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n° 328 del 2 novembre 2007 Stampa E-mail
lunedì 12 novembre 2007
2 novembre 2007
nr. 328

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - 1 novembre 2007
Il CICR si appresta a riprendere le visite ai detenuti in Myanmar
Comunicato ufficiale di Pierre Krähenbühl, Direttore delle operazioni del CICR
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

2 - 1 novembre 2007   Comunicato Stampa congiunto  nr. 07/109   
Chad : azione congiunta del CICR, dell’ACNUR e dell’UNICEF in favore di 103 bambini di Abéché
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3 - 19 settembre 2007 – IFRC (sezione Youth)
Atlantis III – un'occasione per promuovere lo sviluppo della giovane umanità di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
di Flavio Ronzi, Delegato alla gioventù, Centro per la Cooperazione nel Mediterraneo
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

4- allegato
Premio Letterario Premio Internazionale in lingua Italiana - Città di Pineto
UNA FAVOLA PER LA PACE - “UNA FAVOLA GIOVANE”
Comunicato da Danilo Raveggi @@@@@@@@@@@@@@@@@@

1 - 1 novembre 2007
Il CICR si appresta a riprendere le visite ai detenuti in Myanmar
Comunicato ufficiale di Pierre Krähenbühl, Direttore delle operazioni del CICR
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

Sebbene il governo abbia annunciato il rilascio di centinaia di detenuti nelle scorse settimane, non si conosce con certezza il destino di coloro che si trovano ancora incarcerati per motivi connessi con gli eventi recenti, né è chiaro dove si trovino. La situazione è fonte di grande angoscia per molte famiglie, delle quali decine di esse si sono rivolte al CICR. Nelle ultime settimane, il CICR si è concentrato su come aiutare queste famiglie a ristabilire i contatti con i propri cari.

Il CICR ritiene che le visite ai luoghi di detenzione condotte con regolarità dai propri delegati potrebbero essere d'aiuto nel rispondere alle preoccupazioni delle famiglie, nonché utili per ristabilire i contatti tra le famiglie e le persone ancora in custodia. Un ulteriore obiettivo delle visite consiste nell'assicurarsi, attraverso un dialogo costruttivo e confidenziale tra il CICR e le autorità, che sia rispettato il benessere psicologico e fisico dei detenuti, come richiesto dal diritto nazionale ed internazionale.

Affinché questo obiettivo umanitario sia pienamente raggiunto, il CICR è solito condurre le visite seguendo modalità e pratiche operative standard, tra cui la necessità per il CICR di parlare in privato con i detenuti e di avere la possibilità di ripetere le visite, per essere in grado di controllare il rispetto delle raccomandazioni impartite. Il CICR richiede inoltre che le autorità siano pronte a stabilire un dialogo bilaterale sulle proprie valutazioni e raccomandazioni, sottoposte alle autorità in maniera confidenziale, con l'obiettivo di poter adottare misure correttive, se necessario.

Dal 1999 al 2005, il CICR ha regolarmente visitato tutte le prigioni e i campi di lavoro posti sotto il controllo e la responsabilità del Ministero degli Affari Interni, in tutti gli Stati e Divisioni del paese, conducendo tali visite nel pieno rispetto degli standard e della prassi descritti in precedenza. Questo monitoraggio continuo delle condizioni di detenzione e del trattamento, che ha comportato visite di controllo successive per valutare i casi di centinaia di detenuti particolarmente vulnerabili, insieme ad un dialogo continuo tra il CICR e il governo del Myanmar ha portato ad un miglioramento notevole delle condizioni di detenzione.

Il CICR rimane preoccupato per la situazione umanitaria nel paese, soprattutto per le condizioni dei detenuti e dei civili che vivono nelle aree colpite dal conflitto, così come già comunicato pubblicamente dall'organizzazione il 29 giugno scorso[1]. Il CICR continua gli sforzi per intavolare un dibattito con il governo, nell'ottica di rispondere ai bisogni umanitari nel paese. Il CICR è pronto a riprendere tutte le sue attività con un breve preavviso, a patto che siano fornite le necessarie garanzie per poter operare in qualità di organizzazione umanitaria neutrale ed indipendente.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa: http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/myanmar-statement-011107

[1]            http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/myanmar-news-290607?opendocument


