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n° 324 del 5 ottobre 2007 Stampa E-mail
lunedì 08 ottobre 2007

 5 ottobre 2007

nr. 324

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - Dal sito web del Comitato Internazionale Croce Rossa
17.09.2007 : Intervista
Nord-Kivu : gli attacchi rendono difficile l’accesso degli operatori umanitari alle vittime
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

2 - Dal sito web del CICR  14-9-2007
Chad : storia di una ragazza che dà una lezione di vita, Mahassine è una ragazza di 13 anni. Ha recentemente subito l’amputazione di una gamba colpita da un proiettile, in occasione di un attacco contro il suo villaggio. Malgrado la sua disabilità, non si è lasciata andare. Yvonne Jansen, ortopedico del CICR che l’ha curata, ricorda il suo coraggio e la sua ferma volontà di terminare la sua esperienza traumatica.
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

3- dal sito web nazionale C.R.I.
Studio sul diritti internazionale umanitario consuetudinario: un contributo per comprendere e rispettare le norme del diritto dei conflitti armati.
Di Jean-Marie Henckaerts (esperto legale presso la divisione giuridica del CICR)

4 - Scarica l'allegato
Convegno
“The armed Conflict between Eritre and Ethiopia in internatinal legal perspective”
19-20 ottobre 2007 PISA
Scuola Superiore Sant’Anna   Piazza Martiri Libertà, 33 – PISA
Comunicato da Gabriella Venturini

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1 - Dal sito web del Comitato Internazionale Croce Rossa
17.09.2007 : Intervista
Nord-Kivu : gli attacchi rendono difficile l’accesso degli operatori umanitari alle vittime

Yann Bonzon, responsabile della sub-delegazione del CICR a Goma, nella Repubblica democratica del Congo, descrive la situazione che prevede nella provincia del Nord-Kivu dopo la ripresa dei combattimenti fra le forze governative e certi gruppi di opposizione armati.

La provincia del Nord-Kivu è nuovamente il teatro di attacchi armati violenti.

Si, e la ripresa dei combattimenti fra l’armata congolese e le forze fedeli al Generale Laurent Kunda è la causa del sfollamento massiccio della popolazione nelle regioni colpite dagli attacchi.

Oggi, la reazione immediata della popolazione è di fuggire dalle zone di combattimento il più velocemente possibile. La maggior parte abbandonano tutto dietro loro e nella confusione delle numerose persone si ritrovano separate dalle loro famiglie. Dopo aver camminato per ore, anche giorni, le vittime della violenza in corso hanno bisogno di una assistenza rapida per poter sopravvivere in queste condizioni.

La gente tenta di rifugiarsi nei centri urbani risparmiati dalla violenza ma il loro numero resta impreciso. Se si parla oggi di 40.000 persone sfollate nella zona di Goma, noi dobbiamo poter confermare questa stima per avere una visiona più chiara degli avvenimenti. Bisogna dire che gli attacchi limitano fortemente gli spostamenti e la capacità di valutazione e di azione degli operatori umanitari nel Nord-Kivu.

Quale risposta può dare il CICR in questa situazione?

Dall’inizio, noi ci siamo concentrati sull’aiuto sanitario che noi possiamo portare ai feriti di guerra, precisamente fornendo dei farmaci, sonde e materiale radiologico all’ospedale militare Katindo a Goma, a cui hanno avuto accesso un centinaio di vittime finora. Un chirurgo del CICR e una squadra medica ha sostenuto questo ospedale per effettuare delle operazioni.

In parallelo, un kit medico e chirurgico è stato inviato su Masisi il 3 settembre. Abbiamo sostenuto centri di sanità che si trovano dentro o prossimi alle zone di combattimento , come a Katchinga, sempre nell’ottica di risposta ai bisogni provocati dagli attacchi. A questo proposito, si pone chiaramente un problema di protezione della protezione della popolazione civile perchè un certo numero di persone che non prendono parte agli attacchi hanno dovuto essere curati per le ferite da pallottole.

Il CICR ha potuto distribuire anche beni di prima necessità a diverse centinaia di famiglie con il sostegno logistico dei nostri colleghi del Sud-Kivu. Un’operazione d’assistenza d’urgenza in favore delle persone recentemente sfollate a causa dei combattimenti è stata intrapresa, in collaborazione con la Società Nazionale, precisamente su Kalembe, situata a una cinquantina di chilometri a nors-ovest di Goma. Circa 5.000 sfollati hanno ricevuto diversi oggetti di prima necessità. La Croce Rossa della Repubblica Democratica del Congo e il CICR assicurano anche l’approvvigionamento in acqua potabile a circa10.000 persone, al tempo stesso sfollati e residenti. Ma molto resta da fare in questo settore.

