Home arrow Ricerca per Mese

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission

n° 205 del 25 Maggio 2004 Stampa E-mail
lunedì 24 maggio 2004
25 maggio 2004
nr. 205
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 970 indirizzi e-mail

 ----------------------------------------------------------------------------------

1-Comitato internazionale della Croce RossaComunicato stampa n° 04/36 del 13 maggio 2004
“La Convenzione dell’Aja sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato festeggia 50 anni”
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

2-“Il sogno di pace ed autosufficienza delle vedove ruandesi”
Dal sito web della Federazione Internazionale 21 Aprile 2004
di Andrei Neascu e Josephine Mumukunde, della Croce Rossa ruandese di Gihinga e Kayenzi
Traduzione non ufficiale di Alessandro Donnelly

3-Tratto dal sito della Federazione Internazionale Croce Rossa - 30 aprile 2004
“Haiti, completamento della campagna di vaccinazione contro la polio”
Articolo di Marko Kokic, Lascahobas (Haiti)
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

4-Alberto Cairo “La voce degli altri” il 29 maggio 2004 h.19.30
Mantova al Palazzo San Sebastiano
Durante le Giornate dei Diritti Umani, dal 27 al 30 maggio 2004

5-Nota di aggiornamento comunicataci dal Prof.Paolo Vanni sul
I CORSO ITALIANO DI STORIA DELLA CROCE ROSSA E DELLA MEDICINA
1-4 LUGLIO 2004
VIII Base Logistica MARINA DI MASSA

6-Aggiornamento sulla Giornata di studio e di approfondimento
"OPERAZIONI MILITARI DI SUPPORTO ALLA PACE E L'IMPEGNO DELLA CROCE ROSSA" Cesena, sabato 29 maggio 2004
Organizzato da CABLIT Associazione italiana degli Operatori di Pace delle Nazioni Unite unitamente alla Croce Rossa Italiana - Comitato locale di Cesena
Comuniucatoci da Isidoro Palumbo

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

1-Comitato internazionale della Croce Rossa
Comunicato stampa n° 04/36 del 13 maggio 2004
La Convenzione dell’Aja sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato festeggia 50 anni
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera


Ginevra (CICR) – Il 14 maggio 1954, sotto gli auspici dell’UNESCO, è stata adottata una Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato.
Oggi, 109 Stati vi sono parte. Questo strumento prescrive soprattutto che gli Stati parte devono astenersi da qualsiasi atto di ostilità nei confronti del beni culturali e che tali beni non sono utilizzabili a dei fini militari. Prevede la segnalazione dei beni culturali attraverso un nuovo simbolo distintivo e propone un sistema di protezione speciale per alcuni beni particolarmente significativi. Nel 1977, con l’adozione dei Protocolli addizionali alle Convenzioni di Ginevra del 1949, poi nel 1999, con quella di un Secondo Protocollo alla Convenzione del 1954, la comunità internazionale ha ulteriormente rafforzato tale protezione. L’ultimo Protocollo citato è entrato in vigore il 9 marzo 2004.
Durante un conflitto armato, la protezione della popolazione civile e delle persone che non partecipano alle ostilità resta la priorità del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR). La protezione dei beni di carattere civile – e dunque dei beni culturali – costituisce per il CICR una preoccupazione importante. In occasione di questa ricorrenza, il CICR invita tutti gli Stati che non lo avessero ancora fatto a ratificare la Convenzione dell’Aja, così come tutti gli altri strumenti che proteggono i beni culturali in caso di conflitto armato. Tendere all’universalità di questi strumenti è essenziale se si vogliono preservare dei beni preziosi per l’insieme dell’umanità.
Una volta ratificati, questi testi devono essere messi in opera a livello nazionale. Si tratta, per esempio, di redarre degli inventari, di prevedere l’identificazione dei beni e di predisporre dei programmi di educazione e di formazione. I Servizi consultativi in diritto internazionale umanitario del CICR offrono agli Stati, anche in questo settore, documentazione e consigli specializzati.

