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n 343 del 9 febbraio 2008 Stampa E-mail
domenica 10 febbraio 2008
9 febbraio 2008
nr. 343

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - 7-2-2008 CICR Comunicato Stampa 08/23
Uganda: vasta distribuzione di soccorsi nel nord del paese
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

2 - 5 febbraio 2008
La Croce Rossa presta aiuto a migliaia di ciadiani rifugiatesi in Camerun  
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

3 - 4-2-2008 Comunicato stampa 08/21
Pakistan : due collaboratori del CICR rapiti
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

4 - 04-02-2008 Comunicato Stampa  08/19
Niger : due detenuti liberati sotto gli auspici del CICR
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

5 - 01/02/2008
Mezzaluna Rossa Palestinese: lavorare e vivere sotto assedio a Gaza
Ola Skuterud, Federazione internazionale, e Erab Al Fuqaha, Mezzaluna Rossa Palestinese, Gaza
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

6- Allegato
06-02-2008 Dal sito CRI
CRI: incontro internazionale "Genere e Migrazioni nel Mediterraneo"
Palermo dal 14 al 17 febbraio 2008
In allegato il programma completo la cui traduzione non ufficiale dall’inglese è di Serena Corniglia e di M.Grazia Ianniello

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1 - 7-2-2008 CICR Comunicato Stampa 08/23
Uganda: vasta distribuzione di soccorsi nel nord del paese
Kampala (CICR) – Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha iniziato a distribuire soccorsi a 72.000 famiglie che vivono nel nord dell’Uganda.
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Circa 385.000 beneficiari – sfollati interni e persone che si installano nei distretti di Gulu, Amuru, Oyam, Kitgum e Pader – riceveranno delle sementi, degli articoli di igiene e del materiale scolastico. L’operazione, che non durerà meno di un mese, sarà portata avanti con l’aiuto di più di una cinquantina di volontari della Croce Rossa dell’Uganda.

Prima dell’inizio della stagione delle piogge, tutte le famiglie avranno ricevuto zuppe e delle sementi di arachide, oltre ad un assortimento di sementi di fagioli, riso e sesamo. <Quest’anno, grazie al fatto di aver allargato l’accesso alle terre coltivabili, gli agricoltori sfollati dovranno essere capaci, se le condizioni atmosferiche lo permettono, di produrre un eccellente raccolto che essi potranno commercializzare per sostenere in parte ai bisogni dei loro familiari> spiega Peter Schamberger, coordinatore del CICR incaricato della sicurezza economica nella sede di Kampala.

Le famiglie riceveranno materiale assortito scolare costituito da cartelle, righelli quaderni per esercizi, gomme, matite e biro. L’operazione deve essere curata con attenzione, perché il CICR non dispone di una capacità di stoccaggio sufficiente. La gran parte del materiale arriverà all’ultimo momento dalle differenti regioni dell’Uganda, o  dall’estero. La mancanza di certi articoli pone una difficoltà supplementare. <Noi abbiamo difficoltà a trovare, in Uganda, i 140.000 matite di cui abbiamo bisogno per questa operazione, la crisi politica che sta attraversando il Kenia, ha portato ad una penuria, dice Kim Johansen, coordinatore logistico del CICR a Kampala. Siamo arrivati a procurarle comunque appena in tempo, grazie ad un efficace lavoro realizzato dal nostro personale logistico>

Secondo le stime, il conflitto armato nel nord dell’Uganda ha spinto più di 1 milione e settecento mila persone a lasciare le loro abitazioni e a rifugiarsi nei campi per persone sfollate. La situazione umanitaria è sensibilmente migliorata, nel frattempo, a seguito di un accordo per il cessate il fuoco nell’agosto 2006. Mentre si svolgevano a Juba incontri per giungere alla pace fra il governo ugandese e l’Armata della resistenza del Signore, sempre in favore delle vittime, delle persone che decidono di rientrare nelle loro abitazioni.

Il CICR adegua le sue attività alla nuova situazione. Grazie a differenti programmi di assistenza precisamente nei settori di approvvigionamento di acqua, di bonifica e di salute, l’Istituzione di impegna a migliorare le condizioni di vita di più di 500.000 sfollati interni che vivono nei campi, così come di persone  che rientrano nella loro regione d’origine.

