Home arrow Ricerca per Mese

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission

n° 218 del 03 Settembre 2004 Stampa E-mail
giovedì 02 settembre 2004
03 settembre 2004
nr. 218
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr 1.118 indirizzi e-mail

 ----------------------------------------------------------------------------------

1-CICRNews nr. 105 del 3 settembre 2004
“Ossezia del Nord : Il CICR da il suo aiuto agli ospedali di Beslan e di Vladikavkaz”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

2-“Asia centrale, la sofferenza silenziosa degli anziani” di John Sparrow
Tratto dal sito della Federazione Internazionale Croce Rossa - 13 agosto 2004
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

3-“Le alluvioni aggravano la povertà della Cina” di John Sparrow da Hunan
9 Agosto 2004 - Traduzione non ufficiale di Colum B. Donnelly
Tratto dal Sito della Federazione Internazionale

 

4- allegato
DIRITTO PENALE E PROCESSO N.8/2004 Osservatorio dei Tribunali penali internazionali
a cura di GABRIELE DELLA MORTE

Corte penale internazionale

Cade l’immunità per i caschi blu degli stati non parte al trattato sulla corte mancato rinnovo della risoluzione 1487/2003 del consiglio di sicurezza O.N.U. sull ’immunità dei militari o del personale di uno Stato non parte al Trattato sulla Corte penale internazionale impegnati in operazione di pace sotto l ’egida delle Nazioni Unite e approvazione del Segretario Generale O.N.U:

Comunicatoci da Isidoro Palumbo

 

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

 

1-CICRNews nr. 105 del 3 settembre 2004
“Ossezia del Nord : Il CICR da il suo aiuto agli ospedali di Beslan e di Vladikavkaz”

Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

Oggi, i collaboratori del CICR hanno portato assistenza medica all’ospedale di Beslan e al servizio di pediatria di Vladikavkaz per curare i feriti che sono stati evacuati dal luogo della preasa di ostaggi. L’assistenza è stata fornita in stretta collaborazione con la squadra della Croce Rossa russa, presente sul posto.

 

Nel momento dello scoppio di combattimenti nella scuola, i delegati del CICR erano all’ospedale di Beslan, dove hanno visto arrivare numerosi feriti.

L’aiuto fornito oggi dal CICR agli ospedali dell’Ossezia del Nord consiste, per ora, in kits chirurgici di urgenza che permettono di trattare fino a 100 feriti.


Il personale del CICR è attualmente in rapporto con altre strutture mediche della regione e porterà l’assistenza medica supplementare e altro che sia giudicato necessario per aiutare le persone colpite dalla presa degli ostaggi.

 

Dall’inizio della crisi, il 1 settembre, il CICR è regolarmente in contatto con le autorità russe e si tiene pronto a fornire tutta l’assistenza umanitaria che porebbe essere necessaria.

 

 

 

2-Tratto dal sito della Federazione Internazionale Croce Rossa al link: http://www.ifrc.org/docs/news/04/04081302/ - 13 agosto 2004

Asia centrale, la sofferenza silenziosa degli anziani di John Sparrow

Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

Se dovesse fare affidamento solo sulla sua pensione, Evdokia Davydochkina si troverebbe nei guai. Dopo aver pagato le bollette della luce e dell’acqua, non le resterebbe abbastanza denaro neanche per comprarsi una pagnotta di pane al giorno.

 

Come altre migliaia di anziani soli dell’Asia centrale, Evdokia tira avanti con la paura del domani, con il timore di ammalarsi o di perdere l’autosufficienza.

 

Molti anziani vivono in silenzio una vita fatta di sofferenze con un numero di beni di prima necessità notevolmente inferiore a quello stabilito dagli standard internazionali. Tirano avanti facendo affidamento nella loro forza di volontà e intraprendenza. Per esempio, utilizzano rimedi fatti in casa, non potendosi permettere i servizi della sanità, e mangiano alimenti da loro coltivati, che purtroppo non sono sufficienti a garantire una dieta sana.

