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Standing Commission

n° 283 del 22 Settembre 2006 Stampa E-mail
venerdì 22 settembre 2006
22 Settembre 2006
nr. 283

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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 Contenuto:

1 - Flussi Migratori e Fruizione dei Diritti Fondamentali
VII Convegno Nazionale Istruttori DIU
Campobasso 15-17 settembre 2006
Relazione di Luigi Micco

2 - 19 settembre 2006 Comunicato stampa 06/106
Appello del CICR per finanziare le operazioni chiave del 2006
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

3 - 18 settembre 2006 Comunicato stampa 06/104
Il trattato sulla proibizione delle mine anti-uomo entra nella fase critica
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

4 - 12 settembre 2006 Comunicato CICR
Gaza -  Bollettino CICR No. 06/ 2006
Ultimo rapporto sulle attività del CICR sul campo
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly


5 - 12 settembre 2006 Comunicato CICR
Sudan - Bollettino CICR No. 45 / 2006
Ultimo rapporto sulle attività del CICR sul campo
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

6 - 13 settembre 2006 Comunicato Stampa 06/103
Il Sudan ratifica i Protocolli Addizionali del 1977 alle Convenzioni di Ginevra
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

7 - 12.09.2006
Quando le armi tacciono…la Croce Rossa in Libano
di Phil Vine
traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

1 - Flussi Migratori e Fruizione dei Diritti Fondamentali
VII Convegno Nazionale Istruttori DIU
Campobasso 15-17 settembre 2006
Relazione di Luigi Micco

Dal 15 al 17 Settembre 2006 si è svolto a Campobasso, il VII Convegno Nazionale Istruttori DIU della Croce Rossa Italiana avente per tema “Flussi Migratori e Fruizione dei Diritti Fondamentali”.

Il Convegno, organizzato dalla Commissione Nazionale di Diritto Internazionale Umanitario, dall’Università degli Studi Roma Tre, dall’Università degli Studi di Macerata, dall’Università degli Studi del Molise e dall’Università di Camerino, ha avuto il sostegno dell’UNHCR, del CIR – Consiglio Italiano per i Rifugiati e dell’International Institute of Humanitarian Law e il patrocinio della Regione Molise, della Provincia di Campobasso e del Comune di Campobasso.

VENERDÌ 15
La lettura dei 7 Principi Fondamentali è stata seguita dai saluti del Presidente del Comitato Regionale CRI del Molise, l’ing. Di Bartolomeo, del vice-Presidente della Commissione Nazionale D.I.U. e i saluti di rito delle Autorità presenti, tra cui il Presidente della Regione Molise, il Prefetto di Campobasso e il Sindaco di Campobasso.

I lavori, introdotti dal Prof. Paolo Benvenuti (Università di Roma Tre) in qualità di moderatore, sono entrati nel vivo con gli interventi del Prof. M. Livi Bacci (Università di Firenze) e il Prof. G.A. Cornia (Università di Firenze).

In particolare Il Prof. Bacci, con l’intervento “Dinamiche demografiche e flussi migratori nel mondo contemporaneo” ha posto l’accento sulle differenze che hanno caratterizzano i diversi flussi migratori che si sono verificati negli anni, le diverse motivazioni e la necessità di “regolare” tali flussi, evidenziando i costi dell’integrazione.

Il Prof. Cornia, con l’intervento “Sviluppo, sottosviluppo e flussi migratori”, ha affrontato invece gli aspetti economici della questione, dapprima in prospettiva storica, per poi occuparsi dell’attuale migrazione, del problema delle rimesse e dell’impatto che i flussi migratori hanno sui Paesi in Via di Sviluppo (PVS), solitamente di origine e i Paesi Sviluppati (PS), solitamente di destinazione.     

La sessione di lavoro si è conclusa con gli interventi del pubblico e con un breve dibattito.

SABATO 16
I lavori, sempre con il Prof. Benvenuti in qualità di moderatore, si sono riaperti con l’intervento del Prof. R. Baratta (Università di Macerata) dal titolo “I diritti fondamentali dello straniero nella giurisprudenza internazionale”. Fatto salvo il principio di non discriminazione, presente in molti strumenti internazionali, e l’esistenza di un diritto per gli Stati, di limitare l’ingresso degli stranieri sul proprio territorio, il Prof. Baratta ha evidenziato i diritti fondamentali dello straniero, sia esso un emigrante regolare o irregolare (proibizione del lavoro forzato, del lavoro minorile, diritti sindacali, …).