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2 - 01.11.2007   Comunicato Stampa congiunto  nr. 07/109   
Chad : azione congiunta del CICR, dell’ACNUR e dell’UNICEF in favore di 103 bambini di Abéché
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Abéché – 1.11.2007 – Dal 25 ottobre e dagli avvenimenti che hanno condotto all’arresto dei membri dell’organizzazione “Children Rescue – Arche de Zoé”, le squadre e i partner del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) e l’UNICEF cercano di rispondere ai bisogni dei 103 bambini attualmente ospiti dell’orfanotrofio di Abéché

A seguito delle circostanze relative al loro arrivo a Abéché, si è resa necessaria un’azione rapida per far fronte alla situazione dei bambini, per assicurare loro adeguate condizioni di alloggio e della loro presa in carico. E’ in questo spirito, visto l’età dei bambini, che il CICR, l’ACNUR e l’UNICEF con il sostegno dei loro partner (come la Croce Rossa del Chad) hanno, in un primo tempo, proposto alle autorità del Chad l’assistenza sanitaria e alimentare, effetti letterecci, abbigliamento, articoli di igiene, come pure attività nei settori della sanità e della profilassi.

Ponendo l’interesse superiore dei bambini al centro della loro azione, queste organizzazioni incaricate di una pre-registrazione, hanno dedicato i giorni immediatamente seguenti all’accoglienza, all’ascolto dei bambini per raccogliere un maggior numero di  elementi che permettano di ricostruire i percorsi, e permettere loro, per quanto potrà essere fatto, di riprendere una vita da bambini il più normale possibile.

Gli incontri, svolti per diversi giorni con 21 bambine  e 82 bambini  di età da 1 a 10 anni, fra i quali qualcuno non è in grado di fornire gli elementi informativi di base a causa della loro giovanissima età, suggeriscono che 85 fra loro provenienti dai villaggi della regione sul confine fra il Chad e il Sudan, situate nelle zone di Adré e Tiné.
 
Nel corso delle conversazioni che i delegati umanitari hanno avuto con loro, 91 dei bambini si sono riferiti all’ambiente familiare costituito da almeno una persona adulta che essi considerano come un parente. Gli incontri proseguono con gli altri  dodici per  raccogliere informazioni che permettano l’avanzamento dello stato di ricerca delle famiglie e/o dei parenti.

Le organizzazioni umanitarie assistono questi bambini e sono molto attente al loro benessere e in particolare al loro stato di salute che non è, al momento, preoccupante. Qualcuno fra loro ha ricevuto delle cure per ferite non gravi.

Le squadre del CICR, dell’ACNUR e dell’UNICEF, i loro partners, così come i rappresentanti delle autorità del Chad proseguono i loro sforzi che sono volti a ricostruire la storia, lo stato e l’identità di questi bambini che sono funzionali ad adattare al meglio la loro azione, in maniera puntuale, caso per caso ed in funzione dei bisogni e della situazione specifica di ciascuno di loro. Questa azione è a sostegno delle autorità e basata sui principi dell’imparzialità e della non-discriminazione.
 
E’ un lavoro graduale e difficile nello stesso tempo a causa del numero dei bambini, la loro giovane età e dell’importanza di ottenere  il più grande numero di informazioni il più velocemente possibile, così come la situazione prevalente nella  regione, tutto ciò preservando il benessere e l’equilibrio dei bambini.

Le informazioni raccolte in occasione della pre-registrazione sono state messe a disposizione delle autorità del Chad sotto la responsabilità delle quali i bambini si trovano. Nei giorni e nelle settimane prossime, il CICR, l’ACNUR e l’UNICEF, con il sostegno dei loro partners, proseguiranno i loro sforzi per contribuire alla ricerca di una soluzione rapida e adeguata che permetta ad ognuno dei 103 bambini di tornare alle sue occupazioni, i suoi giochi infantili e di riprendere la vita  familiare.

