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n° 224 del 20 Ottobre 2004 Stampa E-mail
martedì 19 ottobre 2004
20 ottobre 2004
nr. 224
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr 1.145 indirizzi e-mail

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1-CICR News n° 124 del 18 ottobre 2004
Zimbabwe : I decisori famigliarizzano con il diritto umanitario
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

2-Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa
“La Federazione entra a far parte del comitato del Stop TB”
8 ottobre 2004 - Di Roy Probert, Ginevra
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

3-<Croce Rossa: Darfour rischia "crisi alimentare senza precedenti">
Articolo tratto da Yahoo notizie, 20 ottobre 2004
Comunicatoci da Patrizia Bassi

 

4-Tratto dal sito del CICR, dall’originale francese, 20 settembre 2004
“Il codice di condotta o la pratica dei principi umanitari.”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo e Sabrina Bandera

 

5- Allegato
Tratto dalla Revue Internazionale de la Croix Rouge nr. 854 – Giugno 2004
“Contrassegnare i beni culturali con l’emblema distintivo della Convenzione
dell’Aja del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato” di Jan Hladik Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

 

6- Allegato
1° Convegno di Storia della Medicina e della Croce Rossa in Maremma
“L’assistenza alla soffrenza” 23/24 ottobre 2004 Grosseto
c/o Centro Militare Veterinario – via Castiglionese 201

 

1-CICR News n° 124 del 18 ottobre 2004
”Zimbabwe : I decisori famigliarizzano con il diritto umanitario”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

Il 7 ottobre scorso diplomatici, ufficiali delle forze armate terrestri e aeree dello Zimbabwe, funzionari di polizia, responsabili dei servizi penitenziari così come quadri amministrativi del Paese hanno seguito una relazione presentata dal CICR sul Diritto Internazionale Umanitario.

 

La relazione si iscrive nel quadro di un seminario di cinque giorni organizzato ogni anno dall’Università dello Zimbabwe su soggetti vari, indirizzato a coloro che occupano ruoli decionali nel Paese. Il tema di questo anno, “Gestione delle missioni di pace”, mirava a preparare una quindicina di partecipanti ad eventuali missioni di mantenimento della pace sotto l’egida delle Nazioni Unite o dell’Unione africana.

Il seminario di quest’anno è stato per il CICR l’occasione di presentare le sue attività in materia di protezione delle vittime dei conflitti armati e di sensibilizzare le autorità alla messa in opera del Diritto internazionale Umanitario.

La delegazione regionale del CICR a Harare ha giurisdizione su Botswana, Malawi, Monzambico, Namibia e sullo Zimbabwe stesso. Una parte delle sue attività è consacrata alla promozione attiva di questo settore del diritto, in seno alla società civile e presso le Forze armate e di sicurezza.

 


 

2-Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa al link: http://www.ifrc.org/docs/news/04/04100801/
“La Federazione entra a far parte del comitato del Stop TB”
8 ottobre 2004 - Di Roy Probert, Ginevra
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

Il ruolo svolto dalla Croce Rossa e dalla Mezzaluna Rossa nel fronteggiare i maggiori problemi di salute pubblica, ha ricevuto ancora una volta un riconoscimento. Infatti, il movimento Stop TB Partnership ha nominato la Federazione Internazionale quale membro del suo comitato di coordinazione.

 

La Federazione è stata scelta tra 14 candidati a rappresentare in seno a tale comitato la voce delle organizzazioni non governative (ONG). È ora una delle tre ONG o agenzie tecniche, assieme all’Unione Internazionale contro la Tubercolosi e le Malattie Polmonari (IUATLD) e i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), a far parte del comitato, in segno di riconoscimento dei preziosi contributi che essi forniscono al raggiungimento degli obiettivi del Stop TB.