Il Prof. L. Ciaurro (Università di Cassino) ha affrontato il tema “I diritti fondamentali dello straniero nella Costituzione Italiana”, con un’analisi attenta della carta costituzionale, con particolare riferimento all’Art. 10, alla giurisprudenza costituzionale, alle definizioni di cittadino e straniero e al diverso uso che n’è fatto in essa.

I lavori sono proseguiti con l’intervento del Dott. P. Artini (Ufficio Protezione UNHCR), “La convenzione di Ginevra del 1951 e il suo ruolo nell’attuale realtà dei flussi migratori”, che ha introdotto la definizione di rifugiato e del diritto di non respingimento. Ha inoltre affrontato la tematica della sicurezza dello Stato di asilo e le clausole di esclusione al riconoscimento dello status.

I lavori sono ripresi con il Prof. G. Caggiano (Università di Roma Tre), con l’intervento “Rapporto fra immigrazione legale e illegale nella prospettiva europea”. L’intervento ha riguardato in particolar modo le prospettive di sviluppo della competenza comunitaria e l’armonizzazione delle normative nazionali in materia di immigrazione, sulla determinazione dei flussi di ingresso e delle regole di ammissione.

E’ seguito l’intervento del Dott. R. Miele (Direttore della rivista “Gli Stranieri”) sull’annosa questione del riconoscimento della cittadinanza, sull’espulsione degli stranieri, sui permessi e carte di soggiorno e da ultimo sul rimpatrio assistito.


Dopo la pausa pranzo, l’appassionato intervento del Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, Dott. Massimo Barra, ha letteralmente acceso la platea:


“Dignità per tutti: questa è oggi e da sempre la sfida della Croce Rossa. Sostenere le motivazioni e lo spirito che anima le nostre attività è il compito di quanti diffondono i Principi del Movimento e del Diritto Internazionale Umanitario. Questo momento di incontro rappresenta una straordinaria occasione di vivere, esprimere e comunicare il valore esclusivo della nostra comune, insostituibile missione.”

I lavori sono ripresi con l’intervento del Prof. G. Palmisano (Università di Camerino) dal titolo “Gli strumenti internazionali per la lotta alla tratta degli esseri umani e al traffico di migranti” che ha analizzato la questione dei flussi migratori mettendo i luce tre aspetti: il traffico di emigranti clandestini, il traffico di essere umani e la tratta degli schiavi. Particolare attenzione è stata data al Protocollo alla Convenzione di Palermo sulla lotta alla criminalità organizzata e agli accordi bilaterali e multilaterali di cui l’Italia è parte.

Il Dott. C. Hein (Direttore del C.I.R.) nell’intervento “Dall’intercettazione e salvataggio in mare all’accoglienza nei centri” ha descritto il percorso seguito dai migranti che raggiungono l’Europa dai Paesi del Sud del mondo, portando a contributo i lavori di ricerca svolti separatamente dall’UNHCR, Human Rights Watch e dall’Università Americana del Cairo.

E’ seguito l’intervento dell’Avv. A. Ianniello Saliceti (Commissione Europea Divisione “Cittadinanza e diritti fondamentali”) sul tema “L’allontanamento dei migranti irregolari nel diritto e nella giurisprudenza comunitaria”, che, facendo ricorso a casi reali della giurisprudenza, ha affrontato la tematica dell’allontanamento nei vari casi specifici (migrante nazionale, migrante comunitario, familiare del migrante comunitario e migrante extracomunitario che non sia familiare di un cittadino comunitario).

La Dott.ssa D. Floridia (UNHCR – Commissione territoriale di Roma per il riconoscimento dello status di rifugiato), intervenendo sul tema “L’ingresso nel territorio e l’accesso alle procedure di riconoscimento dello status di rifugiato”, ha riportato la propria esperienza personale nel lavoro in commissione, evidenziando  alcuni aspetti della normativa italiana, con particolare riferimento alla L. Bossi-Fini, soffermandosi sulla questione del trattenimento volontario e obbligatorio.

