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Standing Commission

n° 284 del 26 Settembre 2006 Stampa E-mail
mercoledì 27 settembre 2006
26 Settembre 2006
nr. 284

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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 Contenuto:

1 - 26 settembre 2006 Comunicato Stampa 06/108
Il Presidente del CICR visita il Canada
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

2 - 25 settembre 2006
Cominciata la nuova visita ai detenuti Usa per terrorismo
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

3 - 20 settembre 2006 Comunicato Stampa
Delegato della Croce Rossa Irlandese in Etiopia
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

4 - 23 settembre 2006 Comunicato Stampa 06/109
Personale CICR rapito in Etiopia rilasciato
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

5 - 19 settembre 2006 Comunicato CICR
Gaza - Bollettino CICR No. 07/2006
Ultimo rapporto sulle attività del CICR sul campo
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

6 - 15 settembre 2006
Aceh, sostegno all’educazione
di Nathalia Guerrero, Croce Rossa canadese
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

7 - 12.09.2006
Quando le armi tacciono…la Croce Rossa in Libano
di Phil Vine
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

8 -Tratto da “Notizie in Breve” della Rivista Red Cross Red Crescent nr. 1/2006
- Sfollati in Colombia
- Ritorno a casa
- Dispersi in Bosnia-Herzegovina
Traduzione non ufficiale di Maura Montuori 

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1 - 26 settembre 2006 Comunicato Stampa 06/108
Il Presidente del CICR visita il Canada
Ginevra (CICR) - Jakob Kellenberger, presidente del Comitato Internazionale di Croce Rossa, è arrivato ad Ottawa per una visita di due giorni, durante la quale avrà dei colloqui con il Ministro degli Esteri, Peter MacKay, il Ministro della Difesa Nazionale, Gordon O'Connor, il Ministro degli Interni, Stockwell Day, il Presidente dell'Agenzia Canadese per lo Sviluppo Internazionale, Peter Greenhill, ed altre autorità Canadesi.

Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

Il Presidente del CICR incontrerà anche la Commissione Canadese per il Diritto Umanitario.
I colloqui saranno incentrati sulla situazione attuale, secondo la prospettiva umanitaria, nelle principali aree d'azione del CICR, sull'importanza del Diritto Internazionale Umanitario nei conflitti odierni e su temi riguardanti la cooperazione tra il Canada ed il CICR.
Il Presidente del CICR incontrerà anche i vertici e lo staff della Croce Rossa Canadese, che da lungo tempo è un partner importante per il CICR.

Tratto dal sito del CICR:
http://www.icrc.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/html/canada-news-260906!OpenDocument
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2 -25 settembre 2006
Cominciata la nuova visita ai detenuti Usa per terrorismo
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

(ANSA) - GINEVRA, 25 SET - Il Comitato della Croce rossa ha iniziato oggi una visita ai detenuti della base americana di Guantanamo. "Abbiamo ricevuto chiare indicazioni secondo cui potremo accedere ai 14 nuovi detenuti", ha dichiarato il portavoce del Cicr Vincent Lusser. All'inizio di settembre, il presidente Usa George W. Bush aveva annunciato il trasferimento di questi 14 prigionieri, tra i quali figura il presunto cervello degli attentati dell'11 settembre 2001, Sheik Mohammed.

Tratto dal sito dell'ANSA:
http://www.ansa.it/main/notizie/awnplus/topnews/news/2006-09-25_12510302.html
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3 -20 settembre 2006 Comunicato Stampa
Delegato della Croce Rossa Irlandese in Etiopia
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

