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n° 387 del 13 giugno 2009 Stampa E-mail
martedì 16 giugno 2009
13 giugno 2009
nr. 387
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:


1 - Precisazione della nozione di “partecipazione diretta alle ostilità”
Traduzione non Ufficiale di Elena Delise

2 - 31-05-2009. Comunicato stampa
Pakistan: Il CICR a Swat, affronta la grave situazione dei civili
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

3 - Castiglione delle Stiviere (MN)
Municipio Sala Consiliare  sabato 20 giugno ore 10,30
Convegno di presentazione della nuova traduzione italiana de
“Un Souvenir de Solferino” di J.Henry Dunant
Edizione italiana a cura di Costantino Cipolla e Paolo Vanni

4 - Mostra storica
“L’ideale del soccorso universale”
dal 13  al 28 giugno 2009
Palazzo Menghini
Via Cesare Battisti 27
Castiglione delle Stiviere 

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1 - Precisazione della nozione di “partecipazione diretta alle ostilità”
Traduzione non Ufficiale di Elena Delise

Il Diritto internazionale umanitario si basa sul principio di distinzione tra: combattenti, la cui funzione è quella di condurre le ostilità durante il conflitto armato, e civili, i quali si presume non prendano direttamente parte alle ostilità e di conseguenza hanno diritto alla piena protezione dagli attacchi.

Essi perdono questa protezione solamente se, e fino a quando, “partecipano direttamente alle ostilità”. Dopo sei anni di ricerca e dibattito tra gli esperti, il CICR ha pubblicato la “Interpretative Guidance” (Guida Interpretativa), il cui scopo è quello di chiarificare il significato e le conseguenze di una diretta partecipazione alle ostilità sotto il diritto internazionale umanitario (DIU).

Da tempo immemorabile la popolazione civile ha contribuito allo sforzo bellico, sia attraverso la produzione e la fornitura di armi, equipaggiamento, cibo e protezione, sia mediante il supporto economico, amministrativo e politico. Tuttavia queste attività erano svolte generalmente lontano dai campi di battaglia e solamente in casi eccezionali i civili prendevano parte nei combattimenti effettivi.

Nei decenni più recenti queste circostanze sono cambiate notevolmente, offuscando la linea di demarcazione tra campo di battaglia e aree di abitazioni civili. La prossimità dei civili alle operazioni militari e l'incremento da parte loro dell'assunzione di ruoli tradizionalmente militari, ha creato confusione nell'implementazione del principio di distinzione. Ciò è il risultato dall'aumento della delocalizzazione delle funzioni militari, dando ai private contractors, al personale dell'intelligence civile, e agli altri impiegati statali, un ruolo crescente nella condotta dei conflitti armati.

Un ulteriore problema si presenta quando gli attori armati non sono in grado di distinguere sé stessi dalla popolazione civile, ad esempio durante operazioni militari segrete o quando “si comportano da agricoltori durante il giorno e combattenti durante la notte”. Di conseguenza i civili sono più soggetti a diventare un bersaglio sbagliato o arbitrario, mentre il personale militare – non essendo in grado di identificare propriamente i suoi avversari – è vulnerabile ad attacchi da parte di individui i quali sono indistinguibili dai civili.

Tutto ciò sottolinea l'importanza di distinguere, non solo tra personale civile e militare, ma anche tra i civili che non partecipano direttamente alle ostilità e coloro che lo fanno. Sebbene il DIU ponga come condizione il fatto che i civili debbano essere protetti dagli attacchi diretti “a meno ché, e per il tempo in cui essi prendano direttamente parte alle ostilità”, né le Convenzioni di Ginevra, né i Protocolli Addizionali spiegano chiaramente quale condotta costituisce una partecipazione diretta alle ostilità.