E’ seguito l’intervento della Dott.ssa M.B. Deli (Università del Molise) su “Il diritto al ricongiungimento familiare”, quale strumento necessario a permettere la vita familiare, creando un clima che facilità l’integrazione. Definiti i vincoli normativi, basati sostanzialmnete sull’Art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, ne ha identificato i soggetti attivi (il richiedente) e i sogetti passivi (coniuge, figli minori e ascendenti), portando ad esempio casi della giurisprudenza comunitaria.

Particolare interesse ha suscitato l’intervento della Dott.ssa A.C. Sirèn-Borrego (Presidente de “PERCO - Platform for European Red Cross Cooperation on Refugees, Asylum Seekers and Migrants”) su “La strategia d’azione del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezza Luna Rossa a fronte dei flussi migratori”, che ha descritto le politiche d’azione delle diverse componenti del Movimento, con particolare riferimento alla Strategia 2010 della Federazione, ed ha introdotto i risultati della VI Conferenza Regionale della Croce Rossa Europea del 2002 (la c.d. Carta di Berlino).

DOMENICA 17

I lavori sono ripresi con una tavola rotonda sul tema “La disciplina nazionale in materia di immigrazione e asilo nella sua prassi di applicazione e la sua rispondenza alla sfida dei flussi migratori”, presieduta dal Prof. P. Benvenuti cui hanno partecipato principalmente:

il Dott. C. Hein (direttore C.I.R.), con un intervento sulle proposte di modifica alla L. Bossi-Fini del 2002;

il Dott. V. Delicato (Ministero degli Interni), sulle tematiche dell’obbligo di riammissione e sugli accordi italiani in merito;

il Prof. A. Marchesi (Università di Teramo), sulla condizione e sui diritti del rifugiato, indipendentemente dall’ottenimento del riconoscimento;

il Dott. G. Raimondi (OIL – Ufficio Internazionale del Lavoro) che ha presentatola propria organizzazione, con particolare riferimento alle convenzioni comunitarie per la tutela dei lavoratori emigranti;

la Dott.ssa C. Favilli (Università di Firenze) sulle politiche del lavoro e sulla tutela dei diritti fondamentali del lavoratore emigrante;

la Dott.ssa F. De Vittor (Università di Macerata) sui minori emigranti (adolescenti accompagnati e minori non accompagnati) con la presentazione della giurisprudenza.

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2 - 19 settembre 2006 Comunicato stampa 06/106
Appello del CICR per finanziare le operazioni chiave del 2006
Ginevra (CICR) - Dopo nove mesi di operazioni, il Comitato Internazionale di Croce Rossa (CICR) s'appella ai donatori per coprire i potenziali deficit finanziari di quest'anno.


Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly


La copertura finanziaria delle operazioni del CICR per il 2006 necessita di ulteriori 197,8 mln i Franchi Svizzeri (oltre 124 mln di Euro, NdT). Questa somma rappresenta il 22,6% delle spese preventivate per le attività sul campo, nel corso del 2006, di 875,7 mln di Franchi Svizzeri (oltre 551 mln di Euro, NdT).

Il Direttore Operativo del CICR, Pierre Krähenbühl, ha delineato la situazione durante l'incontro dei donatori, tenutosi a Ginevra quest'oggi (19 settembre 2006, NdT). Ha osservato che il livello di contribuzione al nono mese dell'anno è solo lievemente inferiore rispetto al valore dello scorso anno, lasciando perciò il CICR ottimista riguardo alla possibilità di soddisfare le necessità eccezionali fino alla fine di quest'anno.

Alcune operazioni ad alto profilo appaiono nella lista delle "necessità eccezionali". Cinque di queste sono localizzate in Africa, tra cui la Somalia, l'Etiopia, il Sudan e l'Uganda. In cima alla lista ci sono Israele ed i territori occupati, i territori autonomi, il Libano e l'Afghanistan.

Pierre Krähenbühl ha riportato che il 2006 ha visto numerose emergere di nuove ed inaspettate crisi in svariati contesti, come il Libano e lo Sri Lanka, o l'incremento delle necessità umanitarie come in Somalia o in Israele, nei territori occupati e nei territori autonomi. Queste situazioni ed il contesto operativo pericoloso hanno rappresentato delle sfide significative per le operazioni del CICR.