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 3 - 19 settembre 2007 – IFRC (sezione Youth)
Atlantis III – un'occasione per promuovere lo sviluppo della giovane umanità di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
di Flavio Ronzi, Delegato alla gioventù, Centro per la Cooperazione nel Mediterraneo
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo
 
Facendo seguito alle decisioni prese ad Atene, quando i delegati giovanili stabilirono che “la Continuità è la nostra chiave”, il Centro per la Cooperazione nel Mediterraneo[2] (Barcellona) ha organizzato in collaborazione con la Mezzaluna Rossa Araba Siriana il campo giovanile “Atlantis III”, che ha visto riunirsi, dal 29 luglio al 5 agosto, 74 giovani volontari provenienti da 16 diverse Società Nazionali. È stata la terza edizione del campo Atlantis, che per la prima volta si è tenuto in Siria.

Gli obiettivi principali del campo comprendevano tra gli altri la possibilità di condividere conoscenze ed informazioni circa le attività giovanili nell'area del Mediterraneo, promuovere azioni concrete e costruttive e la discussione su diverse tematiche, quali i problemi umanitari nella regione, come contrastare le vulnerabilità nelle comunità locali ed un approccio pratico ai Principi Fondamentali. Il campo ha rappresentato anche un'occasione importante per i giovani dell'area mediterranea di fare nuove conoscenze ed imparare a conoscere le culture e le sfide umanitarie nei paesi confinanti.

Il Ministero degli Interni siriano e il Presidente della Mezzaluna Rossa Araba Siriana hanno partecipato alla cerimonia d'apertura. Inoltre il dott. Massimo Barra, Presidente della Croce Rossa Italiana e presidente della Commissione Sviluppo presso la Federazione Internazionale ha visitato il campo ed incontrato i partecipanti a gruppi di venti per condividere idee e rispondere alle domande relative alla gioventù, allo sviluppo ed al problema delle tossicodipendenze.

I partecipanti avevano l'opportunità di prendere parte ad uno dei cinque differenti gruppi di lavoro organizzati nel corso della settimana del campo. Ogni gruppo di lavoro è stato progettato con l'obiettivo di essere il più interessante possibile, grazie ad un approccio concreto che prevedeva una combinazione di esercizi pratici, approccio teorico e attività ludiche.

Leadership e management

È evidente che non ci può essere sviluppo senza una forte leadership. Sebbene la politica giovanile della Federazione Internazionale inviti tutte le Società Nazionali a coinvolgere i giovani nei processi decisionali, non tutte le società si sono uniformate a questa raccomandazione. Questo gruppo di lavoro si è dato come obiettivo quello di fornire ai giovani maggiori competenze nella gestione delle strutture e delle attività proprie della componente giovanile.

Dipendenze

Il gruppo di lavoro sulle dipendenze è nato da un'iniziativa del Rome Consensus 2007[3] volto alla promozione della salute e del benessere tra la popolazione giovanile attraverso strumenti educativi, sostegno psicologico e supporto su temi fondamentali connessi con il problema della dipendenza, in particolare la discriminazione e la stigmatizzazione di chi fa uso di sostanze stupefacenti in tutto il mondo. Il risultato di questo gruppo di lavoro mirava a far sì che i partecipanti avessero un'idea precisa su cosa fare per ridurre la vulnerabilità delle persone e delle comunità colpite dai problemi legati all'uso di sostanze stupefacenti e alle dipendenze, cercando di incrementare le loro capacità di affrontare queste problematiche.

Migranti

Nell'area del Mediterraneo il fenomeno della migrazione è aumentato considerevolmente negli ultimi anni; oggi si richiede alle Società Nazionali della regione di prestare sempre più attenzione e aumentare gli sforzi per affrontare questa problematica. L'obiettivo del gruppo di lavoro è stato quello di fornire ai partecipanti la possibilità di migliorare la loro comprensione del fenomeno della migrazione globale e il suo sviluppo futuro, analizzando i contesti migratori ad un livello nazionale e identificando, comprendendo ed esplorando il concetto di diversità. I partecipanti inoltre hanno dibattuto dell'aumento dei fenomeni di xenofobia e sulle strategie per contrastarli.

Sicurezza stradale

Questo gruppo di lavoro è stato organizzato con uno specifico obiettivo: migliorare la consapevolezza e la comprensione delle corrette tecniche di prevenzione per ridurre in maniera tangibile il numero di incidenti sulle strade e per migliorare il livello di primo soccorso per limitare il numero di morti e le conseguenze tragiche degli incidenti stradali.