L’originale francese al link: http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/uganda-news-070208!OpenDocument

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2 - 5 febbraio 2008
La Croce Rossa presta aiuto a migliaia di ciadiani rifugiatesi in Camerun   
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

La Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha messo a disposizione una somma pari a 300.000 franchi svizzeri (185.000 euro) dal suo Fondo di emergenza per i soccorsi in caso di catastrofi per supportare la Società della Croce Rossa del Camerun che sta attualmente portando avanti un’importante operazione al fine di aiutare coloro che hanno abbandonato il Ciad a causa del conflitto tra forze governative e ribelli.  

I fondi verranno utilizzati per assistere le famiglie sfollate che hanno trovato rifugio a Kousseri, nel nord del Camerun. Esse verranno provviste di teloni, coperte, zanzariere impregnate di insetticida e kit per l’igiene. Inoltre, la Federazione Internazionale intende costruire 500 latrine e fornire acqua potabile pulita.

Il numero di rifugiati è aumentato costantemente negli ultimi giorni e potrebbe avere già raggiunto i 30.000. La maggior parte di queste persone si è sistemata temporaneamente in una scuola e in un centro per l’artigianato a Kousseri, nel distretto di Logone-Chari del Camerun.

“La Società della Croce Rossa del Camerun ha mobilizzato oltre 50 volontari che, con il supporto di un comitato di crisi istituito dalle autorità locali, si sono adoperati a registrare i rifugiati e ad assisterli con interventi di primo soccorso”, spiega Javier Medrano, direttore dell’ufficio regionale per l’Africa centrale della Federazione Internazionale, sito in Camerun. Inoltre, Medrano aggiunge che “una missione congiunta tra la Federazione Internazionale e la Società della Croce Rossa del Camerun sta provvedendo a fornire articoli di prima necessità, quali coperte, zanzariere e taniche di acqua”.

Il bisogno più urgente per questi rifugiati è l’accesso ad acqua pulita al fine di evitare gravi problemi di salute. L’unico pozzo della città di Kousseri si è prosciugato due giorni fa. Le temperature in questa zona possono raggiungere i 40 gradi centigradi. Inoltre, sono necessari articoli alimentari e non alimentari per coprire i bisogni dei più vulnerabili, in particolare le donne e i bambini.

È stato inoltre segnalato un afflusso di rifugiati a Ngala, al confine tra la Nigeria e il Ciad. Secondo la Società della Croce Rossa nigeriana, circa 1.000 persone hanno già passato il confine. I volontari e gli operatori locali della Croce Rossa nigeriana stanno già offrendo loro assistenza.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/Docs/News/pr08/0408.asp

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3 - 4-2-2008 Comunicato stampa 08/21
Pakistan : due collaboratori del CICR rapiti
Islamabad/Ginevra (CICR) – Due collaboratori del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) sono stati rapiti in Pakistan da sabato scorso 2 febbraio  2008.
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

La squadra, che effettuava una missione  logistica di routine sul terreno, viaggiava a bordo di un veicolo con il logo del CICR. Era sulla strada per Torkham, una località situata sulla frontiera fra il Pakistan e l’Afganistan, ad un certo punto la sotto-delegazione del CICR a Peshawar ha perso il contatto radio e telefonico con i suoi due collaboratori. La scomparsa è avvenuta nel Khyber Agenct, una delle zone tribali sotto l’amministrazione federale del Pakistan  (Federally Administered Tribal Areas – FATA), su una strada utilizzata regolarmente per il trasposto dei soccorsi verso l’Afganistan
 
Le famiglie dei collaboratori sono state informate della loro scomparsa, esse sono tenute al corrente dell’evoluzione della situazione.