Cosa fa il CICR affinché chiunque porta un’arma sia più cosciente dei loro obblighi rispetto al diritto internazionale umanitario?

Il CICR inizia a muoversi presso i belligeranti ogni volta che le ostilità scoppiano al fine di ricordare loro che essi devono rispettare la popolazione civile e i beni indispensabile alla sopravvivenza, risparmiare le persone fuori combattimento e trattare umanamente le persone che essi hanno potuto arrestare nel quadro del conflitto.

Per quanto riguarda le persone detenute, visitiamo i luoghi di Goma dove esse potrebbero trovarsi. Cerchiamo anche di avere accesso alle persone detenuti dai gruppi di opposizione armata.

Noi diciamo loro che essi devono permettere che le organizzazioni umanitarie un libero accesso abbiano un libero accesso alle vittime. Se noi incontriamo dei problemi di spostamento nelle zone isolate della provincia, è soprattutto in ragione dell’intensità dei combattimenti. In questo caso, noi cerchiamo di far loro comprendere che le operazioni militari devono cessare temporaneamente, almeno il tempo del nostro passaggio o del nostro lavoro sul posto.

Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Originale francese al link http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/congo-kinshasa-interview-170907?opendocument


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2 - Dal sito web del CICR
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo
14-09-2007  

Chad : storia di una ragazza che dà una lezione di vita, Mahassine è una ragazza di 13 anni. Ha recentemente subito l’amputazione di una gamba colpita da un proiettile, in occasione di un attacco contro il suo villaggio. Malgrado la sua disabilità, non si è lasciata andare. Yvonne Jansen, ortopedico del CICR che l’ha curata, ricorda il suo coraggio e la sua ferma volontà di terminare la sua esperienza traumatica.

Mahassine Halou Adam è nata 13 anni fa in una città nell’est del Chad, Adré. Completamente cieca dalla nascita, è cresciuta a fianco di quattro fratelli e una sorella. Non ha potuto andare a scuola ed è rimasta a casa per aiutare sua mamma a svolgere i compiti nelle faccende domestiche ed ha giocato con altri bambini nel vicinato, non allontanandosi da casa per non perdersi.

La sua vita non si è mai distanziata da questa routine quotidiana fino a quel fatidico giorno di febbraio 2007 quando i ribelli del Chad attaccarono Adré.  Si svolsero intensi combattimenti di artiglieria in città e in periferia.  Da fondi sanitarie, si apprese che 150 persone erano state ferite e che 15 erano state uccise.

La mamma di Mahasinne, sua sorella di 18 anni e suo fratello di 11 anni sono stati uccisi da proiettili  quando, nel corso di un attacco, la loro casa fu colpita. Mahasinne ricevette un proiettile nella gamba. Suo padre e i suoi tre fratelli erano assenti al momento dell’attacco . Quando suo padre ritornò a casa, ritrovò Mahasinne in stato di chock e dolorante; ella aveva perso ogni nozione dello svolgimeto degli avvenimenti.

Lei aveva solo sentito il rumore degli scambi di colpi da fuoco e le grida terrificanti della gente. Ha perduto completamente la sensibilità in una gamba. Suo padre la portò all’ospedale di Adré dove subì l’amputazione della gamba sopra il ginocchio. Fu ospedalizzata fino alla cicatrizzazione della ferita. A suo padre, lei parlava sovente della sua gamba, della madre, della sorella e del fratello che aveva perduto.

Come potrà superare tali prove ?

All’ospedale fu orientata verso il CICR, che la fece trasferire verso un centro ortopedico a N’Djamena, la capitale, dove le fu applicata una protesi nel luglio 2007. E’ nella capitale chadiana, dove io lavoravo allora come fisioterapista del CICR che l’ho incontrata con suo padre, il quale mi ha raccontato la loro storia.

Quando io la vidi per la prima volta, pensai che soffrisse di una deficienza mentale perchè non aveva alcun senso dell’equilibrio e che avesse sempre lo sguardo perso nel vuoto. Le persone che la circondavano non le erano sempre molto utili perchè esse parlavano tutte nello stesso tempo e ciascuna di esse le diceva cosa dovesse fare. Allora ho preso coscienza che era cieca. E’ evidente che il suo  handicap rendesse molto difficili i suoi primi passi con l’arto artificiale, ed il fatto che non comprendesse veramente in cosa consistesse, costituiva una difficoltà.

