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Standing Commission

n° 58 del 28 Gennaio 2001 Stampa E-mail
sabato 27 gennaio 2001
28 GENNAIO 2001
nr. 58
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


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1. - "I Rifugiati" 50° Anniversario dell'Alto Commissariato Nazioni Unite
per i Rifugiatidi
Luigi Micco
2. - 1° Corso di Diritto Internazionale Umanitario C.I.S.O.M. Titolo: "Il
diritto dei
rifugiati" Università degli Studi di Foggia - sabato 3 febbraio 2001
Comunicato da
Roberto Arnò

3. - CICR news nr.48 e 49 del 2000 CICR news nr.1 del 2001 Traduzione di
Roberto Arnò

1----------------------------

Da questo numero del Notiziario, ha inizio la pubblicazione di una serie di
articoli su un tema molto speciale: "I rifugiati". Prendendo spunto dal
cinquantesimo anniversario (www.unhcr-50.org) della costituzione dell'Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR www.unhcr.ch), che
ricorre il 1° gennaio 2001, introdurremo e parleremo di un argomento,
purtroppo,
sempre attuale.


Attraverso una panoramica della situazione, saranno introdotte le
problematiche
relative ai rifugiati. Sarà tracciato il profilo dell'ACNUR. In aggiunta a
ciò,
particolare attenzione sarà posta al ruolo che Movimento Internazionale della
Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa gioca nell'azione a favore dei rifugiati.
Quindi saranno analizzati, in particolare, alcuni strumenti di protezione
giuridica dei rifugiati e la definizione presente nei maggiori strumenti
internazionali. In conclusione, infine, saranno presentate un insieme di
statistiche e di dati per dare il senso della dimensione del problema.

1. Un problema sempre attuale
La storia dell'umanità ha dimostrato, purtroppo in molte occasioni, che i
rifugiati sono il sintomo dei mali di un'epoca: le guerre, le persecuzioni e
l'intolleranza. Se l'esilio forzato delle persone ha sempre qualcosa in
comune e
i problemi affrontati dai rifugiati sono sostanzialmente gli stessi, le cause
dello sradicamento dalla propria terra e le problematiche connesse sono
sempre
nuove e diverse: i cambiamenti geopolitici radicali, l'enorme crescita del
numero di rifugiati, le situazioni di emergenza in cui si trovano a causa dei
conflitti armati e infine le sempre più deboli possibilità di una durevole
integrazione di massa nei Paesi di asilo. Agli inizi degli anni 90, una stima
ottimista prevedeva una diminuzione del numero di rifugiati nel mondo: molti
vecchi conflitti erano diminuiti di intensità e ciò sembrava aprire la
strada al
rimpatrio di milioni di persone che erano state costrette a lasciare la
propria
terra. Ma ben presto l'euforia che aveva accompagnato la fine della guerra
fredda ha ceduto il posto ad un attento esame dei problemi dovuti alla nuova
situazione geopolitica. Se da un lato la riduzione della tensione ha creato
delle nuove possibilità di cooperazione internazionale in materia di
regolamentazione dei conflitti, dall'altro è sembrato subito chiaro che gli
effetti dovuti alle guerre dei decenni passati fossero duri ad estinguersi.
Altri confitti sono sorti in Europa, negli altri continenti ed in tutte
quelle
regioni contraddistinte da una nuova o da una persistente instabilità e nuove
persone hanno dovuto lasciare la propria terra per sfuggire alle
persecuzioni ed
alle violenze. Quando questi conflitti hanno origine dalle differenze
etniche,
religiose o tribali, è difficile trovare una regolamentazione, e ciò comporta
spesso delle conseguenze imprevedibili su tutta l'azione a favore dei
rifugiati.
Le persecuzioni, le gravi violazioni dei diritti dell'uomo, la paura della
guerra e dei conflitti che minacciano la loro sicurezza e la loro
sopravvivenza,
costituiscono altrettante ragioni che spingono un numero sempre più grande di
persone a cercare rifugio fuori del proprio Paese, abbandonando le proprie
case.
Il numero dei rifugiati indica certamente fino a che punto un Paese ha
fallito
nel campo della stabilità politica, della giustizia e della protezione dei
propri cittadini, che per questo motivo, dipendono totalmente dal Paese che
li
accoglie e dalla comunità internazionale.
Non è facile per i Paesi vicini, che spesso sono poveri quanto il Paese di
origine, provvedere ai bisogni essenziali in materia di protezione e
assistenza
materiale e spesso l'impatto dei movimenti dei rifugiati e delle persone
sfollate è un problema di non facile soluzione per il Paese di accoglienza.