I governi continuano ad essere i maggiori donatori del CICR, offrendo il 90.9% delle contribuzioni per l'anno 2006 ad oggi. Un ulteriore 7,2% proviene dalle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ed il rimanente 1,8% da varie fonti pubbliche e private.

Pierre Krähenbühl ha ringraziato i governi per il loro costante supporto all'azione umanitaria neutrale ed indipendente del CICR nei tanti conflitti dove i civili, in particolare donne, bambini ed anziani, continuano a sopportare il peso della guerra.

Tratto dal sito del CICR:
http://www.cicr.org/Web/eng/siteeng0.nsf/html/appeal-news-190906!OpenDocument
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3 - 18 settembre 2006 Comunicato stampa 06/104
Il trattato sulla proibizione delle mine anti-uomo entra nella fase critica
Ginevra (CICR) - Il meeting annuale dei 151 paesi aderenti alla Convenzione sulla Proibizione delle Mine Anti-Uomo si è aperta oggi a Ginevra (18 settembre 2006, NdT), nove anni dopo che i governi hanno concordato di bandire queste armi inumane ed indiscriminate.
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

Oltre 700 rappresentanti di governi, agenzie internazionali e organizzazioni non governative partecipano all'incontro, che verterà sui successi nelle campagne di sminamento e sull'assistenza alle vittime delle mine.

Ulteriori progressi si sono registrati in questo settore, "la Convenzione entra in una fase critica", ha affermato Philip Spoerri, direttore del dipartimento di diritto internazionale presso il CICR, nel suo discorso d'apertura. "L'orologio batte il tempo", ha avvertito. "Tra soli due anni e mezzo, il primo degli obiettivi della Convenzione sullo sminamento sarà trascorso." Se le nazioni interessate dalla presenza di mine soddisferanno i loro obiettivi, "una nuova pianificazione, un rinnovato impegno politico e nuove risorse si renderanno necessarie."


La Convenzione inoltre contiene una promessa a centinaia di migliaia di vittime delle mine che riceveranno l'assistenza necessaria per ricostruirsi una vita dignitosa. Fino ad oggi questa promessa è stata troppo spesso trascurata, con scarsi investimenti in assistenza sanitaria, riabilitazione e reintegrazione socio-economica nelle comunità colpite dalle mine. "Gli stati devono lavorare insieme per sviluppare e sostenere i servizi medici e riabilitativi locali e migliorare l'accessibilità di tali servizi alle persone disabili ed in stato di necessità", ha affermato Alberto Cairo, a capo del progetto di riabilitazione motoria in Afghanistan, che ha partecipato all'incontro.

Da quando fu adottata il 18 settembre 1997, ad Oslo, la Convenzione sulla Proibizione delle Mine Anti-Uomo,  ha fatto la storia essendo il primo trattato a bandire un'arma che era largamente utilizzata e a prevedere che le vittime di tale arma ricevessero cure ed assistenza.

Tratto dal sito del CICR:
http://www.cicr.org/Web/eng/siteeng0.nsf/html/ottawa-treaty-news-180906!OpenDocument
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4 - 12 settembre 2006 Comunicato CICR
Gaza -  Bollettino CICR No. 06/ 2006
Ultimo rapporto sulle attività del CICR sul campo
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

Situazione Generale

La chiusura quasi totale dei punti di transito, le continue incursioni della Forza di Difesa Israeliana e il mancato pagamento dei salari ai lavoratori civili continua a marcare la vita di 1,4 milione di residenti della striscia di Gaza. Il morale della popolazione è descritto come rassegnato, con una piccola speranza che emerge ogni volta che si prospetta un miglioramento della situazione.

Si stima che circa due terzi della popolazione residente di Gaza vive attualmente al di sotto della soglia di povertà di 2 dollari americani al giorno. Molti hanno dovuto ridurre le spese all'essenziale per riuscire a nutrirsi degnamente.

Lo sciopero dei trasporti pubblici, proclamato allo scopo di protestare contro il mancato pagamento dei salari, ha causato disagi ai servizi, che erano già stati ridotti a livelli minimi. Gli insegnanti sono tornati al lavoro il 10 settembre.