 

Ma c’è una speranza per Evdokia, 65 anni, e cinque suoi amici del distretto di Ak-Suu nella provincia di Issyk-Kul, nel nordest del Kyrgyzstan.

 

Per il momento ad aiutarli c’è Pretty Girl. Certo non può risolvere tutti i loro problemi, ma può migliorare la loro dieta e far risparmiare loro del denaro di cui hanno così tanto bisogno.

 

Pretty Girl è una mucca di nove anni che sta aspettando il suo terzo vitellino.

 

È stata loro fornita dalla filiale di Issyk-Kul della Mezzaluna Rossa del Kyrgyzstan. Pretty Girl è una delle cinque mucche finora distribuite in quanto parte di un progetto chiamato cucina di casa, finalizzato a migliorare la dieta giornaliera di gruppi di anziani soli che vivono in questa regione. Man mano che le mucche si riproducono, aumentano le risorse e quindi più gruppi potranno entrare a far parte di questo progetto.

 

È compito di Evdokia quello di prendersi cura di Pretty Girl. “Lei ha le mani più calde di tutti noi”, dice la sua vicina Nadejda Starchenko, 79 anni, quindi è lei che si occupa della mungitura, da cui si ricava in media sette o otto litri di latte al giorno.

 

Due volte la settimana, le donne si tengono, ciascuna per sé, un litro di latte e il resto lo vendono da casa a clienti regolari oppure al mercato locale. Il denaro viene depositato in un fondo rotativo che serve a coprire le spese di mantenimento e assistenza delle mucche e offre a queste donne un supporto importante nel caso dovessero affrontare una piccola crisi. Tuttavia, il fondo è finalizzato anzitutto a provvedere all’alimentazione.

 

Evdokia si alza di buon’ora per mungere Pretty Girl. La mucca è tenuta presso la casa di Evdokia e, almeno che il tempo non sia particolarmente rigido, dopo la mungitura viene portata al pascolo a sgranocchiare l’erba di alcune colline lì vicine.

 

“E’ una mucca affabile e tranquilla”, afferma Evdokia, “e il pascolo la aiuta a produrre un latte di alta qualità, che senza di lei non potremmo permetterci. Il latte era una delle cose a cui abbiamo dovuto rinunciare dopo che i nostri mariti sono morti e i nostri figli hanno lasciato casa. Ci mancava davvero molto. Ora possiamo preparare ancora una volta piatti quali il porridge (farinata d’avena), e il tè con il latte”.

 

Povertà pastorale

Il numero di anziani soli presenti nell’Asia centrale è aumentato considerevolmente dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica. Man mano che la situazione economica peggiorava e la disoccupazione aumentava, i giovani iniziarono a considerare la possibilità di costruirsi un futuro da qualche altra parte e molti scelsero di stabilirsi in Russia. E solo pochi poterono permettersi di portarsi con sé i genitori anziani e malaticci.

 

Quest’ultimi rimasero, quindi, a casa, e con il venir meno dell’assistenza sociale pubblica, furono costretti a badare a se stessi.

Ma quando le donne di Ak-Suu si ritrovano nella piccola casa di Nadejda, dopo la mungitura del mattino, tutto sembra alquanto normale.

 

L’interno sarà anche spartano, ma con le finestre verniciate di blu, le piante di pomodori e peperoni che si arrampicano sul muro esterno e i polli che sgambettano qua e là, la casa a un piano di Nadejda sembra uscire fuori direttamente da un quadro idilliaco. Poi, le signore, con il loro foulard in testa, incominciano a conversare.

 

Vivono con una pensione di circa 500 som (tra i 12 e 13 dollari) al mese, meno della metà del costo che in questo paese è necessario pagare per un paniere minimo di alimenti. Sommando tutte le loro spese mensili, le uscite risultano superiori alle entrate: 300 som per le bollette delle utenze, 300 som per una pagnotta di pane al giorno, 200 som per lo zucchero e il burro.

