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Standing Commission

n° 320 del 07 agosto 2007 Stampa E-mail
mercoledì 08 agosto 2007
07 agosto 2007
nr. 320

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - Preparazione e risposta ai disastri: i giovani in prima linea
In tutto il mondo, i programmi di preparazione e di soccorso nei disastri sfruttano l'energia, l'ingegno e l'idealismo dei giovani.
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

2 - 21 giugno 2007
Nei panni di un soldato ferito a Solferino
di Caroline Brandao, Croce Rossa Francese
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

3 - 11 giugno 2007
Ginevra, terreno di gioco per il Raid Cross!
Di Marie-Dominique de Preter, Museo Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa - foto di Maël Dugerdil
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

4- allegato
Caravaggio, Centro Congressi Hotel Verri
22 settembre 2007 h. 09,15 
“La Guerra Sospesa: le Crisi Internazionali e la Presa di Ostaggi” 
X Giornata di Studio sul DIU
Comunicatoci da Roberto Magri e Marcello Moro

5 - Dal sito web CRI
Accordo CRI - Universita' di Padova per moduli formativi DIU
Padova 31-07-2007

6 - dal sito web CRI
Diritto Internazionale Umanitario: collaborazione CRI - Universita' Roma Tre
Roma 31-07-2007

7 - dal sito web CRI
Il Comitato Regionale CRI Valle d'Aosta approfondisce le attivita' internazionali della CRI
Courmayeur 06-08-2007

8 - 4°  Corso Storia della Croce Rossa e Storia della Medicina
Terminillo (Rieti)  dal 5 al 9 settembre 2007
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1 - Rivista del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa – numero 1/2007
Preparazione e risposta ai disastri: i giovani in prima linea
In tutto il mondo, i programmi di preparazione e di soccorso nei disastri sfruttano l'energia, l'ingegno e l'idealismo dei giovani.

Di Åsta Ytre, responsabile della Federazione Internazionale per la comunicazione sul settore giovanile

Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

Nel 1906, i giovani della Croce Rossa Americana andarono in aiuto alle vittime del terremoto di San Francisco: era il primo contributo ufficiale di un gruppo all'attività di soccorso in caso di catastrofe in tempo di pace.

Cento anni più tardi, nel novembre 2006, 24 giovani volontari della Croce Rossa ed i loro responsabili provenienti da tutta la regione di Los Angeles, si sono riuniti per seguire un seminario formativo per educatori comunitari in materia di disastri ed imparare così come insegnare i metodi di prevenzione, di preparazione e di reazione in caso di emergenza, secondo il programma “Be Red Cross Ready”.

Oggi, in tutto il mondo, i giovani partecipano ad ogni sorta di attività connessa con le catastrofi e non smettono mai di formarsi e di addestrarsi per migliorare sempre di più. Numerose Società Nazionali riconoscono il valore aggiunto rappresentato dai giovani, non soltanto dando la possibilità ai giovani di lavorare a fianco degli altri volontari, ma soprattutto attraverso la realizzazione di attività e programmi specifici per la gioventù.

I giovani rappresentano più della metà dei 97 milioni di membri e di volontari che formano il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa; è quindi considerevole il loro contributo negli interventi in caso di catastrofi. Durante i disastri più importanti che sono avvenuti di recente, come lo tsunami nell'Oceano Indiano nel 2004, il terremoto in Pakistan nel 2005 o il conflitto in Libano nel 2006, i giovani volontari sono sempre stati presenti per dare una mano ed aiutare le loro comunità.

Per un gruppo di giovani volontari della Società di Croce Rossa Indonesiana, lo tsunami ha rappresentato un inizio tutt'altro che facile su come si reagisce in caso di disastro. Erano tutti studenti poco più che ventenni che, come membri delle squadre di preparazione alle catastrofi conosciute in tutto il paese con il nome di “Satgana”, avevano ricevuto una formazione specifica, ma erano pochi quelli ad aver già visto un cadavere. Tuttavia, si sono trovati a dover raccogliere più di cento corpi al giorno.