Le cause di questi esodi, come si è detto, sono note: persecuzioni, conflitti
armati, violazioni dei diritti dell'uomo alle quali si aggiunge, a volte, una
grave pressione demografica, su uno sfondo di povertà totale e di esaurimento
delle risorse ambientali. In certi casi, si può sperare in un ritorno
volontario
nel proprio Paese, ma ciò nonostante, non si aspettano grandi miglioramenti
della situazione generale nei prossimi anni.
Da un anno all'altro, le statistiche delle violazioni dei diritti dell'uomo
restano le stesse, i conflitti etnici e religiosi si moltiplicano e le
minoranze
non hanno altra risorsa che scappare dal proprio Paese. Parallelamente, i
governi dei Paesi di accoglienza passano da una politica di apertura
incondizionata, a quella di quote limitate sminuendo, di fatto, l'aiuto
umanitario.
Degli oltre 22 milioni di rifugiati censiti nel mondo, la metà è costituita
da
bambini, un quarto da donne e una buona parte da persone anziane. Spesso,
essi
non sono solo espatriati, ma marchiati psicologicamente da ciò che è successo
prima, durante o dopo la loro fuga.
La maggior parte dei rifugiati proviene dai Paesi in via di sviluppo e dal
Terzo
Mondo e vanno verso altri Paesi del Terzo Mondo, che sono certamente i meno
adatti ad assumersi questo supplementare fardello, vista la densità della
propria popolazione e la loro spesso fragile economia.
È solo dal 1983 che un numero relativamente importante di persone,
provenienti
dai Paesi in via di sviluppo, hanno cercato asilo in Europa. Prima di questa
data, i governi dell'Europa ammettevano sostanzialmente solo i rifugiati
provenienti dall'Europa dell'Est, dall'America Latina (principalmente dal
Cile),
dal Sud-Est Asiatico (Indocina) secondo una quota fissata dall'ACNUR.
A seguito di massicci arrivi degli anni 80 però, i governi della maggior
parte
dei Paesi dell'Europa occidentale, hanno rivisto, abbassandole, le quote
d'immigrazione permessa, per limitare gli afflussi.
Dopo gli sconvolgimenti delle due guerre mondiali, le nazioni europee si
erano
preoccupate di portare un aiuto umanitario in favore dei rifugiati e degli
individui perseguitati e si ebbe il diffondere di una favorevole politica di
accoglienza adottata appunto dagli Stati europei.
Come si è detto, l'acuirsi negli anni 80 dei conflitti interni, di guerre
civili
e la disintegrazione di particolari situazioni socioeconomiche, hanno
causato la
proliferazione dei rifugiati e l'afflusso massiccio in Europa di persone che
chiedevano l'asilo, provenienti da quasi tutti i Paesi del mondo. Ciò ha
provocato un completo cambiamento d'attitudine da parte dei governi e
dell'opinione pubblica.
Gli stessi governi europei che avevano elaborato le linee politiche
umanitarie
consacrate nella Convenzione del 1951 e il Protocollo del 1967, hanno
introdotto
delle linee di condotta e delle procedure sempre più restrittive, con delle
misure atte a scoraggiare le richieste d'asilo di chi giunge attraverso dei
Paesi intermediari, sia con falsi documenti sia senza.
Parecchi Paesi hanno imposto il visto d'ingresso ai cittadini dei Paesi da
cui
provengono i richiedenti l'asilo, o hanno adottato delle leggi che
sanzionano le
compagnie di trasporto (navali, aeree, ferroviarie, ecc.) che trasportano dei
viaggiatori non muniti di documenti sul proprio territorio. Ciò, di fatto,
impedisce spesso ai rifugiati di raggiungere le frontiere del Paese ove la
richiesta d'asilo sarebbe stata valutata con obiettività.
Il tasso di concessione dello status di rifugiato dei Paesi dell'Europa
occidentale è diminuito fortemente negli ultimi anni, in gran parte a causa
dell'applicazione più rigorosa del criterio di ammissione. Ad esempio il
"beneficio del dubbio" è spesso non applicato o riservato come ultima
possibilità. In molti Paesi, la nozione di "domanda manifestamente
ingiustificata", prevista dalla Convenzione del 1951 è largamente
applicata. Di
conseguenza, certe persone che chiedono il diritto d'asilo alle frontiere,
non
hanno alcuna chance di appellarsi alle decisioni negative prodotte in prima
istanza. Inoltre, non sempre alle frontiere si ha accesso a tutte le
informazioni necessarie o la possibilità di assistenza legale, con il
risultato
di respingere certe persone senza che esse abbia avuto la possibilità di
provare
fondatamente la propria richiesta d'asilo.

