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n° 276 del 22 Agosto 2006 Stampa E-mail
mercoledì 30 agosto 2006
22 Agosto 2006
nr. 276

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:

 

1 - 22 agosto 2006 Comunicato CICR

Libano / Israele - Bollettino CICR No. 14/2006

Rapporto sulle ultime attività sul campo del CICR

Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 

2 - 22 agosto 2006 Comunicato CICR 06/50

Sri lanka: i civili attaversano le linee

Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 

3 - 22 agosto 2006

Tratto dal sito della Croce Rossa Britannica
 “La Croce Rossa aiuta chi rientra a casa”
 Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 

4 - 23-01-2006  Storie dai campi di battaglia
”AFGHANISTAN: una scuola offre speranze alle vittime di mina”
Traduzione non ufficiale di S.Chiossi


5 - Dal Magazine Red Cross Red Crescent nr. 1/2006

“Afghanistan Una nuova prospettiva di vita”

Di Olivier Moeckli

Traduzione non ufficiale di Maura Montuosi

 

6 - 18 agosto 2006 Comunicato CICR

 Libano/Israele: Bollettino CICR no. 13/2006
 Ultimo rapporto sulle attività del CICR sul campo
 Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

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1 - 22 agosto 2006 Comunicato CICR

Libano / Israele - Bollettino CICR No. 14/2006

Rapporto sulle ultime attività sul campo del CICR

 

Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 

 

Situazione generale

Una settimana dopo il cessate-il-fuoco, gli abitanti del Libano meridionale stentano a convivere con le conseguenza che i recenti scontri hanno lasciato, come un segno indelebile, nei loro villaggi e nelle loro città, ma più profondamente nelle loro vite e nei loro affetti.

 

Il 18 agosto, centinaia di famiglie hanno iniziato il processo di sepoltura insieme ad operatori umanitari e volontari delle associazioni locali, lavorando fianco a fianco per riaprire le fosse comuni di Tyre e trasportare i resti dei propri cari presso i villaggi. Cerimonie funebri collettive sono state celebrate inmolti luoghi, inclusi villaggi che ormai non sono altro che un cumulo di macerie. Aita al Shaab, un grande villaggio lungo il confine meridionale, testimonia l'entità delle distruzioni che hanno colpito l'area. Le strade devastate offrono un lugubre sfondo al flusso silenzioso di donne coperte da veli neri che camminano verso la locale moschea. Altri villaggi lungo il confine, come Khiam, Bent Jbeil e Maroun el Ras, hanno subito lo stesso destino.

 

I bombardamenti intensi ha lasciato sul campo numerosi ordigni inesplosi nei villaggi e nelle campagne circostanti. Le ultime 48 ore prima che il cessate-il-fuoco entrasse in vigore sono state le peggiori. Danni alle infrastrutture, incluse le chiese, le moschee, gli ospedali ed i musei, che hanno ridotto interi quartieri e villaggi a cumuli di macerie.

 

le coltivazioni, che non hanno ricevuto acqua per settimane a causa degli attacchi aerei,hanno sofferto tantissimo. Centinaia di capi di bestiame sono morti disidratati e i loro cadaveri giacciono nei campi. I contadini e gli allevatori che rientrano ai loro villaggi, scoprono l'estensione dei danni e devono affrontare la maggiore difficoltà, ovvero l'accesso all'acqua. Il sistema idrico della regione di stazioni, pompe e pozzi richiederà numerose riparazioni prima di tornare ad essere utilizzabile.

 

Azioni del CICR e dei suoi partners

Le distruzioni estese dei paesi e dei villaggi visitati in prossimità del confine iniziano ad essere documentate. I convogli del CICR si apprestano a raggiungere tutti gli angoli del Libano meridionale per portare assistenza alla popolazione, incontrando lungo il loro percorso diversi ostacoli e segnali deprimenti, alcuni dei quali sono stati diffusi in tutto il mondo attraverso i media.

 

In molti luoghi, un forte odore alacre emerge dalle rovine dei palazzi distrutti, dove i corpi giacciono sotto le macerie. i volontari della Croce Rossa Libanese hanno rimosso dozzine di corpi durante i primi giorni successivi al cessate-il-fuoco, ma ne rimangono ancora molti da estrarre. 

