Home

Area Riservata






Password dimenticata?

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission


n° 361 del 11 luglio 2008 Stampa E-mail
venerdì 11 luglio 2008

11 luglio 2008

nr. 361
 
Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


----------------------------------------------------------------------------------
 
Contenuto:

1 - 7-07-2008 Intervista
Il ruolo di intermediario neutrale del CICR: il cuore dell'azione umanitaria
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

2 - 26 giugno 2008
Etiopia: lottando contro la crisi verde
di Andrei Engstrand-Neascu, a Wolayita (Etiopia)
Traduzione non ufficiale di Deborah Rim Moiso

3 - 24-06-2008 Intervista
Domande e risposte sulla Convenzione sulle Munizioni a Grappolo
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

4 - La CABLIT in partnership con l'ISIAF organizza i Master in Diritto Internazionale e Conflitti Armati e in Storia della Diplomazia della Santa Sede e Ordini Cavallereschi.
Comunicato da Isidoro Palumbo
Con Allegati
 

@@@@@@@@@@@@@@@@@@
1 - 7-07-2008 Intervista
Il ruolo di intermediario neutrale del CICR: il cuore dell'azione umanitaria
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Il ruolo di intermediario neutrale del CICR gli ha permesso di aiutare innumerevoli persone che soffrono a causa dei conflitti armati e della violenza interna. Pierre Kraehenbuehl, direttore delle operazioni del CICR, spiega che cosa significa questo in pratica.

Che cosa si intende per "ruolo di intermediario neutrale" del CICR e perché è importante?

L'azione umanitaria, neutrale, indipendente e imparziale del CICR nelle situazioni di conflitto armato di violenza interna è il cuore del mandato del CICR e parte fondamentale del suo ruolo. Il CICR cerca il dialogo con tutti gli attori coinvolti in una determinata situazione di conflitto armato o di violenza interna, come pure con le persone che ne soffrono le conseguenze al fine di ottenere la loro accettazione e il loro rispetto. Questo approccio generalmente ci consente il più ampio accesso possibile sia alle vittime della violenza e agli attori coinvolti. Ma contribuisce, altresì, a garantire la sicurezza del nostro personale. In questo modo siamo in grado di raggiungere le persone su tutti i lati delle linee di fronte nelle aree di conflitto in tutto il mondo come l'Afghanistan, Colombia, Iraq, Somalia, Sudan e Sri Lanka.

Il CICR nel suo ruolo di intermediario neutrale segue logicamente questo approccio operativo. In molti casi ciò comporta un accesso umanitario negoziato con le parti, per esempio per raggiungere i campi di battaglia o gli ospedali, al fine di facilitare l’assistenza e i servizi umanitari alle vittime dei conflitti.

Vi è una base giuridica del ruolo del CICR di intermediario neutrale?

Sì. Esso si basa sulle disposizioni giuridiche contenute nelle Convenzioni di Ginevra e nello statuto della Croce Rossa Internazionale e del Movimento della Mezzaluna Rossa. Il ruolo di intermediario neutrale può consistere nel fornire buoni uffici o, meno comunemente, in attività di mediazione. In entrambi i casi è necessario il consenso di tutte le parti interessate prima che il CICR possa agire. L'obiettivo prioritario è che qualsiasi azione intrapresa possa alleviare la sofferenza delle persone le cui vite sono state sconvolte dal conflitto, e promuove il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario - il corpo di norme che protegge coloro che non sono o non sono più combattimenti.

Come è attuato in pratica? Può fare alcuni esempi concreti?

Ci sono diversi aspetti del ruolo di intermediario neutrale del CICR. Un aspetto permette ai civili di attraversare le linee del fronte o di attraversare i confini con i beni necessari per la loro sopravvivenza. In Sri Lanka, ad esempio, il CICR facilita il passaggio dei civili e delle merci tra le zone controllate dal governo e quelle detenute dall’organizzazione delle Tigri del Tamil (Liberation Tigers of Tamil Eelam). Inoltre consente regolarmente i trasferimenti delle reliquie dei combattenti caduti in prima linea per permettere alle loro famiglie di seppellirli.

Organizza lo scambio di notizie tra le famiglia al fronte e ai confini e, nel caso, contribuisce a riunificare le famiglie. In collaborazione con le Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, ci trasmettono centinaia di migliaia di Messaggi di Croce Rossa di anno in anno. Essi sono spesso l'unico mezzo di contatto tra i membri della famiglia separati dalle linee del fronte o dai confini, così come tra le famiglie ed i loro parenti detenuti.

