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n 294 del 1 Dicembre 2006 Stampa E-mail
venerd 01 dicembre 2006

1 Dicembre 2006

nr. 294

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Nota
1 dicembre 2006
“Messaggio del Presidente Nazionale Massimo Barra” in occasione della Giornata mondiale per la lotta all’AIDS
Scarica  il messaggio
 

“Impara l’ABC – Abstinence, Be faithful, Condom”
Campagna Nazionale di educazione alla sessualità, alla prevenzione dell’HIV-AIDS e delle malattie sessualmente trasmesse.
Organizzata dai  Pionieri della Croce Rossa Italiana
Comunicato da Matteo Cavallo

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Contenuto:                  

1 - 27-11-2006 Tratto dal sito web  Ticino On Line
Birmania: Croce Rossa costretta a chiudere suoi uffici
Comunicatoci da Andrea Ciresa

2 - 20 ottobre 2006
Yemen: notizie famigliari da Guantanamo
A partire da gennaio 2002, il CICR ha visitato con regolarità centinaia di detenuti nella prigione di Guantanamo Bay a Cuba. (....)  Interviste condotte da Amal Murtaja e Ronald Ofteringer. Traduzione dall’arabo di Tine Vermeiren
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo
 
3 - CROCE ROSSA ITALIANA  Comitato Provinciale di Avellino
Ispettorato Regionale dei Volontari del Soccorso
III Convegno Regionale D.I.U.
"L'informazione va alla guerra ": La comunicazione come risorsa
2 dicembre 2006 - ore 15.00
Cineforum Caserma Berardi -Viale Italia  -  83100 Avellino
Comunicato da Luigi Micco

4 - 29 Novembre 2006
Il Prof. Paolo Vanni nominato Presidente del 4° Meeting internazionale di Storia della Medicina che si terrà a Figline Valdarno in Ottobre 2007.
di M.Grazia Baccolo

5- allegato
Report a cura del rappresentante C.R.I.  Pino Ungaro sulla situazione attuale della missione CRI in Sri Lanka. Pubblicato sul sito (www.criroma.org)
Comunicato da Paola Mazzocchi

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1 - 27-11-2006 Tratto da Ticino on line
Birmania: Croce Rossa costretta a chiudere suoi uffici

RNGOON - La giunta militare al potere in Myanmar (ex Birmania) ha ordinato alla Croce Rossa di chiudere i suoi cinque uffici di Mandalay, Mawlamyne, Hpa-an, Taungggyi e Kyaing Tong, di fatto ponendo fine al lavoro umanitario dell'organizzazione nelle zone di frontiera toccate da conflitti etnici. Lo ha reso noto il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) nel suo sito internet.

La Croce Rossa ha diffuso un comunicato in cui afferma di "deplorare profondamente" la decisione delle autorità birmane, che hanno anche stabilito che il CICR non sarà autorizzato a riprendere le visite ai prigionieri politici, sospese nel dicembre 2005 perché non erano più garantiti gli standard adottati dall'organizzazione.

"Nel corso degli anni abbiamo avuto un dialogo produttivo con il governo birmano e dal 1999 il nostro lavoro ha avuto un impatto concreto sulle condizioni di vita e di sicurezza delle popolazioni", ha dichiarato Pierre Kraehenbuehl, direttore operativo della Croce Rossa.

Il ministro per l'informazione birmano, il generale Kyaw Hsann, all'inizio del mese aveva detto che la giunta era ancora impegnata con la Croce Rossa nelle trattative per una ripresa delle visite ai detenuti.

Secondo l'ONU, in Birmania si trovano oltre 1100 prigionieri politici, tra cui il premio Nobel per la pace e leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi, costretta agli arresti domiciliari.


ATS

Link segnalato da Andrea Ciresa
http://www.tio.ch/common_includes/pagine_comuni/articolo_interna..asp?idarticolo=298393&idtipo=2

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2 - 20 ottobre 2006
Yemen: notizie famigliari da Guantanamo
A partire da gennaio 2002, il CICR ha visitato con regolarità centinaia di detenuti nella prigione di Guantanamo Bay a Cuba. Per molte di queste persone, il sistema del messaggio di Croce Rossa rappresenta l’unico modo per rimanere in contatto con le proprie famiglie.
Interviste condotte da Amal Murtaja e Ronald Ofteringer. Traduzione dall’arabo di Tine Vermeiren
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

In Yemen, una delle principali attività della delegazione del CICR di Sana’a è mantenere i contatti tra gli internati a Guantanamo e le loro famiglie. In collaborazione con la Mezzaluna Rossa dello Yemen, il servizio di ricerca ha permesso che venissero scambiati, dall’aprile 2002, circa 1400 messaggi.