 

Vicino al confine, i delegati del CICR hanno dovuto camminare attraverso file di carri armati e di soldati Israeliani per entrare in piccoli villaggi dove un gruppo di anziani era sopravvissuto per settimane in totale isolamento.

 

Squadre di ingegneri del CICR, che lavorano con le società idriche Libanesi, hanno visitato le stazioni di pompaggio ed altri siti per valutare i danni alla rete idrica. Le società hanno iniziato le riparazioni principali, ma sarà necessario del tempo prima che la rete torni ad essere utilizzabile, perciò sono necessarie soluzioni temporanee. Il CICR prevede di trasportare su camion dei generatori mobili di villaggio in villaggio per pompare l'acqua dai pozzi ovunque possibile. 

 

La distribuzione di cibo e di altri generi di conforto sono state effettuate nel Libano meridionale il 19, 20 e 21 agosto (Aita al-Shaab, Yarun, Bijada, Shamaa, Tair Harfa / Abu Shash, El Jibbain, Shihin and El Qlaile / Aamrane lungo la Linea Blu).

 

Dal 15 al 18 agosto, gli ospedali sono stati riforniti di 20.000 litri di carburante (El Bass, Balzan Camp, Jabal Amel, Hiram and Nabatiyeh) e con filo da sutura, abbigliamento monouso, attrezzature chirurgiche, farmaci per malati cronici ed altri medicinali (Nabatiyeh, Job Jannine, Tell Shiha, Bent Jbeil). Trecento dosi di vaccino anti-tetano e 100 dosi di immunoglobine anti-tetano sono inoltre state consegnate al Ministero della Salute per l'ospedale di Nabatiyeh.

 

La maggioranza dei farmaci sono stati richiesti per la cura delle malattie croniche e sono stati consegnati appositamente in quanto non sono inclusi nei kit di emergenza del CICR. Una scorta per un mese di tali farmaci sarà distribuita a 200.000 pazienti. Saranno inoltre consegnate attrezzature e materiali di consumo per le banche del sangue.

 

Il CICR intrattiene incontri regolari con la Federazione Internazionale e con altre Società Nazionali, tra cui Turchia, Qatar, Kuwait e Arabia Saudita, per scambiare informazioni e progetti congiunti.

 

Trasporti sanitari e recupero cadaveri da parte della Croce Rossa Libanese

Tra il 12 luglio ed il 21 agosto, la Croce Rossa Libanese ha evacuato 984 feriti e ha trasportato 7.684 pazienti affetti da patologie mediche. Inoltre ha raccolto 398 cadaveri.

 

 

Fatti e cifre

Dall'inizio della crisi, il 12 luglio 2006, il CICR ha:

- fornito cibo e altri generi di conforto a oltre 31.000 famiglie;

- consegnato 62.000 litri di carburante per mantenere funzionanti infrastrutture civili come ospedali, centri sanitari della Croce Rossa Libanese e pompe idriche nei villaggi isolati nei dintorni di Tyre, Marjayoun e Rashaya, nel Libano meridionale;

- fornito farmaci, attrezzature chirurgiche ed altre forniture sanitarie (per trattare i feriti e i malati cronici) per dieci strutture ospedaliere, inclusi gli ospedali ed i centri sanitari della Croce Rossa Libanese, in particolare nel Libano meridionale;

- spedito e trasportato per via aerea oltre 3.125 tonnellate di aiuti nella regione (ulteriori 11.000 tonnellate di aiuti sanno inviate intorno a metà settembre).

 

 

Tratta dal sito del CICR:

http://www.cicr.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/html/lebanon-news-220806!OpenDocument

 

 

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2 - 22 agosto 2006 Comunicato CICR 06/50

Sri lanka: i civili attaversano le linee

 

Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 

 

Il 21 e 22 agosto il CICR ha organizzato un passaggio sicuro per 243 civili- tra cui 182 cittadini dello Sri Lanka e 61 di altre nazionalità - da Kilinochchi a Vavuniya. L'attraversamento da nord a sud delle aree controllate dall'Esercito di Liberazione Tamil (LTTE) ed il governo dello Sri Lanka ha avuto luogo a Omanthai, a circa 15km da vavuniya. Omanthai è uno dei punti di attraversamento ufficiali sanciti nel cessate-il-fuoco tra il governo e l'LLTE.