 

E per quanto riguarda l’assistenza sanitaria? “Non ce la possiamo permettere”, dice Evdokia. “Lo sa quanto costa una visita in una clinica? Almeno un migliaio di som”.

 

In qualche modo, tra loro, riescono a trovare migliaia di alternative alla medicina tradizionale: conoscono rimedi naturali tramandati loro dalle madri, che a loro volta li avevano imparati dalle loro nonne. Tutti loro soffrono di dolori reumatici quando il clima diventa freddo, che in Ak-Suu può voler dire 35 gradi sotto zero.

 

Quindi, per i reumatismi preparano un estratto di lillà che, sottoforma di cataplasma, dicono faccia meraviglie.

E se vi rompete una gamba? “Probabilmente prenderemmo a prestito del denaro dai nostri vicini”. Oppure, di questi tempi, si potrebbe far ricorso al fondo rotativo di Pretty Girl.

 

Nonostante il pensiero dell’approssimarsi dell’inverno le faccia rabbrividire, queste donne non hanno certo bisogno di lezioni su come prepararsi ad affrontarlo. Durante l’estate hanno raccolto legna da ardere, hanno preparato del carbone ricavandolo dal legno, e, in qualche modo, sono riuscite a risparmiare qualche som della loro misera pensione per eventuali emergenze.

 

“Scaldiamo solo una stanza”, spiega Evdokia. “Lì facciamo tutto, dormiamo, mangiamo e lasciamo da parte il resto della casa fino all’arrivo della primavera”. Queste donne si meritano davvero Pretty Girl.

 

Il potere della gente

Il progetto una mucca in prestito è parte di una serie di piani di conferimento di responsabilità contenuti nei programmi per lo sviluppo delle filiali della Mezzaluna Rossa supportati dalla Croce Rossa olandese. Questi piani in Kyrgyzstan, Tajikistan, Uzbekistan e Turkmenistan stanno consentendo alla Mezzaluna Rossa di potenziare il proprio organico di base e ampliare la sua presenza nelle varie comunità.

 

La filosofia che sta dietro a questo progetto è quella di lavorare con la gente per la gente, conosciuta anche come partecipazione comunitaria allo sviluppo (PCD). Allo scopo di diminuire la vulnerabilità della gente nei confronti di disastri naturali, sociali ed economici, la PCD incoraggia un’azione comunitaria diretta a complementare l’organico di base delle reti delle Società Nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.

 

“Invece di lasciare le persone ad aspettare l’arrivo dei servizi di cui hanno bisogno, vogliamo coinvolgerle direttamente nelle attività della Mezzaluna Rossa come volontari e attivisti”, afferma Violeta Lombarts della Croce Rossa olandese.

 

Una delle priorità della Mezzaluna Rossa è quella di alleviare la situazione di difficoltà degli anziani in tutta la regione, e in Kyrgyzstan stanno già per essere resi attivi una serie di servizi.

 

A Karakol, la capitale di Issyk-Kul, ci sono saune e bagni aperti al pubblico a pagamento, ma gli anziani e i bambini poveri sono liberi di accedervi gratuitamente; per loro, gratuiti sono anche i servizi offerti da una lavanderia del luogo. Inoltre, negli ambulatori clinici della Mezzaluna Rossa ci sono alcuni medici generali, nonché un dentista, un oculista e un fisioterapista che si assicurano che la maggior parte delle persone vulnerabili ricevano farmaci e assistenza sanitaria di base. Per coloro che non sono in grado di recarsi agli ambulatori, vengono effettuate visite a domicilio.

 

Un circolo e un coro riuniscono le persone per cantare insieme le canzoni (certe volte con una lacrima sul viso) tipiche dei tempi dell’Unione Sovietica. “Essere soli significa che non si ha nessuno con cui parlare”, dice Elena Maximova, 79 anni. Suo marito è morto e ha perso i contatti con suo figlio che vive da qualche parte in Russia.

