Home arrow Ricerca per Mese

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission

n° 214 del 20 Agosto 2004 Stampa E-mail
giovedì 19 agosto 2004
20 agosto 2004
nr. 214
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr 1.123 indirizzi e-mail


----------------------------------------------------------------------------------

1-
Nota di M.Grazia Baccolo

 

2-COMITATO PROVINCIALE CROCE ROSSA ITALIANA di BRESCIA
Domenica 22 Agosto celebra il 140° della Prima Convenzione de Ginevra
Comunicatoci da Carolina David

 

3-RIVISTA INTERNAZIONALE DI CROCE ROSSA, 2004, nr. 854
Indice
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

 

4-Editoriale della Rivista Internazionale di Croce Rossa, nr. 854, pp. 311-312, del 30-06-2004.
Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi e M.Grazia Baccolo

 

5- allegato
“La genesi della protezione giuridica dei beni culturali in caso di conflitto armato”
di Françios Bugnion – Pagg. 313-323 Revue nr. 854 (giugno 2004)
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo, Sabrina Bandera, Simon G. Chiossi

 


 

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

 

1-Nota:

 

Questo numero è dedicato alla Revue Internationale Croix Rouge nr. 854 (giugno 2004) che contiene articoli sulla Convenzione dell’Aia del 1954 sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato. E’ nostra abitudine tradurre sempre l’indice e l’editoriale della Revue, ma questa volta abbiamo deciso di fare di più per diverse ragioni. La prima è che l’argomento della protezione dei beni culturali è poco conosciuto e in ogni modo poco trattato e diffuso. La seconda che ricorre quest’anno un anniversario importante, il cinquantesimo di questa Convenzione adottata il 14 maggio 1954. La terza è che, tale argomento, è il titolo del VI Convegno Nazionale degli Istruttori D.I.U. che si terrà ad Assisi il 15,16,17 Ottobre 2004. Come si può leggere dall’indice, tutta la Revue è molto interessante, abbiamo iniziato dall’articolo che compare per primo “La genesi della protezione giuridica dei beni culturali in caso di conflitto armato “ di François Bugnion, vedremo cosa riusciremo a fare in seguito.

Ci fa inoltre piacere comunicare della celebrazione di un altro anniversario, quello del centoquarantesimo della Prima Convenzione di Ginevra il 22 Agosto 1864-2004, che la Croce Rossa di Brescia organizza in tutta la provincia, nelle sedi dei diversi Comitati e delle Delegazioni.

 

Buona lettura a tutti.

 

M.Grazia Baccolo

 

 

 

2-COMITATO PROVINCIALE CROCE ROSSA ITALIANA di BRESCIA
Domenica 22 Agosto celebra il 140° della Prima Convenzione de Ginevra
Il 22 agosto ricorre il 140° anniversario della I^ “Convenzione di Ginevra per migliorare la sorte dei militari feriti negli eserciti in campagna”.

La Convenzione dettava norme atte- per quanto possibile- a rendere meno crudele la guerra riconoscendo la dignità della persona umana e la neutralità del ferito di guerra.

Il documento costituì un passo decisivo nella storia del Diritto Internazionale Umanitario, cioè di quel ramo del diritto internazionale che ha come scopo quello di mitigare la ferocia della guerra, rendendo più umana la condizione dell’uomo coinvolto nelle ostilità.

Con esso veniva garantita la neutralità di ambulanze, ospedali, personale medico e relative attrezzature, così come degli abitanti del luogo che si prendevano cura dei feriti e dei soldati nemici feriti. Chi li catturava doveva curare loro le ferite o dare disposizioni affinché fosse fatto, stabilendo l’obbligo per gli eserciti di cercare e raccogliere i feriti. La croce rossa su campo bianco diventava un simbolo internazionale di protezione e assistenza neutrale in tempo di guerra.

