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Speciale: Situazione LIBANO Stampa E-mail
sabato 22 luglio 2006

 
 

Speciale sulla situazione in Medio Oriente:

 Sommario del giorno:

30 - Settembre - 2006

76 - La svizzera intensifica l'aiuto in libano

La Svizzera vuole impiegare il più rapidamente possibile 14,4 milioni di franchi per aiutare le vittime del conflitto armato in Libano.

 

75 - 29 settembre 2006 Comunicato Stampa
Libano - Bollettino CICR No. 17/2006
Ultimo rapporto sulle attività del CICR sul campo

22 - Settembre - 2006

74 - 12.09.2006
Quando le armi tacciono…la Croce Rossa in Libano
di Phil Vine
traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

 

11 - Settembre - 2006

73 - Settembre 2006
Il diritto di giocare
di Marya Abdul Rahman, volontaria della Croce Rossa Giovanile Libanese
traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

72 -  5 settembre 2006
Compassione ed efficenza a Cipro
di Nora Hadjisotiriou
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

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76 - La svizzera intensifica l'aiuto in libano

La Svizzera vuole impiegare il più rapidamente possibile 14,4 milioni di franchi per aiutare le vittime del conflitto armato in Libano. 

Toni Frisch, delegato del governo agli aiuti umanitari, ha presentato il programma denominato«Ritorno ai villaggi» durante una visita di tre giorni in Libano.

 

 


La Svizzera ha lanciato il progetto «Ritorno ai villaggi» per aiutare le popolazioni del sud del Libano a tornare nelle proprie località, alcune delle quali completamente distrutte durante le ostilità tra l'esercito israeliano e la milizia sciita Hezbollah, ha spiegato Frisch in una conferenza stampa a Beirut al termine della sua visita di tre giorni nella regione. Occorre effettuare una «pulizia» di strade, case e campi da munizioni inesplose e rendere nuovamente possibile l'approvvigionamento dell'acqua, ha aggiunto.

Lo scopo è fare in modo che le persone possano tornare a condizioni di vita quasi normali, «lavoriamo là dove i bisogni sono maggiori», ha detto Frisch. Molte famiglie hanno perso tutto: casa, lavoro e paese. «Vogliamo aiutare in modo da dare a queste persone un po' di speranza», ha precisato alla presenza dell'ambasciatore svizzero in Libano Françis Barras e del vicedirettore del consiglio libanese per la ricostruzione Alan Kordahi.

La Direzione svizzera dello sviluppo e della cooperazione (DSC) progetta di rendere accessibile l'acqua potabile e i medicinali agli abitanti dei villaggi di Zebkin e Kafra, nel sud del Libano. Un esperto elvetico per l'approvvigionamento di acqua sta valutando la situazione per trovare una soluzione. Intanto uno dei cinque prefabbricati ad uso sanitario dell'esercito svizzero è giunto venerdì in Libano, ha detto Frisch.

 Operazioni di sminamento

Prima di procedere ai lavori occorre tuttavia ripulire la regione dalle munizioni e dalle bombe a grappolo inesplose: l'incarico è già stato affidato all'Onu, ha detto Frisch. Secondo le Nazioni Unite, l'esercito israeliano ha disseminato nel Libano almeno 1,2 milioni di questi pericolosi resti di munizioni della guerra. La Svizzera, che contribuisce ai lavori di «pulizia» dei campi e delle strade, ha inviato sul posto esperti per aiutare alla formazione di sminatori.

I lavori per ripristinare le scuole - la ripresa delle lezioni è prevista per il primo ottobre - sono stati avviati. Nel corso delle prossime due settimane, il Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) vuole riparare una cinquantina di edifici scolastici che hanno subito danni: i lavori sono effettuati da imprese di costruzione locali, ha precisato Frisch.

Il delegato elvetico si è d'altra parte rallegrato per il fatto che la Svizzera si sia impegnata non solo per il Libano ma anche per aiutare i territori palestinesi. Berna ha aumentato di 4,5 milioni di franchi il suo contributo per questa regione.

Centri ricreativi

L'organizzazione Terre des hommes ha da parte sua messo in funzione una decina di centri ricreativi che accoglieranno a partire da settimana prossima circa 10'000 bambini della regione di Tyr, nel sud del Libano.