 

“Siamo contenti della decisione presa dal Stop TB Partnership. Si tratta di un riconoscimento per il lavoro svolto da molte Società Nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa nel fronteggiare il flagello della TB in tutto il mondo, nonché per il ruolo, sempre più importante, assunto dalla Federazione Internazionale nel campo della salute pubblica”, afferma il segretario generale della Federazione, Markku Niskala.

 

Oltre alla Federazione Internazionale sono membri del Stop TB Partnership anche la Croce Rossa russa e la Croce Rossa americana, generosa finanziatrice dei programmi per la TB.

 

Nell’assumere il ruolo di membro del comitato di coordinazione, la Federazione cercherà di aumentare il numero e l’impatto delle ONG e delle agenzie tecniche coinvolte nella lotta contro la tubercolosi a livello locale, nazionale e internazionale, nonché di ottimizzare il coinvolgimento delle ONG nell’ambito del Stop TB Partnership e di incoraggiare la comunicazione tra le ONG e le agenzie tecniche coinvolte nel problema della TB.

 

“Dato che molte delle nostre Società Nazionali attribuiscono alla TB un’altra priorità, riteniamo che il nostro ruolo sia quello di favorire il coinvolgimento della società civile nella lotta contro questa devastante malattia, di educare le popolazioni riguardo alla TB e di assicurare una più ampia accettazione della strategia DOTS, specialmente tra le autorità nazionali per la salute”, spiega Lasha Goguadze, coordinatore del programma per la TB della Federazione.

 

La strategia DOTS (“Trattamento di breve durata sotto diretta sorveglianza”) è riconosciuta come la forma di trattamento della tubercolosi più efficace ed efficiente in termini di costi. Una volta identificati i pazienti affetti da TB, gli operatori sanitari e comunitari, assieme a volontari addestrati, quali le infermiere della Croce Rossa, monitorano i pazienti per un periodo che va dai sei agli otto mesi per assicurarsi che seguano fino in fondo il trattamento e che assumano la dose giusta dei farmaci antitubercolosi.

 

Questa strategia diminuisce in modo significativo il rischio di interruzione del trattamento, che può portare alla TB multifarmaco resistente. L’approccio su base comunitaria, adottato dalla Croce Rossa e dalla Mezzaluna Rossa, rende questo trattamento particolarmente efficace nel raggiungere la gente emarginata e nell’assicurarne l’adesione.

 

“La Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa, in quanto organizzazione neutrale, imparziale e fidata, può colmare il divario fra il sistema sanitario ‘ufficiale’ e le comunità vulnerabili. Ciò costituisce un’aggiunta significativa al mandato e alla capacità tecnica dei ministeri per la Salute, dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), delle ONG e delle agenzie tecniche”, sostiene Goguadze.

 

“La Federazione e le Società Nazionali possono svolgere un importante ruolo di supporto, promuovendo tra la popolazione la consapevolezza del problema della TB, assicurando servizi di sostegno sociale, mobilizzando la comunità e provvedendo all’assistenza e alla supervisione del trattamento dei pazienti più vulnerabili affetti da TB”, ha aggiunto Goguadze.

 

Accelerare l’estensione del trattamento DOTS è uno degli obiettivi principali del Stop TB, un movimento internazionale, facente parte dell’OMS, che coinvolge diversi attori della sanità pubblica impegnati ad arrestare la diffusione della tubercolosi nel mondo.

 

 

 

3-Articolo tratto da Yahoo notizie al link:
http://it.news.yahoo.com/041020/58/2zbix.html

Comunicatoci da Patrizia Bassi
Mercoledì 20 Ottobre 2004, 8:29

Croce Rossa: Darfour rischia "crisi alimentare senza precedenti"

GINEVRA (Reuters) - I villaggi della regione del Darfour, in Sudan, rischiano una "crisi alimentare senza precedenti", peggiore delle carestie degli ultimi decenni. Lo ha denunciato ieri il Comitato internazionale della Croce Rossa (ICRC).

