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Standing Commission

n° 273 del 08 Agosto 2006 Stampa E-mail
mercoledì 09 agosto 2006
08 Agosto 2006
nr. 273

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Contenuto:
 
 
1 - Comunicato stampa 06/87 del 7 agosto 2006
IL PRESIDENTE DEL CICR IN VISITA IN LIBANO
Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi
 
2 - Dal sito del CICR - 28 luglio 2006
Storie dal campo di battaglia
"GIOCARE UN RUOLO VITALE: LA CROCE ROSSA LIBANESE"
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

3 - Dal sito web della Federazione Internazionale Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
“Trasformazione in Burundi”  25 luglio 2006
di Omar Valdimarsson a Bujumbura, Burundi
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

4 - Dal sito web del CICR
Comunicato stampa 06/88  -  7 agosto 2006
"Sri Lanka: il CICR condanna l'uccisione di 15 operatori umanitari e  continua ad assistere gli sfollati a Trincomalee"
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly
 

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1 - Comunicato stampa 06/87 del 7 agosto 2006
IL PRESIDENTE DEL CICR IN VISITA IN LIBANO

Traduzione non ufficiale di Simon G. Chiossi

CICR, Ginevra. Il 7 agosto il presidente del Comitato Internazionale di Croce Rossa (CICR) Jakob Kellenberger e' giunto a Beirut, dove incontrera' il presidente Emile Lahoud, il primo ministro Fouad Siniora e il portavoce del parlamento Nabih Berri.

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I colloqui saranno incentrati sulla situazione umanitaria in Libano, sui modi di fornire assistenza e protezione ai maggiormete colpiti dal conflitto armato e l'aggiornamento delle attività del CICR nel Paese.

Kellenberger incontrera' anche il presidente della Societa' Nazionale di Croce Rossa Libanese Sheikh Samy Dahdah, per discutere la cooperazione tra la Societa' Nazionale e il CICR, e come meglio rispondere in maniera congiunta ai bisogni della popolazione libanese.

Per ulteriori informazioni, potere contattare:
Annick Bouvier, CICR Ginevra, tel: +41 22 730 2458 o +41 79 217 3224
Hicham Hassan, CICR Beirut, tel: +961 1 739 297 o +961 35 42 839
Roland Huguenin, CICR Tyre, tel: +961 3 35 62 91

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2 - Dal sito del CICR
http://www.icrc.org/Web/eng/siteeng0.nsf/iwpList339/3AC01B9AA36CD0A0C12571BC004DF20D

Storie dal campo di battaglia (28 luglio 2006)
"GIOCARE UN RUOLO VITALE: LA CROCE ROSSA LIBANESE"
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

La Croce Rossa Libanese (CRL) ha svolto un ruolo fondamentale durante il conflitto, evacuando i feriti e distribuendo mezzi di sussistenza alla popolazione civile. L'inviato del CICR Marko Kokic racconta.

"Al quartier generale della CRL a Beirut incontro Ayad Monzer, il direttore delle comunicazioni della Societa' Nazionale del Libano. Beviamo caffe' e parliamo della mia missione per fotografare le attivita' dei volontari.

'Ti presentero' a tutti quanti, cosi' che ti conoscano e tu possa scegliere quali volontari si prestano meglio', dice. Presto mi trovo nel consultorio medico della CRL a intervistare persone e scattare foto.
 
Ogni giorno piu' di 400 persone vengono al consultorio. La cifra e' ragionevole visto il numero di persone gia' presenti in quel momento. Tutti i pazienti sono profughi interni al paese e i medicinali sono distribuiti gratuitamente.

'La maggioranza dei casi consiste al momento di infezioni respiratorie acute, malattie gastrointestinali e patologie croniche come ipertensione, asma, diabete nonche' svariate malattie della pelle', dice il dr. Hasan Fayad.
I feriti provenienti dalle zone di scontro sono condotti dai volontari del soccorso della Croce Rossa Libanese direttamente in ospedale.

