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n° 307 del 17 marzo 2007 Stampa E-mail
martedì 20 marzo 2007

17 marzo 2007

nr. 307

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

1 - 15 Marzo 2007   -   Comunicato stampa CICR 07/30
Myanmar: nessun passo avanti nel dialogo, il CICR chiude i propri uffici
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

2 - 13 Marzo 2007 Comunicato CICR 07/07
Sri Lanka: il CICR assiste gli sfollati civili a Batticaloa
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

3 - 12 Marzo 2007
Mozambico, il sistema di allerta rapida ha aiutato a salvare le vite dei bambini della scuola di Vilanculos di Tapina Gomo e Moises Inguane, Vilanculos
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

4 - 7 Marzo 2007 Comunicato Stampa 07/26
Giornata mondiale della Donna - Le donne sfollate a causa della guerra meritano attenzioni speciali
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly e Laura Grassi

5 - 7 Marzo 2007 - News CICR 07/6
Rwanda: riuniti dopo 12 anni
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

6 - Febbraio 2007
Sviluppare la capacità della gioventù attraverso lo scambio
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

7- allegato
Tratto dal Sito web del CICR
Emergenza salute pubblica: influenza aviaria. Domande e Risposte
Traduzione non uficiale di Simon G.Chiossi

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1 - 15-03-2007   -   Comunicato stampa CICR 07/30
Myanmar: nessun passo avanti nel dialogo, il CICR chiude i propri uffici
Traduzione non ufficiale di S.G.Chiossi

Ginevra/Yangoon (CICR) "L'operato umanitario del CICR in Myanmar ha raggiunto la paralisi quasi totale", ha affermato il direttore delle operazioni del CICR. Parlando a Ginevra, Pierre Kraehenbuehl ha spiegato che al personale CICR non e' ancora consentito riprendere le visite ai detenuti in tutto il paese, ne' condurre operazioni sul campo in zone delicate, in modo indipendente. "Un recente incontro con il ministro degli interni e' stato inconclusivo", ha aggiunto.

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Nonostante gli ingenti sforzi del Comitato Internazionale di Croce Rossa per sormontare le difficolta' emerse nel corso dei mesi, il ministero degli esteri del Myanmar non ha allentato le fortissime restrizioni imposte al CICR. Queste restrizioni stanno compromettendo la capacita' del CICR di espletare un mandato internazionalmente riconosciuto, in quanto esse sono incompatibili con l'approccio indipendente e neutrale verso le necessita' umanitarie e l'assistenza alle persone vulnerabili. Il CICR ha pertanto deciso di chiudere due dei propri uffici, di cui uno si trova a  Mawlamyine (nello stato Mon), l'altro a Kyaing Tong (stato Shan Orientale). Il CICR sta seriamente prendendo in esame la possibilita' di lasciare aperti o meno gli altri uffici sul territorio.

"Le condizioni di vita e sicurezza per i civili nelle aree di confine delicate resta un grossa questione per il CICR", ha affermato Kraehenbuehl. "Vi sono forti indizi di un deterioramento delle condizioni di detenzione e trattamento dei detenuti in vari luoghi di prigionia."

Nel corso degli ultimi due anni il CICR ha costantemente sollevato questioni umanitarie con il governo del Myanmar, a voce e per iscritto, insistendo sia sulla necessita' di migliorare la situazione che sul permesso di poter espletare la propria opera efficacemente ed in liberta'. Siccome pero' non vi e' stata alcuna risposta tangibile dalle autorita', e date le restrizioni imposte al CICR, le attitivita' umanitarie di base dell'organizzazione sono a rischio.

Il CICR deplora il fallimento degli sforzi per riattivare un dialogo umanitario significativo con il ministero degli esteri. Il CICR resta disponibile al dialogo ad alto livello con le autorita' del Myanmar al fine di interrompere la crisi, ed e' pronto ad affrontare immediatamente le necessita' umanitarie piu' pressanti, purche' pero' gli sia consentito di operare indipendentemente e di accedere direttamente e con regolarita' alle persone in difficolta'.