Nonostante gli scontri siano diminuiti nella seconda parte di agosto, la popolazione ha continuato a soffrire le conseguenze delle operazioni militari. Le comunità di agricoltori e di beduini nell'area di Shoka, Gaza meridionale, sono stati particolarmente colpiti dalle distruzioni che hanno interessato abitazioni, terreni agricoli, sistemi d'irrigazione e serre.

Le aree settentrionali di Beit Hannoun, Sejaya e Jabalya  sono state colpite, come l'area di Khan Younis nell'area meridionale. Nell'ultima settimana di agosto, tre incursioni a Sejaya, Beit Hanoun e Izbet Abd Rabbouh hanno provocato 22 morti e 36 feriti. Dal 26 luglio, si stima che 226 Palestinesi sono stati uccisi in seguito alle operazioni militari Israeliane. Secondo fonti ufficiali Palestinesi, 118 dei morti, tra cui 80 donne e bambini, erano civili.

I razzi lanciati dall'interno della striscia di Gaza continuano a cadere in territorio Israeliano, ferendo civili e causando danni alle proprietà.

L'importante punto di transito merci di Karni è stato riaperto il 10 settembre per la prima volta dalla fine di Giugno, ma gli altri punti rimangono generalmente chiusi per i Palestinesi. L'attraversamento di Sufa è stato riaperto durante l'ultima settimana di agosto per permettere l'accesso di operatori umanitari, mentre quello di Erez è aperto solo per motivi umanitari e per operatori internazionali. La frontiera di Rafah, al confine con l'Egitto, è stata aperta per due giorni il 25 e 26 agosto, permettendo il passaggio di 6.000 persone in entrambi i sensi.

Attività del CICR e della Croce Rossa / Mezzaluna Rossa

Acqua ed igiene
Il CICR ha completato la consegna di 14 generatori donati dalla Croce Rossa Norvegese. Tredici generatori sono stati posizionati presso le pompe d'acqua potabile e fognarie lungo tutta la striscia, ed una è stata installata presso il Centro Ortopedico di Gaza City. Il CICR ha inoltre fornito 1.000 litri di carburante al mese per quattro mesi al Centro, oltre a 4.000 litri di carburante al mese per tre mesi al Centro Giovanile Arabia.

In seguito alla distruzione della centrale elettrica di Gaza alla fine di giugno, il CICR ha fornito 120.000 litri di carburante per i generatori di emergenza per mantenere le pompe idriche in funzione fino al subentro, per quanto riguarda i rifornimenti, del Meccanismo Internazionale Temporaneo dell'Unione Europea.

Nell'area di Shoka, dove oltre 70 famiglie hanno perso le proprie case, la distruzione delle tubazioni ha interrotto le forniture idriche. Il CICR ha perciò installato delle cisterne d'acqua che assicurano la distribuzione di 56.000 litri di acqua municipale per un mese.

Aiuti d'emergenza

A settembre, il CICR ha fornito teli impermeabili, materassi, coperte e altri beni essenziali a 25 famiglie la cui casa era stata distrutta nelle aree di Shoka e Khan Younis e ad altre 28 famiglie a Beit Hanoun e Gaza City. Sono state fornite anche delle tende. A fine agosto 136 famiglie avevano ricevuto la stessa assistenza.

Supporto al sistema sanitario

Nonostante le operazioni militari, il CICR continua a facilitare il movimento della ambulanze della PRCS e l'evacuazione dei pazienti che necessitano di trattamenti sanitari fuori dalla striscia di Gaza. Inoltre supporta il servizio di urgenza sanitaria della PRCS, gli ospedali ed i centri medici, facilitando la consegna di forniture mediche essenziali.

Il 12 settembre il CICR ha consegnato sei kit di emergenza donati alla PRCS dalla Croce Rossa Svizzera. Ogni kit contiene materiale per la cura di oltre 100 pazienti ricoverati per ferite d'arma da fuoco.

Dal 20 al 23 agosto, il CICR ha organizzato un corso a Gaza City per 17 chirurghi che lavorano su emergenze correlate al conflitto.

Attività a favore dei detenuti

Il programma di visite famigliari del CICR per i Palestinesi imprigionati in Israele è ripartito il 13 agosto per le famiglie dei detenuti residenti nella striscia di Gaza. Dal 28 agosto al 7 settembre oltre 800 membri famigliari hanno potuto visitare 374 detenuti in diversi luoghi di detenzione.

