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n° 371 del 30 gennaio 2009 Stampa E-mail
venerdì 30 gennaio 2009

30 gennaio 2009

nr. 371
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - “Solferino 2009”
Di M.Grazia Baccolo

2 - 23 gennaio 2009 – FICR
Israele: la Stella di Davide Rossa apre una clinica per palestinesi nei pressi del checkpoint di Erez
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo
Comunicatoci anche da Stefania Celenza

3 - 26-01-2009
Repubblica Democratica del Congo: il CICR richiede il rispetto della popolazione civile nel North Kivu
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

4 - 3-12-2008
Convenzione sulle munizioni a grappolo: il CICR accoglie la firma dello storico accordo
Jakob Kellenberger, Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa, Conferenza sulla firma della Convenzione sulle munizioni a grappolo,
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

5 - CONVEGNO
"Conflitti, diritto ed esigenze umanitarie"
MILANO Palazzo Clerici – Via Clerici 5
5 febbraio ore 17,30

6 - Selezioni corso nazionale di Formazione Istruttori D.I.U.
3 – 4 – 5 aprile 2009
Comunicato dall’Ufficio DIU CRI Comitato Centrale
Lettera circolare scaricabile QUI 

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1 - “SOLFERINO 2009”

A Roma è stato attivato  l’ufficio Support Unit Solferino 2009 della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. E’ facile contattarlo attraverso un sito www.solferino2009.cri.it dove si possono trovare informazioni  e scheda di iscrizione alla manifestazione “SOLFERINO 2009” che quest’anno celebrerà i 150° anniversario dell’IDEA della Croce Rossa.  Le attività di divideranno nelle giornate dal 23 al 28 giugno e la Fiaccolata sarà la sera di sabato 27 giugno 2009.

Era infatti il 1859 quando il ginevrino Henry Dunant  arrivò la sera del 24 giugno nell’alto mantovano, e precisamente a Castiglione delle Stiviere, dove alloggiò la notte nel palazzo delle sorelle Pastorio nei pressi della Chiesa Maggiore (oggi chiamata Duomo)*.

Dunant vide nei giorni seguenti il trasporto di migliaia di soldati feriti provenienti dalla Battaglia di San Martino e Solferino (iniziata e terminata nell’arco della sola giornata del 24 giugno) bisognosi di aiuto che invasero il paese. Questo fece nascere in lui le idee di assoluta novità per l’epoca, che cambiarono

-          il mondo sanitario con  il soccorso organizzato e strutturato universalmente;
-          il mondo sociale con i concetti di laicità e di dignità della persona in quanto tale,
-          il mondo diplomatico con gli accordi firmati fra Stati nella guerra.
 
Anche se la definizione di un “Dunant rivoluzionario” può sembrare esagerata ai più, in effetti questa è la cosa più vera, e la “gente” di Croce Rossa, Mezzaluna Rossa, Cristallo Rosso, deve esserne più cosciente.

Il grande evento della Croce Rossa internazionale  si coordinerà  con le Celebrazioni del 150° anniversario della Battaglia di San Martino e Solferino che avrà il suo culmine mercoledì 24 giugno 2009 nella ultima settimana di Giugno 2009.

(*) “Memoires” de Henry Dunant  Edizione L’age d’homme - Institut Henry Dunant  1971 Lingua francese
“Memorie” di Henry Dunant Edizione Idelson Gnocchi  2001 (I edizione) e  2005  (II edizione)  Lingua italiana

Per ogni informazione:
IFRC Support UNIT Solferino2009
Tel. +39 06 97844522-37 - FAX +39 06 97844539 - E-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

M.Grazia Baccolo

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23 gennaio 2009 – FICR
Israele: la Stella di Davide Rossa apre una clinica per palestinesi nei pressi del checkpoint di Erez
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

Il 18 gennaio, il Magen David Adom (MDA) [trad. Stella di Davide Rossa], che equivale in Israele ad una Società Nazionale di Croce Rossa, ha aperto una clinica ambulatoriale per fornire assistenza sanitaria ai palestinesi in difficoltà, nei pressi del checkpoint di Erez. Questa clinica, dotata di personale paramedico del MDA e di medici volontari, è stata progettata per dare assistenza sanitaria di base, ma provvederà anche quale centro di selezione dei casi più gravi da trasferire negli ospedali israeliani. Questa clinica ha come obiettivo quello di prestare assistenza soprattutto agli abitanti di Gaza colpiti dalle recenti ostilità.

