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Standing Commission

n° 1 del 12 giugno 1998 Stampa E-mail
giovedì 11 giugno 1998

12 Giugno 1998

nr. 1
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)




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I.     Editoriale
II.    Conferenza di Cornelio Sommaruga a Firenze 8 giugno 1998
III.       Agenda italiana
III.A    Fiaccolata da Solferino a Castiglione
III.B    Annulli Filatelici
III.C    Premio di laurea <Giuseppe Barile e Pietro Verri>-CRI Chiavari
III.D    Conferenza di Torino 20 giugno 1998 <Mine Antiuomo una guerra in
            tempo di pace>
III.E    Convegno <La Pace attraverso il diritto: l'istituzione di una
         Corte Penale Internazionale> Roma - mercoledì 24 giugno 1998
III.D    Esposizione "Liberiamoci dalle mine"
IV. Notizie dal Mondo
V. Informazione per i collaboratori o per le richieste di pubblicazione

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(I)
Editoriale
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Carissimi AmiciMicr,
così si chiama l'elenco di chi riceve questo numero uno di "Caffè
Dunant". Abbiamo tante notizie da dare, ma una particolarmente importante
porta la data imminente del 20 giugno e ci è sembrato giusto uscire per
lei, anche se un po' di corsa.
Nella nostra qualità di AmiciMicr duplice è il nostro impegno. Il primo è
quello di indirizzare alla redazione di "Caffè Dunant" le informazioni di
carattere storico, di Diritto Internazionale Umanitario, di Dottrina di
Croce Rossa.
Il secondo , ma non meno importante, è quello di diffondere nell'ambito
delle nostre sede CRI, gli appuntamenti che il notiziario ci dà.
Da ultimo permettetemi di ricordarvi la manifestazione "da Solferino a
Castiglione - Fiaccolata 98" che è una delle manifestazioni più
significative della Croce Rossa Italiana e sta diventanto anche un
importante evento internazionale. La partecipazione a questa sesta edizione
è di nove Società Nazionali consorelle: Germania,Spagna, Austria, Olanda,
Croazia, Stati Uniti, Giappone, Danimarca e Repubblica di S.Marino. Le
prenotazioni (Italia ed estero) al 11 giugno sono oltre 1500 (un incremento
del 100% su quelle dello scorso anno a 15 giorni dalla manifestazione).
Si tratta di un appuntamento di celebrazione e di festa dove sarà possibile
ritrovare carica e rinnovare le motivazioni che permettono a ciascuno di
svolgere l'attività di volontariato nella Croce Rossa.
Sempre cordialmente
Maria Grazia Baccolo

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 (II)
 Conferenza di Cornelio Sommaruga a Firenze 8 giugno 1998

                    SFIDE UMANITARIE PER LA CROCE ROSSA

               ALLA VIGILIA DEL XXI.mo SECOLO

                 Conferenza del Dottor Cornelio Sommaruga

                  Presidente del Comitato internazionale

                             della Croce Rossa

                          Firenze, 8 giugno 1998

In  queste  settimane  "Croce  Rossa  1998"  è  doveroso  affermare  che il
documento  firmato  134  anni fa a Ginevra dai plenipotenziari di 12  Stati
aveva  carattere  rivoluzionario.  Dopo  solo dieci giorni di consultazioni
questi  rappresentanti  degli Stati adottarono il primo accordo di Ginevra,
cioè la Convenzione per il miglioramento della sorte dei soldati feriti sui
campi  di  battaglia.  Il  22   agosto  1864 la grande idea di Henry Dunant
assunse  così  una  forma  concreta.  La  Croce  Rossa  Italiana fa bene di
ricordare  nel suo logo la data di questa Convenzione di Ginevra! L'accordo
fu  veramente  rivoluzionario  per quell'epoca, dato che con esso gli Stati
riconobbero  per la prima volta, in modo chiaro ed esplicito, che i soldati
feriti   e  morenti  non  erano  semplicemente  un  inevitabile,  e  quindi
trascurabile, prodotto secondario delle guerre. No! Le vittime delle guerre
sono  persone  che  soffrono  e  nessuno può permettersi di dimenticarle ed
ancor  meno di ripudiarle. Esse hanno invece il diritto di essere assistite
ed  aiutate, sia dagli amici, che dai nemici, senza alcuna discriminazione.
Non  dimentichiamo l'appello delle donne lombarde sul campo di battaglia di
Solferino,  che  ci  è  stato  tramandato  da  Henry  Dunant:  "Siamo tutti
fratelli".  Con  la  Convenzione del 1864 principi morali comuni a tutte le
culture,  religioni  e  convinzioni,  sono  dunque  assurti  ad obblighi di
carattere legale vincolanti per tutti i belligeranti.