Riguardo la liberazione degli ostaggi?

Il CICR a volte può facilitare la liberazione delle persone private della loro libertà, ad esempio, le persone catturate dai gruppi armati. Negli ultimi anni da solo, ha agito come intermediario neutrale nella liberazione dei civili coreani catturati in Afghanistan, di cinesi detenuti sia in Etiopia che in Niger, e di decine di civili detenuti da parte di gruppi armati in Colombia. In tali casi, tutte le parti interessate devono prestare consenso al nostro ruolo. Tuttavia, il ruolo di intermediario neutrale non comporta effettivamente la negoziazione nella liberazione degli ostaggi o detenuti.

In molti casi, il ruolo del CICR è il risultato di una complessa combinazione di intermediario neutrale (di buoni uffici e mediatore) e di attore umanitario neutrale e indipendente, che fornisce servizi diretti, ad esempio per consentire l'evacuazione dei feriti per cure mediche, o il rilascio e il trasferimento, oppure il rimpatrio di persone private della loro libertà.

Quali sono le principali sfide per garantire che il CICR sia riconosciuto come neutrale e indipendente da tutti gli attori coinvolti in un conflitto armato?

Dopo l'11 settembre 2001 vi è stata senza dubbio una polarizzazione nella politica mondiale che ha portato a porsi delle domande circa la rilevanza di un'azione umanitaria neutrale. La lotta contro il terrorismo combinata con una proliferazione di gruppi armati non statali ha reso ancora più difficile impegnarsi in un dialogo costruttivo sulle nostre questioni di ordine umanitario con tutte le diverse parti in conflitto.

Tuttavia, non abbiamo alcun dubbio circa l'importanza dell’approccio neutrale, indipendente e umanitario del CICR e il ruolo che può svolgere come intermediario neutrale. Infatti, un mondo sempre più polarizzato richiede questo approccio, e se necessario qualcosa di più.

Tratto dal sito web del CICR:
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/htmlall/neutral-intermediary-interview-070708?opendocument

Si vedano anche i documenti contenuti su Caffe Dunant  n° 261 del 26 maggio 2006:

4-Dichiarazione di Pierre Krähenbühl
“La sicurezza umanitaria: una questione di accettazione, di percezione, di comportamento, ... ".  Traduzione non ufficiale di Luigi Micco
link:
www.caffedunant.it/index.php?option=com_content&task=view&id=304&Itemid=10

e n° 306 del 10 marzo 2007:

5 - 2-10-2006 –documento dal sito del CICR.
“Il diritto internazionale umanitario è ancora applicabile nel mondo dopo l’11 settembre?”
Traduzione non ufficiale di Laura Grassi.
link:
www.caffedunant.it/index.php?option=com_content&task=view&id=374&Itemid=10

@@@@@@@@@@@@@@@@@@

2 - 26 giugno 2008
Etiopia: lottando contro la crisi verde
di Andrei Engstrand-Neascu, a Wolayita (Etiopia)
Traduzione non ufficiale di Deborah Rim Moiso

Accovacciata sui gradini di cemento del centro sanitario di Dalamota Pulassa, Aster Alemu, una bambina di tre anni, sembra non accorgersi neanche del via-vai di adulti che le passa accanto. Ha addosso una maglietta grigia – un pezzo di stoffa soltanto a coprirne il corpicino. Aggrotta la fronte, scacciando con la mano le mosche che si affollano intorno alla sua testa rasata. La bellezza dei suoi occhi è messa in luce da un corpo troppo magro: Aster Alemu è gravemente malnutrita.

All'interno del centro sanitario, la luce attraversa le zanzariere sopra i letti ed illumina il pulviscolo, dorato in controluce, immergendo la stanza in un'atmosfera surreale. Mentre allatta il suo neonato di tre mesi, Negestu Lentcha lancia uno sguardo distratto verso sua figlia, Akilimu Asarat, di quattro anni; la bambina ha una cassa toracica protundente e cicatrici sul torace e sulla pancia, segni del marasma kwashiorkor.

Aster e Akilimu sono due dei 162 bambini che giungono qui ogni settimana dai villaggi della regione di Wolayita per un ciclo di alimentazione intensiva. Sei mesi fa, il centro sanitario Damota Pulassa trattava dai 10 ai 15 bambini. Statisticamente, per ogni bambino gravemente malnutrito, se ne dovrebbero contare dai 10 ai 20 che soffrono di malnutrizione. Questo significa che solo a Damota Pulassa potrebbero esserci tra i 2000 e i 4000 bambini malnutriti, su una popolazione di 130.000 persone. Gli specialisti del settore sanitario considerano questi dati molto allarmanti.