Sul tema si veda anche il sito dell’UNESCO sulla protezione giuridica dei beni culturali in caso di conflitto armato
(http://www.unesco.org/culture/legalprotection/war/html_eng/index_en.shtml).


2-“Il sogno di pace ed autosufficienza delle vedove ruandesi”
Dal sito web della Federazione Internazionale 21 Aprile 2004
http://www.ifrc.org/docs/news/04/04042101/
di Andrei Neascu e Josephine Mumukunde, della Croce Rossa ruandese di Gihinga e Kayenzi
Traduzione non ufficiale di Alessandro Donnelly


La terra rossa, tramutata in fango dalla pioggia primaverile, si attacca alle suole delle ciabatte di gomma delle donne. Camminano silenziose e determinate. Non lontano dalla strada principale si fermano e formano un cerchio intorno ad una piattaforma di cemento che la pioggia impedisce di solidificare. Un tappeto di fiori copre la fredda superficie. Si accovacciano tutte. Non bisogna confondere le gocce di pioggia sui loro visi con le lacrime. Non ci sono singhiozzi, nessun rumore, benché questo sia un momento commovente. Perché queste sono le sopravvissute al genocidio ruandese del 1994, e questa è la tomba che hanno recentemente realizzato per i loro mariti assassinati.
“Un testimone delle loro uccisioni – probabilmente un criminale lui stesso – ci ha recentemente mostrato la fossa comune contenente i loro resti, in modo che potessimo dare ai nostri cari il funerale che meritavano”, sussurra Laetitia Iranyawera.
Questa è Gihinga, una piccola comunità a circa 20 Km da Kigali, sulla strada che porta alla provincia di Gitarama. Un posto come tanti altri in Ruanda, un microcosmo del disonorevole passato di questo paese.
Qui, come quasi in tutto il Ruanda, queste donne hanno trovato la forza di creare Abishyzehamwe, l’associazione di “coloro che si sono riuniti”. Ci sono 29 membri in totale, tutte unite dallo stesso dolore, lo stesso desiderio di andare oltre.
Dieci anni dopo il genocidio, le ferite sono ancora aperte nell’anima della nazione. L’immagine del Presidente Kagame sulla maglietta di una vedova la dice lunga sulla fiducia che molti hanno riposto in un individuo che personifica la speranza per un futuro pacifico in Ruanda.

Una madre di cinque figli, Laetitia, 48 anni, è la vicepresidente dell’associazione. Spalanca le porte della sua casa per l’incontro settimanale. I muri sono spogli, tranne che per lo stendardo del Fronte Patriottico ruandese di Kagame, appeso vicino ad un calendario che mostra le immagini dei leader dell’Africa Orientale. Un poster, con l’immagine di Cristo, ricorda che “senza Dio, non siamo niente”. Appoggiata su uno scaffale, c’è un radio-registratore a cassette, probabilmente risalente agli anni ’80, ed è l’unico elemento di arredamento moderno.

Abishyzehamwe è stata costituita nel 1995. Per le donne era un modo di gestire i loro problemi e condividere il dramma che ognuna di loro aveva subito. E’ stata di Laetitia l’idea di contattare la Croce Rossa per avere assistenza. ”Abbiamo ottenuto il nostro mulino nel 1998 grazie ad una donazione della Croce Rossa spagnola”, dice.
Da una finestra le vedove possono vedere il monumento costruito in memoria dei loro mariti assassinati. Posizionato lungo la strada principale, proprio come il monumento, il mulino è facilmente accessibile per i membri di molte comunità, un ovvio vantaggio rispetto agli altri concorrenti.
Hanno aperto un conto presso la Banca Popolare. Una borsa, chiamata “cassa della solidarietà”, viene tenuta al sicuro fino a quando uno dei membri ha bisogno di soldi per un funerale, per comprare una divisa per la scuola, o per pagare le sempre più costose spese sanitarie. Le vedove si riuniscono ogni giovedì per parlare e valutare il funzionamento del mulino.

