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n° 334 del 29 novembre 2007 Stampa E-mail
giovedì 29 novembre 2007
27 novembre 2007
nr. 334
“Speciale XXX Conferenza”

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - 27 novembre 2007  FICR - Comunicato stampa 76/07
Giornata mondiale per la lotta contro l'AIDS: La Federazione afferma che le comunità devono “prendere in mano il loro destino”
Traduzione non ufficiale di Mara Tonini

2 - 26 novembre 2007   FICR – Comunicato stampa 73/07
Ginevra : la Conferenza Internazionale intende rilanciare la partnership umanitaria
Traduzione non ufficiale di Mara Tonini

3 - 22 novembre 2007 CICR - Intervista
È arrivato il momento di agire insieme per l’umanità.
Il vice direttore delle operazioni per gli affari globali e la policy del CICR, Balthasar Staehelin, spiega perché per il Movimento e per la comunità internazionale riunirsi ed agire è così importante.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

4 – allegato
“Daily Bulletin” Consiglio dei Delegati – 24 e 26 Novembre 2007
Coordinatore Matteo Cavallo
Traduzioni non ufficiali di Matteo Cavallo e Simon G. Chiossi

5- allegato
“Daily Bulletin” XXXma Conferenza Internazionale  - 27 Novembre 2007
Coordinatore Matteo Cavallo
Traduzioni non ufficiali di M.Grazia Baccolo e Matteo Cavallo
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1 - 27 novembre 2007  FICR - Comunicato stampa 76/07
Giornata mondiale per la lotta contro l'AIDS: La Federazione afferma che le comunità devono “prendere in mano il loro destino”
Traduzione non ufficiale di Mara Tonini

Le comunità devono essere in prima linea nella lotta contro l’AIDS e la lotta contro le disuguaglianze tra i sessi deve essere al centro dei nostri sforzi, dichiara la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, in occasione della giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS.

“Quest’anno, la giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS ha per tema la 'leadership'.

Questo non riguarda solo i governi, gli operatori sanitari e le organizzazioni impegnate in questa lotta, bensì anche la popolazione stessa, poiché solo essa può realmente prendere in mano il proprio destino. Benché le stime sui tassi di infezioni siano state riviste e siano in diminuzione in alcuni paesi, siamo ancora ben lontani dall’aver vinto l’AIDS.

Al contrario è necessario intensificare le attività di prevenzione e soprattutto non ridurle”, sottolinea Mukesh Kapila, rappresentante  incaricato dalla Federazione per l’AIDS.

“Se vogliamo avere delle opportunità di ridurre l’impatto dell’AIDS, dobbiamo attaccare energicamente  le disuguaglianze tra i sessi e portare le persone - in particolare gli uomini - a cambiare comportamento. La cruda realtà è che decine di milioni di donne nel mondo intero continuano ad essere impedite nel gestire la loro sessualità e sono quotidianamente soggette agli abusi e alla violenza”.

L’incremento delle capacità comunitarie è al centro dell’azione della Federazione Internazionale in materia di lotta all’AIDS. Volontari della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, appositamente addestrati alle cure e all’assistenza domiciliare svolgono un ruolo vitale, visitando i pazienti, sorvegliando che le loro cure vengano correttamente seguite, promuovendo comportamenti senza rischio, dando consigli di nutrizione, di salute e di igiene, offrendo ai beneficiari e ai loro famigliari  un sostegno psicologico e inviando in ospedale le persone, la cui salute si sta deteriorando.

“Considerata la carenza di personale sanitario in numerosi paesi poveri, i volontari della Croce Rossa e della Mezzaluna rossa sono spesso le sole persone delle comunità ad offrire assistenza e a contribuire allo sviluppo della prevenzione” nota Bernard Gardiner, responsabile del programma AIDS della Federazione. “E più precisamente perché vivono nella regione stessa dove lavorano, in una posizione favorevole per diffondere messaggi di prevenzione”.

Esattamente un anno fa, la Federazione  ha lanciato la sua Alleanza mondiale contro l’AIDS, impegnandosi a moltiplicare per due le sue azioni in questo settore entro il 2010. Una cinquantina di Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa raddoppiano attualmente gli sforzi  nella programmazione “fare meglio e di più”  grazie ai suoi membri e ai suoi volontari  che si uniscono nell’aiuto ai gruppi più vulnerabili delle loro comunità.

