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n° 262 del 1 Giugno 2006 Stampa E-mail
sabato 03 giugno 2006
1 Giugno 2006
nr. 262

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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1 - Il Museo della Croce Rossa Italiana a Campomorone (GE) riapre sabato  3 giugno 2005 con una  conferenza dal titolo  “La storia nel cuore – la Croce Rossa tra passato e futuro”.
Dal sito www.cri.it     -     Roma 01-06-2006

2 - Comunicato stampa 06/52 del 26-05-2006
Somalia: il CICR preoccupato per il numero di vittime civili
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

3 - Dal Sito web della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
“Sisma in Indonesia: la Federazione della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa lancia un appello urgente.”
27 maggio 2006
Traduzione non ufficiale di Elisa Barzaghi

 4 - Comunicato stampa 26-05-2006
Timor Est: Il CICR pronto ad intervento massiccio
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

 
1 - Museo della Croce Rossa Italiana a Campomorone, il 3 giugno la conferenza
Roma 01-06-2006
Dal sito www.cri.it

 Dopo alcuni anni di attività ridotta per problemi logistico-operativi, riapre i battenti il prossimo 3 giugno il Museo della Croce Rossa Italiana allestito presso il Comitato locale CRI di Campomorone (Genova). All’interno della struttura sono conservate numerose attrezzature in dotazione negli ospedali da campo, nelle navi ospedale, nei treni ospedale e in ogni altro presidio CRI, soprattutto durante la prima e seconda guerra mondiale, nonché numerose fotografie e documenti cartacei che testimoniano l’opera della CRI rivolta in ogni settore socio-sanitario ed assistenziale.

Grazie all’impegno dei nuovi organi direttivi e alla preziosa collaborazione di alcuni volontari e dell’ amministrazione comunale, il Museo riapre in grande stile il prossimo 3 giugno con una Conferenza dal titolo “La storia nel cuore – la Croce Rossa tra passato e futuro”, alla quale è prevista la partecipazione del Presidente Nazionale della CRI, Massimo Barra. L’incontro avrà luogo presso il Comitato di Campomorone alle ore 10.30.

L’appuntamento del 3 giugno rappresenta la giusta occasione non solo per estendere a tutti gli appartenenti alla CRI l’invito a partecipare, ma anche per richiedere l’invio al Museo di materiali e documenti storici (cartacei, fotografici, filatelici e video) necessari per il costante aggiornamento  espositivo.

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2 - Comunicato stampa 06/52 del 26-05-2006
Somalia: il CICR preoccupato per il numero di vittime civili
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

Il Comitato Internazionale di Croce Rossa (CICR) e la Societa' Nazionale di Mezzaluna Rossa Somala (SRCS), allarmati delle ingenti perdite umane e sofferenze di civili durante gli indiscriminati e cruenti scontri armati di Mogadiscio, fanno nuovamente appello alla cessazione della violenza.

Il 25 maggio gli ospedali di Mogadiscio Medina e Keysaney, gestito dalla SRCS, hanno ricoverato piu' di 150 feriti, tra cui donne e bambini. Pur non essendovi una conferma indipendente delle cifre, si stima che decine di persone siano state uccise.

Dal momento dell'inizio degli scontri il 18 febbraio, vi sono stati piu' di 300 morti e 1.500 feriti trattati in ospedale.

Il CICR e la SRCS spingono le parti in lotta affinche' rispettino le regole dettate dal diritto internazionale umanitario e salvaguardino durante le operazioni miliarie la vita e la dignita' di feriti, malati, prigionieri e popolazione civile.

E' inoltre fondamentale che le parti in causa facciano tutto il possibile per proteggere le equipes mediche, le strutture ed i veicoli sanitari usati per il trasporto di feriti ed infermi. Al personale di CICR e SRCS deve essere garantito un trattamento particolare per permettere che possa espletare il proprio compito umanitario.

Il CICR ha incrementato il regolare sostegno agli ospedali Keysaney e Medina, allo stesso tempo fornendo aiuti d'emergenza ad altre strutture sanitarie nella capitale somala.
Il personale medico di Mogadiscio e lo staff del CICR provenuto da Nairobi stanno lavorando senza tregua, in condizioni labili di non sicurezza, per salvare vite nonostante le difficili circostanze.

Ulteriori informazioni:
Pedram Yazdi, CICR Somalia/Nairobi, tel. +254 722 518 142

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3 - Dal Sito web della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
“Sisma in Indonesia: la Federazione della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa lancia un appello urgente.”
27 maggio 2006
Traduzione non ufficiale di Elisa Barzaghi

La Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa lancia un appello urgente dell’ammontare di 12 milioni di franchi svizzeri (USD 9,79 milioni 7 EUR 7,68 milioni) al fine di aiutare la Croce Rossa indonesiana nel fornire assistenza ai superstiti del terremoto che ha colpito l’isola di Java sabato 27 maggio.

Di magnitudo 6,2 sulla scala Richter, il sisma avrebbe provocato almeno 2700 morti e circa 3000 feriti. 200 000 persone all’incirca hanno perso le loro case. Con l’appoggio della Federazione internazionale, la Croce Rossa indonesiana ha risposto immediatamente mobilitando quasi 400 volontari e dipendenti nella regione colpita. Anche del personale medico, così come una equipe di accertamento, sono stati inviati nei luoghi della tragedia.    

