Home

Area Riservata






Password dimenticata?

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission


n° 372 del 10 febbraio 2009 Stampa E-mail
mercoledì 11 febbraio 2009

10 febbraio 2009

nr. 372
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


----------------------------------------------------------------------------------
 

Contenuto:

1 - 30 gennaio 2009 – CICR intervista
Sri Lanka: il CICR aiuta le famiglie separate dal conflitto a rimanere in contatto
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

2 - 30/01/2009  FAQ 
Decreti relativi alla detenzione promulgate dagli Stati Uniti – La posizione del CICR
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

3 - The Magazine of the Red Cross and the Red Crescent, n. 3/2008
L’allerta precoce all’opera
«Allerta precoce, azione rapida» potrebbe rivoluzionare la gestione delle catastrofi. Ma i donatori la seguiranno?  di Alex Wynter, giornalista e redattore a Londra
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

4 - allegato
Tavola rotonda  “Diritto alla memoria fra diritti dell’uomo e diritto umanitario”
domenica 5 ottobre 2008
VII  Convegno nazionale Istruttori di Diritto Internazionale Umanitario della CRI
“Problemi di applicazione del diritto internazionale umanitario nei conflitti armati contemporanei”
Senigallia (an), 3-5 ottobre 2008
Sintesi degli interventi della seconda sessione a cura di Roberto Arnò

@@@@@@@@@@@@@@@@@@

1 - 30 gennaio 2009 – CICR intervista
Sri Lanka: il CICR aiuta le famiglie separate dal conflitto a rimanere in contatto
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

Il conflitto nel nord dello Sri Lanka ha colpito circa 200000 civili  nel distretto di Vanni: quasi tutti hanno abbandonato le proprie case, mentre alcuni rischiano lo sfollamento a causa della situazione instabile.
Intervista a Monica Zanarelli, vice responsabile del CICR per le operazioni nel sudest asiatico



I combattimenti hanno costretto le persone a lasciare le proprie case?

Sono oltre 2000 gli sfollati interni che hanno raggiunto la regione di Vavuniya; un numero analogo di persone è arrivata nella penisola di Jaffna. Queste regioni sono sotto il controllo del governo e le persone sfollate vivono in siti permanenti sotto la responsabilità delle autorità civili e militari. Per motivi di sicurezza, è stata limitata la loro libertà di movimento e le visite ai famigliari sono state ridotte. Le autorità governative si attendono un incremento di decine di migliaia di sfollati provenienti dalla regione di Vanni nelle prossime settimane.

Quali sono le loro necessità circa del ripristino dei legami famigliari?

Fin dai primi spostamenti di persone da e attraverso il distretto di Vanni, il CICR ha costantemente valutato le necessità riguardo al problema dei legami famigliari. Ad oggi, il servizio postale e le telecomunicazioni hanno operato bene attraverso tutto lo Sri Lanka e la maggior parte delle persone ha potuto comunicare con le famiglie all’estero o in altre regioni del paese. Tuttavia, a causa delle sempre maggiori restrizioni alla libertà di movimento, il CICR si attende che le persone abbiano sempre più considerevolmente bisogno di aiuto per ristabilire o mantenere, nei prossimi giorni e settimane, un contatto con i famigliari.

Oggi risultano estremamente limitate le comunicazioni per le famiglie che vivono nella parte di Vanni controllata dalle Tigri di liberazione dell’Eelam Tamil. Il CICR e le Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ricevono sempre più richieste preoccupate dai membri delle famiglie che risiedono all’estero: molti non hanno più notizie dei propri cari da settimane, o addirittura da mesi, e non riescono a mettersi in contatto.

Il CICR è in grado di individuare al momento attuale le persone sfollate nella regione di Vanni?

Gli ingenti spostamenti di persone nella regione di Vaanni rendono in questa fase impossibile l’individuazione, da parte del CICR, delle persone. Gli intensi combattimenti fanno sì che gli spostamenti sul territorio siano molto pericolosi per il nostro personale e per i volontari della Croce Rossa dello Sri Lanka. Stiamo stabilendo, insieme alla Società Nazionale, le priorità: cercheremo di riunire prima i bambini non accompagnati con i propri genitori o parenti e trasferire i corpi al di là del fronte, con l’obiettivo di restituirli alle rispettive famiglie.

Qual è la situazione nelle zone controllate dal governo?

La situazione è diversa per coloro che sono fuggiti dall’area controllata dalle Tigri Tamil rifugiandosi nelle zone sotto l’autorità del governo. La Croce Rossa dello Sri Lanka e il CICR hanno, in questi territorio, accesso alle zone dove risiedono gli sfollati; ci auguriamo di avere presto una presenza permanente in questi campi per aiutare le persone a ristabilire i contatti con i parenti che vivono in altre zone dello Sri Lanka o all’estero. Useremo in questi casi i messaggi “Safe and Well” e daremo loro la possibilità di effettuare delle chiamate telefoniche.