“Ci vogliono circa 10 giorni di cure specialistiche prima che la loro condizioni si stabilizzi e venga riportata a una situazione normale di malnutrizione”, afferma l'infermiera Mentewab Zenebe, responsabile del centro, sottolineando che dopo queste cure i bambini vengono rimandati a casa con delle razioni di cibo e poi seguiti in 5 ambulatori distaccati.

Al loro ritorno a casa, però, li aspettano fratelli e sorelle, affamati. I genitori, disperati, dividono il cibo tra tutti quanti, limitando così le possibilità di guarigione per il più debole. Ne nasce un circolo vizioso, in cui gli stessi bambini finiscono per tornare due o tre volte al centro di cura intensiva. Spesso, essere esposti più volte a periodi di grave malnutrizione si rivela essere più di quanto questi fragili corpi possano sopportare. Soltanto durante il mese di Maggio, sono morti 18 bambini malnutriti.

“La crisi verde ha colpito Wolayita proprio come un terremoto; capita che alcune case crollino completamente mentre la casa accanto, magicamente, resta in piedi. Qui, allo stesso modo, ci sono campi di mais con steli alti appena 50 cm e in uno o due campi, poco lontano, lo stesso tipo di coltivazione è riuscito a maturare. In questo caso, l'agricoltore fortunato non userà il mais per mangiare ma cercherà di venderlo ai lati della strada, per ricavare un po' di soldi con cui comprare altro cibo”, spiega Nancy Balfour, Coordinatore per la Gestione dei Disastri in Africa Occidentale presso la Federazione Internazionale delle Società Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC.)

La Croce Rossa Etiope e la Federazione Internazionale sono decise a fermare il circolo della malnutrizione. Un attento monitoraggio di 40.000 tra i più a rischio in tutta la regione Wolayita è stato portato avanti con la collaborazione di rappresentanti del governo e delle comunità.

“Sono state le comunità stesse a contribuire i nomi delle famiglie di bambini malnutriti alla nostra lista” assicura Seitu Worku, segretario di sezione della Croce Rossa.

Circa 300 capi-famiglia si sono radunati oggi nel villaggio di Lera per la distribuzione di alimentari. Sul villaggio incombono pesanti nuvoloni neri, e vortici di vento spazzano la polvere in ogni direzione. E' una mattina scura. Ben presto, il caos di grida felici si trasforma in urla di panico mentre la gente si precipita a cercare riparo sotto la tettoia del magazzino. L'acquazzone improvviso disperde il capannello che si era formato. I volontari si affrettano a coprire il cibo con teli di plastica. Pochi minuti, e una pioggerella sottile rimpiazza il diluvio di poco prima. La distribuzione di viveri può riprendere.

Assistita dai volontari, la gente entra nell'area di distribuzione in gruppi di quattro. E' la forza che ci vuole per trasportare sacchi di 100kg fino ai carretti, trainati da asini, che hanno potuto prendere in affitto dai vicini più abbienti. Scivolano, slittano e alla fine cadono nel terreno fangoso. Dopo aver viaggiato per un'ora, il prezioso cargo arriverà ai loro villaggi, dove il cibo sarà distribuito in parti uguali, sotto la supervisione di un volontario della Croce Rossa.

E' ormai pomeriggio: il sole spazza via le ultime gocce mentre i primi carretti raggiungono il villaggio di Siara. Subito, qualcuno getta un telo a terra e le mani si allungano a strappare una borsa; spuntano una lattina di olio, vuota, e tre borse. Comincia la distribuzione: sulla scena si alza una nuvola di polvere di mais. Attraverso il polverone, gli occhi brillano e i volti si allargano in sorriso via via che gli uomini affondano le mani nel sacco di mais e ne pesano il contenuto, con un cenno di approvazione, prima di lasciarlo cadere in una pila. Altri ancora arrivano, si radunano intorno ai quattro uomini e osservano, gli sguardi invidiosi.

 sera, a Wolayita, nessun bambino andrà a dormire a pancia vuota.