Il CICR aperse un ufficio a Yangoon ed inizio' un progrmma di riabilitazione e adattamento protesi nel 1986. Sin dal 1999 ha portato assistenza e protezione in luoghi di detenzione ed in sensibili aree di confine. Nell'ultimo anno ha dovuto ridurre il personale non locale da 56 a 16 persone a causa delle restrizioni impostegli dal governo del Myanmar.

Per ulteriori informazioni si prega di contattare:
Thierry Ribaux, CICR Yangoon, tel +951 662 613 / +951 664 524
Carla Haddad, CICR Ginevra, tel +41 22 730 24 05 / +41 79 217 32 26

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Tratto del sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa:
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/myanmar-news-150307!OpenDocument

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2 - 13 marzo 2007 Comunicato CICR 07/07
Sri Lanka: il CICR assiste gli sfollati civili a Batticaloa
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

Il CICR ha iniziato le operazioni di soccorso nel distretto di  Batticaloa per assistere alcune migliaia di civili sfollati durante  gli scorsi quattro giorni, a causa dei combattimenti tra le Forze di  Sicurezza dello Sri Lanka e l'Esercito di Liberazione delle Tigri del  Tamil (LTTE).

Questi ultimi sfollati sono fuggiti dalle proprie abitazioni nelle  aree di Vavunatheevu e Karadiyanaru, diretti verso la città di  Batticaloa, dove sono stati accolti nelle scuole locali e nei campi  allestiti nei mesi scorsi dalle organizzazioni internazionali, in  collaborazione con le autorità locali. Insieme alla Società di Croce  Rossa dello Sri Lanka, il CICR ha inoltre fornito a circa 5.000  persone 1750 materassi, 900 tende, 450 kit igienici (sapone,  detersivo, rasoi, asciugamani e shampoo), 850 taniche, 170 kit per  neonati (sapone, pannolini lavabili, talco, lenzuola e asciugamani).

Il CICR ha inoltre installato strutture sanitarie e sistemi di  distribuzione dell'acqua presso il campo di Korralanerni, dove i  recenti sfollati stanno gradualmente giungendo. In altri campi, ad  Alankulam, Kiran e Mavadivembu, il CICR continua a distribuire acqua  potabile quotidianamente e a costruire latrine e docce. Il CICR ha  lanciato la propria azione di soccorso nel distretto di Batticaloa in  collaborazione con le autorità locali ed altre organizzazioni  umanitarie presenti sil territorio.

Il CICR ricorda ad entrambe le parti in conflitto il loro obbligo di  rispettare il Diritto Internazionale Umanitario, specialmente il loro  dovere di proteggere la popolazione civile e di garantire la libertà  di movimento agli sfollati interni.

Tratto dal sito del CICR:
http://www.icrc.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/htmlall/sri-lanka-news-130307

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3 - 12 Marzo 2007
Mozambico, il sistema di allerta rapida ha aiutato a salvare le vite dei bambini della scuola di Vilanculos
di Tapina Gomo e Moises Inguane, Vilanculos
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

Il 21 febbraio, il ciclone Favio ha provocato frane nella città costiera di Vilanculos in Mozambico, causando il ferimento di oltre 70 persone e distruggendo più di 6.000 abitazioni. Il ciclone Favio ha inoltre ucciso nove persone in altri parti del paese e causato gravi distruzioni. La scuola elementare di Vilanculos è uno degli edifici distrutti dai venti violenti.

Di quello che rimane dell’edificio, il pavimento è permanentemente bagnato, e i bambini si portano appresso delle scope per spazzare via l’acqua.

“La nostra scuola conta oltre 1.000 alunni. Metà di loro segue le lezioni sotto gli alberi”, afferma Francisco Tsohiuane, preside della scuola.

