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n 330 del 16 novembre 2007 Stampa E-mail
sabato 17 novembre 2007
16 novembre 2007
nr. 330

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - 14 novembre  2007  Comunicato stampa 07/118
Il CICR  partner ufficiale  della Coppa UEFA  EURO 2008.
“ Dei goals per la Croce Rossa “
Traduzione non ufficiale  Mara Tonini


2 - 2 novembre 2007 Approfondimento
Aiutare i disabili  in Afganistan : « Ci sarà lavoro per i prossimi 40 anni »
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3 - 14 novembre 2007 dal sito web “Osservatorio Iraq”
Comitato Internazionale della Croce Rossa: 60.000 detenuti in Iraq
Comunicato da Andrea Ciresa

4 - 13 novembre 2007 Dal sito web La Repubblica
L'agenzia delle Nazioni Unite ha lanciato "Against all odds" il giocatore deve superare le difficoltà che affrontano i profughi
La drammatica vita dei rifugiati in un videogame dell'Acnur
di Valeria Pini
Comunicatoci da Benedetta sul forum www.critrentino.it

5 - 12-11-2007  Bruxelles
Incontro annuale Societa' Nazionali Croce Rossa dell'Unione Europea
Dal sito nazionale Croce Rossa Italiana

6 - 09 Novembre 2007
CITTADINI OSSERVATORI PER I DIRITTI UMANI
Presentata al PE la metodologia "civil society peacekeeping" per il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario
Comunicatoci da Sabrina Bandiera

7 - 5 novembre 2007 - Dal sito web www.alice.it
CROCE ROSSA CRITICA INCOMPETENZA DI ALCUNE ONG
Cita ad esempio il caso della Ong francese "Arche de Zoé”

8 - 6 novembre 2007 - Dal sito web “corriere.com” edizione on line Corriere canadese
«Moratoria sulle bombe a grappolo»
L’appello della Croce Rossa Canadese e della Mines Action Canada

9 - Domenica  25  Novembre  2007
LA  COOPERAZIONE  INTERNAZIONALE E  DIFFUSIONE  DELLA  PACE
Comitato Provinciale CRI - Sala Azzurra   (4° piano) -Via Ramazzini 31  - ROMA
Comunicatoci dal Dr. Manuel Monti

10 - Allegato
“L’uso dell’emblema in pubblicità e nelle raccolte fondi”
di Erwin Kob
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1 - 14 novembre  2007  Comunicato stampa 07/118
Il CICR  partner ufficiale  della Coppa UEFA  EURO 2008.

“ Dei goals per la Croce Rossa “
Traduzione non ufficiale  Mara Tonini

Ginevra/Nyon (CICR)  - L’Unione delle Associazioni Europee di  calcio (UEFA)   ha scelto il Comitato Internazionale della Croce Rossa   (CICR),  come partner ufficiale per il campionato di calcio EURO 2008, che si svolgerà in Austria e in Svizzera. Il Presidente della UEFA, Michel Platini, e il Presidente del CICR,  Jakob Kellenberger, hanno dato  l’annuncio ufficiale dell’accordo a Nyon (Svizzera).

Uno degli aspetti importanti di questo accordo è  una campagna di raccolta fondi  on-line, intitolata “Dei goals per la Croce Rossa”  (Score for the Red Cross).

Gli utenti potranno acquistare  on-line goals per la loro squadra preferita per aiutarla così a vincere il titolo di squadra più generosa  ”EURO 2008”. Inoltre, la UEFA farà dono di 4000 Euro al CICR per ogni goal regolare segnato durante il campionato.

Il  CICR utilizzerà questi fondi per migliorare la vita delle vittime delle mine anti-uomo in Afganistan, fornendo  protesi e servizi di fisioterapia. Oltre a questa assistenza, che deve aiutare le vittime a superare  il loro handicap, il CICR sostiene il loro reinserimento nella propria famiglia e nella comunità, offrendo loro la possibilità di accedere a formazioni professionali e/o di aprire una piccola attività commerciale.

“ Vedo arrivare pazienti  incapaci di camminare e totalmente depressi “ spiega  Alberto Cairo, responsabile  del programma  del CICR per i portatori di handicap della  guerra in Afganistan “Possiamo aiutarli a ritrovare la forza  per ricominciare la loro vita “.

