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n° 255 del 28 Aprile 2006 Stampa E-mail
mercoledì 03 maggio 2006

28 Aprile 2006
nr. 255

Notiziario

Sito web www.caffedunant.it


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Sommario  

1- CICR Comunicato stampa nr. 06/36 del 26 aprile 2006Israele/territori occupati e trerritori autonomi palestinesi : I civili devono essere risparmiati in ogni corcostanza.Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

2- CICR - Comunicato stampa n° 06/31 del 10 aprile 2006

“Israele/ territori occupati e territori autonomi palestinesi:
Il CICR è preoccupato per il deterioramento della situazione”
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

3- Tratto dal sito del CICR - 18 Aprile 2006   
“Chad: Il CICR in aiuto di 40.000 persone”
Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

4- “Dal sito web del CICR   10-4-2006”
“Nepal: prima missione in situazione di conflitto”

Partito per la prima volta come delegato per il CICR, Christoph von Toggenburg, è rientrato dal Nepal in febbraio, dopo un anno di missione in una zona remota del paese. Parla delle attività che ha fatto sul posto e spiega come la popolazione civile è sfinita dal conflitto tra maoisti e governo.
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

5- La Croce Rossa Italiana, Comitato di Senigallia (An), per celebrare la settimana internazionale della nostra istituzione, ha organizzato, dal 29 aprile al 14 maggio 2006, una mostra fotografica sul tema: “La Croce Rossa e la guerra nell’opera fotografica di Giorgio Pegoli”.

Comunicato da Mauro Petrucci

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1- CICR Comunicato stampa nr. 06/36 del 26 aprile 2006
“Israele/territori occupati e trerritori autonomi palestinesi : I civili devono essere risparmiati in ogni corcostanza.”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Ginevra/Tel Aviv (CICR) – Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) è allarmato dal numero dei civili che sono stati uccisi o feriti nel corso delle ultime settimane, in occasione di attacchi ed operazioni militari in Israele, nei territori occupati e territori autonomi.

I due ultimi attentati suicidi  accaduti il 30 marzo a Kedumin in Cisgiordania e il 17 aprile a Tel Aviv, sono costati la vita a 15 civili e hanno ferito più di 50 altre persone. Altri atti di violenza, come il lancio di razzi “Qassam” su Israele, mettono in pericolo la vita dei civili.

Durante queste ultime settimane, in seguito ad operazioni militari israeliane – precisamente i bombardamenti sulla banda di Gaza – diversi civili, fra cui due bambini, hanno perduto la vita e altre numerose persone sono state ferite.

Il diritto internazionale umanitario vita attacchi che hanno come bersaglio dei civili o i loro beni, così come gli atti di violenza con il fine di seminare il terrore in seno alla popolazione civile. Gli attacchi indiscriminati sono anche proibiti da questa branchia del diritto, che esige che si faccia una netta distinzione fra la popolazione civile e gli obiettivi militari.

Il CICR esorta ogni parte implicata nel conflitto a risparmiare e a proteggere i civili, e domanda insistentemente a ogni persona coinvolta di rispettare e far rispettare le regole e i principi del diritto internazionale umanitario in ogni circostanza.

I civili non devono sostenere i costi umani del conflitto; ogni morte di un civile, da una parte come dall’altra, esaspera il conflitto, provoca nuove perdite, genera più sofferenza e una profonda pena.

Il CICR di impegna a perseguire la sua azione umanitaria in Israele e nei territori occupati e nei territori autonomi.

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2 - CICR - Comunicato stampa n° 06/31 del 10 aprile 2006

“Israele/ territori occupati e territori autonomi palestinesi:
Il CICR è preoccupato per il deterioramento della situazione”
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

Ginevra (CICR) – Il direttore delle operazioni del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), Pierre Krähenbühl, è appena rientrato da una visita di una settimana in Israele e nei territori occupati e autonomi palestinesi.

Nel momento in cui la violenza e le difficoltà economiche aumentano, Pierre Krähenbühl ha potuto farsi una propria idea della situazione e della risposta sul piano umanitario del CICR in Cisgiordania e nella striscia di Gaza.