In particolare saranno proposti atelier di canto, danza e sport a bambini di 15-20 villaggi, ha indicato all'ATS il portavoce di Terres des hommes Pierre Zwahlen. Il progetto che sarà portato avanti per sei mesi potrà essere prolungato, ha precisato.

Giovedì a Bucarest, a margine dell'XI vertice della francofonia, il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger, aveva annunciato che la Svizzera sbloccherà un milione di franchi per pulire le coste libanesi inquinate da una marea nera durante la guerra.

swissinfo e agenzie

Fonte:

http://www.swissinfo.org/ita/prima_pagina/detail/La_Svizzera_intensifica_l_aiuto_in_Libano.html?siteSect=105&sid=7116931&cKey=1159555113000 

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75 - 29 settembre 2006 Comunicato Stampa
Libano - Bollettino CICR No. 17/2006
Ultimo rapporto sulle attività del CICR sul campo


Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

Il CICR aiuta a ripristinare il rifornimento di acqua per circa 400.000 persone nei sobborghi meridionali di Beirut
Per la prima volta dalla fine delle ostilità, circa 400.000 persone che vivono nei sobborghi meridionali di Beirut avranno di nuovo accesso all'acqua potabile. La stazione idrica di Meshref fornirà 12.000 metri cubi di acqua al giorno, servendo le aree di Bourj Al Barajneh, Haret Hreik, Khaldeh e Shiah. Il CICR ha installato un potente generatore (700kVA) ed altre attrezzature necessarie per il funzionamento dei quattro pozzi dell'impianto. Il progetto, implementato in cooperazione con l'Azienda Idrica Beirut e Monte Libano, incrementerà la quantità di acqua disponibile nelle aree colpite dalle recenti ostilità. Oltre 500.000 persone vivono nei sobborghi merdionali di Beirut. Un altro progetto simile in corso nell'area di Dayshounieh aiuterà a fornire i rimanenti sobborghi di acqua potabile.

Il CICR inoltre fornisce 16.000 litri di carburante per permettere il funzionamento delle stazioni idriche nella parte meridionale del paese, ovvero Bustan, Majdel Zoon, Marwahin, Rachaf, Zalouteh, Ainata e Bent Jbeil.


Il CICR continua a sostenere le strutture sanitarie ed il servizio di emergenza
Il CICR continua a sostenere le strutture sanitarie gestite dalla Croce Rossa Libanese (LRCS) e da altri. La carenza di energia elettrica continua ad affliggere il buon funzionamento del servizio sanitario, perciò il CICR ha fornito all'ospedale di Salah Ghandour a Bent Jbeil un generatore da 150 kVA per mantenere in funzione le attività di emergenza. Gli ospedali sono stati inoltre forniti di sufficienti forniture farmacologiche  per il trattamento delle malattie croniche per i prossimi tre mesi.

Durante le ultime tre settimane, il CICR ha iniziato a fornire attrezzature sanitarie alla LRC per contribuire al funzionamento del servizio di emergenza - l'LRC costituisce il nerbo del servizio ambulanze del paese. Le forniture includono capi per ustionati, attrezzature per il trattamento dei feriti di guerra, per la rianimazione, per il primo soccorso e altro materiale.

Il CICR continua a rispondere alle richieste più urgenti per la cura di feriti e malati, basando l'azione su una continua attività di valutazione in cooperazione con l'LRC e le autorità sanitarie locali.

Famiglie sfollate e persone vulnerabili ricevono cibo ed altri beni essenziali dal CICR
Gli sfollati, le famiglie ospitanti e le persone vulnerabili hanno ricevuto dal CICR attraverso i servizi di emergenza sanitaria dell'LRC di Dahiyen (hay El Selloum e Mreijeh) e attraverso la Campagna Civile per gli Aiuti a Beirut (Khanda El Ghamik e Cola).

Durante le passate settimane, un totale di 1.500 razioni alimentari, 1.500 sacchi di riso (25kg l'una), circa 13.000 confezioni di cibo per neonati, 1.500 kit per neonati, 1.500 kit igienici, 1.500 kit per l'igiene domestico, 1.500 kit per la cucina e 1.500 coperte sono stati distribuiti.

