Home

Area Riservata






Password dimenticata?

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission


n° 298 del 12 gennaio 2006 Stampa E-mail
venerdì 12 gennaio 2007

12 Gennaio 2007

nr. 298

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


----------------------------------------------------------------------------------

 Contenuto:

1 - 11-1-2007   Tratto dalla rivista on line “Il denaro”
Mediterraneo
“La Croce rossa completa sette progetti idrici”
Comunicatoci da Andrea Ciresa

2 - 31 dicembre 2006
Nepal: attività del CICR nel 2006
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

3 - 29 dicembre 2006
Somalia: bollettino del CICR n° 06 / 2006
I combattimenti in Somalia – la risposta del CICR
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

4 - 20-12-2006    
Sparizioni forzate: la Convenzione delle Nazioni Unite è un grandissimo successo e fonte di una nuova speranza
Traduzione non ufficiale di Elisa Barzaghi

5 - Convegno a Milano   2-3-4 Febbraio 2007
“Migranti: percorsi di uomini, di diritti e culture”
Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale Milano
Via Marcello Pucci, 7  -  20145  Milano
Iscrizioni entro il 15 gennaio 2007

1 - 11-1-2007
Tratto dalla rivista on line “Il denaro”
Mediterraneo
La Croce rossa completa sette progetti idrici

L'ICRC, Comitato Internazionale della Croce Rossa, ha recentemente completato sette progetti di riparazione e riabilitazione delle condotte d'acqua nel Sud del Libano e nella Valle della Bekaa. I Progetti tendono a migliorare le infrastrutture idriche e l'accesso alla rete e sono stati realizzati in collaborazione con le autorità per le forniture idriche locali, le Comunità locali e il Council for the Development and Reconstruction ("Cdr", l'Ente che coordina la ricorstruzione). In particolare l'ICRC ha fornito un generatore elettrico in standby all'impianto di trattamento dell'acqua di Taybeh nel Sud del Libano, gravemente danneggiato dal conflitto nell'estate 2006 ( con una potenza di 1000 kVA)
che da questo mese permetterà al "South Lebanon Water Establishment" (Slwe) di estrarre acqua dal fiume Litani portandola ad un impianto di trattamento delle acque recentemente riparato dall'ICRC. Nel pozzo di Marj al Khoukh un generatore simile a quello di Taybeh, con una capacità di 550 kVA, è stato installato poche settimane fa per servire circa 15.000 residenti nella regione di Marjayaoun. Nel distretto Yohmor e Amoun l'ICRC ha terminato la riabilitazione della stazione di pompaggio dell'acqua. Nella Valle della Bekaa la stazione dell'acqua di Shamsine, che fornisce 10 villaggi nella regione di Al-Sharki, è stata riparata qualche settimana fa dall'ICRC e dal Bwe Bekaa Water Establishment. E ancora un impianto di pompaggio e l’installazione di un pannello di controllo elettrico al pozzo di Lakkis nella città di Baalbeck.

Tratto da: http://www.denaro.it/go/a/_articolo.qws?recID=261426

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

2 - 31 dicembre 2006
Nepal: attività del CICR nel 2006
In Nepal, nel passaggio dal conflitto armato alla pace, il CICR sta concentrando la propria attività sull'assistenza alle persone che soffrono delle conseguenze derivate da anni di guerra, continua a sollecitare le autorità affinché ratifichino i trattati di diritto internazionale umanitario e si preoccupa che questi diventino parte integrante del diritto interno.

Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

Attività di protezione
A partire da maggio 2006, è divenuto prioritario il problema degli scomparsi. Nel corso dell'anno, il CICR ha continuato a raccogliere le informazioni sulle persone scomparse durante il conflitto e si è recato nuovamente a visitare la maggior parte delle famiglie che avevano segnalato la scomparsa di parenti, allo scopo di ottenere ulteriori informazioni.

Attraverso questo processo, e grazie anche agli appelli sui mezzi di comunicazione, il CICR è venuto a conoscenza di nuovi casi da parte di famiglie che non avevano precedentemente segnalato la scomparsa di un parente. Dopo avere presentato i nomi delle persone ricercate alle autorità e al CPM-N (Partito Comunista del Nepal – Maoista), il Comitato ha ricordato a questi organismi l'obbligo di fornire le informazioni sul destino degli scomparsi e sul luogo in cui essi eventualmente si trovino. Alcune risposte sono state ricevute e questo ha permesso che il CICR informasse le famiglie sul destino dei loro parenti.