Due famigliari dei detenuti di Guantanamo, che usano regolarmente il servizio di scambio dei messaggi, condividono i propri sentimenti con il CICR.

Amina A., madre di un detenuto yemenita di Guantanamo

Che cosa ha provato quanto ha scoperto che suo figlio era detenuto a Guantanamo?

Quando la fatidica lettera è arrivata, ho sentito che qualcosa non andava. I bambini continuavano a bisbigliare, mi hanno detto di non arrabbiarmi e che mio figlio era detenuto a Guantanamo!

A quel punto, mi sono sentita terribilmente male. Ho soltanto un figlio ed è ancora giovane. Non sappiamo nemmeno come e dove sia stato arrestato. Dopo la morte dei miei genitori, le mie figlie e mio marito sono tutto ciò che mi resta, e mi hanno aiutato a calmarmi. Ma non possiamo più essere come prima e proviamo sempre un grande dolore nei nostri cuori.

Quando ho spiegato a mio marito cosa era successo, è svenuto ed è caduto a terra. In seguito, per tre giorni è rimasto chiuso nella sua stanza da solo, senza mangiare e senza bere, e non voleva vedere o parlare con nessuno. Da quel giorno non riesce più a dormire di notte e le sue condizioni stanno peggiorando.

Prima di mettersi in viaggio, mio figlio mi aveva detto di essere alla ricerca della conoscenza, che avrebbe provveduto a trovarsi un lavoro e avrebbe mandato a casa parte dei soldi, ma non ci ha mai inviato nulla e non l’ho più rivisto.

Come trascorre le giornate?

Penso a mio figlio tutto il tempo. Quando ho fame, sento la sua fame. Quando ho finito di mangiare, mi chiedo come possa stare. Le giornate passano lente, in famiglia ormai contiamo i secondi che ci separano dal momento in cui potremo riabbracciarci. Se Dio vorrà, lo rivedremo questo mese. Preghiamo sempre per lui e per tutti i detenuti e aspettiamo con pazienza i suoi messaggi. Se solo potessi rivederlo di nuovo!

C’è qualcuno che sta sostenendo la sua famiglia?

In questi terribili giorni, mio marito deve provvedere a tutto da solo, è l’unico sostegno della famiglia. Malgrado il suo povero stato di salute mentale successivo a questa tragedia, va al lavoro ogni giorno per sostentare la nostra famiglia.

Date le eccezionali circostanze della detenzione di suo figlio in un luogo così lontano, come fate a mantenere i contatti?

L’unico mezzo che abbiamo per mantenere i contatti con nostro figlio è lo scambio dei messaggi di Croce Rossa. Quando l’ufficio del CICR ci ha informato la prima volta che c’era un messaggio da nostro figlio, non ho potuto attendere che me lo consegnassero e sono andata di persona a prenderlo. Durante il tragitto, mi immaginavo che stavo andando a rivedere mio figlio e che lo avrei riabbracciato. Quando ho preso il messaggio tra le mie mani, mi sono sentita come se lo stessi salutando tenendogli la mano. Questo mi ha rassicurato.

Visto quello che le è capitato, quale messaggio vorrebbe lasciare al mondo e alle altre persone nella medesima situazione a proposito della detenzione?

Ho molti sentimenti che mi opprimono il cuore e sono difficili da esprimere con le parole. Sono una madre, perciò sono vicina a tutte le madri che si trovano a vivere una situazione analoga alla mia. Mi sento di poter dire loro di avere pazienza, e prego Dio che liberi presto i nostri figli.

Alì S., fratello di un internato a Guantanamo

Cosa provi sapendo che tuo fratello è detenuto nella prigione di Guantanamo, così lontano dallo Yemen?

Quando un fratello è imprigionato così lontano ci si sente profondamente scossi e molto tristi: soffro terribilmente per questa situazione. Dopo gli esami finali della scuola secondaria, ha voluto trascorrere un anno in viaggio. Qui è difficile riuscire a farsi una vita e siccome aveva una moglie, una figlia, una madre vedova e fratelli piccoli, ha detto che sarebbe andato nel Golfo, proseguendo gli studi e cercando di ottenere una vita migliore per la sua famiglia. Ma Dio deve aver avuto altri progetti. A quanto sembra, se ne è andato in Pakistan, e noi l’abbiamo scoperto soltanto quando abbiamo saputo che era stato internato a Guantanamo.

E vostra madre? Cosa prova a causa di questa situazione?