Durante le riunioni con gli alti funzionari del Ministero israeliano degli affari esteri, così come con il presidente dell’Autorità palestinese e con il ministro palestinese degli affari esteri, Pierre Krähenbühl ha sottolineato la preoccupazione del CICR di fronte al deteriorarsi della situazione. Ha avvertito che una crisi sui piani umanitari e della sicurezza potrebbe prodursi nei territori palestinesi se l’Autorità palestinese di recente eletta non sarà più in grado di fornire  servizi di base alla popolazione e di mantenere l’ordine pubblico.

Questa situazione potrebbe essere il risultato della decisione di non fornire più fondi e assistenza all’Autorità palestinese.

Pierre Krähenbühl ha dichiarato: “Anche se il CICR è pronto a intensificare le sue attività per venire in aiuto della popolazione palestinese, né lui né nessuna altra organizzazione umanitaria potranno sostituire le autorità nel loro ruolo di prestatori di servizi pubblici”. Ai sensi del diritto internazionale umanitario (DIU), è allo Stato di Israele che incombe la responsabilità di soddisfare i bisogni fondamentali della popolazione civile nei territori occupati. Tra questi rientrano in particolare il cibo, le forniture mediche, i mezzi per ripararsi e altri prodotti di prima necessità. Inoltre, il diritto prescrive a tutti gli Stati parti alle Convenzioni di Ginevra di permettere il libero passaggio dell’aiuto umanitario essenziale.

Nel corso dei suoi incontri con le autorità israeliane e palestinesi, Pierre Krähenbühl ha anche sottolineato che è di cruciale importanza, nella prospettiva della Conferenza internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna rossa prevista nel giugno prossimo, di compiere progressi nella messa in opera dell’accordo concluso nel dicembre scorso tra la Mezzaluna Rossa palestinese e il Magen David Adom israeliano*.

* Nota del traduttore

Il 28 novembre 2005, sotto gli auspici del Governo svizzero, la Mezzaluna Rossa palestinese e il Magen David Adom israeliano (MDA) hanno concluso un accordo per facilitare i contatti e gli scambi la le due Società al fine di migliorare l’efficacia della loro azione umanitaria. I risultati dell’accordo saranno presentati alla XXIXa Conferenza internazionale che si terrà il 20-21 giugno prossimi.

Va anche ricordato che una delegazione della Commissione congiunta per gli statuti delle Società nazionali ha reso visita alla fine dell’anno scorso alla Croce Rossa palestinese e al Magen David Adom (e alle rispettive autorità governative) per stabilire se tali Società soddisfano le dieci condizioni di riconoscimento previste dal Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.

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3 - Tratto dal sito del CICR - 18 Aprile 2006   
“Chad: Il CICR in aiuto di 40.000 persone”

”N'Djamena (CICR) - Dopo aver assistito 2.500 profughi interni a sud  della città di Adre, nel Chad orientale, il CICR sta venendo in   soccorso di circa 40.000 chadiani che sono stati costretti ad
 abbandonare le loro case a causa delle incursioni armate e dei  saccheggi lungo il confine con il Sudan.”
 Traduzione non ufficiale di Colum Donnelly

Il primo dei tre aerei cargo Antonov è atterrato oggi (18 aprile   2006, NdT) ad Abeche, portando in totale 15 tonnellate di taniche,   lenzuola, incerate e stuoie, oltre ad attrezzature e prodotti   chimici per migliorare la fornitura di acqua nei villaggi colpiti    dall'afflusso. Altri due voli sono previsti per mercoledì (26   Aprile 2006, NdT) e per sabato (29 Aprile 2006, NdT).

La maggioranza delle famiglie sfollate vive in condizioni di   estrema povertà e sono esposte a sole cocente, sabbia e venti. La   stagione delle piogge - che comincerà tra un mese - renderà più   difficile l'invio degli aiuti. Data la grave mancanza di sicurezza,   in seguito ai recenti attacchi nel Chad orientale e nella capitale   N'Djamena, la siutazione di migliaia di persone già vulnerabili   potrebbe aggravarsi ulteriormente. Recentemente i villaggi della zona hanno già dovuto gestire   l'arrivo di profughi interni, ma la loro ospitalità ha spesso   esaurito le loro magre risorse, mettendo in pericolo i residenti stessi. Gli aiuti saranno distribuiti in   varie località lungo la frontiera tra Chad e Sudan, dove tanti   chadiani sono fuggiti. Il CICR intende portare rifornimenti il piu vicino possibile alle località di   residenza originaria dei benificiari, facilitando così il loro   rientro a casa non appena la situazione lo consentirà.  Questo   dovrebbe anche fare da deterrente a ulteriori esodi di profughi e   concentrazioni di persone attirate da e/o sempre più dipendenti   dagli aiuti esteri.