Nel sud del paese, oltre 700 famiglie residenti a Borj El Qalaouway, Qabrikha e Kounine hanno ricevuto cibo ed altri beni essenziali dal CICR, mentre i kit igienici per neonati sono stati distribuiti in 13 villaggi a sud di Marjayoun.

Tratto dal sito del CICR:
 http://www.cicr.org/Web/eng/siteeng0.nsf/html/lebanon-news-290906!OpenDocument 

 

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74 - 12.09.2006
Quando le armi tacciono…la Croce Rossa in Libano
di Phil Vine
traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo


La Croce Rossa Libanese, nel momento in cui il paese sta cercando di riprendersi dalla guerra, ha due priorità: riparare le stazioni per le ambulanze e ridare fiducia ai bambini.
Quando sono finiti i combattimenti il 14 agosto, alle 5 del mattino, decine di migliaia di persone, che erano fuggite dalle zone di guerra, hanno iniziato a fare ritorno alle proprie case.
“Durante il conflitto i più colpiti sono stati i civili, due terzi dei quali erano donne e bambini,” ha dichiarato Knut Kaspersen, della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa a Beirut.



Al momento il cessate il fuoco è rispettato: la Croce Rossa Libanese ha iniziato quindi ad intraprendere programmi socio-assistenziali nei confronti dei bambini e dei genitori.
“I bambini del sud sono traumatizzati e anche i loro genitori sono rimasti sconvolti a causa del conflitto e per questo non sono in grado di aiutare i figli,” ha spiegato. La Croce Rossa Libanese sta predisponendo progetti psico-sociali per i bambini di Nabatieh e di Marjeyoun nel sud del paese, dei quartieri meridionali di Beirut e della regione della Bekaa, grazie anche al sostegno della Federazione Internazionale, con cui collabora in quest’area già da due anni.
“Prepareremo i volontari ad interagire con i bambini che hanno passato questi momenti di crisi: insegneremo come incoraggiare i più piccoli a raccontare ciò che hanno vissuto e come aiutarli ad esprimere le loro paure,” ha dichiarato Doris Doueihy, delegata della Federazione Internazionale.



Durante le operazione di soccorso, coordinate dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, circa 2400 volontari della Croce Rossa Libanese hanno rischiato la vita, lavorando senza sosta su 200 ambulanze.
Un volontario, Mikhael Jbayleh, di 34 anni, sposato con due figli, è morto a causa di un bombardamento aereo, mentre usciva dall’ambulanza per prestare soccorso ad una persona ferita.
Nel corso delle ostilità, le ambulanze e le stazioni hanno riportato danni ingenti.
“Una stazione per le ambulanze è stata completamente distrutta, in totale sono sei quelle che devono essere ricostruite, riparate oppure trasferite in altro luogo,” ha detto il sig. Kaspersen.
La Croce Rossa svolge l’80 percento dei servizi di ambulanza in Libano. Kaspersen si augura che la popolazione si renda conto che si tratta di servizi fondamentali e continui dare il proprio sostegno.

 


In tutto il paese si svolgono lavori di ricostruzione: secondo la Croce Rossa Libanese, durante il conflitto sono state distrutte 16000 unità abitative e 15000 sono state danneggiate.
Molte delle famiglie che sono rientrate alle proprie zone di residenza sono costrette a stare con amici o parenti: a volte vi sono tre, quattro o cinque famiglie che vivono sotto lo stesso tetto.
A più di sei settimane dall’inizio delle ostilità, 1100 volontari della sezione giovanile della Croce Rossa Libanese, opportunamente addestrati, continuano ad assistere gli sfollati, mediante la distribuzione dei kit per l’igiene personale, derrate alimentari e razioni d’acqua.
“Siamo fuggiti dopo i combattimenti di Ghaziyeh,” racconta Hiba, uno dei volontari che lavora nel centro di Zahrani, “ma continuiamo a lavorare come possiamo.” Sono più di 150000 le persone che sono state aiutate dai volontari della Croce Rossa, e ciò ha fatto guadagnare loro il rispetto e l’ammirazione del direttore della sezione giovanile della Croce Rossa, Therese Abdo: “Hanno lavorato sotto pressione e in continuo pericolo a causa dei bombardamenti, ma hanno sopportato ogni cosa per rispettare uno dei nostri principi fondamentali: l’umanità.”