“Il primo giorno è stato veramente difficile. Non avrei mai immaginato nulla di simile,” confessa Aris Budman, studente di psicologia di 20 anni. “La prima notte, ho sognato che continuavo a raccogliere cadaveri.”

Nonostante la difficoltà, i giovani membri della squadra sono tutti d'accordo nel sostenere che lo rifarebbero qualora ce ne fosse bisogno. “Ci rendiamo conto di aver fatto qualche cosa di importante, anche se talvolta è stato difficile”, aggiunge uno di essi.

In Libano, la maggior parte dei 5000 volontari che sono intervenuti durante e dopo il conflitto nel luglio e nell'agosto 2006 erano appartenenti alla sezione giovanile: hanno raccolto i feriti ed i morti, distribuito i soccorsi e lavorato nei rifugi.

Nella valutazione delle attività di soccorso svolte durante il conflitto, Sami Al Dahdah, presidente della Croce Rossa Libanese, ha insistito in modo particolare sul contributo dato dai giovani.

“Mi sta a cuore rendere omaggio all'azione umanitaria ed all'eroismo dei giovani volontari soccorritori, che hanno guidato i veicoli su strade danneggiate o distrutte, a volte attraverso i campi, per evacuare e trasportare i feriti. Malgrado il pericolo costante, questi giovani erano sul campo di battaglia e rischiavano la loro vita per aiutare la popolazione.”

Marya Abdul Rahman, volontaria del dipartimento Giovanile della Croce Rossa Libanese, ricorda la propria esperienza durante il conflitto, quando è stata impegnata con i bambini nei rifugi: insieme ai colleghi volontari, ha cercato di fare il possibile per ricordare ai bambini che avevano, malgrado tutto, il diritto di divertirsi e di giocare.

“Ho visto e sentito molti bambini ridere” ricorda Marya. “Era come un sollievo percepire nuovamente questi rumori innocenti, dopo essersi abituati al baccano delle bombe e dei raid aerei.”

Si può preparare i bambini ad affrontare disastri facendoli giocare e divertire. A Kingston, capitale della Giamaica, i bambini della scuola elementare cantano un ritornello composto dai loro insegnanti e da un referente della Croce Rossa. Si rifugiano sotto i banchi in classe e mimano i gesti utili in caso di emergenza, cantando tutti insieme: "Quando la terra rimbomba e quando la terra trema, ci si mette al riparo e ci si aggrappa con forza!" L'aspetto divertente dell'attività non toglie nulla al messaggio, anzi permette ai giovani partecipanti di memorizzare gesti che possono salvare la loro vita.

Allo stesso modo, in Costa Rica, i giovani della Croce Rossa seguono una formazione specifica sulle metodologie predisposte nell'ambito di un programma dell'Unicef dal titolo "Ritrovare la felicità", con l'obiettivo di fornire un sostegno psicologico ed affettivo ai bambini in situazioni e contesti difficili. Quando un quartiere di San José, la capitale, fu distrutto da un incendio nel 2004, lasciando migliaia di persone senza un riparo, i giovani volontari della Croce Rossa del Costa Rica portarono giocattoli ai bambini nei rifugi ed organizzarono per loro attività ludiche e passatempi.

"A ben guardare, il progetto e la partecipazione dei giovani della Croce Rossa sono stati un successo straordinario", ritiene Juan Carlos Hernandez Lios, direttore per la gioventù della Società Nazionale. "Mi piacerebbe che questo metodo venisse adottato in tutta la regione dell'America centrale."

