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n° 304 del 23 febbraio 2007 Stampa E-mail
venerdì 23 febbraio 2007

23 febbraio 2007

nr. 304

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contentuto: 

1 - 15-2-2007 - CICR - Comunicato Stampa 07/16
“Nepal : il CICR cerca di conoscere le sorti di oltre 800 persone scomparse forzatamente”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

2 - 6/02/2007    Dichiarazione
Comitato Internazionale della Croce Rossa
“Il CICR dice "no" al reclutamento dei bambini-soldato”
Traduzione non ufficiale di Luigi Micco

3 - 31-01-2007    CICR   Feature
“I progetti idrici dell’CICR aiutano la lotta alle malattie potenzialmente mortali in Burundi.”
Traduzione non ufficiale di Giuseppe Sonzogni

4- allegato pieghevole

Presentazione del libro "Il terzo combattente" venerdì 16 marzo 2007 alle ore 16.00 presso l'Istituto Luigi Sturzo -  via delle Coppelle, 35  - ROMA  (traversa di Via della Scrofa).  Programma
Comunicatoci da Paolo Vanni e Giorgio Ceci

1- 15-2-2007 CICR - Comunicato Stampa 07/16
“Nepal : il CICR cerca di conoscere le sorti di oltre 800 persone scomparse forzatamente”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Katmandu/Ginevra (CICR) – In Nepal, la lista di oltre 800 persone la cui famiglia a segnalato la scomparsa sarà pubblicato domani, 15 febbraio, dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) per tentare di ottenere informazione sulle loro sorti.

Ad oggi, il CICR dispone dei nomi di oltre 800 persone di cui non ci sono notizie in seguito al conflitto armato. <Le famiglie delle persone scomparse provano una sofferenza indicibile per non conoscere cosa è accaduto ai loro congiunti, « il sapere » è un loro diritto > ha affermato Mary Werntz, capo della delegazione del CICR in Nepal.

Secondo il Diritto Internazionale Umanitario, tutte le parti in conflitto sono tenute a prendere tutte le misure possibili per ritrovare le persone scomparse forzatamente a seguito di un conflitto armato, e esse devono fornire ai familiari tutte le informazioni di cui esse dispongono sulla loro sorte.

« Lancio un appello a tutte le famiglie che aspettano con ansia le notizie dei loro familiari scomparsi e a tutte le persone suscettibili di avere informazioni su una persona di cui si ignora la sorte, per esortarle a consultare la nostra  lista. Se un familiare non figura sulla lista oppure se avete informazioni su una persona che si trova nella lista, contattate l’ufficio del CICR più vicino per trasmettere le vostre indicazioni » ha dichiarato la Signora Werntz la vigilia della pubblicazione del CICR della lista delle persone scomparse forzatamente in Nepal.

Dall’inizio delle sue attività in Nepal nel 1998, il CICR ha trasmesso regolarmente alle parti in conflitto tutte le domande relative alle persone scomparse e richiesto che le famiglie siano informate sulla sorte dei loro parenti. Il CICR e la Croce Rossa del Nepal si sono fortemente impegnati a proseguire i loro sforzi per agire in nome delle famiglie e alleggerire le loro sofferenze.

La lista pubblicata nel giornale Gorkapatra il 15 febbraio 2007 sarà disponibile in forma elettronica sul sito: www.familylinks.icrc.org   e   www.nrcs.org.

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2 - 6/02/2007 Dichiarazione
Comitato Internazionale della Croce Rossa
“Il CICR dice "no" al reclutamento dei bambini-soldato”
Traduzione non ufficiale di Luigi Micco

Discorso pronunciato da Alain Aeschlimann, responsabile della Divisione delle attività di protezione del Comitato Internazionale della Croce Rossa, in occasione della Conferenza "Liberiamo i bambini soldato" organizzata dall'UNICEF a Parigi, il 6 febbraio 2007.

Eccellenze, signore e signori Ministri, permettetemi innanzi tutto di ringraziare molto sinceramente il governo francese e l'Unicef per aver invitato il CICR a partecipare a questa importante conferenza internazionale.