*Andrei Engstrand-Neacsu è il manager della comunicazione dell'IFRC per l'Africa Occidentale.
Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa: http://www.ifrc.org/Docs/News/08/08062603/index.asp

@@@@@@@@@@@@@@@@@@

3 - 24-06-2008 Intervista
Domande e risposte sulla Convenzione sulle Munizioni a Grappolo
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Il CICR ha accolto con grande favore l'adozione della Convenzione sulle munizioni a dispersione o a grappolo. Questo storico accordo vieta l'uso, la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento delle munizioni a grappolo che hanno causato un diffuso numero di vittime civili. Quella che segue è una versione aggiornata di un’intervista a Peter Herby, capo dell’Unità Armi del CICR (25.05.08).

La Convenzione impegna, inoltre, gli Stati Parte a bonificare le aree contaminate, a distruggere le loro scorte e contiene disposizioni che prevedono l'assistenza alle vittime. Il CICR esorta tutti gli Stati a firmare la Convenzione sulle munizioni a grappolo a Oslo all'inizio di dicembre e ne promuove fortemente la sua ratifica e l’attuazione.

Il capo dell’Unità Armi del CICR Peter Herby spiega l'esito della Conferenza di Dublino e l'impatto che dovrebbe avere.

Che cosa è stato raggiunto alla Conferenza diplomatica?
Il testo della Convenzione è stato concordato il 30 maggio, da 111 membri, in una conferenza diplomatica a Dublino, in Irlanda. La Convenzione proibisce l'uso, la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento di munizioni a grappolo e richiede agli Stati Parte di distruggere le scorte esistenti entro otto anni. Impegna i Membri a bonificare le zone disseminate dalle munizioni a grappolo inesplose e a prestare assistenza alle vittime e alle loro comunità.

Il CICR è soddisfatto del risultato della Convenzione sulle munizioni a grappolo?
Il CICR è molto soddisfatto della Convenzione che, a suo avviso, elimina completamente le munizioni a grappolo che hanno causato decenni di sofferenze per i civili. Essa stabilisce una nuova regola del diritto internazionale umanitario che proibisce l’uso elle munizioni a grappolo. Questa norma è suscettibile di avere effetto sulla prassi di tutti gli Stati, anche di quelli che non sono ancora pronti ad aderire ad essa formalmente.

Che impatto avrà la Convenzione?
Una volta attuata, la Convenzione fornirà benefici diretti alle comunità colpite attraverso i maggiori sforzi per bonificare le zone disseminate di munizioni a grappolo, così da salvare le vite umane, da rendere le terre coltivabili e da consentire le altre attività produttive. La Convenzione andrà a beneficio delle vittime delle munizioni a grappolo anche attraverso un maggiore impegno per i vari tipi di assistenza, tra cui quella medica e riabilitativa. Ma, soprattutto, la Convenzione può impedire enormi sofferenze umane, facendo in modo che centinaia di milioni di submunizioni di bombe a frammentazione inutilizzate siano distrutte.

Qual’ è la definizione di armi a grappolo nella Convenzione?
Le armi a grappolo contengono submunizioni, che rilasciano proiettili esplosivi su una vasta area. Alcuni tipi possono contenere e rilasciare più di 600 submunizioni su una superficie che può superare più di trenta mila metri quadrati o diversi campi di calcio. Tutte queste armi sono proibite dalla Convenzione.

Ci sono eccezioni?
Ci sono alcune armi contenenti submunizioni che non sono considerate munizioni a grappolo ai fini del trattato. Queste includono le munizioni destinate a disperdere razzi di segnalazione o di fumo. Sono escluse anche le munizioni che contengono meno di 10 submunizioni esplosive quando ciascuno di queste submunizioni (a) è progettata per localizzare un "unico obiettivo di destinazione" (o "punto di destinazione") ed (b) è fornito di una scheda elettronica con funzione di auto-distruzione e auto-disattivazione. Tali armi sono escluse in quanto esse non rischiano di provocare i problemi tradizionalmente associati alle munizioni a grappolo. Ci sono pochissime scorte di submunizioni con tali caratteristiche oggi.

Le truppe saranno penalmente responsabili per la realizzazione di operazioni militari congiunte con gli Stati che non hanno firmato la Convenzione?
Questo problema è stato uno dei punti più difficili dei negoziati. Il testo non vieta "la cooperazione militare e le operazioni" con gli Stati che non aderiscono alla Convenzione e che possono usare munizioni a grappolo in una operazione congiunta. Tuttavia, gli Stati Parte sono tenuti in tali circostanze, a scoraggiare l'uso delle munizioni a grappolo da parte dello Stato non membro. Inoltre, mentre la cooperazione militare e le operazioni congiunte sono ammesse, esse non devono comportare l'uso di munizioni a grappolo da parte dello Stato stesso o un’ altra attività vietata, come lo stoccaggio, il trasferimento o la produzione di munizioni a grappolo.