L'allarme si basa su uno studio sulle riserve alimentari in 20 villaggi della zona, i cui abitanti - o meglio, coloro che non sono fuggiti nei campi profughi - hanno denunciato di avere più difficoltà a tirare avanti, rispetto agli ultimi periodi di siccità.

Il mese scorso funzionari dell’ICRC hanno intervistato 400 persone e hanno compiuto visite casa per casa in tutte e tre le province della vasta regione indagando sugli scarsi raccolti e sulla perdita o il furto del bestiame,

"La maggior parte delle comunità rurali nel nord, nell'ovest e nel sud del Darfour stanno affrontando una crisi alimentare senza precedenti, addirittura peggiore delle carestie che affrontarono negli anni 80 e 90", ha detto l'ICRC in un comunicato. "L'insicurezza è la causa principale del collasso dell'agricoltura e del commercio nel Darfour".

L'Onu ha minacciato sanzioni contro il Sudan per quella che viene definita una delle peggiori crisi umanitarie del mondo. Gli Usa hanno parlato apertamente di genocidio. Gli attacchi contro i villaggi da parte di aerei e milizie dopo una rivolta cominciata all'inizio del 2003 hanno contribuito alla fuga di oltre un milione e mezzo di persone dalle proprie abitazioni.

All'origine della crisi, lo scontro sulle risorse della zona tra residenti africani e nomadi arabi. Gli agricoltori hanno accusato il governo centrale di armare le milizie arabe, gli Janjaweed, accusa che però Karthoum respinge.

Il ministro sudanese degli Esteri Mustafa Osman Ismail ha detto che ieri sarebbero cominciati in Libia colloqui tra i leader tribali del Darfour, compresi alcuni capi della guerriglia, per cercare di riportare la stabilità nella regione.

Secondo le Nazioni Unite, finora sono circa 70.000 le persone morte di fame e malattia nel Darfour dal marzo scorso, quando le agenzie umanitarie hanno dato avvio a un massiccio afflusso di aiuti nella zona. Dati contestati però dal governo sudanese.

 

 

 

4-Tratto dal sito del CICR, dall’originale francese al link http://www.icrc.org/Web/fre/sitefre0.nsf/html/652DW9?OpenDocument
20 settembre 2004
“Il codice di condotta o la pratica dei principi umanitari.”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo e Sabrina Bandera

 

Il Codice di condotta, vale a dire un insieme di principi fondamentali indirizzati alle organizzazioni partecipanti alle attività umanitarie, è stato redatto nel 1994. Nell’articolo che segue, Bruce Biber, vice capo della Divisione Dottrina e Cooperazione del Movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, afferma che il Codice di condotta è oggi attuale esattamente come 10 anni fa.

 

Dieci anni fa l’elaborazione di “un Codice di condotta per il Movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e per le organizzazioni non governative in occasione delle operazioni di soccorso in caso di catastrofe” rispondeva ad un bisogno reale. Numerosi donatori avevano allora perduto le loro illusioni riguardo l’assistenza allo sviluppo che, a dispetto dei decenni di questa attività, sembrava produrre pochi risultati tangibili. Contrariamente, l’azione umanitaria era diventata altamente “attraente”, producendo un impatto immediato, visibile e che ( almeno superficialmente) era positivo. Questo interesse, senza precedenti per l’assistenza umanitaria è stato particolarmente sorprendente tra gli Stati che hanno tragicamente utilizzato pressoché esclusivamente questa assistenza per far fronte ai conflitti in Rwanda e nell’ex-Jugoslavia.

 

Di fronte al grande aumento della domanda, l’offerta ha conosciuto un rialzo corrispondente.

Parallelamente alla crescita del numero delle agenzie esistenti, una moltitudine di nuove organizzazioni, principalmente non governative, ha fatto bruscamente la propria apparizione. Esse hanno certamente affermato, tutte, il loro carattere “umanitario”, ma un buon numero di organizzazioni ha lanciato operazioni sul terreno seguendo norme contestabili, vaghe o qualche volta senza fondamento etico. L’integrità dell’azione umanitaria si è trovata quindi minacciata.