Il CICR mantiene i contatti con le autorità competenti e con vari gruppi Palestinesi, ed ha più volte espresso il desiderio di poter avere accesso al soldato Israeliano Gilad Shalit. Sia tramite questi contatti che attraverso dichiarazioni pubbliche, ha chiesto ai sequestratori di trattare il soldato umanamente, di rispettare la sua vita e la sua dignità e di permettergli di comunicare con la propria famiglia.

Tratto dal sito del CICR:
http://www.icrc.org/Web/eng/siteeng0.nsf/html/palestine-news-120906!OpenDocument
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5 - 12 settembre 2006 Comunicato CICR
Sudan - Bollettino CICR No. 45 / 2006
Ultimo rapporto sulle attività del CICR sul campo
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

Contesto
- Dal punto di vista della sicurezza, la situazione si è deteriorata dall'inizio dell'anno, divenendo sempre più precaria durante gli ultimi due mesi.
- Le attività del CICR all'interno ed intorno a Jebel Marra sono attualmente ferme, in seguito alla tragica scomparsa di un membro del proprio staff a metà agosto.
- L'accesso in altre parti del Darfur è avvenuto in maniera sporadica. In realtà, l'azione del CICR prosegue dove le condizioni lo permettono. Un'attenta azione di monitoraggio sugli sviluppi e un'organizzazione del lavoro flessibile hanno permesso ai programmi del CICR, tra cui la protezione, l'assistenza e le cure mediche, di proseguire in tutti e tre gli stati del Darfur ovunque la situazione sia abbastanza tranquilla.
- Il CICR non accetta scorte e ottiene garanzie di sicurezza dalle parti prima di ogni viaggio.

Conseguenze delle violenze
- Gli abitanti di villaggi non solo corrono il rischio di essere attaccati ma anche di perdere i propri animali. Entrambi i pericoli possono essere la causa di esodi della popolazione.
- Molte persone residenti nelle aree rurali affrontano severe privazioni a causa del blocco delle rotte migratorie, della mancanza di accesso ai mercati e al servizio sanitario e della carenza di acqua sia per gli uomini che per gli animali in luoghi dove esistono allevamenti con numerosi capi.
- Questa è la stagione della semina, ma molti agricoltori non potendo accedere ai loro campi non saranno in grado di nutrire i propri animali nei mesi futuri.
- Gli sfollati che desiderano tornare a casa per la semina sono inibiti dal rientro a causa della scarsa sicurezza.
- Se le condizioni  sicurezza continueranno a deteriorarsi, le conseguenze in termini umanitari per la popolazione civile saranno disastrose.


Attività del CICR
- Per alleviare le sofferenze della popolazione civile, il CICR mantiene un dialogo confidenziale con tutte le parti a tutti i livelli, per ricordare loro le responsabilità attribuite dal diritto internazionale umanitario, secondo cui la popolazione civile deve essere protetta.
- Monitoraggio delle violazioni del diritto internazionale umanitario da parte del CICR, che invia rapporti confidenziali alle parti allo scopo di ricordare la protezione accordata ai civili.
- La dispersione famigliare, causata dal conflitto, è una delle maggiori preoccupazioni. Il CICR aiuta le famiglie che sono state sperate dalle violenze a comunicare tra i vari membri attraverso i messaggi di Croce Rossa ed organizzando ricongiungimenti famigliari.
- Con il supporto della Croce Rossa Sudanese, il CICR rintraccia i famigliari scomparsi.
- Il CICR continua a fornire assistenza ai residenti e agli sfollati nelle aree rurali. Permettendo la popolazione a sostentare i propri animali, contribuisce a diminuire la possibilità di creare ulteriori sfollati.
- Il CICR fornisce sementi e attrezzi per le comunità ancora in grado di lavorare nei campi e beni di sostentamento per gli sfollati.
- Il CICR sta ripristinando le forniture idriche.
- I programmi veterinari del CICR prevedono, attraverso la formazione di para-veterinari, il raggiungimento dell'auto-sufficienza nel settore.
- Il CICR sostiene le cliniche sanitarie nei centri rurali con farmaci e attrezzature mediche, e affianca il Ministero della Salute Sudanese nella campagna di vaccinazioni nel Darfur settentrionale, occidentale ed meridionale.
- Il CICR dispone di un team chirurgico di quattro persone basato a Nyala, nel Darfur meridionale, che può essere impiegato in  poche ore nelle aree interessate dal conflitto. Il team è disponibile a curare i soldati ed i combattenti di tutte le parti, secondo il principio dell'urgenza sanitaria, nelle aree dove non è disponibile assistenza medica.
- All'interno dei campi per sfollati a Gereida, il CICR gestisce un programma nutrizionale insieme alle Società Nazionale Britannica ed Australiana oltre a fornire l'assistenza sanitaria.