Gestione dei disastri

Il gruppo di lavoro ha cercato di fornire una visione generale delle tecniche di gestione dei disastri. Utilizzando le linee guide aggiornate della Federazione Internazionale, le sessioni di lavoro hanno fornito ai partecipanti un riassunto dei principi fondamentali che regolano la preparazione e la risposta ai disastri. Si è svolta inoltre una sessione riguardante i servizi principali da offrire alle vittime in caso di disastro, quali l'allestimento dei rifugi, l'assistenza sanitaria, l'approvvigionamento idrico e impianti igienici e gli standard di assistenza umanitaria secondo i criteri del progetto Sphere[4], oltre ad altri temi quali l'allestimento dei campi, le modalità di valutazione e la comunicazione in caso di disastro.

Siamo certi che grazie a questo campo la componente giovanile abbia guadagnato un'occasione per essere sempre più preparata, per divenire strumento di contatto tra differenti culture e tradizioni e per creare un dialogo profondo tra paesi della regione mediterranea ed oltre. Questa sorta di “ponte” rappresentato dalla componente giovanile costituisce una tappa dello sviluppo progressivo dell'azione umanitaria nella regione del Mediterraneo da parte delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Tratto dal sito internet della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (sezione Youth):
http://www.ifrc.org/youth/activities/news/0709Syria/index.asp

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4- allegato
Premio Letterario Premio Internazionale in lingua Italiana - Città di Pineto
UNA FAVOLA PER LA PACE - “UNA FAVOLA GIOVANE”
Comunicato da Danilo Raveggi

In occasione della quarta Edizione del Premio Letterario Internazionale in lingua Italiana Città di Pineto ”Una favola per la pace” l’Ufficio Italiano di International Peace Bureau promuove il consueto Premio riservato a studenti italiani e stranieri del primo e del secondo ciclo di studi.

I concorrenti dovranno presentare una favola inedita in lingua italiana che esalti il tema della Pace della lunghezza massima di 10.000 battute (cinque cartelle editoriali) in tre copie dattiloscritte e in una ulteriore copia su floppy-disk nei più comuni programmi di scrittura.

Una copia dovrà riportare in calce: nome, indirizzo, numero di telefono, indicazione della Scuola frequentata, dichiarazione che l’opera è frutto del proprio ingegno, liberatoria a norma di legge per il trattamento dei dati personali, firma: per i minori di anni 18 sarà necessaria una dichiarazione di responsabilità da parte di un genitore o di un insegnante.

I concorrenti, per il fatto stesso di partecipare al Premio, cedono gratuitamente all’organizzazione del Premio stesso tutti i diritti di pubblicazione e rappresentazione. Tali diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli autori.

Gli elaborati dovranno essere inviati entro e non oltre il 28 febbraio 2008 a:

“UNA FAVOLA PER LA PACE”/ Premio “Una favola giovane”
c/o Comune di Pineto – Ufficio Cultura
V. Milano, 1 64025 Pineto (TE) ITALY

La partecipazione al Premio “Una favola giovane” comporta la tacita accettazione delle regole contenute nel bando allegato e la possibile divulgazione di nomi, cognomi e di quanto inviato per il concorso su qualsiasi pubblicazione.

 Altre norme sul bando allegato




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[2]         www.mediterraneumrc.org

 

[3]    NdT: Il “Rome Consensus” è un’iniziativa congiunta della Croce Rossa Italiana e del Senlis Council e riunisce attualmente oltre 50 Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa di tutto il mondo, accomunate dalla volontà di consolidare un approccio umanitario e libero dal pregiudizio nei confronti dei tossicodipendenze.

[4]    NdT: Il progetto Sphere è stato lanciato nel 1997 da un gruppo di ONG umanitarie e dal Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Sphere si basa su due presupposti fondamentali: in primo luogo, che deve essere fatto tutto il possibile per alleviare le sofferenze umane in caso di calamità o conflitto; in secondo luogo, che le persone colpite

da un disastro hanno il diritto alla vita e alla dignità e di conseguenza il diritto all'assistenza. Sphere consta di tre parti: un manuale, un ampio processo di collaborazione e l'espressione di un impegno per la qualità e la responsabilità. Per maggiori informazioni sul progetto Sphere consultare il sito www.sphereproject.org
 
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