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n° 225 del 27 Ottobre 2004 Stampa E-mail
martedì 26 ottobre 2004
27 ottobre 2004
nr. 225
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr 1.145 indirizzi e-mail


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1-“Dedicato a Lorena “
di M.Grazia Baccolo

 

2-CICRNews n° 128 del 25 ottobre 2004
<Promozione del Diritto Internazionale in Africa>
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

3-Aggiornamento International Federation Red Cross - Haiti
Data: 25/10/2004 - 9.54.44
Fonte: Alberto Monguzzi - Jefe de Delegacion
Comunicatoci da Patrizia Bassi

 

4-Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa
“Gonaïves (Haiti), un ospedale da campo al servizio delle vittime dell’uragano Jeanne”
14 ottobre 2004 - di Annette Bokkenheuser
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

5-Tratto dal Sito web della Federazione Internazionale
<Sono necessarie azioni urgenti per ridurre gli effetti dei disastri>
13 ottobre 2004 - Traduzione non ufficiale di Giuseppe Sonzogni

 

6- allegato
SIOI – Sezione Lombardia organizza Workshop
“La cooperazione civile e militare nelle crisi internazionali
15-16-17 novembre 2004 presso
la Società Umanitaria, via Daverio 7 MILANO
Comunicato da Andrea Di Lascio

 

7- allegato
Corso di perfezionamento ed aggiornamento professionale a distanza in
“Gestione degli Interventi nelle Crisi internazionali, dalla Diplomazia Umanitaria alla Cooperazione Internazionale” 1 Dicembre 2004 – 31 Maggio 2005

Comunicato da Isidoro Palumbo

 

 

 

 

 


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1-Dedicato a Lorena,

 

Questo numero del Caffè è dedicato a Lorena Ferrario di Lonate Pozzolo (VA), una signora, dovrei dire per l'età ma, pensando a lei, non mi viene giusto……… vorrei dire una ragazza, che lunedì 25 ottobre, a causa del repentino decorso della malattia che l'aveva colpita, ci ha anticipato nel mondo dell’ignoto.

Ho pensato di ricordarla in questo modo, che credo le sarebbe piaciuto, essendo lei una “abbonata” della prim’ora e una grande sostenitrice del Caffè. A lei dobbiamo l’incontro con Alessandro, attivo collaboratore per le traduzioni.

 

Lorena era profondamente convinta che la conoscenza della Storia, dei Principi Fondamentali, della Dottrina di Croce Rossa fosse essenziale per chiunque operi nel Movimento internazionale. Non conosco approfonditamente la sua vita di Infermiera Volontaria della CRI di Gallarate, ma so di certo che era Istruttore di Diritto Internazionale Umanitario ed anche Monitore di primo soccorso. La ricordo sempre presente alle giornate di studio sul DIU di Castiglione delle Stiviere ( MN) prima e a quelle di Caravaggio (BG) poi, oltre ai vari Convegni nazionali. Si è dedicata alla diffusione del D.I.U. e della Storia della Croce Rossa con grande energia e dedizione, a lei va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto, noi continueremo, cercando di metterci la stessa sua forza.

 

Un affettuoso saluto da tutti noi, conoscenti e non.

 

Maria Grazia Baccolo

 

 

 

2-CICRNews n° 128 del 25 ottobre 2004
<Promozione del Diritto Internazionale in Africa>

Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo


Il CICR continua i suoi sforzi destinati a promuovere e a meglio far conoscere il diritto internazionale umanitario in Africa. In Nigeria, per esempio, il paese più popolato del continente – l’istituzione ha recentemente organizzato due eventi concordati con le autorità federali. Da una parte un corso per 50 alti funzionari, il cui obiettivo era di presentare le attività che il CICR porta avanti nel paese in favore della messa in opera dei trattati del diritto umanitario. D’altra parte un corso per la polizia nigeriana sul diritto dei diritti umani, il mantenimento dell’ordine, l’applicazione della legge, la protezione dei gruppi vulnerabili, il comando e la gestione.

