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Standing Commission

n° 277 del 24 Agosto 2006 Stampa E-mail
venerdì 30 giugno 2006
24 Agosto 2006
nr. 277

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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1 - 23 agosto 2006 Comunicato stampa 06/97

Sri Lanka: i primi aiuti raggiungono Jaffna dopo dieci giorni

Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 

2 -  21.08.2006 comunicato stampa CICR

Le Convenzioni di Ginevra del 1949 ottengono un consenso universale

Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

 

3 - 17.08.2006

I civili libanesi sfollati in Siria ritornano a casa

Autore: Saleh Dabbakeh

Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

 

4 - 16.08.2006

Libano: la situazione umanitaria rimane critica

Intervista con il Presidente della Croce Rossa Libanese, Sami Al Dahdah

Autore: Marie-Françoise Borel 

Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

 

1 - 23 agosto 2006 Comunicato stampa 06/97

Sri Lanka: i primi aiuti raggiungono Jaffna dopo dieci giorni

Colmbo/Ginevra (CICR) - Una nave sotto le insegne del Comitato Internazionale di Croce Rossa (CICR) ha lasciato finalmente il porto di Colombo ieri diretta a Jaffna.

Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 

 

"La nave contiene aiuti richiesti urgentemente per gli sfollati ed i residenti della penisola di Jaffna", afferma il signor Vandenhove, capo della Delegazione CICR a Colombo.

 

Il cibo e le medicine sono fornite dal governo dello Sri Lanka e dal Programma Alimentare Mondiale (WFP) per un totale di 1.500 tonnellate. La parte alimentare del carico comprende riso, lenticchie, zucchero, fagioli e pesce in scatola. Il CICR sta inoltre inviando 810 kit igienici ed altri generi di conforto. La nave è attesa a Jaffna nei prossimi giorni.

 

Entrambe le parti in conflitto hanno fornito garanzie di sicurezza per la nave e per il carico.

 

Da quando il conflitto è riesplosonella penisola dieci giorni fa, Jaffna risulta essere isolata via terra e via mare, gravando sullla vita delle persone già coinvolte dal conflitto. "Il CICR si augura che l'accesso a Jaffna da parte degli attori umanitari sia più regolare nelle prossime settimane, nel caso le difficili condizioni sul terreno dovessero permanere" ha affermato il signor Vandenhove.

 

Il CICR mantiene a Jaffna un ufficio con uno staff di 46 persone.

 

 

Tratto dal sito del CICR:

http://www.cicr.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/html/sri-lanka-news-230806!OpenDocument

 

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2 -  21.08.2006 comunicato stampa CICR

Le Convenzioni di Ginevra del 1949 ottengono un consenso universale

Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

 

Ginevra (CICR) – Per la prima volta nella storia moderna un trattato internazionale ha raggiunto un consenso universale. La recente adesione della Repubblica di Nauru e della Repubblica del Montenegro alle Convenzioni di Ginevra del 1949 confermano che queste convenzioni sono i trattati internazionali più largamente accettati e rappresentano una pietra miliare nello sviluppo della protezione accordata alle vittime dei conflitti armati.

“In un epoca in cui i conflitti armati continuano a condizionare negativamente le vite umane e i mezzi materiali di sussistenza, è importante riaffermare il contributo del diritto internazionale umanitario per la protezione della dignità umana e la salvaguardia dei principi di umanità in guerra,” ha dichiarato Jean-Philippe Lavoyer, capo del dipartimento legale del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR).

Le Convenzioni di Ginevra e i Protocolli Aggiuntivi del 1977 e del 2005 costituiscono il diritto fondamentale su cui si basa la protezione delle vittime dei conflitti armati e che regola la condotta delle ostilità in tempo di guerra.

In qualità di promotore e guardiano del diritto internazionale umanitario, il CICR saluta con favore il adesione universale raggiunta sulle Convenzioni di Ginevra del 1949 e ancora una volta ricorda a tutti i belligeranti l’obbligo di conformarsi alle leggi di guerra.

