Home arrow Ricerca per Mese

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission

n° 228 del 25 Novembre 2004 Stampa E-mail
mercoledì 24 novembre 2004

25 novembre 2004
nr. 228
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr 1.150 indirizzi e-mail


 
----------------------------------------------------------------------------------

1-Comunicato stampa nr. 63 del 25 novembre 2004
« Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza nei riguardi delle donne : lavorare con le donne colpite dalla guerra. »

Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

2-CICR news nr. 134 del 17 novembre 2004
“ Afganistan: distribuzione di soccorsi in inverno e pasti in occasione dell’Aid el-Fitr
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo


3-
Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa
“Dalle inondazioni della Colombia sorgono nuove opportunità di lavoro”
16 novembre 2004 - di Verónica Valcárcek da Monteria
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

4-Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa
“L’HIV si diffonde lungo la rotta dell’eroina”
4 novembre 2004 - di John Sparrow; foto di Eddy Postuma de Boer
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

 


1-Comunicato stampa nr. 63 del 25 novembre 2004
« Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza nei riguardi delle donne : lavorare con le donne colpite dalla guerra. »

Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

Ginevra (CICR) – Alfine di sottolineare la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza nei confronti della donna il 25 novembre, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) pubblica la versione francese del manuale « Rispondere ai bisogni delle donne colpite dai conflitti armati. Una guida pratica del CICR (la versione inglese di quest’opera è apparsa l’8 marzo 2004).

 

Questa giornata speciale è l’occasione per sensibilizzare il pubblico del mondo intero verso la violenza esercitata nei confronti delle donne. Il CICR è particolarmente preoccupato dalla violenza sessuale di cui esse sono vittime in tempo di guerra, un problema di ampiezza considerevole che non si limita allo stupro. In effetti, la violenza riveste altre forme in occasione dei conflitti armati, è cioè la prostituzione forzata, lo schiavismo sessuale, lo sfruttamento sessuale e la tratta delle persone, la gravidanza forzata, l’interruzione forzata di gravidanza, la sterilizzazione forzata, gli esami medici spostati e esplorazioni corporali con spogliamento integrale.

La violenza sessuale in tempo di guerra non è ineluttabile : è possibile impedirla de in diritto internazionale umanitario fosse rispettato. La sfida consiste nel mettere in pratica il diritto esistente. Diverse misure possono – e devono – essere prese per massimizzare la protezione che il diritto accorda alle donne nella situazione dei conflitti armati e meglio rispondere ai loro bisogni, in particolare nel caso di violenza sessuale. La Guida pratica da suggestioni chiare e concrete sulla materia di arrivare a questi obiettivi. Raccomanda cioè di formare del personale femminile al fine di aiutare meglio le donne sfollate e sensibilizzare preventivamente coloro che portano le armi al fatto che la violenza sessuale è vietata in ogni circostanza in virtù del diritto internazionale umanitario.

 

Oltre alla violenza sessuale, la guida tratta diversi temi, mettendo in luce le molteplici sfaccettature del vissuto delle donne nel conflitto armato. Il suo scopo è quello di fornire uno strumento pratico per assicurare che i programmi e i servizi umanitari rispondano in maniera adeguata ai bisogni delle donne. Il CICR spera che questo manuale sarà utile ai responsabili dell’elaborazione delle politiche e al personale umanitario che si incarica di lavorare con le donne colpite dai conflitti armati.


Informations complémentaires :
Florence Tercier Holst-Roness, CICR Genève, tél. : +41 22 730 34 51
Annick Bouvier, CICR Genève, tél. : +41 22 730 24 58
ou sur notre site: www.icrc.org

 

 

2-CICR news nr. 134 del 17 novembre 2004
“ Afganistan: distribuzione di soccorsi in inverno e pasti in occasione dell’Aid el-Fitr
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

Nell’ambito del programma di soccorso in inverno di grande apertura, il CICR distribuisce attualmente articoli d’igiene e vestiti pesanti in favore di più di 4.000 persone detenute nelle prigioni dipendenti dalla Direzione generale della sicurezza nazionale e dei ministeri della Giustizia e dell’Interno. In questi ultimi giorni, i prigionieri hanno ricevuto scialli, tuniche e pantaloni tradizionali, e anche pull-over, abiti, calzature, calze, coperte, sapone e detersivo. La distribuzione più importante è stata effettuata il 31 ottobre scorso. Consisteva in circa 900 detenuti incarcerati nella prigione di Pul-i-Charki, situata all’esterno di Kabul.

