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n° 267 del 06 Luglio 2006 Stampa E-mail
giovedì 06 luglio 2006
06 Luglio 2006
nr. 267

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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1 - Nota presentazione sulla conferenza delle Nazioni Unite sulle armi leggere
 
2 - Comitato internazionale della Croce Rossa
Comunicato stampa n° 06/66 del 26 giugno 2006
“Impedire la proliferazione delle armi leggere: il punto cinque anni dopo”
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

3 - CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLE ARMI LEGGERE E DI PICCOLO CALIBRO
(New York, 26 giugno - 7 luglio 2006)
Armi leggere: elevati costi umani
1 - Conferenza delle Nazioni Unite sulle armi leggere

Si è aperta il 26 giugno a New York la Conferenza delle Nazioni Unite incaricata di esaminare i progressi compiuti nell’esecuzione del Programma di azione in vista di prevenire, combattere ed eliminare il commercio illecito delle armi leggere, adottato nel luglio 2001.

Riportiamo di seguito i comunicati stampa del CICR e della Croce Rossa Italiana sulla Conferenza.

I lavori della conferenza possono essere seguiti sul sito Internet dedicato http://www.un.org/french/events/smallarms2006/

Il Programma d’azione è disponibile in http://daccessdds.un.org/doc/UNDOC/GEN/N01/507/21/PDF/N0150721.pdf?OpenElement

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2 - Comitato internazionale della Croce Rossa
Comunicato stampa n° 06/66 del 26 giugno 2006
“Impedire la proliferazione delle armi leggere: il punto cinque anni dopo”
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

Ginevra (CICR) – Governi, organizzazioni internazionali e ONG si incontreranno a New York, dal 26 giugno al 7 luglio prossimi, per fare il punto sul programma delle Nazioni Unite che ha lo scopo di eliminare il commercio illegale delle armi leggere e delle armi di piccolo calibro.

Cinque anni dopo l’adozione del programma, è la prima possibilità offerta a livello mondiale di valutare i progressi compiuti  e di decidere le azioni future.

Dal 2001 sono state prese tutta una serie di misure a livello nazionale e regionale per limitare la disponibilità delle armi leggere e delle armi di piccolo calibro. Ma non è stato ancora possibile capire se questo processo ha fatto abbassare il numero delle vittime civili, se ha permesso alle organizzazioni umanitarie di avere un accesso più sicuro alle zone di guerra, e se ha ridotto in maniera significativa la disponibilità di armi illecite. La conferenza determinerà se gli sforzi intrapresi a scala mondiale per impedire la disponibilità non regolamentata di queste armi devono essere rafforzati nei prossimi anni.

“La posta in gioco è rappresentata dalla sicurezza e dal benessere di innumerevoli persone” ha dichiarato Peter Herby, responsabile della Divisione mine-armi del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR). “Esse devono affrontare la morte, sopravvivere alle ferite, devono forzatamente abbandonare la propria casa, rischiano di perdere il proprio lavoro e vivono nella paura costante della violenza armata”. Nelle discussioni a New York è essenziale mettere anche l’accento sui costi, in termini di vite umane, della proliferazione non regolamentata delle armi leggere, e non solo sugli aspetti giuridici e tecnici di questo problema.

Il CICR, che parteciperà alla conferenza in qualità di osservatore, chiederà ai governi di stabilire un piano dettagliato al fine di progredire più rapidamente su questa questione. Il CICR ritiene che i governi dovrebbero trovare l’accordo su delle norme che definiscano i casi rispetto ai quali i trasferimenti internazionali di armi non dovrebbero essere autorizzati. Queste norme dovrebbero comportare l’obbligo di non trasferire armi suscettibili di essere utilizzare per commettere violazioni gravi del diritto internazionale umanitario.

Il CICR ha inoltre chiesto ai governi di prendere delle misure più energiche e di portata internazionale per prevenire il traffico di armi illecite. Organizzando il trasferimento di armi illecite nelle zone di conflitto, alcuni trafficanti di armi facilitano coscientemente il compimento di continue violazioni del diritto internazionale umanitario. Pur tuttavia, essi proseguono le loro attività nella totale impunità perché sanno incunearsi nelle legislazioni nazionali deboli e contraddittorie. Converrebbe accordare una maggiore attenzione ai controlli relativi alle forniture di munizioni. Questi controlli permetterebbero, nel breve periodo, di salvare un numero maggiore di vite che i controlli diretti sulle armi.