Il CICR, nel suo sforzo di riparare a tale situazione e di proteggere la popolazione civile dal diventare bersaglio di attacchi sbagliati o arbitrari, ha iniziato un processo informale di ricerca e consultazione, il cui scopo è quello di chiarire tre questioni chiave:

Chi è considerato un civile per gli obiettivi di condotta delle ostilità?

Quale condotta equivale ad una diretta partecipazione alle ostilità?

Quali modalità regolano la perdita della protezione dei civili durante un attacco diretto?

Cinque incontri svolti tra il 2003 e il 2008, all'Aia in Olanda, e a Ginevra in Svizzera, hanno portato insieme circa 50 esperti legali, dai circoli militari, accademici e governativi, e dalle organizzazioni internazionali e ONG. Basandosi sulla discussione tenuta e sulla ricerca condotta nel corso del processo il CICR ha steso la sua guida “Interpretive Guidance on the Notion of Direct Participation in Hostilities under IHL” (Guida Interpretativa sulla nozione di partecipazione diretta alle ostilità sotto il DIU). Questo documento non riflette necessariamente un'opinione unanime né la maggioranza delle opinioni degli esperti che hanno partecipato all'incontro. Tuttavia, esso provvede le principali raccomandazioni su come il DIU si rapporta alla nozione di partecipazione diretta alle ostilità e su come essa debba essere interpretata nei conflitti armati contemporanei.

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2 - 31-05-2009. Comunicato stampa
Pakistan: Il CICR a Swat, affronta la grave situazione dei civili
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Ginevra/Islamabad (CICR) - Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ieri ha valutato la grave situazione umanitaria in diverse parti della valle di Swat in Pakistan e per la prima volta dopo l'inizio delle ostilità nella regione. Ha anche evacuato le persone che hanno bisogno urgente di cure mediche.

L'istituzione è seriamente preoccupata per la situazione dei civili che si trovano nel distretto di Swat e ritiene che la loro situazione richieda una rapida e completa risposta umanitaria.

"La gente di Swat ha bisogno quanto più rapidamente possibile di maggiore protezione e di assistenza umanitaria", ha affermato Pascal Cuttat, capo della delegazione del CICR in Pakistan. "Il CICR farà tutto il possibile per soddisfare senza indugio tali esigenze. Preso atto di quanto abbiamo già rilevato sul territorio, siamo impegnati nel mobilitare risorse aggiuntive, ma resta essenziale per il nostro team avere un sicuro e libero accesso alla zona per fornire aiuto."

I delegati del CICR che erano a Swat sono molto preoccupati per quello che hanno visto. "Le persone sono state bloccate per settimane", ha detto Daniel O'Malley, che ha guidato la squadra. "Non c'è acqua corrente, né elettricità, e il cibo è scarso. Non vi è alcun combustibile per i generatori e la maggior parte delle strutture sanitarie nel distretto non sono più funzionanti. Le linee del telefono sono tagliate, per cui le persone non hanno più legami col mondo esterno e sono preoccupate di contattare i loro parenti che hanno lasciato la regione".

Una squadra del CICR ha visitato l'ospedale di Khwazakhela, una delle poche strutture mediche ancora funzionanti nella Valle di Swat, per valutare la situazione sanitaria e per fornire generi di prima necessità. "I pochi membri del personale ospedaliero si sforzano di lavorare senza acqua, senza luce e materiali”, dice Daniel O'Malley. “Essi non possono far fronte all'afflusso di pazienti. La squadra ha evacuato tre pazienti, tra cui uno ferito da arma da fuoco, verso l’Ospedale di Peshawar gestito dal CICR. Ha poi facilitato l'evacuazione di altri undici pazienti.

Il CICR, una delle poche organizzazioni umanitarie che operano nel distretto di Swat dapprima dello scoppio di un conflitto armato, sta cercando di farvi ritorno dal primi di maggio. Nonostante i negoziati che si svolgono con le parti in conflitto, l'accesso alla valle di Swat e agli altri distretti colpiti dai combattimenti resta troppo limitato per riuscire a far fronte ai bisogni delle vittime.

