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n° 223 del 14 Ottobre 2004 Stampa E-mail
mercoledì 13 ottobre 2004
14 ottobre 2004
nr. 223
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr 1.136 indirizzi e-mail

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1-CICR News n° 121 del 11 ottobre 2004
“Malesia : seminario sulla diffusione mediatica delle questioni umanitarie nella zona di conflitto.”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

2-Tratto dal sito della Federazione Internazionale Croce Rossa - 30 settembre 2004
"Sri Lanka, il ruolo importante della Croce Rossa nella campagna contro il morbillo"
di Harasha Gunewardene, Croce Rossa del Sri Lanka
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

3-“Kabul, insegnanti e microcrediti per ridare speranza ai disabili” (Reuters)
Di Antonella Cinelli
Comunicatoci da Patrizia Bassi

 

4- Allegato
Dalla Revue Internationale de la Croix Rouge nr.854 – Giugno 2004

« Il ruolo della Convenzione dell’Aia del 1954 nella protezione della proprietà culturale della Cambogia durante i conflitti armati” di Etielle Clément e Farice Quinio.

Traduzione non ufficiale di Elisa Barzaghi

 

 


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1-CICR News n° 121 del 11 ottobre 2004
“Malesia : seminario sulla diffusione mediatica delle questioni umanitarie nella zona di conflitto.”

Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo


Un seminario sul tema della diffusione dei media sulle questioni di ordine umanitario nelle regioni di conflitto – intitolato < “Media reporting” su argomenti umanitari in area di conflitto> si è tenuto a Kuala Lumpur il 7 ottobre scorso. Aperto dal vice ministro malese della Sicurezza, M.Chia Kwang Chye, il seminario si è svolto alla presenza di 60 giornalisti malesi della carta stampata, della radio, della televisione e dei media elettronici. Hanno preso parte anche rappresentanti di diversi ministeri, rappresentanti del mondo universitario e delle organizzazioni governative e non governative.Uno dei primi di questo genere in Malesia, il seminario è stato organizzato congiuntamente dalla delegazione regionale del CICR e l’Istituto asiatico per lo sviluppo della Comunicazione. Esso è volto a sensibilizzare prima di tutto i giornalisti malesi in rapporto al loro ruolo in materia di informazione sulle questioni umanitarie e ai problemi di attualità nel settore del diritto intermnazionale umanitario così come la diffusione degli avvenimenti in tempo di guerra.

 

M. Chia Kwang Chye ha sottolineato l’urgenza di far fronte alla crescente minaccia costituita dalle violazioni del Diritto Internazionale Umanitario per le vittime dei conflitti armati. Ha richiamato l’attenzione sul fatto essenziale della possibilità di espressione, si tratta di assicurare le condizioni di vita accetabili in tempi di conflitto.

Fra gli intervenuti vi erano giornalisti malesi che hanno recentemente fatto reportage sui conflitti in Iraq e in Sudan. I partecipanti hanno condiviso le loro esperienze e si sono scambiati le informazioni sulle questioni e sui problemi di sicurezza, che hanno incontrato in occasioni delle loro pericolose missioni. I giornalisti, così come i rappresentanti delle organizzazioni presenti, hanno posto l’accento sulla necessità di fornire ai media malesi e agli operatori umanitari nozioni di base di diritto internazionale umanitario e di aiutarli a cogliere l’importanza di questa branchia del diritto.

 

 

 

 

2-Tratto dal sito della Federazione Internazionale Croce Rossa al link:
http://www.ifrc.org/docs/news/04/04093001/
"Sri Lanka, il ruolo importante della Croce Rossa nella campagna contro il morbillo"
30 settembre 2004 - di Harasha Gunewardene, Croce Rossa del Sri Lanka

Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

Questo mese la Società della Croce Rossa del Sri Lanka (SLRCS) ha partecipato a un’enorme campagna di aiuto diretta a eliminare totalmente il morbillo da questo paese.

 

I volontari della Società Nazionale erano tra le 30.000 persone che si sono mobilitate per sostenere l’iniziativa del governo volta a immunizzare tutti i giovani di età compresa tra i 16 e i 20 anni, per un totale complessivo di due milioni di persone.

 

Con il sostegno della Croce Rossa della Nuova Zelanda, la Croce Rossa del Sri Lanka sta operando con il ministero della Salute nel campo della mobilizzazione sociale, al fine di assicurare un miglioramento della copertura delle vaccinazioni.

 

Oltre al coinvolgimento dei suoi volontari, la SLRCS ha prodotto e distribuito 800.000 volantini, 35.000 adesivi, 32.000 opuscoli gratuiti, 2,4 milioni di certificati di immunizzazione, 8.000 striscioni informativi esposti dai centri di vaccinazione, così come materiale pubblicitario destinato ai media.

 

La vaccinazione è stata eseguita in un solo fine settimana, all’inizio di settembre, presso oltre 10.000 centri di immunizzazione dislocati in tutta l’isola. Il Dr M.R.N. Abeysinghe, epidemiologo del ministero della Salute, si è mostrato soddisfatto dei progressi compiuti.