La preparazione ai disastri permette ai volontari della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa di rispondere e reagire in maniera più efficace. In Pakistan, Saeeda Bibi ha compreso rapidamente i vantaggi della formazione ricevuta: tre settimane appena dopo aver terminato la frequenza dei corsi, questa giovane donna di 25 anni si trovava a salvare delle vite umane. Quando, l'8 ottobre 2005, il paese è stato colpito da un terremoto Saeeda ha portato acqua ai sopravvissuti ed ha lavato via il fango dai corpi delle vittime. Ha ordinato agli abitanti del villaggio di andare a cercare delle coperte e di aiutare i feriti; con altri compaesani, ha salvato degli scolari e portato via i cadaveri, liberando più di 40 persone intrappolate nelle macerie delle loro abitazioni.

"Grazie alla formazione che avevo ricevuto, ho capito che dovevo salvare delle vite e cercare di coinvolgere la popolazione. Ho quindi lasciato la mia casa e mi sono messa ad organizzare le attività di soccorso."

Saeeda aveva ricevuto una formazione generale, su base comunitaria, per agire in caso di catastrofe. In numerosi paesi vengono addirittura organizzati dei corsi specialistici destinati ai giovani volontari della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Così, la sezione giovanile della Mezzaluna Rossa Iraniana organizza dei corsi di formazione per coloro che dirigono le squadre di giovani soccorritori. Nel dicembre 2005, quasi 900 di capi squadra hanno partecipato ad un corso di formazione su tematiche quali il sostegno psicologico in caso di catastrofe, la gestione e la direzione di un gruppo, l'allestimento di ricoveri di emergenza ed i primi soccorsi.

I giovani che vivono nelle zone meno esposta alle catastrofe partecipano allo stesso modo ad attività connesse con questo tipo di situazioni. Così, in Canada, esistono due programmi di formazione per bambini e giovani. "Prevedere l'imprevedibile" si rivolge a studenti, genitori ed insegnanti e prevede moduli didattici ed attività sulle catastrofi naturali come gli uragani, le inondazioni, e terremoti, i tornado e le tempeste. Dal 1997, il programma ha raggiunto più di 750.000 studenti di età compresa tra i 7 ed i 13 anni e le loro famiglie in tutto il Canada. Un secondo programma complementare, "Vincere la paura", si pone l'obiettivo di aiutare i giovani ad essere preparati in caso di catastrofe e di situazioni difficili, insegnando loro ad affrontare nel loro emozioni e le loro angosce.

In Indonesia, due anni dopo lo tsunami, sono stati organizzati dei campi di formazione e delle campagne per sensibilizzare giovani e prepararli ad intervenire in futuro.

Per celebrare la Giornata internazionale della riduzione dei rischi, il 12 ottobre 2006, la Croce Rossa Indonesiana ha organizzato, in cooperazione con le Nazioni Unite ed altre organizzazioni, uno spettacolo ambulante con l'obiettivo di sensibilizzare gli studenti di Giakarta sui pericoli della catastrofe. Nel corso di una giornata, 30 volontari di diverse organizzazioni si sono recati in 15 scuole ed hanno formato circa 1300 ragazzi, di cui numerosi giovani di Croce Rossa, insegnando loro ad intervenire in caso di incendio, di inondazione e di terremoto, attraverso metodologie didattiche quali la simulazione, il racconto, il disegno, i canti, sessioni di domande e risposte e giochi. I gruppi hanno ricevuto degli zainetti con materiale utile alla preparazione ai disastri, compreso un gioco dell'oca concepito e realizzato dalla Croce Rossa Indonesiana.

Un campo nazionale della gioventù, intitolato "Jumbara", ha rappresentato l'occasione di formare alcuni giovani volontari nel luglio 2006. "L'avvenire della Croce Rossa è nelle mani dei giovani", ha spiegato Ullah Nuchrawaty Usman, membro del Consiglio della Società Nazionale e presidente del comitato organizzatore di Jumbara. "Vogliamo che giovani comprendano i valori umanitari dell'organizzazione e prendano coscienza di quanto sia importante il loro contributo, soprattutto per venire incontro alle persone in difficoltà."

