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n° 363 del 28 agosto 2008 Stampa E-mail
giovedì 28 agosto 2008

28 agosto 2008

nr. 363
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Profughi castiglione
 
Contenuto:

1 - Dal Centro Accoglienza Richiedenti Asilo Ghisiola di Castiglione delle Stiviere (MN)
Di M.Grazia Baccolo

2 - 20 agosto 2008
Etiopia, man mano che la situazione peggiora, aumenta il numero delle vittime della siccità
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

3 - 16-07-2008
Israele-Libano: operazioni di trasferimento completate
Traduzione non ufficiale di Colum  Donnelly 

4 - Gli emblemi: da oltre 140 anni al servizio delle vittime dei conflitti e dei disastri
Traduzione non ufficiale di Elena Delise
SCARICA L'ALLEGATO 
 
 


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1 - Dal Centro Accoglienza Richiedenti Asilo Ghisiola di Castiglione delle Stiviere (MN)
Di M.Grazia Baccolo

Carissimi lettori del Caffè, dopo un lungo periodo di silenzio riprende la pubblicazione del notiziario.

Sento la necessità di spiegare la ragione di questa pausa che non è dovuta solo al periodo estivo e di vacanza.

Il 22 luglio u.s. sono arrivati, presso il Centro in gestione al Comitato Regionale CRI Lombardia della Ghisiola in Castiglione delle Stiviere (che tanti di voi conoscono essendo ubicato nel “Campo Lidia” sede della Fiaccolata da Solferino a Castiglione), 80 persone di nazionalità somala, richiedenti asilo politico, provenienti dal centro di Lampedusa. Il personale del Museo ha collaborato per la gestione di questo Centro Accoglienza Richiedenti Asilo, limitandone quindi la disponibilità presso la segreteria del Museo stesso: Mara ed io abbiamo svolto il nostro lavoro in Ghisiola (il Museo resta aperto ai  visitatori nei soliti orari). E’ stato davvero molto impegnativo, soprattutto nelle prime tre settimane, ora a distanza di un mese si può dire che la vita al centro trascorre serenamente fra le diverse attività e le necessità del caso.

Queste sono le attività che sono state attivate:

    * Infermeria e Ambulanza (h.24)
    * Controllo sanitario generale e specialistico  presso Ospedali e Asl
    * Informazione: Internet point – telefoni pubblici – sala televisione
    * Distribuzione materiale igiene personale e ambientale
    * Distribuzione abbigliamento vestiario, calzature
    * Corso di igiene personale
    * Corso di pulizia  ambientale (zone comuni e camere da letto)
    * Corso di uso della lavatrice
    * Corso di lingua italiana (a due livelli, uno alfabetizzazione, uno più avanzato)
    * Corso di manutenzione del parco  
    * Corso di stiratura indumenti
    * Sportive (allenamento per torneo calcio, tennis tavolo, calcetto)
    * Attività psico-sociali (con incontri con psicologi e assistenti sociali)
    * Attività di Ufficio Ricerche e scambio messaggi Croce Rossa

 Lo scopo del nostro  lavoro è quello di instaurare un rapporto di fiducia per accogliere con dignità i richiedenti asilo e di dare loro la possibilità di imparare, per il breve tempo nel quale resteranno presso il centro, ad utilizzare gli strumenti necessari per una integrazione se alla fine di questo percorso verrà riconosciuto lo status di rifugiato.

Il lavoro, per mettere in piedi tutte le attività è stato molto impegnativo e complicato. La collaborazione è svolta, fin dall'inizio, da personale dipendente e volontario della Croce Rossa Italiana. Le componenti coinvolte sono: Volontari del Soccorso, Infermiere Volontarie, Comitato Femminile, Corpo Militare, Pionieri che per le loro competenze svolgono le differenti attività.

L’esperienza è emozionante e gratificante perché mette in gioco situazioni e relazioni altrimenti non realizzabili. L’ottimo risultato che il lavoro di gruppo sta dando è notevole, lo si può apprezzare dalla serenità a cui si è arrivati dopo 30 giorni.  

Confido nella comprensione che gli “abbonati” al Caffè avranno riguardo l’allungamento del periodo della pubblicazione del notiziario, dovuta a questa attività umanitaria, in questo momento prioritaria fra le tante che tutti i giorni vengono affrontate.

Chiunque voglia venire a visitare il Centro sarà accolto con piacere, basta una  semplice richiesta via e-mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo oppure via telefono 0376 944030 oppure  944182

Cordialmente
M.Grazia Baccolo

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2 - 20 agosto 2008
Etiopia, man mano che la situazione peggiora, aumenta il numero delle vittime della siccità
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

La Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (FICR) lancia un appello di emergenza riveduto per 8,1 milioni di franchi svizzeri (€5 milioni) per supportare l’assistenza offerta dalla Società della Croce Rossa dell’Etiopia a oltre 76.000 persone gravemente colpite dalla siccità nella regione Wolaiyta, nel sud del paese.

