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n 339 del 12 gennaio 2008 Stampa E-mail
sabato 12 gennaio 2008
12 gennaio 2008
nr. 339

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Nota:
Ci è stato richiesto da Massimo Bertani, abbonato di Pesaro e grande sostenitore del Caffè, di approfondire un argomento trattato nella XXX° Conferenza Internazionale: l’incidenza del mutamento climatico sulle catastrofi naturali e di conseguenza gli effetti sulla preparazione della risposta del Movimento Internazionale in questi casi. Molto volentieri abbiamo colto questo stimolo e in questo numero proponiamo due articoli ed due links.

Una traduzione riguarda il documento finale dell’workshop tenuto alla Conferenza su questo tema, la seconda è l’introduzione dell’opuscolo “Climate guide” di 140 pagine, disponibile, per il momento solo in lingua inglese, su un sito speciale curato dalla Federazione Internazionale e dalla Croce Rossa Olandese, dedicato a questo argomento.

Il collegamento a questo sito è già pubblicato sulla homepage del  sito Caffè Dunant.

Il secondo link http://hdr.undp.org/en/reports/global/hdr2007-2008/chapters/italian/

è la sezione italiana del UNDP – Human Developments Reports  in lingua italiana, viene qui riportato lo sviluppo umano rapporto 2007/2008 - Lotta ai cambiamenti climatici: solidarietà umana in un mondo diviso.

Ringraziamo Massimo per averci dato, all’inizio dell’Anno Nuovo,  l’occasione di ampliare gli argomenti trattati in questo sito e restiamo a disposizione per ulteriori sollecitazioni riguardanti gli interessi degli abbonati. Se il Caffè cresce è grazie alla collaborazione di tutti, redazione e lettori.

Che sia un buon 2008 per tutti.
Cordialmente
M.Grazia Baccolo

Contenuto:

1 - 29 novembre 2007
XXX Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa
Seminario: Affrontare le conseguenze umanitarie del cambiamento climatico
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Ianniello

2 - Novembre 2007
Prefazione al documento “CLIMATE GUIDE “
FICR  - www.climatecentre.org
Traduzione non ufficiale di Mara Tonini

3 - 4 gennaio 2008  - CICR – Comunicato stampa nr. 08/01
“Kenia: il CICR e la Croce Rossa del Kenia intensificano la loro azione umanitaria”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

4 - 17/12/2007 Punto di vista
Repubblica Democratica del Congo: giovane vittima di una mina, sogna di giocare di nuovo a calcio
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

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1 -  XXX Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa
Seminario: Affrontare le conseguenze umanitarie del cambiamento climatico

Organizzato da:
Il Centro di Studi della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa sul cambiamento climatico e la preparazione alle catastrofi, e la Federazione Internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

29 novembre 2007; 11.15 - 13.00 - CICG, stanza 18

Presidente: sig.ra Madeleen Helmer, Centro di studi della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa sul cambiamento climatico. Il gruppo di esperti comprendeva il sig. Salvano Briceño, Direttore Esecutivo della Strategia internazionale per la riduzione delle catastrofi (UNISDR), il sig. Meinrad Studer, Direttore del Forum umanitario mondiale, e il sig. Johan Schaar, capo del Segretariato di una nuova Commissione internazionale d’alto livello sull’Adattamento al cambiamento climatico e lo Sviluppo creata dal Governo Svedese.

Relatore: il sig. Maarten van Aalst, Centro di studi sul cambiamento climatico della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, ha presentato la scienza del cambiamento climatico e le sue conseguenze umanitarie.

I 100 partecipanti hanno condotto una discussione molto animata.

Messaggio chiave  1: il cambiamento climatico è una questione di interesse umanitario
 • Il cambiamento climatico produce già effetti, non soltanto in termini d'aumento della temperatura mondiale ma anche di cambiamento degli eventi meteorologici estremi, nel mondo intero. Questo fenomeno certamente continuerà negli anni e decenni a venire.
•  Già assistiamo alle sue conseguenze sul piano umanitario. Le persone più vulnerabili, in particolare i più poveri fra i poveri, sono seriamente colpite.
•  Pertanto, il cambiamento climatico è ormai una questione umanitaria.

