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n° 210 del 14 Luglio 2004 Stampa E-mail
martedì 13 luglio 2004
14 luglio 2004
nr. 210
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr. 1118 indirizzi e-mail

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1-
Federazione Internazionale Comunicato stampa 44/04 del 9 luglio 2004
"Conferenza di Bangkok: l'accesso alle comunità quale elemento chiave per
la diffusione di trattamenti antiretrovirali"
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi e M.Grazia Baccolo

 

2- CICR News n° 04/83 del 9 luglio 2004
"Repubblica Democratica del Congo: piu' di 3300 famiglie soccorse"
Traduzione (riassunta) non ufficiale di Simon G.Chiossi

 

3-Tratto dalla rivista "Red Cross and Red Crescent":Articoli in breve (seconda parte)
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

 

4- allegato
IPB Italia - Focus Group:"Peace and Human Security in the U.N. Reform"
"Pace e sicurezza umana e riforma delle N.U.".
Firenze - 25-26 Settembre 2004 - Salone del Palagio di Parte Guelfa
Comunicato da Fulgida Barattoni

 

 

 


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1-Federazione Internazionale Società Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Comunicato stampa 44/04 - Ginevra, 9 luglio '04
"Conferenza di Bangkok: l'accesso alle comunità quale elemento chiave per la diffusione di trattamenti antiretrovirali"
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi e M.Grazia Baccolo

 

La capacità del personale volontario della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa di accedere alle comunità ed alle famiglie sarà un fattore decisivo per procurare a milioni di persone dei paesi poveri i trattamenti antiretrovirali, come sottolineato oggi la Federazione Internazionale delle Societa' nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, in occasione dell'inaugurazione di una conferenza sull' HIV/AIDS dal tema "Accesso per tutti". Questa dichiarazione fa riferimento ad una iniziativa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) chiamata "3 per 5", che permetterà a 3 milioni di individui affetti da HIV/AIDS nei paesi in via di sviluppo di ricevere tali trattamenti entro la fine del 2005.

 

In quanto partners privilegiati dell'OMS e dei vari ministeri della sanità pubblica, la Federazione e le Società Nazionali possono davvero giocare un ruolo cruciale, grazie al proprio radicamento nelle comunità ed all'azione tra i membri più vulnerabili della società. A tutt'oggi, oltre 6 milioni di persone affette da HIV/AIDS nei paesi in via di sviluppo necessitano di urgenti trattamenti antiretrovirali, ai quali solo 400.000 di questi hanno accesso.

 

"Il nostro contributo specifico all'iniziativa dell'OMS risiede nella nostra capacita' di mobilizzazione comunitaria e nell' accesso senza precedenti alle famiglie, ha dichiarato Mamdouh Gabr, vicepresidente della Federazione internazionale. "Il nostro corpus di volontari e' sempre piu' considerato un componente essenziale del sistema di sanita' pubblica, grazie alla capacita' di sensibilizzare la popolazione, incoraggiare i tests e promuovere i trattamenti."

 

Nel 2003, la Federazione internazionale ha deciso di ampliare il proprio sostegno ai governi che cercano di diffondere i trattamenti antiretrovirali, iniziando progetti pilota in sei paesi - Etiopia, Kenia, Namibia, Uganda, Zambia e Zimbabwe - gia' beneficiari di programmi di successo della Croce Rossa per l'assistenza delle persone affette da HIV/AIDS.

 

Bernard Gardiner, a capo del Programma Mondiale AIDS della Federazione, spiega: "Abbiamo un approccio di tipo olistico a come fornire aiuti e trattamenti antiretrovirali. In altre parole, oltre alle cure mediche fornite dai ministeri della salute, le Societa' Nazionali, forti di una lunga esperienza all'interno delle comunita' e di programmi permanenti, possono offrire supporto nutrizionale e counselling, sorvegliare i seguiti dei trattamenti antiretrovirali", ha spiegato Bernard Gardiner, responsabile del programma mondiale della lotta all'aids presso la Federazione Internazionale.