 

In agosto il CICR ha:

- raccolto 1.842 e distribuito 1.484 messaggi di Croce Rossa;
- processato 2.721 richieste di ricerca di famigliari scomparsi (666 richieste riguardavano bambini scomparsi);
- ricongiunto un bambino rifugiato in Chad con la propria famiglia in Darfur;
- fornito acqua a 14.000 sfollati nel Darfur meridionale e settentrionale;
- installato 24 pompe manuali, perforato due pozzi e ristrutturato un canale in varie parti del Darfur;
- Impiegato il proprio team chirurgico sei volte in varie parti del Darfur, portando a termine 32 operazioni;
- distribuito 3.833 tonnellate di cibo a circa 280.000 persone, fornito sementi a circa 40.000 persone e beni essenziali a circa 10.000 persone nel Darfur settentrionale, meridionale ed occidentale;
- continuato a ricordare alle parti in conflitto i loro obblighi nei confronti della popolazione civile e di assicurare che gli operatori umanitari avessero accesso sicuro ai bisognosi.

Tratto dal sito del CICR:
http://www.icrc.org/Web/eng/siteeng0.nsf/html/sudan-news-120906!OpenDocument
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6 - 13 settembre 2006 Comunicato Stampa 06/103
Il Sudan ratifica i Protocolli Addizionali del 1977 alle Convenzioni di Ginevra

Ginevra (CICR) - Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) accoglie la ratifica da parte della Repubblica del Sudan al I Protocollo Addizionale del 1977 il 7 Marzo 2006 e al II Protocollo Addizionale il 13 luglio 2006. Entrambi gli strumenti entreranno in vigore sei mesi dopo la ratifica.
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

I due Protocolli, che integrano le quattro Convenzioni di Ginevra il 12 agosto 1949, riafferma e sviluppa il Diritto Internazionale Umanitario in numerose altre aree. Il I Protocollo, applicato ai conflitti armati internazionali, impone dei limiti sulla conduzione delle operazioni militari. Il II Protocollo, che trova applicazione nei conflitti armati non-internazionali, rafforza considerevolmente la protezione alle persone che non prendono parte, o noon possono più prendere parte, alle ostilità e contiene una serie di norme a protezione della popolazione civile rispetto alle operazioni militari. Sancisce, in particolare, che tali persone devono essere trattate umanamente in tutte le circostanze. Il II Protocollo stabilisce inoltre importanti regole riguardanti il trattamento dei detenuti e le garanzie giudiziarie per la persecuzione e la punizione dei reati penali relativi ai conflitti armati.


In cooperazione con la Commissione Nazionale Sudanese per il Diritto Internazionale Umanitario, il CICR continuerà a fornire a fornire la propria consulenza allo scopo di vedere integrate le regole del Diritto Umanitario siano incorporate nella legislazione nazionale e proseguirà gli sforzi per incoraggiare il governo Sudanese ad assicurare il pieno rispetto del Diritto Umanitario in tutto il paese.

La ratifica da parte del Sudan porta a 166 il numero degli stati che hanno ratificato il I Protocollo Addizionale e a 162 quello degli stati che hanno ratificato il II Protocollo Addizionale.