Nel corso dell'anno sono stati risolti 621 casi; tuttavia, a metà dicembre, il CICR era ancora in cerca di 765 persone, compresi 30 individui minori di età al momento della scomparsa e 87 donne.

Durante il periodo di transizione, il numero di violazioni gravi nei confronti della popolazione civile è diminuito. La preoccupazione principale del CICR nasce dal fatto che il CPN-M continua ad arruolare i bambini. In particolare, si sono seguiti con molta attenzione i casi di 31 bambini; il Comitato ha rintracciato i loro genitori e sta valutando la situazione dal punto di vista della sicurezza prima di riportare i bambini a casa. Nel frattempo, essi sono ospitati presso un istituto per l'infanzia a Kathmandu.

Alla fine dell'anno, le attività connesse con la detenzione erano notevolmente diminuite; quasi tutte le persone trattenute dalle forze di sicurezza per motivi connessi al conflitto erano state rilasciate, con l'eccezione dei condannati per delitti ordinari; questi ultimi detenuti sono stati visitati da CICR, come in passato. Anche le persone detenute dal CPN-M a vario titolo sono state oggetto di visita.

Durante il 2006, i delegati del CICR hanno visitato 221 luoghi di detenzione governativi (prigioni, stazioni di polizia e campi dell'esercito). Sono state effettuate più di 300 visite, durante le quali sono stati visti 1009 detenuti. I delegati hanno inoltre visitato 31 persone detenute in 14 località sotto il controllo del CPN-M.

Grazie all'aiuto dei volontari della Croce Rossa del Nepal, sono stati scambiati 1283 messaggi di Croce Rossa, di cui 477 indirizzati a ed inviati da persone detenute: tutto ciò ha permesso che parenti rimanessero in contatto. Anche in questo caso si registra una diminuzione del numero dei messaggi di Croce Rossa a partire da aprile, dovuto al rilascio considerevole di persone detenute.

Il rischio dei residui esplosivi

Allo scopo di impedire le lesioni causate dai residui esplosivi abbandonati alla fine del conflitto, il CICR sta fornendo supporto finanziario e tecnico alla Croce Rossa del Nepal, affinché possa condurre un programma di formazione in 20 distretti colpiti dal conflitto. Quaranta volontari della Croce Rossa giovanile sono stati addestrati a suscitare la consapevolezza del problema - e di come evitarlo – fra gli adulti ed i bambini.


Attività di assistenza

Assistenza sanitaria

L'attività sanitarie del CICR hanno come obiettivo la cura ed il trattamento delle vittime del conflitto, attraverso strutture sanitarie collocate in modo strategico. Il CICR ha fornito i materiali di consumo sanitari (vestiario, medicinali di base, pellicole radiografiche, ecc.) agli ospedali di Kathmandu e di altre località.

Durante l'agitazione nell'aprile 2006, CICR ha fornito agli ospedali di Kathmandu il materiale sanitario per curare fino ad un migliaio di feriti. Inoltre ha garantito il sostegno finanziario alle persone ricoverate per ferite riportate negli scontri.

Sicurezza economica

A circa 1453 famiglie in 34 distretti è stato consegnato materiale per la casa, quali coperte, teloni e utensili per la cucina, grazie lavoro congiunto del CICR e della Croce Rossa del Nepal. Circa mille di queste famiglie (nei distretti di Banke e Bardya) sono state colpite dalle inondazioni, 189 sono state sfollate e 264 colpite in altro modo dal conflitto.

A novembre, il CICR e la Croce Rossa del Nepal hanno iniziato un progetto microeconomico volto a ristabilire condizioni di vita normali per le vittime del conflitto. Tale progetto è in corso di sperimentazione in 13 distretti; alla fine dell'anno, 65 famiglie avevano ricevuto assistenza.

Acqua ed ambiente (Wathab)

[NdT: dall’unione delle parole Water, acqua, e habitat]

Il CICR, in collaborazione con la Croce Rossa del Nepal, sta effettuando 21 progetti destinati a migliorare l'approvvigionamento idrico e le condizioni igieniche nelle prigioni in tutto il paese, in collaborazione con le autorità nazionali e locali.