La Croce Rossa Irlandese sta accertando le notizie secondo cui uno dei suoi operatori operanti all'estero è stato rapito da un gruppo armato in Etiopia.
Il suo nome è Donal O'Suilleabhàin.
David Andrews, Presidente della Croce Rossa Irlandese, ha espresso oggi la sua forte preoccupazione riguardo alle attuali condizioni di Donal e del suo collega Etiope, la cui identità non è ancora stata resa nota. La Croce Rossa Irlandese mantiene aggiornati i familiari di Donal degli sviluppi della situazione.
Donal (41 anni), è originario della Contea di Sligo, nell'Irlanda occidentale. Attualmente è impegnato in Etiopia come ingegnere idraulico dal Comitato Internazionale di Croce Rossa. Il suo lavoro consiste principalmente nella costruzione e riparazione dei pozzi per la popolazione locale che spesso aveva sofferto la mancanza di acqua negli ultimi anni.
L'incidente ha avuto luogo nell'Etiopia sud orientale, dove Donal era partito per una missione sul campo dalla propria base nella città di Gode.
La Croce Rossa Irlandese sta lavorando con il Comitato Internazionale di Croce Rossa per giungere al rilascio di Donal. Il Dipartimento Affari Esteri è attivamente impegnato nell'operazione.
La più recente missione di Donal è stata in Darfur (Sudan), dove ha lavorato per ripristinare i pozzi d'acqua danneggiati durante i combattimenti. Precedentemente, Donal ha operato in Liberia,, Korea del Nord, Honduras, Botsawana, Canada ed anche in Irlanda. Ha studiato presso l'NUI di Galway e presso l'Università di Birmingham (Regno Unito).


Tratto dal sito della Croce Rossa Irlandese:
http://www.redcross.ie/news/current.php3
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4 - 23 settembre 2006 Comunicato Stampa 06/109
Personale CICR rapito in Etiopia rilasciato
Ginevra (CICR) - Due operatori del CICR rapiti da un gruppo armato nell'Etiopia sud-orientale sono stati rilasciati illesi alle 14:30 locali di oggi (23 settembre, NdT). I due uomini sono stati consegnati ad una squadra del CICR a  nord di Gode nello stato regionale Somalo, in Etiopia.
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

Hadis Ahmed Samatar e Donal O'Suilleabhain sono stati rapiti da un gruppo armato il 18 settembre 2006. Erano parte di un convoglio di tre veicoli con a bordo sette operatori Etiopi ed un delegato Irlandese impegnati in progetti idrici nella regione. I veicoli ed i rimanenti sei operatori Etiopi hanno potuto raggiungere gli uffici del CICR di Gode. Nessuno è stato ferito nell'incidente.

Il CICR ha rapidamente ricevuto conferma che entrambi gli operatori erano illesi e che erano detenuto da un gruppo armato, il Fronte di Liberazione Somalo Occidentale (UWSLF).

Il CICR ha accolto il rilascio incondizionato dei due operatori umanitari da parte dell'UWSLF ed il riconoscimento del fine puramente umanitario delle attività che il CICR conduce in nello stato regionale Somalo in Etiopia. Il CICR è nel paese da undici anni, fornisce assistenza ad entrambe le comunità e agli sfollati. Le attività includono progetti idrici, economici, sociali e servizi veterinari.

Hadis Ahmed Samatar è tornato dalla sua famiglia a Gode. Donal O'Suilleabhain è in viaggio verso Addis Ababa dove lo attende il fratello.

Tratto dal sito del CICR:
http://www.icrc.org/Web/eng/siteeng0.nsf/html/ethiopia-news-230906!OpenDocument

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5 - 19 settembre 2006 Comunicato CICR
Gaza - Bollettino CICR No. 07/2006
Ultimo rapporto sulle attività del CICR sul campo
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

Situazione generale
Nonostante la situazione generale si sia relativamente calmata nella striscia di Gaza, i civili continuano a morire o ad essere feriti durante le operazioni militari e durante le sparatorie interne. La situazione economica peggiora continuamente ed i salari continuano a non essere pagati ai dipendenti pubblici.

Durante le scorse settimane, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno condotto operazioni militari nella zona centrale e meridionale della Striscia, provocando la morte di due persone ed il ferimento di altre due. Le aree agricole del nord sono state bombardate e altre distrutte.

