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n 397 del 23 ottobre 2009 Stampa E-mail
sabato 24 ottobre 2009
23 ottobre 2009
nr. 397
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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catastrofi in asia e nel pacifico

Contenuto:

1 - 19 ottobre 2009
Dal sito internet del Comitato Internazionale della Croce Rossa
CICR/UIP Comunicato Stampa congiunto
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

2 - RAPITO  IN DARFUR, NEL SUDAN, GAUTHIER LEFEVRE,
DELEGATO DEL C.I.C.R. DI GINEVRA

3 - Ringraziamento del prof. Paolo Vanni per il conferimento della medaglia d’argento al merito di CRI assegnatagli il 3 ottobre 2009 a Castiglione delle Stiviere (MN)

4 - Lettera di Lilli Tavormina di Roma
Sul Corso di Storia della Croce Rossa e della Medicina

5 - Da Venerdì 23 Ottobre a Domenica 1 Novembre 2009
Mostra
“In pace e in guerra: Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana”
Palazzetto Veneto, Via Sant'Ambrogio, 12
Monfalcone (GO)
Comunicato da Fabio Zucconi

6 - su internet la puntata de "La storia diamo noi"

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1 - Dal sito internet del Comitato Internazionale della Croce Rossa
CICR/UIP Comunicato Stampa congiunto
19 ottobre 2009
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Il CICR e l’UIP domandano insistentemente ai legislatori di assicurare un maggiore rispetto delle regole della guerra  

Ginevra. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) e l’Unione  interparlamentare (UIP) chiamano i parlamentari e i legislatori del mondo intero a fare in modo che il diritto internazionale umanitario (DIU) sia applicato e rispettato al tempo stesso.

Questo appello comune è stato lanciato il primo giorno della 121° Assemblea dell’UIP, che inizia a Ginevra questo Lunedì. Nel corso dell’Assemblea, il CICR parteciperà a una riunione-dibattito per sottolineare il 60° anniversario delle Convenzioni di Ginevra, celebrate quest’anno. Le Convenzioni del 1949 sono pietra angolare del Diritto Internazionale Umanitario che fissa i limiti di condotta della guerra.

< In qualità di legislatori, abbiamo la responsabilità, verso le vittime dei conflitti armati, di redigere e di mettere in opera le leggi che assicurino l’applicazione delle regole della guerra a livello nazionale>, ha dichiarato il Presidente dell’UIP, Theo-Ben Gurirab della Namibia. <Se le misure legislative sono certe essenziali, i parlamentari devono dar vita a queste regole utilizzando la loro influenza politica per far conoscere il più largamente possibile il DIU e convincere i dirigenti governamentali della necessità assoluta di far si che i civili siano protetti durante i conflitti armati, e che gli autori dei crimini di guerra debbano rispondere delle loro azioni>

Nel corso dell’Assemblea, il Vice-Presidente del CICR, Christine Beerli, presenterà una nuova guida per ad uso dei parlamentari su < Le persone scomparse>, che metterà in evidenza quello che il legislatore può fare per impedire che le persone scompaiano durante i conflitti armati, e contribuire affinchè le sorti delle persone scomparse siano “chiare” e fare in modo  che le loro famiglie siano maggiormente sostenute.  Questa guida è stata prodotta congiuntamente dal UIP e il CICR. < Queste questioni sono inevitabili. Il diritto internazionale umanitario prescrive che le autorità debbano fare tutto ciò che è in loro potere per informare le famiglie dalla sorte  dei loro congiunti scomparsi; purtroppo, moltissime persone nel mondo  restano senza notizie delle persone scomparse, e per un tempo lunghissimo,  a volte per decine d’anni. Questa non è che una delle regole del DIU che  gli Stati e gli attori non statali devono trattare in maniera più seria> ha affermato la Signora Beerli

Qualche mese fa, il CICR ha condotto un’inchiesta che ha mostrato che la grande maggioranza degli abitanti dei paesi colpiti da un conflitto armato pensano che dovrebbe esserci un limite alla guerra; d’altra parte erano molto meno numerose le persone che considerano le Convenzioni di Ginevra efficaci nella limitazione delle sofferenze dei civili.

<Per noi, questo è un segnale molto forte, il DIU deve essere applicato in maniera più determinata , ed è ai legislatori e ai politici il compito di fare pressione in favore della ratifica dei trattati e dei testi legislativi pertinenti. I parlamentari devono fare tutto quello che è in loro potere, quando scoppia un conflitto, per facilitare le operazioni umanitarie, proteggere i civili e il personale umanitario, e fare in modo che l’aiuto arrivi rapidamente> ha aggiunto la Signora Beerli.