Gratia, una ragazza di 16 anni, ha partecipato al campo. "Abbiamo voluto sottolineare l'importanza della protezione dell'ambiente per prevenire le catastrofi", ha spiegato Gratia, che ha anche interpretato il ruolo della Madre Terra in uno spettacolo allestito durante il campo. "Molti di quelli che vengono chiamati disastri naturali sono in realtà causati dall'uomo, per colpa degli interventi eccessivi sulla natura."

La sezione giovanile della Croce Rossa della Repubblica di Corea è fortemente impegnata nella protezione e tutela dell'ambiente. Una delle sue attività più apprezzate consiste in un programma che consente di piantare ogni anno circa 100.000 alberi. La Società Nazionale ha inoltre coniato uno slogan ecologico: "L'uomo protegge la natura e la natura protegge l'uomo".

In Armenia, i giovani della Croce Rossa organizzano da sette anni "Pulire Sevan", un campo estivo che ha lo scopo di ripulire le rive del lago Sevan, la più grande riserva d'acqua potabile della regione e luogo di escursioni molto apprezzato dagli armeni. Oltre alla pulizia, i volontari richiamano l'attenzione della popolazione sulle problematiche ecologiche del paese, attraverso i mezzi di comunicazione e visitando le scuole.

Emma Khachatryan è una dei volontari che hanno lanciato il programma sette anni fa. All'inizio, ci spiega, l'iniziativa non era stata sempre ben accolta; molta gente pensava che i giovani si dedicassero a problematiche troppo grandi per loro. "Eravamo giovani", dice Emma, "e le persone avevano ragione, non comprendevamo bene che certe cose sono impossibili. Questo è ciò che ci ha aiutato!"

I giovani volontari sono andati avanti con l'iniziativa ed oggi il programma è un successo. Più di 1200 giovani volontari e studenti hanno partecipato, fino ad oggi, al campo, cogliendo questa opportunità di imparare di più sull'ambiente e su altri temi importanti. La perseveranza e il dinamismo dei giovani della Croce Rossa Armena dimostrano ancora una volta l'importanza della partecipazione dei giovani per raggiungere gli obiettivi del Movimento.

Articolo reperibile al seguente indirizzo internet: http://www.redcross.int/EN/mag/magazine2007_1/24-25.html

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2 - 21 giugno 2007

Nei panni di un soldato ferito a Solferino
di Caroline Brandao, Croce Rossa Francese
Traduzione di Matteo Cavallo

In un villaggio del paese di Haddar alcuni membri dell'esercito incontrano un soldato che corre verso di loro, annunciando che in una radura vicino ha appena avuto luogo una feroce battaglia. Essi si recano sul posto e scoprono che i combattimenti sono terminati, ma numerose vittime giacciono sul campo di battaglia. Quattro soldati feriti sono stesi a terra: due nemici, due  “amici”. I due “amici” non presentano ferite gravi. Mi trovo ad interpretare il ruolo di uno dei due nemici; sono gravemente ferito, mentre il mio compagno è morto. Porto un bracciale del colore che rappresenta l'esercito al quale appartengo, quello di Deldar. Lo stato e la gravità delle ferite sono indicati da un cartello posto su di me sul quale viene descritta la mia situazione. I partecipanti, che sono incaricati dei soccorsi, non ricevono alcuna istruzione e sono lasciati liberi di agire come meglio credono. Per valutare se mi trasportano con attenzione è stata collocata sul mio ventre una scodella riempita fino all'orlo di acqua. Lo scopo consiste nel raggiungere l'ospedale senza rovesciare la scodella, cercando però di non andare troppo lentamente. Alla fine del pomeriggio sono bagnato fradicio, perché la scodella si rovescia spesso.

Quando il gioco finisce, partecipo al debriefing. Il caposquadra chiede aii partecipanti di spiegare e di giustificare perché hanno scelto di trattare le vittime in un modo piuttosto che in un altro. Ero un soldato ferito, ero senza difese! Non ero più in grado di combattere e mi trovavo pertanto alla mercé del nemico. Considerate le circostanze, non ero neanche un nemico, ma una vittima. Attaccare o abbandonare una persona senza difesa è un atto crudele e vigliacco, che va contro tutti i valori umanitari. Per questo motivo, i feriti ed i malati devono essere protetti.