Messaggio chiave  2: le prime misure sono adottate
• In molti paesi, i governi e le Società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa stanno cominciando ad affrontare queste sfide.
• Il miglior metodo consiste nell’ integrare la gestione dei rischi climatici nei programmi umanitari e nei piani di sviluppo. Ciò comprende la riduzione dei rischi legati alle catastrofi.

Messaggio chiave  3: diversi ostacoli impediscono una migliore gestione del rischio climatico
• Il settore umanitario è superato dal crescente numero di catastrofi, e quindi, spesso manca della capacità di effettuare una pianificazione a lungo termine e di stabilire legami per lo sviluppo.
•  Gli incentivi, compresi quelli finanziari, spesso privilegiano gli aiuti in caso di catastrofe piuttosto che la riduzione dei rischi.
•  Molti governi e le organizzazioni donatrici trattano le questioni di cambiamento climatico, l’aiuto in caso di catastrofe, e la pianificazione generale dello sviluppo, indipendentemente le une dalle altre.

Messaggio chiave  4: i partenariati sono fondamentali
 •  Per superare questi ostacoli, i partenariati sono fondamentali: tra i servizi governativi, gli organismi scientifici, la società civile, il settore privato, compreso il settore finanziario, e le comunità vulnerabili.
 •  Le società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa possono stimolare tali dialoghi.

Messaggio chiave  5: l'allocazione delle risorse per la riduzione del rischio climatico deve accordare la priorità alle persone più vulnerabili
 • I paesi dell’OCSE spendono ora miliardi all’anno per l'adattamento ai cambiamenti climatici, che fanno apparire irrisorio il volume limitato dei fondi assegnati alla riduzione dei rischi ai quali sono esposte le persone più vulnerabili nei paesi più poveri, che hanno contribuito meno alle cause profonde del cambiamento climatico.

• Meccanismi internazionali di finanziamento flessibili, determinati e trasparenti sono necessari per affrontare queste ineguaglianze. Oltre al fondo d'adattamento che sarà esaminato alla Conferenza delle Parti alla Convenzione-quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (CNUCC) che si apre la settimana prossima a Bali (nel mese di dicembre 2007  NdT), si potrebbe anche prevedere un Fondo mondiale sul modello del Fondo mondiale di lotta contro l'AIDS, la Tubercolosi e la Malaria.

Messaggio chiave  6: dobbiamo cominciare ad affrontare i rischi climatici da oggi
• Lottare contro le conseguenze umanitarie del cambiamento climatico non è fuori dalla nostra portata -
il “ Climate Guide “ della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ci indica come cominciare.

• Tutto ciò che serve ora è una vera cooperazione e la volontà di resistere alla sfida umanitaria mondiale che costituisce il cambiamento climatico.

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Traduzione non ufficiale di M.Grazia Ianniello

Il testo originale in lingua francese è estrapolato da documento finale completo su tutti gli workshop a questo link :


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2 - Introduzione al documento “CLIMATE GUIDE “
http://www.climatecentre.org/index.php?page=news_ext&pub_id=85&type=4&view=more
FICR  - www.climatecentre.org
Traduzione non ufficiale di Mara Tonini

CAMBIAMENTO CLIMATICO

Guida alla guida

Questa guida inizia   con le basi dei cambiamenti climatici  :

il consensus  scientifico  (consensus = uniformità di pensiero - dal dizionario  Sandron della lingua italiana), conseguenze per l’umanità,  e implicazioni generali per la Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Il tutto è seguito da  6 (sei) moduli tematici : Preparazione -  Dialoghi -  Comunicazioni – Gestione disastri- Riduzioni rischio alla Comunità  - Salute e assistenza.

Ogni modulo inizia con una sezione di background  con esperienze e prospettive vissute  della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa,   seguite da una sezione “come fare”   con guida specifica passo dopo passo.

Ulteriori informazioni,  e aggiornamenti   su questa guida  possono essere trovati    sul sito del Centro climatico www.climatecentre.org.

Alcuni messaggi chiave appaiono  frequentemente in questa guida.  Questo è stato progettato appositamente  al fine di   assicurare che  ogni modulo  possa essere letto  separatamente  e indipendentemente dagli altri.

Tutte le informazioni di questo modulo  sono disponibili  su www.climacentre.org    compresi gli aggiornamenti  e i links dei vari documenti  e fonti di informazioni, elenchi ,   modelli  ed esempi pratici ..