Lo staff della clinica, presente 24 ore su 24, è formato da dottori specializzati in medicina d’urgenza, traumatologia, chirurgia, pediatria, ginecologia, oculistica ed otorinolaringoiatria. La clinica include inoltre un dipartimento di ortopedia, un laboratorio, strumentazioni di radiodiagnostica ed una farmacia. Vi sono inoltre un’unità mobile di terapia intensiva e 4 ambulanze. Progettata per curare fino a 200 pazienti al giorno, la clinica è in grado di prestare cure intensive e trattamenti sanitari fino a quando i pazienti, completamente stabilizzati, possano essere trasferiti presso un ospedale.

I paramedici del Magen David Adom avevano appena terminato di predisporre la clinica, quando sono stati chiamati per la prima urgenza, un paziente di 47 anni di Gaza, che è collassato all’improvviso al checkpoint di Erez. Lo staff ha iniziato le procedure salvavita, stabilizzando il battito cardiaco e riportando la pressione del sangue a livelli di norma in pochi minuti. Il paziente è stato successivamente trasferito all’ospedale Barzilai di Ashkelon, in condizioni critiche, ma stabili. Ad oggi, la clinica ha curato 25 pazienti.

Il direttore generale del MDA, Eli Bin, ha spiegato che realizzare la clinica con così poco preavviso ha rappresentato una sfida notevole sul piano logistico: “Diversi fattori dovevano essere tenuti in considerazione, prima di tutto la necessità di garantire la presenza di posizioni professionali con il personale medico volontario.”

“Dal punto di vista del MDA, ciascun paziente – non importa dove viva o quale sia la sua religione – ha diritto a ricevere l’assistenza migliore e più professionale. Il Magen David Adom, quale Società Israeliana del Movimento di Croce Rossa – cerca di fare ogni sforzo per alleviare le sofferenze della popolazione durante la guerra o in caso di disastri naturali,” ha aggiunto.

Il costo della clinica, che è stata allestita come risposta temporanea per affrontare le necessità più urgenti, sono inclusi nell’appello di emergenza lanciato dal MDA, riveduto il 18 gennaio. Per maggiori informazioni, visitare il sito www.mdais.com

Tratto dal sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: http://www.ifrc.org/docs/news/09/09012301/






 



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3 - 26-01-2009
Repubblica Democratica del Congo: il CICR richiede il rispetto della popolazione civile nel North Kivu
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

Kinshasa/Ginevra (CICR) – In riferimento alle continue operazioni militari nel North Kivu, il Comitato Internazionale di Croce Rossa (CICR) ricorda alle parti coinvolte nel conflitto che sono vincolate dal diritto internazionale umanitario a preservare la vita e la dignità della popolazione civile, e di coloro che nel corso dei combattimenti sono stati feriti o catturati.

Inoltre, esse sono obbligate a rispettare la proprietà dei civili e tutti quei beni necessari al loro sostentamento, come: cibo, bestiame, impianti idrici e riserve d’acqua. Gli attacchi a tali beni, come gli atti di saccheggio, sono severamente proibiti.

In particolare, le donne e i minori devono essere protetti dalle ingiurie e dagli attacchi al loro onore, specialmente dallo stupro e da altre forme di violenza sessuale. I bambini godono di una protezione particolare e devono essere rispettati. Un aspetto di tale protezione è il divieto del loro coinvolgimento nelle ostilità, e l’illegalità di reclutarli nelle forze armate o nei gruppi armati.

