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n 391 del 31 luglio 2009 Stampa E-mail
sabato 01 agosto 2009
31 luglio 2009
nr. 391
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Nota:  Questo è l’ultimo numero del Caffè prima della pausa di Agosto …. Buone vacanze a chi le deve ancora fare e Buon lavoro è già rientrato. Torneremo a rileggerci a settembre.
Cordialmente
M.Grazia Baccolo

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Contenuto:
1 - 30 luglio 2009 - CICR
Pakistan: futuro incerto per molti sfollati di ritorno a casa
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

2 - 22 luglio 2009 - CICR - Comunicato Stampa
Somalia : un collaboratore della Mezzaluna Rossa ucciso a Mogadiscio
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Baccolo

3 - 21 luglio 2009
FICR: il supporto psicosociale dopo i disastri è un dovere, non un’opzione
Di Jean-Luc Martinage, Federazione Internazionale
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

4 - 18 luglio 2009 - CICR - Comunicato stampa  nr. 143/09
Sudan : 60 detenuti trasferiti sotto l’egida del CICR
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Baccolo

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1 - 30/07/09
Pakistan: futuro incerto per molti sfollati di ritorno a casa
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello


La maggior parte degli sfollati sono tornati a casa, ma la sicurezza e l'accesso ai servizi di base resta problematico per molti. Il CICR continua ad assistere le persone colpite dai combattimenti, compresi gli sfollati, ed è in cerca di un maggiore accesso ai territori di Swat, Buner e Dir.

La maggior parte degli sfollati interni (IDPs) sono tornati a casa in queste ultime settimane, ma il futuro di molti rimane incerto a causa dei combattimenti. "I combattimenti sono ancora in atto in alcune parti della Divisione del  Malakand", ha affermato Benno Kocher, capo della sub delegazione del CICR a Peshawar. "Nonostante i notevoli progressi in alcuni distretti nel corso delle ultime settimane, restano zone dove la popolazione non è al sicuro e non è in grado di procurarsi cibo, acqua pulita e servizi medici". Il CICR è alla ricerca di un maggiore accesso alle zone ancora colpite dai combattimenti, in particolare nel distretto del Dir, per distribuire razioni alimentari di emergenza e per evacuare i feriti. "Speriamo di assistere oltre 150.000 rimpatriati nelle prossimi settimane, ma la nostra capacità di farlo dipenderà dalla sicurezza sul terreno e dall’ accesso", ha riferito Mr Kocher.

Maggiori spostamenti nel Dir

Nel distretto del Dir, i combattimenti hanno spinto circa 7.000 persone a fuggire da Maidan e Bar Malakand la scorsa settimana. Ora vivono nelle scuole e nei campi già affollati nella zona di Timergara. Nel distretto i prezzi per i generi primari rimangono elevati a causa dei coprifuoco e delle altre restrizioni alla circolazione. Il CICR e la Società della Mezzaluna Rossa Pakistana stanno facendo di tutto per aiutare i nuovi sfollati.

Il CICR sta anche lavorando in stretta collaborazione con la Mezzaluna Rossa Pakistana nel Dir per fornire cibo e altri generi ad oltre 20.000 sfollati che attualmente vivono nei campi profughi o con delle famiglie ospitanti. Nel campo di Gandigar, il CICR e lo staff della Mezzaluna Rossa Pakistana stanno costruendo latrine e docce e migliorando il sistema di erogazione d'acqua nello sforzo di fornire condizioni di vita dignitose per gli sfollati. Molte famiglie sfollate hanno perso i contatti con i parenti a causa dei combattimenti. Lo staff del CICR si offre di consegnare i messaggi diretti a loro e di fargli fare telefonate gratuite.

Il Ritorno alla normalità in alcune parti di Swat

La situazione relativamente stabile nel sud di Swat ha permesso alla maggior parte degli sfollati di farvi ritorno. La vita a Mingora, capitale del distretto, sta tornando alla normalità: ogni volta che si leva il coprifuoco, i residenti sono in grado di acquistare alimenti facilmente disponibili a prezzi decenti e i contadini tornano a curare i loro campi. La situazione della sicurezza a ovest di Mingora, rimane comunque instabile. Molte famiglie che sperano di tornare ai villaggi hanno scelto di rimanere a Mingora. La scarsa sicurezza in generale ha impedito al CICR di operare a ovest di Mingora, anche se ha permesso di consegnare forniture mediche per le unità sanitarie di base alla Mezzaluna Rossa Pakistana di Kanju. La Mezzaluna Rossa Pakistana sta attualmente operando con tre ambulanze in tutto a Swat che usa per portare i pazienti che necessitano di cure urgenti all’ospedale di Mingora. Una di queste ambulanze è completamente attrezzata anche di personale medico per il trattamento dei pazienti.