La  prima  Conferenza di Ginevra fu presieduta dal Generale Guillaume Henry
Dufour,  che  fu  anche il mio primissimo predecessore, quale "primus inter
pares"  del Comitato dei Cinque, precursore del CICR. Nel 1847, il Generale
Dufour,  che aveva assunto il comando dell'esercito federale svizzero nella
guerra  civile  chiamata  del "Sonderbund",  il Generale-comandante fece un
ordine  del  giorno  ai  suoi  soldati, che conteneva le basi di quello che
divenne  poi   -con  le  Convenzioni di Ginevra-  il diritto internazionale
umanitario.  Basti  citare  due  frasi:  "Soldati: bisogna uscire da questa
battaglia,  non  solo vittoriosi, ma anche senza rimproveri; bisogna che si
dica  di  voi:  si sono battuti con onore quando era necessario, ma si sono
dimostrati sempre umani e generosi". Ed ancora: "Colui che porta la mano su
una  persona  inoffensiva  si disonora ed imbratta la propria bandiera". E'
così  comprensibile  che  con  Henry   Dunant  egli  venga  considerato  il
fondatore della Croce Rossa.

Dopo  il  1864  diplomatici  e  giuristi  si  sono incontrati più volte per
sviluppare il dovere dei belligeranti di proteggere ed aiutare tutti coloro
che  sono  coinvolti  nelle guerre e che ne subiscono le conseguenze. Così,
quasi  cinquant'anni  fa,  precisamente  il  12   agosto   1949, sono state
solennemente adottate le quattro Convenzioni di Ginevra. Oggi rappresentano
la  base  del  diritto  umanitario  internazionale. In seguito alla seconda
guerra mondiale ed in risposta alle inenarrabili sofferenze ed agli orrendi
delitti  perpetrati,  le Convenzioni del 1949 sono diventate vincolanti per
la quasi totalità degli Stati. Nel 1977 le stesse sono state rafforzate con
due Protocolli aggiuntivi che impongono ai belligeranti, prima di tutto, il
rispetto  e  la  protezione  della popolazione civile. Anche questi accordi
sono  stati conclusi a Ginevra. Quando tutti gli Stati avranno ratificato i
due Protocolli aggiuntivi, la protezione delle vittime dei conflitti armati
sarà  ben  garantita  in diritto internazionale. Che gran passo avanti, dal
modesto testo del 1864 ai 600  articoli dell'attuale diritto di Ginevra!

Da  134   anni  tutti  i  testi  delle  Convenzioni  sono stati elaborati e
proposti   dal   CICR,   istituzione  composta  solamente  da  Svizzeri  ed
iniziatrice  del diritto internazionale umanitario. Sono state senza dubbio
le  esperienze  che  i  suoi  delegati hanno accumulato in numerose zone di
combattimento,  che  hanno  indotto  i  Governi  ad  affidare  al  CICR  la
preparazione  dei  progetti  degli  accordi.  L'ultimo  risultato di questa
collaborazione  è  rappresentato  dai  già citati Protocolli aggiuntivi del
1977.   Naturalmente  la  responsabilità  per  i  testi  negoziati  incombe
interamente agli Stati. Essi si impegnano ad applicare i trattati ed a fare
in modo che le parti contraenti li rispettino.