Tratto dal sito del CICR:
http://www.cicr.org/Web/eng/siteeng0.nsf/html/sudan-news-130906!OpenDocument

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7 - 12.09.2006
Quando le armi tacciono…la Croce Rossa in Libano
di Phil Vine
traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

La Croce Rossa Libanese, nel momento in cui il paese sta cercando di riprendersi dalla guerra, ha due priorità: riparare le stazioni per le ambulanze e ridare fiducia ai bambini.
Quando sono finiti i combattimenti il 14 agosto, alle 5 del mattino, decine di migliaia di persone, che erano fuggite dalle zone di guerra, hanno iniziato a fare ritorno alle proprie case.
“Durante il conflitto i più colpiti sono stati i civili, due terzi dei quali erano donne e bambini,” ha dichiarato Knut Kaspersen, della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa a Beirut.
Al momento il cessate il fuoco è rispettato: la Croce Rossa Libanese ha iniziato quindi ad intraprendere programmi socio-assistenziali nei confronti dei bambini e dei genitori.
“I bambini del sud sono traumatizzati e anche i loro genitori sono rimasti sconvolti a causa del conflitto e per questo non sono in grado di aiutare i figli,” ha spiegato. La Croce Rossa Libanese sta predisponendo progetti psico-sociali per i bambini di Nabatieh e di Marjeyoun nel sud del paese, dei quartieri meridionali di Beirut e della regione della Bekaa, grazie anche al sostegno della Federazione Internazionale, con cui collabora in quest’area già da due anni.
“Prepareremo i volontari ad interagire con i bambini che hanno passato questi momenti di crisi: insegneremo come incoraggiare i più piccoli a raccontare ciò che hanno vissuto e come aiutarli ad esprimere le loro paure,” ha dichiarato Doris Doueihy, delegata della Federazione Internazionale.
Durante le operazione di soccorso, coordinate dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, circa 2400 volontari della Croce Rossa Libanese hanno rischiato la vita, lavorando senza sosta su 200 ambulanze.
Un volontario, Mikhael Jbayleh, di 34 anni, sposato con due figli, è morto a causa di un bombardamento aereo, mentre usciva dall’ambulanza per prestare soccorso ad una persona ferita.
Nel corso delle ostilità, le ambulanze e le stazioni hanno riportato danni ingenti.
“Una stazione per le ambulanze è stata completamente distrutta, in totale sono sei quelle che devono essere ricostruite, riparate oppure trasferite in altro luogo,” ha detto il sig. Kaspersen.
La Croce Rossa svolge l’80 percento dei servizi di ambulanza in Libano. Kaspersen si augura che la popolazione si renda conto che si tratta di servizi fondamentali e continui dare il proprio sostegno.
In tutto il paese si svolgono lavori di ricostruzione: secondo la Croce Rossa Libanese, durante il conflitto sono state distrutte 16000 unità abitative e 15000 sono state danneggiate.
Molte delle famiglie che sono rientrate alle proprie zone di residenza sono costrette a stare con amici o parenti: a volte vi sono tre, quattro o cinque famiglie che vivono sotto lo stesso tetto.
A più di sei settimane dall’inizio delle ostilità, 1100 volontari della sezione giovanile della Croce Rossa Libanese, opportunamente addestrati, continuano ad assistere gli sfollati, mediante la distribuzione dei kit per l’igiene personale, derrate alimentari e razioni d’acqua.
“Siamo fuggiti dopo i combattimenti di Ghaziyeh,” racconta Hiba, uno dei volontari che lavora nel centro di Zahrani, “ma continuiamo a lavorare come possiamo.” Sono più di 150000 le persone che sono state aiutate dai volontari della Croce Rossa, e ciò ha fatto guadagnare loro il rispetto e l’ammirazione del direttore della sezione giovanile della Croce Rossa, Therese Abdo: “Hanno lavorato sotto pressione e in continuo pericolo a causa dei bombardamenti, ma hanno sopportato ogni cosa per rispettare uno dei nostri principi fondamentali: l’umanità.”
Al momento è in corso un programma di debriefing per circa un migliaio di volontari, volto a garantire che non vi siano ulteriori danni, anche di natura psicologica.
“Si tratta di una misura precauzionale e preventiva,” ha spiegato Kaspersen. “Insegneremo anche ai vertici dei volontari come riconoscere i segni del burnout.”
La Croce Rossa Libanese è stata aiutata da numerose altre società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa; in particolare vanno ricordate le migliaia di tonnellate di aiuti ricevuti dalle società consorelle della regione: Turchia, Siria, Giordania, Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Libia.
Insieme al CICR, la Federazione Internazionale sta aiutando a sviluppare le capacità logistiche locali della Croce Rossa Libanese, così da facilitare il proseguimento della sua azione di aiuto umanitario.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: http://www.ifrc.org/Docs/News/06/06091201/index.asp
 
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