 Il CICR opera in Chad sin dal 1977 e attualmente impiega uno staff   di 130 persone nella delegazione di N'Djamena e nella sub-  delegazione di Abeche, aperta nel 2004.

Tratto dal sito del CICR: http://www.icrc.org/Web/Eng/siteeng0.nsf/htmlall/chad-news-180406

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4- “Dal sito web del CICR   10-4-2006”

“Nepal: prima missione in situazione di conflitto”

Partito per la prima volta come delegato per il CICR, Christoph von Toggenburg, è rientrato dal Nepal in febbraio, dopo un anno di missione in una zona remota del paese. Parla delle attività che ha fatto sul posto e spiega come la popolazione civile è sfinita dal conflitto tra maoisti e governo.
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

D: Quale era la situazione nella zona dove era lei?

R: L’ufficio del CICR di Napalganj si trova nella parte occidentale del Nepal. E’ una regione isolata, montagnosa e selvaggia, divisa in otto distretti. La maggioranza delle zone remote è controllata dai maoisti; le città principali dal governo. La situazione è molto tesa e instabile, e i contrasti fra i maoisti e il governo sono frequenti.

D: I Nepalesi come affrontano la situazione?

R: In fin dei conti, tutto ciò a cui aspirano gli abitanti di questa regione del Nepal è di poter accudire alle loro occupazioni quotidiane. A loro poco importa che è al potere. Da una parte, i maoisti hanno imposto restrizioni e spostamenti, in modo che gli abitanti non possano sempre andare nelle principali città, salvo autorizzazione speciale. Hanno anche messo dei blocchi da parte dei ribelli, cosa che impedisce loro d’avere accesso ai beni di prima necessità, anche per lunghi periodi.

D’altra parte, le autorità mettono in opera dei punti di controllo che possono essere difficili da superare e intralciano la libertà di movimento.

L’impatto psicologico diretto è molto forte, perché la gente si sente continuamente minacciata. La penuria d’alimenti però non è così grave come potrebbe essere.  In generale, gli abitanti sono autosufficienti, possiedono bestiame e coltivano legumi su terreni di loro proprietà. In più, molti giovani vanno a lavorare nella vicina India e portano denaro alla loro famiglia. Questo fenomeno è sempre esistito, ma è stato accentuato dall’inizio del conflitto.

D: In che cosa consisteva la vostra attività ?

R: In Nepal, i delegati lavorano in ogni settore delle attività del CICR. Il ripristino dei legami familiari prende molto tempo, soprattutto con i maoisti. Ma sono le visite alle persone detenute, sia dalla parte del governo sia dai maoisti, che costituiscono il grosso del lavoro.

E’ solo in termini di lungo processo che il CICR è stato in grado di effettuare le visite alle persone detenute, conformemente al suo mandato. Abbiamo impiegato sforzi considerevoli e la situazione in questo settore è decisamente migliorata.  Il CICR è maggiormente riconosciuto e la fiducia di cui gode non cessa di crescere.

Dalla parte dei maoisti, dobbiamo dare prova di molta pazienza per allacciare rapporti con loro e portarli ad avere fiducia in noi.  Incontriamo i leaders e negoziamo passo passo il libero accesso ai luoghi di detenzione. E’ quindi ogni volta quasi una ricompensa il fatto di poter infine incontrare i detenuti.

Dalla parte del governo, visitiamo regolarmente i campi militari, i posti di polizia e le prigioni. E’ più facile per ragioni logistiche che visitare le persone detenute dai ribelli. Dalla parte dei maoisti in effetti, i detenuti, non restano sempre nello stesso luogo: sono continuamente spostati da un luogo di detenzione all’altro.

Infine, abbiamo potuto riprendere le nostre visite nelle caserme, dopo una interruzione temporanea, potendo lavorare secondo le modalità del CICR.

D: Qual’è l’avvenimento che più di ogni altro ha lasciato un segno?