 

“Mi piace cantare e adesso la mia famiglia sono i miei amici. Io racconto loro i miei problemi ed essi raccontano a me i loro. Certe volte troviamo delle soluzioni”.

 

A sud, nella provincia di Naryn, i volontari fanno visita a un numero sempre più crescente di persone anziane, anche se il presidente della Mezzaluna Rossa di Naryn, Aigul Jumakanova, avverte che, dopotutto, riescono a visitare solo il 10% degli anziani che vorrebbero raggiungere.

 

Tuttavia, anche così riescono a salvare vite e alleviare sofferenze.

 

Per esempio, non c’è nessun altro che vada a trovare Zainap, 86 anni, nella città di Naryn. Se non fosse stato per due volontarie che vanno a visitarla due volta alla settimana, lo scorso inverno Zainap sarebbe morta. L’hanno trovata immobile sul pavimento con una gamba rotta.

 

Le sorelle Kalchaeva, Toktobubu, 107 anni, e Sadyke, 90 anni, si fanno compagnia a vicenda, ma nella loro casa bianca contornata di gerani, sono comunque isolate.

 

La sorella più grande è costretta a letto, mentre quella più giovane cammina con difficoltà aiutandosi con due bastoni. Ciononostante, l’autorità locale non fa niente per loro. Queste due donne dipendono completamente dalla Mezzaluna Rossa, e dai volontari che fanno loro visita due volte la settimana.

 

“Sono dei giovani veramente molto gentili”, dice Sadyke. “Non posso nemmeno immaginare cosa farei senza di loro”.

Di certo rimarrebbero senza medicine, poiché la loro magra pensione è l’unica entrata di cui dispongono. Aigul Jumakanova sta usando il caso di queste due donne per guadagnare il supporto necessario per aprire degli ambulatori medici simili a quelli esistenti a Karakol.

 

“Dobbiamo anche reintrodurre i servizi dei nostri assistenti sanitari visitatori”, sostiene il presidente della Mezzaluna Rossa di Issyk-Kul, Jypara Kadyralieva.

 

Assistenti sanitari visitatori

Ai tempi dell’Unione Sovietica, l’assistenza domiciliare per gli anziani e i disabili era finanziata dal governo ed effettuata dalla Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, che per questo diventò molto popolare. Dal Mar Baltico al Mar Caspio e dalle montagne Chersky a quelle del Pamirs, gli assistenti sanitari visitatori della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa erano per queste persone vulnerabili un’ancora di salvezza.

 

Con lo smantellamento dello Stato Sovietico, tuttavia, i finanziamenti diminuirono o cessarono completamente, e in molti dei nuovi stati indipendenti, il numero degli assistenti sanitari diminuì fortemente. I servizi di assistenza domiciliare incominciarono a venir meno, in quanto le difficoltà economiche portarono a dover affrontare tempi duri.

 

Altre Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa offrirono il loro aiuto. Per esempio, la Croce Rossa svedese continuò a prestare numerosi servizi. Tuttavia, quando rimase senza fondi, l’assistenza domiciliare entrò di nuovo in crisi.

 

La Mezzaluna Rossa dell’Uzbekistan fu aiutata dagli svedesi. Dieci anni fa la sua filiale della città di Tashkent contava 360 assistenti sanitari visitatori, mentre oggi ne ha solo 41, impegnati ad aiutare 700 persone anziane. Lavorano sei giorni alla settimana per un compenso equivalente a 15 dollari al mese, pagato principalmente attraverso raccolte di fondi a livello locale.

 

Anche qui, dunque, come in altre parti dell’ex Unione Sovietica, risorse più sostenibili sono difficili da trovare. È, quindi, ovvio che la chiave per il futuro non può che trovarsi in nuove forme di collaborazione con lo stato.

 

Le autorità conoscono i vantaggi di avere la Mezzaluna Rossa quale fornitrice di servizi comunitari e quindi come organizzazione supplementare al governo. La Mezzaluna Rossa è in grado di rafforzare l’assistenza sanitaria pubblica in molti luoghi e la capacità della sua rete di volontari di raggiungere e assistere la maggioranza delle persone vulnerabili è la migliore in tutta l’Asia centrale.

