Home

Area Riservata






Password dimenticata?

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission


n° 396 del 16 ottobre 2009 Stampa E-mail
lunedì 19 ottobre 2009
16 ottobre 2009
nr. 396
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


----------------------------------------------------------------------------------
 
catastrofi in asia e nel pacifico

Contenuto:

1 - 5 ottobre 2009
Catastrofi in Asia e nel Pacifico: lanciati quattro appelli urgenti in cerca di 18 milioni di franchi svizzeri
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

2 - 2 ottobre 2009 Dichiarazione
Posizione del CICR in merito a un trattato sul commercio di armi
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

3 - Viterbo  - giovedì 22 ottobre 2009  ore 10.00
La Scuola Sottufficiali dell'Esercito e il Comitato Provinciale CRI di Viterbo invitano alla
Conferenza per il 150° anniversario della Battaglia di Solferino
Aula Magna Circolo Sottufficiali dell'Esercito
Viterbo

4 - Mantova - venerdì 30 ottobre 2009
Sala Norlengi  Via Vittorio Emanuele 13
Presentazione “nuova traduzione italiana edizione critica de
Un Souvenir de Solferino di Henry Dunant"
A cura di Costantino Cipolla e Paolo Vanni
Mantova

5 - Follonica - sabato 7 novembre 2009 dalle 8.30 alle  17.00
2° Convegno della Storia della CRI in Maremma
FOLLONICA (GR)
Via della Pace 2/d

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

1 - Catastrofi in Asia e nel Pacifico: lanciati quattro appelli urgenti in cerca di 18 milioni di franchi svizzeri
5 ottobre 2009
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

5 ottobre 2009, Kuala Lumpur - La Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR) è alla ricerca di 18 milioni di franchi svizzeri per far fronte parallelamente a quattro gravi emergenze in tutta l'Asia.

Due nuovi appelli preliminari sono stati lanciati oggi per l’emergenza allo scopo di fornire un supporto essenziale alle operazioni di soccorso e di recupero in Indonesia e a Samoa, che si aggiungono ai due appelli lanciati venerdì nelle Filippine e in Vietnam.

In Indonesia, sono necessari 6,8 milioni di franchi svizzeri per aiutare le 25.000 persone colpite la scorsa settimana da due devastanti terremoti di magnitudo 7,6 e 6,8 nell’ ovest di Sumatra. Attraverso operazioni effettuate in collaborazione con la Croce Rossa dell’Indonesia ((Palang Merah Indonesia/PMI), l'appello mira a sostenere la distribuzione immediata dei beni di prima necessità, a fornire ripari temporanei, acqua e servizi igienico-sanitari, e supporto logistico per un periodo di sei mesi. Si ritiene che quasi 800.000 persone siano state colpite da queste calamità.

A Samoa, mentre la Croce Rossa continua a fornire assistenza umanitaria alle vittime del sisma di magnitudo 8,3 e del conseguente tsunami, la FICR sta cercando 2,9 milioni di franchi per garantire le distribuzioni di aiuti di emergenza, l'approvvigionamento idrico e i servizi igienico sanitari, ripari e il sostegno psicosociale, il ripristino dei legami familiari e i mezzi di sussistenza, la riduzione del rischio di catastrofi e la sicurezza degli edifici. Circa 15.000 persone particolarmente vulnerabili, dovrebbero beneficiare di queste operazione di soccorso e recupero e dovrebbero durare per diciotto mesi.

Come annunciato, il 3 ottobre, nelle Filippine, mentre la Croce Rossa risponde al Typhoon Ketsana e si prepara per il Typhoon Parma, sono necessari 3,08 milioni di franchi svizzeri (2,98 milioni di dollari americani/2,5 milioni di euro) per aiutare 100.000 persone nei prossimi nove mesi.

In Vietnam, si cercano per l’emergenza 4,9 milioni di franchi svizzeri (4,75 milioni di dollari americani/3m25 milioni di euro) per fornire cibo e beni di prima necessità per la distribuzione, acqua, servizi igienico-sanitari e ripari per le popolazioni sfollate e strutture di riparo per la Croce Rossa del Vietnam e dei suoi volontari. Gli aiuti della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa mirano ad aiutare 210,000 persone nei prossimi 12 mesi.
 
"In queste quattro catastrofi avvenute in Asia e nel Pacifico, i volontari formati hanno svolto un ruolo fondamentale per salvare vite umane, ma l'assistenza internazionale è necessaria “per consentire loro di proseguire i loro sforzi di soccorso e di recupero”, ha detto Michael Annear, coordinatore per la gestione delle catastrofi per la FICR in Asia e nel Pacifico. "Le donazioni in risposta a questi appelli aiuteranno a far fronte ai bisogni immediati delle persone vulnerabili e contribuirà a rafforzare ulteriormente le Società Nazionali di fronte alle future catastrofi."