“I civili hanno pagato e continuano a pagare un tributo pesante nei conflitti armati della regione”, afferma Max Hadorn, capo della delegazione del CICR nella Repubblica Democratica del Congo. “Intere famiglie sono state sopraffatte dal dolore e costrette a separarsi. Queste sofferenze potevano essere evitate, se le parti coinvolte nel conflitto si fossero conformate al diritto internazionale umanitario”.

È essenziale che il CICR e la Società di Croce Rossa della Repubblica Democratica del Congo siano poste nelle condizioni di aiutare la popolazione civile. A tal fine è necessario che le parti coinvolte nel conflitto facilitino l’accesso delle organizzazioni umanitarie alle persone colpite, e permettano il libero passaggio degli aiuti. L’emblema di croce rossa, il personale che svolge operazioni di soccorso, e qualsiasi materiale o impianto utilizzato per queste operazioni devono essere rispettati e protetti in tutte le circostanze.

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4 - 3-12-2008
Convenzione sulle munizioni a grappolo: il CICR accoglie la firma dello storico accordo

Jakob Kellenberger, Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa, Conferenza sulla firma della Convenzione sulle munizioni a grappolo,
 Oslo 3 dicembre 2008.
Traduzione non ufficiale di Elena Delise

Check against delivery   -  Seul le texte prononcé fait foi  -  Soltanto il testo parlato fa fede

Lasciatemi iniziare rendendo omaggio al Governatore della Norvegia, al gruppo di lavoro degli Stati che hanno portato alla buona riuscita di questo processo e all’Irlanda, che abilmente ha condotto e ospitato le negoziazioni di questa Convenzione a Dublino. Vorrei inoltre encomiare quegli Stati che nel 2007 hanno adottato la Dichiarazione di Oslo, e coloro che in seguito si sono uniti al Processo di Oslo. Infine, vorrei rendere un tributo al lavoro delle Nazioni Unite e di tutte quelle organizzazioni non-governative che formano la Coalizione contro le Munizioni a Grappolo. Insieme abbiamo cambiato per sempre il modo in cui tali munizioni saranno viste dagli Stati, dal pubblico e dalla storia.

Il “cammino verso Oslo”, iniziò quando le munizioni a grappolo furono utilizzate per la prima volta contro il porto britannico di Grimsby, 65 anni fa. Tre quarti delle sottomunizioni lanciate dagli aerei non esplosero come previsto e dovettero essere sgomberate. Le armi furono trovate nelle strade, sui tetti e impigliate negli alberi. Tre quarti dei 61 infortuni avvennero dopo l’attacco, non durante. I bambini portarono a casa queste “bombe”, alcuni evitarono la morte per un pelo. La rimozione di tali bombe richiese moltissime risorse.

Il “cammino verso Oslo” è anche tracciato lungo le montagne e le risaie del Sudest Asiatico, laddove diverse centinaia di milioni di sottomunizioni furono lanciate e dove ancora oggi ne rimangono decine di milioni. Questo cammino corre attraverso le vite di civili in Laos, Cambogia e Vietnam, i quali per quattro decadi hanno vissuto con la minaccia di sottomunizioni non esplose. Molte migliaia di persone hanno perso la vita, gli arti e i loro cari. Questo ciclo di contaminazione e perdite di vite umane sta continuando in questi ultimi anni, laddove i civili in Afghanistan, Georgia, Iraq, Kuwait, Libano e altri paesi, hanno fronteggiato le tragiche conseguenze di queste armi.