 

La situazione di Tashkent mette in evidenza l’importanza del servizio volontario nel ripristinare l’assistenza domiciliare. In questa città, hanno disperatamente bisogno di maggiori fondi per permettersi del personale infermieristico. Tuttavia, la Mezzaluna Rossa sostiene che gruppi di volontari addestrati renderebbero il servizio domiciliare più fattibile. Questi volontari sarebbero in grado di offrire assistenza sanitaria, assumendosi così parte del peso lavorativo che grava sulle spalle del personale infermieristico e migliorando, quindi, considerevolmente il programma sull’assistenza domiciliare.

 

La filiale della città di Tashkent intende realizzare questa idea ricorrendo alla gioventù della Mezzaluna Rossa. “I nostri giovani dicono di voler contribuire”, afferma Dr Delorom Berveva, che coordina le attività dell’assistenza domiciliare.

 

“Immaginiamo che questi giovani volontari avranno a che fare con le necessità domestiche di base: pulire, fare la spesa, eseguire piccole riparazioni e, in generale, essere vigili. In questo modo, il nostro personale infermieristico potrà concentrarsi solo su problemi medici, invece di dover fare anche tutto il resto”.

 

Dr Berveva pensa che si potrebbero trovare altri volontari tra gli anziani. Ritiene che ci siano molte persone di età avanzata, sane e in forma, che se ne stanno sedute a casa sentendosi ormai inutili. Ma se aiutassero i loro pari, entrando a far parte del programma della Mezzaluna Rossa, la loro vita diventerebbe più significativa.

 

Per il momento, l’intero programma fa affidamento solo su infermiere come Zilola Mirzeva, che si ritrova con un carico di lavoro di 35 casi. Lei è qualcosa di più di una semplice infermiera. Sì, lei controlla ai suoi pazienti il polso, misura loro la pressione sanguigna, offre loro assistenza e le medicazioni necessarie e fa venire un dottore quando necessario.

 

Ma è anche un’amica, una che sa ascoltare, come pure un aiuto per i lavori domestici. La vedova Tamara Ahmedova, 72 anni, non vede l’ora che la vada a visitare. “Non ho nessun altro con cui parlare eccetto Dio”, dice.

 

Salvare il salvabile

Scene di questo tipo si ripetono in tutta l’Asia centrale. I progressi sono lenti ma evidenti. Dopo che nel 1995 i finanziamenti furono interrotti, la Mezzaluna Rossa perse tutto il suo personale infermieristico; tuttavia, in seguito ci fu un lieve recupero. Oggi ci sono 72 assistenti sanitari per 1.500 persone anziane costrette a letto, sparse in tutto il territorio nazionale.

 

C’è bisogno di un numero maggiore di personale infermieristico. Il ministero dell’Assistenza sociale desidera che la Mezzaluna Rossa estenda i suoi servizi. Una delle opzioni considerate sarebbe quella di utilizzare per l’assistenza domiciliare quegli altri assistenti sanitari visitatori della Mezzaluna Rossa attualmente impegnati in un programma contro la tubercolosi. In pratica, si tratterebbe semplicemente di allargare le loro mansioni.

 

Tuttavia, il documento Strategy 2010, in cui la Federazione Internazionale fissa le linee guida da seguire per il primo decennio del XXI secolo, sottolinea la responsabilità dei governi nell’assicurare che i sistemi di assistenza sanitaria e sociale soddisfino i bisogni della popolazione, in particolare quelli delle persone più vulnerabili.

 

Si tratta, quindi, di un ruolo di cui la Mezzaluna Rossa e la Croce Rossa non dovrebbero mai farsi carico. Tuttavia, le reti di sicurezza sociale non stanno funzionando in modo appropriato e la Mezzaluna Rossa ne scorge le conseguenze.