Il perché ed il come, i bambini sono reclutati rappresentano delle domande complesse che esigono delle risposte variabili ed adattate alle diverse situazioni, tutti differenti le une dalle altre: non può dunque avere una risposta semplice, né uniforme. Il rispetto della dignità umana e dei diritti degli individui, di cui i bambini, in particolare nei conflitti armati, dipende da un insieme di fattori che partecipano alla creazione di un ambiente propizio alla protezione. La responsabilità principale per un tale contesto ricade sulle autorità interessate. Uso qui il termine generico che indica tutte le autorità (siano esse statali o internazionali in caso di forze multinazionali, tradizionali o tribali), ed i gruppi armati. Questo implica l'esistenza di una volontà politica e di certe capacità.

Questa responsabilità include l'adesione ai trattati internazionali pertinenti, l'adozione di leggi e direttive, l’insediamento d’istituzioni affidabili, l'educazione e la formazione, l'adozione di sanzioni in caso di violazioni ed il risarcimento delle eventuali vittime. Tutti gli Stati che non sono parti al conflitto hanno una responsabilità di far rispettare il Diritto Internazionale Umanitario secondo le Convenzioni di Ginevra e giocano anche un ruolo importante per costruire questo contesto favorevole. Vale lo stesso per i media, le ONG internazionali, il sistema delle Nazioni Unite, come per i Tribunali e le altre istituzioni e meccanismi internazionali. Sul piano nazionale e locale, i differenti elementi della società civile, tra cui le ONG, osservano e contribuiscono a sviluppare quest’ambiente favorevole.

La risposta di tutti questi differenti interventi non può essere semplice né ridotta ad un solo comune denominatore. Occorrono delle azioni diverse e complementari. L'azione umanitaria del CICR è un elemento costitutivo importante di un tale ambiente.

Sin dalla sua creazione, opera in favore delle vittime dei conflitti. Per la loro vulnerabilità, i bambini sono al centro dei suoi sforzi e il CICR si compiace molto del più forte interesse della comunità internazionale. Il CICR si sforza di sviluppare degli approcci complementari rispetto a quelli degli altri attori ed operatori. Il suo valore aggiunto è legato alla lunghissima esperienza nei conflitti armati, la sua esperienza in Diritto Internazionale Umanitario, il suo carattere d’istituzione e intermediario rigorosamente neutrale ed indipendente, la sua priorità alla vicinanza con le vittime ed al dialogo con le autorità e gli altri portatori d’armi a tutti i livelli, la sua capacità di dispiegamento veloce, il suo impegno nella durata e la sua volontà di risposta interdisciplinare ai bisogni.

Più concretamente, il CICR partecipa alla prevenzione del reclutamento dei bambini in due modi: con la sua azione nel campo normativo e con le sue attività operative sul campo.

Lo sviluppo del diritto e degli standard internazionali costituiscono una precedenza. Custode e promotore del Diritto Internazionale Umanitario, il CICR ha giocato un ruolo importante nella redazione delle bozze di trattati e nelle conferenze diplomatiche che hanno portato all'adozione delle Convenzioni di Ginevra del 1949 e dei due Protocolli Aggiuntivi del 1977. Il diritto umanitario protegge i bambini a due livelli. Innanzi tutto, fin tanto che non partecipano direttamente al conflitto, questi beneficiano delle protezioni generali della popolazione civile contro gli effetti delle ostilità, e poi, hanno diritto ad una protezione speciale in virtù della loro particolare vulnerabilità. In merito al loro reclutamento o alla partecipazione alle ostilità, i Protocolli Aggiuntivi hanno fissato l'età minima a 15 anni. Nel 1977, non era possibile ottenere di più.

In seguito, il CICR ha contribuito, in qualità di esperto, a tutti i lavori delle conferenze che hanno portato agli sviluppi rilevanti del diritto internazionale, relativo alla protezione dei bambini nei conflitti armati, come la Convenzione relativa ai diritti del bambino ed il suo protocollo facoltativo al trattato di Ottawa, fino allo Statuto di Roma. Una lettura attenta del Protocollo facoltativo mostra che questo non stabilisce un'età minima fissa per il reclutamento e la partecipazione alle ostilità a 18 anni. Per esempio, il reclutamento volontario di bambini di 15 anni nelle forze armate governative è ancora permesso. Sarà sicuramente oggetto di un futuro sviluppo. Il CICR, le differenti Società Nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e la Federazione Internazionale, sostengono un'età limite universale di 18 anni. Anche sviluppi come gli Impegni ed i Principi di Parigi, all'elaborazione dei quali il CICR ha contribuito in modo significativo con l'UNICEF e altre organizzazioni particolari, permettono notevoli passi in avanti.

