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notiziario straordinario numero 4 - 2006 Stampa E-mail
venerdì 07 aprile 2006
 
7 Aprile 2006
notiziario straordinario numero 4 - 2006
Notiziario a cura dello Staff del sito
www.caffedunant.it
 
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"La tubercolosi nelle carceri: un killer dimenticato"

Intervista al Dr.Eric Burnier, responsabile per il programma del CICR sulle malattie trasmissibili.Pubblicata sul sito web del CICR il 23 marzo 2006.

 

In allegato la traduzione di Simon G.Chiossi
 
LA TUBERCOLOSI NELLE CARCERI: UN KILLER DIMENTICATO

 

Sommario. I detenuti, specialmente nei paesi poveri, sono particolarmente
vulnerabili a malattie infettive quali HIV/AIDS e turbercolosi (TB).
Il dr. Eric Burnier, responsabile per il programma del Cicr sulle malattie
trasmissibili, sottolinea in questa intervista la necessit a di garantire ai prigionieri
l'accesso alle stesse cure mediche del resto della popolazione.

E' davvero serio il problema della TB nelle prigioni?

Venti anni fa si pensava che i progressi della medicina avrebbero reso possibile l'eradicamento
della TB, ma la malattia ha resistito e rimane un problema molto serio in tutto il mondo,
specialmente nelle prigioni di molti paesi; i motivi principali di questo sono il sovra ollamento
e l'estrema contagiosit a della TB. La di usione della TB nelle carceri  e assai pi u alta che tra
la popolazione in generale, in alcuni paesi anche del 100% pi u alta, e in molti di questi paesi la
TB rappresenta una delle principali cause di morte nelle prigioni.
Particolamente preoccupante  e il fatto che la TB stia diventando sempre pi u resistente ai
farmaci normalmente usati, soprattutto a causa di trattamenti inconsistenti o medicinali di
bassa qualità

- La TB uccide nel mondo quasi 5.000 persone ogni giorno. 

- 2 miliardi di persone sono portatori del bacillo della TB. 

- Ogni anno si registrano 425.000 nuovi casi di resistenzaalla terapia multi-farmaco.

Sito internet dell'OMS: http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs104/en/

 

Quale relazione c' e tra HIV/AIDS e TB?

 Le due patologie sono strettatmente legate, e lo sviluppo dell'epidemia HIV/AIDS  e uno deimotivi del ritorno della TB, specialmente in Africa. Quando una persona  e portatrice del virus
dell'HIV/AIDS il suo sistema immunitario lentamente si indebolisce, cosa che rende pi u semplice
l'infezione primaria da TB, o il risveglio di una infezione latente. Come per la TB, la
percentuale di patzienti a etti da HIV/AIDS  e particolamente alta nelle prigioni e nei paesi
in cui la malattia  e associata all'uso intravenoso di stupefacenti, quali quelli della ex Unione
Sovietica.

In quale modo il Cicr ha iniziato ad occuparsi di TB nelle prigioni del Caucasomeridionale?

Il Cicr non  e una organizzazione prettamente sanitaria, n e la sua missione  e di combattere
le pandemie come l'HIV/AIDS o la TB. Ma quando dieci anni or sono, durante il conlitto del
Nagorno Karabakh, i delegati del Cicr scoprirono prigionieri di guerra in Azerbaijan colpiti
dalla TB e che ne stavano morendo, capirono di non poter solo denunciare la situazione e poi
non occuparsene. La malattia si stava di ondendo e nulla veniva fatto per contenerla. Siccome
il governo non aveva i mezzi per a rontare la situazione, il Cicr lanci o un programma per
combattere, prevenire e curare la TB nelle prigioni del paese. Tale programma venne preparato
in collaborazione con il ministero della giustizia ed il suo sta  medico. Nel corso degli anni
successivi progetti simili furono realizzati in Georgia e Armenia.

Fu di cile lanciare questi programmi?


Non fu certo facile, anche perch e i paesi coinvolti riponevano ancora larga  ducia nei metodi di
individuazione e trattamento ereditati dall'era sovietica, che stavano dando risultati sempre pi u
miseri. Per rendere la lotta alla TB pi u e cace dovemmo convincerli ad adottare l'approccio
raccomandato1 dall'Organizzazione Mondiale della Sanit a (OMS).
Un'altra di colt a sorse perch e nel Caucaso del sud come altrove, i problemi rigurdanti la
salute nelle prigioni non sono di competenza dei ministri della sanit a. Per quanto riguarda
le malattie pandemiche come la TB,  e essenziale che i ministri della giustizia e della sanit a
collaborino. Il Cicr ha cercato a lungo di promuovere discussioni e trattative tra questi due
ministeri, ricordando loro che i prigionieri sono cittadini ed in quanto tali dev'essere ad essi
garantito un accesso alle cure mediche pari a quello di altri membri della societ a.