 

L’assistenza agli anziani deve diventare sostenibile, e aiutarli ad aiutarsi a vicenda costituisce parte della risposta al problema.

 

 

 

 

3-“Le alluvioni aggravano la povertà della Cina” di John Sparrow da Hunan
9 Agosto 2004 - Traduzione non ufficiale di Colum B. Donnelly
Tratto dal Sito della Federazione Internazionale: http://www.ifrc.org/docs/news/pr04/5204.asp

 

 

Quando è tornato nel suo villaggio alla mattina, il fattore Shi Tong Quan ha tirato un sospiro di sollievo. La sua casa di legno era ancora in piedi.

 

La notte precedente aveva avuto paura di perderla. Insieme agli altri abitanti della remota provincia di Chi Zuxi, nella Cina centro-meridionale, era fuggito, prestando attenzione dell’avviso delle autorità, secondo cui un’alluvione era in arrivo, un muro d’acqua proveniente dalle montagne.

 

Tre case sono andate perse, lui ed uno dei suoi vicini hanno cercato di consolare le donne in lacrime. Ma sarebbe potuta andare peggio. Nessuno si è fatto male. In altre parti della Cina, quest’estate, alluvioni e frane improvvise provocate da piogge torrenziali hanno lasciato oltre 500 persone morte o disperse, quasi 22.000 feriti e causato un milione e mezzo di sfollati.

 

Poi Shi ha guardato più in là ed il suo cuore è caduto. “I campi” ha gridato. “Dove sono i campi?”

 

Le persone hanno iniziato a correre. Per mesi avevano lavorato , e proprio attraverso la valle i campi di riso, verdi e pieni di promesse per il prossimo raccolto, avrebbero attenuato il dolore della loro povertà. Questa vista era motivo di grande orgoglio.

 

Ma ora era stata sostituita dal deserto.

 

Rocce, massi e sassi avevano ricoperto la terra, e grandi fossi sono stati scavati dall’alluvione. Nessuno è morto a Chi Zuxi, ma il villaggio è ora rovinato. Lontano dall’area del disastro, sulle colline, qualche terrazza coltivata con riso rimane. Sui campi devastati, in ogni caso, nulla crescerà ancora.

 

Sono così immense le cifre annuali che emergono dalla stagione delle alluvioni, che sfidano la comprensione: più di 5 milioni di ettari di campi coltivati sono stati rovinati quest’estate, soprattutto nelle regioni centrali e meridionali. La perdita di queste terre è solo servita ad aggravare la situazione di povertà della Cina rurale, la cui povertà si stava già aggravando.

 

Mitigare le perdite, come quelle vissute a XuPu, richiederà l’invio continuo di aiuti. Oggi la Croce Rossa Cinese ha lanciato un appello nazionale per estendere le operazioni.

 

Finora la Croce Rossa ha risposto nelle province Anhui, Chonqing, Gansu, Guangxi, Guizhou, Henan, Hubei, Hunan, Inner Mongolia, Jiangsu, Jilin, Shandong, Sichuan e Yunnan, fornendo cibo, vestiario, tende, coperte, compresse per la purificazione dell’acqua e disinfettanti.

 

All’inizio di questa settimana, la Croce Rossa di Hong Kong ha emesso un appello per donazioni allo scopo di aiutare le vittime dell’alluvione. Ha inoltre inviato soccorritori in molte delle province più colpite, e ha mobilitato materiali di soccorso, come cibo e vestiti, per un valore di 1,2 milioni di HKdollari.

 

Il divario tra ricchi e poveri sta crescendo nella nazione più popolosa al mondo e la povertà, insieme alle perdite economiche dovute a disastri naturali, insidiano lo sviluppo, altrimenti rapido, del paese.

 

I poveri delle aree rurali sono disperatamente poveri. Le famiglie colpite dalle alluvioni, assistite dalla Croce Rossa Cinese e dalla Federazione Internazionale nel 2003, riferiscono un reddito annuo tra gli 85 ed i 137 USdollari, ben al di sotto della soglia di povertà di un dollaro al giorno.

