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n° 222 del 13 Ottobre 2004 Stampa E-mail
martedì 12 ottobre 2004
13 ottobre 2004
nr. 222
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr 1.136 indirizzi e-mail

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Nota importante

 

Sul Caffè nr.214 del 20 agosto, nella nota relativa alla Revue Internazionale de
la Croix Rouge nr. 854 (giugno 2004) sulla Convenzione dell’Aja del 1954
sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, fra l’altro si
diceva anche questo: <Come si può leggere dall’indice, tutta la Revue è
molto interessante, abbiamo iniziato dall’articolo che compare per primo
“La genesi della protezione giuridica dei beni culturali in caso di conflitto armato “
di François Bugnion, vedremo cosa riusciremo a fare in seguito.> .
Ebbene, qualcosa siamo riusciti a fare, in allegato a questo numero
trovate i primi tre articoli tradotti in italiano:

 

- “Nuove prospettive per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato:
l'entrata in vigore del Secondo Protocollo relativo alla Convenzione de L'Aia del 1954”
di Vittorio Mainetti - Traduzione non ufficiale di Roberto Arnò e Luigi Micco

allegato

 

- “Il mandato dell’UNESCO e le recenti attività per la riabilitazione del patrimonio
culturale dell’Afghanistan” di Christian Manhart - Traduzione non ufficiale di Susy Turato
allegato

 

- “Dichiarazione dell’UNESCO riguardante la distruzione intenzionale del patrimonio culturale.
Parigi, 17 ottobre 2003.” Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo
allegato

 

Ringraziamo con tanta simpatia Roberto Arnò, Sabrina Bandera, Elisa Barzaghi, Simon G.Chiossi,
Alessandro Colum Donnelly, Luigi Micco, Giuseppe Sonzogni, Susy Turato che prontamente
hanno risposto all’ennesima richiesta, mettendo a disposizione di tutti noi la loro professionalità e competenza.

Nei numeri del Caffè che seguiranno a breve ne troverete altri.

M.Grazia Baccolo

 

 

1-CICR News n° 120 del 8 ottobre 2004
”Yemen : insegnanti vengono formati al diritto internazionale umanitario”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

2-Tratto dal sito del Comitato Internazionale Croce Rossa:Visite del CICR ai detenuti:
gli ex detenuti condividono le loro esperienze
“Afghanistan, da prigioniero a direttore di prigione”
Traduzione non ufficiale di Susy Turato


3- A Napoli dall’11 al 28 Ottobre Corso perfezionamento sul DIU”
In allegato il programma del corso
Comunicatoci da Francesco Catapano


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1-CICR News n° 120 del 8 ottobre 2004”
”Yemen : insegnanti vengono formati al diritto internazionale umanitario”

Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Il CICR e le autorità che si occupano di educazione nello Yemen hanno terminato, il 6 ottobre,
un seminario a Sanaa destinato a formare insegnanti di scuole secondarie affinchè essi mettano
in opera il programma « Esploriamo il diritto internazionale » (EDH). Questo programma ha lo scopo
di avvicinare i giovani ai principali fondamentali del diritto internazionale umanitario.

Il ministero dell’Educazione, l'Educational Research and Development Centre (centro per la ricerca e
lo sviluppo nell’insegnamento) e la delegazione del CICR nello Yemen lavorano insieme dall’ottobre 2003, momento dove un primo gruppo di 32 insegnanti hanno seguito un laboratorio di formazione EDH. Questi professori, ora hanno introdotto il programma nelle 16 scuole secondarie delle grandi città yemenite e nelle regioni lontane quali Saada nel nord e la valle di Hadramaout nel sud.

< I nostri allievi hanno accolto il programma con entusiasmo, ha dichiarato Iqbal Abdullah, la scuola secondaria Lutfi à Aden. L’anno scorso, ha loro permesso di meglio comprendere ciò che vuol dire “preservare la dignità umana nella guerra”>

Iqbal Abdullah e 15 suoi colleghi che partecipano al seminario di questa settimana formeranno a loro volta 32 altri insegnanti, l’anno prossimo quando il programma sarà sviluppato.

 

 

 

 

2-Tratto dal sito del Comitato Internazionale Croce Rossa al link:
http://www.icrc.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/html/0B6EC41A96897
066C1256EE000472874?OpenDocument&Style=Custo_Final.3&View=defaultBody2
29-07-2004
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

Visite del CICR ai detenuti: gli ex detenuti condividono le loro esperienze

È dal parossismo della prima guerra mondiale che i delegati del CICR visitano, in tutto il mondo,
coloro che sono stati privati della libertà durante un conflitto armato. Qui di seguito, gli ex detenuti
esprimono i loro pensieri e sentimenti riguardo al ruolo del CICR tramite lettere, interviste, dichiarazioni e altre testimonianze scritte.