“Non siamo ricche ma abbiamo imparato ad arrangiarci con poco. Dieci anni dopo il genocidio, gli aiuti iniziano ad essere scarsi”, afferma un’altra vedova. “Sogniamo di avere del bestiame. Primo perché siamo contadini, secondo perché, oltre al latte, una mucca produrrebbe fertilizzante naturale, molto apprezzato dagli agricoltori di questa regione”. Ma una mucca costerebbe 80.000 Franchi ruandesi (120 dollari US), che corrispondono agli introiti di cinque mesi del mulino,un obiettivo troppo ambizioso per essere considerato, “a meno che qualcuno come Croce Rossa ci potesse aiutare ancora”, osa chiedere Laetitia.

Ad un’ora da Gihinza si trova Kayenzi, nel distretto di Gitarama. Si raggiunge percorrendo una strada secondaria delimitata da eucalipti monumentali. Se questi alberi potessero parlare, racconterebbero sicuramente degli orrori accaduti dieci anni fa nei campi di morte del Ruanda.
“La catena di quelli in cerca di pace” ha una traduzione altrettanto lunga nella lingua Kinyarwandai: Urunana Rw’ abashaka Amahoro. Seguendo il modello di Gihinza, 54 vedove del genocidio hanno deciso di unire le forze per meglio sopravvivere alla perdita dei mariti, dei figli e di altri membri della famiglia.

Eravamo in un tale stato di angoscia, bisognose di conforto. Avevamo bisogno di rassicurarci reciprocamente, di portare pace nei nostri cuori sanguinanti” dice Mukamutabaruka, una donna di “60 o 70” anni. Ha sempre vissuto a Kayenzi, come le 12 donne che la accompagnano all’incontro odierno con gli amici della Croce Rossa Ruandese. Mukamutabaruka preferisce parlare dei suoi tre figli sopravvissuti e dei suoi due nipoti, uno dei quali vive con lei.
Ricomincia di nuovo a piovere: gocce grosse e pesanti, tipiche della foresta. Il loro rumore battente sul tetto di lamiera ondulata soffoca il suono della voce di Mukamutabaruka, proprio mentre inizia a parlare degli orrori che ha vissuto. Nessuna delle donne presenti vuole veramente parlare di ciò di cui è stata testimone durante quei 100 giorni di terrore che hanno lasciato 800.000 persone – Tutsie e Hutu moderati – morte. I ricordi dolorosi di stupri e crudeltà sono sepolti sotto il tamburellare ritmico della pioggia.

“Ho un piccolo appezzamento di terra, ma è troppo lontano e non posso lavorarlo. Ma ho un piccolo giardino intorno alla mia casa, e questo è quasi sufficiente. Sono in grado di dare al mio nipote di due anni la pappa di cereali, ma non posso permettermi di nutrirlo con il latte” dice Mukamutabaruka ad alta voce, e la pioggia smette improvvisamente, come se questo dettaglio della sua testimonianza fosse più sopportabile. La stanza vuota è piccola, e l’odore di escrementi di mucca e di latte inacidito ha impregnato i muri, segno che è utilizzata regolarmente per attività più pratiche.
Ogni venerdì l’associazione si riunisce in un piccolo locale in cima alla collina. Alle vedove era stato assegnato un appezzamento di terra che le più vigorose tra loro coltivano. Quest’anno il raccolto di mais, patate e di soia è soddisfacente. Una parte viene venduta al mercato, ed il ricavato viene diviso in parti eguali fra tutte.

Candide Kanshara, 48 anni, ha sei bambini, la maggiore ha appena finito la scuola secondaria. Insieme ad un’altra vedova, Candide supervisiona il lavoro al mulino donato dalla Croce Rossa Spagnola. Insieme contano il denaro raccolto e le quantità di farina macinate durante la giornata.
In Agosto e Settembre, quando si miete il sorgo, ci sono molti clienti. Ma la stagione asciutta non dura a lungo. E poi, c’è la concorrenza di altri tre mulini privati che attirano potenziali clienti che potrebbero avere ancora della manioca o dei piselli verdi da trasformare in farina” afferma.
Il contabile della delegazione locale di Croce Rossa aiuta l’associazione a mantenere in ordine i libri contabili. Parla appassionatamente della moltitudine di problemi che queste donne, come gran parte della popolazione ruandese, affrontano: alloggi inadeguati, servizi sanitari che non possono permettersi, l’impatto mortale della malaria su una popolazione di cui il 60% vive al di sotto della soglia della povertà. A Kayenzi, come a Gihinza, le vedove tendono a personificare l’aiuto proveniente dalla Croce Rossa, “perché è la gente che forma un’organizzazione”.
Così, mentre si spera che la Croce Rossa rwandese stipuli accordi di collaborazione con altre Società di Croce Rossa, tutti vogliono assicurarsi che la delegata della Croce Rossa spagnola Amalia Marzal sappia che la ricorderanno sempre.