 

“L’assistenza che noi forniamo, completa l’aiuto che le autorità sono in grado di portare! Spiega Philip Spoerri, capo della delegazione del CICR in Afganistan. “ e si inserisce nelle attività di protezione che il CICR svolge regolarmente nei luoghi di detenzione nel mondo intero”

Come si fa ogni anno in occasione dell’Aid-el-Fitr – la festa che segna la fine del ramadan -, il CICR ha distribuito datteri, zucchero, e tè ai detenuti delle prigioni di Kabul e delle città afgane più importanti. Nello stesso spirito. I delegati hanno portato dolci e diversi alimenti appositamente confezionati per questa occasione alle persone detenute nei luoghi d’internamento americani di Bagram e di Kandahar.

 

Maggiori informazioni

Jessica Barry, CICR Kabul

Sito web www.icrc.org

 

 

 

 

 

 

 

3-Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa al link:
http://www.ifrc.org/docs/news/04/04111601/
Dalle inondazioni della Colombia sorgono nuove opportunità di lavoro
16 novembre 2004
di Verónica Valcárcek da Monteria
Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

Le conseguenze delle inondazioni e delle frane sono ben note: morte, feriti e senzatetto. Ma esistono anche altre conseguenze, meno conosciute, quali nuove opportunità di lavoro.

 

Nelle comunità vulnerabile della Colombia, colpite il mese scorso dalle piogge torrenziali, c’è un nuovo posto di lavoro disponibile: il vigilante.

 

Che cosa fa un vigilante?

 

Le famiglie colpite dalle inondazioni temono che le loro abitazioni allagate vengano saccheggiate, così non volendo perdere quei beni che sono loro rimasti, danneggiati o meno dall’acqua, assumono e organizzano gruppi di giovani per sorvegliare le zone allagate e prevenire i furti.

 

Tuttavia, questi vigilanti svolgono il loro lavoro senza portare armi con sé. Al fine di scoraggiare i potenziali saccheggiatori, essi fanno affidamento sul fatto di essere molti di più rispetto a loro, nonché giovani e atletici.

 

La Società della Croce Rossa colombiana (CRC) collabora con le comunità colpite dalle inondazioni della municipalità di Monterai, nel dipartimento di Cordoba, dove questi giovani vigilanti non sono solo responsabili per la sicurezza, ma anche di pompare via le acque stagnanti. In cambio, non ricevono denaro, ma del cibo e un riparo.

 

Mentre guardo lo scenario – una città intera coperta per metà da acqua sporca – dubito che una sola pompa possa portare a termine questo lavoro enorme. Forse, non ho fede.

 

Chiedo a Jacinto, un membro della vigilanza della comunità di El Poblado, quale sia la parte peggiore di questo lavoro.

 

“I serpenti”, risponde. “Dobbiamo stare molto attenti. Due giorni fa, una coppia che stava tornando a casa è stata morsa da un serpente”.

 

I morsi dei serpenti sono solo uno dei problemi di salute portati dalle inondazioni; altri sono la malaria, la febbre gialla, dengue e diarrea e malattie legate alla mancanza di acqua pulita.

 

Elva Rosa García, coordinatore dell’assistenza sanitaria primaria della filiale della Croce Rossa di Crodoba, dice al vigilante: “Per favore, dì a tutta la comunità che la Croce Rossa ha l’antidoto contro il veleno dei serpenti. Per favore diglielo, nel caso ci sia un altro incidente di morso da serpente”.

 

Mi volto e vedo molti bambini che incurantemente giocano nell’acqua senza scarpe. Non si preoccupano dei serpenti e delle malattie. Le comunità che ho visitato, El Poblado, Dispero e Villa Paz, sono piene di bambini.

 

Poiché qui una famiglia media ha dai sei agli otto bambini, non c’è da meravigliarsi se più della metà dei colpiti sono bambini.