Il ciclone ha reso molti bambini ansiosi e la frequenza scolastica è seriamente diminuita. “Alcuni bambini sono ancora traumatizzati dopo l’esperienza del ciclone, e quelli che hanno avuto il coraggio di frequentare la scuola, devono portarsi con sé dei pezzi di stoffa su cui sedersi”, spiega il preside, e aggiunge che le lezioni devono essere sospese ogniqualvolta che piove. Egli sottolinea la gravità della situazione e fa appello a chiunque sia interessato a farsi avanti e aiutare a ricostruire la scuola.

Il ciclone Favio avrebbe potuto trasformarsi in una vera tragedia se i bambini fossero stati dentro l’edificio scolastico quando il tetto è crollato. Appena prima che il ciclone si abbattesse su Vilanculos, la filiale della Croce Rossa del Mozambico ha fatto pervenire alla scuola delle informazioni di allerta rapida che hanno permesso di salvare vite umane.

“Abbiamo consigliato alla scuola di dire ai bambini di rimanere a casa per garantire la loro incolumità”, spiega Maria Candela Villanculo, vice presidente della filiale della Croce Rossa di Vilanculos.

“Questo è stato di grande aiuto. Ci sono stati riportati solo pochi casi di feriti. Speriamo che la scuola venga presto riparata cosicché i nostri bambini possano continuare la loro istruzione. In quanto volontari della Croce Rossa siamo pronti a offrire il nostro aiuto se i materiali vengono resi disponibili”, aggiunge Maria Candela.

Non appena è stato sollevato l’allarme sul ciclone Favio, i volontari della Croce Rossa hanno diffuso tale notizia e hanno dato dei consigli a tutto il paese, aiutando a ridurre il numero delle vittime. Campagne di prevenzione simili a questa sono state effettuate anche lo scorso mese quando le inondazioni hanno colpito altre parti dello Mozambico.

Il 16 di Febbraio, la Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha lanciato un appello per 7,5 milioni di franchi svizzeri (4,3 milioni di euro) al fine di supportare l’assistenza alle vittime offerta dalla Croce Rossa del Mozambico. Questo appello è in corso di revisione allo scopo di far fronte ai bisogni aggiuntivi delle persone colpite dal ciclone.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale: http://www.ifrc.org/docs/news/07/07031201/  
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4 - 7 marzo 2007 Comunicato Stampa 07/26
Giornata Mondiale della Donna - Le donne sfollate a causa della  guerra meritano attenzioni speciali
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly e Laura Grassi

Ginevra (CICR) - "Sono dovuta scappare dal mio villaggio perché  uomini armati ci costringevano a cucinare, lavare e fare tutto per  loro", afferma Elena, una donna colombiana che ora vive a Bogotà. "Se  non facevamo quello che dicevano, ci minacciavano di portare via i  nostri figli. Un giorno mi piacerebbe tornare nella mia casa nel mio  villaggio per vivere insieme ai miei figli."

In tutto il mondo, la minaccia di attacchi ed intimidazioni, il  rischio di essere coinvolti in episodi di violenza e la perdita dei  servizi essenziali conduce milioni di civili lontano dalle loro case,  in aree sconvolte da conflitti armati. Questo spostamento ha un  impatto profondo e a lungo termine - fisico, psicologico, sociale ed  economico - sulla vita di coloro che sono costretti a fuggire.

Le donne sono spesso obbligate ad abbandonare il loro mondo. A volte  devono rivestire ruoli per loro non usuali - ad esempio divenire il  principale sostegno economico familiare - spesso senza il sostegno  della propria famiglia o della propria comunità, da cui spesso  vengono separate durante la fuga. Dovendosi confrontare con questo  genere di sfide, numerose donne dimostrano grande forza e risorse  infinite nell'assicurare la sopravvivenza a se ed alla propria  famiglia. Nonostante ciò, la responsabilità di cercare un rifugio in  un luogo straniero ed ostile grava fortemente sulle spalle di queste  donne, dei loro figli e degli altri membri della famiglia di cui si  prendono cura. Oltre agli sforzi per la sopravvivenza, queste donne  spesso affrontano rischi sempre maggiori per la loro sicurezza e per  la loro salute. Inoltre sono fortemente esposte a minacce di violenze  sessuali e ad altre forme di aggressione.