 

In oltre, in uno dei contesti più difficili dell’Africa – il Burundi – il CICR organizza seminari sul diritto internazionale umanitario e il diritto dei diritti umani, destinati agli ufficiali delle forze armate e della polizia. Tre eventi di questo genere sono stati portati a termine con successo, in queste due ultime settimane per circa 90 ufficiali e stagisti delle forze armate e della polizia.

Le relazioni sono tenute da delegati esperti che hanno, essi stessi, lavorato come ufficiali delle forze armate e della polizia. E’ questa una delle attività principali del CICR su scala mondiale.


Informations complémentaires :
Ashot Astabatsyan, CICR Abuja, tél. : + 234 9 413 5947 ou + 234 9 413 3683
Elizabeth Twinch / Nicolas Vako, CICR Bujumbura, tél. : + 257 212865 ou +
257 212908
Marco Jiménez, CICR Genève, tél. : + 41 79 217 32 17
ou visitez le site Internet du CICR : www.cicr.org

 

 

 

3-Aggiornamento International Federation Red Cross - Haiti
Data: 25/10/2004 9.54.44
Fonte: Alberto Monguzzi - Jefe de Delegacion
Comunicatoci da Patrizia Bassi


News: Le condizioni di sicurezza in Haiti sono peggiorate, si sono dovute interrompere piu' volte le operazioni di distribuzione degli aiuti. Molte ONG sono state costrette a interrompere le operazioni a causa dei continui incidenti per la sicurezza. La IFRC ha aperto un ufficio direttamente nella citta' di Gonaive.
L'ospedale da campo della ERU Norvegese e' completamente installato con 100 posti letto nella citta' di Gonaives, e sta dando cure primarie e secondarie alla popolazione colpita. L'equipe di soccorso e' composta da 13 medici norvegesi e 11 canadesi. A breve l'ospedale da campo sara' chiuso e il materiale le attrezzature saranno donante all'ospedale provinciale.
La ERU spagnola ha installato una prima linea per il trattamento dell'acqua e produce 40.000 litri d'acqua per l'ospedale da campo.
La ERU francese produce tra i 125.000 e i 300.000 litri di acqua potabile al giorno che vengono distribuite tra i 7.000 e i 10.000 persone nella citta' di Gonaives e nelle aree adiacenti.
Il danneggiamento delle infrastrutture continua a ritardare il trasporto degli aiuti nelle zone colpite.

 

 

 

 

4-Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa al link:
http://www.ifrc.org/docs/news/04/04101401/
Gonaïves (Haiti), un ospedale da campo al servizio delle vittime dell’uragano Jeanne
14 ottobre 2004
di Annette Bokkenheuser
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

La settimana scorsa sono arrivate all’aeroporto di Port-au-Prince ottanta tonnellate di attrezzatura e materiale medico, che sono state poi trasportate su nave a Gonaïves, la località di Haiti più duramente colpita dall’uragano Jeanne, per dare assistenza medica di base alle vittime. Questo materiale, fornito da un’Unità di intervento d’emergenza (ERU) canadese e norvegese, è servito ad allestire un ospedale da campo in cui operano 13 tecnici norvegesi e del personale medico, tra cui un chirurgo.

 

Questo ospedale da campo completamente attrezzato e dotato di 100 posti letto è stato inviato in risposta all’appello per aiuti rivisto e rilanciato dalla Federazione Internazionale il 5 ottobre del 2004, al fine di assistere gli abitanti di Gonaïves, città del nord di Haiti, e dei comuni limitrofi, colpiti dalle inondazioni. Intanto l’unico ospedale generale, La Providence, ha subito gravi danni, sebbene la sua infrastruttura di base sia rimasta indenne. Tutte le attrezzature e l’arredamento sono stati distrutti da fango e acqua, il generatore è andato smarrito e le fonti d’acqua (i pozzi) sono state contaminate.

 

Le Società della Croce Rossa canadese e norvegese restaureranno l’ospedale. Nel frattempo, l’ospedale da campo dell’ERU, gestito da personale locale de La Providence e supportato da un team di espatriati canadesi e norvegesi, ha iniziato a erogare alla popolazione l’indispensabile assistenza sanitaria sia primaria sia secondaria.