R: Siccome era la mia prima missione per il CICR, non avevo mai lavorato in situazioni di conflitto. Avevo poca esperienza per quanto riguarda un conflitto molto violento. Mi ricordo di una volta quando noi stavamo andando verso l’estremo ovest su una bella strada che attraversava delle verdeggianti risaie. Improvvisamente, siamo arrivati nei pressi di due cadaveri che giacevano in un mare di sangue, coperti da migliaia di mosche, nel mezzo della carreggiata. Le due persone erano state abbattute durante la notte. Nel timore che i corpi fossero stati imbottiti di esplosivo, nessuno aveva osato coprirli. La cosa più scoccante, per me, è stata il vedere queste due persone stese là – questi due cadaveri – e la vita che continuava come se nulla fosse. Gente in bicicletta, dei bufali, passavano sulla strada. Era uno spettacolo molto triste.

Mi sono molto commosso in un’altra occasione, una volta che il CICR è riuscito a togliere dal pericolo un ragazzo di dodici anni in seguito alla minaccia di morte di cui era destinatario. Poi lo abbiamo portato in luogo sicuro, a Katmandu, dove studia oggi in una buona scuola. E’ intelligente e riuscirà senza dubbio.

D: Quali sono le sue impressioni generali del Nepal?

R: Sono stato affascinato da questo paese. Abbiamo dovuto viaggiare talmente tanto che potremmo parlare di trekking umanitario!

Siamo stati sempre molto vicini alla popolazione. E’ stato favoloso comunicare con gli abitanti, renderci conto di come vivono e di vedere i loro bisogni. Quanto al conflitto, è una triste storia. E’ un conflitto che fluttua, che va e che viene, ma è difficile immaginare una soluzione nel prossimo futuro.

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 5-Senigallia, 21 aprile 2006

                        La Croce Rossa Italiana, Comitato di Senigallia (An), per celebrare la settimana internazionale della nostra istituzione, ha organizzato, dal 29 aprile al 14 maggio 2006, una mostra fotografica sul tema: “La Croce Rossa e la guerra nell’opera fotografica di Giorgio Pegoli”.

                        In tale occasione, negli spazi del prestigioso Palazzo del Duca (g.c. del Comune di Senigallia) di questa città che ospita appuntamenti culturali di grande rilievo artistico, saranno esposte le opere fotografiche del giornalista e fotoreporter Giorgio Pegoli. Si tratta di 100 fotografie, in molte delle quali sono rappresentati o un uomo o un mezzo di Croce Rossa, ovviamente inseriti in un contesto bellico. È prevista la distribuzione gratuita di un volumetto-catalogo, contenente tutte le opere in mostra, nelle cui prime pagine si daranno cenni di Diritto Internazionale Umanitario, con particolare riferimento alle Convenzioni di Ginevra. È nostra intenzione fare in modo che una copia di tale volumetto-catalogo entri a far parte della dotazione delle biblioteche di classe delle scuole di ogni ordine e grado del comprensorio

                        L’autore dei servizi fotografici è stato sui luoghi di guerra che hanno segnato gli ultimi decenni del secolo appena trascorso: dal Vietnam al Ciad, al Salvador, sino ai più recenti conflitti in Bosnia, Croazia, Albania, Kosovo, Afghanistan e Iraq; la sua opera è ben conosciuta in campo nazionale, come si evince dalle onorificenze ricevute e dal successo delle sue mostre, delle sue pubblicazioni e delle sue collaborazioni.

                        La mostra riveste un carattere di assoluta originalità e innovazione: è forse una delle prime volte che in Italia si svolge questo tipo di manifestazione; è quindi auspicabile che la mostra stessa possa diventare itinerante.

                        L’inaugurazione avverrà sabato 29 aprile alle ore 17.30; sono stati acquisiti il patrocinio del Comune di Senigallia, il patrocinio della Provincia di Ancona e quello della Regione Marche.

                        Quanti volessero avere ulteriori informazioni sulla mostra, possono rivolgersi ai seguenti numeri telefonici: 071.64354 (Segreteria del Comitato Locale di Senigallia) o 071.65632 (Segreteria V.d.S).  Nella sezione Bacheca del sito www.caffedunant.it si trova la locandina.

Mauro Petrucci
Consigliere del Comitato Locale con Delega alla Comunicazione
347.5952959
 
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