Cominciai dal guidare la sua mano sulla protesi, nel senso della lunghezza, per aiutare a percepire questa nuova realtà e poi le feci toccare le rampe della passerella sulle quali lei avrebbe imparato di nuovo a camminare.  Lei si è sentita talmente incoraggiata che ha continuato a fare degli esercizi e, nello spazio di due giorni, ella è riuscita a spostarsi, a sedersi e ad alzarsi senza l’aiuto esterno. Toccando la cintura passata intorno alla sua spalla, che mantiene al giusto posto la sua protesi, ella ha appreso a fissare e a togliere l’arto artificiale.

 Ha imparato anche a riconoscere il click che indicava che la protesi era stata fissata bene ed anche a ascoltare con attenzione il rumore del fermo della protesi per piegare ed estendere il suo ginocchio e soprattutto il click dell’estensione quando iniziava a camminare. Così lei ha appreso a mettere e togliere da sola l’apparecchiatura. Mi ha molto emozionato quando ha dimostrato a suo padre come potesse sedersi e alzarsi, mettere e togliere da sola la sua protesi.

L’impazienza con la quale ha dimostrato il saper “sbrogliarsi” da sola è stata così grande che a casa lei riuscì a riprendere il suo “tram-tram” quotidiano, ed anche di occuparsi di suo fratello, quello piccolo di 5 anni. Il suo coraggio è stato un regalo dal cielo fatto a suo padre, stremato dall’aver passato tutta la sua vita nel campi. E’ molto triste ed è per lui difficile accettare questa situazione.

Ciò che è successo a Mahassine non è un incidente ma un atto brutale ed orribile: la metà di una famiglia è stata decimata, una ragazza cieca ha perduto la sua gamba e un padre è rimasto solo in vita per assicurare la sopravvivenza della famiglia.

Ma, nel bene e nel male, a dispetto di tutte queste prove, Mahasinne ne esce bene. Lei è riconoscente del sostegno che ha ricevuto per continuare a vivere, malgrado le profonde cicatrici che questa tragedia la lasciato sul suo corpo e nella sua anima. Lontano dall’essere una ragazza come le altre, Mahasinne è una sorgente di motivazione e di meraviglia, una persona che, grazie alla sua forza di carattere, arriva a sorridere ad ogni passo che fa.

Testo originale francese al link: http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/chad-feature-140907   
 

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3 - Dal sito web CRI
Tradotto in italiano studio su Diritto Internazionale Umanitario consuetudinario
Roma 26-09-2007

Il Servizio Relazioni Internazionali della CRI ha realizzato, in collaborazione con l'Istituto Internazionale di Diritto Umanitario di Sanremo, la traduzione in lingua italiana, dello studio di Jean-Marie Henckaerts (esperto legale presso la divisione giuridica del CICR) sul Diritto Internazionale Umanitario Consuetudinario dal titolo "A Contribution to the Understanding and Respect for the Rule of Law in Armed Conflict".
L'articolo, pubblicato sull'International Review of the Red Cross, illustra la ratio che sta alla base dello studio sul Diritto Internazionale Umanitario Consuetudinario, recentemente intrapreso dal CICR su richiesta delle Società Nazionali  nel corso dell'ultima Conferenza  Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, descrivendone la metodologia e i principali risultati ottenuti in questo settore.

Il suddetto Studio, già tradotto e pubblicato dal CICR in altre lingue, francese, spagnolo, greco (in collaborazione con le rispettive Società Nazionali),  sarà pubblicato e distribuito anche in lingua italiana in occasione della XXX Conferenza Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, che si terrà a Ginevra dal 26 al 30 novembre prossimo venturo e sarà dato in uso durante i Corsi Nazionali DIU di Formazione Qualificata per Istruttori e Consiglieri.

Su richiesta del CICR sarà  inoltre possibile la consultazione del testo anche in lingua italiana sul sito ufficiale del CICR e da oggi anche sul sito della CRI.

--scarica il documento--

oppure al link:

http://www.cri.it/cms/docs/archivio_documenti_04_05_06/20070926023255_Italian%20Translation%20CIHL.pdf

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4- Scarica l'allegato
Convegno
“The armed Conflict between Eritre and Ethiopia in internatinal legal perspective”
19-20 ottobre 2007 PISA
Scuola Superiore Sant’Anna   Piazza Martiri Libertà, 33 – PISA

Scarica il Form di Registrazione
La lingua del seminario sarà l’inglese

Comunicato da Gabriella Venturini

 
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