Questo intensificare gli sforzi include un programma di 300 milioni di dollari destinati a propagare tra 50 milioni di abitanti in 10 paesi dell’Africa australe, messaggi di prevenzione e lotta contro gli obbrobri della discriminazione, unitamente all’aiuto a 250.000 persone infette da HIV e a 460.000 bambini orfani o particolarmente vulnerabili a causa della pandemia.

Intanto Croce Rossa e Mezzaluna Rossa  hanno altresì programmato di raddoppiare i loro programmi in altre regione dell’Africa, in Asia e nel Pacifico, in America latina e nei Caraibi.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/docs/news/pr07/7607.asp

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2 - 26 novembre 2007   FICR – Comunicato stampa 73/07
Ginevra : la Conferenza Internazionale intende rilanciare la partnership umanitaria
Traduzione non ufficiale di Mara Tonini

Il Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ritiene che partnership strategiche e migliore cooperazione siano indispensabili per far fronte al crescente numero di sfide umanitarie. Che sia per rispondere  ai bisogni umanitari dei migranti o delle persone trasferite all’interno del loro paese o per rimediare alle conseguenze del cambio climatico o della guerra, è essenziale che i governi, le organizzazioni internazionali, il settore privato e le comunità collaborino più strettamente per proteggere e assistere un numero sempre più elevato di persone vulnerabili.

L’importanza di una cooperazione rinforzata sarà al centro della 30ª Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che ha inizio il 26 novembre a Ginevra. Circa 1500 rappresentanti del Movimento, degli Stati membri delle Convenzioni di Ginevra e di organizzazioni internazionali parteciperanno a questa riunione di cinque giorni, che permetterà di stabilire l’Agenda umanitaria del Movimento per i prossimi quattro anni.

La più grande rete umanitaria al mondo, il Movimento è ben posizionato per gestire le  attuali difficoltà e quelle future che si presenteranno a livello locale, regionale e internazionale, e questo grazie alla sua esperienza, alle sue risorse e alle migliaia di impiegati e volontari nelle varie comunità.

La conferenza si è prefissata di trarre da queste risorse i migliori vantaggi, sviluppando le partnership esistenti e studiando la possibilità di crearne di nuove.

“Sempre più, le comunità sono obbligate ad affrontare più problemi contemporaneamente, quali gli spostamenti delle popolazioni, la crescita urbana non pianificata, la povertà, le rivalità per le risorse naturali e la violenza armata” spiega Jakob Kellenberger, presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa: “queste sfide sono troppe grandi per che un governo o un organismo umanitario le possa affrontare da soli; dobbiamo pertanto impegnarci a trovare soluzioni nuove e continuare ad agire in collaborazione”.

I partecipanti alla Conferenza esamineranno metodi comuni per rispondere al propagarsi delle malattie come HIV/AIDS e l’influenza aviaria, ed aiutare le persone all'indomani di un conflitto armato, soprattutto nelle zone urbane. La loro discussione porterà ad affrontare la necessità di norme internazionali umanitarie in caso di catastrofe e l’importanza del diritto umanitario internazionale.

“Problemi quali la carenza di energia e di acqua, eventi climatici estremi e le urgenze sanitarie toccano tutti noi, in particolare i più poveri tra i poveri. Abbiamo la responsabilità collettiva di aiutare i più vulnerabili, e prima moltiplicheremo gli sforzi, più avremo risultati efficaci.” Dichiara Juan Manuel Suarez del Toro, Presidente della Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. “Lavorando insieme per l’umanità, possiamo realmente cambiare le cose”.

Il Movimento è costituito dal Comitato internazionale della Croce Rossa, dalla Federazione delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e dalle 186 Società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Suprema autorità deliberante del Movimento è la Conferenza internazionale che si riunisce ogni quattro anni.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/fr/docs/news/pr07/7307.asp

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3 - 22 novembre 2007 CICR - Intervista
È arrivato il momento di agire insieme per l’umanità.
Traduzione non ufficiale di Serena Corniglia

Sfide umanitarie complesse, come il cambiamento climatico e la violenza armata, saranno all’ordine del giorno della Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa che si terrà a Ginevra dal 26 al 30 novembre.

Circa 1500 persone assisteranno alla conferenza che riunisce i componenti del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, gli Stati parte alle Convenzioni di Ginevra, le organizzazioni internazionali e massimi esperti nel campo della sanità, del cambiamento climatico, delle migrazioni e della violenza.