 

Il 18 agosto il CICR ha facilitato il passaggio, sempre a Omanthai, di circa 1.000 civili dal sud al nord.

 

 

Tratta dal sito del CICR:

http://www.cicr.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/html/srilanka-news-220806!OpenDocument

 

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3 - 22 agosto 2006

Tratto dal sito della Croce Rossa Britannica
 “La Croce Rossa aiuta chi rientra a casa”
 Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

 Il rientro verso casa di migliaia di persone durante il weekend,   nel sud del Libano, ha indotto il CICR ad organizzare un'operazione   di supporto a circa 200.000 persone che ogni mese rientreranno a   casa da qui alla fine dell'anno.


 foto al link : http://www.redcross.org.uk/uploads/images/truck-190.jpg

 La Croce Rossa Britannica sta sostenendo attivamente gli sforzi   umanitari, schierando due logistici per la distribuzione degli aiuti   a Cipro e con uno dei suoi delegati a coordinare le operazioni di   soccorso in Siria per conto della Federazione Internazionale di   Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

 Inoltre sta inviando 227.000 pasti preconfezionati per i più   bisognosi in Libano.

 Mentre il tanto atteso cessate-il-fuoco sembra reggere, migliaia di   persone sono in marcia verso casa per affrontare nuove difficoltà,   tra cui la mancanza di energia elettrica, di acqua e di cibo. Il   grado di distruzione varia drasticamente, ma molte case private e   molti ospedali sono stati gravemente danneggiati.


 Sopravvivere
 I convogli della Croce Rossa, con a bordo cibo, forniture sanitarie   e carburante per i generatori, hanno  raggiunto, con notevole   sforzo, i villaggi e i centri che risultavano essere tagliati fuori   dal mondo per intere settimane.

 Il carburante è il bene più ricercato dagli abitanti, che hanno   dovuto sopravvivere per giorni senza poter pompare l'acqua dai   pozzi. Il cibo in alcuni casi è terminato, e si è dovuto far conto   sulle scarse riserve alimentari.

 Una priorità chiave è ripristinare la rete idrica. Gli ingegneri   del CICR sono al lavoro in stretta cooperazione con gli specialisti   locali e le società idriche per riparare i danni alla rete di   distribuzione dell'acqua.


 Inesplosi
 Il CICR sta diffondendo informazioni sulla pericolosità degli   ordigni inesplosi, che hanno spezzato la vita di tante persone tra   cui molti bambini, parlando direttamente alla popolazione e   attraverso i media Libanesi.

 Il Presidente della Croce Rossa Libanese, Sami Al Dahdah, si   dichiara preoccupato dalla moltitudine di persone che sono   rientrate nel paese distrutto.

 "Il problema principale è se tutte queste persone avranno un luogo   dove ripararsi, specialmente coloro il cui villaggio è stato   distrutto," continua Sami Al Dahdah.

 Ha sottolineato il lavoro dei 5.000 volontari che "hanno rischiato   le loro vite per portare aiuto alla popolazione".

 "Questo conflitto ha mostrato l'importanza della Croce Rossa, e ci   ha mostrato le nostre responsabilità. Il nostro ringraziamento va   alla Federazione e a tutte le Società Nazionali di tutto il mondo   che ci hanno sostenuto. Il CICR è stato al nostro fianco e ha fatto   un magnifico lavoro, offrendoci protezione. Questa è una grande   famiglia e non sentiamo che non siamo da soli."

 Tratto dal sito della Croce Rossa Britannica:  http://www.redcross.org.uk/news.asp?id=58547


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4 - 23-01-2006  Storie dai campi di battaglia
”AFGHANISTAN: una scuola offre speranze alle vittime di mina”
Un accademico scozzese e' la mente dietro al progetto di costruzione di una scuola specializzata in arti prostetici in Afghanistan, dove molte persone sono state colpite dalle mine antipersona.
Traduzione non ufficiale di S.Chiossi

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(l'articolo originale e' pubblicato con il permesso della Croce Rossa Britannica)

Si stima che vi siano state piu' di 100.000 vittime di mine antipersona in Afghanistan negli ultimi 25 anni.
Mark Broomfield, di Edinburgo (UK), e' appena tornato dalla capitale afghana Kabul dove ha formato 22 studenti in protesi ortopediche.
Docente universitario da 14 anni all'universita' di Strathclyde, Mark e' stato 'prestato' dalla Croce Rossa Britannica al Comitato Internazionale di Croce Rossa (CICR) in febbraio 2004 per migliorare gli standards di lavoro sugli arti protesici in un Afghanistan dilaniato dal conflitto.