3-Tratto dal sito della Federazione Internazionale Croce Rossa al link http://www.ifrc.org/docs/news/04/04043002/
“Haiti, completamento della campagna di vaccinazione contro la polio”
30 aprile 2004
Articolo di Marko Kokic, Lascahobas (Haiti)
Traduzione non ufficiale di Susy Turato


Si è conclusa con successo “la settimana della vaccinazione per le Americhe”, un’iniziativa nuova, mai vista prima, lanciata a Fond Parisien, una piccola cittadina al confine tra Haiti e la Repubblica Domenicana, ha poi finito per coprire 35 nazioni.
Tra il 24 e il 30 aprile, sono stati organizzati eventi di sensibilizzazione con l’obiettivo di coinvolgere 40 milioni di persone. Particolare attenzione è stata posta sui bambini che vivono in aree difficili da raggiungere, per esempio quelli che vivono in regioni rurali di confine, e sui gruppi maggiormente vulnerabili, tra cui donne e anziani.
Ad Haiti, l’obiettivo è stato quello di immunizzare contro la polio 79.000 bambini. Prima della “settimana della vaccinazione”, la Croce Rossa haitiana ha aiutato il ministero della Salute a lanciare una campagna di mobilitazione sociale della durata di una settimana.
Durante la “settimana della vaccinazione”, 150 volontari della Croce Rossa, addestrati dal ministero della Salute, hanno somministrato il vaccino orale contro la polio a bambini di età inferiore ai cinque anni, in quattro dei cinque distretti coperti dal programma: Nord’Est, Plateau Central, Ouest e Artibonite.
La Croce Rossa haitiana ha inoltre messo a disposizione tre motociclette e tre ambulanze per sostenere la mobilitazione sociale e le campagne di vaccinazione. La Federazione Internazionale ha contribuito a questa campagna dando alla Croce Rossa haitiana un supporto finanziario.
“C’è molto lavoro da fare, sappiamo che la nostra comunità è vulnerabile, in quanto è vicina al confine con la Repubblica Domenicana. Vogliamo spazzare via da Haiti la poliomielite”, afferma il presidente di filiale, Joseph Andre.
“Questo è il più recente esempio di una collaborazione di successo tra la Croce Rossa/Mezzaluna Rossa, l’OMS, l’UNICEF e i ministeri della Salute al fine di eliminare questa terribile malattia. La nostra vasta rete di volontari è in grado di raggiungere quelle persone che altrimenti, durante queste campagne, potrebbero non venir vaccinate”, sottolinea Niels Scott, rappresentante della Federazione per Haiti.

La campagna è stata coordinata dall’Organizzazione Sanitaria Panamericana (PAHO), sezione regionale dell’OMS.


4-Alberto Cairo “La voce degli altri” il 29 maggio 2004 h.19.30
Mantova al Palazzo San Sebastiano
Durante le Giornate dei Diritti Umani, dal 27 al 30 maggio 2004


Presentazione (tratto da sito web http://www.giornatedeidirittiumani.org)