Per maggiori informazioni, o per interviste, contattare:

Lasse Norgaard, delegato per le comunicazioni, Bangkok Tel: +66 89 635 7177
Patrick Fuller, delegato per le comunicazioni, Padang Tel: ¬¬+60 12 230 8451
Jason Smith, manager delle comunicazioni, Kuala Lumpur Tel: +60 12 387 0829
Paul Conneally, media manager, Ginevra Tel: +41 79 308 9809

La Federazione Internazionale con sede a Ginevra, promuove le attività umanitarie della 186 Società Nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa tra le persone più vulnerabili. Attraverso il coordinamento in caso di catastrofe internazionale e il sostegno della promozione dello sviluppo, essa mira a prevenire e alleviare le sofferenze umane. La Federazione, le Società Nazionali e il Comitato internazionale della Croce Rossa insieme, costituiscono il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Tratto dal sito web della FICR al link:
http://www.ifrc.org/Docs/News/pr09/4809.asp

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

2-10-2009 Dichiarazione
Posizione del CICR in merito a un trattato sul commercio di armi
Il CICR sostiene fermamente l’elaborazione di un trattato giuridicamente vincolante e di portata mondiale che definisca delle norme comuni per un trasferimento responsabile delle armi classiche (comprese le armi leggere e di piccolo calibro) e delle loro munizioni, che si fondi sulle responsabilità che il diritto internazionale, e in particolare il diritto internazionale umanitario, impone agli Stati.

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

- Un trattato sul commercio delle armi dovrebbe regolare il trasferimento delle armi classiche e delle loro munizioni, così come è definito nel DIU e nei trattati sulla limitazione delle armi. Un trattato sul commercio delle armi dovrebbe anche regolare l’intermediazione delle armi classiche e delle munizioni e le attività che vi sono strettamente connesse, così come sono definite nel rapporto del 2007 del Gruppo di esperti governativi. Il trasferimento di qualsiasi tipo di arma classica (comprese le armi leggere e di piccolo calibro) e delle loro munizioni dovrebbe essere coperto da un tale trattato.

- Un trattato sul commercio delle armi dovrebbe comprendere l’obbligo di: a) valutare la probabilità che il destinatario rispetti il diritto internazionale umanitario; b) non trasferire armi o munizioni se vi è un rischio manifesto che queste saranno utilizzate per commettere delle gravi violazioni di tale diritto.

- Un trattato sul commercio delle armi dovrebbe anche comportare l’obbligo di non trasferire armi o munizioni il cui utilizzo o trasferimento è stato vietato, nonché l’obbligo di non trasferire armi o munizioni che possano causare ferite e mali superflui o colpire in modo indiscriminato.

Il costo umano dei trasferimenti di armi non regolamentati e la necessità di un trattato internazionale completo sul commercio delle armi

Nel suo studio del 1999 sulla disponibilità delle armi e sulla situazione dei civili nei conflitti armati, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha constatato che la disponibilità di armi favoriva le violazioni del diritto internazionale umanitario e ostacolava l’assistenza alle vittime.

Le armi sono probabilmente, per definizione, il solo prodotto legale deliberatamente concepito per avere un effetto negativo sulla salute umana. Il fatto che il loro commercio non sia regolamentato deve essere considerato come una deplorevole anomalia del sistema giuridico internazionale, e noi dobbiamo, quindi, mirare a un obiettivo che è essenziale: fare in modo che solo coloro che utilizzano questo prodotto in modo conforme al diritto in vigore, e in particolare al diritto internazionale umanitario, possano procurarselo.

È importante comprendere che l’intera struttura del diritto, e del diritto internazionale umanitario in particolare, riposa su un principio chiave, cioè che i portatori di armi abbiano ricevuto una formazione adeguata, siano disciplinati e che si servano delle armi nella stretta osservanza delle disposizioni giuridiche. Se questo non accade, in particolare quando è facile procurarsi delle armi o quando il trasferimento non è sottoposto ad alcun controllo, è per lo meno irrealista aspettarsi che il diritto sia rispettato. Tutti gli sforzi messi in campo dagli Stati parte alle Convenzioni di Ginevra e dal CICR per far rispettare il diritto internazionale umanitario sono compromessi dalla disponibilità non regolata delle armi.