Dopo aver affrontato, per grandi linee, i motivi dell'esodo, nel prossimo
numero, parleremo dell'organizzazione governativa che in seno alle Nazioni
Unite, si occupa della protezione e dell'accoglienza dei rifugiati, l'ACNUR,
dalle sue origini ad oggi, e del suo mandato.

"Non esiste male più grande al mondo che la perdita della propria terra
natale."
(Euripide, 431 a.C.)

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1° CORSO DI DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO
C.I.S.O.M.

Titolo: "Il diritto dei rifugiati"
Data: sabato 3 febbraio 2001

Sede: Università degli Studi di Foggia
Ausili didattici: lavagna luminosa

PROGRAMMA

Ore 8.30 : Registrazione partecipanti.
Ore 9.00 : Saluto delle Autorità

Ore 9.15 : Introduzione (Avv. Stefano Scarcella -
C.I.S.O.M Foggia):
1^ parte: "L'impegno dello S.M.O.M. nel campo del
diritto internazionale umanitario:
l'intervento del Gran Cancelliere all'Assemblea
Generale dell'O.N.U. dell'8 settembre 2000".
2^ parte: "Il diritto internazionale umanitario:
caratteri ed evoluzione storica"
3^ parte : "Il diritto dei rifugiati nel sistema del
diritto internazionale umanitario"

Ore 9.45: 1^ Relazione (Docente di Diritto
Internazionale Università di Foggia):
"Le normative internazionali sui rifugiati:
la Convenzione di Ginevra del 1951 ed il Protocollo di New York del 1967"

Ore 10.15 : 2^ Relazione (Avv. Isidoro Palumbo -C.I.S.O.M. Roma):
"La protezione dei rifugiati negli strumenti del
diritto internazionale umanitario: alcuni casi pratici"

Ore 10.45 : 3^ Relazione (Avv. Mauro Marzocco C.I.S.O.M. Foggia):
"La condizione giuridica dello straniero in Italia:
l'Accordo di Shengen, la Convenzione di Dublino ed il Testo Unico
sull'immigrazione del 1998"

Ore 11.15 : Pausa caffè

Ore 11.45 : 4^ Relazione (Magg. Riccardo Brandizzi - Comando generale GDF)
"Le nuove tecnologie per il controllo dei flussi
migratori"

Ore 12.15 : 5^ Relazione (Relatore A.C.N.U.R. -
Roma):
"Le attività dell'A.C.N.U.R. e degli organismi
internazionali nella tutela dei rifugiati"

Ore 12.45 : 5^ Relazione (Relatore UNICEF - Roma)
"L'impegno dell'UNICEF per la protezione dei bambini nell'ambito
dell'emergenza
rifugiati"

Ore 13.15 : Pausa Pranzo

Ore 15.00: Tavola rotonda sul tema
"Aspetti sanitari della prima accoglienza"
Presiede: Dott. Pietro Iorio, Capo
Gruppo C.I.S.O.M. Foggia
Relatori:
Docente della Facoltà di Medicina
dell'Università di Foggia
Ten. Col. A. Martini, Sanità
Militare, Medico C.I.S.O.M. Brindisi
Dott. M. Di Bisceglie, Medico C.I.S.O.M. Foggia

Ore 16.30 : Question time
Ore 17.00 : Conclusioni e consegna attestati
---
Comunichiamo che la Segreteria Organizzativa del Corso
è presso lo Studio Legale Associato Marzocco, alla Via
Gorizia 8, 71100 Foggia, fax 0881.772858.