 

“Abbiamo lavorato duramente – afferma Brynjulf Ystgaard, chirurgo norvegese del team dell’ERU – per rendere l’ospedale e l’attrezzatura medica pronti a ricevere i primi pazienti. Utilizzeremo i servizi medici già esistenti prima del disastro per fornire alla popolazione una buona assistenza sanitaria. Questo è l’unico modo ragionevole di guardare alla situazione.”

 

L’ospedale offre i servizi tipici di un ospedale generale, quindi servizi di chirurgia generale, rianimazione, pediatria, maternità e medicina interna, nonché tutti i relativi servizi tecnici e di supporto. Non appena l’ospedale locale sarà restaurato, quello da campo verrà smontato e tutta la sua attrezzatura medica e i suoi servizi sanitari saranno trasferiti all’ospedale La Providence.

 

A Gonaïves, nel luogo del disastro, gli otto membri dell’EUR della Croce Rossa spagnola dislocata dalla Federazione, specializzati nel ripristino dell’acqua potabile e dei servizi igienici, hanno lavorato giorno e notte in vista dell’arrivo dell’ospedale da campo, al fine di assicurare a quest’ultimo e agli alloggi predisposti per il personale acqua, docce e latrine di ottima qualità.

 

A Gonaïves, grazie alla mediazione del CICR, il luogo in cui è allestito l’ospedale è stato messo a disposizione dai proprietari gratuitamente per un periodo di sei mesi.

 

Il partenariato canadese e norvegese è giunto a completamento con l’arrivo di 11 delegati medici canadesi, tra cui un anestesista e cinque infermieri di reparto, che si sono aggiunti al team di partenza. “Questo è un esempio di un’eccellente cooperazione all’interno del Movimento che coinvolge attivamente tutti suoi partner”, sostiene Charlie Musoka, responsabile delle emergenze della Croce Rossa canadese. “È la prima volta che la Croce Rossa canadese s’imbarca in un progetto congiunto di tali dimensioni, ma di certo non sarà l’ultima. Spero che questo possa essere di ispirazione a tutti gli altri membri del Movimento della Croce Rossa”.

 

Ci si aspetta che l’ospedale da campo rimanga in funzione per sei mesi. Le tende dell’ospedale e gli alloggi del personale verranno donati alla Croce Rossa haitiana per ripristinare gli stock dei beni di soccorso della Società Nazionale, le cui risorse di base si sono esaurite in seguito ai tre disastri consecutivi subiti in meno di un anno.

 

 

 

5-Tratto dal Sito web della Federazione Internazionale, al link: http://www.ifrc.org/docs/news/pr04/7004.asp
<Sono necessarie azioni urgenti per ridurre gli effetti dei disastri>
13 ottobre 2004 - Traduzione non ufficiale di Giuseppe Sonzogni

 

Migliaia di vite e miliardi di dollari potrebbero essere risparmiati ogni anno se una parte dei fondi speso annualmente per far fronte agli effetti dei disastri fossero spesi per minimizzare gli effetti che i rischi naturali, quali movimenti tellurici, terremoti e uragani hanno sulle persone più vulnerabili, sostiene la Federazione Internazionale della Croce Rossa oggi (13 ottobre) in occasione della giornata Internazionale della Riduzione dei Disastri.

 

“La riduzione dei disastri rende in termini di vite salvate e vite protette ma nel contempo sono necessarie azioni urgenti a carico dei governi dei paesi più soggetti ai disastri che investano in misure di riduzione del rischio” ha detto Eva von Oelreich, Capo del dipartimento di Prevenzione e Pronto Intervento della Federazione Internazionale.