Il CICR è preoccupato per la sorte dei membri della sua squadra, che sono entrambi cittadini pakistani. <Siamo in contatto diretto con le autorità nazionali e locali, per cercare di conoscere le circostanze della loro scomparsa, il loro stato di salute e il luogo dove essi si trovano e di assicurarsi che essi rientrino nelle loro famiglie sani e salvi> ha dichiarato Marc Achermann, il capo ad interim della sotto-delegazione del CICR a Peshawar. <La sicurezza del nostro personale è prima di tutto, se vogliamo che le persone colpite dalla violenza armata ricevano l’aiuto  di cui hanno bisogno>

Il CICR, che è presente in Pakistan dal 1981, porta avanti le attività di soccorso destinate alle vittime della violenza armata ; fornisce precisamente un’assistenza medica alle persone ferite nei combattimenti o a causa delle mine nelle province della frontiera del Nord Ovest (Nord West Frontier Province – NWFP) e il FATA- Il programma porta anche un sostegno a diversi ospedali e strutture mediche di Peshawar, Abottabat, Tank, Bannu e Quetta. Inoltre, copre le spese degli interventi chirurgici e delle cure, fornisce medicamenti e materiale medico e forma i chirurghi e gli infermieri.

Nel corso degli ultimi sette mesi, le zone occidentali del Pakistan hanno conosciuto una recrudescenza degli scontri fra le forse governamentali e i gruppi armati. Le zone più colpite sono la NWFP e  FATA.

Il CICR è un’organizzazione fortemente neutra e umanitaria che ha come scopo il proteggere e soccorrere le persone vittime di un conflitto armato, e questo, in virtù del diritto internazionale umanitario.

L’ originale francese al link: http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/pakistan-news-040208!OpenDocument

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4 - 04-02-2009 Comunicato Stampa  08/19
Niger : due detenuti liberati sotto gli auspici del CICR
Dakar / Ginevra (CICR) – nel quadro delle sue attività umanitarie nella Repubblica del Niger, il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha effettuato una missione nell’Aiir dal 26 gennaio al 1 febbraio.
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Nel corso di questa missione, il CICRha potuto visitare 33 persone, la gran parte membri delle Forze armate nigeriane, detenute dal Movimento dei Nigeriani per la giustizia (MNJ).

Sotto gli auspici del CICR, due detenuti, il cui stato necessitava di urgenti cure mediche, sono stati liberati e trasferiti a Arlit, dove essi sono stati consegnati alle autorità.

Durante la visita, i delegati del CICR si sono intrattenuti con le persone detenute e hanno fornito loro un’assistenza medica come pure coperte, abiti, articoli di igiene, the e zucchero. I detenuti hanno anche potuto contattare i loro familiari per  mezzo di un telefono satellitare messo a disposizione dal CICR e hanno avuto la possibilità di scrivere loro un messaggio Croce Rossa.

Questa missione del CICR, fa seguito a quella che ha avuto luogo in giugno 2007, nel corso della quale il CICR si era potuto intrattenere con le persone detenute dal MNJ e aveva potuto facilitare la liberazione di 34 fra di esse (33 militari nigeriani e un dipendente cinese).

Il CICR continuerà a preoccuparsi della sorte delle persone detenute dal MNJ. Ricorda agli attori coinvolti che essi devono rispettare i principi di umanità, e in particolare proteggere la popolazione civile.

Dal settembre 2007, il CICR ha aperto un ufficio ad Agadez e lavorato in stretta collaborazione con la Croce Rossa nigeriana.

L’originale Francese al Link :
http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/niger-news-040208!OpenDocument

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5 - 01/02/2008
Mezzaluna Rossa Palestinese: lavorare e vivere sotto assedio a Gaza
Ola Skuterud, Federazione internazionale, e Erab Al Fuqaha, Mezzaluna Rossa Palestinese, Gaza
Traduzione non ufficiale di Maria Grazia Ianniello

Sin dalla chiusura della Striscia di Gaza da parte delle autorità Israeliane nel giugno 2007, la situazione umanitaria dei palestinesi si è deteriorata in modo significativo, lasciando che decine di migliaia di famiglie vivano in condizioni di estrema povertà. La Società di Mezzaluna Rossa Palestinese (PRCS) ha mobilitato i suoi volontari e i gruppi di emergenza per fornire aiuti alle persone più vulnerabili attraverso i suoi servizi medici, i centri di sanità, il programma per i bambini disabili e i servizi psico-sociali. I  volontari della PRCS effettuano visite a domicilio, valutando le necessità e distribuendo prodotti di prima necessità, comprese le coperte, le candele, articoli per l’ igiene, materassi, acqua e  lampade, per aiutare un po’ quelli che soffrono.