N.d.t.: I messaggi “Short and Well” sono brevi missive impiegate negli ultimi anni dal CICR, per esempio in Iraq. A differenza dei normali messaggi di Croce Rossa, i messaggi “Safe and Well” contengono soltanto le informazioni del richiedente e l’indirizzo del destinatario; questi messaggi, recanti esclusivamente la dicitura “sano e salvo”, possono essere perciò spediti senza che si renda necessario il controllo del contenuto affinché non sia illegale, pericoloso o offensivo]

Rispetto alla situazione corrente, vi sono delle limitazioni su quanto possono fare il CICR e la Croce Rossa dello Sri Lanka per aiutare le famiglie a rimanere in contatto?

Attualmente, il Family Links Network non è in grado di raccogliere i Messaggi di Croce Rossa e le richieste di ricerca dalle persone che vivono nella regione di Vanni. Tuttavia, il CICR e la Croce Rossa dello Sri Lanka sono in grado al momento di ricevere i Messaggi di Croce Rossa e le richieste di ricerca dalle persone provenienti dalla regione di Vanni che sono sfollate nelle altre zone controllate dal governo.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
 http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/htmlall/sri-lanka-interview-300109

@@@@@@@@@@@@@@@@@@

2 - 30/01/2009  FAQ  
Decreti relativi alla detenzione promulgate dagli Stati Uniti – La posizione del CICR
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Qual è la posizione del CICR a seguito degli annunci fatti recentemente dal presidente americano Obama in merito alla detenzione?

Il CICR si felicita delle varie decisioni assunte dagli Stati Uniti in materia di detenzione, decisioni che sono state ufficializzate in diversi decreti firmati il 22 gennaio 2009 dal presidente Obama. Il CICR accoglie favorevolmente soprattutto la decisione di notificargli l’identità di tutte le persone detenute dagli Stati Uniti in ogni conflitto armato e di permettere all’organizzazione di visitarli a breve.

Il CICR attende con interesse i risultati della revisione ordinata dal presidente Obama concernente diverse questioni legate a Guantanamo e la politica degli Stati Uniti in materia di detenzione.

Il CICR come interpreta la chiusura del centro di detenzione di Guantanamo e la sospensione delle commissioni militari?

Per quello che riguarda la chiusura del centro di detenzione di Guantanamo e la sospensione delle commissioni militari che erano state istituite, il CICR ritiene che queste iniziative saranno l’occasione per riesaminare in profondità lo statuto di tutte le persone internate a Guantanamo, nonché le condizioni e le procedure che regolano la loro sorte.

Da molto tempo, il CICR sostiene che è possibile combattere efficacemente il terrorismo e, nello stesso tempo, trattare le persone private della libertà rispettando la loro umanità e la loro dignità, secondo quanto previsto dal diritto internazionale umanitario e da altri quadri giuridici pertinenti. Non esiste una contraddizione fra la sicurezza dello Stato e la protezione delle libertà e dei diritti individuali. Il fatto che il presidente Obama abbia deciso di agire in modo così rapido e convinto è quindi significativo e importante.

Il CICR continuerà la sua azione in favore delle persone trattenute dagli Stati Uniti per motivi legati alla lotta al terrorismo?

Dal gennaio 2002, il CICR ha realizzato più di una trentina di visite a Guantanamo e visita regolarmente le persone detenute dagli Stati Uniti in Iraq e in Afganistan. Il CICR proseguirà le sue visite al centro di detenzione di Guantanamo fino alla sua chiusura.

Il CICR spera che la revisione della politica di detenzione richiesta dal presidente Obama porterà a un quadro giuridico chiaro che si occuperà della detenzione di tutte le persone trattenute dagli Stati Uniti in ragione di un conflitto o della lotta contro il terrorismo e assicurerà il rispetto delle garanzie e delle procedure giudiziarie in materia di arresti, di liberazioni e di trasferimenti. Il CICR conta di fornire ogni contributo che gli verrà richiesto dal governo degli Stati Uniti al fine della revisione annunciata dal presidente Obama.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/united-states-detention-faq-0300109

@@@@@@@@@@@@@@@@@@

3 - The Magazine of the Red Cross and the Red Crescent, n. 3/2008
L’allerta precoce all’opera
«Allerta precoce, azione rapida» potrebbe rivoluzionare la gestione delle catastrofi. Ma i donatori la seguiranno?
 di Alex Wynter, giornalista e redattore a Londra
 Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

«Se avessi avuto il tempo di fare correttamente le mie ricerche, non saremmo qui». Questo giornalista irritato ha sorvolato in elicottero, in Mozambico, la valle dello Zambesi inondata ed ha constatato che un’operazione del governo ha permesso di evacuare con successo migliaia di persone dalle zone a rischio.