Platini ha dichiarato: “ sono fiducioso che grazie agli  sforzi comuni durante l’EURO 2008 e alla campagna “Dei goals per la Croce Rossa” riusciremo a raggiungere importanti  risultati economici in favore delle  vittime delle mine in Afganistan “.

La UEFA ha dato un notevole sostegno economico al CICR   durante gli ultimi dieci anni, donando più di 8 milioni di franchi svizzeri e dando più di un’occasione per promuovere  temi umanitari.

Nel 2004, la campagna congiunta tra CICR e UEFA  ha permesso di sensibilizzare l’opinione pubblica  sulla necessità di proteggere e di aiutare i bambini coinvolti nelle guerre.

“Il CICR è onorato di fare squadra con la UEFA per l’EURO 2008” ha dichiarato il Presidente Jakob Kellenberger.
Ringraziamo l’Unione  per questo continuo sostegno, che ci ha permesso di aiutare numerose vittime dei conflitti armati nel mondo.”

L’originale francese al link:
http://www.cicr.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/clubs-and-associations-news-141107!OpenDocument

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2 - 2 novembre 2007 Approfondimento
Aiutare i disabili  in Afganistan : « Ci sarà lavoro per i prossimi 40 anni »
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Dopo le decine di anni  di guerra in Afganistan, decine di migliaia di amputati hanno bisogno di cure e di sostegno per arrivare a costruirsi un avvenire. Da quasi 20 anni, Alberto Cairo, gestisce programmi di riabilitazione fisica del CICR in questo paese. A Kabul, è stato intervistato da Claudia McGoldrick, del CICR

Alberto Cairo è l’autore di “Storie da Kabul” pubblicato in italiano (2003) e in francese (novembre 2007) (NdT la versione italiana è disponibile al Museo con in omaggio VHS, vedere http://www.micr.it/Bookshop/Libri/index.htm ).

Si può  ragionevolmente supporre che un uomo che ha scelto di rischiare la sua vita per quasi due decenni in un paese straziato dalla guerra, a migliaia di chilometri da casa sua, sia un missionario o un mercenario. Alberto Cairo non è né uno né l’altro.

Arrivato in Afganistan nel 1989 in occasione della sua prima missione, subito dopo che i sovietici si ritirarono dal paese, il giurista diventato fisioterapista, originario del Piemonte, in Italia, aveva inteso dire da un collega bonario che Kabul era “come Saint Moritz”. Molto presto, egli comprese che era l’altitudine, il solo aspetto in comune.

Attraversando oggi il cancello di ingresso della casa di Alberto Cairo a Kabul, dove vive con i suoi tre gatti, è impossibile non notare i buchi  nel metallo. “ Oh, è una bomba che è caduta qui”, dice quasi allegramente, mostrando con il dito nel vialetto un cratere richiuso . “ E non è stato nulla rispetto alla bomba che è caduta nel giardino e che ha fatto tremare tutta la casa. Ho avuto molta fortuna quel giorno …. Davvero…… ma è passato, è stato tanto tempo fa”

Seduto nel soggiorno – decorato  di fiori e di frutti in plastica dai colori sgargianti, di ornamenti dai colori fiammanti ( « puro chitch », dice ridendo, “ sono regali, io non li nascondo perché  non voglio offendere nessuno”) – Alberto  si ricorda i 18 anni che sono trascorsi.

La guerrra civile

Quando lavorava, all’inizio, all’ospedale per feriti di guerra a Kabul, le sue prime impressioni del paese furono sconcertanti. <Avevo veramente l’impressione di trovarmi in un luogo triste> dice < La vita andava di male in peggio per la maggior parte della gente; essi erano sempre più poveri e sempre più disperati, e un molti fra coloro che potevano partire, partivano>

In tre anni il paese cadeva nella guerra civile. Alberto è stato evacuato per qualche mese nel 1992, poi rientrò per riaprire il centro ortopedico di Kabul, attivo dal 1988. Il centro dispensava allora servizi di riabilitazione fisica, precisamente protesi e fisioterapia, esclusivamente agli amputati, per la maggior parte vittime di mine.