Prefazione

Quando la Conferenza Internazionale della Croce Rossa e Mezza Luna Rossa discusse per  la prima volta  di cambiamento climatico nel 1999, in pochi erano convinti che le organizzazioni umanitarie dovessero realmente occuparsene.

In quei giorni  le persone lo consideravano “un’uscita  ambientale “, un  rischio potenziale per un lontano futuro, un dibattito scientifico.

Quando è stato  aperto  il centro climatico nel 2002, abbiamo pensato alle  implicazioni umanitarie, pensando tuttavia principalmente al cambiamento del clima con graduale aumento di rischi - motivo per cui dovevamo cominciare a prepararci.

Da allora molto è cambiato. Non solo ora tutti sono convinti che il  cambiamento di  clima sia reale ma lo staff e i volontari della Croce Rossa e Mezza Luna Rossa lo vedono con i propri occhi, colpendo le persone più vulnerabili prima e i modo più forte di quanto ci saremmo mai aspettati.

E’ in atto una discussione sul fatto che  il cambiamento climatico sia di interesse o meno della Croce Rossa e Mezza Luna Rossa, e su come sia meglio gestire le conseguenze umanitarie.

Con questa guida climatica  per la Croce Rossa e Mezza Luna Rossa , auspichiamo di  poter  condividere  le esperienze con più di 40  Società Nazionali, che durante gli ultimi 5 anni, hanno iniziato  ad occuparsi del cambiamento climatico.

Le loro esperienze sono tanto diverse quanto diverso è il clima nelle varie parti del pianeta. Tuttavia ora appaiono molte similitudini. Il problema del cambiamento climatico è nuovo per tutti noi.

 E’ importante aprire le menti  per imparare e per stabilire nuove collaborazioni, ma anziché  fare qualcosa di completamente nuovo e  diverso, dovremmo basare le nostre risposte su che cosa noi sappiamo fare al meglio, integrando i rischi del cambiamento  per assistere le persone più vulnerabili.

Piuttosto di documentare solamente queste esperienze, questa guida ha lo scopo di  fornire informazioni e pareri. Naturalmente non possiamo dire quanto siano i rischi di ogni singola Società Nazionale e le soluzioni per ognuna.

Noi sappiamo meno dei vostri Paesi e delle categorie più vulnerabili, che non  ogni singola persona del vostro staff e/o volontario.

Pertanto anziché fornirvi  risposte, speriamo di  iniziare a porvi le giuste domande  su come i rischi del cambiamento climatico vi coinvolgano per poi offrirvi una guida su come trovare le risposte.

Abbiamo provato ad elencare approcci passo dopo passo che possono e dovrebbero essere applicati secondo le varie circostanze.

Vogliate leggere questa guida come un acconto sulle prime esperienze ed approcci. Stiamo solo iniziando, e molti settori sono e dovranno rimanere totalmente dedicati: sicurezza cibo, migrazioni e conflitti, equilibrio tra qualità e abilità, e per ultimo ma non il meno importante le conseguenze della mobilitazione dei volontari.

Questa guida è scritta principalmente per il Movimento di Croce Rossa e Mezza Luna Rossa, ma poiché vi è un numero crescente di organizzazioni umanitarie  che rivolge le proprie attività verso l’impatto del cambiamento climatico, siamo naturalmente lieti di condividere le  nostre esperienze e punti di vista.

C’è molto lavoro da fare , e velocemente.

Il cambiamento climatico è con noi, e sta rendendo il nostro lavoro umanitario più difficile.

Ci aspettiamo un peggioramento delle varie situazioni. Dovremo essere pronti e efficienti: il nostro scopo non sarà solo quello di essere al passo con i cambiamenti , ma  precederli.

Auspichiamo di lavorare con tutti voi nel fornire le risposte umanitarie alle sfide climatiche.

Centro climatico Croce Rossa e Mezza Luna Rossa / Nov. 2007

Riconoscimenti

I componenti del team che hanno scritto questa guida sono: Maarten van Aalst, Madeleen  Helmer,  Caroline de Jong, Fleur Monasso, Elike  van Sluis e Pablo Suarez. Alex Wynter e  John Sparrow hanno pubblicato il testo.

Ringraziamo altresì: Kanyasorn  Tansubhapol per gli studi sull’Indonesia,  Anita Swarup e  Omar Valdimarsson per gli studi sull’Africa, Alex Wynter per il Nicaragua, Kristie  Ebi  e Jari Vainio per le indicazioni sul modulo sanitario, Bec  Mcnaught  e Niels  Scott per  commenti e  suggerimenti, Mattmo Concept/Design, Amsterdam per la grafica.