Il CICR sta aiutando gli scienziati dell'Università di Tribhuvan a sviluppare il biogas, il metano e mattonelle di bio-combustibili per produrre fonti di energia più efficienti e che miglioreranno le condizioni di vita dei detenuti e faciliteranno il lavoro di manutenzione.

Nelle zone rurali del Nepal, in cui l'approvvigionamento di acqua potabile è stato seriamente compromesso dal conflitto, il CICR sta aiutando gli abitanti dei villaggi a migliorare le risorse locali. In 17 villaggi del distretto di Jumla, è in via di realizzazione un vasto lavoro di rinnovamento degli impianti che riforniscono di acqua potabile; tale progetto comprende anche la fornitura di latrine e le riparazioni al sistema di irrigazione.


Nel distretto di Taplejund, l'equipe “Wathab” ha organizzato un workshop di tre giorni sui temi dell'acqua e degli impianti igienici per i rappresentanti di 27 villaggi ed ha distribuito attrezzi e pezzi di ricambio. Sono previsti ulteriori seminari ed interventi in altri distretti.


Promozione del diritto internazionale umanitario (D.I.U.)

 

Durante il conflitto armato in Nepal, il CICR ha costantemente invitato tutte le parti a rispettare il diritto e si è impegnato a monitorarne l'osservanza.

Ora, in seguito ai cambiamenti della situazione politica in Nepal, il CICR si sta concentrando su aspetti specifici del DIU, quali problemi inerenti alle persone scomparse e la tutela dell'infanzia. Il CICR inoltre intensificherà i propri sforzi per incoraggiare le autorità affinché ratifichino i trattati di DIU non ancora operativi ed incorporino tali trattati nella legislazione nazionale.



Il CICR ha offerto la propria collaborazione  alle forze armate e di sicurezza, per consentire loro di essere sempre più in grado di addestrare i propri membri riguardo al diritto internazionale umanitario. Numerosi dibattiti sul DIU, sulle attività del CICR e il suo mandato sono state condotte con i rappresentanti del CPN-M in diverse zone del Nepal.

Cooperazione con la Società della Croce Rossa del Nepal

Il CICR lavora a stretto contatto con la Croce Rossa del Nepal nell'ambito delle attività operative, quali ad esempio l'assistenza, offrendo a questa Società Nazionale sostegno finanziario e tecnico per aumentare la sua capacità concreta. Parte importante di questa attività è costituita dall'addestramento del personale e dei volontari; nel 2006 si sono svolti workshop e seminari sul tema della risposta alle emergenze, il primo soccorso, la conoscenza del DIU, dei principi e dell'emblema del Movimento.


Tratto dal sito del CICR: http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/nepal-update-311206?opendocument


Foto: 

 

[© ICRC / Jon Bjorgvinsson / np-e-00101]


@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

3 - 29 dicembre 2006
Somalia: bollettino del CICR n° 06 / 2006
I combattimenti in Somalia – la risposta del CICR
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo
 

Situazione generale

Dopo aver subito più di 15 anni di conflitto ed una serie di catastrofi naturali, tra cui una grave siccità ed inondazioni devastanti nel 2006, la popolazione della Somalia centrale e meridionale è stata testimone, negli ultimi dieci giorni, di una serie di combattimenti tra i più feroci di questo decennio. Gli scontri, inizialmente scoppiati nella regione di Baidoa, si sono rapidamente diffusi verso sud in direzione della capitale, Mogadiscio, e fino alla parte settentrionale della regione del Basso Giuba.

Dopo la caduta della città mercoledì, la popolazione civile di Mogadiscio è rimasta in preda al panico ed al caos, ma da venerdì la situazione si è calmata, con il ritorno di una relativa stabilità.

Al momento attuale, non si hanno informazioni precise sul numero delle vittime, ma si suppone che siano morte centinaia di persone. Durante i giorni appena trascorsi, più di 800 feriti – civili e combattenti – sono stati accolti negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie della regione. Migliaia di civili sono fuggiti, anche se lo sfollamento è avvenuto a distanze contenute e per brevi periodi, e la popolazione è ritornata subito alle proprie case una volta scampato il pericolo. Si ritiene inoltre che alcune persone siano detenute per ragioni connesse con gli scontri.

Si è temuto che potesse verificarsi un afflusso di rifugiati nel nord del Kenya, ma al momento attuale non si registrano significativi spostamenti di popolazione attraverso il confine meridionale.