La verità è che più le evacuazioni si svolgono bene, meno se ne parla. Niente catastrofi, nessuna storia. Ma c’è un pericolo: niente storia, niente donatori.

Anche gli specialisti delle catastrofi potrebbero essere sorpresi nell’apprendere che la piena stagionale dello Zambesi ha raggiunto, all’inizio del 2008, un livello più elevato che nel 2001, anno in cui le inondazioni avevano fatto più di cento morti, e molto più alto dell’anno prima, quando fu lanciata una grande azione di soccorso internazionale.

Ciononostante, a metà gennaio, circa 55.000 persone sono state evacuate, senza perdite di vite umane. Per un paese africano uscente da un conflitto, è stato un risultato notevole, del quale si è però parlato poco (vedi box).

Previsioni e avvertimenti

Con il Bangladesh, i Caraibi e l’Africa Occidentale e Centrale, il Mozambico illustra bene il senso del concetto «Allerta precoce, azione rapida».

«A gennaio, abbiamo deciso, in modo abbastanza inusuale, di inviare dei fondi nei paesi dell’Africa australe soggetti a inondazioni, sulla base del rischio, chiaramente identificato, di un aggravamento della situazione, grazie, in particolare, alle previsioni a medio termine», spiega Peter Rees, capo del Dipartimento di supporto operativo della Federazione Internazionale.

«Sul terreno, le Società Nazionali possono preparare le comunità grazie alla loro rete di volontari e aiutarle ad essere autonome».

«Allerta precoce, azione rapida» permette di prendere delle misure umanitarie (invio di materiali e di fondi, evacuazione di persone) in modo pianificato, sulla base di previsioni e avvertimenti, il tutto aiutando a diffondere questi avvertimenti in modo cha siano credibili per la popolazione.

A capo del Fondo di soccorso in caso di catastrofi della Federazione Internazionale (riserva di cassa per le Società Nazionali che affrontano delle situazioni di emergenza), Peter Rees ha potuto constatare un notevole aumento delle catastrofi associate al clima: tempeste, inondazioni e siccità, e le situazioni d’urgenza sanitaria associate a questi fenomeni. Ora, si tratta precisamente di eventi che sono spesso prevedibili.

La Federazione Internazionale ha concluso un accordo con l’International Research Institute for Climate and Society dell’Università della Columbia (New York), specializzato nell’integrazione delle informazioni sul clima nei processi decisionali, per mettere a punto dei metodi di allerta avanzati, che permettano alla Federazione di mobilitare la sua rete per agire rapidamente.

«Cerchiamo di fornire alla Federazione dei dati sul meteo e il clima nel loro contesto», spiega Molly Hellmuth, dell’Istituto. «Possiamo aiutare a individuare delle anomalie climatiche ed a tradurle in termini comprensibili per la rete della Federazione Internazionale».

La zona dell’Africa occidentale e centrale della Federazione, a Dakar (Senegal), coopera anche con i centri africani di meteorologia e di lotta contro la siccità sul tema dei fattori climatici che pesano sulla sicurezza alimentare.

Maarten Van Aalst, esperto del Centro della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa sul clima a L’Aja, spiega: «L’azione rapida non si applica solo quando un fattore di rischio preciso, come un ciclone, sta per verificarsi, ma anche con scadenze più lunghe, quando l’avvertimento concerne un grado di rischio accresciuto».
Alzare la sbarra

Bhupinder Tomar, specialista della preparazione alle catastrofi della Federazione, afferma che «l’azione della Croce Rossa – Mezzaluna Rossa dovrebbe essere focalizzata sull’allerta precoce piuttosto che sulla diffusione diretta delle informazioni alle famiglie».

«È necessario un meccanismo che permetta di agire concretamente dopo un’allerta precoce, compreso l’accesso, senza ritardi, a risorse umane e finanziarie. La difficoltà non è solo informare le comunità di un rischio di catastrofe imminente, ma anche aiutarle a farvi fronte».

In Togo, degli esperti si apprestano a testare un sistema di allerta precoce in villaggi soggetti a inondazioni, grazie a pali dotati di bande colorate che rappresentano il livello del pericolo. Quando l’acqua raggiunge la banda rossa», spiega Youcef Ait-Chellouche, coordinatore dell’azione in caso di catastrofe, «le persone sanno che devono cominciare a raggiungere luoghi sicuri».