 

Afghanistan, da prigioniero a direttore di prigione

 

Poche persone riescono a comprendere la portata delle attività del CICR nel campo della detenzione
tanto bene quanto Abdul Halim Rahimi, ex detenuto afgano, attualmente dirigente della prigione centrale di Kunduz.

 

Rahimi fu arrestato nel 1988 e trascorse due anni come detenuto presso la prigione di Pul-i-Charkhi a Kabul. Conobbe il CICR quando l’organizzazione si recò al carcere per registrarlo.

 

Oggi, in qualità di manager della prigione centrale di Kunduz, è pronto a concedere al CICR accesso illimitato e ritiene che i suoi delegati apportino un contributo prezioso per una gestione efficiente della sua struttura.

 

“Se c’è qualcosa che non va, me lo dicono. Desidero per i detenuti le migliori condizioni possibili e in questo modo le posso migliorare.”

 

Oltre alla prigione centrale di Kunduz, il CICR, nel 2003, ha visitato quasi 2.700 detenuti in 88 luoghi di detenzione, posti sotto la responsabilità delle autorità afgane o delle forze degli Stati Uniti. Il CICR ha anche facilitato lo scambio di oltre 10.000 messaggi della Croce Rossa tra i detenuti e le loro famiglie.

 

L’importanza delle visite del CICR

 

Non sempre le autorità detentrici di varie parti del mondo danno al Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) lo stesso caloroso benvenuto che gli dà il direttore della prigione centrale di Kunduz. Abdul Halim Rahimi, in quanto ex detenuto, sa, per sua esperienza, quanto importante sia per molti detenuti una visita del CICR ed è grato che l’organizzazione visiti le persone detenute nella sua prigione. Nel 1988, all’età di 28 anni, fu imprigionato nel carcere di Pul-i-Charkhi, a Kabul, dove ci rimase per due anni.
Rahimi incontrò per la prima volta il CICR, di cui tanto aveva sentito parlare sin dai tempi della scuola, quando l’organizzazione si recò al carcere, dove era detenuto, per registrarlo. “Il CICR ci portò alcuni beni di base, quali del sapone, dello shampoo e dei vestiti, per migliorare un po’ le nostre condizioni. Io, fortunatamente, ricevevo delle visite dai miei familiari, ma sapevo che altri detenuti riuscivano a rimanere in contatto con le loro famiglie solo tramite dei messaggi distribuiti dalla Croce Rossa”, dice Abdul Halim Rahimi.
L’esperienza di detenuto vissuta da Rahimi alla fine degli anni 80 è parte del motivo per cui oggi accoglie così calorosamente il CICR nella prigione centrale di Kunduz. “Anch’io sono stato un detenuto e so cosa vuol dire essere privati della propria libertà”, afferma Rahimi. Oggi, trovandosi dall’altra parte della barricata, è convinto che ogni detenuto (indipendentemente dalla ragione per cui si trova in prigione) dovrebbe essere trattato con umanità. Rahimi ha difficoltà a provvedere ai bisogni di base dei suoi detenuti, vista l’esiguità dei fondi disponibili. Alcuni prigionieri ricevono assistenza e visite da parte dei loro familiari, mentre altri no.

 

“Medicine e vestiti invernali sono esempi di assistenza che per i detenuti vogliono dire molto.
Con i finanziamenti di cui attualmente dispongo non riesco a raggiungere il budget necessario
a provvedere a tutti i bisogni primari dei prigionieri”, spiega Abdul Halim Rahimi.

Nella prigione centrale di Kunduz, il CICR ha accesso per registrare e visitare tutti i detenuti,
per intervistarli individualmente ed effettuare visite ripetute. Rahimi afferma che la presenza
dei delegati non interferisce in alcun modo con il suo lavoro, anzi dice di essere “contento di
permettere al CICR di visitare ogni singolo detenuto. Se c’è qualcosa di sbagliato, me lo dicono.
Desidero per i detenuti le migliori condizioni possibili e in questo modo le posso migliorare”.

 

 

 

3-A Napoli dall’11 al 28 Ottobre Corso perfezionamento sul DIU”
Comunicatoci da Francesco Catapano

 

Presso la sala conferenze del Comitato CRI di Napoli dall'11 al 28 ottobre si svolgerà il
corso di perfezionamento sul DIU per gli Ufficiali delle FF.AA., organizzato dal Comitato regionale
CRI Campania con il patrocinio del Dipartimento di Scienze internazionalistiche e di studi sul sistema
politico ed istituzionale europeo - Università degli Studi di Napoli Federico II. Parteciperanno in qualità
di relatori docenti internazionalisti del Dipartimento universitario e istruttori DIU della regione.

Ai corsisti sarà consegnato un kit didattico comprensivo del Codice e testo DIU oltre a pubblicazioni sui diritti umani.

 
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