LE MINE ANTIPERSONA

"Vi e'una grossa richiesta di arti artificiali in Afghanistan, come gambe protesiche, soprattutto a causa di mine, ferite da arma da fuoco e incidenti automobilistici", dice. "Si vedono un sacco di persone per la strada con arti mancanti o altre ferite e mutilazioni."

"Io stesso ho visto diverse donne e bambini vittime delle mine. Spesso i bambini hanno perso un arto mentre erano semplicemente fuori a giocare".

"Da delegato CICR ci sono state date regole ferree su dove potessimo andare e non. Ad esempio, non si potevano attaversare i campi, e nel caso, era meglio percorrere i sentieri battuti. Ma con le piogge torrenziali le mine tendono a spostarsi, sicche' un'area prima sicura puo' diventare pericolosa", spiega.

LA FORMAZIONE

Gli studenti che Mark ha istruito lavorano per una serie di organizzazioni non governative in Afghanistan, soprattutto il CICR. Mark vuole ritornare nel paese il prossimo mese [febbraio 2006, NdT] per far partire un altro corso e creare una scuola permanente di protesi a Kabul.

Il corso attuale dura nove mesi ed e' mirato allo staff afghano che abbia almeno sei anni di esperienza alle spalle. Il progetto futuro e' di creare un corso triennale per formare personale a partire da zero, dice.

Parte del compito di Mark era quello di visitare ogni mese il centro di detenzione americano nella base aerea di Bagram, ove forniva ai prigionieri le protesi per gli arti.

"Nonostante il grande bisogno di teoria e formazione in protesica, il livello di preparazione tra i medici afghani e' piuttosto basso. Mi piacerebbe pensare che il nostro lavoro inizi a fare la differenza."

tratto dal sito CICR
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/htmlall/afghanistan-stories-012306?opendocument

 

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5 - Dal Magazine Red Cross Red Crescent nr. 1/2006

“Afghanistan Una nuova prospettiva di vita”

Di Olivier Moeckli

Traduzione non ufficiale di Maura Montuori

 

In uno dei paesi del mondo maggiormente infestati dalle mine, il CICR ha iniziato un programma di microcredito per aiutare le persone disabili a ritornare a lavorare e recuperare la loro autosufficienza.

 

Ainullah gestisce una sartoria in un villaggio nella periferia di Kabul. Nel 1982, quando aveva 10 anni, gli uomini della sua famiglia si unirono ai mujaheddin con lo scopo di combattere l’esercito sovietico. Per fuggire alle vessazioni della polizia, il resto della famiglia cercò rifugio in Pakistan.  “ Lì andai subito a lavorare in un cantiere edile per aiutare la mia famiglia”  ricorda Ainullah

Dieci anni più tardi, dopo che i mujaheddin avevano preso Kabul, Ainullah e la sua famiglia tornarono in città, purtroppo trovarono la loro casa distrutta. Non molto tempo dopo il loro ritorno, mentre Aiunullah stava raccogliendo la legna sulle colline, calpestò una mina ed ebbe una gamba amputata. “Mentre ero in ospedale, scoppiò nuovamente la guerra  a Kabul e io dovetti scappare” spiega. Ancora una volta la famiglia dovette lasciare la città, questa volta per Jalalabad nell’est del paese. E’ stato lì, al centro di riabilitazione fisica del CICR, che Ainullah è stato dotato di un nuovo arto ed ha imparato di nuovo a camminare.

 

Un incidente fortunato

Con il supporto della società di Mezzaluna Rossa Afgana, Ainullah è stato istruito come sarto mentre viveva in un campo profughi. Lui si è innamorato del lavoro sin dal principio e ha proseguito il suo addestramento per quattro anni prima di ritornare a Kabul, dove è stato capace di aprire un piccolo negozio, grazie ad una macchina da cucire ed altra attrezzatura donata dalla Mezzaluna Rossa alla fine del suo apprendistato.