Prima dell’inizio di questo importante evento, il vice direttore delle operazioni per gli affari globali e la policy del CICR, Balthasar Staehelin, spiega perché per il Movimento e per la comunità internazionale riunirsi ed agire è così importante.

Domanda: La Conferenza esaminerà un gran numero di sfide, in particolare il degrado ambientale, la diffusione di malattie, le conseguenze umanitarie delle migrazioni internazionali, l’accesso alle cure sanitarie e la violenza nei contesti urbani. Perché il CICR ritiene così importante affrontare questi temi?

Balthasar Staehelin: La complessità e la scala di questi problemi eccede la capacità di agire singolarmente degli Stati e delle organizzazioni, quindi dobbiamo rispondere collettivamente e come partner.

Si tratta di minacce globali che si manifestano a livello locale. Essendo una delle principali reti umanitarie che affrontano le conseguenze di queste sfide, il Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha la responsabilità di sollevare questi temi, proporre nuove soluzioni e promuovere l’azione.

I collaboratori e i volontari della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa che lavorano sul campo sanno che questi problemi sono già una dura realtà per molte persone povere nel mondo. I più poveri sono quelli maggiormente colpiti. È arrivato il momento di moltiplicare i nostri sforzi e di aiutare le comunità vulnerabili ad essere meglio preparate per affrontare un futuro incerto.

Domanda: Può il degrado dell’ambiente condurre a conflitti armati e alla violenza?

Il degrado dell’ambiente assume forme diverse, come la deforestazione, la desertificazione e l’inquinamento. Il cambiamento climatico è spesso qualificato come “moltiplicatore di minacce”, poiché rischia di aggravare una situazione già difficile. Mette in pericolo, inoltre, lo sviluppo sostenibile, creando nuove fonti di ineguaglianza.

Nelle situazioni in cui il CICR è attivo, abbiamo osservato che questi tipi di problemi aumentano la vulnerabilità dell’intera società e possono peggiorare l’impatto del malcontento politico e sociale. In questo modo il degrado dell’ambiente può talvolta spingere nella violenza le comunità già in difficoltà.

La guerra stessa può causare un degrado dell’ambiente, in particolare provocando incendi, innescando esplosioni nelle raffinerie, causando varie forme di inquinamento, etc. Per fare un altro esempio, le popolazioni coinvolte nei combattimenti potrebbero non essere in grado di coltivare o irrigare le loro terre e ciò potrebbe costringere le persone a esaurire le loro limitate risorse o a spostarsi altrove.

Talvolta, nei campi profughi, le persone non hanno altra scelta se non abbattere quasi tutti gli alberi per ottenere legna da ardere.

Durante i conflitti armati, il sistema idrico e quello sanitario sono spesso danneggiati o distrutti, e ciò crea una tensione aggiuntiva sulle società e favorisce ulteriori scontri armati.

Quando non c’è abbastanza terra, cibo, acqua o quando l’accesso ai beni di prima necessità è insufficiente, le tensioni possono aumentare, mentre la resistenza della popolazione si indebolisce. È chiaro che dobbiamo prestare attenzione a non stabilire automaticamente un nesso causale fra questi fattori, ma il degrado dell’ambiente gioca un ruolo importante nel creare le condizioni per crisi umanitarie.

Domanda: Che cosa possono fare gli individui e le comunità per proteggersi da tali minacce?

Possono adattarsi e diventare più resistenti. Abbiamo bisogno di lavorare insieme per aiutarli a ridurre i rischi e per prepararsi ad essi. Ciò suppone un approccio decentralizzato e le comunità hanno dunque un ruolo molto importante. Sebbene noi parliamo di sfide globali, queste ultime richiedono una risposta locale.

Imparare il primo soccorso è un buon esempio di come gli individui possono proteggersi e aiutare gli altri. Sapere come fasciare una ferita o stabilizzare le condizioni di una persona ferita può salvare una vita. Non importa se il primo soccorso è messo in pratica durante un conflitto, a seguito di un terremoto o dopo un incidente automobilistico: è uno strumento che ha permesso di salvare innumerevoli vite.

Le Società Nazionali di Croce Rossa e di Mezzaluna Rossa giocano un ruolo fondamentale nell’aiutare le comunità a funzionare meglio. Questo è il motivo per cui, nel suo ambito di competenza, il CICR investe molte energie nel rafforzare le capacità di queste Società. Per esempio, in molti paesi le Società Nazionali si adoperano per riunire le famiglie separate dai conflitti e per ricercare le persone disperse a seguito delle violenze. Entrambe queste attività richiedono un lavoro intenso degli individui e delle comunità, inclusi i collaboratori e i volontari della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.