Prima degli avvenimenti recenti, vi erano già in Somalia più di 500000 sfollati, a causa del protrarsi del conflitto interno ed in seguito alle gravi inondazioni che hanno colpito il sud del paese a partire da novembre. Gran parte della popolazione già soffre a causa delle gravi restrizioni, e molte persone dipendono già completamente dagli aiuti umanitari. Le infrastrutture versano in pessime condizioni ed i servizi pubblici funzionano a malapena.


L’azione del CICR

Dall’inizio degli scontri armati la scorsa settimana, il CICR ha aumentato il sostegno a diversi centri sanitari nella parte centrale e meridionale della Somalia, tra cui a tre ospedali a Mogadiscio ed a 23 dispensari gestiti dalla Società della Mezzaluna Rossa Somala, fornendo a queste strutture kit per il primo soccorso, materiale chirurgico e medicinali. Il CICR sta allestendo 12 tonnellate di materiale sanitario che saranno inviate nei prossimi giorni a diverse località della Somalia.

Dal momento che non è stato ancora stabilito il numero delle persone disperse a causa delle ostilità, il CICR continua a monitorare la situazione ed è pronto ad intervenire per venire incontro alle esigenze di coloro che fuggono abbandonando le proprie case, attraverso la fornitura di rifugi, acqua, cibo, cure sanitarie ed aiuto nel ristabilimento dei contatti con i famigliari.

Il CICR mantiene un dialogo regolare con le parti in conflitto ed ha continuamente ricordato loro le responsabilità nascenti dal diritto internazionale umanitario, in particolare il dovere di proteggere i feriti, i combattenti feriti ed i detenuti, di proteggere il personale sanitario, gli ospedali e gli ambulatori e di prendere ogni precauzione nella conduzione delle operazioni militari per evitare di colpire i civili.


Altre attività del CICR

Oltre alle attività in risposta alla nuova ondata di violenza, il CICR ha continuato le altre attività che svolge nel paese, tra cui 300 programmi sanitari e progetti sull’agricoltura ed i mezzi di sussistenza.

Da novembre, il CICR ha dovuto inoltre soccorrere, mediante la fornitura di ricoveri ed acqua potabile, più di 500000 persone colpite dalle disastrose alluvioni in diverse parti del paese. In questo contesto, sono state adottate altre forme di assistenza, nell’ambito della rete fognaria e della distribuzione di sementi, per aiutare le vittime a ritrovare la propria autonomia.

Un’altra attività, a lungo periodo, svolta dal CICR in Somalia è il la ricerca delle persone scomparse e il ricongiungimento delle famiglie separate a causa del protrarsi del conflitto.

Per poter fronteggiare questa situazione d’emergenza complessa, il CICR si appoggia ad una rete di collaboratori qualificati e di provata esperienza, assunti a livello locale, e coopera attivamente con la Mezzaluna Rossa Somala. Il CICR è una delle poche organizzazioni umanitarie operanti attualmente in Somalia, paese in cui svolge la sua attività umanitaria fin dal 1977.

Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa: http://www.icrc.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/html/somalia-news-291206


@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

4 - 20-12-2006    
Sparizioni forzate: la Convenzione delle Nazioni Unite è un grandissimo successo e fonte di una nuova speranza
La nuova Convenzione sulle scomparse forzate è stata adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite questa settimana. In un’intervista per il nostro sito Cordula Droege, consigliere giuridico al CICR, spiega questa Convenzione e le novità che questo trattato storico comporterà per le vittime delle scomparse forzate e per le loro famiglie.
Traduzione non ufficiale di Elisa Barzaghi

Qual è lo scopo generale di questa Convenzione?

Questa Convenzione è il primo trattato universale che definisce la scomparsa forzata e la vieta. In breve, una scomparsa forzata è il rapimento o la detenzione di una persona ad opera di agenti dello Stato, seguita dall’occultamento della persona scomparsa o del luogo in cui si trova. Per contrastare la sparizione forzata, la Convenzione si articola in quattro parti:


Combattere l’impunità - La Convenzione impone agli Stati l’obbligo di citare in giudizio gli autori delle scomparse forzate. Non si tratta solo delle persone che hanno commesso questo crimine sul proprio territorio, ma rilevano anche le ipotesi in cui l’infrazione in esame riguarda un’altra giurisdizione: in questo caso, gli Stati dovranno perseguire o estradare il presunto colpevole, affinché nessuno possa sfuggire alla giustizia.