Ringraziamo per il supporto finanziario la Croce Rossa Britannica , le Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa della Federazione, Mattmo Concept/Design, Il Ministero Olandese per gli Affari esteri, il Consorzio Provention, e l’agenzia svizzera per lo Sviluppo e Cooperazione.

Per ultimo, ma non meno importante, ringraziamo tutti i partecipanti e gli sponsors della Conferenza Internazionale per le Conseguenze del Cambiamento climatico, tenutasi all’Aia, in giugno 2007. Le loro esperienze, pareri e aneddoti, sono il cuore di questa guida.

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3 - 4 gennaio 2008  - CICR – Comunicato stampa nr. 08/01
“Kenia: il CICR e la Croce Rossa del Kenia intensificano la loro azione umanitaria”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Ginevra (CICR) – In risposta alla violenza di cui il Kenia è stato teatro in questi ultimi giorni, il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) rinforza il suo sostegno alla Croce Rossa del Kenia inviando nuovi contingenti di soccorsi e di personale. Centinaia di persone sono state uccise o ferite in occasione delle aggressioni, e decine di migliaia di altre persone sono state costrette a fuggire dalle loro case.

<La priorità essenziale del CICR è stato di lavorare a fianco della Croce Rossa del Kenia per aiutare le famiglie che sono state sfollate a seguito degli avvenimenti, o che non osano lasciare i loro villaggi> ha dichiarato Pierre Krahenbuhl, direttore delle operazioni dell’istituzione di Ginevra.

Dall’origine delle violenze, i collaboratori della Croce Rossa del Kenia hanno assistito le vittime, gestendo i primi soccorsi ed evacuando i feriti verso i dispensari e gli ospedali delle zone vicine. Hanno anche bonificato la zona dai cadaveri e valutato i bisogni degli sfollati, nell’attesa di poter arrivare ai beneficiari per distribuire i soccorsi. Il CCR ha offerto alla Società nazionale un sostegno logistico e soccorsi d’urgenza. < Mettiamo in opera  tutto quanto possiamo per sostenere la Croce Rossa del Kenia> ha precisato ancora il Sig. Krahenbhul.  

L’istituzione ginevrina prevede, in un primo tempo, di fornire, in quantità sufficiente, viveri, articoli per la casa ed equipaggiamento per l’approvvigionamento di acqua e per la bonifica per rispondere ai bisogni essenziali, durante diverse settimane, per almeno 100.000 persone sfollate a causa dalla violenza che scuote attualmente il paese. Nei giorni che verranno, i soccorsi saranno messi a disposizione della Croce Rossa del Kenia, che li distribuirà. Inoltre il CICR sosterrà gli sforzi di quest’ultima riguardo alle ricerche di persone scomparse e per ristabilire i legami fra i membri separati dalle famiglie.

Per permettere agli ospedali, ai dispensari e ai servizi d’urgenza e di primo soccorso della Croce Rossa di far fronte al considerevole aumento del loro carico di lavoro, il CICR distribuisce ugualmente un assortimento del materiale medico, dei farmaci e diverse forniture necessarie per il trattamento delle ferite.  Nei prossimi giorni, delegati si recheranno negli ospedali e altre strutture di cura con lo scopo di verificare i bisogni più urgenti, in cooperazione con il ministero keniota della Salute. Soccorsi medicali supplementari sono stati avviati verso il Kenia.

Il CICR ha  unito la sua voce a quella della Croce Rossa del Kenia per domandare alle autorità e ai dirigenti della comunità nel loro insieme di vegliare affinché la vita, la sicurezza, la dignità ed i beni della popolazione siano rispettati senza discriminazione, e di permettere alle organizzazioni umanitarie di accedere alle famiglie e alle comunità direttamente colpite dalla violenza.

Infine, il CICR domanda ai suoi donatori un aumento del budget per 15 milioni di franchi svizzeri per finanziare l’aumento delle sue attività in Kenia. Vista l’incertezza sia per ampiezza sia per durata della crisi, l’istituzione si prepara a rinforzare ancora la sua azione, nel caso la situazione continuasse a deteriorarsi. La Croce Rossa del Kenia e il CICR lavorano in stretta collaborazione con altre Società nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, così come con i responsabili della Federazione internazionale della Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa presenti in Kenia.   