 

In nome di queste unità familiari ampie e vulnerabili, che hanno bisogno di assistenza umanitaria immediata, la Società della Croce Rossa colombiana ha chiesto al governo di dichiarare lo stato nazionale di emergenza, per rendere più facile la mobilizzazione di risorse e la raccolta di fondi.

 

Nel frattempo, il 5 di novembre, la Federazione Internazionale ha lanciato un appello per 950,000 franchi svizzeri (795,000 dollari) al fine di sostenere la CRC nelle sue operazioni di assistenza a 4.000 famiglie.

 

 

 

 

 

 

4-Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa al link>
http://www.ifrc.org/docs/news/04/04110801/
L’HIV si diffonde lungo la rotta dell’eroina
4 novembre 2004
di John Sparrow; foto di Eddy Postuma de Boer

 

Nella provincia del Tashkent, nell’Uzbekistan, un autobus che viaggiava dal Tajikistan verso la Russia, ha fatto sorgere dei sospetti tra gli ufficiali di dogana, che non contenti delle risposte fornite dal conducente hanno deciso di perquisire il veicolo. Così facendo hanno trovato nascosta una partita di eroina per un valore commerciale di 9 milioni di dollari.

 

Nello stesso giorno, nel nord del Tajikistan, sulla strada che da Dushanbe porta a Khudzhand, la polizia ha fermato una Land Cruiser, all’interno della quale ha rinvenuto altri 24 chili di droga. Lungo la rotta principale dell’eroina, che attraversa l’Asia Centrale, la settimana iniziava ad animarsi, come al solito, del resto.

 

Questi sequestri di eroina provano l’esistenza di un crescente traffico di droga proveniente dall’Afghanistan. Dalla caduta del regime talibano, la produzione afgana di oppio è aumentata enormemente. Si ritiene che nel 2003 il raccolto di oppio possa aver raggiunto le 4.500 tonnellate, un aumento rispetto alle 4.000 tonnellate stimate per il 2002 e un approssimarsi al suo punto massimo di 5.000 tonnellate del 1999.

 

La rotta dell’eroina che dall’Afghanistan passa attraverso il Tajikistan, Kyrgyzstan, Uzbekistan e Kazakhstan, per poi arrivare in Russia e in Europa, è di nuovo in piena funzione. Altre rotte passano attraverso il Turkmenistan.

 

Le Nazioni Unite calcolano che l’80% dell’eroina consumata nell’Europa occidentale provenga dall’Afghanistan e dal Pakistan e che all’incirca il 25% arrivi attraverso questa rotta del nord, passando tra le ex repubbliche dell’Unione Sovietica.

 

Tuttavia, un gran quantitativo rimane nella regione dell’Asia centrale, andando ad alimentare il proprio crescente mercato interno della droga, un fenomeno che il Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ritiene stia accelerando la diffusione dell’HIV/AIDS. È in corso un’epidemia di infezioni, la maggior parte delle quali sono state riscontrate tra i consumatori di droga che fanno uso in comune di aghi.

 

 

Il preoccupante aumento nella diffusione dell’HIV/AIDS

 

I dati sulla diffusione dell’HIV/AIDS nell’Asia centrale si basano principalmente su ipotesi plausibili. La vigilanza e i controlli di laboratorio sono scarsi o assenti. Persino il sangue usato per le trasfusioni potrebbe non essere sottoposto a controlli per escludere la presenza di tale virus.

 

Tuttavia, nel corso degli ultimi anni, ciò che è stato oggetto di valutazione ha mostrato un aumento allarmante di infezioni: i tassi ufficiali crescono annualmente di tre, quattro volte, e la realtà si ritiene sia anche peggiore.

 

La dimensione dell’epidemia dell’Asia centrale già assomiglia a quella che era presente nell’Africa sub-sahariana all’inizio degli anni 80, e dalle ultime statistiche emerge la necessità urgente di maggiori sforzi nel combattere l’HIV, al fine di evitare una tragedia ancore più grande.

 

Una minaccia che viene poi aggravata dalla povertà. La Banca Mondiale calcola che, dopo oltre un decennio dall’indipendenza, in Tajikistan più dell’80% della popolazione viva al di sotto del livello di povertà, lo stesso succede per la metà della popolazione del Kyrgyzstan. La maggiore parte dei poveri vive in zone rurali.