Permettetemi  di rivenire sugli avvenimenti del 22  agosto  1864 a Ginevra,
quando  diplomatici  di  12  Stati -rappresentanti le Nazioni europee e gli
Stati  Uniti  d'America-  hanno concepito un accordo di ispirazione europea
-fra  cui  il Regno d'Italia, con capitale a Firenze!-,  accordo creato per
circostanze  europee. Oggi il diritto di Ginevra è universale per contenuto
e campo d'applicazione. In pratica tutti gli Stati del mondo sono vincolati
dalle  Convenzioni  del 1949 (oggi sono 188  Stati) e tre quarti di loro ha
ratificato  i  Protocolli  aggiuntivi. L'adozione del diritto di Ginevra da
parte dei Paesi del Terzo Mondo, avvenuta, benché non fosse evidente, senza
alcuna   coercizione,   ha   conferito   all'ideale  umanitario  una  nuova
legittimità. I Protocolli aggiuntivi del 1977 rappresentano i primi accordi
di  diritto  umanitario  alla cui elaborazione hanno partecipato con uguale
impegno  il  Nord  ed il Sud, l'Est e l'Ovest. Offrendo nuove risposte alle
moderne  forme  di  minaccia,  i  Protocolli  aggiuntivi mirano allo stesso
obbiettivo  umanitario  delle  Convenzioni:  la  protezione  e l'aiuto alle
vittime  specialmente civili di eventi bellici. Tutti insieme gli Stati del
mondo  hanno  reso  possibile questo successo ed ancorato nel diritto delle
genti  il  mandato  internazionale  del Comitato internazionale della Croce
Rossa.

La  gioia e la gratitudine per ciò che è stato raggiunto non ci devono però
far  dimenticare  che ancora troppo spesso il diritto di Ginevra è ignorato
od  addirittura gravemente violato. Mentre vi parlo, nei campi di prigionia
giacciono  ancora decine di migliaia di prigionieri di guerra o prigionieri
politici  tra  i  quali numerosi sono i feriti ed i malati, che hanno forse
passato  lunghi anni di cattività: sono veri e propri ostaggi dei negoziati
internazionali.  Vi  sono  bambini  che  muoiono  per mancanza di cibo o di
assistenza  medica  a causa della guerra, anche se un aiuto potrebbe essere
prestato. Altrove, persone che hanno perso tutto nella guerra vagano tra le
rovine  delle  loro  case,  in  cerca di un segno di vita dei loro cari. Le
sofferenze provocate agli uomini dai loro simili sono infinite.

Non  c'è  invero  da rallegrarsi: dal 1945 ad oggi ci sono stati più di 120
conflitti,  che hanno fatto circa ventidue milioni di vittime. L'umanità si
trova  ora a dover affrontare altre sfide: la degradazione dell'ambiente ha
assunto in molti paesi delle proporzioni spaventose; l'esodo rurale procede
ad  un  ritmo serrato, mentre la miseria urbana diventa sempre più marcata;
si  assiste,  negli  ultimi tempi, al ritorno di certe grandi pandemie; nei
paesi  più poveri, decine di milioni di persone non hanno altra prospettiva
che   l'incertezza,   quando  si  tratta  del  rispetto  dei  loro  diritti
fondamentali,  a  cominciare  da quello di una vita decente; queste persone
non possono accedere né all'istruzione né all'assistenza sanitaria; inoltre
esse non hanno nessuna possibilità di migliorare la propria sorte né quella
dei  figli.  All'epoca delle immagini virtuali, dell'economia immateriale e
delle  autostrade  dell'informazione,  non  è  inutile ricordare il divario
crescente  tra il mondo economicamente più avanzato ed una parte sempre più
vasta  della  popolazione  mondiale. Se non stiamo attenti, questi notevoli
squilibri alimenteranno i conflitti di domani.

L'ultimo  decennio  rappresenta  poi  una  fase  di  rottura,  di  profondi
cambiamenti. Siamo usciti dalla guerra fredda e dall'equilibrio del terrore
per  entrare  in  un  periodo  incerto  in cui i sistemi di riferimento che
servivano  da  parametri sono scomparsi. Tutte le strade sono aperte, tutti
gli  sviluppi  sono  possibili, ma nessuno di essi s'impone più. Certo, non
c'è da stupirsi che ad un periodo di crisi politica corrisponda una perdita
dei  punti  di  riferimento  dei  valori  umanitari.  I  principi che erano
considerati  fondamentali,  vengono  ora  rimessi  in  discussione.  Ma non
dimentichiamo  le  grandi  speranze generate dalla fine della divisione del
mondo  in  due blocchi antagonisti, a cui tutto si opponeva: ci fu permesso
allora  di  credere  all'affermarsi di un universo più unito, più solidale,
più umano.

E'  con piacere che si possono notare taluni sviluppi positivi verificatisi n alcune parti del mondo.

