe di irrigazione per l'utilizzo durante la stagione secca, con l’intenzione da parte della comunità di restituire i soldi a poco a poco.

Il CICR ha accettato di fornire il denaro, per iniziare la semina delle colture, ma anche semplici attrezzi agricoli e altri oggetti. Ogni pompa è stata utilizzata da 10-12 famiglie più vulnerabili. La comunità dovrebbe depositare il 25% all'anno di denaro in un fondo rotativo controllato da un comitato istituito per il progetto di pompe di irrigazione. Questi soldi vengono poi utilizzati per comprare una pompa supplementare di cui potrebbero beneficiare altre 12 famiglie vulnerabili della comunità.

"Il risultato è stato eccellente finora", ha detto Jeroen Carrin, un delegato del CICR responsabile della sicurezza economica nel Zalingi. "La gente è riuscita a rimborsare alla delegazione del CICR a giugno il 25 per cento del denaro loro prestato. Sono riusciti a farlo dopo solo una stagione secca, meglio del previsto. Ciò dimostra che il progetto sta funzionando bene ".

Si sta lavorando così bene che il CICR sta aiutando altri quattro gruppi di agricoltori ad Abata, ciascuno composto da 12 famiglie vulnerabili, ad acquistare quattro pompe di carburante per un costo totale di 4.000 dollari USA.

Ogni gruppo di agricoltori riceverà circa 3,25 ettari di terreno fertile intorno i wadi (letti di fiumi in secca), di proprietà della comunità per coltivare cipolle, vegetali, pomodori, okra e patate. Essi ricevono inoltre strumenti di base per preparare e mantenere la terra correttamente, e materiali di scherma per proteggerla da animali al pascolo. Tutte le altre spese, come combustibile, l'olio e la manutenzione, sono a carico degli stessi agricoltori.

Aiutare le comunità di sfollati nel Sudan meridionale

In risposta ai persistenti scontri tre le comunità nel Sudan meridionale, soprattutto nelle zone più remote del Jonglei e negli Stati dell’Alto Nilo, il personale del CICR ha visitato le città di Akobo e Pibor, nello stato di Jonglei, e Nasir, nell’Alto Nilo, per valutare i bisogni. La violenza hanno riferito, ha provocato la morte di almeno 1.200 morti e più di 20.000 sfollati dall'inizio dell'anno.

Il CICR è intervenuto per portare aiuti a oltre 15.000 persone ad Akobo e Nasir, dove i bisogni erano più acuti.

Ad Akobo, il CICR ha distribuito a 18.000 persone (325 famiglie) mais, sorgo, sementi di ortaggi, strumenti e kit per la pesca donati dalla Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite. Una chiatta del CICR che ha trasportato 22 tonnellate di teloni, accette, kit di abbigliamento, sapone e altri generi di prima necessità ha raggiunto Akobo nella seconda settimana di settembre. Gli aiuti sono stati distribuiti immediatamente a circa 9.000 sfollati ad Akobo e Denjok.

"Molte di queste famiglie hanno perso tutto durante gli scontri e non sono stati in grado di tornare ai loro villaggi", ha dichiarato Bettina Scholdan, vice capo della missione CICR nel Sudan meridionale, che era responsabile della distribuzione. "Ci auguriamo che la distribuzione delle sementi li aiuterà a riprendere una vita normale. La raccolta avverrà prima della fine della stagione delle piogge e fornirà loro gli alimenti di cui hanno tanto bisogno".

Per migliorare l'accesso all'acqua potabile, il personale del CICR ha riparato diversi rubinetti pubblici e installato una pompa a motore per la distribuzione di acqua in una decina di punti intorno Akobo.

Un'altra chiatta che trasportava personale del CICR e un carico di sementi, di attrezzi per la pesca e altri oggetti è arrivato a Nasir per aiutare le famiglie sfollate che hanno perso i loro averi durante i combattimenti lo scorso giugno.

Nel frattempo a Bentiu, Stato di Unity, i volontari del team di risposta alle emergenze della Mezzaluna Rossa del Sudan, che erano stati precedentemente preparati dal CICR, hanno aiutato le autorità locali ad evacuare i feriti e raccogliere le salme a seguito di uno scontro nella zona.

In coordinamento con l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la missione CICR a Juba ha risposto ad una richiesta da parte del Ministero della Salute nel sud, per fornire soluzioni intra venali. La missione ha inviato 50 litri di soluzione fisiologica e 50 set di infusione all’ospedale di Bentiu.

Per ulteriori informazioni, contattare:
Saleh Dabbakeh, CICR Khartoum, tel: 249912137764 o 249183476464
Anna Schaaf, CICR Ginevra, tel: +41227302271 o +41792173217
 
Tratto dal sito web del CICR al link:
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/sudan-update-041109?opendocument

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5 - 10 novembre 2009
Capo Verde, la Croce Rossa risponde alla prima epidemia di dengue
di Noora Kero, responsabile della comunicazione della FICR, Dakar
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

Il Capo Verde, stato insulare dell’Africa occidentale, è stato colpito da un’enorme epidemia di febbre dengue. I primi casi si sono registrati alla fine di settembre con un forte aumento all’inizio di novembre. Il ministero della Salute di Capo Verde ha dichiarato più di 11.000 casi sospetti. I casi confermati sono circa 3.000, 25 sono sospetti di febbre emorragica dengue, mentre i decessi ammontano a quattro.

“Questa è la prima epidemia di febbre dengue in Capo Verde e anche la più grande mai registrata in tutta l’Africa occidentale”, afferma Anders Naucler, coordinatore per la salute della Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR) dell’Africa centro-occidentale, attualmente a Praia, capitale di Capo Verde.  

Ospedali superaffollati

La febbre dengue è una malattia causata da una zanzara con sintomi simili a quelli della malaria: mal di testa, febbre, spossatezza e forti dolori muscolari. I virus di dengue vengono trasmessi agli umani attraverso la puntura di zanzare femmine infette della specie Aedes, le quali contraggono la malattia pungendo persone già infettate.

Nell’arcipelago dello stato di Capo Verde, la febbre di dengue è stata segnalata in quattro delle sue nove isole abitate. La maggior parte dei casi si trova nell’isola principale di Santiago, nei dintorni di Praia, dove gli ospedali sono pieni e l’unità di terapia intensiva è sovraffollata da pazienti gravemente malati.

“Poiché la maggior parte dei casi è stata segnalata a Santiago, dove la densità della popolazione è la più elevata, si teme che se non vengono prese forti precauzioni, il virus si diffonda rapidamente, come era successo a Cuba circa trent’anni fa. A Cuba, la maggioranza dei pazienti gravemente malati ricoverati negli ospedali era di quasi 1 per 100 abitanti nel 1981”, spiega Anders Naucler.

Necessità di più volontari

Fino a cento volontari della Croce Rossa di Capo Verde stanno effettuando attività di sensibilizzazione e di valutazione ambientale sul campo e vicino agli ospedali e ai centri sanitari. Sono necessari più volontari sia nell’isola principale sia nelle altre isole. La FICR dovrebbe presto mettere a disposizione della Croce Rossa di Capo Verde un aiuto finanziario attraverso il suo Fondo per gli interventi di emergenza in caso di catastrofi a sostegno di attività di prevenzione al fine di sradicare questa epidemia.

Il Capo Verde è stato anche colpito da una pandemia di influenza. All’esordio dell’epidemia di dengue, molti casi erano stati clinicamente diagnosticati come influenza H1N1.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/Docs/News/09/09111001/index.asp

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