Nel corso dei prossimi sei mesi, la Croce Rossa provvederà a fornire aiuti alimentari d’emergenza, presterà assistenza di soccorso e intraprenderà le prime attività di recupero, quali il miglioramento dell’accesso all’acqua potabile e la promozione dell’igiene.

Questa operazione di soccorso, lanciata lo scorso maggio per aiutare circa 40.000 persone del Damot Pulasa, è stata ampliata per rispondere ai bisogni di altri 36.000 abitanti della vicina regione del Damot Gale.

“Negli ultimi due mesi la situazione è peggiorata e le condizioni di vita sono deteriorate. La gente ha esaurito tutte le proprie risorse e non è più in grado di alimentarsi da sola. Dobbiamo intensificare il nostro intervento”, afferma Lorenzo Violante, direttore dei programmi per la lotta alla siccità della FICR ad Addis Ababa.

I prezzi del cibo sono aumentati del 330 per cento in seguito a un anno contrassegnato da eventi climatici avversi. Nel 2007, le inondazioni e la saturazione d’acqua, dovuta alle piogge meher. hanno distrutto la maggior parte dei raccolti di mais, miglio, frumento, fagioli cannellini e teff, e la mancanza delle piogge sapian (un prolungamento delle piogge meher) ha aggravato la crisi. Mentre nel 2008, la mancanza delle piogge belg ha portato a una grave insicurezza alimentare e una carenza d’acqua.

Nel Damot Pulasa, quasi metà dei 54 pozzi scavati a mano e 13 dei 39 pozzi di superficie non sono utilizzabili. Di conseguenza, la gente deve percorrere lunghe distanze per procurarsi dell’acqua, e la salute della popolazione è a rischio, in particolare quella dei bambini al di sotto dei cinque anni, delle donne incinta e di quelle che allattano.

“Nel Damot Pulsa e Damot Pulasa, ci sono oltre 16.000 bambini gravemente malnutriti, 1.614 dei quali sono sottoposti a terapia intensiva nei centri terapeutici di queste due regioni. La situazione non può che peggiorare, se non saremo in grado di intervenire in modo efficace”, avverte Fasika Kebede, segretario generale della Croce Rossa dell’Etiopia.

L’operazione della Croce Rossa dell’Etiopia è destinata a completare l’assistenza offerta dal governo e da altre organizzazioni umanitarie che aiutano le famiglie dei bambini trattati nei centri terapeutici.

Nelle due regioni è in corso la distribuzione di cibo e di sementi, ma è necessaria una maggiore assistenza. L’appello rivisto permetterà l’approvvigionamento e la distribuzione di 10.000 pecore, così come di strumenti agricoli per prevenire ulteriori danni ai mezzi di sussistenza di questa gente.

I bisogni di più lungo termine verranno affrontati dall’Iniziativa per la sicurezza alimentare in Africa della FICR, un piano di cinque anni destinato a 15 paesi, tra cui l’Etiopia, il quale prevede lo sviluppo di programmi per la sicurezza alimentare.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/Docs/News/pr08/5308.asp

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3 - 16-07-2008
Israele-Libano: operazioni di trasferimento completate

Le operazioni di trasferimento tra Israele e Libano sono state completate al tramonto del 16 luglio, quando i rimanenti dieci camion e rimorchi del CICR contenenti i resti di 185 persone hanno attraversato la frontiera Israeliana per entrare in territorio Libanese, e dove sono state consegnate ai rappresentati Hezbollah. Eric Marclay, Capo Operazioni del CICR per il Medio Oriente ed il Nord Africa, fornisce i dettagli dello scambio e descrive il ruolo di intermediario neutrale del CICR tra Israele e Libano per facilitare lo scambio di detenuti liberati e resti umani.

Traduzione non ufficiale di Colum  Donnelly  ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo )

Può fornire i dettagli dell'operazione?

Sono stati portati avanti importanti lavori preparatori in precedenza, le operazioni di scambio hanno avuto inizio alle ore 9:00 locali, quando gli Hezbollah hanno consegnato al CICR la documentazione sanitaria riguardante due soldati Israeliani. Un'ora più tardi, le due bare sono state affidate ai delegati del CICR, che le hanno quindi consegnate alle autorità Israeliane, che hanno svolto l'identificazione delle salme attraverso il test del DNA.

Intorno alle ore 11:30 locali, il primo degli undici camion identificati con l'emblema del CICR è arrivato a Rosh Hanikra, sul versante Israeliano, trasportando i resti di dodici persone, che il CICR ha consegnato ai rappresentanti Hezbollah dall'altra parte del confine. Una volta confermata l'identità delle salme con il test del DNA, le autorità Israeliane hanno proceduto alla liberazione di 5 detenuti Libanesi, consegnati ad Hezbollah attraverso il CICR; nello stesso momento, Hezbollah ha consegnato uan cassa contenente resti umani non identificati alle autorità Israeliane, sempre attraverso il CICR.