Il CICR, come parte del suo programma di microcredito, ha successivamente concesso ad Ainullah un prestito per comprare una seconda macchina da cucire e altre forniture. E’ stato così che ha deciso di offrirsi per insegnare ad altri giovani disabili selezionati dal centro di riabilitazione fisica di Kabul. “Io ho avuto molta fortuna nell’apprendere questo mestiere con l’aiuto della Mezzaluna Rossa e nel ricevere il prestito dal CICR” dice. “Ora posso dare ad altri la stessa opportunità”

Ainullah è una delle 4.640 persone che hanno beneficiato finora del programma di prestito lanciato dal CICR nel 1997 nel suoi sei centri di riabilitazione a Kabul, Jalalabad, Mazar-i-Sharif, Herat, Gulbahar e Faizabad.

Oggi il programma di riabilitazione fisica è solo una delle attività che il CICR sta conducendo in Afghanistan. Più di 500 afgani sono impiegati nei centri, dove sono supervisionati ed addestrati da sei specialisti espatriati. Sostegni di questo tipo sono vitali, come alle, come minimo, due persone che ogni giorno cadono vittime delle innumerevoli mine ancora sparse nelle campagne. Inoltre, il fragile sistema sanitario Afgano non è ancora capace di far fronte efficacemente a malattie come la poliomielite e paralisi celebrali, che sono la principale causa di disabilità nel paese.

La disposizione di arti artificiali e la fisioterapia non sono sufficienti a restituire alle persone disabili una piena autonomia. Devono anche superare i radicati pregiudizi della società afgana, che tende a considerarli come persone incapaci di lavorare.

Abdul Samad ha sofferto a lungo a causa di questo pregiudizio. Un carro armato gli ha schiacciato entrambe le gambe durante una battaglia nel 1992, quando era un soldato dell’esercito afgano. Dopo sei mesi in un ospedale militare a Kabul, è ritornato a casa a Herat nel nord-ovest dell’Afghanistan. “Ho cercato di aprire una drogheria, ed ho cercato qualcuno che mi prestasse dei soldi da investire nell’impresa e comprare i prodotti” racconta. “Ma nessuno ha voluto accettare, così ho cominciato facendo mattoni con mio figlio. Con entrambe le gambe paralizzate, il lavoro era per me molto difficile.” Ha dovuto sopportare tutto questo per 13 anni, finché non ha sentito parlare delle attività di riabilitazione fisiche del CICR da una stazione radio locale nel 2005. Così ha scoperto il programma di microcredito. “Il giorno seguente sono andato e ho richiesto un prestito”continua. “Per 13 anni nessuno ha creduto in me. Al CICR mi hanno prestato dei soldi in pochi giorni ed ho potuto alla fine realizzare il mio sogno!”

 

Aiutare i disabili di guerra

Sin dal 1988 il CICR ha provveduto alla riabilitazione fisica provvedendo a più di 70.000 disabili in Afghanistan. I suoi laboratori hanno prodotto più di 56.000 protesi, 61.000 ortesi, 105.000 paia di stampelle e 10.000 sedie a rotelle. Inoltre i centri hanno condotto più di 760.000 sessioni di fisioterapia.

 

 

Sostegno ai progetti vitali

Nel caso di Abdul Samad, il prestito è stato approvato molto velocemente, ogni progetto, comunque, è attentamente esaminato prima di essere accettato. In seguito Abdul Samad ha presentato la sua proposta al centro riabilitativo di Herat, il gruppo responsabile del programma di microcredito ha visitato il suo quartiere per vedere se il suo progetto fosse fattibile e ha avuto un lungo colloquio con lui per essere sicuro che fosse realmente motivato—è la procedura seguita per tutte le richieste. Una volta che il progetto è stato accettato, il CICR non consegna direttamente i soldi ma acquista lui stesso in base alla cifra concordata. Il beneficiario ha tra i sei mesi ed i due anni, dipende dal progetto, per restituire il prestito senza interessi.