Ha il cuore a pezzi. Piange di continuo ed è molto triste a causa della separazione dal figlio, soprattutto perché non c’è nessuna ragione, giustificazione o prova che legittimi la detenzione di mio fratello.

Come restate in contatto con vostro fratello?

Utilizziamo principalmente il servizio dei messaggi di Croce Rossa, ma gli scriviamo ugualmente delle lettere normali, dopo che abbiamo trovato l’indirizzo postale su uno dei messaggi.

Cosa significano per voi questi messaggi?

Ci sentiamo tutti – mia madre, mia cognata, mia nipotina, i fratelli piccoli ed io – profondamente sollevati quando li riceviamo. È come se mio fratello fosse presente con noi, mentre gli raccontiamo gli avvenimenti della nostra vita. Una volta i messaggi si sono interrotti per sette mesi. Eravamo molto addolorati, ma l’arrivo dei messaggi dipende dalla volontà di Dio.

Qual è stato il vostro primo contatto con il Comitato Internazionale della Croce Rossa?

Prima non conoscevamo il CICR, ma avevamo sentito parlare dei servizi che forniva, del suo lavoro umanitario, ecc. Abbiamo potuto renderci conto del suo valore grazie ai messaggi di Croce Rossa.


Tratto dal sito del Comitato Internazionale della Croce Rossa: http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/C2611A244553BAA8C125720D0030238B?OpenDocument&Style=Custo_Final.3&View=defaultBody9


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3 - CROCE ROSSA ITALIANA  Comitato Provinciale di Avellino
Ispettorato Regionale dei Volontari del Soccorso
III Convegno Regionale D.I.U.
"L'informazione va alla guerra ": La comunicazione come risorsa

2 dicembre 2006 - ore 15.00
Cineforum Caserma Berardi -Viale Italia  -  83100 Avellino

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PROGRAMMA

15:00 - 15:30  
Saluto del Presidente del Comitato Provinciale di Avellino dr.ssa Anna Amelio
Saluto del Comandante della Caserma Berardi Col. Omero Ciccillo
Saluto dell'Ispettore Nazionale dei Volontari del Soccorso Dott. Enzo Scognamiglio
Moderatore: dott. ssa Giovanna Scuderi


15:30 - 16.00  
"La tutela dei giornalisti del diritto delle Convenzioni di Ginevra"
Avv.  Angela Boccia Collaboratore Tecnico Regionale CRI alla Diffusione   D.I.U.

16:00 - 16.30  
"Il linguaggio dell'inviato di guerra:Tecniche di comunicazioni ed impatto sociale"
Relatore: dr. Andrea Manzi  Giornalista e Docente Universitario

16:30 - 17.00  
"la libertà di stampa: un diritto fondamentale anche nel corso dei conflitti armati"            

Relatore: dr. Ermanno Corsi Presidente Ordine dei Giornalisti Regione Campania

17:30 - 18:00  
"L'esperienza di un addetto stampa  dell'E.I."
 Col. Domenico Basile Comando Militare Regionale - Campania

18:00 - 18:15   Chiusura dei lavori
Dott. Andrea Camera  Ispettore Regionale Campania Volontari del Soccorso
Diffusore Qualificato

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4 -29 Novembre 2006
Il Prof. Paolo Vanni nominato Presidente del 4° Meeting internazionale di Storia della Medicina che si terrà a Figline Valdarno in Ottobre 2007.
di M.Grazia Baccolo

Il prof.Paolo Vanni, Delegato Nazionale di Storia della CRI,  è stato nominato Presidente del 4° Meeting Internazionale di Storia della Medicina che si terrà a Figline Valdarno (FI) dal 20 al 23 Ottobre 2007. Le lingue ufficiali del convegno saranno inglese, francese e italiano.

Trattandosi di un evento importante ed internazionale, il Prof. Vanni conta su una massiccia partecipazione dei “crocerossini”, soprattutto se Cultori della Storia della Medicina della Croce Rossa. Inoltre preannuncia a chiunque fosse interessato e ne abbia i titoli, che in quell’occasione potrà essere da lui presentato alla ISHM (International Society of Historical Medicine) per diventarne membro.

Il Caffè Dunant vi terrà aggiornati sul proseguimento dell’organizzazione di questo meeting.

M.Grazia Baccolo

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5 - SCARICA ALLEGATO

Report a cura del rappresentante C.R.I.  Pino Ungaro sulla situazione attuale della missione CRI in Sri Lanka. Pubblicato sul sito (www.criroma.org)
Comunicato da Paola Mazzocchi


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Comunicato dalla Presidenza CRI Gorizia 

 

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