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n° 264 del 20 Giugno 2006 Stampa E-mail
mercoledì 21 giugno 2006
20 Giugno 2006
nr. 264

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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1 - Approfondimento sull’Africa 30 marzo 2006
di Bengt Westerberg, vice Presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

 

2- allegato
Comitato internazionale della Croce Rossa
Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa
Comunicato stampa congiunto (CICR n° 06/63 - Federazione n° 06/45)
Ginevra, 15 giugno 2006
Apertura della XXIX Conferenza internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera
 

3 -  allegato
29° Conferenza internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Bollettino nr. 1 - Ginevra 20 giugno 2006
Sessione Straordinaria dell'Assemblea generale della Federazione internazionale si apre a Ginevra
Traduzione non ufficiale di Matteo Cavallo

1 - Approfondimento sull’Africa[i]
30 marzo 2006
di Bengt Westerberg, vice Presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

Gran parte delle persone più vulnerabili del pianeta vive nell’Africa sub-sahariana.
Diversamente da ciò che è capitato in molte altre regioni abitate da popolazioni estremamente povere, in Africa la crescita economica è stata molto limitata: così, mentre il numero dei poveri diminuisce in molti altri paesi, in Africa aumenta.

Per quale motivo non si diffonde lo sviluppo in Africa?

Jeffrey Sachs cerca di dare una risposta a questo interrogativo nel suo libro “La fine della Povertà” [NdT.: titolo originale “The end of Povertà”; in Italia il libro del prof. Sachs è edito da Mondatori]. Sachs è docente di economia presso la Columbia University di New York e ha ricoperto il ruolo di consigliere speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, per il progetto di predisposizione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

[NdT:: il sito internet del Millennium Project delle Nazioni Unite è www.unmillenniumproject.org; per maggiori informazioni sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio consultare il sito www.un.org/millenniumgoals ]

Il prof. Sachs respinge alcune delle spiegazioni che spesso vengono avanzate nell’attuale dibattito sull’Africa – come ad esempio il fatto che la mancanza di sviluppo economico sia causata dalla corruzione dei regimi. Certamente si tratta di un problema diffuso in alcuni paesi, ma occorre riconoscere che anche paesi governati da uomini politici onesti registrano problemi economici.

Si assiste ad un circolo vizioso in cui i problemi della salute e della povertà si aggravano reciprocamente. Sachs sostiene che l’Africa non uscirà da questo circolo senza un aiuto concreto proveniente dalla comunità internazionale. E coloro che vogliono aiutare seriamente l’Africa a muovere il primo passo sulla via dello sviluppo devono comprendere le caratteristiche dei problemi del continente.

Esistono tecniche che possono essere impiegate per aumentare e migliorare la produzione agricola dei paesi africani, così come per prevenire, alleviare e talvolta per curare le malattie che li affliggono. Ma sfortunatamente i paesi africani più poveri non possono permettersi tali tecnologie. La mancanza di infrastrutture adeguate rappresenta un notevole svantaggio, in particolare per i numerosi paesi senza sbocco sul mare. Certamente vi sono anche soluzioni per questo genere di problemi, ma le risorse necessarie per gli investimenti non sono facilmente reperibili.

Jeffrey Sachs sostiene che la povertà estrema possa essere eliminata nell’arco di venti anni, supponendo che i paesi ricchi facciano la loro parte. In linea di principio i paesi ricchi hanno concordato di aumentare i loro aiuti dalla media attuale di circa il 0,2 % del prodotto interno lordo fino allo 0,7 %. Ma molti stati sono ancora lontani dal raggiungere questo obiettivo.

 Per le Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa dei paesi sviluppati sarebbe un’importante missione cercare di convincere i rispettivi governi a raggiungere l’obiettivo del 0,7% del PIL. La Croce Rossa Svedese, insieme ad altre ONG, ha giocato un ruolo significativo nel persuadere il governo ed il parlamento della Svezia a decidere di impegnarsi per raggiungere il più ambizioso traguardo dell’1% del PIL, obiettivo che presto sarà conseguito.

 Il basso livello degli aiuti ai paesi in via di sviluppo, il lento progresso nell’incrementare questo sostegno, la rapida diffusione dell’HIV/AIDS in tutti i paesi africani e molti altri gravi problemi dell’Africa possono indurre ad essere pessimisti. Quando gli stati africani sono divenuti indipendenti negli anni sessanta, prevaleva un certo ottimismo nei riguardi del loro sviluppo economico. Da quel momento, ha dominato un sentimento di delusione. Ma dopo aver letto il libro di Sachs, mi sento molto più speranzoso di quanto lo sia stato per lungo tempo, e penso che vi siano le premesse per aver fiducia nel futuro.

Contrariamente a quanto si credeva trenta anni fa quando furono pubblicate le tesi di Gunnar Myrdal [NdT.: economista svedese, studioso delle problematiche legate allo sviluppo e al sottosviluppo, Premio Nobel 1974 per l’economia] nel suo libro “Saggio sulla povertà di undici paesi asiatici” [titolo originale: “Asian Drama: an inquiry into the poverty of Nations”] , i paesi del sud-est e del sud dell’Asia hanno dimostrato che è possibile conseguire lo sviluppo economico. Jeffrey Sachs e altri studiosi hanno ora pianificato le modalità per risolvere i problemi dell’Africa. Non vi è alcun dubbio che si tratta di una grande opportunità per intraprendere decisivi passi in avanti; e anche se il processo decisionale nei paesi ricchi è lento, vi sono segnali che dimostrano che tali paesi hanno seriamente raccolto la sfida.

Ma l’aiuto non può arrivare soltanto dai governi. Anche i privati cittadini e le organizzazioni come il Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa possono fare la differenza. Il nuovo Consiglio Esecutivo della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, in conformità agli obiettivi decisi a Seoul, dedicherà uno dei suoi primi incontri all’Africa per delineare le modalità più efficaci di intervento. Il rafforzamento delle capacità a livello delle comunità locali sarà una delle nostre priorità. Personalmente, credo che ciò rappresenti un requisito fondamentale per il successo dei programmi di aiuto alimentare e sanitario.

In collaborazione con le nostre Società consorelle del continente africano, sono convinto che potremo contribuire a fare progressi decisivi.

[i] Traduzione non ufficiale di “Focus on Africa” [reperibile sul sito internet della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa all’indirizzo www.ifrc.org/docs/news/opinion06/06033001] a cura di Matteo Cavallo.

 

2- -->SCARICA ALLEGATO <--

Comitato internazionale della Croce Rossa
Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa
Comunicato stampa congiunto (CICR n° 06/63 - Federazione n° 06/45)
Ginevra, 15 giugno 2006
Apertura della XXIX Conferenza internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera
 

3 -  -->SCARICA ALLEGATO <--

29° Conferenza internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Bollettino nr. 1 - Ginevra 20 giugno 2006
Sessione Straordinaria dell'Assemblea generale della Federazione internazionale si apre a Ginevra
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