Purtroppo   -e lo ripeto-,  in contrasto con buone notizie, quante tragedie
senza  soluzione, precipitate nell'assurdo di immense sofferenze ed inutili
distruzioni;  quanti  nuovi dissidi, quante nuove zone d'ombra! Oggi, oltre
trenta  conflitti  insanguinano  la  terra:  conflitti  di  potere,  per il
territorio,  di minoranze, di religione. Altrettanti scenari che mobilitano
oggi tutte le forze del CICR.

questo  momento,  mentre  vi  parlo,  il CICR   -appoggiato da numerose
Società  di  Croce Rossa-  è impegnato in situazioni e posti molto diversi,
per esempio
 
in  Afganistan,  infestato di mine, teatro di scontri violenti e da poco
  anche  colpito  da  un  grave  terremoto o nel Tagikistan vicino, dove la
  guerriglia  e la neve si sono alleate per creare delle condizioni di vita
insopportabili per profughi e detenuti;


  *in Bosnia, in Cambogia ed in Angola  -paesi in cui è da poco tornata una
  calma  relativa-   dove  occorre  sopperire  ai bisogni più urgenti delle
  vittime   e  degli  sfollati  e  cercare  di  dare  delle  risposte  alle
  innumerevoli  richieste  di ricerca dei dispersi, e anche lì rimediare ai
  misfatti delle mine;

  *in Messico, dove fungendo da intermediari tra i Zapatisti ed il governo,
  eravamo   riusciti   a   contribuire   ai  negoziati,  ma  dove  dopo  la
  recrudescenza   della   violenza   stiamo  ripartendo  con  un'importante
  operazione umanitaria, finalmente permessa dal governo;

  *in  Perù,  dove   -oltre  a visitare migliaia di prigionieri politici ed
  assistere  nelle  Ande  la  popolazione  civile  isolata e paralizzata da
  terrorismo   e   repressione-    abbiamo  potuto  svolgere  il  ruolo  di
  intermediario   umanitario   neutro   e  di  facilitatore  nel  sequestro
  all'Ambasciata  del Giappone, durante 126  giorni, confrontati all'inizio
  con più di 600  ostaggi;

  *in  vari altri paesi, come nel Sri  Lanka, la Colombia, in Israele e nei
  Territori  autonomi  palestinesi,  in Giordania, nel Timor orientale, nel
  Kashmir  indiano,  dove l'autorità reprime gruppi di cittadini e dove noi
  cerchiamo   di   portare  un  pò  di  sollievo  a  prigionieri  politici,
  proteggendoli dalla violenza delle forze di polizia; a questa descrizione
  posso anche aggiungere il Kossovo, con tutti i suoi problemi;

  *o  ancora  nella  regione  dei  Grandi Laghi africani, nei due Congo, in
  Liberia,  in  Sierra Leone, dove dei conflitti "identitari" misti ad atti
  di  banditismo  rendono  l'azione  umanitaria  più difficile e rischiosa,
  proprio  quando  i  soccorsi  sono  indispensabili alla sicurezza ed alla
  sopravvivenza  di  decine  di  migliaia  di  detenuti  e  di centinaia di
  migliaia di profughi, che spesso errano senza speranza di una soluzione a
  medio termine.

  *
In  altre  parole,  il CICR cerca di essere presente là dove i conflitti si
manifestano  in  tutta  la  loro violenza devastatrice per opporle i valori
umanitari. E' dunque sulla violenza che vorrei riflettere un attimo, perché
soltanto  se  riusciamo  a  capire  la  sua  natura  più  profonda, potremo
contrastarla  e trovare così un filo conduttore per le nostre azioni. Ed il
diritto troppo spesso non riesce a contenerla.

E'  proprio  della violenza di cercare a schiacciare tutti quelli che le si
oppongono.  Essa  si  serve  di  mezzi esterni quali, per esempio, la forza
delle  armi  e  la prigione o può anche servirsi della stessa vittima, come
nel  caso  della  tortura, che degrada il corpo della vittima fino a farne,
contro la volontà di quest'ultima, l'alleato del seviziatore. Così facendo,
la violenza non tollera regole. Il suo unico scopo è schiacciare quello che
essa  percepisce  come  un  oppositore  per impedire che l'aggressore possa
essere schiacciato a sua volta. E per questo tutti i mezzi sono buoni.

A questo totalitarismo della violenza, che trasforma la vittima in oggetto,
il  CICR  oppone  il  gesto  umanitario,  il solo che possa restituire alla
vittima  la  sua  individualità, la sua personalità e la sua dignità umana,
che  possa  ridarle  speranza  o,  nel peggiore dei casi, salvaguardarne la
memoria.