L'obiettivo del Comitato Internazionale di Croce Rossa (CICR) è di  rendere possibile, alle persone, di rimanere al sicuro nelle loro  abitazioni senza essere coinvolti dai conflitti armati in corso e da  altre situazioni di violenza. Nel caso in cui le persone fossero  costrette a fuggire verso un'altra area del loro paese, il CICR ed i  propri partner della Federazione Internazionale di Croce Rossa e  Mezzaluna Rossa, forniscono aiuto e fanno grandi sforzi per  assicurare la loro protezione. Quando viene espresso il desiderio e  le circostanze lo consentono, queste organizzazioni permettono a  queste persone di rientrare in sicurezza nelle proprie case.

E' stata dedicata particolare attenzione alle necessità delle donne  sfollate, il CICR ed i propri partner fanno il possibile per aiutarle  ad affrontare le difficoltà.

"Durante la Giornata Mondiale della Donna di quest'anno, il nostro  tributo è rivolto alle tante donne costrette ad abbandonare il  proprio ambiente familiare", afferma Florence Tercier, a capo del  programma del CICR per aiutare le donne in guerra. "Meritano delle  attenzioni particolari e sostegno da parte del CICR, delle altre  organizzazioni umanitarie e dei loro governi."

Tratta dal sito del CICR:
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/women-and-war-news-070307!OpenDocument

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5 - 7 marzo 2007 - News CICR 07/6
Rwanda: riuniti dopo 12 anni
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

Mercoledì 7 marzo 2007 è una giornata che la quattordicenne Ndayisenga ricorderà per il resto della vita. E' stato il giorno in cui ha potuto rivedere la propria famiglia dopo dodici anni di separazione.

Ha perso le loro tracce mentre viveva nella Repubblica Democratica del Congo, prima che il CICR la rimpatriasse in Rwanda. Una volta rientrata nel proprio paese, ha passato cinque anni in un orfanotrofio a Muhanga, una provincia meridionale, prima di essere trasferita, con una famiglia, nel distretto di Kamonyi.

Ndayisenga è una dei 300 bambini di cui il CICR ha trasmessoo le informazioni attraverso le emittenti radio locali, in uno sforzo per aiutarli a rintracciare le proprie famiglie. Spesso i bambini non avevano idea di dove vivessero le proprie famiglie, ed era stato impossibile rintracciarle nonostante dieci anni di tentativi e ricerche.

La madre di Ndayisenga: "Appena ho sentito l'annuncio su Radio Rwanda, ho contattato l'ufficio del CICR di Kamembe per essere sicura che parlassero proprio di mia figlia. Era proprio lei!"

Questa campagna ha permesso di riunire 30 bambini alle rispettive famiglie. Nel corso del 2006, 93 bambini Rwandesi hanno ritrovato i propri familiari, 25 dei quali attraverso i regolari annunci diffusi dalle emittenti radio con cui il CICR collabora.

Le informazioni vengono trasmesse ogni lunedì, mercoledì e venerdì alle 16:05, subito dopo il notiziario.

Nota del Traduttore: Le informazioni relative a Radio Rwanda sono reperibili al seguente indirizzo: http://www.orinfor.gov.rw/

Tratto dal sito del CICR:

http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/rwanda-news-070307!OpenDocument

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6 - Febbraio 2007

Sviluppare la capacità della gioventù attraverso lo scambio
Si ringrazia Shadrack Musyoka, delegato per la gioventù della Croce Rossa Keniota in Norvegia, per il suo contributo alla realizzazione di questo articolo.

Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

Le capacità dei giovani volontari della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa possono essere sviluppate attraverso metodi diversi: la Croce Rossa Norvegese ha ritenuto di poter conseguire questo obiettivo nella maniera più efficace attraverso un programma di Youth Delegates, ovvero di Delegati alla Gioventù. Questo programma prevede che la Croce Rossa Giovanile della Norvegia invii due delegati presso ciascuna delle altre Società Nazionali che partecipano al progetto, e queste ultime mandino i propri delegati in Norvegia. I giovani volontari che prendono parte al programma hanno l'opportunità di sviluppare le proprie abilità e, allo stesso tempo, il programma contribuisce a costruire le capacità complessive della Croce Rossa Giovanile in tutte le Società Nazionali aderenti al progetto, rendendo a tutti gli effetti la gioventù parte integrante del Movimento.

Vivere e lavorare all'estero con la Croce Rossa

Attualmente sono cinque le Società Nazionali coinvolte nello scambio con la Croce Rossa Norvegese: la Croce Rossa Armena, quella Colombiana, del Kenya, la Croce Rossa Libanese e quella del Nepal. I delegati hanno iniziato il loro addestramento in agosto ed al momento sono a metà del loro percorso formativo. Shadrack Musyoka, volontario della Croce Rossa Giovanile del Kenya, sta lavorando attualmente in Norvegia come youth delegate; ci spiega che vivere e lavorare all'estero in un paese con cultura, cibo e clima diversi è meraviglioso, ma anche impegnativo e difficile. "Vi dirò che questo non è soltanto un viaggio dal punto di vista geografico, ma anche un viaggio in se stessi," ha dichiarato Shadrack. "In qualità di youth delegate, si ha l'opportunità di affrontare sia sfide positive che difficoltà negative e l'impegno richiesto è notevole."

Dopo essere stati selezionati, gli youth delegates hanno seguito un mese di formazione tutti insieme in Norvegia, prima che i giovani volontari norvegesi si recassero nei diversi paesi e gli altri fossero destinati alle varie sedi della Croce Rossa Norvegese, dove devono vivere e lavorare per un periodo di nove mesi, terminato il quale, vi è una fase di almeno due mesi in cui i delegati svolgono attività a carattere informativo nei rispettivi paesi, dedicandosi in particolar modo alla condivisione delle esperienze interculturali maturate e di tutto quanto di meglio abbiano imparato nei paesi in cui hanno prestato servizio.

Giunto a metà del programma di scambio, Shadrack inizia a capire ciò che sta imparando e quale sia l'entità del contribuito che egli stesso può offire. "Per me, questa è un'esperienza di vita," ha raccontato. "Cerco di sfruttare le mie potenzialità dando una mano nella attività di reclutamento di nuovi giovani volontari e occupandomi della diffusione dei principi e delle finalità del Movimento tra i più giovani." Shadrack e la sua collega Janet, anche lei youth delegate del Kenya, stanno lavorando per consolidare le attività giovanili in una unità periferica della Croce Rossa Norvegese. Il lavoro di potenziamento dal punto di vista organizzativo che conducono è simile a quello che svolgono tutti gli youth delegates in Norvegia e negli altri paesi, anche se possono esserci differenze dal punto di vista culturale. "Ho imparato molto da persone che hanno differenti stili di vita e hanno seguito percorsi diversi dal mio," ha dichiarato Shadrack. "Questa è sicuramente per me un'esperienza preziosa che mi è dato vivere nel settore umanitario."

Obiettivi individuali e collettivi

Uno degli obiettivi del programma di Youth Delegates è certamente quello di offrire a soci giovani di Società Nazionali la possibilità di vivere e lavorare in un altro paese e presso un'altra Società Nazionale e di consentire loro l'eventualità di condividere le esperienze, le proprie conoscenze e le proprie abilità con gli altri. Il programma mira anche a conseguire obiettivi più ampi: promuovere l'apprendimento trans-culturale, la comprensione e l'amicizia internazionale, sviluppare lo spirito di volontariato e la conoscenza della Croce Rossa tra i giovani volontari, oltre che rafforzare le capacità e la cooperazione delle Società Nazionali aderenti al programma.