L'intera operazione di scambio di prigionieri e resti umani è durata tutta la giornata. In totale, il CICR ha contribuito al trasferimento di 197 bare dalle autorità Israeliane ad Hezbollah, mentre Hezbollah ha consegnato due casse contenti resti umani al CICR che ha provveduto al trasferimento verso le autorità Israeliane.

Cinque detenuti Libanesi liberati da Israele sono stati intervistati in privato dal CICR per assicurarsi che fossero rimpatriati secondo la loro volontà.

Le autorità Israeliane ee Hezbollah stanno procedendo ai test sul DNA dei resti umani, test che non vengono eseguiti dal CICR.
 
Qual'è il ruolo del CICR nello scambio di detenuti liberati e resti umani?

Il CICR mantiene sempre un dialogo aperto con tutte le parti in causa, allo scopo di alleviare le sofferenze delle persone che sono state colpite da un conflitto armato. In questo caso, la nostra prima preoccupazione è stata quella di riunire le famiglie e mettere fine ad anni di difficoltà per coloro che avevano dei congiunti dispersi.

Non essendoci nessun contatto diretto tra Israele e Hezbollah, il CICR ha offerto i propri "buoni uffici" non appena si è iniziato a negoziare un accordo tra le parti. Abbiamo informato entrambe le parti che eravamo pronti ad agire come intermediari neutrali, e ci fosse stato richiesto. Qualche giorno fa, le autorità Israeliane e Hezbollah ci hanno richiesto di facilitare lo scambio di numerosi detenuti ed i resti umani di circa 200 persone decedute durante il conflitto ultradecennale.

Il CICR era coinvolto nei negoziati riguardanti questa operazione?

Non nei negoziati in quanto tali. Il ruolo di intermediario neutrale del CICR può anche includere la mediazione tra le parti se ciò viene richiesto dalle parti stesse, ma accade molto raramente. Normalmente, gli accordi come questo vengono raggiunti autonomamente dalle parti, spesso con il contributo di stati che agiscono come onesti broker.
 
Qual'è il valore aggiunto del CICR in questa situazione?

Date le circostanze, questa operazione non sarebbe stata certo possibile senza il coinvolgimento di terze parti. Oltre ad avere un mandato per agire come intermediario neutrale, il CICR è anche considerato un interlocutore serio e credibile in questo tipo di situazioni. Ma più importante, gode della fiducia delle parti, ponendo il CICR in una posizione ch e permette di aiutare ad assicurare il successo di queste operazioni delicate e complesse.

Presente sin dal 1948 nella regione, il CICR ha agito in numerose occasioni per il rimpatrio detenuti e di resti umani tra Israele, Libano, Giordania, Egitto e Siria. Nel corso degli ultimi anni, è stato coinvolto in operazioni simili tra Israele e Hezbollah nel gennaio 2004, ottobre 2007 e guigno 2008.

Ci sono dei limiti all'azione del CICR?

Il CICR non può imporre il proprio ruolo se non accettato dalle parti. Quello che possiamo fare è persuadere chi ha il controllo della situazione ad agire nel rispetto dello spirito del diritto internazionale umanitario. Sfortunatamente, in alcune situazioni, le valutazioni politiche non considerano le necessità umanitarie rendendo impossibile l'azione di aiuto verso i dispersi le famiglie. Crediamo fortemente che lo sviluppo ed il mantenimento dei contatti con le parti in conflitto o in una situazione di violenza interna, tra stati o gruppi armati non legati ad uno stato, è di fondamentale importanza per fare dei progressi per quanto riguarda i detenuti ed i dispersi, e anche per permettere lo svolgimento di operazioni umanitariea beneficio delle vittime.

Continueremo ad agire in favore dei detenuti, dei dispersi e delle loro famiglie nella regione. Ciò include, per esempio, coloro che risultano dispersi in seguito alla prima e alla seconda guerra del Golfo, come i dispersi nelle varie fasi del conflitto tra Israele ed il Libano, o tra Israele ed i Palestinesi. Inoltre, i delegati del CICR visitano i detenutie provano ad avere accesso ai detenuti in diversi paesi della regione.

In quali altre aree del Medio Oriente il CICR opera come intermediario neutrale?

Il CICR, ad esempio, facilita il passaggio in Siria delle persone che vivono sul Golan occupato da Israele. Qesto include studenti e pellegrini, come anche spose e sposi che dovevano sposarsi dall'altra

 

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4 - Gli emblemi: da oltre 140 anni al servizio delle vittime dei conflitti e dei disastri
Traduzione non uffidi Elena Delise

Allegato al nr. 363 del Caffè Dunant 28.8.2008

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