Il testo originale in lingua francese è a questo link.

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4 - 17/12/2007 Punto di vista
Repubblica Democratica del Congo: giovane vittima di una mina, sogna di giocare di nuovo a calcio
A seguito di anni di combattimenti nella Repubblica Democratica del Congo, il CICR mantiene il suo aiuto per i gruppi civili vulnerabili. Un giovane ragazzo che ha accidentalmente perso la gamba su una mina racconta la sua storia a Bernard Barret, operatore CICR.

Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

“Quando vedo  i miei amici giocare a calcio, vorrei essere in grado di giocare con loro” dice Asukulu Bolimbe, 10 anni. Un anno fa questo ragazzo ha perso una gamba nell’esplosione di una mina. Si trova ora in un centro ortopedico a Bukavu, Kivu del Sud, per ottenere un arto artificiale.

Asukulu e la sua famiglia sono fuggiti dalla loro casa a causa dei combattimenti vicino a Fizi, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Insieme ad alcuni amici stava giocando a calcio; quando il pallone è rotolato in un fossato, loro vi sono corsi dietro e hanno fatto saltare una mina.

“Tutto ciò che ricordo dopo è di aver pianto” dice. Molto più tardi ha appreso che tre dei suoi amici sono rimasti uccisi nell’esplosione.

Il padre del ragazzo, Mmunga  Musa, afferma che suo figlio è cambiato dopo l’incidente. “Quando vedeva gli altri bambini giocare, era molto infelice perché non avrebbe più potuto fare quello che faceva prima”. Il padre dice che suo figlio ha accettato la situazione e che ora che ha la gamba artificiale starà meglio. “Ma”, dice Asukulu, “io non posso camminare normalmente e ciò mi causa dolore all’anca”.

“Quando c’è una ferita, ci sarà anche una guarigione”.

Padre e figlio stanno passando tre settimane a Bukavu, circa 200 chilometri a nord del loro villaggio, per l’impianto dell’arto artificiale. Il fisioterapista Jean Claude Chahihabwa gli sta insegnando come camminare e cerca di allenarlo a calciare una pallina da tennis con la sua nuova gamba.

“Quando le persone subiscono queste ferite”, dice, “dobbiamo ridare loro la fiducia in se stessi. Noi raccontiamo loro che quando c’è una ferita ci sarà una guarigione. È importante per loro vedersi di nuovo come una persona unica. Non è la gamba che conta, è come la fai funzionare”.

Chahihabwa spiega che molte delle persone ferite dai residuati dei combattimenti nella regione sono profughi a causa del conflitto. “Sono poveri e spesso non possono permettersi di venire a Bukavu per le cure e per ottenere un arto artificiale”.

Nel Kivu del Sud, il CICR finanzia i costi delle cure, inclusa la fisioterapia per le persone ferite o mutilate dal conflitto, come Asukulu. Si occupa inoltre di rifornire il centro ortopedico con componenti importati e materie prime, mentre il centro procura gli articoli disponibili sul posto. Il CICR supporta altri quattro centri nella Repubblica Democratica del Congo e ha provveduto alla formazione specializzata di tecnici ortopedici e fisioterapisti.

Jean Claude Chahihabwa dice che non può stimare precisamente il numero delle persone ferite nella regione dalle mine o dagli ordigni esplosivi. “Dopo dieci anni di guerra…se avremo la pace, potremo spostarci con squadre mobili nelle aree che finora non abbiamo potuto raggiungere. Saremo in grado di rintracciare queste persone e offrire loro assistenza”.

“Molte mine sono state deposte anni fa”, spiega Beatriz Karottki, coordinatrice del CICR nella Repubblica Democratica del Congo per i problemi sanitari. “le mine sono sprofondate nel terreno o si sono spostate a causa delle pesanti piogge. Il pericolo che costituiscono perdura anche dopo la fine dei combattimenti”

Asukulu è di nuovo in grado di spostarsi, ma ha ancora bisogno di una stampella oltre la sua gamba artificiale. Dice che gli piace molto andare a scuola e che spera di diventare insegnate o dottore. “Un giorno, spera, potrò giocare di nuovo a calcio”

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:

http://www.icrc.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/html/congo-kinshasa-feature-171207
 
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