<La situazione è stata estremamente difficile perché la linea del fronte ci seguiva letteralmente da luogo a luogo,  intorno alla città, ci costringeva  a cambiare frequentemente di posto>, si ricorda il fisioterapista. < Non ci restava che restare barricati nel centro, senza poter uscire.>
 
Discriminazione positiva

Comunque, sotto la sua direzione, il programma di riabilitazione fisica del CICR si è sviluppato costantemente, allargandosi fino a cinque altre principali città dell’Afganistan. Oggi il centro di Kabul è di gran lunga la più grande struttura di questo genere che il CICR abbia creato nel mondo. Impiega 250 collaboratori locali – tutti disabili – e ha curato 40.000 pazienti dal 1988, di cui i tre quarti sono amputati. Il centro produce migliaia di protesi e strumenti per camminare (stampelle, deambulatori, carrozzelle, ecc.ecc.) ogni anno.

< Dagli inizi, abbiamo applicato una politica di discriminazione positiva, impiegando nel centro solo persone disabili> dice Alberto Cairo < Per me, questa decisione è stata perfettamente logica e vantaggiosa per tutti. Disporre di personale che conoscesse, per esperienza personale, i problemi ed i bisogni delle persone disabili è una sorgente di motivazione e di speranza per tutti gli interessati, compreso me>

La necessità di aprire il centro a persone che abbiano qualsiasi tipo di disabilità fisica è diventato presto evidente. < quando  vi trovate in una situazione nella quale 50 persone disabili fanno la coda davanti alla porta del centro, e solo una  ventina fra loro sono amputati, è imbarazzante rifiutare l’ingresso agli altri, tanto più che noi sappiamo che possiamo fare qualcosa per aiutarli>, spiega Alberto < la maggioranza dei nostri pazienti  che vengono oggi al centro sono vittime di incidenti stradali, vittime della poliomielite, persone con difformità congenite e persone  paraplegiche…. In effetti, solo un paziente su cinque circa oggi è un ferito di guerra>
< Siamo velocemente arrivati al punto in cui al centro, non possiamo dare lavoro in maniera adeguata, per tutte le persone disabili che ne hanno bisogno> dice < abbiamo iniziato quindi programmi di formazione professionale e di micro-credito>
 
Scuola a domicilio

<All’inizio si è dovuto usare molta persuasione per convincere la gente che avrebbe funzionato, ma io ero assolutamente determinato, dice con l’aria pensosa. Abbiamo iniziato a metà degli anno 90 con, la categoria che può essere considerata la più vulnerabile – i paraplegici –, la loro situazione era assolutamente catastrofica, per se stessi e per le loro famiglie.>

Un nuovo programma è stato messo in opera per aiutare i paraplegici e le loro famiglie a domicilio. Nello stesso tempo, gli insegnanti andavano nelle case dove, a causa della loro disabilità, i bambini non potevano recarsi a scuola. Nel 1997, dei micro-crediti sono stati accordati a qualche paraplegico che voleva iniziare un piccolo commercio.

<Uno dei problemi è che le  persone disabili sono spesso trattate come vittime in questa società, si solidarizza con loro comunicando compassione senza riconoscere loro dei diritti. In definitiva, restano a casa loro, senza fare alcuna attività, restando disoccupati> dice Alberto con un sospiro.

Precisa poi : <Abbiamo fatto progressi pur molto lentamente, ottenendo talvolta magri risultati, ma  finalmente il programma di micro-credito ha attecchito e si è esteso a tutti i pazienti disabili. Oggi, abbiamo dato almeno 4000 micro-crediti ad ogni tipo di piccola impresa, dalla sartoria  alla falegnameria, alla vendita del legno da riscaldamento e dei legumi>
 
Una giornata di lavoro tipica di Alberto Cairo comprende circa tre ore passate con i pazienti, < qualche volta anche solo a ridere e scherzare>, ma la maggior parte del suo tempo, dice, lo consacra a questioni di gestione e pratiche amministrative. Non è raro che egli lavori 14 ore al giorno. <Mi capita di essere stressato, e anche abbastanza frustrato qualche volta, soprattutto quando non posso ottenere risultati così velocemente come vorrei> aggiunge.
 