 

A causa della povertà, gli uomini lasciano casa per andare a lavorare in zone più benestanti, soprattutto in Russia. Lontani da casa, cambiano i loro comportamenti, e trovano nel sesso e nella droga un sollievo alla loro disperazione e disadattamento, portando poi a casa con sé non solo denaro ma anche qualcosa d’altro.

 

A causa della povertà, donne e ragazzine sono costrette a prostituirsi e un numero sempre più crescente di persone vengono indotte a lavorare nel commercio della droga.

 

Un confine poroso

 

Il fiume Panj costeggia un tratto, a forma di lingua, del territorio afgano e si spinge oltre le montagne del Pamir fino ad arrivare nel cuore del Tajikistan. È questo fiume a separare i due paesi per gran parte dei 1.400 chilometri di confine.

 

È una frontiera porosa. La sua lunghezza, la sua popolazione scarsa e sparpagliata e le sue montagne rendono impossibile l’applicazione della legge, consentendo così ai trafficanti di operare liberamente. Una delle rotte maggiormente percorse è quella che va da Khorog, la capitale del Goro Badakhshan, regione autonoma pamira del Tajikistan orientale, a Osh, una città del sud del Kyrgyzstan, che costituisce per i trafficanti il fulcro più importante.

 

Quello che sta succedendo in queste città, nonché la diffusione dell’HIV che gli stupefacenti hanno portato con sé, fornisce una visione più approfondita della situazione e insieme un ammonimento.

 

Khorog ha probabilmente esaurito il suo ruolo di leader nella rotta principale dell’eroina. Tuttavia, continua a fare la sua parte nella distribuzione della droga, grazie alla posizione del Gorno Badakhshan. Quest’ultimo, infatti, si trova vicino a un’area di coltivazione di papaveri e a Wakhan Pass, uno stretto corridoio afgano tra il Gorno Badakhshan e il Pakistan, stracolmo di droga che viene poi inviata a Osh.

 

C’è un altro fattore significativo da considerare: il Goro Badakhshan è la zona più povera del paese più povero dell’ex Unione Sovietica.

 

Nelle statistiche ufficiali non è possibile rinvenire alcun segno di crisi in questa regione autonoma. Ufficialmente, nel Goro Badakhshan ci sono solo 23 persone che convivono con l’HIV/AIDS.

 

Bodurbet Bodurbekov, direttore del centro regionale per l’HIV/AIDS, è il primo ad ammettere che questo dato è ben distante dalla realtà. E se gli si chiede quale sia questa realtà, egli risponde che il numero di casi di HIV/AIDS è dieci, venti volte maggiore rispetto a quello ufficiale. C’è una sola cosa su cui esiste accordo: la necessità di un’azione preventiva dell’HIV/AIDS più intensiva.

 

La Mezzaluna Rossa del Jajikistan è impegnata a informare la gioventù, che costituisce fino al 43% della popolazione. Le campagne informative sull’HIV e sugli stupefacenti hanno come obiettivo le scuole, le università e i mercati di piazza. C’è poi un gruppo teatrale che va in giro per le scuole, offrendo rappresentazioni drammatiche di questi messaggi.

 

Bomba a tempo

 

I dati acquisiti dalla Croce Rossa olandese da ufficiali superiori di agenzie nazionali sembrano suggerire che il numero dei consumatori di droga in Tajikistan vada dai 60.000 agli 80.000, e in Kyrgyzstan dagli 80.000 ai 100.000. Una concentrazione significativa di quest’ultimi si addensa nella provincia di Osh nel Kyrgyzstan. Nell’Osh, infatti, l’eroina si trova facilmente e costa solo un dollaro americano a buco. E a pagare per questo sono il crimine e la prostituzione, in continua crescita.

 

Secondo i dati ufficiali, nella provincia di Osh, ci sono 2.000 consumatori di droga, ma la maggior parte delle fonti informative sostiene che questo dato sia un’assurdità. D’altronde, in Asia centrale è normale che tra le statistiche esistano differenze enormi. Ufficialmente, il Kyrgyzstan ha 5.600 consumatori di droga. Eppure sulla base di ricerche scientifiche condotte in due regioni specifiche, la Commissione statale per il controllo dei narcotici sostiene che il numero di tali consumatori potrebbe essere 100.000. Che cosa potrebbe significare questo in termini di HIV?