Il CICR discute l'accesso al quartiere di Buner

Secondo fonti governative, circa l’ 80% di coloro che sono fuggiti dal distretto di Buner sono ora ritornati a casa. Tuttavia, la situazione della sicurezza e dell’economia nel nord del quartiere restano problematiche. Il CICR non è stato in grado di fare accesso al quartiere nelle ultime tre settimane. Si continua a discutere sulle future operazioni in Buner con le autorità interessate.

Continua l’assistenza a Malakand

In questi ultimi giorni, il CICR e la Mezzaluna Rossa Pakistana hanno portato aiuto a oltre 34.000 sfollati che vivono ancora con le famiglie ospitanti. Il CICR ha inoltre fornito cibo e altri articoli per circa 6.000 persone ospitate nel campo di Rangmala, che è gestito dalla Mezzaluna Rossa Pakistana.

Pakistan CICR


Shah Mansoor campo vuoto

La Mezzaluna Rossa Pakistana e il CICR nel campo di Shah Mansoor, nel distretto di Swabi, hanno ospitato oltre 20.000 persone fino a 10 giorni fa. Ora è vuoto. Le famiglie che hanno lasciato il campo sono state registrate dal CICR in caso avessero bisogno di assistenza nelle loro case.

Continuo arrivo di vittime a Peshawar

L’ospedale del CICR per i feriti da armi a Peshawar ha accolto 30 pazienti entro la settimana scorsa. Ci sono attualmente 73 pazienti in ospedale, dove i chirurghi hanno recentemente effettuato 81 operazioni.

Per ulteriori informazioni, contattare:
Sébastien Brack, CICR Islamabad, tel: +92 300 850 81 38
Sitara Jabeen, CICR Islamabad, tel: +92 300 850 56 93
Simon Schorno, CICR Ginevra, tel: +41 79 251 93 02

Tratto dal sito web del CICR al link:
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/pakistan-update-300709?opendocument

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2 - 22 luglio 2009 - CICR - Comunicato Stampa
Somalia : un collaboratore della Mezzaluna Rossa ucciso a Mogadiscio
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Baccolo

Ginevra (CICR) – Un collaboratore della Mezzaluna Rossa della Somalia è stato Ucciso nel centro di Mogadiscio martedì pomeriggio, il 21 luglio.

Farah Aden Mo’allim viaggiava su un mezzo di trasporto pubblico quando, improvvisamente, si trovò nel mezzo di un  fuoco incrociato e fu colpito da un proiettile vagante. E’ morto all’istante prima di poter essere trasportato verso un vicino ospedale.

Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e la Mezzaluna Rossa della Somalia sono profondamente rattristati dall’incidente e porgono le più sincere condoglianze alla famiglia.

“La morte del nostro collega è un fatto terribile che sottolinea ancora una volta a quale punto di pericolo sia vivere e lavorare a Mogadiscio. Dare aiuto umanitario alle vittime del conflitto armato significa spesso rischiare la propria vita” ha dichiarato il Dr. Ahmed M. Hassan, presidente della Mezzaluna Rossa della Somalia.

Anche se il collaboratore non è stato deliberamente colpito, il CICR e la Mezzaluna Rossa della Somalia sono profondamente preoccupati per le sorti subite dalla popolazione civile nei combattimenti e chiedono a tutti i belligeranti di rispettare il Diritto Internazionale Umanitario, e in particolare di fare distinzione, in ogni tempo, fra i civili e le persone che partecipano direttamente alle ostilità.

Dall’originale Francese al link
http://www.icrc.org/Web/fre/sitefre0.nsf/html/somalia-news-220709!OpenDocument

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3 - 21-07-2009
FICR: il supporto psicosociale dopo i disastri è un dovere, non un’opzione
Di Jean-Luc Martinage, Federazione Internazionale
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Rispondere a un disastro non significa solo trattare danni fisici, ma anche guarire ferite psicologiche. È per questo che il Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa sviluppa tecniche per affrontare questi traumi nel corso dei tradizionali programmi di superamento delle crisi, che consistono nel fornire primo soccorso, cibo e ripari.

Questo approccio è condotto dal Centro di Riferimento per il Supporto Psicosociale, che è stato creato a Copenaghen, in Danimarca, dalla Croce Rossa Danese e dalla Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa all’inizio degli anni ‘90.

Il Centro ha distribuito due nuove pubblicazioni, un manuale sugli interventi psicosociali e un kit per l’addestramento al supporto psicosociale basato sulla comunità, che aiuteranno le Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa a fornire un servizio migliore alle persone vulnerabili a seguito di disastri o crisi.

Una lezione appresa

“Il manuale fornisce delle linee guida su come pianificare e implementare gli interventi psicosociali”, spiega il responsabile del Centro, Nana Wiedemann. “I consigli descritti derivano dalle lezioni apprese dopo lo tsunami del 2004 e sono stati resi possibili attraverso lo stanziamento di risorse da parte della Croce Rossa Americana. Il manuale costituisce un’utile risorsa per gli operatori psicosociali in tutto il mondo”.