Dalla fine degli anni ’90, il CICR insiste affinché gli Stati si accordino su un sistema di controllo stretto del trasferimento delle armi classiche a livello nazionale, regionale e mondiale, al fine di individuare degli approcci coerenti che permettano di prendere delle decisioni responsabili sul trasferimento di armi. Il CICR sostiene fermamente l’elaborazione di un trattato giuridicamente vincolante e di portata mondiale, che definisca delle norme comuni per il trasferimento responsabile delle armi classiche e delle loro munizioni e che si fondi sulle responsabilità che il diritto internazionale, in particolare il diritto internazionale umanitario, impone in capo agli Stati.

Le transazioni e le armi coperte da un trattato sul commercio delle armi

Un trattato sul commercio delle armi dovrebbe regolare il trasferimento delle armi classiche e delle loro munizioni, così come è definito dal DIU e dai trattati sulla limitazione delle armi. Il trasferimento di armi e di munizione non è solo lo spostamento fisico di armi e munizioni verso un territorio nazionale o da partire da questo. Comprende anche la cessione del diritto di possedere e di disporre di quelle armi. Il CICR stima che atti quali il transito, il trasbordo, il prestito e l’affitto siano coperti da tale definizione e debbano quindi rientrare nell’ambito del trattato, affinché quest’ultimo sia il più completo possibile.

Un trattato sul commercio delle armi dovrebbe anche regolamentare l’intermediazione delle armi classiche e delle munizioni, nonché le attività che vi sono strettamente legate, quali sono definite dal Rapporto del 2007 del Gruppo di esperti governativi. L’autorizzazione concessa per l’intermediazione e le attività connesse dovrebbe dipendere dagli stessi criteri applicabili dagli Stati per il trasferimento delle armi.

Un trattato sul commercio delle armi dovrebbe regolamentare il trasferimento di ogni tipo di arma classica e delle loro munizioni. È particolarmente importante includervi le armi leggere e di piccolo calibro.

I parametri di un trattato sul commercio delle armi e il diritto internazionale umanitario

Il DIU, che norma l’uso delle armi nei conflitti armati e protegge le vittime della guerra, è un elemento ha un ruolo rilevante nelle decisioni sul trasferimento delle armi classiche e delle munizioni. Anche se il diritto internazionale permette agli Stati di acquistare delle armi per la propria sicurezza, impone loro anche l’obbligo solenne di «rispettare e fare rispettare» il diritto umanitario. Questo obbligo è generalmente interpretato come conferente anche agli Stati terzi non parte a un conflitto armato la responsabilità di astenersi dall’incoraggiare una delle parti a violare il diritto internazionale umanitario, di astenersi dall’intraprendere un’azione suscettibile di contribuire all’attuazione di tali violazioni e di prendere delle misure appropriate per mettere fine alle violazioni.

Poiché le armi sono spesso trasferite per permettere al destinatario di impegnarsi in un conflitto armato, questi trasferimenti dovrebbero quindi essere esaminati alla luce dell’obbligo che è in capo agli Stati di assicurare il rispetto del diritto umanitario. Gli stati che fabbricano ed esportano delle armi possono essere considerati particolarmente influenti e adatti a «fare rispettare» il diritto internazionale umanitario in ragione della loro capacità di fornire, o di rifiutare di fornire, i mezzi con cui le violazioni rischiano di essere commesse. Essi devono dunque vegliare in modo particolare a che le armi trasferite non siano utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto internazionale umanitario.

 

In effetti, nell’Agenda per l’azione umanitaria adottata dalla XXVIII Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa nel 2003, gli Stati parte alle Convenzioni di Ginevra si sono impegnati a «fare del rispetto del diritto internazionale umanitario uno dei criteri fondamentali in base ai quali esaminare le decisioni concernenti il trasferimento di armi» e sono stati incoraggiati ad incorporare questi criteri nella legislazione o nella politica nazionale, nonché nelle norme regionali e mondiali.

 

Per riflettere pienamente le obbligazioni degli Stati che derivano dal DIU, un trattato sul commercio delle armi dovrebbe comprendere il dovere di: a) valutare la probabilità che il destinatario rispetti il diritto internazionale umanitario, b) non trasferire armi o munizioni se vi è il rischio manifesto che esse siano utilizzate per commettere delle gravi violazioni di tale diritto (questo termine include le infrazioni gravi alla Convenzioni di Ginevra e al loro I Protocollo Addizionale e i crimini di guerra elencati nello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale).