Le Giornate dei Diritti Umani sono un'iniziativa programmata dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te, e fortemente voluta dal Comune di Mantova con il sostegno della Fondazione Banca Agricola Mantovana.
Un impegno nuovo e di grande portata teso ad allargare i confini dell'importante progetto culturale mantovano verso il mondo e i suoi problemi: per conciliare cultura e civiltà, condivisione della conoscenza e impegno sociale.
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948 ha posto per la prima volta i Diritti Umani alla base del raggiungimento della libertà, della giustizia e della pace. Nel corso degli anni ’90 le Nazioni Unite hanno nuovamente messo al centro della propria azione e del proprio progetto di riforma i Diritti Umani. Ogni programma che riguardi lo sviluppo, la cooperazione, la salute, le emergenze umanitarie e le azioni di peacekeeping deve porre la difesa e il miglioramento dei diritti umani al primo posto della propria agenda.
Quattro giornate dense di appuntamenti, per ripensare la questione nodale dei diritti umani: per raccontare, attraverso le parole degli esperti e dei testimoni, le contraddizioni di un universo in cui globale e locale diventano soglie di ambiguità e spesso di conflitto.
Dal 27 al 30 maggio: tutta la città – piazze, teatri, cinema, luoghi espositivi – sarà animata e coinvolta nella visione, nel dibattito, nella riflessione sulle tematiche più scottanti e sui problemi emergenti di una questione che coinvolge bambini, donne e uomini di tutto il modo: dall’emergenza umanitaria, all’infanzia e i suoi diritti; dall’AIDS, al dramma della guerra che incombe ancora su tanti paesi; dalla fame nel mondo al problema della giustizia e dei diritti sociali, civili politici e morali delle donne.
Oltre 50 gli appuntamenti di questa prima edizione delle Giornate: una nutrita selezione dell’eccellenza dei filmati legati al tema (provenienti dall’Human Rights Watch International Film Festival di New York e da altri prestigiosi festival internazionali), spettacoli teatrali, mostre fotografiche, reportage a fumetti,
E soprattutto: tanti dibattiti e incontri con protagonisti, testimoni, giornalisti e scrittori provenienti da tutto il mondo, dall’ex Jugoslavia alla Cambogia, dall’Afghanistan agli Stati Uniti d’America e all’America Latina.
Personaggi noti e meno noti, porteranno dunque a Mantova il loro contributo alla riflessione e al dibattito al quale prenderanno parte anche le principali organizzazioni internazionali che operano su questo fronte.

L’incontro a cui parteciperà Alberto Cairo dal titolo “La voce degli altri” è prevista il 29 maggio alle ore 19,30.
Maggiori informazioni su http://www.giornatedeidirittiumani.org/scheda_inc_06.html

Quattro Giornate dei Diritti Umani per coinvolgere tutti, non solo coloro che hanno già una sensibilità spiccata verso le tematiche umanitarie.
Perché i Diritti Umani sono diritti di tutti.


5-Nota comunicataci dal Prof.Paolo Vanni:
Il termine di scadenza per le iscrizioni è stato posticipato al 20 Giugno 2004
Chiunque fosse interessato al corso lo comunichi alla Segreteria, facendo presente eventuali problemi che possano ostacolare la partecipazione al corso.
Grazie.


---------------------

I CORSO ITALIANO DI STORIA DELLA CROCE ROSSA E DELLA MEDICINA
1-4 LUGLIO 2004
VIII Base Logistica MARINA DI MASSA

PRESENTAZIONE
Il Corso si prefigge di creare dei cultori di Storia della Croce Rossa dai precedenti alle origini ed ai primi passi.
Il Corso sarà affiancato da lezioni di Storia della Medicina necessarie a far capire l’importanza dell’opera nel settore dell’assistenza alla sofferenza come alla relazione che esiste fra assistenza medica e diritti dell’uomo.

Direttore del Corso: Prof. Paolo Vanni

Per ogni informazione rivolgersi alla Segreteria Organizzativa: Lorenzo Andreoni Cell. 335-1372631

La quota di iscrizione al Corso è di 200 Euro a partecipante e sarà a carico del Comitato di appartenenza e comprende vitto, alloggio e materiale didattico.

Le domande di iscrizione andranno indirizzate al Commissario Regionale Dr. Francesco Caponi (Comitato Regionale CRI Toscana Via dei Massoni 21, 50139 Firenze) e dovranno pervenire entro il 5 Giugno p.v. (per le domande giunte a mezzo postale farà fede la data del timbro).
Il Corso è a numero chiuso e prevede 18 partecipanti.