 Cinque equipe mediche della Croce Rossa indonesiana, coadiuvate dal personale della Croce Rossa di Singapore, sono già operative. Altre cinque provenienti dalle regioni vicine sono dirette verso la zona sinistrata, ed un ospedale da campo della Croce Rossa in questo momento viene portato da Aceh a Yogyakarta. I volontari locali della Croce Rossa hanno distribuito alle popolazioni colpite dei viveri, bottiglie d’acqua, tende, tele catramate e degli assortimenti di articoli per bambini. Ulteriore materiale medico dovrebbe pervenire presto sul posto, così come un migliaio di tende familiari, sei tende per l’ospedale da campo e 1000 sacchi per raccogliere le spoglie delle vittime.

La catastrofe si è verificata in una zona ad alta densità di popolazione vicino alla città di Yogyakarta sulla costa meridionale di Java. Ha provocato enormi danni agli immobili di tutta la regione circostante, compresi gli agglomerati di Klaten, Bantul e Kulon. Benché l’epicentro sia stato localizzato nell’oceano Indiano, a 37 km a sud di Yogyakarta. Il sisma non ha tuttavia provocato uno tsunami.

“A Bantul, il 70-80 per cento delle abitazioni ed altri edifici sono stati danneggiati o distrutti dalla scossa che ha inflitto seri danni alle reti d’acqua ed elettriche di tutto il settore”, riferisce Arnulv Torbjornsen, capo della delegazione della Federazione internazionale a Jakarta. “Delle scosse di assestamento continuano a verificarsi nella città. Numerosi abitanti sono incastrati sotto le macerie degli edifici”, aggiunge.

Il terremoto si è verificato non lontano da Mont Merapi, un vulcano in attività che minaccia di eruttare da diverse settimane. Si ignora se questo sisma avrà un impatto sull’attività vulcanica, ma i poteri pubblici ed i rappresentanti della Croce Rossa sorvegliano da molto vicino l’evoluzione dela situazione.

“La Croce Rossa indonesiana si è preparata ad un’eventuale eruzione del Mont Merapi già dal mese di aprile”, riferisce Mar’ie Muhammad, presidente della Società nazionale. “Grazie a ciò siamo stati in grado di spedire sul posto dei soccorsi urgenti e del personale medico appena il sisma si è verificato”.

Per maggiori informazioni, o per intervista, contattare:

a Yogyakarta:
Teresita Uspadin, Delegata all’informazione Tel: +62 812 100 3599

A Jakarta:
Howard Arfin, Delegato alla comunicazione Tel: + 62 812 104 8214

A Ginevra:
Anna Nelson, Addetto stampa Tel: + 41 22 730 43 81 / + 41 79 724 2046
Ufficio permanente-Servizio stampa Tel: + 41 79 416 3881
Alcune foto dei nostri contatti stampa sono disponibili su: http://www.ifrc.org/news/media/contacts.asp

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4 - Comunicato stampa 26-05-2006
Timor Est: Il CICR pronto ad intervento massiccio
Traduzione non ufficiale di Simon G.Chiossi

Il Comitato Internazionale di Croce Rossa (CICR) e la Società Nazionale di Croce Rossa di Timor Est sono preoccupati per le conseguenze umanitarie dei recenti disordini nella capitale di Timor Est, Dili. Gli scontri tra vari gruppi, tra cui forze di polizia, esercito ed ex-membri delle forze di sicurezza hanno causato morti, feriti, la distruzione  di beni e la fuga di migliaia di persone dalle proprie case.

Il CICR chiede alle parti in causa di cessare l'uso della violenza, rispettare e proteggere la popolazione e facilitare le evacuazioni di carattere medico.

Sia il CICR che la a Croce Rossa di Timor Est stanno monitorando la situazione e si tengono pronti ad un aumento nell'intervento umanitario per far fronte rapidamente ai bisogni della popolazione nel caso la situazione attuale si protraesse. "Siamo preoccupati in particolare per la violenza nei luoghi più intensamente popolati, ha detto Edith Baeriswyl, responsabile delle operazioni del CICR per il Sudest asiatico ed il Pacifico. "Ha già causato la fuga di migliaia di persone dalle proprie abitazioni."

I volontari della Croce Rossa locale sono impegnati a rimuovere i cadaveri e portare i feriti negli ospedali. Nelle recenti settimane, la Croce Rossa di Timor Est e la Federazione Internazionale hanno distribuito cibo e sussidi non-alimentari a diverse migliaia di persone costrette a fuggire. Baeriswyl ha affermato che il CICR avrebbe presto implementato il proprio staff sull'isola. "Alla situazione attuale la nostra priorità è di andare incontro alle necessità primarie, e visitare tutti quelli che potrebbero essere prigionieri a seguito dell'ondata di violenza".

Il CICR e' presente a Timor Est dal 1975.

Ulteriori informazioni:
Ida Bucher, CICR Dili, tel. +670 723 0994
Marco Jiménez, CICR Geneva, tel. +41 79 217 32 17

 

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