I giocatori hanno compreso che l'emergenza sanitaria prevale quando si tratta di stabilire chi debba essere curato per primo. I feriti ed i malati, chiunque essi siano, non possono essere attaccati, né colpiti né tantomeno uccisi, salvo che continuino a combattere. Al contrario, devono essere protetti. Ogni volta che le circostanze lo consentono, ed in particolare dopo un combattimento, bisogna che siano adottate tutte le misure possibili per cercare e raccogliere i feriti. I feriti ed i malati devono essere trasportati fuori della zona dei combattimenti e curati con imparzialità; è vietato abbandonarli senza prestare loro alcun soccorso sanitario. È vietato effettuare sui feriti esperimenti scientifici o esporli a rischi di contagio o d'infezione. Bisogna proteggerli dai saccheggi e dai trattamenti degradanti.

Viene da pensare allora alla battaglia di Solferino... Non è passato poi così tanto tempo da quando, alla fine di una battaglia tra due eserciti, i feriti erano abbandonati nel loro sangue sul campo, privi di alcuna assistenza. Lasciati così senza cure, in molti morivano di sete, di fame o dissanguati. Al più, ci si occupava dei soldati feriti del proprio esercito e di quelli alleati. Quanto ai nemici, venivano abbandonati o addirittura uccisi. Talvolta, i cavalli ricevevano addirittura più cure ed attenzioni che gli uomini, a causa del loro valore militare.

Di fronte agli orrori dei campi di battaglia coperti di sangue e risonanti delle grida dei feriti agonizzanti, alcuni Stati hanno deciso, grazie all'influenza delle idee visionarie di Henry Dunant, di proteggere i feriti in tempo di guerra. Gli eserciti del mondo si sono così impegnati non soltanto a non maltrattare o uccidere i feriti, ma anche a raccoglierli e curarli senza fare alcuna distinzione tra amici e nemici. Gli eserciti decisero anche di proteggere le persone incaricate di curare e di portare soccorso ai feriti. Per questo motivo, è vietato attaccare o non lasciare passare il personale sanitario. Per essere riconosciuti, i servizi sanitari devono esporre sulle divise, sulle ambulanze e sugli ospedali un segno molto visibile: la croce rossa. In seguito è stato introdotto l'emblema della mezzaluna rossa, che è diventato anche simbolo ufficiale del Movimento; di recente è stato aggiunto all'elenco degli emblemi riconosciuti il cristallo rosso. Nel corso del debriefing conclusivo, mi accorgo che prima di fare il Raid Cross avevo soltanto poche conoscenze sul diritto internazionale umanitario. Grazie a questo gioco di ruolo, ho imparato cose nuove sul DIU e mi piacerebbe realizzarlo nel mio paese e ricevere la formazione necessaria per diventare animatore e formatore.

Il Raid Cross è un gioco di ruolo che si pone l'obiettivo di sensibilizzare i giovani tra i 12 e i 18 anni sul diritto internazionale umanitario. Per la prima volta è stato sperimentato con degli adulti in occasione della Fiaccolata da Solferino a Castiglione delle Stiviere. Il gioco si presenta sotto forma di percorso tra diverse postazioni situate in un paese in stato di guerra, Haddar. Nello svolgimento dell'attività, i giocatori impersonano volta per volta i ruoli di prigionieri di guerra, civili, soldati ed operatori umanitari. Così facendo, essi si rendono conto delle difficoltà reali connesse con le situazioni di conflitto, delle sfide umanitarie e delle regole che trovano applicazione nelle situazioni più estreme.