Come condizione alla sua applicazione, il diritto internazionale deve essere integrato nel diritto nazionale. I servizi consultivi in Diritto Internazionale Umanitario del CICR hanno una grande esperienza nell’assistere gli Stati nell’implementazione nazionale di norme internazionali che proteggono la persona umana. Sul piano operativo, il CICR è presente in tutti i teatri di conflitti. Sviluppa un largo spettro di attività in favore dei bambini e per contribuire alla loro protezione. La sua azione è centrata sulla realtà degli scenari ed è orientata verso soluzioni effettive e concrete basate sul dialogo con le persone interessate.

La grande maggioranza delle sue attività ha, in un modo o nell'altro, una funzione preventiva. Permettetemi di evidenziare alcune attività operative che contribuiscono in modo più specifico alla prevenzione del reclutamento e dell'utilizzo di bambini:

1. Il CICR realizza regolarmente degli approcci ai gruppi armati, o autorità e forze governative, sulla base di contatti che ha avuto con i membri della famiglia dei bambini, sulla base di notizie raccolte in altri modi e in base al monitoraggio che effettua. Il CICR considera cruciale stabilire e mantenere un dialogo regolare con tutti gli attori interessati. Grazie al suo carattere neutrale ed imparziale, il CICR ha spesso un accesso ai gruppi armati, che pochi, o addirittura nessun altro operatore ha. Il CICR ricorda senza tregua gli obblighi che ricadono sulle forze e gruppi armati, ivi compreso il divieto di reclutare i bambini. In questo modo abbiamo ottenuto la smobilitazione di numerosi bambini, principalmente in Asia ed in Africa. Oltre al carattere illegale del reclutamento dei bambini, il CICR insiste, nei suoi contatti con forze e gruppi armati, sul fatto che i bambini reclutati conservano certi diritti e protezione anche durante il loro reclutamento. Questo include il diritto di non essere maltrattati o abusati sessualmente e di ricevere il cibo e le cure necessarie.

2. Per essere rispettato, il diritto deve essere conosciuto. Per questo il CICR organizza dei programmi di formazione e di promozione della conoscenza del diritto umanitario e delle altre norme fondamentali per le forze armate, le forze di polizia e gli altri gruppi armati. Inoltre è molto importante sensibilizzare e fare conoscere i loro diritti a tutti, a cominciare dai bambini stessi, mettendo a disposizione delle autorità moduli educativi, come quello intitolato "esploriamo il diritto umanitario".

3. L'ultimo punto che vorrei qui menzionare è il diritto dei bambini di vivere con le loro famiglie. I bambini che si ritrovano soli, senza la protezione assicurata dall’ambiente familiare, in un contesto lacerato dalla guerra, normalmente sono reclutati più facilmente. La nostra azione in favore dei bambini non accompagnati, la ricerca dei loro familiari, lo scambio di messaggi familiari e le riunificazioni delle famiglie, costituisce un elemento cruciale per la prevenzione del reclutamento. Nel 2006, il CICR ha riunificato 2000 bambini con le proprie famiglie, di cui circa 1000 bambini sono stati smobilitati. A fine dicembre, c'erano ancora 8000 casi da trattare, di cui circa 600 bambini smobilitati. Per i bambini smobilitati, il CICR si sforza di seguire la condizione del bambino anche dopo la riunificazione.

In questi ultimi anni, il CICR ha sempre più sviluppato direttamente delle attività o sostenuto congiuntamente alla Federazione Internazionale delle attività delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, di aiuto alla reintegrazione e di assistenza ai bambini smobilitati in centri provvisori o nella loro comunità. Il CICR è convinto che una buona reintegrazione è il migliore mezzo di prevenzione per evitare un nuovo reclutamento.