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3 - Riceviamo dalla Segreteria della Commissione Nazionale D.I.U.

Dal 26 giugno al 7 luglio 2006 si terrà presso il Quartier Generale delle Nazioni Unite a New York la Conferenza di revisione sul Programma di Azione sulle armi leggere e di piccolo calibro adottato nel 2001.
La mancanza di controlli adeguati – unita alla facile reperibilità, alla semplicità del loro uso e ai costi relativamente ridotti – fanno di questo tipo di armi  la vera minaccia di distruzione di massa dopo la fine della seconda guerra mondiale (si calcola, secondo stime recenti, che ce ne siano attualmente in circolazione circa 600 milioni).
 
La Croce Rossa Internazionale, da sempre impegnata a favore della riduzione degli effetti devastanti di tutti i tipi di armi, si occupa da alcuni anni con particolare attenzione dell’impatto delle armi leggere sui civili in situazioni di conflitto e post-conflitto, nel rispetto degli ideali umanitari che ispirino la sua azione e per garantire l’osservanza del Diritto Internazionale Umanitario (si veda la Risoluzione 2 del Consiglio dei Delegati del 2005).
 
Tutto il Movimento è dunque impegnato affinché in occasione dell’importante appuntamento del prossimo giugno vengano adottate misure che regolino l’utilizzo delle armi leggere a livello globale in maniera più incisiva, che siano in grado di promuovere il pieno rispetto del diritto umanitario, di prevenire la violenza e salvare le vite di innumerevoli possibili altre vittime.
 
La Croce Rossa Italiana contribuisce all’azione cruciale di sensibilizzazione a questo grave problema, indirizzando alle Autorità competenti, alla stampa e alla pubblica opinione il seguente comunicato:
 
 
CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLE ARMI LEGGERE E DI PICCOLO CALIBRO
(New York, 26 giugno - 7 luglio 2006)
Armi leggere: elevati costi umani

Ogni anno centinaia di migliaia di civili sono uccisi, feriti,  vittime di violenze sessuali o costretti a fuggire sotto la minaccia delle armi. La proliferazione di fucili d’assalto, mortai e altre armi leggere di tipo militare rende più facili e letali gli attacchi  contro i civili e le loro comunità.

Durante e dopo i conflitti, le armi sono generalmente meno costose e spesso è più semplice procurarsi armi che cibo. Anche dopo la firma degli accordi di pace, la minaccia della violenza armata spesso persiste, aumentata dalla facilità d’accesso alle armi rimaste in loco alla fine del conflitto.

L’insufficienza dei controlli esercitati sulla disponibilità delle armi leggere e il loro frequente utilizzo in violazione del diritto internazionale umanitario, rischiano di ridurre l’efficacia dell’azione del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa in favore della protezione dei civili in società lacerate dalle guerre. Troppo spesso gli sforzi per prevenire l’utilizzo abusivo delle armi vengono vanificati dall’aumento della loro diffusione. La stessa azione di assistenza alle vittime può divenire talmente pericolosa da essere rallentata o perfino interrotta.

Dieci anni fa gli Stati Parte alle Convenzioni di Ginevra hanno incaricato il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) di esaminare l’impatto che l’ampia disponibilità delle armi ha sulla popolazione civile durante un conflitto. Basandosi sull’esperienza acquisita nel campo dell’assistenza e della protezione alle vittime della guerra in tutto il mondo, il CICR è giunto alla conclusione che la proliferazione di armi altamente letali (dai fucili d’assalto ai lanciarazzi) che cadono nelle mani di nuovi attori, spesso privi di qualsiasi istruzione e formazione militare, ha comportato un aumento delle  sofferenze dei civili e delle violazioni del diritto internazionale umanitario. Alcuni anni dopo, tutto il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa si è impegnato a contribuire a ridurre tali sofferenze, domandando agli Stati di esercitare dei controlli più rigorosi sulla disponibilità ed il trasferimento delle armi e delle munizioni.