La Repubblica di Nauru ha aderito alle quattro Convenzioni di Ginevra il 27 giugno e il Montenegro il 2 agosto, portando il numero degli Stati parti di questi trattati a 194. Dal momento che entrambi i paesi hanno inoltre aderito ai Protocolli del 1977 Aggiuntivi alle Convenzioni di Ginevra, attualmente gli Stati parti del I Protocollo Aggiuntivo sono 166 e quelli parti del II Protocollo Aggiuntivo sono 162. Le Convenzioni di Ginevra e i Protocolli Aggiuntivi del 1977 entreranno in vigore il 27 dicembre 2006 per Nauru e il 2 febbraio 2007 per il Montenegro.

 

Tratto dal sito del CICR

http://www.icrc.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/html/geneva-conventions-news-210806!OpenDocument

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3 - 17.08.2006

I civili libanesi sfollati in Siria ritornano a casa

Autore: Saleh Dabbakeh

Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

 

Gli sfollati libanesi in Siria hanno iniziato a fare i bagagli non appena la cessazione delle ostilità promossa dalle Nazioni Unite è entrata in vigore alle ore 8 locali di lunedì 14 agosto 2006. Se il rientro va avanti con la stessa regolarità, la maggior parte dei 160000 ospiti libanesi (così come vengono chiamati dai siriani) saranno a casa in pochi giorni.

Il cessate il fuoco era iniziato soltanto da poche ore quando centinaia di auto hanno iniziato a lasciare la Siria per ritornare in Libano attraverso quattro posti di confine. I volontari della Società della Mezzaluna Rossa Araba Siriana (SARCS) erano presenti a tutti i posti di confine. Gli stessi volontari che avevano fornito acqua, piccole refezioni e garantito il supporto psicologico e i primi soccorsi ai civili libanesi che fuggivano dai bombardamenti qualche giorno fa, hanno compiuto ora le stesse attività. Ma hanno dovuto cambiare verso, dal momento che le persone andavano nell’altra direzione.

Il posto di frontiera più trafficato è stato Jdaideh, che è il più vicino a Beirut. Intorno a mezzogiorno il 14 agosto, circa 200 auto all’ora hanno attraversato il confine a Jdaideh, dirette a Beirut, che dista 2 ore e mezza di auto verso ovest.

Martedì 15 agosto è stato un giorno ancora più intenso. Intorno alle 11, circa 7000 persone erano ritornate in Libano attraverso Jdaideh, secondo le stime riferite dalle Nazioni Unite. Qualche ora dopo, in migliaia si sono riversati attraverso il posto di frontiera. Secondo un’indagine dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, martedì mattina circa 1500 persone hanno attraversato il confine ogni ora.

“Anche se so che i quartieri sud di Beirut sono stati totalmente distrutti, voglio rivedere la mia casa e i miei vicini,” ha dichiarato Faisal, 25 anni, che è stato accolto, con altri 14 membri della sua famiglia, da una famiglia siriana per un mese. “La gente della Siria è stata molto generosa. Ma ora è tempo di ritornare a casa.”

 


 

Nadia, una volontaria della Mezzaluna Rossa Araba Siriana di 26 anni che normalmente lavora come impiegata nella “free zone” tra i due paesi, ha chiesto alcuni giorni di ferie per assistere i rifugiati. In un gesto di solidarietà da parte del settore privato, Nadia e altri dipendenti sono stati autorizzarti ad assentarsi qualche giorno dal lavoro. “Ho trascorso almeno 14 ore al giorno qui dal 15 luglio,” ha detto Nadia mentre stava prendendosi una piccola pausa dall’organizzazione delle operazioni. “La persone che oggi stanno rientrando in patria sono diventate la mia famiglia. I miei sentimenti sono vari. Sono contenta per loro, perché fanno ritorno alle loro case. Ma allo stesso tempo mi sento triste perché so che non li rivedrò più.”

La cooperazione tra le varie componenti del Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, così come con il settore privato e le agenzie delle Nazioni Unite, è proceduta senza problemi malgrado il preavviso così breve. La Mezzaluna Rossa del Kuwait ha invitato coloro che stanno rientrando in Libano a salire su autobus gratuiti diretti a Beirut. “Ieri abbiamo fatto partire 10 pullman,” ha dichiarato Msa’ed Al-Anezi, direttore dei volontari della Mezzaluna Rossa del Kuwait, che guida anche la delegazione in Siria della propria Società Nazionale. “Oltre a dare coperte e scorte di cibo, oggi mandiamo 20 autobus in più”.