Come gli obiettivi, i risultati sono valutabili sotto più punti di vista. I delegati hanno l'opportunità di conseguire nuove abilità e di condividere le proprie conoscenze e di venire a contatto con altre culture. Questo fatto è di notevole importanza per il loro lavoro futuro, sia all'interno del Movimento che in altri contesti. Il programma inoltre aiuta a motivare tutti i giovani volontari e ad incrementare la loro consapevolezza culturale e la comprensione del lavoro a livello internazionale. Inoltre, nell'ambito delle Società Nazionali si verifica un aumento delle adesioni e lo sviluppo delle attività giovanili a livello di unità operative, una migliore circolazione delle informazioni ed un aumento delle capacità nelle sezioni giovanili. Il programma rafforza anche la cooperazione tra le Società Nazionali coinvolte.

Shadrack dice di essere grato alla Croce Rossa Norvegese per l'impegno in questo programma: "Sarebbe bello che altre Società Nazionali seguissero l'esempio e provassero ad intraprendere programmi di scambio a livello giovanile, perché i giovani hanno la capacità di aprire gli occhi ai propri coetanei e possono formare volontari sempre più competenti e preparati". Shadrack inoltre ha spiegato che esistono già degli esempi di questi risultati positivi nelle Società Nazionali che hanno preso parte al programma, dove  gli ex youth delegates hanno assunto ruoli fondamentali nello sviluppo e nella realizzazione delle attività giovanili.

In Kenya, Shadrack ci spiega che molti degli ex delegati sono attualmente impegnati nelle attività della Croce Rossa Keniota Giovanile a diversi livelli: uno ad esempio è coordinatore nazionale della gioventù, due operano a livello di unità operative ed altri stanno offrendo la loro esperienza attraverso il volontariato sia a livello nazionale che locale. Questa situazione si verifica anche nelle altre Società Nazionali coinvolte nel progetto.

Formare volontari preparati e personale competente per le Società Nazionali è solo uno dei risultati; in molti casi, si assiste ad un vero e proprio scambio di attività da una società nazionale all'altra proprio grazie agli youth delegates. Molte delle attività della Croce Rossa Norvegese Giovanile sono state “importate” in questo maniera: questo è avvenuto con l'iniziativa "When disaster hits" (NdT: attività di prevenzione e risposta ai distrastri) che è stata concepita originariamente in Kenya e la campagna "Active choice", un programma di prevenzione dell'HIV e delle malattie sessualmente trasmissibili che viene dalla Giamaica.

Le piccole cose

Il programma per youth delegates aiuta a consolidare le capacità delle Società Nazionali e ottiene ottimi risultati. Ancora una volta, a contare sono però le piccole cose: quando Shadrack parla della nuova realtà con cui è venuto in contatto e di ciò che ha imparato, non può non fare riferimento alle difficoltà che ha incontrato per cercare di abituarsi alla Norvegia. I norvegesi hanno una notevole cultura e molte tradizioni, ha ammesso. Essi sono "nati con gli sci ai piedi", normalmente non parlano agli stranieri e gradiscono il cibo freddo, il pane e il pesce. È una società profondamente diversa da quella a cui era abituato, ma si sta adattando un po' per volta. "Anche se non non sono necessariamente d'accordo con tutto, rispetto le differenze culturali," ha detto. "I norvegesi sono aperti ed ospitali una volta che li hai conosciuti, e conserverò sempre un ricordo affettuoso di quest'esperienza di vita."

Tratto dal sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:http://www.ifrc.org/youth/activities/news/0702Norway/index.asp

Foto [ © IFRC]:





 

NdT: Il sito della Croce Rossa Norvegese Giovanile è: http://www.rodekorsungdom.no/English/

Oltre alle attività di scambio internazionale, sono da segnalare l'impegno dei giovani volontari norvegesi per la messa al bando delle bombe a grappolo, con la campagna dal titolo “Is this a toy?” [È un giocattolo?], nonché le attività di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili ed il gioco di ruolo “On the run” [In fuga] sul problema dei rifugiati.

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7- SCARICA L'ALLEGATO

Tratto dal Sito web del CICR
Emergenza salute pubblica: influenza aviaria. Domande e Risposte
Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi

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