Nonostante il sostegno della Federazione Internazionale, del Comitato Internazionale della Croce Rossa, nonché di altre Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, la Mezzaluna Rossa Palestinese è molto limitata nella sua attività di aiuto agli abitanti di Gaza, a causa delle prescrizioni molto rigorose che colpiscono i movimenti transfrontalieri delle persone e  delle merci, controllate e limitate al massimo per le esigenze di prima necessità.

Durante la maggior parte del 2007, le merci o le attrezzature destinati a progetti di sviluppo gestiti da organizzazioni o agenzie nazionali e internazionali non sono stati ammessi nella Striscia di Gaza e i materiali di costruzione e i pezzi di ricambio per mantenere in funzione l'industria non hanno potuto avere accesso. La popolazione di questa piccola e molto densamente popolata terra di soli 365 km ², sta soffrendo per l’isolamento, per la povertà, e per la mancanza di qualsiasi cosa.

Secondo il Programma Alimentare Mondiale, circa 80.000 abitanti di Gaza hanno perso il loro posto di lavoro dal Giugno 2007, portando il già elevato tasso di disoccupazione al 44% della popolazione attiva. Molte industrie locali hanno chiuso e la decisione di Israele, di pochi giorni fa, di imporre un blocco totale sulla Striscia di Gaza, che proibisce anche l’entrata nel territorio di carburante e dei prodotti più vitali, non ha fatto che peggiorare la crisi. La gente non ha avuto più l'energia elettrica prodotta dalle centrali, i serbatoi di carburante sono vuoti, e gli ospedali sono stati alimentati con generatori, mettendo la sopravvivenza di molti pazienti a rischio, come i neonati prematuri sopravvissuti nelle incubatrici.

Nel frattempo, le tensioni Israelo-Palestinesi continuano, infatti i gruppi di attivisti lanciano granate al di là del confine nei vicini villaggi Israeliani, causando danni e preoccupazioni per le persone che vi abitano.

Ogni giorno, gli 1,5 milioni di Palestinesi che vivono nella striscia di Gaza affrontano la povertà crescente rapidamente e le deboli speranze per il futuro. Essi sentono di essere tornati indietro al diciannove secolo, con le candele come principale fonte di luce dopo il tramonto. Al freddo, al buio e nelle piovose notti di inverno, e senza riscaldamento per la maggior parte delle persone, le candele possono fornire solo una scarsa illuminazione. Le candele non sono in grado di sostituire il sistema di riscaldamento necessario per la persone per rimanere in buona salute e per evitare le affezioni respiratorie ed altre malattie. Testimoni dell'impatto umanitario del blocco e dei numerosi anni di assedio, la Mezzaluna Rossa Palestinese, nonché le agenzie delle Nazioni Unite e del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, lanciano l’allarme per tentare di evitare una tragedia umanitaria.

Pochi giorni fa, come lo scoppio di un palloncino, la metà della popolazione della Striscia di Gaza, è saltata sul filo spinato ritagliato e su blocchi di cemento gettati da esplosioni, riversandosi al di là del confine in Egitto dopo che le parti della barriera erano state distrutte dalle esplosioni. Circa settecentomila persone si sono precipitate verso i mercati egiziani per acquistare beni di prima necessità. Improvvisamente hanno avuto ancora una volta la sensazione di libertà di movimento e di una vita normale.

Commentando la situazione affrontata dalla sua Società Nazionale, Younis Al-Khatib, presidente della Mezzaluna Rossa Palestinese, ha detto: "La chiusura e il suo impatto devastante sulla situazione umanitaria nei territori palestinesi occupati e soprattutto nella Striscia di Gaza sta ponendo più responsabilità sulle spalle della PRCS e delle altre  agenzie umanitarie nazionali e internazionali. Il nostro staff e i volontari lavorano instancabilmente per alleviare le sofferenze dei palestinesi, le cui necessità sanitarie, sociali ed umanitarie non cessano di crescere a causa delle misure dell’occupazione israeliana di Gaza. Le misure della politica di punizione collettiva hanno superato tutti i limiti e livelli di comprensione. La nostra priorità è ora quella di garantire il pieno accesso all'assistenza umanitaria e di proteggere la vita delle famiglie che stanno cercando di far fronte alle difficoltà di una tale situazione. Quanto alla comunità internazionale, dovrebbe costringere la potenza occupante a conformarsi al Diritto Internazionale Umanitario e di garantire il libero accesso delle agenzie umanitarie a Gaza”.