L'istituzione sta intensificando la sua assistenza umanitaria nei distretti del Buner e del Lower Dir, e nelle altre zone colpite alle quali è stato in grado di accedere nel corso delle ultime due settimane. Il CICR continua a sostenere anche i campi gestiti dalla Mezzaluna Rossa Pakistana nei distretti di Malakand e Swabi, dove stanno dimorando più di 20.000 persone che hanno abbandonato le loro case per via dei combattimenti.

Per maggiori informazioni, contattare:
Sébastien Brack, CICR Islamabad, tel +92 300 850 81 38
Sitara Jabeen, CICR Islamabad, tel +92 300 850 56 93
Simon Schorno, CICR Geneva, tel +41 79 251 93 02

Tratto dal sito WEB del CICR al link:
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/htmlall/pakistan-news-310509?opendocument

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3 - Castiglione delle Stiviere (MN)
Municipio Sala Consiliare  sabato 20 giugno ore 10,30
Convegno di presentazione della nuova traduzione italiana de
“Un Souvenir de Solferino” di J.Henry Dunant
Alla presenza dei due curatori
Edizione italiana a cura di Costantino Cipolla e Paolo Vanni
Con testo originale francese a fronte
2009 Editore FrancoAngeli nella collana Laboratorio Sociologico

Fresco di stampa questo nuovo testo riunisce il testo originale in lingua francese pubblicato da Henry Dunant nel 1862 con una nuova traduzione italiana.

Le presentazioni sono di sette autorevoli persone:
Fabrizio Paganella Sindaco di Castiglione delle Stiviere
Erminia Bongiorno Cheli  Assessore alla Cultura del Comune di Castiglione delle Stiviere
Jakob Kellenberger Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa –Ginevra
Juan Manuel Suarez del Toro Rivero Presidente della Federazione Internaz. C.R. e M.R – Ginevra
Massimo Barra Vice Presidente della Commissione Permanente della C.R. e M.R. – Ginevra
Francesco Caponi Commissario regionale CRI  Toscana  - Firenze
Francesco Rocca Commissario Nazionale C.R.I. – Roma

I due importanti saggi sono costituiti da:
Prefazione del Prof.Costantino Cipolla, Ordinario di Sociologia all’Università di Bologna e Postfazione del Prof.Paolo Vanni, Ordinario di Chimica Medica all’Università di Firenze.

Dalla Prefazione del Prof. Cipolla:

“Vi sono dei libri, a volte anche dei piccoli libri, che entrano nella storia e quasi senza rendersene conto la cambiano, la fanno vedere da un’altra prospettiva e concepiscono nuove conquiste di civiltà. Il testo di Henri Dunant che andiamo qui a introdurre in una nuova e radicale edizione critica è sicuramente uno di questi: Un Souvenir de Solférino è la pietra miliare della nascita della Croce Rossa Internazionale, ne è il seme fecondo e l’anima profonda. È il suo manifesto e la sua campagna di stampa. È la sua mente ed il suo cuore, senza alcun precursore e senza alcun erede. Il Souvenir è un volumetto che narra la battaglia combattuta il 24 giugno 1859 fra l’esercito franco-sardo e quello austriaco sulle colline che contornano da sud il lago di Garda e passata alla storia come battaglia di Solferino e San Martino1. Esso, dunque, è un breve e conciso racconto e nulla di più, almeno a prima vista. In realtà, le cose stanno un po’, per non dire del tutto, diversamente. Cerchiamo di capire perché. (…)Il suo unicum, però, emerge nella società censitaria dell’epoca, piena di Gloria e di Martiri3, di Re e di Regine, di Generali e di Armate, perché spariglia le carte, capovolge la guerra su se stessa, ci fa vedere le vittime con i loro occhi. Il Souvenir è un drammatico appello all’umanità a favore della fratellanza, dei più deboli, dei feriti e dei morti che la società produce “volontariamente” con le proprie opzioni politiche. Esso è una sorta di manifesto, senza volerlo essere, dei malati, dei mutilati, degli ignoranti, dei moribondi, degli uccisi, degli scannati. Esso è l’esaltazione della femminilità, in un contesto sociale in cui attribuire l’aggettivo femmineo ad un evento o ad un individuo equivaleva a bandirlo dalla convivenza civile.”…. continua….