Dopo aver terminato la visita, incontro Darine El Sabeh, il consigliere per i giovani ed i volontari. Darine e' tornata al suo nativo Libano dalla Giordania per poter aiutare. Mi sta assistendo come interprete. Decidiamo di intervistare un gruppo di giovani della CRL che distribuiscono aiuti agli sfollati, e partiamo per il distretto del Monte Libano nei pressi di Beirut, dove ci uniamo a dei volontari che viaggiano in un altro mezzo della CRL.

La prima fermata e' in un villaggio chiamato Beit Chabab dove numerosi sfollati sono alloggiati in una tenda della protezione civile locale. I volontari distribuiscono pacchetti per l'igiene personale contenenti sapone, shampoo e detergente. E' una misura importante, per quanto modesta, per prevenire malattie.

'Stiamo collaborando con un paio di organizzazioni locali dividendoci i compiti', dice Eliane Boy Ghosh, una volontaria. 'Distribuiamo kit per l'igiene e loro si occupano di cibo e visite mediche del caso.'

Nell'edificio della protezione civile incontriamo una signora di una certa eta' di nome Fatima Khatun, proveniente da Tiro, nel sud del paese. Ci racconta la sua storia circondata dai nipoti.

'Siamo rimasti a Tiro per undici giorni sotto il fuoco nemico finche' non e' divenuto troppo pericoloso restare', spiega, 'Siamo passati da una vitabenestante a questo. Ora non abbiamo piu' nulla.' Sul pavimento vi sono alcuni materassi e poc'altro.

Nel villaggio successivo incontriamo Hassan Mohammed Abadi e la famiglia, che stanno in una scuola della chiesa. Racconta una storia simile.

'Abbiamo dovuto abbandonare tutto e scappare per salvarci la vita. Non so cosa sia della mia casa,' dice, 'Abbiamo perduto tutto e ora dobbiamo dipendere sulla buona volonta' di altri per sopravvivere. Abbiamo perso anche la dignita'.'

La CRL raccoglie informazioni su persone sfollate che vivono presso amici e parenti.

'Gli sfollati che stanno in scuole e altri edifici pubblici hanno miglior accesso all'assistenza di chi vive in abitazioni di privati', dice Eliane.

'Stiamo cercando di individuare queste persone durante le visite alle comunita', ed assicurare che ricevano l'aiuto di cui necessitano.'

Durante il resto del pomeriggio incontriamo molte di queste famiglie. In un villaggio troviamo due famiglie, per un totale di 21 persone, che vivono in appartamento di due stanze, al costo di 100 dollari al mese.

Piu' tardi ci imbattiamo in un altro gruppo di volontari con il compito di fornire assistenza a 85 famiglie sfollate che alloggiano in una scuola pubblica.

I volontari della CRL organizzano spettacoli d'intrattenimento per i bambini, durante i quali insegnano anche le basi dell'igiene. Il successo e' tale che alcuni adulti partecipano, scatenando le risate per la prima volta in giorni e giorni.


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3 - Dal sito web della Federazione Internazionale Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

“Trasformazione in Burundi”25 luglio 2006
di Omar Valdimarsson a Bujumbura, Burundi
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

"La gente non chiede più che cosa fa la Croce Rossa del Burundi, lo  sanno. Lo vedo nelle loro comunità".

Balthazar Bacinoni, il coordinatore della delegazione della Croce  Rossa del Burundi, è visibilmente orgoglioso dei progressi compiuti  dalla Società Nazionale negli ultimi anni. Per un periodo è stata la  "pecora nera" dell'Africa orientale, coinvolta in lunghe discussioni  con la Federazione Internazionale ed il CICR riguardo a questioni di  integrità (ad esempio il fatto di non avere un'assemblea generale per  circa tre decenni): ma ora ha subito una notevole trasformazione.

Il personale della sede centrale è stato ridotto da sessanta a undici  unità, tutte le unità periferiche provinciali hanno ora vertici  eletti (tranne due) tra i membri ed i volontari che hanno ricevuto  adeguata formazione, esiste un piano strategico, lo statuto è stato  rivisto ed è stata definita la separazione  tra le funzioni  d'indirizzo e gestionali. Le relazioni con il nuovo governo del paese  sono partite bene.  Ma, ancora più importante, afferma Balthazar  Bancinoni, " la Società è ora gestita dai volontari e dagli organi  eletti."