Gli animatori ci spiegano che il Raid Cross è nato dall'iniziativa della Croce Rossa Francese e della Croce Rossa Belga (Comunità Francofona). In seguito, il gioco è divenuto l'oggetto di una collaborazione internazionale tra la Croce Rossa Francese, la Croce Rossa Belga, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e l'Organizzazione Mondiale del Movimento Scout. Durante il fine settimana della Fiaccolata, più di 300 persone di diversa nazionalità hanno potuto scoprire il gioco ed un certo numero tra di essi l'ha già scaricato da internet per poterlo realizzare nel proprio paese!

Tratto dal sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/fr/youth/activities/news/0706Solferino/index.asp
http://www.ifrc.org/youth/activities/news/0706Solferino/index.asp

Foto:



Alcuni giovani giocano al Raid Cross durante il campo della Fiaccolata, a Solferino, giugno 2007 / Croce Rossa Francese




Un soldato ferito è steso a terra - un cartello spiega la gravità delle sue ferite / Croce Rossa Francese




Raid Cross è un gioco di ruolo in cui partecipanti interpretano a turno i ruoli di prigionieri, civili, soldati e personale di assistenza umanitaria / Croce Rossa Francese



I soldati feriti devono essere trasportati rapidamente, ma con le dovute precauzioni, verso un posto di primo soccorso indicato da una bandiera di Croce Rossa / Croce Rossa Francese

 
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3 - 11 giugno 2007

Ginevra, terreno di gioco per il Raid Cross!
Di Marie-Dominique de Preter, Museo Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa - foto di Maël Dugerdil
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

Ginevra, venerdì 8 giugno 2007, ore nove, inizia il Raid Cross sulla Promenade Saint-Antoine! Nel giro di un'ora, 150 alunni delle scuole ginevrine hanno interpretato il ruolo di operatore umanitario, di civile o di militare, sotto la guida degli animatori della Croce Rossa di Ginevra.

"È come nella realtà: i nemici sono dopo tutto degli esseri umani", ci spiegano alcuni giovani scolari particolarmente eccitati. "Abbiamo parlato della storia della Croce Rossa e del lavoro umanitario e abbiamo visitato il Museo Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. Uno dei temi dell'anno scolastico era proprio inerente alle organizzazioni umanitarie e quest'esperienza si riallaccia perfettamente", precisa il loro insegnante, anch'egli entusiasta.

Raid Cross è un gioco di ruolo di sensibilizzazione sul diritto internazionale umanitario destinato a giovani di età compresa tra i 12 ed i 18 anni. Si presenta sotto forma di un percorso tra differenti postazioni situate in un paese in guerra. Nel corso dell'attività, i giocatori devono confrontarsi con i diversi aspetti di un conflitto. In questo modo, comprendono le sfide umanitarie, le difficoltà della vita in situazione di conflitto e le regole che trovano applicazione in queste situazioni estreme. Il gioco è anche un formidabile strumento di riflessione sul comportamento umano.

"L'insegnamento del diritto internazionale umanitario è una delle missioni delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa", ci ricorda Gisèle, responsabile del gioco. "La violenza ci circonda, la si coglie quotidianamente attraverso la televisione. Con questo gioco, ho la possibilità di comprendere gli avvenimenti più attuali, guardando al problema della guerra da un'altra prospettiva", è il commento incoraggiante di uno degli animatori che hanno ricevuto una formazione specifica sul gioco: tutti quanti sono estremamente disponibili e dimostrano di possedere profonde convinzioni umanitarie.

Anche i passanti non sono stati esclusi dal gioco. Divenuti militari, hanno ricevuto l'ordine di colpire con delle palline bersagli civili o militari. In effetti, il rispetto del principio di distinzione e la protezione delle persone civili è la sfida cruciale dei conflitti di oggi. Questo principio è stato l'obiettivo principale della firma dei Protocolli Aggiuntivi I e II alle Convenzioni di Ginevra, di cui il Comitato Internazionale della Croce Rossa festeggiava l'8 giugno il trentesimo anniversario.