Prevenzione - La Convenzione prevede un certo numero di procedure come freno, che devono impedire le scomparse: tutte le persone private della libertà devono essere registrate e detenute in un luogo ufficiale, e tutti i loro spostamenti devono essere messi a verbale. Più importante ancora, ogni persona privata della libertà deve essere autorizzata ad avere dei contatti con il mondo esterno, in particolare deve poter comunicare con la propria famiglia e con il proprio avvocato; dal canto loro, la famiglia e l’avvocato hanno il diritto di essere informati circa la detenzione ed il luogo in cui si trova la persona. Il CICR, disponendo di una lunga esperienza in materia di prevenzione, si è molto impegnato nella elaborazione di queste garanzie.

Diritti delle vittime  – Questa Convenzione è la prima a riconoscere che le vittime della sparizione forzata non sono solo le persone scomparse, ma anche i loro cari. Essa dà alle famiglie il diritto di conoscere le sorti dei loro parenti, e riconosce alle vittime della sparizione forzata il diritto ad un risarcimento per il torto che hanno subito.

Entrata in vigore – Un comitato internazionale di dieci esperti indipendenti è stato creato per verificare l’applicazione della Convenzione. A questo scopo, gli esperti riceveranno dei rapporti dagli Stati, ma potranno anche ricevere delle doglianze di privati. La Convenzione prevede anche una procedura di habeas corpus che permette ai parenti o ad altre persone interessate che credono che una persona sia stata vittima di una sparizione forzata di adire direttamente il comitato internazionale, e se la loro denuncia è fondata, questo chiede allo Stato di cercare la persona scomparsa per sapere dove si trovi.

Chi d’altri ha partecipato alla redazione della Convenzione?

All’inizio, sono state delle associazione sudamericane di famiglie di vittime delle sparizioni forzate a chiedere una Convenzione internazionale nel 1981. In seguito, il passaggio attraverso il meccanismo delle Nazioni Unite ha impiegato 25 anni. Gli attori principali delle negoziazioni sono stati senz’altro gli Stati, poiché essi saranno vincolati dalla Convenzione. Tuttavia, è importante notare che alcune associazioni di famiglie hanno assistito a tutto il processo di redazione; esse provenivano non solo dall’America latina, ma anche da altri continenti, ed il fato che fossero presenti nella sala durante la stesura ha avuto un effetto importante sul risultato finale.

Quali novità apporta questa Convenzione rispetto agli altri strumenti giuridici internazionali già esistenti?

È la prima Convenzione che proibisce espressamente la sparizione forzata. Fino ad ora, la sparizione forzata era considerata come la violazione di alcuni diritti enunciati in trattati esistenti, quali il divieto della tortura, il diritto alla libertà o il diritto alla vita. Ma la sparizione forzata è ben più che l’insieme di questi diversi elementi. Essa è caratterizzata dalla nozione specifica di diniego – negare ai familiari le informazioni riguardo ai loro parenti. Questo aspetto è riconosciuto nella Convenzione, dal momento che la sparizione forzata è considerata come una violazione a sé. Inoltre, il testo contiene delle norme nuove vincolanti che, prima, non esistevano in alcun trattato sui diritti dell’uomo.

In concreto, questa Convenzione contribuirà ad impedire le sparizioni forzate?

Concretamente, un trattato internazionale non può contribuire al rispetto dei diritti dell’uomo se non se e quando esso è trasposto nella legislazione nazionale ed applicato. Quindi il trattato da solo non è sufficiente. La prossima tappa, è la ratificazione, poi la messa in atto, che implica due elementi: innanzitutto, gli Stati devono prevedere una legislazione nazionale che disponga di strumenti giuridici che permettano di dare applicazione alla Convenzione. Per esempio, gli Stati devono far sì che la sparizione forzata diventi un crimine punito dalla legislazione nazionale, altrimenti non potranno perseguire i criminali. In secondo luogo, gli Stati devono attuare misure concrete, per esempio formare propri funzionari e, molto importante, processare sistematicamente i criminali. Per questo, occorre una volontà politica. Nel diritto internazionale, questa Convenzione è un punto fondamentale che contribuirà a dare fondamento alla lotta contro le sparizioni forzate, laddove vi sia una volontà politica in tal senso.