Informations complémentaires :
Anna Nelson au CICR : +41 79 217 3264
Luisa Ballin à l'UIP : +41 22 939 4116 ou +41 79 649 71 45

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2 - RAPITO  IN DARFUR, NEL SUDAN, GAUTHIER LEFEVRE,
DELEGATO DEL C.I.C.R. DI GINEVRA
Un altra grave ennesima violazione nei confronti dell'operato del
Comitato Internazionale della Croce Rossa nelle are di conflitto

Darfur (Sudan)  - Un dipendente francese della Croce rossa internazionale è stato rapito in Darfur. È  «in buona salute», ha dichiarato oggi il sottosegretario sudanese alle questioni umanitarie, Abdel Baqi Gilani, alle agenzie di stampa.

Gilani ha detto di basarsi su «prime informazioni» da lui ricevute. Il sottosegretario, in dichiarazioni all'agenzia francese Afp, ha detto inoltre di ritenere che il rapito «sarà liberato rapidamente» perché lavora per la Croce rossa, organizzazione «molto rispettata» da tutti i gruppi attivi in Darfur. Gilani ha definito «banditi» gli autori del rapimento che viene «condannato» dal governo del Sudan.

Il rapito, Gauthier Lefevre, ha 35 anni, da cinque lavora per il Comitato Internazionale della Croce Rossa ed è in Darfur da 15 mesi. Il francese, ha reso noto il nostro Comitato di Ginevra, è stato prelevato 40 chilometri a nord di Al Geneina, capoluogo della provincia del Darfur-ovest, vicino alla frontiera col Ciad. Il Governo francese ne ha reclamato la «liberazione incondizionata ed immediata».

Dopo il rapimento e il lungo sequestro di tre operatori del C.I.C.R. nelle Filippine, tra cui il nostro connazionale Eugenio Vagni,risoltosi nel trascorso luglio fortunatamente senza gravi epiloghi dopo sei lunghi mesi, questa nuova ennesima violazione del Diritto Umanitario Internazionale e attacco all'azione della Croce Rossa Internazionale, nel suo agire a tuttela delle vittime di guerra e per la vigilanza del rispetto delle norme, in un altra parte del mondo. In Sudan non è la prima volta che operatori umanitari, anche di altri organismi, sono attaccati e rapiti, in un Paese, dove il confine tra guerriglieri indipendentisti, truppe regolari e banditi è molto flebile.

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3 - Ringraziamento del prof. Paolo Vanni per il conferimento della medaglia d’argento al merito di CRI assegnatagli il 3 ottobre 2009 a Castiglione delle Stiviere (MN)

Carissimo Commissario Caponi, caro Francesco,
sono profondamente commosso da questo momento della mia vita; essa volge al tramonto, ma questa onorificenza mi apre una fase nuova ed è come se ricevessi un nuovo battesimo e che qualcosa cominci piuttosto che concludersi!!!

Questo lo dico anche per tutti gli “amici” che in Croce Rossa e fuori ( e credetemi sono tanti) sostengono che la storia non serve a nulla, ma a costoro con il “tutti fratelli” del grande Enrico porgiamo l’altra guancia e proseguiamo verso gli obiettivi in cui crediamo, cioè la divulgazione  e la conservazione della memoria storica  dei valori di Croce Rossa.

Sentite il plurale maiestatis? Ebbene non riguarda me, ma deve far capire a tutti (in Croce Rossa e fuori) che la medaglia non è stata data solo a me ma a tutti quelli che fin da principio, circa quindici anni fa, hanno collaborato con me nella valorizzazione della storia di Croce Rossa e della Medicina, mio altro grande amore.

Il primo, caro Francesco, sei tu con la creazione dell’Ufficio storico della regione toscana, di cui hai affidato a me la direzione e con l’aver reso possibile il 1° Corso di Storia della Croce Rossa e della Medicina nel 2004, nella nostra bella sede di Marina di Massa. Poi il Presidente Massimo Barra, che mi ha riconosciuto la dignità nazionale di primo delegato alla storia della Croce Rossa ed ha ufficializzato, a livello nazionale, i corsi da me creati. Infine il Commissario, avv.Rocca, che mi ha sempre apprezzato e sostenuto fino dal suo insediamento ed a cui devo l’onorificenza, che con suo motu proprio ricevo.