 

“Il programma è stato eseguito con successo, oltre il 75% della popolazione obiettivo è stato immunizzato.

 

“Sono certo che il partenariato istituito con la Croce Rossa del Sri Lanka contribuirà enormemente all’eliminazione del morbillo dal Sri Lanka”, ha affermato il Dr Abeysinghe.

 

Il governo ha chiesto la collaborazione della Croce Rossa del Sri Lanka per l’ampiezza della sua rete di volontari e di filiali. La Croce Rossa srilankese sta ora giocando un ruolo fondamentale nel sollevare la consapevolezza sull’importanza dell’immunizzazione contro il morbillo e nel motivare le persone a venire vaccinate.

 

Il presidente della Croce Rossa del Sri Lanka, Jagath Abeysinghe, sostiene che il partenariato con il governo in questa campagna è altamente significativo.

 

“Ciò rappresenta un’opportunità unica di affrontare uno dei principali problemi di salute pubblica del Sri Lanka e siamo grati alla Società della Croce Rossa della Nuova Zelanda per averci dato la possibilità di supportare questa iniziativa con le sue generose donazioni”, ha affermato Abeysinghe.

 

L’iniziativa di immunizzazione di questo mese rappresenta la continuazione della campagna dell’anno precedente, che aveva come obiettivo i giovani di età compresa tra i 10 e i 14 anni. L’immunizzazione, in rapida successione, di questi due gruppi di età servirà a interrompere la catena di trasmissione e, se tutto va bene, a liberare il Sri Lanka dal morbillo.

 

 

 

3-“Kabul, insegnanti e microcrediti per ridare speranza ai disabili”
Di Antonella Cinelli


KABUL (Reuters) - Mentre l'Afghanistan si avvicina a una svolta con lo storico voto espresso alle urne da milioni di elettori la scorsa settimana, i centri che forniscono aiuto alla popolazione come quello ortopedico di Alberto Cairo a Kabul sono alle prese con i problemi di sempre.

"Cinque anni fa facevamo le stesse cose di ora, con i soliti problemi e successi analoghi", ha detto a Reuters Cairo, fisioterapista da quindici anni in Afghanistan dove gestisce il centro Wazir Akhbar Khan della Croce Rossa Internazionale.

"E' vero che con i talebani avevamo meno libertà sul lavoro", spiega -- riferendosi al regime rovesciato alla fine del 2001. "Per esempio volevano che le donne fossero separate dagli uomini... Ma noi riuscivamo comunque a fare le cose di nascosto".


MENO VITTIME DA MINE MA LAVORO NON MANCA

Nel centro ortopedico della Cri gestito dal fisioterapista italiano, arrivato nella capitale afghana nel 1990 ("per caso: dovevo andare in Africa"), vengano assistiti e dotati di protesi migliaia di pazienti all'anno.

Negli ultimi tempi è però diminuito il numero di persone che arrivano dopo aver perso un arto nello scoppio di una mina: "Prima erano 3.500 all'anno, ora sono 1.300-1.400, anche grazie alle attività di prevenzione", precisa Cairo.

Ma il lavoro non manca: "Se anche non ci fossero più vittime di mine, tra le malformazioni, gli incidenti e i pazienti che hanno già una protesi ma vanno assistiti nel tempo, ci sarebbe lavoro per i prossimi cinquant'anni".

Tra le caratteristiche del centro, quella di assumere solo disabili, con una "discriminazione al contrario", come la definisce Cairo: "Il paziente viene accolto al cancello da una persona con una protesi o comunque una disabilità, lo stesso accade con chi lo visita, con chi gli prende il calco... è insomma circondato da persone che hanno vissuto il suo stesso problema e ce l'hanno fatta".

Mentre parla Cairo cammina fra i pazienti che si esercitano con le protesi all'aperto, salendo e scendendo gli scalini di una rampa o imparando a usare un braccio artificiale. A ogni errore pazienti e staff ridono, e il fisioterapista dà battute all'uno o all'altro in dari, una delle lingue ufficiali dell'Afghanistan.

Intanto nei laboratori del centro si lavora a costruire protesi, ma anche busti e tutori, tra calchi e fogli di plastica pronta per essere plasmata.

Tante le donne impegnate nelle varie attività. "Paradossalmente i talebani le hanno aiutate, costringendole, nell'isolamento, a imparare mestieri che erano considerati tradizionalmente da uomini, come l'infermiere".


MICROCREDITI PER DARE UNA POSSIBILITA'

Ma al Wazir Akhbar Khan ci si occupa anche di reinserire i disabili nella società. "Sì, una gamba è importante, ma se poi una persona non può studiare, lavorare...".

Così è stato messo a punto un programma per l'insegnamento a domicilio ai ragazzi, ed è nato anche un sistema di microcrediti.

"Diamo in questo modo la possibilità di iniziare un'attività. Si esamina il progetto, se ne discute con la famiglia del proponente, e una volta concesso il microcredito ci sono diciotto mesi di tempo per restituire il denaro", spiega Cairo.

"Attualmente sono in attuazione a Kabul 2.500 progetti, con una percentuale di restituzione del 93%".

 
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