Come è stata accolta questa Convenzione dalle famiglie che hanno avuto esperienza di sparizioni forzate? Si può sperare che essa avrà un effetto dissuasivo verso i Paesi in cui vi sono gruppi che utilizzano le sparizioni forzate come armi di guerra?

Come ho già detto, alcune associazioni di famiglie chiedevano questa Convenzione dal 1981 ed è chiaro che esse festeggiano questo avvenimento straordinario. Ma d’altra parte, esistono numerose vittime di sparizioni forzate e loro famiglie che sono molto lontane dalla scena giuridica internazionale, e per queste persone, solo l’attuazione della Convenzione farà la differenza. Essa avrà un effetto dissuasivo? Dal principio, la Convenzione in sé non è sufficiente, a meno che gli Stati non ne diano applicazione. Detto questo, un meccanismo internazionale di controllo quale il futuro comitato sulle sparizioni forzate creato dalla Convenzione, che è indipendente dagli Stati ed al quale gli individui possono presentare le loro doglianze a livello internazionale, rappresenta certamente un progresso.

Ci sono degli Stati che si oppongono a questa Convenzione?

Alcuni Stati erano abbastanza reticenti durante la redazione della Convenzione, altri hanno fatto delle dichiarazioni secondo cui, pur accettando la Convenzione, ne avrebbero data un’interpretazione conforme alla loro legislazione nazionale. Ma ciò non costituisce un ostacolo. La Convenzione è stata adottata con il consenso, ciò significa che nessuno Stato si è opposto espressamente. La risoluzione con cui la Convenzione è stata adottata è stata approvata dagli Stati di tutti i continenti, perciò l’ottimismo è di rigore.

Così, gli Stati non oseranno opporsi pubblicamente alla Convenzione?

Io credo che sia difficile per uno Stato opporsi ad un trattato che volge a proibire la sparizione forzata, che è uno dei peggiori crimini esistenti. L’indice rivelatore sarà tuttavia vedere quali stati ratificheranno la Convenzione. Si tratterà di fare un lavoro di informazione pubblica e di campagne a sufficienza per convincere gli Stati a ratificare la Convenzione.

Avete fondate speranze di vedere gli Stati che hanno sostenuto la Convenzione,  ratificarla?

Sì, siamo ottimisti, ma ciò non avverrà dall’oggi al domani. Alcuni Stati hanno già dichiarato che ci vorrà del tempo, perchè essi devono innanzitutto adattare la loro legislazione nazionale, e ciò è una giusta considerazione. Ma non aspettiamo troppo!

Originale a questo link:

http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/htmlall/convention-enforced-disappearance-interview-201206

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

5 - Convegno a Milano    2-3-4 Febbraio 2007

“Migranti: percorsi di uomini, di diritti e culture”
Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale Milano
Via Marcello Pucci, 7  -  20145  Milano

Segreteria:

Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale di Milano
Via Marcello Pucci, 7 – 20145 Milano
Tel: 02 33129237  Fax: 02 313573
e-mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Costo Iscrizione Euro 50 da versare entro il 15 gennaio 2007 sul conto corrente 10950
Intestato al Comitato Provinciale CRI presso INTESABCI  Milano - Abi 03069  - Cab 9400  - Causale “Convegno migranti”.

Modulo Iscrizione (scaricabili dal sito www.caffedunant.it  e www.cri.it) e
copia versamento iscrizione sono da inviare via fax allo 02 313573


@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

 
< Prec.   Pros. >

Annunci

GORIZIA 3 febbraio 2018 dalle ore 8,30 alle ore 17,30

Università degli Studi di Trieste sede di GORIZIA

Aula Magna Corso di Laurea Scenze Internazionali e Diplomatiche  Via Alviano 18 Gorizia

Giornata di Studio sul

"Diritto Internazionale Umanitario nel terzo millennio: diplomazia umanitaria e International Disaster Law"

Per informazioni scrivere a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

In allegato pieghevole esplicativo e modulo iscrizione

Comunicato dalla Presidenza CRI Gorizia 

 

PDF
 

Iscriviti

 

Totale iscritti: 1016

Scuole al museo

scuole
amici del museo croce rossa castigione stiviere
 
museo-oltre
Convegno SISM e CRI

Climate Center

CRIVIDEO - SEZIONE DIU

IIHL

IIHL

Int. Tracing Service

its

Darfur Blog

darfur

Sostieni la CRI

Syndicate

WebStaff

Get Firefox!
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.