 

Un elemento chiave del nuovo approccio della Federazione Internazionale nel trattamento delle persone affette dall'AIDS è il Fondo Masambo, destinato a procurare agli impiegati e ai volontari del Movimento affetti essi stessi con l'AIDS dei trattamenti antiretrovirali che permettano loro di proseguire la loro azione umanitaria vitale fra le comunità fortemente colpite dalla pandemia. Questo Fondo è stato così battezzato con il nome di una delle prime volontarie della Croce Rossa dello Zimbabwe formata per le cure a domicilio e deceduta nel 2001 in seguito all'aids ("Masambo" ndt)

 

Il Consiglio del Fondo Masambo ha appena annunciato il finanziamento dei trattamenti antiretrovirali per 20 membri della Società nazionale dei paesi più povere del continente africano : Burundi, Djibouti, Lesotho, Malawi, Mozambico, Républica centrafricana,

Rwanda, Sierra Leone, Tanzania et Zambia. "Abbiamo già perso troppi volontari umanitari, in particolare nei paesi dove abbiamo più pressante bisogno di proseguire la nostra assistenza alle comunità vulnerabili", ha commentato M.Gabr, presidente del Consiglio.

 

"Cinque anni di trattamento non garantiscono di risolvere tutto", ha ammesso Gardiner" Comunque, neppure favorendo l'accesso ai farmaci antiretrovirali in seno alle Società Nazionali, noi aiutiamo queste ultime a promuovere l'accesso più generale a questi stessi trattamenti per le comunitò vulnerabili, e gli impiegati ed i volontari che ne beneficiano staranno meglio in misura di assumere un ruolo di modelli di esistenze vissute positivamente nonostante l'AIDS."

 

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2-CICR News n° 04/83 del 9 luglio 2004
"Repubblica Democratica del Congo: piu' di 3300 famiglie soccorse"

Traduzione (riassunta) non ufficiale di Simon G.Chiossi


Dal 20 giugno al 5 luglio il CICR ha fornito aiuti, prettamente non alimentari, a piu' di 3300 gruppi famigliari dei territori di Punia, kailo e Pangi, provincia di Maniema (situata ad est della Repubblica Democratica del Congo.

Ciascuna di queste famiglie, che vivono nei vilaggi piu' isolati della provincia, ha beneficiato di sapone, sale e utensili da cucina, indumenti per bambini, e coperte, oltre a sementi di soia, attrazzi per lavorare la terra e materiale per la pesca.

Con tale operazione, realizzata in collaborazione con La Societa' nazionale della Repubblica Democratica del Congo e le autorita' locali, il CICR ritiene di poter aiutare le popolazioni indebolite da anni di conflitto a sopperire ai propri bisogni autonomamente.


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3-Tratto dalla rivista "Red Cross and Red Crescent" al link:
http://www.redcross.int/EN/mag/magazine2004_1/in_brief2.html

Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

Articoli in breve (seconda parte)

 

Crisi di Haiti

Messa di fronte a livelli di povertà tra i più elevati nel mondo e con l'incombere di una crisi politica che ha minacciato il paese negli ultimi tre mesi, Haiti si trova in uno stato di semi anarchia. La Croce Rossa haitiana e il CICR stanno collaborando al fine di venire incontro ai bisogni umanitari sollevati dalla crisi in atto. La gente ferita, in urgente bisogno di assistenza medica, in un primo momento, è stata trasportata in tutta fretta negli ospedali della capitale, Port-au-Prince, e di altre città. Tali ospedali presentano, però, scarsità di personale e attrezzature inadeguate per far fronte a questa situazione di emergenza. E il CICR è particolarmente preoccupato per i ripetuti incidenti causati da soggetti armati che irrompono negli ospedali, mettendo in pericolo la vita sia del personale sia dei pazienti. La Croce Rossa haitiana, supportata dal CICR, continua, quindi, a evacuare i feriti da questi ospedali, nonostante accedervi stia diventando sempre più difficile. Dal dicembre 2003 il CICR e la Società Nazionale hanno provveduto a fornire strutture mediche dotate di materiale di pronto soccorso in quantità sufficienti a curare 1.000 feriti e kit chirurgici per trattare 1.400 vittime di guerra. E' stato fornito un carico di 12 tonnellate di attrezzature chirurgiche a un ospedale principale di Pétionville, vicino a Port-au-Prince. Altro materiale è stato, inoltre, distribuito ad alcuni ospedali della capitale, nonché all'ospedale principale di Gonaives. E, dove possibile, il CICR continua anche a visitare i detenuti.

 

Café di Grozny

 

Nel gennaio del 2004 è stato aperto, in Grozny, un Café con lo scopo di aumentare la consapevolezza dei rischi delle mine, presso il quale lavorano nove persone vittime delle mine.