Un trattato sul commercio delle armi dovrebbe anche comportare l’obbligazione di non trasferire armi o munizioni il cui uso o trasferimento sia vietato, nonché il dovere di non trasferire armi o munizioni la cui natura sia tale da causare ferite e sofferenze superflue o da colpire indiscriminatamente.

La Guida pratica del CICR (http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/p0916) relativa all’applicazione di criteri che derivano dal diritto internazionale umanitario nella presa di decisioni sul trasferimento di armi offre dei consigli sulla materia.

Dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/weapons-statement-011009?opendocument

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

3 - Viterbo  giovedì 22 ottobre 2009  ore 10.00
 Scuola Sottufficiali dell'Esercito e il Comitato Provinciale CRI di Viterbo invitano alla
Conferenza per il 150° anniversario della Battaglia di Solferino
Aula Magna Circolo Sottufficiali dell'Esercito
Viterbo

Interverranno:
Luigi Lonardi - già Sindaco di Solferino
Paolo Vanni - Delegato Nazionale alla Storia della Croce Rossa
Francesco Rocca - Commissario Straordinario della CRI

Per informazioni e conferme telefonare allo 0761 - 270957 (int 1) oppure 304811 (int 214)
http://www.caffedunant.it/articoli/2009/395/conferenza_sse_2009.pdf

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

4 - La Croce Rossa Italiana - Comitato Provinciale di Mantova
invita
Venerdì 30 ottobre 2009 ore 21,00

Presso la Sala Norlenghi -  Via Vitorio Emanuele  13 - MANTOVA
alla Presentazione della nuova Edizione Critica Traduzione italiana con testo originale francese a fronte
del libro di Henry Dunant "Un Souvenir de Solferino"
Curata dal Prof.Costantino Cipolla Ordinario di Sociologia dell'Università di Bologna
e dal Prof. Vanni Ordinario di Chimica Medica all'Università di Firenze

--------------------

Dalla Prefazione del Prof. Cipolla:

“Ci sono dei libri, a volte anche dei piccoli libri, che entrano nella storia e senza rendersene conto la cambiano, la fanno vedere da un’altra prospettiva e concepiscono nuove conquiste di civiltà. “

“…è pietra miliare della nascita della Croce Rossa Internazionale, ne è il seme fecondo e l’anima profonda. E’ il suo manifesto e la sua campagna di stampa. E’ la sua mente ed il suo cuore, senza alcun precursore e senza alcun erede.

“…manifesto senza volerlo essere,  ei malati, dei mutilati, dei moribondi, degli uccisi, …”

“… il Souvenir non contiene solo l’idea concreta, organizzativa e pratica della futura Croce Rossa, ma muta la visione del mondo. Fa parlare ed esistere gli sconfitti. Porta sul teatro della battaglia la voce ed il volto di chi la guerra ha sepolto sotto le sue armi, impedendogli di parlare e di vedere per sempre. Il Souvenir è una cultura ch nasce e si diffonde, ancor prima che un’organizzazione che vuole attraversare i campi di battaglia”

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

5 - Sabato 7 novembre 2009 dalle 8.30 alle  17.00
2° Convegno Storia della CRI in Maremma
FOLLONICA (GR) Via della Pace 2/d

Sono invitati tutti Cultori di Storia CRI "CISCRi", tutti i Soci della Società Italiana di Storia della Medicina.

Argomenti storici "varia" e "il paludismo e la lotta alla Malaria nei secoli"
Quota di partecipazione 20 Euro

Chiunque fosse interessato a partecipare può telefonare a 0566 269825 o scrivere via fax 0566 269827 oppure via e-mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
 
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@
 
< Prec.   Pros. >

Annunci

GORIZIA 3 febbraio 2018 dalle ore 8,30 alle ore 17,30

Università degli Studi di Trieste sede di GORIZIA

Aula Magna Corso di Laurea Scenze Internazionali e Diplomatiche  Via Alviano 18 Gorizia

Giornata di Studio sul

"Diritto Internazionale Umanitario nel terzo millennio: diplomazia umanitaria e International Disaster Law"

Per informazioni scrivere a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

In allegato pieghevole esplicativo e modulo iscrizione

Comunicato dalla Presidenza CRI Gorizia 

 

PDF
 

Iscriviti

 

Totale iscritti: 1016

Scuole al museo

scuole
amici del museo croce rossa castigione stiviere
 
museo-oltre
Convegno SISM e CRI

Climate Center

CRIVIDEO - SEZIONE DIU

IIHL

IIHL

Int. Tracing Service

its

Darfur Blog

darfur

Sostieni la CRI

Syndicate

WebStaff

Get Firefox!
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.