Laurent Moutinot, vicepresidente del Consiglio di Stato, ci ha onorato con la sua presenza e si è detto molto impressionato per l'impegno dimostrato dai giovani nel giocare e nell'animare il Raid Cross. "Apprendere grazie ad un gioco di ruolo è più stimolante di tante lezioni noiose condotte su testi di legge", ha sottolineato Roger Mayou, direttore del Museo Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa di Ginevra, che è stato il promotore dell'iniziativa.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/fr/docs/news/07/07061101/index.asp
http://www.ifrc.org/youth/activities/news/0706Geneva/index.asp

Foto:








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4- SCARICA ALLEGATO

Caravaggio, Centro Congressi Hotel Verri
22 settembre 2007 h. 09,15
Decima edizione della Giornata di Studio Sul  Diritto Internazionale Umanitario,  organizzata in occasione del 30° Anniversario del I° e II° Protocollo Aggiuntivo alle Quattro Convenzioni di Ginevra 1949  (1977-2007):

“La Guerra Sospesa: le Crisi Internazionali e la Presa di Ostaggi”

Sarà presente l’ex Commisario Straordinario CRI Maurizio Scelli, che illustrerà la sua esperienza nell’ambito della liberazione degli ostaggi nell’Iraq.

Interventi della Prof.ssa Gabriella Venturini, Prof. Lauso Zagato, Prof. Paolo de Stefani, Prof.ssa Talitha Vassalli di Dachenhausen, prof. Riccardo Redaelli,  e la Dott.ssa Milena Costas Trascasas, della Cruz Roja Espanola.

Comunicatoci da Roberto Magri e Marcello Moro

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5 - Dal Sito web CRI
Accordo CRI - Universita' di Padova per moduli formativi DIU
Padova 31-07-2007

La Croce Rossa Italiana, in collaborazione con l’Università di Padova, sta organizzando tre moduli formativi specialistici di un giorno e mezzo ciascuno sul tema dei Diritti Umani e del Diritto Internazionale Umanitario definiti "Sfide all’effettività dei diritti umani: donne, migranti, missioni di pace".
 
Ogni modulo è articolato in un percorso formativo (seminari, approfondimenti tematici e di formazione operativa) riservato ai partecipanti iscritti e in un incontro pubblico aperto alla cittadinanza, per consentire la partecipazione della società civile ai momenti di conferenza e dibattito.
 
L’iniziativa, che si svolgerà nei mesi di novembre e dicembre 2007, si rivolge alla cittadinanza in generale, particolarmente ai giovani, offrendo indicazioni utili su sbocchi operativi e percorsi professionali nel settore della cooperazione internazionale. Le attività formative e di approfondimento sono indirizzate in particolare a studenti universitari di qualunque Facoltà, membri attivi di associazioni e ONG, Volontari delle varie Componenti della CRI, amministratori locali, funzionari di enti pubblici e del Terzo Settore, membri di organismi di volontariato, cittadini socialmente impegnati.

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6 - dal sito web CRI
Diritto Internazionale Umanitario: collaborazione CRI - Universita' Roma Tre
Roma 31-07-2007

Nell’ambito dell’attività di diffusione del Diritto Internazionale Umanitario (DIU), la Croce Rossa Italiana da alcuni anni ha attivato una collaborazione con la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi “Roma Tre” per la realizzazione, all’interno del Master di secondo livello in “Peacekeeping and Security Studies”, di un modulo dedicato alla Croce Rossa e al Diritto Internazionale Umanitario, totalmente gestito da personale della CRI (Istruttori DIU e Funzionari esperti).
 
L’iniziativa nasce dall’esigenza di sviluppare e migliorare le conoscenze delle norme del DIU e acquisire un’esperienza di applicazione dello stesso da parte di esperti destinati - in contesti di crisi e di intervento - ad affiancare le Forze Armate impiegate in missioni di peacekeeping o di cooperazione civile-militare. Tale progetto è altresì in linea con le risoluzioni del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, che raccomandano di sviluppare maggiormente le attività nel settore della diffusione del DIU e di formare personale qualificato per facilitare l’applicazione delle Convenzioni e dei Protocolli Addizionali.
 