Racconti di vita

Nell’Ospedale della Mezzaluna Rossa Palestinese di Gaza City, Yasser, un ragazzo di dieci anni, è mantenuto in vita con un respiratore ad ossigeno. Da quando è stato colpito al torace durante le violenze intra-palestinesi quasi un anno fa, Yasser è stato ricoverato in ospedale, prima in un ospedale Israeliano, e poi, per gli ultimi quattro mesi, in un ospedale della PRCS. Ma i medici non sono stati in grado di riportare Yasser ad una vita normale, dove può divertirsi nel giocare con i suoi amici e di stare con i suoi parenti. Il suo futuro resta interamente legato a questa macchina, alimentata con energia elettrica da una centrale. Yasser sussurra ai suoi visitatori, attraverso condotti e il suono della respirazione artificiale, e sogna di avere un proprio respiratore così da poter essere in grado di tornare a casa dalla sua famiglia, invece di restare in ospedale per il resto della sua vita. Ciò che egli non sa è che la sua macchina potrebbe bene smettere di funzionare in caso di mancanza di combustibile necessario per l'impianto.

Mohamad Al Zrei'I, Abdelaziz Sha'ib Abou Abdallah e Mahmoud Washah hanno molto in comune quando si tratta delle loro condizioni di esistenza. Vivono in campi profughi nel centro di Gaza, sono tutti disoccupati e stanno cercando di soddisfare le esigenze delle loro numerose famiglie, comprese le loro esigenze mediche.

Mohamad, di 65 anni, ha sette figli, un fratello costretto a letto, che soffre di gravi problemi psicologici, l'anziana madre e una moglie che ha l'asma e la pressione alta. La vita è stata cattiva per lui e il suo volto riflette segni di disperazione e di privazioni. Mohamad, che sta anche combattendo il diabete, divide la sua piccola casa con la sua famiglia in 14. Essi sopravvivono grazie all’assistenza dell’ UNRWA (Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi), all'aiuto della PRCS e dei doni dei vicini. Le candele sono da tempo parte quotidiana per la vita di questa famiglia, fornendo loro un po’ di luce, un po' di speranza, e solo un po’ di calore durante le lunghe fredde notti invernali.

La chiusura completa della Striscia di Gaza ha aumentato le sue sofferenze quotidiane e quelle della sua famiglia. "Certamente ha influenzato la mia vita e la salute della mia famiglia", dice, "soprattutto a causa delle continui interruzioni di corrente elettrica e della mia mancanza di denaro che mi impedisce di acquistare abbastanza candele. Non posso accettare che essi vivono nell’ umiliazione e nella privazione, ma quello che mi fa stare più male è la mia incapacità di fornire cure mediche per mia madre e mio fratello e per nutrire adeguatamente i miei figli ".

Una strada piena di buche e disseminata di frammenti di legno conduce alla casa di Abdelaziz, di 70 anni, che condivide la sua piccola casa con 13 membri della sua famiglia, quattro dei quali sono i suoi bambini handicappati. La casa ha solo due piccole camere e i familiari dormono sul pavimento, avvolti in coperte, l'unica cosa con cui tengono lontano il freddo invernale. In una stanza, dormono due ragazzi, stretti l’uno contro l’altro per tenersi caldi e con i piedi gli uni contro gli altri come un cuscino, senza coperte. Una candela diffonde una luce fioca nella cucina, con le sue pentole e padelle logore e i pezzi di pane secco sul tavolo.