Quindi, cosa è successo? Cosa ha causato questa trasformazione e  questo nuovo spirito che impregna la Società Nazionale di questo  paese tormentato? In parte l'accordo di pace  e la possibilità, per il Burundi, di  guardare per la prima volta, in dieci anni e mezzo, al futuro - ma  molti sostengono che il merito sia di Anselme Katiyunguruza, il nuovo  segretario generale, e del suo staff.

Quando è entrato in carica due anni fa - con un solo collaboratore,  Balthazar Bancinoni - non esisteva un Consiglio Nazionale, nessuna  struttura, nessuna unità attiva. Il paese era in rovina dopo lunghi  anni di guerra civile - uno dei tanti episodi violenti nel paese  dall'indipendenza durante la metà degli anni '60. Sia la Federazione  Internazionale che il CICR hanno una presenza storica nel paese e  hanno investito tempo, fondi ed energie per rivitalizzare la Società  e le unità periferiche. Dopo che la Federazione è dipartita verso la  fine degli anni '90, le unità periferiche sono tornate in uno stato  di ibernazione ed il CICR ha lavorato indipendentemente per  rispettare il proprio mandato.

Anselme non è nuovo al mondo della Croce Rossa del Burundi. Da  giovane ha operato per dieci anni come volontario presso l'ufficio  comunicazione, mentre lavorava come giornalista per la radio di stato  e per l'UNICEF, l'ufficio di presidenza e come docente all'università  di Bujumbura. "Non avevo mai immaginato che un giorno avrei lavorato  qui a tempo pieno."

Con una Società Nazionale che era più un'idea che una realtà, lo  attendeva un grande lavoro. Dopo aver ricevuto dal Presidente della  Croce Rossa del Burundi, Dr. François Xavier Buyoya, la garanzia che  avrebbe avuto carta bianca nella decisioni di carattere gestionale,  Anselme ha organizzato una serie di incontri regionali con le unità  delle quattro province. "Abbiamo stabilito e pensato a cosa dovrebbe  fare e come dovrebbe apparire la Croce Rossa del Burundi," ha  affermato. "Un buon numero di persone hanno manifestato alcune  rimostranze, e lui ha chiesto loro: beh, volete essere membri della  Croce Rossa? Fortunatamente, molti hanno risposto di si."

La nuova guida della Società ha incoraggiato i nuovi vertici eletti a  registrare i membri, ad organizzare assemblee e di proporre piani di  lavoro triennali, mentre Le unità provinciali hanno prodotto piani di  lavoro biennali.

Una volta sul posto, la Federazione Internazionale ha contribuito ad  organizzare un'Assemblea Generale a Bujumbura nel maggio 2005 - in  quel periodo tutte le unità provinciali, tranne una, avevano già  vertici eletti; l'unità rimanente ha provveduto prima della fine del  2005. L'Assemblea Generale ha eletto un consiglio nazionale ed ha  formulato un Piano d'Azione per i prossimi quattro anni. Un'Assemblea  Generale straordinaria è stata convocata a febbraio 2006 per  l'adozione del nuovo statuto. In cooperazione con la Federazione, il  CICR e la Croce Rossa Spagnola, 11 nuovi dipendenti sono stati  assunti in vari settori - comunicazioni, salute, finanza e logistica.

Anselme è stato molto chiaro sulle caratteristiche dei nuovi assunti:  dovevano provenire dal corpo volonario.

"Chi è stato volontario conosce che cos'è la Croce Rossa, capiscono  le necessità della comunità e non sono qui perchè questo è un lavoro,  ma pechè vogliono essere parte della Croce Rossa", ha affermato."In passato, nonostante il personale fosse numeroso, non abbiamo  avuto una visione del futuro, perciò è come se lavorassimo senza  obiettivi. E, va inoltre aggiunto, non tutti erano in grado di  assolvere degnamente ai compiti affidati."

Anselme ha portato la sua visione ad un incontro a Nairobi,  presentandola ai partecipanti durante una sessione di mezza giornata  riguardante il Burundi. "Hanno apprezzato ciò che hanno sentito, ed  ora stiamo trattando una collaborazione con alcuni partners in varie  aree", ha affermato.