Quando quest’anno le previsioni per l’Africa occidentale hanno mostrato un rischio di precipitazioni elevate, la Federazione Internazionale ha lanciato un appello preventivo di preparazione alle inondazioni ammontante a circa 750.000 dollari, completato da un importante contributo del Fondo di soccorso in caso di catastrofi. Sono state posizionate in tre città delle scorte di soccorsi e sono stati messi a punto con le Società Nazionali dei sistemi di allerta precoce.

Poco dopo questo appello, migliaia di abitanti di Monrovia, la capitale della Liberia, hanno perso la loro casa a causa di inondazioni giudicate le peggiori che abbiano mai colpito la città, tanto che le piogge molto abbondanti hanno causato morti e danni materiali in Benin, Burkina Faso, Costa D’Avorio, Gambia, Niger, Nigeria, Chad e Togo.

È certamente molto più facile attendere che la catastrofe si produca e poi rispondervi, che restare in allerta sette giorni su sette, interpretando le previsioni redatte con prudenza, e preparare delle risorse basandosi sull’esperienza, sul proprio giudizio e sui consigli degli specialisti piuttosto che sulle notizie dei telegiornali.

«Ciononostante, finché i donatori non avranno aderito all’idea di agire prima della catastrofe, sarà necessario contare sul Fondo, che resta il solo strumento utile abbastanza flessibile per permetterci di garantire un intervento veramente precoce», conclude Peter Rees.

Inviateci dei fuoribordo

Sergio Moiane, l’alto funzionario locale, indica una carta al muro del centro governativo di soccorso in caso di inondazione a Buzi, a sud di Beira (Mozambinco). «Questa zona è come un imbuto. Sappiamo che quando il livello raggiunge 5,5 metri a Dombe, noi saremo inondati tre giorni più tardi».

Non si è sbagliato. A metà gennaio, nel pieno della stagione delle piogge, Buzi era nel fango, ma relativamente poco danneggiata dall’acqua che si stava ritirando. Non una sola vittima, anche se più di 1100 persone evacuate erano alloggiate in ripari temporanei nelle prossimità e sebbene le inondazioni siano state giudicate come le peggiori dall’indipendenza nel 1975.

Buzi è anche la base di addestramento della squadra di salvataggio acquatico della Croce Rossa del Mozambico, che potrà rinnovare le scorte di carburante e di motori fuoribordo grazie, fra l’altro, ad una donazione in denaro del Fondo di soccorso in caso di catastrofi. Il presidente della sezione locale e responsabile della squadra, Paulo Ignacio Maguanda, sottolinea che le evacuazioni constano caro.

Solo dei meccanismi di assistenza con effetto rapido, come il Fondo, possono sostenere delle misure d’intervento tempestive di questo tipo, mentre le donazioni internazionali rischiano di non arrivare alla sezione locale durante la fase di urgenza. Una volta che una donazione viene effettuata al Fondo, invece, la società Nazionale può utilizzare le proprie riserve in funzione dei bisogni.

La Croce Rossa del Mozambico ha delle squadre munite di barche nelle quattro province inondate, ma alla fine del mese di gennaio, erano tutte a corto di pezzi di ricambio e di motori.

Quando si domanda a Paulo Ignacio Maguanda cosa desidererebbe ricevere grazie all’appello regionale lanciato dalla Federazione Internazionale una settimana dopo che il fondo aveva annunciato il suo versamento, la sua risposta è: «inviateci dei fuoribordo».

Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:
http://www.redcross.int/FR/mag/magazine2008_3/24-25.html
 
< Prec.   Pros. >

Annunci

GORIZIA 3 febbraio 2018 dalle ore 8,30 alle ore 17,30

Università degli Studi di Trieste sede di GORIZIA

Aula Magna Corso di Laurea Scenze Internazionali e Diplomatiche  Via Alviano 18 Gorizia

Giornata di Studio sul

"Diritto Internazionale Umanitario nel terzo millennio: diplomazia umanitaria e International Disaster Law"

Per informazioni scrivere a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

In allegato pieghevole esplicativo e modulo iscrizione

Comunicato dalla Presidenza CRI Gorizia 

 

PDF
 

Iscriviti

 

Totale iscritti: 1016

Scuole al museo

scuole
amici del museo croce rossa castigione stiviere
 
museo-oltre
Convegno SISM e CRI

Climate Center

CRIVIDEO - SEZIONE DIU

IIHL

IIHL

Int. Tracing Service

its

Darfur Blog

darfur

Sostieni la CRI

Syndicate

WebStaff

Get Firefox!
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.