La disposizione sulla cooperazione militare e le operazioni (articolo 21) limita il campo di applicazione dell’obbligo di assistenza per l'uso di munizioni a grappolo contenute nella Convenzione. Tuttavia, il potenziale impatto di questa disposizione limita certi accordi per l’impegno richiesto agli Stati firmatari di scoraggiare l'uso di munizioni a grappolo in operazioni congiunte.

Il periodo di transizione durante il quale le munizioni a grappolo potrebbero continuare ad essere utilizzate dagli attuali Stati membri possessori è stata una questione controversa. Che è stato deciso su questo?
Non vi è alcun periodo di transizione nella Convenzione per l'uso di munizioni a grappolo "in circostanze eccezionali" dopo l'entrata in vigore della Convenzione per uno Stato Parte. Il CICR si oppone fermamente a tale disposizione, che, a suo parere, avrebbe minato l'autorità morale della Convenzione e messo a rischio la vita dei civili.

Per quanto riguarda gli Stati che non hanno partecipato ai negoziati di Dublino?
Il CICR ritiene che la regola stabilita dalla Convenzione avrà effetto sulla prassi e le posizioni di tutti gli Stati. Le munizioni a grappolo d'ora in poi saranno stigmatizzate e non dovranno essere più utilizzate da nessuno. Il CICR esorta tutti gli Stati ad aderire alla presente Convenzione. Già nel 2006, il CICR ha invitato tutti gli Stati a mettere immediatamente fine all'uso indiscriminato di munizioni a grappolo che ora sono vietate dalla Convenzione. Oggi ribadiamo quell’ invito.

Quali sono le prossime tappe?
La Convenzione sulle munizioni a grappolo sarà firmata in una cerimonia a Oslo il 3 dicembre 2008. Essa entrerà in vigore sei mesi dopo che i 30 Stati membri hanno depositato i loro atti di ratifica presso il Segretariato Generale delle Nazioni Unite. Entro l'anno successivo l'entrata in vigore, gli Stati Parte inizieranno riunioni annuali per vigilare sull'attuazione della Convenzione e promuoverne l'adesione universale.

Tratto dal sito web del CICR
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/cluster-munitions-interview-290508?opendocument

Il sito della Convenzione: http://www.clusterconvention.org/

N.B. Si veda anche “The Magazine of the Red Cross and The Red Crescent, n. 3/2007
”Mettere al bando le armi a dispersione (cluster munition)” di Marko Kokic
Traduzione non ufficiale di Serena Coniglia

Pubblicato sul Caffè al n° 340 del 19 gennaio 2008
Link:   http://www.caffedunant.it/index.php?option=com_content&task=view&id=426&Itemid=1

@@@@@@@@@@@@@@@@@@

4 - La CABLIT in partnership con l'ISIAF organizza i Master in Diritto Internazionale e Conflitti Armati e in Storia della Diplomazia della Santa Sede e Ordini Cavallereschi.
per i ns soci e gli appartenenti alle ff.aa. e di polizia sono applicati sconti del 50%.
per maggiori informazioni visitate il sito www.isiaf.it
Comunicato da Isidoro Palumbo

SCARICA ALLEGATO 1

SCARICA ALLEGATO 2

 
< Prec.   Pros. >

Annunci

GORIZIA 3 febbraio 2018 dalle ore 8,30 alle ore 17,30

Università degli Studi di Trieste sede di GORIZIA

Aula Magna Corso di Laurea Scenze Internazionali e Diplomatiche  Via Alviano 18 Gorizia

Giornata di Studio sul

"Diritto Internazionale Umanitario nel terzo millennio: diplomazia umanitaria e International Disaster Law"

Per informazioni scrivere a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

In allegato pieghevole esplicativo e modulo iscrizione

Comunicato dalla Presidenza CRI Gorizia 

 

PDF
 

Iscriviti

 

Totale iscritti: 1016

Scuole al museo

scuole
amici del museo croce rossa castigione stiviere
 
museo-oltre
Convegno SISM e CRI

Climate Center

CRIVIDEO - SEZIONE DIU

IIHL

IIHL

Int. Tracing Service

its

Darfur Blog

darfur

Sostieni la CRI

Syndicate

WebStaff

Get Firefox!
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.