Home

Area Riservata






Password dimenticata?

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission


n° 377 del 15 marzo 2009 Stampa E-mail
lunedì 16 marzo 2009

15 marzo 2009

nr. 377
 
Notiziario- Speciale Sudan

Sito web www.caffedunant.it


----------------------------------------------------------------------------------
CICR/B.Heger/sd-e-01673
 
Contenuto:

1 - 04/03/2009
Oxfam conferma che la licenza per operare nel Sudan del Nord è stata revocata
Fonte: Oxfam
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

2 - 04/03/2009
Dichiarazione di CARE riguardo le operazioni in Sudan
Fonte: CARE
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

3 - 05/03/2009
10.000 Sudanesi in piazza per sostenere Bashir
Il presidente sudanese, interessato da un mandato di arresto internazionale da mercoledì, si è unito ai manifestanti per schernire i governanti occidentali, «i veri criminali»
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

4 - 04/03/2009
L’incriminazione di Bashir da parte della CPI: un punto di svolta per il Sudan?
Fonte: International Crisis Group (ICG)
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia
@@@@@@@@@@@@@@@@@@

1 - 04/03/2009
Oxfam conferma che la licenza per operare nel Sudan del Nord è stata revocata
Fonte: Oxfam
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

L’agenzia di aiuto internazionale Oxfam GB ha confermato che oggi [04/03/2009, n.d.t.] il governo sudanese ha revocato la sua licenza per operare nel Sudan del Nord.

L’agenzia ha affermato che sta ricorrendo contro la decisione e spera che la questione si possa risolvere rapidamente. L’agenzia ha esortato il governo del Sudan affinché le permetta di continuare le sue vitali operazioni umanitarie, che coinvolgono centinaia di migliaia di vite.

Penny Lawrence, direttore internazionale di Oxfam GB, ha affermato: «Se la licenza di Oxfam GB viene revocata, ciò coinvolgerà più di 600.000 abitanti del Sudan ai quali forniamo vitali aiuti umanitari e per lo sviluppo, inclusi l’acqua potabile e i servizi igienico-sanitari su base giornaliera. 400.000 fra di essi sono colpiti dal conflitto in corso in Darfur – dove le persone continuano a fuggire dalla violenza e i bisogni umanitari sono enormi. Coinvolgerà inoltre altre 200.000 persone povere nell’est del paese e nello stato di Kartum».

Oxfam GB opera nel nord del Sudan dal 1983 e attualmente ha uno staff di 450 persone, di cui il 90% è sudanese. Oxfam è un’organizzazione non governativa indipendente e imparziale, senza alcun legame con la Corte Penale Internazionale. Oxfam non esprime un’opinione sulle attività della Corte e il nostro solo obiettivo è soddisfare i bisogni umanitari e di sviluppo in Sudan.

Tratto dal sito:
http://www.reliefweb.int/rw/rwb.nsf/db900sid/CJAL-7PTSNE?OpenDocument&rc=1&cc=sdn

@@@@@@@@@@@@@@@@@@

2 - 04/03/2009
Dichiarazione di CARE riguardo le operazioni in Sudan
Fonte: CARE
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Melbourne – L’organizzazione umanitaria CARE oggi ha rilasciato la seguente dichiarazione riguardo le sue operazioni in Sudan.

CARE dichiara di avere ricevuto una lettera dal governo del Sudan, che cancella la nostra licenza ad operare nel paese. Stiamo valutando cosa ciò significa per il milione e mezzo di persone che ora ricevono da CARE cibo, acqua, servizi igienico-sanitari, sostentamento e assistenza sanitaria.

CARE ha operato in Sudan per 28 anni, attuando progetti relativi all’agricoltura, all’acqua, ai servizi igienico-sanitari, al sostentamento e all’assistenza sanitaria nel Nord e Sud Kordofan e Kartum. Nei passati sei anni, CARE si è impegnata in attività di assistenza d’emergenza in Darfur e nel vicino Ciad. Il Sudan è una delle più ampie operazioni nell’est e nel centro Africa con uno staff di oltre 650 persone nel paese, la maggior parte delle quali sono sudanesi, con circa 30 stranieri impiegati per assistere le persone nei campi degli sfollati e nelle aree rurali.

Il quartier generale a Kartum coordina 13 sedi nel Sudan del Nord.

Le nostre priorità continuano ad essere l’accesso umanitario e una risoluzione del conflitto in modo che le persone possano vivere in pace.