 

Il centro ortopedico di Grozny è stato riaperto nell'aprile del 2003, grazie all'aiuto del CICR, che ha fornito le attrezzature necessarie per la produzione di arti artificiali e ha organizzato la frequentazione di un corso di formazione di due anni, a Sochi sul Mar Nero, per dieci membri del personale di nuova assunzione. Quando essi avranno completato il loro corso e il centro sarà pienamente funzionante, saranno in grado di fornire arti artificiali a più di 300 pazienti all'anno e di effettuare un numero ancora maggiore di riparazioni.

 

La Federazione Internazionale continua a crescere

La Società della Mezzaluna del Kazakistan e le Società della Croce Rossa delle Isole Cook e della Micronesia sono state ufficialmente ammesse a far parte della Federazione Internazionale, portando così il numero di membri effettivi dell'organizzazione a 181. La decisione di ammettere le tre nuove Società Nazionali è stata adottata all'unanimità in occasione dell'Assemblea Generale della Federazione Internazionale tenutasi a Ginevra nel dicembre 2003.

 

"Mi congratulo con queste Società Nazionali. Il loro lavoro beneficerà dell'appartenenza alla Federazione Internazionale nonché del supporto esperto di cui godranno in quanto membri", ha affermato il presidente della Federazione Internazionale, Juan Manuel Suárez del Toro. "Il fatto che la nostra organizzazione stia diventando sempre più universale è una notizia stupenda".

 

Il pesante strascico delle guerre

Più di 90 paesi, tra cui le maggiori potenze militari, hanno dato il loro consenso a favore di un patto innovativo, diretto a diminuire il numero di civili che rimangono uccisi da munizioni che vengono lasciate sul territorio dopo la fine dei conflitti armati. Il CICR accoglie di buon grado l'adozione di questo nuovo patto relativo ai residuati bellici esplosivi. Si tratta del primo accordo internazionale che impone alle parti di un conflitto armato di rimuovere tutte le munizioni inesplose che, anche dopo la fine della guerra, continuano a costituire una minaccia per i civili, le forze per il mantenimento della pace e per gli operatori umanitari.

 

L'accordo, adottato dai 91 Stati contraenti della Convenzione sull'uso di alcune armi convenzionali (CCW), tra cui le maggiori potenze militari, costituirà il quinto protocollo addizionale a tale Convenzione. In particolare, esso impone alle parti di un conflitto armato di rimuovere i residuati bellici esplosivi nelle aree finite sotto il loro controllo, dopo la fine delle ostilità, e di fornire assistenza tecnica, materiale e finanziaria alle aree che non sono sotto il loro controllo, al fine di facilitare la rimozione di armi e munizioni inesplose o abbandonate in seguito alle loro operazioni militari.

 

Il trattato, che entrerà in vigore dopo che sarà stato rettificato da 20 Stati, verrà applicato ai conflitti che si verificheranno dopo la sua entrata in forza. Questo nuovo accordo sui residuati bellici esplosivi rappresenta il più recente sviluppo degli sforzi diretti a eliminare il flagello delle armi e munizioni inesplose o abbandonate. Il regolamento adottato dagli Stati contraenti della Convenzione sulle armi convenzionali va a integrare il lavoro, già in corso, diretto a porre fine alle sofferenze causate dalle mine antipersona.

 

In Memoriam

Il 17 dicembre del 2003, il CICR ha reso omaggio alla memoria dei 12 operatori che dal 2000 sono rimasti uccisi mentre svolgevano il loro lavoro. In questa occasione, i familiari dei deceduti sono stati accolti da molti operatori membri del CICR e dal suo presidente, che ha donato loro delle medaglie in onore dei propri cari. I 12 deceduti erano: Aduwe Boboli, Julio Delgado, Rita Fox-Stucki, Jean Molokabogne, Véronique Saro e Unen Ufoirworth, tutti uccisi il 26 aprile del 2000 nella Repubblica Democratica del Congo; Ole Friis Eriksen, ucciso il 9 maggio 2001 nel Sudan meridionale; Ricardo Munguia, ucciso il 27 marzo 2003 in Afghanistan; Vatche Arslanian, ucciso l'8 aprile del 2003 a Baghdad; Nadisha Yasassri Ranmuthu, uccisa il 22 luglio 2003 in Iraq; e Zoheir Abdallah Ahmad Hamdi e Dekran Gregor Dekran Agopian, uccisi il 27 ottobre 2003 a Baghdad.

 
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