Dalla Postfazione del Prof.Vanni:

“Quando l’amico Costantino mi propose, ormai quasi cinque anni fa (avevamo da poco varato Un ricordo di Solferino, oggi, FrancoAngeli, Milano, 2003, notevole successo), di pubblicare un’edizione critica della versione italiana del Souvenir rimasi perplesso: avevamo due buone traduzioni quella di D’Agata (versione ufficiale anche per il CICR) e quella di Ramacciotti (nella bella edizione strenna Utet del 1979) a cura di L. Firpo, quindi quali le altre necessità? Casomai pensai sarebbe stato bello pubblicare una versione comparata delle sette edizioni originali francesi pubblicate da Henry Dunant vivente e che rispecchiano i tanti momenti diversi della sua tumultuosa e tragica vita; ma perché insistere tanto su una traduzione? (…) Nacque così una collaborazione che ha portato a questo frutto: un volume in italiano che rimarrà per tutti gli appassionati di Croce Rossa una specie di “breviario” da tenere sempre presente e da consultare anche per gli sviluppi futuri dell’Opera e un bellissimo testo di metà Ottocento, affascinante lettura per l’uomo e soprattutto per il giovane qualunque, ma anche per l’appassionato di storia, integrato con gli studi di C. Cipolla e P. Vanni. Costantino Cipolla nella prefazione tratta esplicitamente del perché di questa nostra edizione e dice esplicitamente, con la schiettezza che da sempre lo contraddistingue, cosa non andava nelle edizioni precedenti e perché questa nostra versione vuol fare il punto su tutte e sette le versioni del grande EnricoIo mi sono riservato la Postfazione perché a conclusione del libro vorrei sottolineare come il Ne se vend pas (cioè la prima edizione del Souvenir del 1862) non sia in realtà un inizio, ma un’opera, un pensiero compiuto; come ho detto in alcuni dei miei ultimi scritti non c’è sviluppo del “Souvenir de Solférino”, esso rappresenta l’alfa e l’omega della prima grande idea umanitaria laica della storia.

Ma procediamo con ordine.”…. continua ….

Il prezzo di copertina è di Euro 18 e può essere ordinato al Museo Internazionale della Croce Rossa  di Castiglione delle Stiviere (verranno aggiunte le sole spese di spedizione)
M.Grazia Baccolo

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4 - Mostra storica
“L’ideale del soccorso universale”
13- 28 giugno 2009
Palazzo Menghini
Via Cesare Battisti 27
Castiglione delle Stiviere

Di proprietà del Sig. Claudio Stoppa di Paderno Dugnano (MI) sono esposti più di 2.000 pezzi originali, autentici: cartoline, lettere, libri, giornali, circolari, decreti, documenti ufficiali sono  suddivisi nelle seguenti sezioni:

    * la battaglia di Solferino e S.Martino  24 giugno 1959
    * la Convenzione di Ginevra e i Regi Decreti
    * prime visite e primi interventi su pubblicazioni dell’epoca
    * la Croce Rossa in copertina (la Domenica del Corriere e altri settimanali illustrati)
    * Uffici Ricerca prigionieri nella prima e seconda guerra mondiale
    * Messaggi radio tramite la Croce Rossa
    * Sanità di Croce Rossa
    * Libri vari inerenti agli argomenti succitati

Orari apertura:
Giovedì venerdi sabato dalle ore 15,30 alle 19,30
Domenica dalle 10 alle  12,30 e dalle 15,30 alle 19,30

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