 

In questa confusione, il Codice di condotta si è preoccupato di stabilire delle norme comuni per le operazioni di soccorso in caso di catastrofe. Esso riafferma la pertinenza e l’applicabilità del diritto internazionale umanitario in caso di conflitto armato. La ragione primordiale dell’assistenza umanitaria è di alleviare le sofferenze delle vittime sulla base della sola necessità, e non di essere strumento della politica straniera dei governi, ideali che corrispondono da vicino ai principi di umanità, imparzialità e indipendenza della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. E’ chiaro, secondo noi, che è buona cosa, nell’interesse delle vittime, che le agenzie umanitarie sottoscrivano questi principi.

 

Il Codice di condotta integra ugualmente nella sua visione di aiuto umanitario principi di sviluppo, che, nella maggior parte dei casi, si iscrivono ormai nella pratica istituzionale del CICR. Il principio che mira a fondare gli interventi in caso di catastrofe sulle capacità locali, per esempio, è diventata la pietra miliare della politica del CICR in materia di cooperazione. In effetti, il CICR si sforza di rafforzare la capacità delle Società Nazionali della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa di rispondere alle conseguenze umanitarie di un conflitto armato o di disordini interni nei rispettivi Paesi. Il piano di sviluppo strategico del CICR per il 2003-2006 (“Programma direttivo”) integra la responsabilità nei confronti delle vittime dei conflitti così come le loro opinioni nel processo di pianificazione, di messa in opera e di valutazioni delle operazioni del CICR – ambizioni che riflettono fedelmente il Codice di condotta (si vedano rispettivamente i Principi 9 e 7).

 

E pertanto, il Codice di condotta resta pertinente nelle condizioni attuali di intervento?

Noi lo pensiamo.

Il principale ostacolo al quale le operazioni del CICR devono far fronte nel momento attuale è la tendenza di certi attori statali a integrare le attività umanitarie nella condotta delle loro campagne politico-militari. Questo approccio integrato è illustrato dalle recenti dichiarazioni di certi governi che descrivono la loro presenza militare in Iraq e Afganistan come “principalmente umanitaria”. Le azioni presentate come umanitarie diventano sospette e sono percepite - a torto o a ragione – come facenti parte di una strategia più vasta, volta a sconfiggere un oppositore o un nemico.

Se nono sono stabilite distinzioni chiare fra gli attori politico-militari e le loro agenzie di esecuzione da una parte, e gli attori umanitari indipendenti come il CICR dall’altra, l’azione umanitaria presa nel suo insieme rischia di essere rigettata, qualunque sia la parte in campo e qualunque sia l’integrità reale delle motivazioni.

 

In questo contesto, bisogna riaffermare la validità di una azione umanitaria indipendente, E’ così che il Codice di condotta riattualizza pienamente la sua pertinenza nel mondo d’oggi. E’ l’espressione di un approccio operativo comune che è volto ad andare in aiuto di coloro che hanno bisogno, fondandosi esclusivamente sui principi più cari all’Istituzione e sul diritto internazionale umanitario. Per le organizzazioni con gli stessi ideali e che aderiscono a questi principi, il Codice di condotta può servire da base a un dialogo e a un dibattito – non soltanto con altre organizzazioni, ma anche con gli attori politici e militari che utilizzano l’azione umanitaria come strumento per riunire informazioni e raccogliere simpatie. E’ importante che noi peroriamo attivamente, in favore del nostro approccio comune, affinché esso sia pienamente compreso, accettato, e rispettato, particolarmente presso coloro che lo rimettono in causa o lo rigettano.

 

E’ possibile consultare on line il testo completo del Codice di condotta al sito del CICR, in lingua francese è al seguente link http://www.icrc.org/web/fre/sitefre0.nsf/html/5FZGYV?OpenDocument

 
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