Dal 26 luglio, circa 230 Palestinesi sono stati uccisi in seguito alle oeprazioni dell'IFD, inclusi 80 tra donne e bambini. Secondo Al Mizan del Centro Diritti Umani, i combattimenti tra i clan Palestinesi ed i gruppi militanti hanno portato alla morte di 174 persone, tra cui 27 bambini, dall'inizio del 2006.

I razzi lanciati dall'interno della Striscia continuano a cadere in territorio Israeliano, costituendo una minaccia alle persone e alle proprietà. Durante le scorse settimane, un civile Israeliano è stato ferito ed una ragazza Palestinese ferita da un razzo fuori controllo caduto a Beit Hanoun.

Rimane difficile per i Palestinesi entrare o lasciare la Striscia. La frontiera di Rafah, al confine con l'Egittto, è rimasta sempre chiusa da quando era stata aperta il 25 e 26 agosto. Il punto di transito di Sufah è stato aperto nell'ultima settimana di agosto, per consentire l'ingresso di aiuti umanitari. L'importante punto di transito merci di Karni è stato riaperto il 10 settembre e rimarrà aperto per la maggior parte della settimana. Il punto di transito di Erez è aperto per esigenze umanitarie e per consentire il passaggio dei soli operatori internazionali.

E' stato proibito ai pescatori di uscire in mare.

Attività del CICR e di Croce Rossa / Mezzaluna Rossa
Le comunità colpite dalla mancanza di elettricità ed acqua continuano a ricevere assistenza

Il CICR ha termianto di installare i generatori donati dalla Croce Rossa Norvegese al Centro Ortopedico di Gaza City, l'unico Centro nella Striscia a produrre protesi. Il CICR ha inoltre fornito carburante per quattro mesi per permettere il funzionamento del generatore.

Altri tredici generatori sono stati donati dalla Croce Rossa Norvegese e installati precedentemente presso le stazioni di pompaggio di acqua potabile e di acque nere lungo tutta la striscia.

In seguito alla distruzione della centrale elettrica di Gaza alla fine di giugno, il CICR ha fornito 120.000 litri di carburante di scorta per i generatori per mantenere in funzione le pompe fino a quanfo il Meccanismo Temporaneo Internazionale dell'Unione Europea sarà in grado di garantirne la fornitura.

Nell'area di Shoka, dove oltre 7o famiglie hanno perso le loro case ed il sistema di distribuzione dell'acqua è stato distrutto durante le incursioni militari, il CICR ha installato delle cisterne che assicurano la distribuzione di 56.000 litri di acqua municipale al mese.

Le famiglie ricevono assistenza a Rafah e Gaza

Il CICR ha distribuito razioni alimentari e kit igienici a 87 famiglie Beduine costrette dalle incursioni militari a spostarsi presso un terreno lasciato vacante dall'UNRWA a Rafah. La PRCS (Mezzaluna Rossa Palestinese, NdT) ha fornito 55 tende per le famiglie.

Nele passate settimane, ulteriori nove famiglie hanno ricevuto teli impermeabili, materassi, coperte ed altri articoli per la casa essenziali. Distribuzioni simili sono state pianificate per altre 50 famiglie a Gaza City. Dalla fine di agosto, 189 famiglie hanno ricevuto questo tipo di aiuti dal CICR.

Dalla fine di giugno, lavorando insieme alla PRCS, il CICR ha distribuito articoli igienici e forniture alimentari per un mese a oltre 800 famiglie colpite dalle operazioni militari in tutta la striscia di Gaza.

Supporto al servizio sanitario
Il 12 settembre il CICR ha consegnato sei kit di emergenza donati alla PRCS dalla Croce Rossa Svizzera. Ogni kit contiene materiale per la cura di oltre 100 pazienti ricoverati per ferite d'arma da fuoco. Durante il mese di luglio e di agosto il CICR ha fornito tre kit simili alle strutture sanitarie di Gaza.