 

“Considerate cosa può significare la perdita dei propri beni a causa di disastri naturali, la perdita del vostro bufalo, del vostro maiale, dei vostri polli, anche se continui a disporre di una terra da coltivare”, afferma Alistair Henley, capo della delegazione dell’Asia Orientale della Federazione Internazionale. “Tutto ciò che possiedi potrebbe andare perso. Anche disponendo di 1 dollaro al giorno, potrebbero essere necessari anni, nella migliore delle ipotesi, per recuperare”.

 

Un’ulteriore dimostrazione della tendenza è arrivata il mese scorso quando il governo, enfatizzando gli effetti del disastro, ha affermato che il numero di persone che vivono sotto la soglia di povertà, di circa 77 US dollari annui, è cresciuto di 800.000 unità nel 2003, per la prima volta dalla seconda metà degli anni ’70.

 

La Cina ha l’economia con la più rapida crescita al mondo, 9% lo scorso anno, ma 1/5 dei poveri del mondo è compreso all’interno dei suoi confini, e la vita di molti diventa sempre più dura.

 

Gli uomini Chi Zuxi stanno ora contemplando il loro futuro. Alcuni cercheranno lavoro nelle aree urbane, unendosi ai milioni di migranti che accelerano lo sviluppo delle città, sperando un in un impiego nonostante l’eccedenza di lavoro, che sta portando crescente povertà anche in città.

 

Shi Tong Quan rimarrà. E’ troppo vecchio, dice. “Nessuno mi assumerebbe”.

 

Il suo amico Shi Xiu Tuan non si muoverà, allo stesso modo. Pianifica di raccogliere della legna sulle montagne per poi venderlo presso il vicino mercato. Le sue entrate diminuiranno drammaticamente. Era povero come contadino, ma era riuscito a crescere abbastanza per mantenere la sua famiglia ed accumulare un piccolo risparmio da spendere per altri bisogni. Ora non ci sarà più risparmio.

 

Il momento in cui la contea rimborserà gli abitanti del villaggio, è una questione aperta. Sarebbe già avvenuto se fosse stato possibile, ma i fondi necessari non sono disponibili, un problema condiviso dalla contea di Yuan Ling fino al nord. Là, circa 2.000 persone hanno lasciato la giurisdizione di Beirong dopo che la pioggia ha provocato delle frane. Le case sono state distrutte, delle persone sono morte e altre frane sembrano minacciare sui fianchi delle colline.

 

Non c’è punto di ritorno. Le persone sono ospitate in una dozzina di posti, aspettando una soluzione. Sessanta famiglie sono rifugiate in un derelitto ex-ospedale nella città centrale che da il nome alla contea.

 

Le autorità hanno fatto del loro meglio. Hanno portato acqua ed elettricità, diviso l’area in spazi per famiglie e installato un’infermeria funzionante 24 ore al giorno.

 

Nessuno di loro soffrirà il freddo o la fame, ed è iniziata l’opera di soccorso della Croce Rossa. Ma nessuno sa che cosa sarà di loro a lungo termine.

 

Saremo sistemati entro cinque o sei mesi, dissero loro le autorità appena arrivati. Esiste un piano: terra per i contadini in un’altra contea ed una casa con un conguaglio per chi può trovare lavoro in città.

 

Ma non ci sono abbastanza soldi per implementarlo. Yuan Ling è povero, Beirong non è il suo unico problema. I danni sono stati fatti e le persone sono rimaste senza un tetto in centinaia di comunità in tutto il paese.

 

Nell’ex ospedale gli abitanti del villaggio parlano di terra, piccoli commerci , case e risparmi perduti. Portano con loro tutto ciò che possiedono.

 

Una coppia siede solennemente nella propria stanza. C’è un letto, una bicicletta e dei sacchi di riso della Croce Rossa. La donna alza lo sguardo e sorride. Sembra che abbia ancora speranza.

 
< Prec.   Pros. >

Scuole al museo

scuole
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.