PROGRAMMA indicativo

I GIORNATA
Mattina
I ora: La preistoria, i Greci ed i Romani
II ora: Dal Medioevo al 700
III ora: Le guerre napoleoniche, militari feriti e malati
Pomeriggio
I ora: I Greci, i Romani, Medioevo e Arabi
II ora: Il contagio: Jenner, Koch, Pasteur e Erlich

II GIORNATA
Mattina
I ora: Vita di Dunant. Le memorie, battaglia di Solferino.
II ora: I souvenir di Solferino oggi, la nascita della Croce Rossa, il Comitato dei Cinque e la I Convenzione di Ginevra
III ora: I primi passi della CRI e il Nobel
Pomeriggio
I ora: Le molecole benefattrici dell’umanità: disinfettanti ed anestetici
II ora: Storia della Psichiatria


III GIORNATA
Mattina
I ora: Storia del Comitato Internazionale
II ora: Storia del D.I.U.
III ora: Processi verbali del CICR dalla fondazione alla fine dell’800
IV ora: I musei internazionali della Croce Rossa

IV GIORNATA
Mattina
Esame finale



6-Nota comunicataci da Isidoro Palumbo
Egregi colleghi, cari amici

a seguito di numerose richieste, la Cablit fa presente che ci sono ancora dei posti liberi per la giornata del 29.05 a cesena. Inoltre, si fa presente che coloro i quali "non" desiderano ricevere i due libri, possono ugualmente partecipare alla giornata, con la tassa di iscrizione di euro 10.00. Cordialità
Cablit

AVVISO

La CABLIT Associazione italiana degli Operatori di Pace delle Nazioni Unite unitamente alla Croce Rossa Italiana - Comitato locale di Cesena organizzano
Giornata di studio e di approfondimento
"OPERAZIONI MILITARI DI SUPPORTO ALLA PACE E L'IMPEGNO DELLA CROCE ROSSA"
Cesena, sabato 29 maggio 2004

Il corso è aperto a tutti: non solo agli istruttori diu e ai volontari della cri ma anche ai volontari di tutte le organizzazioni impegnate nei temi umanitari e di tutela dei diritti umani. Inoltre è aperto agli studenti e a coloro che vogliono approfondire le tematiche del corso. Infine, è aperto agli operatori delle FFAA e di polizia.
Il corso prevede una tassa di iscrizione pari a euro 50,00, che comprende il kit del Corso, con materiale didattico e divulgativo comprensivo di due volumi editi dalla CABLIT, e il diploma di partecipazione.
Il Corso è riservato alle prime 70 iscrizioni in regola con il versamento di cui sopra, da regolarizzarsi con versamento sul c/c postale n. 16578999 intestato alla Associazione Italiana degli Operatori di Pace Nazioni Unite con causale "Giornata Cesena 29.05.04".
Visitate il sito www.cablit.it
----------
CABLIT CROCE ROSSA ITALIANA

SCHEDA PARTECIPANTI
(Da trasmettere via fax alla Segreteria Organizzativa al nr. 06.39740267, unitamente alla copia della ricevuta di versamento)

Giornata di studio e di approfondimento
"OPERAZIONI MILITARI DI SUPPORTO ALLA PACE E L'IMPEGNO DELLA CROCE ROSSA"
Cesena, sabato 29 maggio 2004 h. 09.00 - 13.30

.l. sottoscritt. Cognome................. Nome................ Indirizzo.........................Città .......... Cap .......
Tel...................Cell............. E-mail ............... impiego attuale ......................................
presso Ente/Studio..............................
CHIEDE
di essere ammesso/a al Corso in oggetto

Firma: ....................

Informativa ai sensi della legge 675/96

La raccolta e il trattamento dei dati personali sono effettuati in base alla legge n. 675/96. La restituzione della presente scheda compilata costituisce informazione e consenso ai fini della medesima legge.
Firma: ....................

 

 
< Prec.   Pros. >

Scuole al museo

scuole
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.