Il CICR ha inoltre condotto un corso di formazione di cartografia per la PRCS nella zona a nord di Gaza per migliorare la coordinazione quando viene richiesto l'intervento dalle autorità militare nelle aree dove è richiesto l'intervento del servizio medico d'emergenza.

Nonostante le operazioni militari, il CICR continua a facilitare il movimento delle ambulanze della PRCS e l'evacuazione dei pazienti che richiedono trattamenti medici al di fuori della striscia di Gaza. Inoltre supporta il servizio sanitario d'emergenza della PRCS, gli ospedali ed i centri medici primari, facilitando la consegna di forniture sanitarie essenziali.

Attività a favore dei detenuti e delle loro famiglie
Il programma di visite famigliari del CICR per i Palestinesi imprigionati in Israele è riaprtito il 13 agosto per i famigliari dei detenuti residenti a Gaza. Dall'11 al 14 settembre 243 famigliari sono stati in grado di visitare 118 detenuti in diversi luoghi di detenzione.

Il CICR mantiene i contatti con le autorità competenti e con vari gruppi Palestinesi, ed ha più volte espresso il desiderio di poter avere accesso al soldato Israeliano Gilad Shalit. Sia tramite questi contatti che attraverso dichiarazioni pubbliche, ha chiesto ai sequestratori di trattare il soldato umanamente, di rispettare la sua vita e la sua dignità e di permettergli di comunicare con la propria famiglia.

Fatti e cifre
Dalla fine di giugno, il CICR ha:
- installato 14 generatori donati dalla Croce Rossa Norvegese per assicurare la fornitura continua di energia elettrica per il pompaggio dell'acqua potabile e delle acqua nere e per il Centro Ortopedico
- fornito 150.000 litri di carburante per i generatori presso le stazioni di pompaggio e per le strutture come il Centro Ortopedico
- installato cisterne d'acqua per assicurare la distribuzione di 56.000 litri di acqua municipale al mese nei luoghi dove le incursioni militari hanno distrutto la rete idrica
- distribuito teli impermeabili, materassi, coperte e altri articoli per la casa essenziali, insieme alle tende quando richieste,a  367 famiglie le cui case sono state distrutte o danneggiate
- fornito a 708 famiglie articoli igienici e scorte di cibo per un mese
- organizzato la consegna di 6 kit di emergenza sanitaria donati alla PRCS dalla Croce Rossa Svizzera. Ogni kit contiene il materiale necessario per il trattamento di 100 pazienti ospedalizzati per ferite da armi da fuoco
- fornito tre kit similari alle strutture sanitarie nelle Striscia di Gaza
- Trasferito 15 kit vestiario (ognuno contiene materiale per 50 vestire 50 persone) a Gaza per la distribuzione rapida se richiesto
- formato 17 chirurghi sulle emergenze correlate al conflito a Gaza City e organizzato un corso di cartografia per il personale della PRCS
- permesso a 1.798 residenti della Striscia di visitare gli 800 famigliari detenuti nelle carceri Israeliane grazie al programma di visite famigliari ripreso il 13 agosto.

Tratto dal sito del CICR:
http://www.cicr.org/Web/eng/siteeng0.nsf/html/palestine-news-190906!OpenDocument

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6 - 15 settembre 2006
Aceh, sostegno all’educazione
di Nathalia Guerrero, Croce Rossa canadese
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

“Mi piace tanto leggere”, dice Yuni, studente del sesto anno e residente a Cuenamprong nella provincia di Aceh. “I miei libri preferiti sono quelli di storia e la mia materia scolastica preferita è la lingua indonesiana. Mi piace perché posso imparare molte parole nuove e la grammatica. Un giorno, quando sarò grande, voglio diventare un dottore”.  

