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n° 229 del 4 Dicembre 2004 Stampa E-mail
venerdì 03 dicembre 2004

4 Dicembre 2004
nr. 229
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr 1.155 indirizzi e-mail


 
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1-CICR news N. 4/142 del 3 dicembre 2004
<Summit di Nairobi: Un impegno a porre fine alle sofferenza causate dalle mine>
Traduzione non ufficiale di Colum B.A. Donnelly
Con nota di Sabrina Bandera

 

 

2-CICR Comunicato stampa nr. 04/71 del 2 dicembre 2004
<Sudan: il presidente del CICR pone l’accento sul rispetto del diritto internazionale umanitario>
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

 

3-CICR - Comunicato stampa n° 04/70 del 30 novembre 2004
L’azione del CICR a Guantanamo Bay
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera
Preceduto da una nota di Sabrina Bandera

 

4-CICR - Comunicato stampa n° 04/67 del 24 novembre 2004
“Progressi nel dossier delle persone scomparse a seguito della guerra del Golfo del 1990-1991”
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

 

 

 

 

 

1-Summit di Nairobi per un mondo senza mine
di Sabrina Bandera

 

Si è svolto dal 29 novembre al 3 dicembre il “Summit di Nairobi per un mondo senza mine”, che ha visto la partecipazione dei dirigenti di 144 Stati parti alla Convenzione di Ottawa, dei rappresentanti della società civile del mondo intero e del CICR.

Il Summit di Nairobi costituisce la prima Conferenza di revisione degli Stati parti alla Convenzione sulla proibizione dell’uso, dello stoccaggio, della produzione e il trasferimento di mine antiuomo e sulla loro distruzione.

Obiettivi del meeting erano quelli di fare il punto sui progressi realizzati in vista dell’eliminazione totale delle mine antiuomo dopo l’entrata in vigore della Convenzione nel 1999 e di stabilire un piano di azione concreto per assicurare lo sminamento dei campi minati, la distruzione delle mine stoccate e l’assistenza ai mutilati.

Sul sito ufficiale della Conferenza (www.reviewconference.org/) sono disponibili tutti i documenti relativi alla Conferenza, mentre sul sito del CICR (www.cicr.org) è disponibile la dichiarazione del Presidente del CICR, Jakob Kellenberger “Concretizzare tutte le speranze della Convenzione di Ottawa.

 

 

CICR news N. 4/142 del 3 dicembre 2004

<Summit di Nairobi: Un impegno a porre fine alle sofferenza causate dalle mine>

Traduzione non ufficiale di Colum B.A. Donnelly

 

 

Il Summit di Nairobi su un Mondo Senza Mine si è concluso oggi, con un rinnovato impegno da parte dei 144 stati, che hanno messo al bando le mine antiuomo a perseverare nei loro sforzi per estirpare quest’arma insidiosa.

 

Il Summit ha adottato un piano d’azione di vasta portata contenente 70 impegni per accelerare la distruzione delle scorte di mine, bonificare le aree minate entro le scadenze del trattato ed assicurare aiuti a lungo termine per i sopravvissuti alle mine. I partecipanti si sono inoltre impegnati ad assicurare che ogni Stato del mondo aderisca alla Convenzione di Ottawa sulla messa al bando delle mine antiuomo. “Il piano è eccellente, ma solo l’azione salverà delle vite e restituirà dignità alle vittime,” afferma Peter Herby, al vertice dell’unità Mine-Armamenti del CICR. “Questo piano deve ora essere utilizzato dalle persone che si occupano delle vittime delle mine per assicurare un’azione più intensa e migliore contro le mine, e risorse più adeguate nei prossimi cruciali 5 anni.

 

Nel suo comunicato ufficiale al Summit del 2 Dicembre, il Presidente del CICR Jakob Kellenberger ha definito la Convenzione di Ottawa come una delle “storie di grande successo della comunità internazionale negli ultimi anni nel settore umanitario.” Allo stesso tempo ha posto in rilievo la necessità che sia fatto ancora di più per aiutare le vittime delle mine, facendo rilevare che la maggioranza di queste non ha ancora visto miglioramenti significativi nelle loro vite attraverso adeguate cure mediche, riabilitazione fisica e reintegrazione socio-economica. Ha affermato che molte più azioni erano richieste per mantenere le promesse della Convenzione ai sopravvissuti alle mine, ed ha accolto con soddisfazione l’impegno degli Stati di aumentare gli sforzi in questo settore.