 

Ovunque in Asia centrale, la risposta non può essere altro che un’ipotesi. Mancano gli strumenti di controllo in grado di misurare appropriatamente il fenomeno. La Mezzaluna Rossa del Kyrgyzstan afferma semplicemente che il pericolo è lì, davanti ai nostri occhi.

 

L’HIV è un fattore che sta già contribuendo all’aumento della tubercolosi, la più comune malattia legata all’AIDS che causa la morte. Nella provincia di Osh, nel Kyrgyzstan, ci sono attualmente 126,4 casi su 100.000 persone, e, in uno dei suoi distretti, si arriva fino a 147 casi. Questi dati, anche se limitati a piccoli focolai, sono allarmanti in quanto paragonabili alle situazioni peggiori presenti nel resto del mondo.

 

È possibile che l’Osh sia seduto su di una bomba a orologeria? “Non solo l’Osh”, afferma il coordinatore regionale della gioventù della Mezzaluna Rossa del Kyrgyzstan, Nurgul Moldobaeva. “In Kyrgyzstan ci sono tutti gli elementi occorrenti per scatenare una catastrofe. Però se la gente fosse informata e se comprendesse il problema, tale pericolo potrebbe essere affrontato”.

 

La Mezzaluna Rossa, visitando diversi villaggi con i suoi programmi di consapevolezza sull’HIV/AIDS, ha constatato che finora non c’è stata una diffusione appropriata dell’informazione su questi temi.

 

Giovani in primo piano

 

La Mezzaluna Rossa del Kyrgyzstan ha posto al centro della sua attenzione i giovani, grazie al sostegno fornito sia dalla Croce Rossa olandese nelle province di Bishkek e Chuy, Issyk-Kul, Naryn e Talas, sia dalla Croce Rossa britannica nella zona meridionale di Osh e nelle città di Jalal-Abad e Batken.

 

Allo scopo di prevenire l’uso di droghe, così come di diffondere conoscenza sui temi dell’HIV e AIDS, la Mezzaluna Rossa del Kyrgyzstan opera nelle scuole e università, lungo le strade e attraverso i centri per la gioventù della Mezzaluna Rossa, sparsi in tutto il paese.

 

Al fine di raggiungere i giovani, nelle città e nelle comunità vengono organizzati rappresentazioni teatrali, concerti rock, quiz e competizioni, processioni e feste con musica.

 

A Bishkek, in una notte d’inverno, Asel Ibraimova, coordinatore di progetto, e i suoi amici cominciano a fare il giro delle discoteche con uno spettacolo di varietà di 20 minuti e con un’abbondante fornitura di preservativi. La televisione e i quotidiani li seguono e sulle strade poco illuminate della seconda discoteca che si accingono a visitare s’intravedono i lavoratori del sesso che lentamente svaniscono nell’oscurità.

 

Come previsto la musica all’interno della discoteca si ferma e si accendono le luci. Un giovane di nome Azamat si fa avanti e chiede: “Avete mai provato a far scoppiare un preservativo?”

 

Segue una competizione dello scoppio del preservativo. Gli spettatori urlano e gridano, ma se Azamat si comporta in modo strano, ha il suo buon motivo.

 

“E allora”, dice Azamat alla fine, “quanto sapete sull’HIV?”

 

Poi vengono poste una serie di domande e le persone che danno le risposte giuste ricevono dei premi. I giovani volontari, prima di andarsene, passano da un tavolo all’altro, distribuendo preservativi e materiale informativo.

 

Fuori, i lavoratori del sesso sono riemersi e le auto girano attorno a loro. Vedendo l’emblema della Mezzaluna Rossa, un uomo dal finestrino grida: “Ehi! Avete un preservativo per me?”

 

“Certo”, dice una ragazza sorridendo e avvicinandosi a lui. “Ho anche un volantino. Se fossi in lei, signore, io lo leggerei”.

 
< Prec.   Pros. >

Scuole al museo

scuole
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.