Le mine terrestri

<Il mio lavoro mi da grande soddisfazione, veramente>, dice serio < Vedo i pazienti arrivare qui tremendamente depressi, incapaci di camminare, e noi possiamo aiutarli a tirare fuori la forza che hanno dentro per ricominciare a vivere. Questo fa sì che io continui a restare motivato>

Nello stesso tempo, Alberto è sicuro che il suo lavoro non si concluderà mai. < Sono stati fatti dei progressi per rimediare alla situazione delle mine terrestri in Afganistan, e sono stati raggiunti importanti obiettivi con il Trattato di Ottawa> dice < Ma anche se nel futuro non accadranno più incidenti causati dalle mine, noi avremo lavoro, comunque per i prossimi 40 anni. Con circa 40.000 amputati nel paese, che hanno bisogno in media di una gamba nuova ogni 3 anni, il lavoro è notevole. Senza parlare degli ostacoli sociali e fisici che i disabili devono permanentemente affrontare.

<Io credo che passerò il resto della mia vita in Afganistan> aggiunge <Amo questo paese tanto quanto il mio lavoro. Aiutare in questo luogo, le persone  più povere e disabili  e, credetemi, sono molto numerose, è la mia missione >

C’è qualcosa che le manca in rapporto alla vita che faceva Italia? < Oh….. il cinema e le librerie mi mancano…. Adoro Harry Potter, per esempio, ma oggi internet rende tutto possibile> dice ridendo < ritorno in Europa almeno tre volte all’anno per vedere i miei parenti. Questo mi permette di riflettere sulla vita con un po’ di distacco….. un po’ da lontano>

Foto (per vedere le foto ciccare il link sottostante)

©CICR/ M. Kokic/af-e-00777
Alberto Cairo, coordinatore dei programmi di riabilitazione fisica del CICR in Afganistan

©CICR/ M. Kokic / af-e-00775
Rohafza, fisioterapeuta responsabile del centro di riabilitazione fisica del CICR a Kabul, che lavora con una giovane vittima da ustioni.

©CICR/ M. Kokic / af-e-00776
Paziente al centro di riabilitazione fisica gestito dal CICR a Kabul. E’ uno dei 6 centri attivi in Afganistan, che hanno registrato in totale 80.000 pazienti

L’originale in lingua francese è al link http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/afghanistan-feature-021107?opendocument

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3 - 14 novembre 2007 Dal sito “Osservatorio Iraq”,
Comitato Internazionale della Croce Rossa: 60.000 detenuti in Iraq
Comunicato da Andrea Ciresa

Il numero dei detenuti in Iraq è arrivato a circa 60.000. Sono le cifre fornite ieri dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), che ha precisato di avervi accesso solo in parte.

“Oggi, secondo le stime ci sono circa 60.000 persone private della libertà e detenute dalle autorità irachene o dalla coalizione a guida Usa in vari posti in tutto l’Iraq", ha detto, parlando da Amman, Karl Matti, capo della delegazione Iraq dell’ICRC, che ha sede in Giordania.

"L’ICRC ha accesso a parte di loro", ha aggiunto il funzionario, specificando che alla sua organizzazione è consentito entrare anche in "luoghi di detenzione permanenti" gestiti dalle forze della coalizione.

Nel corso di una conferenza stampa nella capitale giordana, Matti ha sottolineato che"L’ICRC spera vivamente di firmare presto un accordo con il governo iracheno che conceda l’accesso generale a tutti i luoghi di detenzione”. I negoziati sono in corso, ha aggiunto.

Il funzionario, che ha concluso i suoi due anni e mezzo di servizio come capo missione, ha detto che una delegazione dell’ICRC ha incontrato la settimana scorsa il Primo Ministro iracheno Nuri al-Maliki e il Ministro degli Esteri Hoshyar Zebari, che hanno "promesso di aiutare" l’agenzia umanitaria.

A maggio, l’ICRC, che ha sede a Ginevra, e ha fra i suoi mandati quello di visitare regolarmente i detenuti per assicurarsi che vangano trattati secondo il rispetto delle convenzioni internazionali, aveva annunciato un aumento massiccio delle sue operazioni umanitarie in Iraq, sottolineando che il numero dei detenuti in custodia delle Forze della coalizione guidata dagli Usa era aumentato del 40% in un anno, raggiungendo i 17.000.