 


 

I beni distribuiti rimpatriati da parte dei volontari della Mezzaluna Rossa Araba Siriana hanno diverse provenienze. Il Programma Alimentare Mondiale ha provveduto ai biscotti ad elevato contenuto proteico, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha fornito acqua e pane e l’UNICEF integratori salinici per la reidratazione.  La Mezzaluna Rossa Araba Siriana ha prestato i primi soccorsi e le cure mediche, oltre alla distribuzione dei generi alimentari e delle bevande da parte di dozzine di volontari.

Di proprietà di un uomo di affari, la “free zone” ha fornito cibo a circa 500 palestinesi che non potevano recarsi in Siria perché sprovvisti di documenti validi per l’espatrio. I palestinesi che invece erano in possesso di regolare passaporto sono stati autorizzati ad entrare in Siria senza problemi.

Ora tutti costoro stanno rientrando in Libano, compresi Asma’a e la sua famiglia, che hanno abbandonato il campo di rifugiati di Al-Buri Ashmali, nelle vicinanze di Tiro, per paura dei bombardamenti. “Non penso che la nostra casa sia stata colpita,” ha detto Asma’a, “ma siamo stati molto impauriti.”

L’ultimo gruppo di 60 palestinesi diretti alle loro abitazioni in Libano è stato fatto salire su un pullman, con i propri effetti personali, aiutato dal personale della Mezzaluna Rossa Palestinese. “Hanno dormito nella moschea e nel cinema della Free Zone per quasi un mese,” ha spiegato Burhan Al –Hammoud, direttore della Free Zone. “Abbiamo inoltre garantito tre pasti al giorno a tutti.”

Altre compagnie quali ad esempio SyriaTel (una delle più importanti compagnie di telefonia mobile) hanno fornito cibo, rifugi e pullman per gli sfollati libanesi quando sono arrivati in Siria. Al momento, stanno assicurando i medesimi servizi alle stesse persone che rientrano a casa.

 

Tratto dal sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: http://www.ifrc.org/Docs/News/06/06081701/index.asp

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4 - 16.08.2006

Libano: la situazione umanitaria rimane critica

Intervista con il Presidente della Croce Rossa Libanese, Sami Al Dahdah

Autore: Marie-Françoise Borel

 

Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

 

Quali sono le attuali preoccupazioni principali?

Non siamo ancora in presenza di una soluzione definitiva alla situazione umanitaria, e ciò che mi preoccupa è se il cessate il fuoco continuerà o se si tratta soltanto di un fatto temporaneo. Il problema cruciale è localizzato nei luoghi in cui l’ingente numero dei rifugiati troveranno rifugio, soprattutto per quanti vivevano in villaggi ora completamente distrutti. Siamo rimasti sorpresi dal numero consistente delle persone e dalla velocità con cui hanno iniziato il ritorno alle proprie case. Mi preoccupano le difficoltà sollevate da questi grandi movimenti di popolazione.

Non abbiamo ancora avuto tempo per mettere a punto un piano di azione per le persone che rientrano nei propri villaggi. Ma abbiamo dovuto improvvisare quando il paese era sotto i bombardamenti, e continueremo così ad improvvisare per portare assistenza immediata a queste persone. La situazione cambia ogni 24 ore, pertanto dobbiamo mantenerci flessibili.

Ancora oggi, il problema principale è l’accessibilità Le strade ed i ponti sono stati distrutti e quindi ci vogliono ore ed ore per muoversi  da una zona all’altra. Le infrastrutture sono state abbattute, mancano l’acqua e l’elettricità. Una fondamentale preoccupazione consiste nel trovare una via sicura per gli aiuti in modo da raggiungere coloro che ne hanno bisogno.

 


 

La Croce Rossa Libanese sta portando avanti le stesse attività?