Per ricordare l’evento, che costituisce una pietra miliare nella storia dell’umanità, i volontari della Croce Rossa- promotrice e garante del rispetto del Diritto Internazionale Umanitario- saranno presenti in diverse piazze della provincia con una mostra sul tema e materiale divulgativo a disposizione di quanti vorranno conoscere meglio l’argomento.

L’appuntamento è fissato per il 22 agosto a Brescia in Piazza Paolo VI e nelle piazze principali di Calvisano, Cellatica, Gardone Val Trompia, Iseo e Palazzolo sull’Oglio.

A Breno la ricorrenza è già stata celebrata il 15 agosto in occasione del ferragosto brenese.

 

Comunicatoci dal delegato Servizio Attività Internazionali: Carolina David

 

 

 

3-RIVISTA INTERNAZIONALE DI CROCE ROSSA, 2004, nr. 854
Indice
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

 

Questo numero della Rivista celebra il 50esimo anniversario della Convenzione per la Protezione dei Beni Culturali in caso di Conflitto Armato. I vari articoli (per il testo integrale si veda il sito web http://www.icrc.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/html/section_review_2004_854?OpenDocument#%3C!--%20a%20--%3EEditorial , n.d.t.) spiegano quale sia il significato dell'eredità culturale dell'umanità e gettano luce sugli strumenti giuridici che lo proteggono.

 

Numero speciale: La protezione dei beni culturali in tempo di guerra (30.06.04).

Sommario:

· Editoriale

 

· Articoli

1. Storia legale della protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, di François Bugnion.

Questo articolo ripercorre l'origine e lo sviluppo storico delle regole principali del Diritto Internazionale adottate per salvaguardare i beni culturali in caso di conflitto armato, spiegando il loro ruolo nel contesto del Diritto Internazionale Umanitario.

 

2. Le misure svizzere per proteggere i beni culturali, di Rino Büchel.

L'autore scrive delle misure precauzionarie adottate in Svizzera, secondo gli obblighi dettati del Trattato per la Protezione dei Beni Culturali in caso di Conflitto Armato. Nel fornire i dettagli tecnici per una protezione ottimale dei beni culturali, l'articolo fornisce un esempio concreto degli obblighi degli Stati aderetni alla Convenzione dell'Aia del 1954 ed i suoi Protocolli.

 

3. Nuove prospettive per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato: l'entrata in vigore del Secondo Protocollo della Convenzione dell'Aia del 1954, di Vittorio Mainetti.

L'entrata in vigore del Secondo Protocollo della Convenzione dell'Aia del 1954 è l'ultimo di una serie di passi avanti nella protezione legale dei beni culturali in caso di conflitto armato. L'articolo spiega eventi e fatti che hanno portato all'adozione del Protocollo e fornisce un'analisi puntuale del significato nelle nuove regole introdotte con tale strumento.

 

4. Proprietà culturale vs. eredità culturale: un “conflitto di idee” nel Diritto Internazionale?, di Manlio Frigo.

Per quanto vengano spesso usati come sinonimi, le nozioni di proprietà culturale ed eredità culturale non sono sostanzialmente le stesse, secondo l'autore. La questione non è meramente lessicale, bensì ha ramificazioni legali dovute allo scontro di differenti sistemi giuridici dai quali i due concetti hanno origine. L'articolo contiene alcuni dei problemi di compatibilità che si incontrano nell'utilizzare i termini a riguardo della protezione dei beni culturali in ambito internazionale.

 

5. Dotare la proprietà culturale del simbolo distintivo della Convenzione dell'Aia del 1954 per la Protezione dei Beni Culturali in caso di Conflitto Armato, di Jan Hladik.

L'articolo esamina le questioni legali concernenti l'interpretazione dell'articolo 17 della Convenzione dell'Aia del 1954 sull'uso del simbolo distintivo, mediante un'analisi generale della demarcazione mediante simboli, e prende in esame la liceità di dotare dell'emblema siti culturali distrutti, a seguito della richiesta della Bosnia-Erzegovina.