Al momento è in corso un programma di debriefing per circa un migliaio di volontari, volto a garantire che non vi siano ulteriori danni, anche di natura psicologica.
“Si tratta di una misura precauzionale e preventiva,” ha spiegato Kaspersen. “Insegneremo anche ai vertici dei volontari come riconoscere i segni del burnout.”
La Croce Rossa Libanese è stata aiutata da numerose altre società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa; in particolare vanno ricordate le migliaia di tonnellate di aiuti ricevuti dalle società consorelle della regione: Turchia, Siria, Giordania, Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Libia.
Insieme al CICR, la Federazione Internazionale sta aiutando a sviluppare le capacità logistiche locali della Croce Rossa Libanese, così da facilitare il proseguimento della sua azione di aiuto umanitario.

Tratto dal sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: http://www.ifrc.org/Docs/News/06/06091201/index.asp

 

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73 - Settembre 2006
Il diritto di giocare
di Marya Abdul Rahman, volontaria della Croce Rossa Giovanile Libanese
traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo


Sarà difficile dimenticare il suo viso minuscolo e la sua postura, ma ciò che colpisce di più sono i suoi occhi, che non parlano di giochi spensierati, ma ti fanno capire di aver assistito ad un conflitto brutale. Ho incontrato Fatima, una bambina di tre anni, durante la visita ad un ricovero temporaneo per sfollati rifugiatisi a Beirut.

 


 


Qualcosa mi ha spinto ad avvicinarmi a lei. Ripensandoci, saranno stati i suoi profondi occhi castani. Ho preso l’iniziativa e mi sono inginocchiata vicino a lei. Poi le ho rivolto la domanda che ho sempre fatto ad ogni bambino in tutti i cinque anni di volontariato presso la Croce Rossa Libanese: “Vorresti giocare, Fatima?” Tuttavia, non ho ricevuto una delle solite risposte: “Giocare? Ora? Sul serio?”. Non avrei mai immaginato che un bambino potesse dimenticarsi l’idea di giocare, ma la piccola Fatima era scappata dal suo villaggio nel Sud, lasciandosi dietro i suoi giochi e i suoi dolciumi.



Ci è voluto un po’ di tempo per convincere Fatima che Sì! Possiamo giocare! Questo, dopo tutto, è un suo diritto. Gli altri volontari avevano già riunito i bambini del rifugio per ricordare che nessuno può impedire loro di giocare. I volontari hanno predisposto un programma di intrattenimento per aiutare i bambini ospitati nei vari rifugi sparsi per il paese a gestire la stressante situazione che devono affrontare. Con queste attività, i bambini sono incoraggiati ad esprimere se stessi attraverso disegni, racconti, partecipando a piccole recite, ecc.
La piccola Fatima ha tirato un lembo della mia tuta consunta. Ho visto il suo sorriso; l’ho sentita ridere. Nella mezz’ora che è seguita, Fatima ha potuto essere di nuovo una bambina di tre anni. Ha corso tutto intorno, ha cercato di capire le regole di un nuovo gioco che Rana, una dei giovani volontari, stava cercando di spiegare in mezzo alle urla e alle risate. È stato rassicurante poter ascoltare di nuovo questi rumori innocenti, dopo essere stati abituati al suono orribile delle bombe e degli attacchi aerei.

 


Hala, un’altra giovane volontaria, mi ha mostrato una lista di nove scuole ancora da visitare e ha dato il segnale. Era tempo di andare e di salutare, con la promessa di ritornare il prima possibile per divertirsi ancora insieme. Fatima mi ha seguito fino all’uscita. “Giocheremo ancora insieme?” mi ha chiesto.
Sì, lo faremo piccola Fatima – sì, giocheremo insieme!




Tratto dal sito della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: http://www.ifrc.org/youth/activities/news/0609Lebanon/index.asp

Si segnala il sito internet della Croce Rossa Giovanile Libanese: http://www.redcross.org.lb/youth/index.htm

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72 -  5 settembre 2006
Compassione ed efficenza a Cipro
di Nora Hadjisotiriou
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

La prima a ricevere un bambino che piange, di regalare un giocattolo ad un bambino, di permettere ad una madre di riposare, la prima faccia amica, la prima parola gentile, il primo bicchiere d'acqua. Ecco come la Croce Rossa sarà ricordata a Cipro da parte delle decine di migliaia di persone che sono scappate qui dal Libano.