Collegandomi ai dibattiti di ieri pomeriggio, abbiamo una preoccupazione: nei Paesi dove la fine delle ostilità è abbastanza recente e la situazione resta fragile, come la Sierra Leone o la Liberia, e dove i casi restanti sono in generale dei casi difficili, visto il trascorrere del tempo, alcune ONG, attive nel campo della mediazione e dell'appoggio psicologico, hanno dovuto o sono sul punto di mettere termine ai loro programmi, per mancanza di finanziamenti. L’indispensabile impegno di lunga durata vicino ai bambini smobilitati risulta così compromesso.

La necessità di sdradicare il fenomeno del reclutamento di bambini urge come un’opera di umanità e di giustizia. Il CICR si compiace delle numerose rappresentanze governative a questa conferenza e si augura che ne scaturiscano impegni fermi e concreti per bandire dalla realtà l'espressione "bambino soldato".

Vi ringrazio della vostra attenzione.
Alain Aeschlimann

http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/children-statement-060207

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3- 31-01-2007    CICR   Feature
“I progetti idrici dell’CICR aiutano la lotta alle malattie potenzialmente mortali in Burundi.”
Traduzione non ufficiale di Giuseppe Sonzogni

La stabilità sembra essere vicina in Burundi dopo 13 anni di conflitti. Adesso la battaglia da combattere è quella finalizzata a ristabilire le forniture vitali, come acqua e sanificazione. I progetti del Comitato Internazionale della  hanno fino ad ora fornito acqua sicura a quasi 100.000 persone in tutta la Nazione.

L’unico rubinetto alla scuola primaria di Gatumba, 10 Km a nord della capitale del Burundi, Bujumbura, è stato fuori servizio per anni, a causa del conflitto. Gli studenti sono stati obbligati a portare acqua da casa per la pulizia e l’igiene.

Per molti bambini e per le loro madri procurarsi l’acqua significa camminare per lunge distanze ed aspettare in fila per ore ad uno dei pochi rubinetti pubblici disponibili. L’intera città di Gatumba – con una popolazione stimata di 40.000 persone – ha un solo rubinetto funzionante per tutto il giorno. Pochi altri funzionano solo la sera tardi. Le autorità giustificano il problema con il rapido incremento della popolazione fin dall’inizio delle ostilità del conflitto del 1993.

“La città sta soffrendo dia questa calamità di una mancanza d’acqua da molto tempo”, spiega  il Commissario Distrettuale Prosper Banzamba.  “Prima del 93 solo circa 12.000 persone vivevano qui.  Poi la gente cominciò a fuggire dal conflitto da tutte le provincie del Burundi e venne qui poiché questo era un luogo pacifico. Questo è il motivo di una così alta densità di popolazione adesso.”

Molti centri urbani in Burundi come Gatumba attrassero un alto numero di profughi e di rifugiati che fuggivano dai territori confinanti con la guerra civile in Congo. La totalità delle infrastrutture della Nazione, incluse l’acqua potabile e le strutture di sanificazione, sono virtualmente collassate; nel 2006 meno della metà della popolazione ha accesso diretto all’acqua potabile.

Per molte famiglie l’unica soluzione è il vicino fiume Ruzzi che nasce in Randa e scorre attraverso il Burundi verso il lago Manganica – il più grande lago d’Africa ed il secondo per profondità al mondo, condiviso con i confinanti Congo RDC, Tanzania e Zambia. Ad ogni modo l’acqua prelevata dal lago non è idonea al consumo umano, così come l’acqua del Ruzzi.

Ma, a dispetto degli evidenti rischi per la salute le donne usano quell’acqua per cucinare e per bere, anche se il farla bollire non è sufficiente a renderla sicura. L’ingegnere idrico dell’ICRC Corrado Generelli precisa: “Il colore stesso te lo dice: l’acqua non è assolutamente adatta all’uso umano. C’è certamente fango, ma anche germi ed altri agenti che non sono buoni per la salute umana.”

Da non menzionare, in accordo con il capo locale, le spoglie animali ed umane…..