Un altro cammino verso Oslo è iniziato 140 anni fa, a San Pietroburgo, quando una commissione militare internazionale ha dichiarato che l’unico scopo legittimo della guerra è quello di indebolire le forze armate del nemico e ha stabilito il principio secondo il quale, per certe armi, “le necessità della guerra devono dare la precedenza alle esigenze umanitarie”. Questo cammino è continuato con l’adozione dei due Protocolli Addizionali alle Convenzioni di Ginevra del 1977. Il primo dei quali richiede che la popolazione civile “debba godere della protezione generale dai pericoli derivanti dalle operazioni militari” e che debbano essere prese “tutte le precauzioni possibili” per proteggerli, inclusa la scelta delle armi. Questo cammino è inoltre tracciato negli innovativi precedenti stabiliti dalla Convenzione per la proibizione delle mine anti-persona e dal Protocollo dei residui bellici esplosivi. Questi strumenti stabiliscono che gli Stati hanno una responsabilità nel prevenire e nell’affrontare i danni causati ai civili da “quelle armi che non smettono di uccidere”.

Questi due cammini convergono qui oggi con la firma della Convenzione sulle munizioni a grappolo. La sottoscrizione di questa Convenzione da parte di così tanti stati è l’evidenza che la sofferenza delle vittime e dei paesi colpiti non è passata inosservata. La Convenzione stabilirà che queste munizioni sono proibite e diventerà un baluardo contro la loro ulteriore proliferazione. Cambierà inoltre la pratica degli Stati che posseggono tali armi, ma che ancora non possono diventare parte della Convenzione. Io sono convinto che persino l’uso delle munizioni a grappolo da parte di questi Stati diventerà sempre meno frequente.

Ma la strada verso Oslo non termina ad Oslo. Essa terminerà quando l’uso di tali munizioni sarà cessato, quando le scorte saranno eliminate, quando le aree contaminate saranno pulite e quando le vittime saranno aiutate a ricostruire le loro vite. I passi per raggiungere questi obiettivi includono la ratifica, l’adozione nella legislazione nazionale e i cambiamenti nella dottrina e nella pratica militare. A questo scopo, il CICR, presenterà ai partecipanti a questo incontro un kit per la ratifica e un modello di legge per gli Stati.

La Convenzione sulle munizioni a grappolo è nata dall’indicibile esperienza delle vittime e dei paesi colpiti. E questo cammino deve tornare a loro nella forma di un vigoroso sforzo internazionale degli Stati parte e di tutti, di pulire i terreni contaminati, di assistere le vittime e le loro comunità. Sì, la firma della Convenzione rappresenta un successo importante, ma la vera misura di questo risultato sarà il modo in cui cambieranno negli anni a venire le vite di queste persone e di queste comunità. Il CICR è onorato di essere stato parte di tale processo straordinario e di questo sviluppo importante del diritto internazionale umanitario. Noi confidiamo di continuare insieme a voi i nostri sforzi per far sì che le promesse di questa Convenzione diventino realtà il prima possibile.

Originale francese:  http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/statement-cluster-munitions-031208
Originale inglese: http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/statement-cluster-munitions-031208

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5 - CONVEGNO
"Conflitti, diritto ed esigenze umanitarie"
MILANO Palazzo Clerici – Via Clerici 5
5 febbraio ore 17,30

Il 5 febbraio, alle ore 17.30, l'ISPI - in collaborazione con l'Istituto Internazionale di Diritto Umanitario di Sanremo - promuove una Tavola Rotonda dal titolo:
"Conflitti, diritto ed esigenze umanitarie"

Grazie alla presenza di esperti di livello internazionale, l’incontro affronterà il delicato tema della tutela dei diritti umani nei conflitti armati, anche alla luce della recente crisi nella striscia di Gaza e del dibattito in corso su Guantanamo e i prigionieri di guerra.

La Segreteria (tel. 02 86 93 053 - e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , sito: www.ispionline.it) è a disposizione per qualsiasi questione concernente l’organizzazione.

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6 - Selezioni corso nazionale di Formazione Istruttori D.I.U.
3 – 4 – 5 aprile 2009
Lettera circolare scaricabile QUI
Il corso si terrà dal 10 al 23 luglio 2009

 
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Per informazioni scrivere a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

In allegato pieghevole esplicativo e modulo iscrizione

Comunicato dalla Presidenza CRI Gorizia 

 

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