I suoi funzionari riescono a verificare periodicamente le condizioni di quelli che si trovano in quattro strutture gestite dalle Forze multinazionali a Baghdad e nel sud dell’Iraq.

Ciò nonostante, Matti ieri ha voluto precisare che “l’Iraq rimarrà un contesto difficile per l’ICRC".

[O.S.]

Fonte: Agence France Presse

Originale al link http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=5238

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4 - Dal sito web La Repubblica
Comunicatoci da Benedetta sul forum www.critrentino.it

L'agenzia delle Nazioni Unite ha lanciato "Against all odds" il giocatore deve superare le difficoltà che affrontano i profughi. La drammatica vita dei rifugiati
in un videogame dell'Acnur
di Valeria Pini

Lasciare la propria casa, il proprio paese. Fuggire perché una guerra civile non lascia scelta. Bisogna andare via, abbandonare amici e famiglia, per mettersi in salvo, per evitare soprusi e violenze. L'Alto Commissariato per le Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur) ha appena lanciato un videogioco che descrive le difficoltà dei rifugiati politici nel loro lungo cammino verso una nuova vita. Il videogame si chiama "Against all odds" (tradotto letteralmente "malgrado tutto, nonostante le circostanze avverse"). Per giocare, calandosi nei panni di un richiedente asilo politico, basta connettersi al sito: http://www.playagainstallodds.com/. E come è facile immaginare lo scopo dell'agenzia Onu è sensibilizzare l'opinione pubblica, e in particolare i giovani, al dramma dei rifugiati.

Un obiettivo chiaro fin dalle parole che compaiono all'inizio del gioco: "Gente che vedi ogni giorno, ma che in realtà non vedi veramente. E se fossi tu al posto loro?". Il percorso è diviso in tre schemi: "Guerra e conflitto", "Frontiera" e "Una nuova vita". I partecipanti affrontano interrogatori, tremano sentendo i passi delle guardie che si avvicinano, hanno pochi minuti per decidere a chi affidarsi per passare la frontiera e trovare un rifugio sicuro. Insomma, vivono nel gioco le paure, le emozioni e le speranze dei profughi.

All'inizio un gruppo di militari prende il potere nel paese e il giocatore è costretto a scappare. E' solo il primo dei tanti ostacoli da superare durante la partita. Bisogna essere veloci e portare via dalla propria abitazione solo poche cose. Nelle varie fasi è possibile scegliere fra diverse identità. Una volta raggiunto il paese di destinazione, è il momento di affrontare le difficoltà burocratiche per ottenere il riconoscimento di status di rifugiato politico, ma anche problemi come intolleranza e discriminazioni nel paese d'arrivo.


"Against all odds" è disponibile in cinque lingue: inglese, tedesco, norvegese, greco e svedese. Sul sito è consultabile anche una sezione dedicata agli insegnanti, che possono scaricare lezioni, progetti educativi e altre risorse pedagogiche. Infine all'interno del sito ci sono una serie di schede con informazioni maggiori sulle condizioni dei rifugiati politici nel mondo.

(13 novembre 2007)

http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/scienza_e_tecnologia/videogiochi/against-odds/against-odds.html

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5 - Dal sito www.cri.it
Incontro annuale Societa' Nazionali Croce Rossa dell'Unione Europea

Bruxelles 12-11-2007

Si è tenuto l'8 e il 9 novembre a Bruxelles l’incontro annuale delle Società Nazionali di Croce Rossa dell’Unione Europea, incontro al quale hanno partecipato anche la Federazione Internazionale della Croce Rossa e il Comitato Internazionale della Croce Rossa. Le Società Nazionali presenti hanno varato gli obiettivi strategici e il bilancio 2008 dell’Ufficio di Collegamento Croce Rossa/Unione Europea, hanno approvato i comuni impegni (i cosiddetti pledges) che saranno presentati alla prossima Conferenza Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (Ginevra, 26-30  novembre 2007) e hanno discusso la strategia per formare le Società Nazionali dei Paesi che hanno recentemente aderito all’UE per sviluppare le loro capacità di redazione progetti da far finanziare dalla Commissione Europea. La Croce Rossa Italiana è stata rappresentata dal Coordinatore del Servizio Relazioni Internazionali, Marcello Guerra.