L’uni centro di sanità pubblica di Gatumba allerta la popolazione sui rischi derivanti dal bere l’acqua dei fiumi e dei laghi: malattie come il tifo, il colera e la dissenteria sono le cause più comuni di morte per malattia  - in Burundi una morte su cinque è causata da malattie legate all’acqua o alla poca igiene.

Evitare le epidemie è uno delle sfide più importanti anche se è lo stesso centro a non avere acqua corrente. Il rubinetto non funziona ed i pazienti devono portarsi l’acqua da casa, dice l’infermiera Gloriose Bizimana.

La popolazione di Gatumba può aspettarsi prsto un po’ di sollievo da questa drammatica situazione  - l’ICRC sta lavorando per ristrutturare il sistema idrico cittadino. Questo lavoro include lo scavo di due pozzi e la costruzione di una stazione di pompaggio e di silos di accumulo dell’acqua. Oltre 20 postazioni di distribuzione saranno riparate ed un acquedotto posizionato per collegare la città ad una grande  cisterna d’acqua. Presto si spera che ognuno a Gatumba abbia accesso diretto all’acqua.

Un progetto simile a Rumonge, una città di 50.000 abitanti nel sud della provincia di Bururi ai piedi del lago Tanganika sta già portando frutti. Qui praticamente nessuno beve più l’acqua del lago e solo raramente le donne che vi abitano vicino, la usano per il bucato. L’ICRC ha rinnovato il sistema di distribuzione dell’acqua in modo da fornire acqua sufficiente per tutta la popolazione. Fin dalla inaugurazione della infrastruttura nell’ottobre 2006, dopo due anni di lavoro, la quantità di acqua disponibile è aumentata considerevolmente con 15 postazioni di distribuzione in tutta la città.

L’ente nazionale per l’acqua (REGIDESO) del Burundi è responsabile del funzionamento del sistema; ICRC organizzerà corsi di formazione per il personale coinvolto.

Fornire acqua alle famiglie non è più un obiettivo irraggiungibile ha detto un residente: “Prima di questo progetto ognuno andava al lago a lavarsi ed a procurarsi acqua per bere. A Rumonge c’è stato continuamente il Colera fin dal 1978; la popolazione ha sofferto per lungo tempo della mancanza di acqua potabile. Per la popolazione di questa città è veramente un grande presente, io direi un presente indimenticabile”.

L’ICRC sta portando avanti progetti simili in altre parti del Burundi. Nel solo 2006 ha garantito l’accesso all’acqua sicura ad oltre 100.000 persone in villaggi o città.

L’originale inglese al link: http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/burundi-feature-310107?opendocument

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4 - SCARICA L'ALLEGATO

Presentazione del libro "Il terzo combattente" venerdì 16 marzo 2007 alle ore 16.00 presso l'Istituto Luigi Sturzo -  via delle Coppelle, 35  - ROMA  (traversa di Via della Scrofa).  Il pieghevole è allegato al Caffè Dunant 304
Comunicatoci da Paolo Vanni e Giorgio Ceci


Programma

16.00 Saluto del Vice Presidente Istituto L. Sturzo e del Presidente Comitato Regionale CRI Lazio;

16.15 Tavola rotonda di presentazione del libro
                Moderatore: Prof. C. Cipolla – Università di Bologna;
              -  Interventi di:
                Prof . G. Armocida – Università di Varese;
                Prof. F. Bertini – Università di Firenze;
                Prof. A. Bixio – Vice Presidente Istituto Luigi Sturzo;
                Prof. P. Vanni – Delegato Naz. Storia di Croce Rossa, Università di Firenze;

  - Interventi programmati:

      VdS G. Ceci “La posizione della C.R.I. all’epoca” Delegato Regionale Sezione Storia di C. R.., Lazio;
       Dott. E. Distante “L’atomica” Medico chirurgo, Socio SISM Mesagne (BA);
       Pro.ssa E. Ocello “Lo stile” Presidente AIRSCL Grosseto;
       Dott. Ssa R. Ottaviani “La vita” Ospedale S. Giovanni di Dio Firenze;

  - Conclusioni:
      Dott. Massimo Barra – Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana.
19.30  Termine (presunto) dell’incontro

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In allegato pieghevole esplicativo e modulo iscrizione

Comunicato dalla Presidenza CRI Gorizia 

 

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