Abdelaziz, che soffre di diabete e di pressione alta, utilizza il poco denaro che ha per pagare gli studi universitari di due dei suoi figli. Dopo aver ricevuto le coperte indispensabili per tutta la sua famiglia, le candele ed altri aiuti dalla Mezzaluna Rossa Palestinese, egli spiega come l'embargo nella Striscia di Gaza colpisce la sua vita. "Sono disoccupato e ho bisogno di provvedere ai miei quattro bambini disabili. Non posso nemmeno pagare le candele per illuminare le loro notti, senza parlare di pagare le loro spese mediche o di fornire loro cibo e pane. La nostra famiglia si basa sulla carità dei nostri vicini, nonché sugli aiuti alimentari forniti dall'UNRWA. Ho una casa trasandata con mobili usurati, ma il momento più umiliante della giornata è quando andiamo a dormire. La casa è così piccola che dormiamo rannicchiati gli uni contro gli altri o a turno. Mia moglie ha trovato anche insetti e piccoli ratti nei nostri armadi e nei vestiti.” Ringraziando il gruppo di gestione delle catastrofi della PRCS, egli aggiunge:" Dio vi benedica. Siete riusciti a portarci sostegno morale e umanitario e solidarietà per salvaguardare quel poco che resta della nostra dignità.”

Abdallah Washah, di 57 anni, sostiene la moglie e i suoi undici figli (otto bambini vanno a scuola e tre hanno meno di sei anni). Lavorava in Israele per mettere il pane sulla tavola, ma è disoccupato da dieci anni. Soffre di pressione alta, asma e psoriasi cronica, ma non possono permettersi di acquistare i farmaci necessari. Lui e la sua famiglia dipendono dagli aiuti forniti dall'UNRWA. Come se le attuali condizioni di vita non fossero abbastanza difficili, un incendio distrusse di recente la sua casa, e i membri della famiglia dovettero separarsi per andare a vivere con altri amici e parenti. Abdallah descrive ciò che è accaduto: "L '8 gennaio alle ore 11 circa, fui svegliato dalle urla dei miei bambini e dai miei vicini che battevano alla porta. Ho visto fumo fitto nero riempire la casa. Noi tutti ci siamo svegliati e siamo corsi fuori. L'incendio è stato causato da una piccola candela. Ci siamo ritrovati sotto la pioggia a guardare la nostra casa bruciare in pochi minuti, tra le urla e le lacrime dei miei figli ".

La candela è stata l'unica fonte di luce in quanto alla sua famiglia era stata tagliata l'elettricità più di una settimana prima. Ad Abdallah mancano i mezzi finanziari per riunire la sua famiglia, anche in un piccola capanna, ma egli continua la sua lotta quotidiana con la vita, a volte con lacrime, a volte con sorrisi, in modo da soddisfare i propri bisogni e provvedere alla propria famiglia.

Per attenuare l'emergenza umanitaria che colpisce la maggior parte degli abitanti vulnerabili di Gaza, la Mezzaluna Rossa Palestinese ha distribuito alle famiglie che vivono nei campi profughi di Deir Al Balah e di Al Breij generi di sussidio incluse le coperte, dell'acqua, delle candele, delle lampade a gasolio, dell'isolante per le finestre, degli utensili di cucina, degli articoli d'igiene ed altri prodotti di prima necessità.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa.
http://www.ifrc.org/Docs/News/08/08020101/index.asp

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6- SCARICA ALLEGATO


06-02-2008 Dal sito CRI
CRI: incontro internazionale "Genere e Migrazioni nel Mediterraneo"
Palermo dal 14 al 17 febbraio 2008

(12/08) “Genere e Migrazioni nel Mediterraneo” è il tema dell’incontro internazionale organizzato dalla Croce Rossa Italiana in collaborazione con il Centro per la Cooperazione nel Mediterraneo che si terrà dal 14 al 17 febbraio a Palermo presso il Grand Hotel et des Palmes, sotto il Patrocinio del Presidente della Repubblica Italiana, del Ministero dell’Interno, del Ministero del Welfare, della Regione Sicilia, della Provincia di Palermo e del Comune di Palermo.
L’incontro si propone di dare vita a uno scambio tra tutte le Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa dell’Area Mediterranea creando un Forum sul tema dell’immigrazione e delle donne in particolare, in modo tale da condividere esperienze e ideare un approccio comune. La linea guida è infatti quella di ideare una strategia unica mobilitando anche i Governi Nazionali a sostenere una risposta concreta all’assistenza di queste persone e alla sfida dell’immigrazione.
I lavori saranno aperti il prossimo 14 febbraio da Massimo Barra in qualità di Vice Presidente della Standing Commission e Presidente della Croce Rossa Italiana.

In allegato il programma completo la cui traduzione non ufficiale dall’inglese è di Serena Corniglia e di M.Grazia Ianniello

 
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