Quando le forze di pace delle Nazioni Unite sono entrate nel Libano meridionale e gli evacuati sono rientrati presso le loro case, i volontari di Croce Rossa di Cipro stanno tornando alle loro vite normali.

Hanno risposto in massa all'appello, dopo l'inizio della crisi in Medio Oriente, aiutando ad accogliere e confortare oltre sessantamila persone, l'equivalente del 10% della popolazione dell'isola. Centinaia di volontari Ciprioti hanno organizzato punti di soccorso nei porti di Larnaca e Limassol e presso gli aeroporti di Larnaca e Paphos, da dove sono transitati tutti gli evacuati a causa del conflitto.

I volontari hanno mantenuto in funzione i punti di soccorso 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Ogni giorno avevano a che fare con circa diecimila persone, tra partenze e arrivi.



"I volontari erano ben organizzati, entusiasti e impegnati", afferma Tore Svenning della Federazione Internazionale. "Ci sono tante storie umane".

Molti degli evacuati erano bambini, che hanno ricevuto supporto e attenzioni speciali da parte dei volontari. Hanno distribuito 22.560 vasetti di cibo per bambini, migliaia di giocattoli e 15.122 barrette di cioccolato. Senza dimenticare seimila spazzolini.

Alcuni bambini erano soli.

"Una bambina di 12 anni era sola perchè la madre non aveva voluto abbandonare il marito in Libano. Un volontario di Croce Rossa le ha dato un cellulare per chiamare i genitori.. tutta l'area era illuminata dal suo sorriso."


Di fatto, uno dei servizi più apprezzati era la possibilità di fare una telefonata gratis. La Croce Rossa di Cipro ha acquistato telefonini cellulari ed i gestori telefonici hanno offerto minuti di chiamate gratuite.

Qualcuno ha perso tutta la propria famiglia a causa dei bombardamenti. Tore Svenning ha dichiarato: "Un giovane Libanese di 22 anni è arrivato dalla Siria. Gli è rimasto un solo famigliare, un fratello in Svezia. Un volontario l'ha portato a casa per una doccia, un pò di riposo e qualcosa da mangiare."

Hanno inoltre organizzato i volontari che conoscevano lingue straniere in punti d'accolgienza subito dopo il controllo passaporti. Avevano inoltre delle sedie a rotelle disponibii per gli anziani ed i malati.

Questo è stato molto importante, in quanto molti degli evacuati erano cittadini di altri paesi, che si trovavano in Libano per lavoro o per motivi famigliari. La Croce Rossa di Cipro ha dato aiuto anche a loro, spesso in stretta collaborazione con le Società di Croce Rossa Mezzaluna Rossa dei paesi di provenienza di queste persone e con la Federazione Internazionale.

Ad un altro livello, la Croce Rossa di Cirpo ha aiutato la Difesa Civile ad allestire e gestire quattro campi, in una scuola a Vergina, al Centro Sportivo di Larnaca e ad Achna Dasaki, dove i rimpatriati sono stati ospitati in attesa di ripatire per il proprio paese. La CRCS ha fornito vitto, sapone, shampoo e asciugamani per permettere alle persone di fare una doccia.

Continuano a giungere aiuti, ed i volontari raccolgono e preparano tutto in caso sia ancora necessario. Sia per coloro che giungeranno a Cipro o in caso di richiesta da parte della Croce Rossa Libanese o del Governo Libanese.

I volontari ciprioti hanno ricevuto, e continuano a ricevere, i complimenti ed i "grazie" non solo dalle persone volontariamente rimpatriate - ma anche dalle ambasciate e dai governi stranieri. Sanno, come lo sanno le autorità Cipriote, che possono contare sulla Croce Rossa per quanto rigurada l'aspetto umanitario dell'operazione, permettendogli di dare più attenzione ad altri aspetti.

La Croce Rossa Cipriota non è un membro della Federazione Internazionale ad oggi, ma è una società nazionale costituita regolarmente secondo le leggi di Croce Rossa e lavoro osservando rigidamente i Principi Fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.


Tratto dal sito della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa:
http://www.ifrc.org/Docs/News/06/06090501/index.asp

 


 

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