Nel 2001, le Nazioni Unite hanno organizzato la prima Conferenza mondiale su questo problema: il Programma d’Azione sulle armi leggere, adottato dalla Conferenza, impegna i Governi a prendere una serie di misure al fine di esercitare un più efficace controllo su questo tipo di armi. Da allora alcuni progressi sono stati compiuti: è migliorata l’azione di controllo da parte dei governi,  sono stati elaborati “codici di condotta” relativi al trasferimento di armi, ed e’ stato, infine, raggiunto un accordo per facilitare la localizzazione delle armi illegali su scala globale. L’azione intrapresa dalle Nazioni Unite ha ispirato anche una serie di progetti concreti, quali quelli relativi alla raccolta e distruzione delle armi. Tuttavia, ad oggi, non sembra potersi affermare con certezza che il Programma d’Azione delle Nazioni Unite abbia migliorato la situazione sul terreno o abbia condotto ad una riduzione globale delle armi illegali.

Alla fine del mese di giugno, gli Stati si riuniranno a New York per esaminare l’applicazione del Programma d’Azione delle Nazioni Unite e decidere come migliorarne l’efficacia. Tenendo conto dell’ampiezza del problema e del suo alto costo in termini di vite umane, gli Stati dovranno partecipare alla Conferenza essendo pronti ad  adottare misure più rigorose e di più ampia portata.

In primo luogo, gli  Stati dovrebbero stabilire a livello nazionale standard minimi comuni che definiscano i casi in cui non può essere autorizzato il trasferimento di armi. Tali standard devono includere il divieto di trasferire armi che si presume possano essere utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto internazionale umanitario. Il trasferimento di armi in contesti in cui si è consapevoli dell’esistenza di questi rischi è incompatibile con le responsabilità che incombono sugli Stati di garantire l’osservanza delle norme che disciplinano i conflitti armati.

In secondo luogo, è  urgente elaborare a livello nazionale ed internazionale misure rigorose al fine di prevenire le attività illegali in materia di traffico di armi. Il ruolo svolto da mediatori senza scrupoli nell’organizzazione di trasferimenti di armi all’interno di zone di conflitto dove si verificano ripetute e gravi violazioni di diritto umanitario, è stato ampiamente documentato. Anche quando i responsabili di tali azioni sono stati identificati con precisione, l’esistenza di un vuoto giuridico consente loro di continuare ad esercitare impunemente le loro illecite attività, approfittando delle numerose lacune ed incoerenze nei meccanismi di controllo nazionali.

In terzo luogo, si dovrebbe porre una maggiore enfasi sul controllo della circolazione di munizioni. Sembra, in effetti, che controlli più stretti sulla disponibilità delle munizioni, avrebbero un impatto più forte e immediato in termini di diminuzione della violenza e della sofferenza umana, di quelli esercitati sulle armi stesse. Mentre ci vorrebbero decadi per ridurre in materia significativa il numero delle armi già in circolazione, eliminare le munizioni avrebbe un incidenza diretta e significativa.

In quarto luogo, si dovrebbe insistere sull’importanza delle misure complementari, aventi come obiettivo quello di ridurre casi di utilizzo abusivo delle armi in violazione del diritto internazionale umanitario. Alcune armi leggere e armi di piccolo calibro possono essere legittimamente utilizzate nel quadro della difesa nazionale e del mantenimento dell’ordine pubblico, ma ulteriori sforzi dovrebbero essere compiuti per fare in modo che le norme internazionali che regolano il loro utilizzo siano meglio conosciute, applicate e rispettate.

In quinto luogo, dovrebbero essere presi in considerazione e analizzati i fattori che contribuiscono ad accrescere la domanda di armi leggere e di armi di piccolo calibro. Al di fuori di questa prospettiva, l’approccio tradizionale relativo al “controllo degli armamenti” avrà scarse possibilità di successo. Maggiore attenzione dovrebbe inoltre essere rivolta all’elaborazione di strategie globali di prevenzione della violenza basate sulla lotta contro i fattori che favoriscono l’impiego abusivo di armi e la violenza armata, in contesti specifici.

Le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, gli atti di genocidio, il trasferimento forzato delle popolazioni e le altre offese al sentimento di umanità che ci accomuna sono  unanimemente condannati ogni volta che accadono. Le armi leggere e le armi di piccolo calibro figurano tra gli strumenti più spesso utilizzati per commettere tali crimini.

La Conferenza di revisione rappresenta un appuntamento importante, in cui gli Stati possono fare molto per prevenirne la commissione, sostenendo l’attuazione sia a livello nazionale che internazionale di controlli più rigorosi e mirati sulle armi leggere di tipo militare.

Da questo dipende la vita di innumerevoli  persone.
 
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