Un anno dopo la prima Assemblea Generale, attesa da decenni, la Croce  Rossa del Burundi conta ora 40.000 volontari in tutte le provincie  del paese. Vengono formati e addestrati al lavoro, ma con cosi poche  risorse e così tanti bisogni è difficile. I vertici eletti a tutti i  livelli sono stati istruiti sul Movimento e sulle attività.

"Il nostro obiettivo è di creare strutture permanenti a livello  periferico, ma senza personale e potendo contare solo su volontari è  difficile," afferma Anselme. "Voglio avere un numero limitato di  dipendenti presso la sede centrale e molti nel resto del paese, ecco  come si realizza il lavoro intrapreso. Abbiamo formato Coordinatori  di maxi-emergenze & disastri in tutte le unità periferiche, un punto  focale per i volontari e per gli addetti alla comunicazione. Quello  di cui abbiamo bisogno, e che speriamo di essere in grado di  realizzare, è una rete radio VHF nazionale. La rete telefonica non è  affidabile e non tutti possono permettersi un telefono cellulare."

Due recenti segnali mostrano i crescenti riconoscimenti verso la  Croce Rossa del Burundi da parte del governo e della comunità  umanitaria in Burundi: la Società è ora responsabile della  distribuzione delle derrate alimentari nelle cinque province più  colpite dall'insicurezza alimentare e dal rientro dei rifugiati - e  durante un incontro tra le agenzie di gestione dei disastri alla fine  di maggio, si è riscontrato consenso generale intorno all'idea che la  Società dovesse essere un attore primario nella costituenda  commissione nazionale per la gestione dei disastri.

Anselme Katiyunguruza è ottimistico riguardo alla pace duratura in  Burundi e all'assopimento  dei conflitti etnici, che sono cosa del
passato. "Credo che tutti realizzeremo che non c'è alcun bisogno di  combattere, " afferma. "La gente è stanca della guerra."

Tratto dal sito della Federazione Internazionale:
http://www.ifrc.org/docs/news/06/06072502/


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4 - Dal sito web del CICR
7 agosto 2006 Comunicato stampa 06/88
Sri Lanka: il CICR condanna l'uccisione di 15 operatori umanitari e  continua ad assistere gli sfollati a Trincomalee
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

Colombo/Ginevra (CICR) - Il Comitato Internazionale della Croce Rossa  (CICR) condanna l'uccisione di 15 dipendenti dell'organizzazione  umanitaria francese Action Contre la Faim (ACF) nella città di  Muttur, nel distretto di Tincomalee, Sri Lanka. Il CICR è fortemente  preoccupato dal rapido deterioramento della sicurezza, che ha  vanificato gli sforzi di tutti gli operatori umanitari impegnati nel  fornire assistenza ai più vulnerabili. "Siamo tutti sgomenti in  seguito a quanto accaduto allo staff dell'ACF," ha affermato Yvonne  Dunton, a capo della sub-Delegazione del CICR a Trincomalee. "Questo  era un attacco deliberato contro un'organizzazione umanitaria  impegnata un'opera importante verso la popolazione di Muttur."

Il CICR richiama tutte le parti in conflitto a rispettare l'opera  delle agenzie umanitarie e di astenersi da ogni atto rivolto contro  il loro personale. Sollecita inoltre le autorità preposte a prendere  tutte le misure necessarie per assicurare che gli operatori umanitari  che assistono la popolazione civile e le persone che non prendono più  parte alle ostilità non siano oggetto di attacco e possano muoversi  liberamente ed in maniera sicura.

Oggi (7 agosto 2006, NdT), il CICR fornisce assistenza alle famiglie  di sfollati di Kantale, distribuendo 335 teli impermeabili, 335 kit  igienici (sapone, detersivo in polvere, rasoi, asciugamani e shampoo)  e 112 pacchi per bambini (coperta, asciugamani e borotalco). Inoltre  ha installato servizi igienici e due distributori di acqua nel campo  dove le famiglie sono ospitate. Ulteriori attività di aiuto per la  popolazione sfollata sono programmate per i prossimi giorni.


Tratta dal sito del CICR:
http://www.cicr.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/html/sril-lanka-news-070806!OpenDocument

 

 
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