Yuni, 12 anni, è una dei sopravvissuti dello tsunami e una studente di una delle tre scuole provvisorie che sono state allestite dalla Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ad Aceh Java. Queste scuole supportano le attività di educazione dei bambini, mentre si procede alla costruzione delle scuole permanenti.

Questo programma, messo in atto dalla Croce Rossa canadese in associazione con la Croce Rossa indonesiana, World Vision e UNICEF, offre spazi per l’apprendimento a oltre 120 bambini e ai loro insegnanti affinché possano radunarsi ogni giorno e prepararsi al futuro.

Queste scuole provvisorie si trovano nei villaggi di Kareung Ateuh, Keude Unga e Cuenamprong, nel distretto di Aceh Jaya, e al momento sono alcune delle poche strutture per l’educazione disponibili in queste zone.

“Prima che il nostro programma iniziasse, i genitori dovevano spedire i loro figli in un villaggio lontano da casa per poter accedere all’educazione”, afferma Vera Nova, ufficiale superiore della Croce Rossa canadese che ha coordinato la creazione iniziale del programma. “Ora possono ritornare a casa. Gli studenti possono raggiungere la scuola a piedi e tornare a vivere con i loro genitori. “

La Croce Rossa canadese ha fornito tende, piattaforme e materiale educativo al fine di sostenere questo programma. Gli abitanti dei villaggi hanno dato una mano ad allestire le tende attraverso un’attività di “Gotong Royong”, una consuetudine locale in cui la gente dedica parte del proprio tempo e lavoro per supportare un’attività comune.

“Diversi nostri colleghi e oltre la metà dei nostri studenti sono morti a seguito dello tsunami. È stato molto doloroso, ma siamo rimasti ottimisti e vogliamo contribuire all’educazione dei bambini che sono sopravvissuti”, sostiene Sri Hartati, una delle insegnanti delle scuole provvisorie.

Nella comunità di Ujung Muloh, sempre in Aceh Jaya, la Croce Rossa canadese ha collaborato con il comitato per l’educazione del villaggio e ha contribuito alla creazione di un programma giornaliero pomeridiano presso il centro per l’educazione per 40 bambini di età compresa tra i 5 e 15 anni.

Le scuole provvisorie continueranno a operare finché le strutture permanenti non verranno ricostruite e i bambini e gli insegnanti potranno riprendere le loro normali attività.

“Ogni giorno, facendo i compiti per casa, leggendo i libri di testo e rivedendo le lezioni, ho imparato un sacco di cose. Di solito, dobbiamo fare compiti per casa di matematica e di lingua indonesiana. Se li facciamo regolarmente, sono molto utili: ci aiutano a ricordare meglio la materia”, dice Yuni.

http://www.ifrc.org/Docs/News/06/06091501/index.asp

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7 -12.09.2006
Quando le armi tacciono…la Croce Rossa in Libano
di Phil Vine
traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

La Croce Rossa Libanese, nel momento in cui il paese sta cercando di riprendersi dalla guerra, ha due priorità: riparare le stazioni per le ambulanze e ridare fiducia ai bambini.
Quando sono finiti i combattimenti il 14 agosto, alle 5 del mattino, decine di migliaia di persone, che erano fuggite dalle zone di guerra, hanno iniziato a fare ritorno alle proprie case.
“Durante il conflitto i più colpiti sono stati i civili, due terzi dei quali erano donne e bambini,” ha dichiarato Knut Kaspersen, della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa a Beirut.