Le nostre squadre continuano ad essere mobilitate e le postazioni mediche mobili sono ancora attive. La Croce Rossa ha estratto i corpi dalle macerie degli edifici distrutti, ma non tutti i cadaveri sono ancora stati rimossi. Dobbiamo continuare il controllo degli edifici rovinati e rimuovere le restanti salme.

I giovani volontari della Croce Rossa Libanese stanno continuando ad aiutare gli sfollati con la distribuzione di cibo, acqua e altri generi di soccorso. Stiamo ricevendo molti beni dal CICR e da altre Società Nazionali.

 

Quali sono gli attuali bisogni e priorità?

A parte la continuazione dell’assistenza umanitaria agli sfollati, vi sono molte altre necessità – carburante, medicine, risorse finanziare per pagare i costi e le spese. Dobbiamo coprire le spese per i volontari, quali cibo, alloggio, carburante, costi per i trasporti, vestiario ed uniformi.

Le nostre succursali e le postazioni di primo soccorso hanno bisogno di essere riparate o ricostruite. Dobbiamo sostituire od aggiustare le ambulanze e gli altri veicoli impiegati nell’assistenza.

La nostra priorità è valutare la situazione attuale ed approntare un piano di azione il più velocemente possibile. Dobbiamo individuare i soggetti più vulnerabili e quale genere di aiuto necessitino. Abbiamo iniziato attività di supporto psicologico non appena sono incominciate le ostilità, nelle scuole dove è stata alloggiata la popolazione sfollata, ma ora dobbiamo pensare a programmi a lungo termine in questo settore.

 

 


 

Avete reclutato nuovi volontari nelle settimane passate?

No, perché quando le persone scelgono di fare volontariato per la Croce Rossa, devono essere pronte all’azione in tempo di pace, così come in tempo di guerra. Devono rimanere con noi. Ma molti dottori ed infermieri hanno prestato volontariamente la loro opera in modo spontaneo quando sono incominciate le ostilità, cosa che abbiamo accolto favorevolmente.

 


 

Cosa si sente di dire a proposito del lavoro delle squadre della Croce Rossa Libanese, che sono state viste sui teleschermi di tutto il mondo?

Vorrei rendere uno speciale omaggio al lavoro umanitario ed all’eroismo dei primi giovani volontari soccorritori che hanno guidato su strade danneggiate e distrutte, e talvolta anche attraverso i campi, per evacuare e trasportare i feriti. A differenza delle assicurazioni dateci sul fatto che le nostre ambulanze non sarebbero state attaccate, quattro ambulanze sono state colpite. Un soccorritore è stato ucciso e sei sono rimasti feriti. Tuttavia, malgrado il pericolo costante, questi giovani sono ancora sul campo di battaglia, mettendo a rischio la propria vita per portare assistenza alle persone.

 

Questa situazione deve essere stata molto difficile per lei e la sua famiglia?

La mia famiglia non mi ha visto molto nelle settimane scorse. Ho tre figli – due bambine ed un maschio – e recentemente mi hanno detto “Chiamaci quando saprai di essere in televisione, così potremo vederti”!

 

Quali sono le sue sensazioni ora che il cessate il fuoco è diventato effettivo?

Devo riconoscere che abbiamo avuto alcune difficoltà nel cogliere l’effettiva portata della situazione, perché siamo un po’ sopraffatti dagli eventi. Pensiamo soltanto al lavoro, lavoro, lavoro, e cerchiamo, anche improvvisando, di aiutare coloro che ne hanno bisogno. Dobbiamo rispondere immediatamente a molti generi di richieste e risolvere velocemente i problemi non appena si pongono.

Questo conflitto ha mostrato l’importanza della Croce Rossa e delle nostre responsabilità. Abbiamo dovuto gestire circa 5000 volontari e questa rappresenta una grande sfida.

I nostri ringraziamenti vanno alla Federazione e alla numerose Società Nazionali di tutto il mondo che ci hanno aiutato. Il CICR è rimasto al nostro fianco e ha fatto un egregio lavoro per proteggerci. Questa è una grande famiglia e sentiamo di non essere soli.

 

Tratto dal sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: http://www.ifrc.org/docs/news/06/06081803/

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