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Inoltrato da Roberto Arnò

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ICRC NEWS n. 48 del 14 dicembre 2000
** SHORT MENU....
Etiopia/Eritrea: etiopi rimpatriati dall'Eritrea
Circa 1.500 etiopi hanno attraversato il fiume Mereb tra l'Eritrea e
l'Etiopia
sotto gli auspici del CICR, sabato 9 dicembre.
Bosnia-Herzegovina: insegnamenti sulle mine antiuomo
Quasi 46.000 bambini della scuola primaria hanno partecipato nelle scorse
settimane alla competizione sponsorizzata dal CICR, sulla consapevolezza del
problema delle mine antiuomo in tutta la Bosnia-Erzegovina.
Cile: CICR partecipa a riunione regionale in attesa della Conferenza mondiale
contro il razzismo
Dal 5 al 7 dicembre il CICR ha preso parte ad una riunione regionale per le
Americhe, tenutasi a Santiago, in Cile, sotto gli auspici dell'Ufficio
dell'Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, in preparazione della
Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite contro il razzismo, la
discriminazione
razziale, la xenofobia e l'intolleranza.

ICRC NEWS n. 49 del 21 dicembre 2000


COLOMBIA: PROGRAMMA DI ASSISTENZA SU VASTA SCALA
Decine di migliaia di sfollati nelle aree rurali della Colombia, hanno una
così
poca libertà di movimento, che nessuno di loro sa cosa potrà fare a lungo.

FILIPPINE: CICR E CROCE ROSSA FILIPPINA ASSISTONO 1000 FAMIGLIE SFOLLATE A
JOLO
L'isola di Jolo, nelle Filippine sud-occidentali, è stata sede di fatti
internazionali in aprile, quando il gruppo ribelle Abu Sayyaf ha rapito un
gruppo di turisti occidentali, alla fine rilasciati.

IUGOSLAVIA: ASSISTENZA UMANITARIA NELLA VALLE PRESEVO
Da quando la tensione è iniziata a salire nella valle Presevo della Serbia
meridionale, squadre del CICR sono state presenti nelle aree di
Gjilan-Gnilane e
Nis, mantenendo i contatti con le autorità e la popolazione civile, in modo
da
valutare e rispondere alle necessità umanitarie.

BOSNIA-ERZEGOVINA: COSTITUITA UN'UNICA SOCIETA DI MEZZALUNA ROSSA
La Società di Mezzaluna Rossa della Bosnia-Erzegovina ha tenuto la sua
riunione
costitutiva a Sarajevo il 15 dicembre, spianando la strada al riconoscimento
formale da parte del CICR e la seguente ammissione al Movimento
Internazionale
della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

RUANDA: SEMINARIO SUL DIRITTO UMANITARIO TENUTO ALL'ACCADEMIA MILITARE DI GAKO
L'8 e il 9 dicembre il CICR ha tenuto un seminario sul Diritto Internazionale
Umanitario, in cooperazione con l'Accademia Militare di Gako in Ruanda, che
ha
permesso a 144 futuri comandanti di compagnia, ufficiali ed istruttori
militari,
di acquisire una conoscenza di base sul diritto ed imparare le regole da
applicare in combattimento.

ICRC NEWS nr. 01 del 11 gennaio 2001
IUGOSLAVIA: CICR RIUNISCE I CIVILI CATTURATI, CON LE LORO FAMIGLIE IN KOSOVO
Sei Serbi catturati da un gruppo armato nell'area di Bujanovac della
cosiddetta
Ground Safety Zone (GSZ) il 31 dicembre 2000, sono stati presi in cura il
giorno
seguente dal personale del CICR di base a Gjilan-Gnilane, che li ha
ricondotti
alle proprie case in Kossovo.

IUGOSLAVIA: CICR ORGANIZZA LE VISITE FAMILIARI AI DETENUTI IN SERBIA
"Ho solo due figli. Entrambi sono detenuti a Belgrado e questa era la prima
volta che li ho visti in due anni. Mi sento così sollevata!": alcuni giorni
dopo
la visita ai suoi figli, questa donna del Kossovo, aveva ancora la gioia nei
suoi occhi, così come l'intera famiglia.

ISRAELE E TERRITORI OCCUPATO/AUTONOMI: CICR DISTRIBUISCE SCORTE DI CIBO A
HEBRON
Le famiglie colpite maggiormente dal severo coprifuoco imposto sui
palestinesi
residenti a Hebron, per i passati tre mesi hanno ricevuto scorte di cibo come
parte di un programma di distribuzione organizzato dal CICR e dalla Società
Palestinese della Mezzaluna Rossa.

 
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