 

L’impatto dei disastri sulle popolazioni vulnerabili cresce ogni anno. Nel 2003 i disastri hanno causato la morte di 76.000 persone nel mondo, hanno colpito altri 254 milioni di persone e causato danni economici per più di 55 miliardi di dollari statunitensi. Ma ancora molto può essere fatto per ridurre il rischio di disastri e di conseguenti sofferenze umane. “Molti governi degli Stati più soggetti ai disastri non investono in misure atte a ridurre i rischi. Non è necessario che i rischi debbano per forze sempre trasformarsi in disastri. La riduzione dei rischi protegge le vite e riduce il numero di morti conseguenti ai disastri” dice ancora Eva von Oelreich. La comunità dei donatori deve giocare la propria parte bilanciando il maggior peso dato agli interventi per affrontare le crisi umanitarie con una maggior enfasi sulla riduzione del rischio atta a mitigare gli effetti dei disastri.

 

“I governi donatori spendono milioni di dollari per affrontare gli effetti dei disastri. Nonostante ciò la riduzione preventiva dei rischi non attrae lo stesso interesse nella raccolta dei fondi o negli interessi politici”, dice David Peppiatt, Manager del Prevention Consortium, un consorzio globale di Governi, istituzioni accademiche, settori privati e società civile lanciato dalla Banca Mondiale ed ospitato dalla Federazione a Ginevra che è dedicata alla riduzione degli effetti dei disastri nei paesi in via di sviluppo.

 

“Benchè i Governi donatori siano normalmente veloci e generosi nel rispondere ai bisogni post disastri, dedicano poche risorse alla riduzione del rischio, meno tangibile e visibile dei primi. La comunità dei donatori deve essere persuasa dei benefici potenziali, dal punto di visto sociale ed economico, della riduzione dei rischi. I Governi e le organizzazioni internazionali che incrementano gli investimenti nella riduzione dei rischi dei disastri possono aiutare a porre fina a inutili sofferenze umane” ha aggiunto ancora Peppiatt.

 

L’esperienza della Croce Rossa Mezzaluna Rossa in più di 100 paesi soggetti a pericoli naturali in tutto il mondo dimostra come l’investimento nella riduzione dei rischi dei disastri sia efficace. “C’è una buona evidenza che la riduzione dei disastri aiuta a limitare le sofferenze umane. Dagli allarmi lanciati in tempi brevissimi in Costa Rica per gli smottamenti alla riduzione della siccità in El Salvador, alla riduzione degli effetti dei terremoti in Turchia, la Croce Rossa Mezzaluna Rossa lavora con le comunità più vulnerabili per ridurre il rischio dei disastri” ha sottolineato la Signora von Oellreich.

 

Tradizionalmente considerata come uno dei principali attori nella reazione ai disastri, la Croce Rossa Mezzaluna Rossa è anche attivamente impegnata nell’implementare la propria attività nella riduzione dei rischi correlati ai disastri a livello di comunità, nell’ottica di salvare vite umane e proprietà.

 

Nelle Filippine, per esempio, una delle Nazioni più soggette ai disastri naturali, la locale Società Nazionale di Croce Rossa ha portato a termine oltre 100 progetti di riduzione del rischio, portando beneficio a più di 154.700 persone. Quando un tifone colpì il villaggio di Catubilan con forti piogge nel 2001, un argine robusto, costruito per proteggere le case e le coltivazioni di riso dalle esondazioni prevenne danni ad almeno 100 ettari di terreno, da cui dipendeva la sussitenza di 200 imprese agricole.

 

Il Giorno Internazionale per la Riduzione dei Disastri segna l’inizio di una campagna per la prevenzione e la riduzione dei rischi lanciata dalla Federazione che segnerà un primo passo il 28 ottobre, con la pubblicazione del World Disaster Report. Oggi, nel suo dodicesimo anno, la pubblicazione più consolidata, senza dubbio dell’organizzazione mondiale con la più significativa esperienza nel campo dell’intervento post disastri, rappresenta una guida di riferimento per tutti coloro che operano direttamente negli interventi di emergenza conseguenti ad eventi disastrosi. Rappresenta anche un utile strumento per le organizzazioni e le istituzioni che fanno campagne a nome dei Governi e per le comunità di donatori per mettere maggior enfasi sulla riduzione dei rischi collegati ai disastri.

 

Per maggiori informazioni contattare in Ginevra:

Eva M. Calvo, Media officer Tel. + 41 22 730 43 57

 
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