 

Il sig. Kellenberger si è rivolto al summit, insieme con capi di stato, ministri e politici di primo piano provenienti da più di 90 paesi. In totale, sono intervenuti al summit 1.300 rappresentanti di Stati partecipanti alla Convenzione di Ottawa, Stati osservatori, organizzazioni internazionali, agenzie delle Nazioni Unite ed organizzazioni non-governative.

 

Un gruppo di ufficiali superiori militari di otto paesi si è inoltre riunito durante il summit per esaminare le conclusioni di uno studio commissionato dal CICR e compiuto da ufficiali militari nel 1996 sull’uso militare e l’efficacia delle mine antiuomo. Nella loro dichiarazione al Summit di Nairobi non solo hanno riaffermato la precedente conclusione che le raccapriccianti conseguenze delle mine antiuomo superano di gran lunga il loro limitato valore militare, ma hanno anche concluso che gli otto anni di esperienza trascorsi dallo studio hanno confermato che le mine antiuomo sono obsolete sul moderno campo di battaglia e che il loro uso non è giustificabile in nessuna circostanza.

 

Per ulteriori informazioni contattate:
Camilla Waszink, ICRC Geneva, tel. + 41 79 217 32 09
Ian Piper, ICRC Geneva, tel. +41 22 735 20 63
Catherine Bond, ICRC Nairobi, tel. ++254 722 512 728
o visitate il sito web: http://www.gva.icrc.org/eng/mines

 

 

 

 

 

2-CICR Comunicato stampa nr. 04/71 del 2 dicembre 2004
<Sudan: il presidente del CICR pone l’accento sul rispetto
del diritto internazionale umanitario>
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

Khartum/Ginevra (CICR). Il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) Jakob Kellenberger, ha terminato (2 dicembre NTD) oggi la sua visita nel Sudan, ha trascorso tre giorni nel Darfour e ha visitato le città di El Fasher, di Kutum e di Zalingei. Il presidente ha riconosciuto che l’accesso alle vittime del conflitto armato nel Darfur è sensibilmente migliorato dalla sua ultima visita nel marzo 2004. < Io penso che il CICR abbia scelto per una buona soluzione per quanto concerne le sue operazioni di soccorso nelle zone rurali, in modo di evitare nuovamente la movimentazione della popolazione e facilitare il ritorno delle persone sfollate verso i luoghi d’origine>, ha rilevato Jakob Kellenberger. In ogni suo discorso, ha sottolineato che il ritorno delle persone deve essere strettamente volontario e la protezione dei civili in queste regioni è stata considerevolmente rinforzata.

Il presidente del CICR si è intrattenuto con diversi membri del governo sudanese. A causa delle gravi violazioni al diritto internazionale umanitario commesse sotto la responsabilità del governo, Jakob Kellenberger ha formulato una serie di raccomandazioni destinate a migliorare la protezione della popolazione civile, dando la priorità ai principi di base del diritto umanitario, che sia conosciuto e rispettato da un punto all’altro della catena di comando delle forze governative.

Il governo dovrebbe, in oltre, prendere le misure necessarie per porre un termine all’impunità di coloro che si sono resi colpevoli di violazioni. A questo proposito, Jakob Kellenberger ha precisato che il CICR seguirà da vicino la messa in opera delle raccomandazioni presentate.
Con un budget di 112 milioni di dollari USA, il Sudan sarà, nel 2005, il più ampio teatro di operazioni del CICR nel mondo intero. Oltre a far conoscere il diritto umanitario e di assicurare che sia rispettato sul terreno, il CICR prevede di aiutare circa 500.0000 persone in tutto il paese, per rifornimento d’acqua, per distribuzione di viveri e anche di articoli casalinghi di prima necessità, per l’organizzazione di cure mediche. Tutto questo in stretta collaborazione con la Mezzaluna Rossa sudanese e diverse Società nazionali della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Dal Sudan, il presidente del CICR andrà in Kenia, dove prenderà parte al Summit di Nairobi per un mondo senza mine.

 

 

 

 

 

3-<CICR – Stati Uniti – Guantanamo>
di Sabrina Bandera

 

Nei giorni scorsi numerosi giornali, italiani e stranieri (v. Corriere della Sera 1.12.2004, La Repubblica 2.12.2004), hanno riportato la notizia di accuse da parte del CICR alle forze armate americane per aver usato intenzionalmente metodi di coercizione psicologica e fisica “equivalenti a torture” sui detenuti di Guantanamo. Le accuse sarebbero contenute in un rapporto confidenziale del CICR al governo degli Stati Uniti, rapporto anticipato dal New York Times.

Riportiamo di seguito la posizione ufficiale del CICR.