Il manuale fornisce delle informazioni utili su cosa sia esattamente il supporto psicosociale, su che tipo di valutazioni sono svolte dopo un disastro, su chi è coinvolto nella risposta e su chi sono i maggiori beneficiari. Fa inoltre riferimento all’addestramento degli operatori, al monitoraggio e alla valutazione.

Il kit di addestramento fa parte degli sforzi del Centro di costruire le capacità delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e di stimolare le competenze e l’efficacia dello staff e dei volontari. Il Centro non interviene direttamente con le persone colpite, ma aiuta le Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa a farlo attraverso il proprio staff locale e i propri volontari e incoraggia la creazione di reti di supporto psicosociale regionali e locali.

Rafforzare i legami sociali

Il supporto psicosociale aiuta le persone a riprendersi dopo che una crisi ha sconvolto la loro vita. Il Movimento, attraverso gli interventi di supporto psicosociale basati sulla comunità, aiuta a rafforzare i legami sociali delle persone nelle comunità colpite, migliorando il loro benessere psicosociale.

Questo approccio è basato sull’idea che se le persone sono messe in grado di prendersi cura di se stesse e degli altri, la loro fiducia in se stessi e nella comunità e le loro risorse aumenteranno. Questo, in cambio, incoraggerà la resilienza, la ripresa positiva e il rafforzamento delle capacità di rispondere alle sfide future.

Profondamente colpiti

Il manuale fornisce diversi esempi di buone pratiche, inclusa la risposta alla crisi degli ostaggi nella scuola di Beslan. L’1 settembre 2004, più di 1.100 bambini, genitori e insegnati furono presi in ostaggio a Beslan, nella Repubblica dell’Ossezia del Nord, nella Federazione Russa. Un totale di 334 persone persero la vita, fra cui 186 bambini. L’intera popolazione di Beslan fu profondamente colpita da questo tragico epilogo.

La Croce Rossa Russa rispose con un programma psicosociale basato su due parti principali. La prima è consistita in visite domiciliari, con infermieri, alle famiglie colpite, fornendo, inizialmente, un primo aiuto psicologico e, successivamente, offrendo un supporto emotivo continuativo. Fu creato un centro sociale, la seconda componente, inteso come il perno del programma psicosociale, funzionante da base per il servizio di visite domiciliari e anche come luogo per attività di supporto psicosociale.

Nel 2007 una valutazione del programma ha mostrato che il centro sociale della Croce Rossa ha funzionato come meccanismo importante per ricostruire i legami sociali e i valori culturali della popolazione colpita.

“In un momento di crisi, il supporto psicosociale non è un extra opzionale, ma è un obbligo”, spiega Nana Wiedermann. “Inoltre, abbiamo appreso che è cruciale rafforzare le capacità psicosociali globali per rispondere ai disastri naturali, ai conflitti e agli eventi legati alla salute. Il manuale e il kit di addestramento saranno degli utili strumenti per il Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e per gli altri stakeholder nel campo del supporto psicosociale”.

Per ulteriori informazioni sul Centro di Riferimento per il Supporto Psicosociale e per scaricare le nuove pubblicazioni o guardare il film Rebuilding hope (Ricostruire la speranza), visitare www.ifrc.org/psychosocial.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/Docs/News/09/09072101/index.asp

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4 - 18 luglio 2009 - CICR - Comunicato stampa  nr. 143/09
Sudan : 60 detenuti trasferiti sotto l’egida del CICR
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Baccolo

Kahartum/Ginevra (CICR) Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) oggi (18-7-09 NdT) ha facilitato il trasferimento di 60 detenuti, consegnati alle autorità del Sudan a Kutum, nel Darfur del Nord. Queste persone sono state catturate dal Movimento per la giustizia e l’uguaglianza (JEM) nei recenti confronti armati.

<Anche se il CICR non ha partecipato alle negoziazioni, abbiamo accettato solo per motivi umanitari, e a seguito di richiesta congiunta delle autorità sudanesi e del JEM, di avere il ruolo di intermediari neutrali per il trasferimento di 55 membri delle forze armate e di 5 membri della polizia che sono stati consegnati alle autorità sudanesi> spiega Jordi Raich, capo delegazione del CICR in Sudan. <Il CICR può, su richiesta, aiutare le parti in conflitto a effettuare disposizioni pratiche tese a facilitare il trasferimento dei detenuti>

Il CICR ha in via preventiva incontrato, senza testimoni, i detenuti liberati dal JEM per assicurarsi che non fossero trasferiti contro la loro volontà. L’istituzione ha il mandato di agire in qualità di intermediario neutro. Ancor più importante, gode della fiducia delle parti, cosa che le permette di contribuire al successo di questo tipo di operazioni complesse.

Il CICR è attivo nel Darfur dal 2004, dove porta assistenza alle vittime del conflitto armato e di altre situazioni di violenza. L’istituzione è pronta a dare sostegno ad ogni operazione di questo genere nel futuro, se le parti in conflitto lo richiedono.

Dall’originale francese al link http://www.icrc.org/Web/fre/sitefre0.nsf/html/sudan-news-180709!OpenDocument

 
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