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6 - 9 Novembre 2007
CITTADINI OSSERVATORI PER I DIRITTI UMANI
Presentata al PE la metodologia "civil society peacekeeping" per il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario
Comunicatoci da Sabrina Bandiera

Su iniziativa della ONG internazionale "Nonviolent Peaceforce", il 6 novembre il Parlamento europeo ha promosso una conferenza sul tema del "Civil Society Peacekeeping", una metodologia di intervento in situazioni di conflitto che, attraverso la presenza di cittadini ed osservatori stranieri, consente di proteggere la popolazione civile, con l'obiettivo di assicurare il pieno rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.

Si moltiplicano gli scenari di guerra in un sistema delle relazioni internazionali estremamente anarchico e frammentato ed in assenza di un'autorità sovranazionale in grado di dirimere le situazioni di conflitto; questi stessi conflitti sempre più spesso sono vere e proprie guerre civili che rendono ancora più complessa l'azione della comunità internazionale, costretta a dialogare con entità para-statali o con Stati che si nascondono dietro il principio intangibile della sovranità interna.

Spesso le uniche testimoni delle atrocità commesse sono proprio le ONG che, operando sul territorio senza i vincoli che spesso bloccano il sistema della diplomazia tradizionale, sono in grado di testimoniare e porre all'attenzione dell'opinione pubblica globale questioni che altrimenti rimarrebbero relegate ad un dibattito interno, in spregio all'obbligo del rispetto universale dei diritti umani.

L'azione di "Nonviolent Peaceforce" garantisce la presenza di testimoni nelle zone di conflitto, dall'Asia all'Africa sub-sahariana al Medio Oriente. Si tratta di un lavoro difficile e pericoloso che tuttavia consente un'effettiva forma di protezione non armata e non militare come già proposto in India dallo stesso Gandhi.

Resta da definire quale possa essere il ruolo dell'Unione Europea in questo sistema di protezione. Certamente è importante che essa agisca come attore politico internazionale, facendo pressione in primo luogo sui regimi che violano i diritti e le libertà fondamentali, ma è anche auspicabile pensare ad un coinvolgimento più attivo.

Se la formazione di un corpo di volontari europei è un obiettivo ancora oggi utopico, rimane tuttavia percorribile la possibilità di allocare fondi attraverso lo "Strumento Europeo di Stabilità", soprattutto nel delicato campo della formazione dei volontari.

Giulio Blasi

f.c

da: http://www.delegazionepse.it

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7 - Dal sito web www.alice.it
CROCE ROSSA CRITICA INCOMPETENZA DI ALCUNE ONG
Comunicato da Andrea Ciresa

Cita ad esempio il caso della Ong francese "Arche de Zoé”

Ginevra, 5 nov. (Apcom) - L'incompetenza di alcune organizzazioni e le lacune nella legislazione dei Paesi di destinazione mettono in pericolo le operazioni umanitarie. E' quanto ha denunciato in un rapporto la Croce rossa internazionale sottolineando che il caso della Ong francese "Arche de Zoé" e del suo tentativo di trasferire 103 bambini del Ciad in Francia è un esempio di queste carenze.

"Abbiamo l'impressione che è un caso tipico in cui la mancanza di preparazione e l'omissione della registrazione possono provocare seri problemi alle operazioni" umanitarie, ha commentato l'assistente del segretario generale della Croce rossa Ibrahim Osman, davanti alla stampa. Secondo uno degli autori del rapporto, David Fisher, "alcune Ong non rispettano gli standard di qualità internazionali riconosciuti".

La Croce rossa ha chiesto di adottare delle linee guida per aiutare i governi a prepararsi alle situazioni in cui devono fare appello agli aiuti internazionali in caso di catrastrofe.

http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2007/11_novembre/05/croce_rossa_critica_incompetenza_di_alcune_ong,13412317.html?pmk=nothpest

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8 - Dal sito web “corriere.com” edizione on line Corriere canadese
«Moratoria sulle bombe a grappolo»
L’appello della Croce Rossa Canadese e della Mines Action Canada
Comunicato da Andrea Ciresa