A tal fine è stato stipulato un accordo tra la Croce Rossa Italiana e l’Università degli Studi di “Roma Tre” che prevede nell’Anno Accademico 2007-2008 l’attivazione di un “Corso di Qualificazione per personale civile e militare per l’applicazione del Diritto Internazionale Umanitario nei conflitti Armati e nelle Crisi Response Operations”. Il Corso, articolato in 10 sessioni di 7 ore ciascuna, affronterà i seguenti argomenti: i principi generali del Diritto Internazionale Umanitario, l’uso della forza, mezzi e metodi di guerra, i soggetti legittimati all’uso della forza, il Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, la protezione di feriti, malati e naufraghi, la popolazione civile, la protezione speciale di persone e beni, le parti in conflitto, le garanzie repressive.

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7 - dal sito web CRI
Il Comitato Regionale CRI Valle d'Aosta approfondisce le attivita' internazionali della CRI
Courmayeur 06-08-2007

Grande successo ha arriso all’iniziativa del Comitato Regionale della Valle d’Aosta “Tra pace e guerra: le attività internazionali della CRI”, svoltasi a Courmayeur il 4 agosto.
Dopo gli interventi introduttivi e di saluto del Presidente del Comitato Regionale CRI, Corrado Comoglio, del Sindaco di Courmayeur, Romano Blua, e dell’Assessore Regionale alla Sanità, Antonio Fossan, si è entrati nel cuore del problema.
Il Prof. Edoardo Greppi, ordinario di Diritto Internazionale all’Università di Torino, ha inquadrato con grande capacità comunicativa il Movimento Internazionale della Croce Rossa, il Diritto Internazionale Umanitario e l’inserimento della Croce Rossa Italiana nell’ambito Mondiale. Particolarmente significativa la sua citazione di J. Pictet: “Nel mare della politica la Croce Rossa è un nuotatore solitario che non deve bere acqua”.
Attraverso le esposizioni di tre delegati internazionali CRI, introdotti dalla Dott.ssa Patrizia Argenziano, Responsabile dell’Ufficio Delegati, si sono potute conoscere le operazioni che la Croce Rossa Italiana sostiene nelle diverse parti del mondo.
Gianmarco Onorato ha parlato dell’attività dei Centri Psicosociali ubicati nella Striscia di Gaza, Betlemme e Hebron, volti ad aiutare le persone palestinesi che vivono in quelle terre.
Mara Muzzi ha illustrato il programma in ambito di HIV/AIDS, e la campagna di prevenzione dalle dipendenze da sostanze in Uruguay, Paraguay e Argentina.
Si è andati in Bosnia con Michele Rezza che ha parlato di tre programmi: home Care: assistenza domiciliare, dialogo, taglio della legna, distribuzione di aiuti alimentari e pacchi di prodotti di prima necessità per l’igiene personale e della casa; mobile team: squadre di volontari operano a domicilio per effettuare interventi di manutenzione e miglioramento delle abitazioni; population movement: monitorare il ritorno delle persone nei luoghi di residenza e verificare la sicurezza delle abitazioni e le condizioni fisiche degli sfollati al loro ritorno.
Il Presidente Nazionale CRI, Massimo Barra, ha concluso i lavori mettendo in particolare l’accento sul principio di Imparzialità che contiene il concetto di proporzionalità: in un Conflitto non bisogna applicare il concetto di fifty/fifty tra le parti, ma agire orientati solo dai bisogni, da qualunque parte essi provengano.

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8 - 4°  Corso Storia della Croce Rossa e Storia della Medicina
Terminillo (Rieti)  dal 5 al 9 settembre

Termine ultimo per l'iscrizione il 22 Agosto 2007

La documentazione: programma, lettera informativa e scheda di iscrizione al sito Caffè Dunant a questo link
 
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