 

 

Versione originale in inglese al sito della Magazine Red Cross Red Crescent al link:  http://www.redcross.int/EN/mag/magazine2006_1/10-11.html 

 

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6 - 18 agosto 2006 Comunicato CICR
 Libano/Israele: Bollettino CICR no. 13/2006

 Ultimo rapporto sulle attività del CICR sul campo
 Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly



 Il cessate-il-fuoco lungamente atteso è entrato in vigore il 14   agosto alle 8 di mattina. Come per magia, il silenzio ha preso il   posto del suono degli spari che sono continuati per tutto il   weekend nel Libano meridionale.

 Come previsto, le strade che da Beirut scendono verso sud sono   state intasate dal traffico per ore. Le automobili, con il tetto    imbottito di materassi impilati ed altri effetti personali, hanno   iniziato ad incolonnarsi nello stretto passaggio aperto sulla   strada costiera tra Sidon e Tyre. Grazie alle riparazioni   temporanee, neanche il fiume Litani è risultato essere un ostacolo.

 Gli abitanti del sud fuggiti dai combattimenti ora sono ansiosi di   scoprire i danni riportati dalle loro abitazioni. La maggior parte   degli abitanti di Tyre è stata in grado di rientrare rapidamente   nelle proprie abitazioni, nonostante l'elettricità e l'acqua non   fossero sempre disponibili. La situazione è profondamente differente   per molti abitanti dei villaggi più meridionali.

 Il livello di distruzione varia drasticamente da luogo a luogo. Le   stazioni di servizio, i complessi industriali, i centri   commerciali e le case private sono state duramente coinvolte dai   combattimenti, ma anche gli ospedali ed i dispensari hanno subito   danni. Un orfanotrofio gestito da un'associazione religiosa locale   è stato completamente raso al suolo dalle bombe.

 A Tibnin, la strada principale di un quartiere residenziale è   disseminata di ordigni non esplosi lanciati negli ultimi giorni di   combattimenti. Alcuni di questi ordigni giacciono di fronte ad un   ospedale e davanti ad una sede della Croce Rossa Libanese. Molti   altri sono sepolti sotto le macerie degli edifici crollati.


 Azioni del CICR, della Croce Rossa Libanese e dei loro partners
 Convogli del CICR, con a bordo cibo, forniture sanitarie e   carburane per generatori, si sono messi in viaggio per raggiungere   i villaggi ed i borghi rimasti tagliati fuori dal mondo nelle   ultime due settimane. Il carburante è il bene più atteso dai   residenti, che sono sopravvissuti senza poter pompare l'acqua per   tanti giorni. In alcuni casi il cibo è quasi finito, ma molti tra   gli abitanti dei villaggi hanno consumato le scorte che avevano   preparato.

 Con il rientro a casa di migliaia di sfollati nelle città e nei   villaggi, i delegati del CICR sono al lavoro per valutare le   necessità mentre distribuiscono gli aiuti ai più vulnerabili,   inclusi gli anziani. Molte di queste persone sono rimaste isolate   durante il conflitto.

 Tra il 15 ed il 16 agosto, il CICR ha fornito a 1.900 famiglie di   Jezzine pacchi contenenti cibo, alimenti per neonati ed altri beni   essenziali, e ha portato 450 pacchi similari in quattro villaggi a   sud di Marjayoun, vicino al confine orientale. Il 17 agosto, sette   convogli del CICR con a bordo cibo e carburante hanno raggiunto i   villaggi intorno a Tyre e lungo la Linea Blu, vicino a Bent Jbail e   Rmeish. Il CICR punta a coprire l'intera area meridionale e a   valutare le necessità per il futuro.

 Una priorità chiave è ripristinare la rete idrica. Gli ingegnieri   del CICR sono al lavoro in stretta cooperazione con gli specialisti   locali e le società idriche per riaprare i danni alla rete. Il 17   agosto, una squadra ha esaminato le pompe nella regione di Marjyoun   per accertare dove fosse necessario eseguire le riparazioni.

 Il CICR si è attivato per diffondere informazioni sulla   pericolosità degli ordigni inesplosi sia parlando direttamente alla   popolazione, sia attraverso la radio ed altri media Libanesi.