 

Comitato internazionale della Croce Rossa

Comunicato stampa n° 04/70 del 30 novembre 2004

 

L’azione del CICR a Guantanamo Bay

 

Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

 

Ginevra (CICR) –Dall’inizio del 2002 il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) visita regolarmente il luogo di internamento degli Stati Uniti a Guantanamo Bay, al fine si assicurarsi che le persone che vi sono internate siano trattate secondo le regole e le norme pertinenti del diritto internazionale. Dona loro anche la possibilità di restare in contatto con le loro famiglie attraverso i messaggi di Croce Rossa.

Il tenore dei passi e dei rapporti del CICR è confidenziale e comunicato esclusivamente alle autorità detentrici competenti. Di conseguenza, conformemente alla sua linea di condotta abituale, l’Istituzione non confermerà e non smentirà pubblicamente le citazioni contenute nell’articolo “Red Cross Finds Dotainee Abuse in Guantanamo”, apparso sul New York Times del 30 novembre, corrispondente alle constatazioni trasmesse dal CICR alle autorità americane riguardanti le condizioni di internamento e il trattamento riservato alle persone private di libertà a Guantanamo Bay.

Il CICR approfitta di questi scambi con i governi per fare chiaramente comprendere le sue preoccupazioni e le sue raccomandazioni circa la situazione nei luoghi di detenzione e per chiedere, se ve ne è la necessità, che dei cambiamenti siano apportati. Guantanamo Bay non fa eccezione alla regola. Il CICR resta convinto che il principio dei passi diretti e confidenziali presso le autorità detentrici meglio concorre alla realizzazione del suo obiettivo, vale a dire di fare in modo che il trattamento delle persone internate risponde alle norme fissate dal diritto internazionale umanitario. Questo principio ha permesso al CICR di avere accesso in maniera ripetuta e regolare alle persone internate a Guantanamo Bay e di intrattenersi con loro senza testimoni.

Recentemente, la creazione dell’Office of Detainee Affairs in seno al Ministero americano della Difesa ha fornito un luogo di dialogo dove le questioni relative a Guantanamo Bay possono essere trattate più rapidamente e in maniera più sistematica. Nondimeno, il CICR resta preoccupato per il fatto che dei problemi importanti riguardanti le condizioni di internamento e il trattamento delle persone che si trovano a Guantanamo Bay non hanno ancora potuto essere trattati in maniera adeguata. L’Istituzione proseguirà le sue discussioni su questi problemi con le autorità americane.

Nel 2003, il CICR ha visitato più di 2.000 luoghi di detenzione dove circa 450.000 persone sono private di libertà, in circa 80 Paesi. Per migliaia tra loro, di cui molti a Guantanamo Bay, le visite effettuate dal CICR rappresentano il loro solo contatto con il mondo esterno.

 

 

Caffè Dunant ha pubblicato nel nr. 216 del 29 agosto 2004 un ampio dossier sulle visite del CICR a Guantanamo e negli altri luoghi di detenzione (Bagram, Kandahar, Charleston) nei quali gli Stati Uniti detengono delle persone per ragioni legate agli avvenimenti dell’11 settembre 2001 e alle loro conseguenze.

Attualmente a Guantanamo sono internate circa 550 persone (fonte CICR).

 

 

 

 

4-Comitato internazionale della Croce Rossa
Comunicato stampa n° 04/67 del 24 novembre 2004
“Progressi nel dossier delle persone scomparse a seguito
della guerra del Golfo del 1990-1991”
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

 

Ginevra (CICR) – Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha accolto oggi [24 novembre, NdT] la 27a riunione della Commissione tripartita, creata per fare luce sulla sorte delle persone scomparse nel quadro della guerra del Golfo del 1990-1991. Il CICR presiede la Commissione tripartita e il suo sottocomitato tecnico dalla loro creazione, rispettivamente nel 1991 e nel 1994.

La riunione di oggi si è svolta nella sede del CICR a Ginevra, in presenza di rappresentanti dei membri della Commissione: Arabia Saudita, Stati Uniti, Francia, Kuwait e Regno Unito. La Commissione ha formalmente preso nota dei progressi realizzati dalla sua ultima riunione nel dicembre 2003 – 188 casi sono stati risolti in questo intervallo di tempo -, che hanno contribuito a ridurre sensibilmente il numero delle famiglie che attendono nell’angoscia di sapere che cosa è successo dei loro famigliari, scomparsi ormai da più di 13 anni.

Agendo sulla base del mandato che gli è stato conferito dal diritto internazionale umanitario, il CICR continuerà a facilitare questo processo, che ha lo scopo di porre un termine ad un lungo periodo di penosa incertezza.

 
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