Domanda: Uno dei temi in agenda della Conferenza è la violenza nei contesti urbani. Qual è il ruolo del CICR in questo campo?

Questo è un fenomeno molto complesso. Molte persone quando sentono il termine “violenza in contesti urbani” potrebbero pensare a rapine o a violenti furti d’auto, ma il problema è molto più vasto.

La violenza armata nelle città spesso presenta molte caratteristiche in comune ai conflitti armati. Anche se la violenza in questi contesti non è assimilabile a una guerra come è definita dal diritto internazionale umanitario, può causare sofferenze simili. Per esempio, iniziamo ad assistere all’utilizzo di armi che sono normalmente associate alla guerra. Alcuni dei problemi umanitari che sono provocati da questo tipo di violenza sono simili a quelli che possiamo incontrare nelle zone di guerra. Tali problemi includono come soccorrere ed evacuare i feriti e come assicurare che il personale medico sia risparmiato e rispettato.

Sulla base della nostra lunga esperienza nei conflitti armati, il CICR è interessato a studiare come rispondere a questo fenomeno, di concerto con le Società Nazionali. Noi vogliamo anche assicurarci che la polizia e le forze armate nelle aree urbane rispettino le norme relative ai diritti umani e i grandi principi umanitari nelle loro operazioni.

Durante la Conferenza, esamineremo anche le sfide poste dai conflitti armati negli ambienti urbani. L’accelerazione dell’urbanizzazione nel mondo - oggi più della metà della popolazione del pianeta vive in un contesto urbano – implica che il CICR si confronta sempre più con guerre che si sviluppano nelle grandi città. Ne risultano diversi problemi, come quelli posti dalla forte densità della popolazione toccata dalle ostilità e dalla complessità delle infrastrutture vitali (acqua, elettricità, ospedali) che devono essere mantenute in funzione. Ma anche il relativo anonimato dell’ambiente urbano, un fattore che aumenta il rischio di rottura della coesione sociale.

Domanda: in che modo il CICR adatta la sua ottica e le sue attività a queste nuove sfide?

Abbiamo bisogno di approfondire la nostra analisi sull’interrelazione di questi temi, al fine di anticipare meglio i conflitti armati e altre violenze e di preparare meglio le nostre risposte.

Il CICR è inoltre sempre più spesso chiamato a rispondere a catastrofi naturali, in particolare quando queste accadono in aree di conflitto, come le inondazioni in Afghanistan e la grave siccità in Somalia.

Il bilancio del CICR è messo a dura prova dalle operazioni che conduce nelle zone di conflitto, di solito a fianco delle Società Nazionali coinvolte e spesso in luoghi dove altre agenzie non possono o non vogliono andare. Rispondere a catastrofi naturali che si verificano in zone di conflitto fa pesare un carico supplementare sul CICR e sulle Società Nazionali locali.

Il significato di una reale partnership diventa evidente in tali situazioni. È questo il motivo per cui noi mettiamo molta enfasi sulle nostre relazioni con le società Nazionali come partner strategici che condividono le nostre ambizioni umanitarie.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/30-international-conference-interview-staehelin-221107

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4 – scarica allegato
“Daily Bulletin” Consiglio dei Delegati – 24 e 26 Novembre 2007

La realizzazione del bollettino è stata curata dalla redazione del “Caffè Dunant” sulla base dei Bollettini del Consiglio dei Delegati 2007 pubblicati sul sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e non ha pertanto alcun carattere ufficiale.
Coordinatore Matteo Cavallo
Traduzioni non ufficiali di Matteo Cavallo e Simon G. Chiossi

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5 - scarica allegato
“Daily Bulletin” XXXma Conferenza Internazionale  – 27 Novembre 2007

La realizzazione del bollettino è stata curata dalla redazione del “Caffè Dunant” sulla base dei Bollettini della XXXma Conferenza Internazionale pubblicati sui siti della Federazione Internazionale e del Comitato Internazionale della Croce Rossa  e non ha pertanto alcun carattere ufficiale.
Coordinatore Matteo Cavallo
Traduzioni non ufficiali di M.Grazia Baccolo e Matteo Cavallo
 
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