Concentrandosi  così  sulla  vittima  e  sui  suoi  bisogni  più immediati,
l'azione  del CICR è diretta. La vittima della violenza e del conflitto è e
deve  rimanere  sempre  il  punto focale di qualsiasi azione, e l'obiettivo
principale  deve essere quello di confortarla nella sua sofferenza fisica e
morale.  Per quanto semplice possa sembrare, quest'obiettivo impone a volte
delle scelte che comportano serie conseguenze, quando è la sorte di diversi
gruppi  di  vittime  che  è  in  gioco. In tali momenti è possibile, se non

addirittura   inevitabile,  che  si  commettano  degli  errori.  In  questo
contesto;  il CICR si è rammaricato e si rammarica ancora per le omissioni,
forse  gli sbagli, commessi durante la II(a)  Guerra Mondiale,
in  particolare  in  relazione all'olocausto. Debolezza ed errori forse, ma
complicità mai.

Il  gesto  umanitario  deve  essere  prima  di  tutto  spontaneo. Il CICR è
chiamato  ad  essere  vigilante  dinanzi alla sofferenza delle vittime e di
soccorrerle  non  appena  possibile.  Non  saranno  tollerate né attese, né
tergiversazioni. Le vittime non possono aspettare. "Bis dat, qui cito dat".

La spontaneità va di pari passo con l'indipendenza del gesto umanitario. Un
atto  che dipenda da qualcos'altro non può essere spontaneo. La Croce Rossa
deve essere nei fatti e soprattutto deve essere percepita da tutte le parti
in  conflitto  come  un'istituzione completamente indipendente da qualsiasi
Stato   o   gruppo   politico.   La  firma  dell'accordo  di  sede  con  la
Confederazione  Svizzera  del  1993  ha  consacrato questo bisogno profondo
d'indipendenza del CICR anche nei confronti delle autorità del Paese di cui
portiamo al vertice la nazionalità e che è stato la nostra culla.

La  Croce  Rossa  si  propone, inoltre, di agire in modo imparziale. L'atto
umanitario  è  destinato  a  tutte le vittime di un conflitto armato, senza
distinzioni.  Al  di  là  delle divisioni che la ragione o la società hanno
stabilito  per  i propri scopi, quali quelle basate sulla razza, sul sesso,
sulla  religione  e  sulla  nazionalità,  noi  esseri  umani  "siamo  tutti
fratelli".  Il  dolore  delle  vittime ci proibisce di piegarci a categorie
artificiali.  Soltanto il criterio dell'urgenza ci guiderà nella scelta dei
nostri interventi.

Affinché  questo gesto umanitario sia possibile, affinché esso sia efficace
nel  contesto  del  conflitto,  esso  deve essere rigorosamente neutro, per
quanto difficile ciò possa essere dinanzi agli eccessi della violenza.

La  neutralità  è  uno dei principi fondamentali della Croce Rossa e per il
Comitato  internazionale  è  un  dovere assoluto. La stretta osservanza del
principio  di  neutralità  da  parte  del  CICR ha lo scopo di mantenere un
rapporto  di  fiducia  con tutte le parti ad un conflitto, in modo di poter
andare dappertutto, in particolare nelle prigioni di tutti i governi e  -in
situazioni di guerra civile-  anche in quelle degli insorti.

E'  indubbio  che all'origine vi sia stata una relazione particolare tra la
neutralità  svizzera e quella del CICR. Se il messaggio della Croce Rossa à
stato ben accolto nel secolo scorso e le Convenzioni di Ginevra rapidamente
firmate  dalle  più grandi potenze dell'epoca, è perché veniva da Ginevra e
Ginevra  era  in paese neutro. La mono nazionalità del CICR si spiega
anche, parzialmente,  
dalla  storia.  Ma attenzione di non spingere eccessivamente questo rapporto
delle due neutralità.

Esse  hanno  un  senso  ben  diverso.  La Svizzera ha scelto e praticato la
neutralità  per  proprio  interesse,  quale  mezzo per mantenere la propria
indipendenza  e  la  sua  unità.  Il CICR invece non ha interessi propri da
difendere,  la  sua  esistenza  non  é una finalità del Comitato, il CICR è
neutro  nell'interesse  delle  vittime.  Ed  è  anche  nell'interesse delle
vittime che l'istituzione difende la sua indipendenza!