Devo poi qui ricordare gli amici della comune scalata: M.G. Baccolo e Raimonda Ottaviani, con le quali abbiamo curato la prima versione delle Memorie di H.Dunant, pubblicato tanti lavori ed insegnato in tanti corsi; poi il carissimo G.Ceci, responsabile del ritrovamento dello Zanetti, autore della prima traduzione italiana del Souvenir (1863), e con lui i dirigenti dei nuovi uffici storici: M.E.Monaco, A.Del Chiaro, M. Notarnicola, le Sorelle di Bergamo, C. Arcuri e V. Grillo, le Sorelle di Reggio Calabria, R.Laganà e R.Bartolo, e tanti altri. Inoltre i presidenti “allievi” che hanno organizzato i primi sei Corsi, M.T.Cicero, R.Teneggi con G.Rinaldi e M.Muratori, F.Palomba, G.Cuzzocrea ed infine M.Beschi che insieme ai presidenti di Mantova e Brescia, Persichella e Forelli, hanno sostenuto uno sforzo enorme per organizzare questo Corso, seguito poi dal Convegno celebrativo del 150°.

Un caldo riconoscimento a C.Cipolla e L.Lonardi, amici carissimi e compagni di tante battaglie; poi G.Armocida, presidente della SISM (Società Italiana di Storia della Medicina), che capì subito l’importanza del mio progetto e mi nominò nel direttivo della Società, suo rappresentante per i rapporti con la Croce Rossa.

Sono anche molto riconoscente a tutta la mia famiglia, che è qui presente, con a capo mia moglie senza l’aiuto della quale poco avrei concluso: pensate che è lei che lavora al computer! I miei figli con i quali ho collaborato per diversi lavori, le mie nuore che mi hanno dato i miei magnifici nipoti: Pietro, Emma, Guido e Giulia, ai quali vorrei lasciare i valori dell’attenzione al sofferente e della ricerca della giustizia.

Infine non posso non ricordare il Presidente Carlo Azelio Ciampi che nel lontano 2002, grazie anche all’interessamento del senatore F.Bosi, allora sottosegretario alla difesa, e di M.P.Garavaglia, ricevette con grande apprezzamento in forma privata tutto lo staff della traduzione delle Memorie (Baccolo, Balletta, Micco, Ottaviani e D.Vanni).

Grazie, grazie di vero cuore e di qui si riparte per andare avanti ed avere una sempre più proficua collaborazione anche con Ginevra ( Presidente J.Kellenberger, dott. F.Pitteloud, prof. F.Candaux, prof. R.Durand, E.Bosisio, ecc.).

Grazie al dott. Marcello Guerra, amico sicuro, che mi risponde sempre quando telefono a Roma!

Viva la Croce Rossa, viva l’Italia!

Paolo Vanni

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4 - Fra i partecipanti del 6° Corso di Storia della Croce Rossa e della Medicina c’era una persona che di Croce Rossa non è. Lilli Tavormina, è Docente alla Facoltà di Scienze Infermieristiche alla Università La Sapienza.  Quella che qui riportiamo integralmente è la sua lettera di ringraziamento, pubblicata con il suo consenso. Ritengo che questa testimonianza meriti attenzione particolare in quanto proveniente da persona non appartenente al mondo Croce Rossa.

Castiglione delle Stiviere 4 ottobre 2009
Carissimi, è già arrivato il momento di partire e, confesso, vado via malvolentieri.
Sono stata bene con voi, siete stati una meravigliosa scoperta.
Le ragioni che mi hanno spinta ad iscrivermi a questo corso sono state, essenzialmente, di natura didattica: stavo cercando su internet notizie sulla Croce Rossa per poterle inserire e quindi ampliare il mio insegnamento di “Teoria e storia del nursing” all’Università La Sapienza di Roma quando ho letto il bando relativo al 6° corso di Storia della Medicina e della Croce Rossa.
Sono sempre stata convinta che un corso di storia della professione infermieristica non può trascurare il ruolo che il Corpo delle Infermiere Volontarie di Croce Rossa ha avuto nello sviluppo della nostra professione in Italia ed è per questo che ho deciso di partecipare.
Pensavo di avere abbastanza notizie sulla Croce Rossa come se sapere che il fondatore è stato Henry Dunant fosse sufficiente!
Ed invece ho scoperto un mondo che mi era totalmente sconosciuto a cominciare dai Principi Fondamentali che stanno alla base dell’attività della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: umanitaria, imparziale, neutrale, unica, universale, indipendente, volontaria.
Il tempo passato con voi è stata una bellissima esperienza per i contenuti del corso ma soprattutto per le persone che ho conosciuto e che abbraccio tutte idealmente.
Un grazie particolare al Commissario del Comitato Locale CRI di Castiglione delle Stiviere Dott.ssa Maddalena Negri Beschi e a M.Grazia Baccolo che mi hanno accolto in questo corso.
Grazie a Patrizia, a Laura, a Sara e a Bianca per la loro amicizia e disponibilità.
Spero di potere ancora prendere parte alla vostra iniziative future.