Articolo pubblicato il: 2007-11-06

OTTAWA - Una moratoria internazionale sulle bombe a grappolo. È quanto richiesto ieri dalla Croce Rossa Canadese e da Mines Action Canada, due associazioni che da tempo si battono per rendere illegali tutte le armi che colpiscono in modo indiscriminato i civili. «Ogni giorno - hanno denunciato le due organizzazioni umanitarie - bambini innocenti muoiono a causa dell’esplosione di questi ordigni. Chiediamo quindi che tutti gli organismi internazionali si muovano per mettere al bando le bombe a grappolo».
Secondo le due associazioni, sono i bambini le vittime più numerose delle cluster bomb. Questo tipo di bombe infatti vengono fabbricate in giallo con dei piccoli paracaduti attaccati: a prima vista sembrano dei giocattoli. L’effetto di questo ordigno, una volta esploso, è davvero devastante.
«Ottawa - hanno aggiunto le due organizzazioni umanitarie - dovrebbe assumere un ruolo guida nella lotta internazionale contro la proliferazione di questi terribili ordigni, come fece nel 1997 quando alla Convenzione di Ottawa venne firmato il Mine Ban Treaty».
Sono gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e Israele i Paesi che negli ultimi anni hanno utilizzato maggiormente le bombe a grappolo.

http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=68038

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9 - Domenica  25  Novembre  2007
LA  COOPERAZIONE  INTERNAZIONALE E  DIFFUSIONE  DELLA  PACE

Comitato Provinciale CRI
Sala Azzurra   (4° piano)
Via Ramazzini 31  ROMA

Comunicato da Manuel Monti

Programma della giornata orario: 8:30 – 13:00:

8:30             Registrazione dei partecipanti
9:00    Presentazione del gruppo intercomponente di Cooperazione Internazionale  e Diffusione della Pace
9:30    Organizzazione delle attività del SAI - Servizio Attività Internazionali
10:30   Il Progetto" Giocando alla Pace Prevenendo la Guerra"
11:30   Coffee break.
11:45   Approfondimento dei concetti di peace-keeping, peace-making e peace-building
12:45   Questionario e saluto finale.

 
Per motivi organizzativi sei gentilmente invitato a comunicare la tua partecipazione
entro il 22 novembre  via email  a  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

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10 - Allegato
“L’uso dell’emblema in pubblicità e nelle raccolte fondi”
di Erwin Kob

Gli emblemi della croce rossa, della mezzaluna rossa e del cristallo rosso sono simboli,
internazionalmente riconosciuti, di protezione durante i conflitti armati. Hanno un uso
secondario come segni distintivi del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della
Mezzaluna Rossa. Entrambi gli usi sono tutelati dalle Convenzioni di Ginevra e, in genere,
dalle leggi nazionali.
Le Società Nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa hanno un ruolo speciale
nel cooperare con i rispettivi governi per proteggere questi emblemi, al fine di non far perdere
loro il valore speciale che hanno.
Le stesse Società Nazionali, come pure il Comitato Internazionale della Croce Rossa
(C.I.C.R.) e la Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna
Rossa, hanno anche una particolare responsabilità nell’usare correttamente l’emblema, in
conformità al Regolamento Internazionale approvato dal Movimento e dagli Stati parte delle Convenzioni di Ginevra.

Un uso solenne e coerente degli emblemi da parte del Movimento aiuterà a preservare il potere protettivo degli emblemi e, quindi, ad aiutare a salvare vite.

Una loro presentazione uniforme e corretta trova inoltre una valida ragione negli intenti pubblicitari e di raccolta fondi.
Quelle che seguono sono dimostrazioni, basate sul Regolamento Internazionale, sull’uso dell’emblema in pubblicità e nelle raccolte fondi.

Il seguito nell’allegato

A completamento delle note allegate redatte da Erwin Kob, segnaliamo che al link
http://www.cri.it/cms/docs/riconoscimenti_distintivi/20070321102523_93000-RC-RC-RC-emblems-it.pdf
 
del sito Croce Rossa Italiana Nazionale è pubblicato “Gli emblemi di croce rossa, mezzaluna rossa, cristallo rosso. Guida ai simboli”  utilissimo manuale, in lingua italiana,  sugli emblemi: quali devono essere le misure, il colore esatto ed il loro utilizzo, edito dalla Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Febbraio 2007.  Consigliamo che questo manuale, molto completo venga tenuto in ogni Unità CRI e consultato ogni volta si debbano utilzzare emblemi.

 
 
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