Al momento il cessate il fuoco è rispettato: la Croce Rossa Libanese ha iniziato quindi ad intraprendere programmi socio-assistenziali nei confronti dei bambini e dei genitori.
“I bambini del sud sono traumatizzati e anche i loro genitori sono rimasti sconvolti a causa del conflitto e per questo non sono in grado di aiutare i figli,” ha spiegato. La Croce Rossa Libanese sta predisponendo progetti psico-sociali per i bambini di Nabatieh e di Marjeyoun nel sud del paese, dei quartieri meridionali di Beirut e della regione della Bekaa, grazie anche al sostegno della Federazione Internazionale, con cui collabora in quest’area già da due anni.
“Prepareremo i volontari ad interagire con i bambini che hanno passato questi momenti di crisi: insegneremo come incoraggiare i più piccoli a raccontare ciò che hanno vissuto e come aiutarli ad esprimere le loro paure,” ha dichiarato Doris Doueihy, delegata della Federazione Internazionale.

 


Durante le operazione di soccorso, coordinate dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, circa 2400 volontari della Croce Rossa Libanese hanno rischiato la vita, lavorando senza sosta su 200 ambulanze.
Un volontario, Mikhael Jbayleh, di 34 anni, sposato con due figli, è morto a causa di un bombardamento aereo, mentre usciva dall’ambulanza per prestare soccorso ad una persona ferita.
Nel corso delle ostilità, le ambulanze e le stazioni hanno riportato danni ingenti.
“Una stazione per le ambulanze è stata completamente distrutta, in totale sono sei quelle che devono essere ricostruite, riparate oppure trasferite in altro luogo,” ha detto il sig. Kaspersen.
La Croce Rossa svolge l’80 percento dei servizi di ambulanza in Libano. Kaspersen si augura che la popolazione si renda conto che si tratta di servizi fondamentali e continui dare il proprio sostegno.



In tutto il paese si svolgono lavori di ricostruzione: secondo la Croce Rossa Libanese, durante il conflitto sono state distrutte 16000 unità abitative e 15000 sono state danneggiate.
Molte delle famiglie che sono rientrate alle proprie zone di residenza sono costrette a stare con amici o parenti: a volte vi sono tre, quattro o cinque famiglie che vivono sotto lo stesso tetto.
A più di sei settimane dall’inizio delle ostilità, 1100 volontari della sezione giovanile della Croce Rossa Libanese, opportunamente addestrati, continuano ad assistere gli sfollati, mediante la distribuzione dei kit per l’igiene personale, derrate alimentari e razioni d’acqua.



“Siamo fuggiti dopo i combattimenti di Ghaziyeh,” racconta Hiba, uno dei volontari che lavora nel centro di Zahrani, “ma continuiamo a lavorare come possiamo.” Sono più di 150000 le persone che sono state aiutate dai volontari della Croce Rossa, e ciò ha fatto guadagnare loro il rispetto e l’ammirazione del direttore della sezione giovanile della Croce Rossa, Therese Abdo: “Hanno lavorato sotto pressione e in continuo pericolo a causa dei bombardamenti, ma hanno sopportato ogni cosa per rispettare uno dei nostri principi fondamentali: l’umanità.”
Al momento è in corso un programma di debriefing per circa un migliaio di volontari, volto a garantire che non vi siano ulteriori danni, anche di natura psicologica.
“Si tratta di una misura precauzionale e preventiva,” ha spiegato Kaspersen. “Insegneremo anche ai vertici dei volontari come riconoscere i segni del burnout.”
La Croce Rossa Libanese è stata aiutata da numerose altre società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa; in particolare vanno ricordate le migliaia di tonnellate di aiuti ricevuti dalle società consorelle della regione: Turchia, Siria, Giordania, Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Libia.
Insieme al CICR, la Federazione Internazionale sta aiutando a sviluppare le capacità logistiche locali della Croce Rossa Libanese, così da facilitare il proseguimento della sua azione di aiuto umanitario.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: http://www.ifrc.org/Docs/News/06/06091201/index.asp


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8 - Tratto da “Notizie in Breve” della Rivista Red Cross Red Crescent nt. 1/2006
Traduzione non ufficiale di Maura Montuori
Sfollati in Colombia

In seguito ad una nuova rivolta con scontri armati nella regione di Cauca, nel sud- ovest della Colombia, circa 1,600 indigeni hanno dovuto abbandonare le loro case nel gennaio del 2006 e attualmente vivono in tre luoghi diversi. Dopo aver accertato la situazione, il CICR e la Società di Croce Rossa Colombiana hanno cominciato a distribuire 14 tonnellate di cibo, 240 materassi e coperte, lenzuola, articoli per l'igiene e utensili da cucina.