 

6. La protezione dei beni culturali in Cambogia durante il periodo dei conflitti armati, attraverso la Convenzione dell'Aia del 1954 , di Étienne Clément e Farice Quinio.
Il periodo di dominio dei Khmer Rossi in Cambogia ha lasciato il paese, la memoria storica e la sua eredità culturale permanentemente segnati. In riferimento alla situazione attuale, l'articolo mostra quali possano essere le conseguenze di un conflitto armato sulla proprietà culturale di un paese, dimostrando come poter applicare gli strumenti giuridici a sua protezione e come questi siano fondamentali nella conservazione dell'eredità culturale.

7. Il mandato dell'UNESCO e le recenti attività per il recupero culturale dell'Afghanistan, di Christian Manhart.

Nel gennaio 2002 l'UNESCO ha ricevuto dal governo provvisorio afghano il mandato di coordinare le attività internazionali per recuperare e conservare l'eredità culturale del paese, intaccata da decine di anni di conflitto. L'articolo descrive tali attività ed il ruolo dell'UNESCO, portando esempi specifici quali la valle di Bamiyan, Jam, Herat e Kabul. Fornisce inoltre un breve resoconto della cooperazione internazionale e raccolta fondi per il recupero dell'eredità culturale dell'Afghanistan.

 

· Temi d'attualità e commenti

Le organizzazioni umanitarie entrano nel mondo del cinema: I film del CICR negli anni '20, di Enrico Natale

 

· Rapporti e documenti

1. La Dichiarazione dell'UNESCO sulla Distruzione Volontaria di Eredità Culturali.

Dichiarazione adattata dalla 32sima sessione della Conferenza Generale dell'UNESCO a Parigi, il 17 ottobre 2003.

 

2. 2003: Il Consiglio dei Delegati e la XXVIII Conferenza Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: Sfide e risultati, di François Bugnion.

In accordo con l'art. 22 delle regole procedurali del Movimento internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, il CICR e la Federazione Internazionale pubblicheranno a breve termine il Rapporto della XXVIII Conferenza e del Consiglio dei Delegati, contenente tutti i documenti ufficiali concessi dall'aricolo suddetto. Il Rapporto è già apparso in francese sulla Rivista Internazionale di Croce Rossa, vol. 86, nr. 854.

 

· Libri e articoli

Acquisizioni recenti del Settore Biblioteca & Ricerca del CICR.

 

 

 

 

4-Editoriale della Rivista Internazionale di Croce Rossa, nr. 854, pp. 311-312, del 30-06-2004.
Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi e M.Grazia Baccolo

Tutti ricordano la tragica distruzione da parte dei Talibani dei due Buddha eretti di pietra a Bamiyan in Afghanistan, immagini che hanno scosso il mondo nel marzo 2001. Il sito archeologico della valle di Bamiyan rappresenta una testimonianza dello sviluppo artistico e religioso del periodo che va, dal primo al tredicesimo secolo DC e che ha caratterizzato l'antica Bakhtria. Esso riflette l'integrazione delle diverse influenze culturali nella scuola di arte buddista di Gandhara e contiene edifici fortificati del periodo musulmano.

 

Questo numero della Rivista celebra il cinquantesimo anniversario del primo strumento giuridico omnicomprensivo specificatamente concepito per proteggere i beni culturali durante le ostilità: la Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, adottata all’Aia il 14 maggio 1954. Dal punto di vista istituzionale, la protezione dei beni culturali è stata posta sotto gli auspici dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) che, in un contesto più ampio, controlla ed aiuta la conservazione e la protezione del patrimonio mondiale.

Ovunque in tutto il mondo, i siti culturali hanno subito e continuano a subire le conseguenze dei conflitti armati. Nei Balcani la “perla dell'Adriatico” - Dubrovnik - che era riuscita, durante secoli, a preservare i propri meravigliosi chiese, monasteri, palazzi e fontane gotiche, Rinascimento e barocco, è stata gravemente danneggiata dai conflitti armati degli '90 nella ex-Jugoslavia. La città è oggi il cuore di un grande programma di recupero. Il celeberrimo ponte di Mostar in Bosnia-Erzegovina tuttavia rimane distrutto, a testimonianza del fatto che gli sforzi per ricostruire la pace e il dialogo tra le comunità, in questo caso il recupero dell'eredità culturale, non sono ancora del tutto accettati. (questo editoriale viene scritto prima di giugno 2004 n.d.t.).