Lilli Tavormina - Roma

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5 - Mostra
“In pace e in guerra: Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana”
Da Venerdì 23 Ottobre a Domenica 1 Novembre 2009
Palazzetto Veneto, Via Sant'Ambrogio, 12
Monfalcone (GO)
Comunicato da Fabio Zucconi

Il Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, ausiliario delle Forze Armate, si ispira storicamente ai principi di Florence Nightingale, che dedicò la propria vita all’assistenza dei malati e nella guerra di Crimea svolse la sua azione umanitaria sul campo di battaglia.

La prima scuola italiana sorse a Milano, per volontà di Sita Meyer Camperio, a cui seguì, nel 1908, quella romana presso l’ospedale militare “Celio”.

Il 1908 è considerato l’anno ufficiale della nascita di questo Corpo, accompagnato dall’emanazione del primo regolamento secondo il quale “lo scopo della scuola è quello di avere a disposizione un certo numero di Infermiere Volontarie per poterle distribuire nelle varie formazioni sanitarie di guerra e in posti di pronto soccorso in tempo di pace”.

Da allora, attraverso terremoti, due conflitti mondiali, guerre, alluvioni, calamità naturali sia in Italia che all’estero le Infermiere Volontarie sono sempre state pronte ad intervenire ovunque ci sia sofferenza, rimanendo al di sopra delle parti, secondo i principi di umana solidarietà propri della Croce Rossa.

La mostra “In pace e in guerra: Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana” allestita in concomitanza al Convegno sulle professioni infermieristiche vuole ricordare questa storia al femminile.

Accanto a splendide riproduzioni fotografiche la mostra ripercorre, in particolare, il sentiero degli enormi sforzi pervasi dalle crocerossine accanto ai soldati del Regio Esercito durante i tragici eventi del primo conflitto mondiale.

La prima sezione della mostra si sviluppa nell’esposizione di materiali storici della Croce Rossa Italiana provenienti dalla collezione privata del capitano com. CRI (c.) Fabio Zucconi. Si tratta di uniformi, oggetti, attrezzature, cartoline, manifesti, libri, documenti, medaglie, distintivi ed altri pregevoli materiali. E’ stata realizzata la ricostruzione ideale di un ospedaletto avanzato con le figure dell’Ufficiale medico, dell’Infermiera Volontaria, dei portantini, il ferito medicato in barella e le attrezzature sanitarie.

 Un posto di rilievo per lo splendido manifesto originale per la Croce Rossa, realizzato dal grande cartellonista triestino Marcello Dudovich, raro al pari delle originali attrezzature sanitarie e degli altri oggetti esposti.

La seconda sezione della mostra, invece, documenta alcuni momenti della Grande Guerra a Gorizia e sul Carso attraverso l’allestimento di alcuni grandi panorami raffiguranti Gorizia vista dal Podgora, il Carso da Trieste al Sabotino ed alcuni scorci di Plezzo e del Rombon.

Una scelta che ha lo scopo di consentire ai visitatori di “leggere” agevolmente le eccezionali immagini, composte da numerosi scatti fotografici eseguiti dai reparti della Sezione fotografica del Regio Esercito Italiano, in due momenti ben diversi del corso della guerra.

Tratto dal sito internet del Friuli Venezia Giulia
 
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6 - Se qualcuno avesse perso la puntata della trasmissione "La storia siamo noi" sul 150° anniversario dell'idea della Croce Rossa contenente il servizio di Antonia Pillosio "Red Cross crocerossine" andata in onda giovedì 22 ottobre 2009, la può rivedere in internet sul sito www.caffèdunant.it   e  www.crimedioverbano.it

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