Dopo essere ritornato da una recente visita nel paese dove ha  tenuto dei colloqui con le parti coinvolte nel conflitto, il direttore delle operazioni del CICR, Pierre Kraehenbuehl ha detto in una conferenza stampa che uno dei maggiori aspetti sbagliati della violenza in Colombia continua ad essere il numero delle persone interne sfollate (IDPs) generato dal conflitto, in aggiunta alle molte più persone che sono state sfollate con la forza nel gennaio del 2006 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I calcoli ufficiali del governo ne hanno contati un milione ed ottocento mila sebbene altre stime siano più alte. Le previsioni del CICR sono di aiutare più di 45 mila IDPs con cibo, ricoveri ed accessi alle cure mediche durante l'anno in corso ma si è pronti ad aiutarne molte di più se necessario.

Boris Heger / CICR

Ritorno a casa

Il 18 gennaio un prigioniero di guerra Armeno preventivamente detenuto in Azerbaigian è stato rimpatriato sotto l’auspicio del CICR.Le ha avuto luogo sulla strada tra l’Azerbaigiana città di Gazakh e la città Armena di Ijevan. Il CICR, partecipando come intermediario neutrale ed in conformità con il suo mandato, ha facilitato il rimpatrio del prigioniero liberato su richiesta delle autorità Azerbaigiane ed Armene. I delegati del CICR hanno visitato il militare prima dell’operazione per assicurarsi che tornasse a casa di sua spontanea volontà. Sin dall’inizio delle sue attività in coincidenza con il conflitto di Nagorny Karabakh nel 1992, il CICR ha aiutato a rimpatriare od a trasferire 655 persone, ed sosterrà ogni operazione simile nel futuro.

Dispersi in Bosnia e Herzegovina

Il 7 gennaio 2006, il CICR ha pubblicato la settima edizione del Libro delle Persone Scomparse nei territori di Bosnia ed Herzegovina come parte dei suoi continui sforzi per contrastare una delle più serie questioni umanitarie nel paese. L’ultima edizione del libro, la prima fu pubblicata nel 1996, contiene i nomi di 15,275 persone di cui ancora non è dato conto.Il libro porta le testimonianze della sofferenza di migliaia di famiglie in Bosnia ed Herzegovina che, 10 anni dopo la fine della guerra, stanno ancora aspettando di avere notizie dei loro amati parenti scomparsi. Il libro elenca i nomi dei dispersi in ordine alfabetico ed il luogo della scomparsa. Fornisce liste separate di persone di cui non si sono ottenute informazioni sin da quando ne è stata denunciata la scomparsa dalle loro famiglie e di quelle persone i cui decessi sono stati denunciati al CICR ma i cui resti non sono mai stati trovati. Può essere consultato dal pubblico generale negli uffici del CICR e della Società di Croce Rossa di Bosnia ed Herzegovina.Dal 1995 il CICR ha ricevuto 21,480 richieste di ritrovamento. Fino a 6,855 casi sono stati risolti, essenzialmente attraverso la riesumazione e l’identificazione dei resti. Il CICR continuerà nei suoi sforzi per accertare la sorte di tutte quelle persone non ancora ritrovate e per sostenere le loro famiglie, in conformità con il suo mandato e con gli accordi di pace di Dayton. Le informazioni contenute nel Libro delle Persone Scomparse è disponibile sul sito http://www.familylinks.icrc.org/mis_bos.nsf/bottin

©Benoît Schaeffer / ICRC

I testi originali al link: http://www.redcross.int/EN/mag/magazine2006_1/in_brief.html                

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