Che ruolo ha svolto il Cicr nel creare i programmi contro la TB?

Il Cicr lavora a stretto contatto con l'OMS ed adotta il protocollo DOTS da essa raccomandato.
Come parte di tale strategia, i casi di TB sono rilevati ed elaborati secondo regole ben precise,
le scorte di medicinali vengono rifornite regolamente per far fronte al bisogno e la risposta ai
farmaci  e controllata con attenzione durante tutto il corso del trattamento. I dati clinici sono
in ne sistematicamente conservati per poter rivalutare la situazione costantemente.
Nei tre paesi del Caucaso meridionale la prima cosa che il Cicr fece fu di convincere leautorit a ad adottare questa strategia. Essendo questi non in grado di a rontare il problema intutta la sua complessit a o di sopportarne gli enormi costi, il Cicr ha lanciato un programma
con lo scopo principale di fare esattamente ci o. Il programma include attivit a di formazione,
fornitura di medicinali e apparecchiature da laboratorio, tecniche di rilevazione, trattamento e
follow-up per prigionieri con TB e ripristino delle strutture sanitarie carcerarie esistenti.

Con quali risultati?

Direi che il risultato pi u eclatante sia stato di aver convinto lo sta  medico dei ministeri di
giustizia dei tre paesi coinvolti che il DOTS fosse la strategia giusta, e che si fosse rivelato
e cace non solo in paesi in via di sviluppo ma anche in altri. Ci o che li ha defnitivamente convinti sono stati i buoni risultati ottenuti da questi programmi (vedi tabella che segue).

L'efficacia del DOTS

- in Azerbaijan 

circa 7.000 detenuti con TB sono stati curati.  il tasso di mortalità della TB  e sceso dal 14% nel 1995 al3% nel 2004.

- in Georgia  oltre 3.000 prigionieri con TB sono stati curati.
  la percentuale di detenuti a etti da TB  e calata dal 6.5% del 1998 al 0.6% del 2005.

 

Un secondo risultato estremamente positivo  e che i detenuti vengono ora testati alla TB almomento dell'ingresso in carcere. Ciascuno di loro viene esaminato e qualora presenti i sintomi
della TB ed il bacillo sia trovato nella saliva, viene sottoposto al trattamento e separato dagli
altri.
Al momento il Cicr sta gradualmente uscendo da tali programmi per far subentrare le
autorit a. Il Fondo Globale per la lotta all'AIDS, TB e malaria3 rende tutto ci o pi u semplice
ora di quanto sarebbe successo 10 anni fa.

Come a ronate la resistenza ai farmacifarmacologica?
La resistenza farmacologica  e un problema molto serio poich e ci costringe a usare medicinali
molto costosi, che hanno e etti collaterali, sono di cili da impiegare e devono essere assunti
per tempi pi u lunghi. Con il classico trattamento DOTS possiamo curare qualsiasi paziente
tubercolotico non resistente in sei/otto mesi. Ma quando un paziente sviluppa resistenza, egli
deve assumere farmaci di erenti per un periodo sino a due anni, che  e assai costoso e comporta
cosiderevoli di colt a. Nei paesi del Caucaso meridionale abbiamo lavorato con altre organizzazioni
- in particolare il Servizio di cooperazione internazionale tedesco - per trovare soluzioni
adeguate al problema della resistenza.

Com' e cambiato il ruolo del Cicr negli ultimi anni?
Il Cicr sta ricoprendo un ruolo sempre pi u importante nel Caucaso del sud sostenendo le
autorit a nello sforzo di combattere la TB nelle prigioni. Sta inoltre aiutando i governi interessati
a trovare soluzioni al problema della resistenza ai farmaci.
In altre parti del mondo - Africa in particolare, ove l'impiego della strategia DOTS negli
ultimi 20 anni  e enormemente cresciuto - il Cicr ha adottato il proprio ruolo di sostegno sin
dall'inizio, allo stesso tempo ricordando alle autorit a che i detenuti, in quanto cittadini, hanno
diritto agli stessi medicinali, cure e attenzione della popolazione in genere. Qualunque cosa un
detenuto abbia fatto, la sua pena consiste nella detenzione e non nel contagio con una malattia
potenzialmente letale come la TB.

Si veda anche:
- la storia di un detenuto in Azerbaijan:
http://www.icrc.org/web/eng/siteeng0.nsf/html/azerbaijan-stories-230306?opendoc
ument
- l'intervista audio (in spagnolo) a Sergio Le on, medico del Cicr, sulla TB nelle prigioni
in Sudamerica:
http://www.icrc.org/web/spa/sitespa0.nsf/html/audio-latinamerica-tuberculosis-2
40306?opendocument
(Traduzione non u ciale di S.G.Chiossi)

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