Tratto dal sito:
http://www.reliefweb.int/rw/rwb.nsf/db900sid/RMOI-7PTVPN?OpenDocument&rc=1&cc=sdn

@@@@@@@@@@@@@@@@@@

3 - 05/03/2009
10.000 Sudanesi in piazza per sostenere Bashir
Il presidente sudanese, interessato da un mandato di arresto internazionale da mercoledì, si è unito ai manifestanti per schernire i governanti occidentali, «i veri criminali»
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

«I veri criminali sono i leader degli Stati Uniti e dell’Europa», ha accusato giovedì il presidente sudanese Omar Al-Bashir, all’indomani del mandato di arresto emesso contro di lui dalla Corte penale internazionale (CPI) per crimini di guerra e contro l’umanità in Darfur.

Il capo di stato si esprimeva così durante la mattinata davanti ai 10.000 manifestanti riuniti nella «piazza dei Martiri», nel centro della città di Kartum, per portargli il loro sostegno e schernire il procuratore della CPI, Luis Moreno Ocampo, nemico giurato del Sudan. Il giorno precedente, una prima manifestazione aveva riunito 5.000 persone nel centro della capitale sudanese.

Davanti alle migliaia dei suoi sostenitori, Omar Al-Bashir se l’è presa in particolare con gli Stati Uniti, accusati, essi stessi, di avere «perpetrato dei genocidi contro gli Indiani, a Hiroshima e in Vietnam».

«Sono 20 anni che siamo sotto la pressione del neocolonialismo e dei suoi strumenti, come la CPI, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e il Fondo Monetario Internazionale», ha detto in un discorso ritmato dalla professione della fede islamica: «non c’è altro dio che Allah». Secondo Al-Bashir, la CPI sarebbe il risultato di «un complotto 100% sionista», volto a destabilizzare il Sudan.

Nel corso della manifestazione, una trentina di persone hanno cercato di rovesciare l’autovettura di un giornalista dell’Agence France Press. Le ambasciate di diversi paesi occidentali – in particolare della Francia, degli Stati Uniti, del Regno Unito e del Canada – si preparano a manifestazioni in prossimità dei loro edifici.

Il presidente sudanese, 65 anni, ha avvertito i diplomatici stranieri di non interferire negli affari sudanesi, altrimenti «si metterà fine alle relazioni» bilaterali. Una decina di ONG, accusate di avere «violato la legge», stanno per essere espulse. A Medici Senza Frontiere è stato intimato di cessare ogni attività in Darfur, dove le sue sezioni francese e olandese sono sole a portare aiuto a 400.000 persone.

D’altra parte, il Consiglio della pace e della sicurezza (CPS) dell’Unione Africana ha annunciato che domanderà al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di «interrompere la procedura della CPI contro Bashir, al fine di dare una possibilità alla pace in Sudan».

Mercoledì, Omar Al-Bashir è diventato il primo capo di stato in esercizio ad essere interessato da un mandato di arresto della CPI. È perseguito per crimini di guerra e contro l’umanità in Darfur, regione dell’ovest del Sudan, vittima di un complesso conflitto all’origine di 300.000 morti secondo l’ONU. Kartum stima in 10.000 le vittime legate ai combattimenti.

Tratto dal sito de Le Figaro:
http://www.lefigaro.fr/international/2009/03/05/01003-20090305ARTFIG00480-10000-soudanais-dans-la-rue-pour-soutenir-bachir-.php

@@@@@@@@@@@@@@@@@@

4 - 04/03/2009
L’incriminazione di Bashir da parte della CPI: un punto di svolta per il Sudan?
Nairobi/Bruxelles: L’incriminazione da parte della Corte penale internazionale (CPI) del presidente sudanese Omar Bashir per atroci crimini in Darfur fornisce un’opportunità per il Sudan e per la comunità internazionale per combattere l’impunità e per portare la pace nel paese.
Fonte: International Crisis Group (ICG)
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

In un’ampia dichiarazione rilasciata oggi [04/03/2009, n.d.t.], «L’incriminazione di Bashir da parte della CPI: un punto di svolta per il Sudan?», il Gruppo di Crisi esamina le conseguenze di questa incriminazione per crimini contro l’umanità e crimini di guerra, sia per il Sudan che per la comunità internazionale. Essa permette alla maggioranza dirigente del Partito Nazionale del Congresso (NCP) e al mondo esterno di fare nuovi passi per trasformare le istituzioni politiche e le politiche che guidano il conflitto in Sudan.