 I volontari della Croce Rossa Libanese hanno dovuto lavorare   incessantemente per due giorni in modo da raggiungere i villaggi   isolati ed evacuare dozzine di feriti. Alcune di queste persone   hanno atteso le cure mediche per una settimana, altri sono stati   feriti nel corso dei combattimenti degli ultimi due giorni prima   del cessate-il-fuoco. I corpi di oltre 80 persone sono stati   trasportati a Tyre per la sepoltura e passeranno settimane prima   che si possa conoscere, con una certa precisione, il numero di   vittime.

 Non essendoci attualmente alcun ospedale funzionante sulle montagne   intorno a Bint Jbail, i pazienti provenienti da quell'area devono   essere trasferiti dalla Croce Rossa Libanese a Tyre per le cure. Il   CICR sostiene varie strutture sanitarie, in modo particoare   rifornendole di farmaci per la cura delle malattie croniche. Il 17   agosto ha consegnato rifornimenti medici presso i villaggi a sud-  ovest di Marjayoun.

 Nel resto del paese, in particolare nella regione di Baalbeck e   sulle montagne di Chouf, ulteriori distribuzioni hanno avuto luogo.   Nella zona di Beit Eddine, a sud-est di Beirut, 12 camion hanno   distribuito 2.000 razioni alimentari, 2.000 sacchi (da 25kg l'uno)   di riso e 7.500 coperte. Sono stati presi contatti con le autorità   locali riguardo alla possibilità di assistere le persone residenti   nei sobborghi meridionali di Beirut.

 Il CICR coopera con le Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa   presenti in Libano fornendo supporto logistico alle loro operazioni   e facilitando la ricezione e la distribuzione di rifornimenti e   veicoli, in particolare per quelli provenienti da Qatar, Turchia,   Norvegia e Kuwait.

 Evacuazioni sanitarie e recupero di salme da parte della Croce   Rossa Libanese
 Tra il 12 luglio ed il 17 agosto, la Croce Rossa Libanese ha   evacuato 979 feriti e ha trasportato 7.079 pazienti affetti da   patologie mediche. Ha raccolto 394 cadaveri.

 Azione della Magen David Adom nel nord di Israele
 Tra il 12 luglio ed il 14 agosto, il personale della MDA ha   trattato ed evacuato centinaia di persone, inclusi 214 feriti   civili, ed ha raccolto 43 cadaveri. Nessuna perdita umana è stata   registrata nel nord di Israele dal 14 agosto.

 Incontro a Ginevra
 Il CICR ha invitato 23 Società Nazionali e rappresentanti della   Federazione Internazionale ad un incontro a Ginevra il 15 e 16   agosto per discutere delle operazioni in LIbano. Oltre al CICR e   alla Federazione, la Croce Rossa libanese, la David Magen Adom, la   Mezzluna Rossa Araba Siriana e la Mezzaluna Rossa Palestinese hanno   tutte tenuto una presentazione della loro risposta alle esigenze  umanitarie nella regione.


 Fatti e numeri
 Dall'inizio della crisi, il CICR ha:
 - fornito cibo ed altri beni essenziali a 30.953 famiglie;
 - distribiuto, in cooperazione con i volontari della Croce Rossa   Libanese, 1 milione di litri d'acqua potabile agli sfollati   alloggiati in circa 30 scuole di Beirut e dintorni;
 - consegnato 50.000 litri di carburante necessari per mantenere in   funzione infrastrutture civili come ospedali, centri sanitari della   Croce Rossa Libanese e pompe idriche collocate nei villaggi isolati   intorno a Tyre, Marjayoun e Rachaya, nel Libano merdionale;
 - fornito farmaci, attrezzature chirurgiche e altro materiale   sanitario (per trattare i feriti di guerra e le persone affette da   malattie croniche) a dozzine di strutture mediche, inclusi ospedali   e centri sanitari della Croce Rossa Libanese, in particolare nel   Libano meridionale;

 - spedito e aero-trasportato oltre 2.000 tonnellate di aiuti nella   regione (altre 12.000 tonnellate di forniture saranno consegnate   entro la metà di settembre).

Tratto dal sito del CICR:
 http://www.cicr.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/html/lebanon-news-180806!OpenDocument

 

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