 

Durante le recenti ostilità in Iraq, ben pochi, durante i disordini nel triangolo sunnita, si sono ricordati di Ashur, antica capitale dell'impero assiro, edificata sulle rive del Tigri 5000 anni fa. Ugualmente di è dimenticato la città fortificata di Hatra, vicino a Mosul, che fu la prima capitale del Regno d'Arabia, che resistette alle invasioni romane. Soltanto un anno fa, il saccheggio del museo di Baghdad alla fine dell'invasione dell'Iraq occupava le prime pagine dei giornali ed ha fatto ricordare la magnificenza della civiltà mesopotamica. Nella città santa di Najaf, il mausoleo sciita con la sua cupola dorata, è oggi teatro di intense lotte ed è stato danneggiato in scontri armati.

Come ha detto un esperto in questioni mediorientali: chi penserebbe ad altro se non Hamas, la jihad, insediamenti contesi, rifornimenti di armi e lotta, sentendo i nomi Jenin, Qalqilya, Hebron e Beit Jala? Eppure in quelle stesse città si trovano antiche tombe risalenti al periodo Ayyubid, monasteri dell'era bizantina, moschee mamelucche, botteghe ottomane e sinagoghe all'interno di moschee, sacre sia ai musulmani che agli ebrei. Chi ricorda che Nablus sorge sulle antiche mura degli insediamenti Romani di Neapolis e che la città vecchia, di impianto orientale-arabo dalle tipiche vie strette, vecchie chiese, moschee, bagni turchi, mercati e caravanserragli, non è soltanto un luogo dove le milizie israeliane e palestinesi si impegnano nel mortale gioco del nascondino?

 

Innumerevoli monumenti storici, opere d’arte e luoghi di culto sono stati danneggiati o demoliti durante conflitti armati. Bombardamenti, tiri d’artiglieria, bulldozers e il passaggi dei carri armati e hanno distrutto in parte o nella totalità numerosi siti culturali. Queste distruzioni sono generalmente qualificate “danni collaterali”, inevitabili durante la lotta fatta per vincere o garantire sicurezza. Prendere come bersaglio o distruggere i beni culturali è davvero una conseguenza penosa delle azioni militari, o forse è diventato il segno di una politica deliberatamente intenzionata a spogliare una popolazione del suo patrimonio, della sua storia e della sua cultura? I beni culturali e il patrimonio culturale vivente, trasmessi di generazione in generazione, sono talvolta il principale motivo di conflitto. Avviene che le pratiche e le espressioni, così come le conoscenze e le competenze che sono associate e riconosciute dalle comunità, dai gruppi, anche dalle persone, come elementi del loro patrimonio culturale sia messo fuori dalla legge. Un patrimonio culturale nella sua integrità può divenire un obiettivo prioritario dei conflitti armati contemporanei, a causa di simbolismi, di identità, per aggressività, per ignoranza o rifiuto.

 

Tutti gli articoli contenuti in questo numero della Rivista riguardano un aspetto particolare del Diritto Internazionale Umanitario: la protezione dei beni culturali. Cinquanta anni dopo l'adozione della Convenzione dell'Aia del 1954, e per sottolineare la recente entrata in vigore del suo Secondo Protocollo, volto a rinforzare la protezione giuridica dei beni culturali in caso di conflitto armato, questi articoli spiegano l’importanza del patrimonio culturale dell'umanità, parlano dell’interesse che esso suscita e permette di conoscere meglio le regole giuridiche destinate a proteggerlo.

 
< Prec.   Pros. >

Scuole al museo

scuole
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.