«Per i milioni di vittime del Darfur, questa decisione storica fornisce una ricognizione legale indipendente degli enormi crimini commessi contro di essi e conferma che ci sono basi ragionevoli per credere che Bashir sia personalmente responsabile», dice il Vice Presidente del Gruppo di Crisi Nick Grono. «La comunità internazionale dovrebbe affermare il suo sostegno alla Corte e insistere affinché il Sudan e altri paesi cooperino con essa come richiesto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite».

La dichiarazione del Gruppo di Crisi mette in guardia Kartum del rischio di rispondere scagliandosi contro i propri cittadini per rappresaglia, dichiarando lo stato di emergenza o reprimendo l’opposizione politica interna. Gli alleati internazionali del Sudan hanno un forte interesse nella stabilità del paese e possono fare pressioni sul regime affinché reagisca con moderazione. Il procuratore della CPI dovrebbe rendere chiaro che qualsiasi responsabile di altre atrocità sarà considerato colpevole.

Idealmente, Bashir dovrebbe dimettersi e consegnarsi alla Corte, ma ciò è improbabile. Lo status quo è insostenibile nel lungo periodo. Sono sempre di più coloro che, fra i membri anziani del NCP, credono che la politica di Bashir nei confronti delle regioni periferiche del Sudan (Darfur, Kordofan, Sudan dell’Est e del Sud) sia stata contro produttiva. È probabile che, per preservare i propri interessi economici e garantire la propria sopravvivenza, l’NCP cerchi un modo per uscire da questa situazione, cambiando le proprie politiche o la leadership. Per riuscire, dovrà cambiare entrambe.

Il governo dovrebbe muoversi immediatamente e in modo trasparente per stabilire un sistema credibile di responsabilità giudiziaria e per creare un ambiente che contribuisca a una risoluzione pacifica del conflitto del Darfur, dando attuazione, contemporaneamente, alle riforme politiche concordate nell’Accordo Generale di Pace Nord-Sud (CPA). La firma della dichiarazione di intenti coni ribelli del Movimento per la giustizia e l’uguaglianza (JEM) di Doha è un utile primo passo per rilanciare il processo di pace del Darfur, ma troppi impegni sono stati violati nel passato per essere considerata una prova del cambiamento nella politica dell’NCP.

Come incentivo per portare avanti un cambiamento in Sudan, la comunità internazionale dovrebbe offrire di revocare le sanzioni e assicurare un aiuto internazionale, ma solo se l’NCP fornirà delle prove irreversibili e incondizionate del suo impegno nel processo di pace. Similarmente, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU può considerare l’ipotesi di un rinvio del processo a Bashir, ma solo dopo progressi evidenti del governo sudanese su tutti questi temi.

«L’incriminazione della CPI fornisce un’opportunità all’NCP di cambiare indirizzo e promuove la causa della pace e della giustizia in Sudan, in particolare in Darfur», dice François Grignon, Direttore del Programma Africa del Gruppo di Crisi. «Ma senza dei cambiamenti fondamentali nelle politiche del paese, la pressione può solo crescere; Bashir e l’NCP diventeranno sempre più isolati e il popolo sudanese continuerà a pagare un prezzo enorme».
 

Tratto dal sito:
 http://www.reliefweb.int/rw/rwb.nsf/db900sid/PSLG-7PTJPM?OpenDocument&rc=1&cc=sdn

@@@@@@@@@@@@@@@@@@
 
< Prec.   Pros. >

Annunci

GORIZIA 3 febbraio 2018 dalle ore 8,30 alle ore 17,30

Università degli Studi di Trieste sede di GORIZIA

Aula Magna Corso di Laurea Scenze Internazionali e Diplomatiche  Via Alviano 18 Gorizia

Giornata di Studio sul

"Diritto Internazionale Umanitario nel terzo millennio: diplomazia umanitaria e International Disaster Law"

Per informazioni scrivere a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

In allegato pieghevole esplicativo e modulo iscrizione

Comunicato dalla Presidenza CRI Gorizia 

 

PDF
 

Iscriviti

 

Totale iscritti: 1016

Scuole al museo

scuole
amici del museo croce rossa castigione stiviere
 
museo-oltre
Convegno SISM e CRI

Climate Center

CRIVIDEO - SEZIONE DIU

IIHL

IIHL

Int. Tracing Service

its

Darfur Blog

darfur

Sostieni la CRI

Syndicate

WebStaff

Get Firefox!
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.