La  neutralità  del CICR  -insisto su questo principio fondamentale-  non è
solo materiale per offrire la protezione e l'assistenza a tutte le vittime,
per  poterle ovunque raggiungere; è anche un principio morale:  gli Statuti
dicono  chiaramente  che il CICR "si astiene dal partecipare a controversie
di carattere politico, razziale, ideologico e religioso". Il CICR non porta
giudizio  sui  comportamenti  che  osserva e -salvo in casi eccezionalmente
gravi ed a condizioni ben precise-,  non ricorre alla denuncia pubblica.

Questa  riserva  ci  causa  molte  critiche.  Eppure  essa  risponde ad una
necessità  essenziale.  Ogni  organizzazione  umanitaria  ha il suo modo di
agire.  Ce  ne  sono,  come  "Amnesty  International",  che s'informano per
denunciare  e per ottenere, attraverso la pressione dell'opinione pubblica,
la riparazione di talune ingiustizie. Ma in fondo chi entra nelle prigioni,
sono  i  delegati  del  CICR   -senza  comunicato  stampa-  e qualche volta
proprio perché la campagna di Amnesty ha fatto si che l'autorità detentrice
voglia   cercare  il  dialogo  con  un'istituzione  credibile  per  la  sua
neutralità.  In  fondo  l'alternativa  per  il CICR è semplice: o veniamo a
patti  con  il diavolo (attraverso un dialogo per migliorare la sorte delle
vittime) oppure chiudiamo le porte dell'inferno.

La  neutralità,  specialmente  la neutralità morale, non è sempre facile da
osservare.  I nostri delegati assistono talvolta a delle scene rivoltanti e
devono, salvo eccezioni, restare muti. Senza arrivare a questi eccessi, può
capitare  che  i  nostri  collaboratori s'intendano meglio con una parte al
conflitto,  piuttosto  che con l'altra. Questo non dovrebbe capitare, anche
se  è umano, perché non è sempre possibile ordinare i propri sentimenti. Ma
sono  lieto  di  poter  affermare  che  il  CICR  ed  i suoi delegati hanno
generalmente saputo dimostrarsi all'altezza della situazione.

La  difficoltà  è  un'altra. Si tratta della percezione che altri (governi,
comandanti, bande armate, ribelli e popolazione civile) possono avere della
nostra  neutralità.  Ed  è chiaro che si tratta di un problema delicato, in
quanto  spesso  veniamo  caratterizzati  come  europei, cristiani, ricchi e
quindi non neutri culturalmente.

Il  nostro emblema, la croce rossa che è entrata nel diritto internazionale
nel  1864  come  simbolo  protettore,  è  da  più  di  un secolo oggetto di
controversie  perché  considerato  un emblema del cristianesimo. Eppure  -e
qui   gli  sforzi  di  divulgazione  non  devono  mai  affievolirsi-   alla
Conferenza di Ginevra del 1864 furono dei diplomatici prussiani a suggerire
di   invertire   i  colori  della  bandiera  svizzera,  insistendo  che  la
neutralizzazione  del  ferito  poteva  anche  essere  garantita dalla croce
segnata col proprio sangue dal ferito su un drappo bianco.

Questo  ci riporta all'inizio della mia relazione, dove ho fatto l'apologia
del diritto!

Effettivamente  tutto sarebbe positivo, se il rispetto delle Convenzioni di
Ginevra fosse migliore.

Saremmo  allora  in  grado  di visitare i prigionieri sempre e di diventare
consiglieri  dell'autorità  detentrice  per  il  loro  trattamento, saremmo
facilmente  in  grado  di  far comunicare attraverso i messaggi croce rossa
famiglie  separate,  saremmo  in grado di occuparci dei feriti e di dare il
rifornimento  necessario  ad  ospedali  ed  altri centri di sanità, saremmo
anche  in  grado di evitare la sofferenza di vittime sfollate od isolate in
mancanza  di  acqua  potabile  e  di  derrate  alimentari.  Tutto questo lo
facciamo   -lo  fanno i 1.000  delegati del CICR espatriati, con l'aiuto di
diverse  migliaia di collaboratori locali-,  ma in situazioni che diventano
sempre  più  precarie  dal punto di vista della sicurezza. L'anno nero 1996
con  la  perdita  di  tre  delegati  nel  Burundi e cinque infermiere ed un
delegato   in  Cecenia,  tutti  brutalmente  assassinati,  ci  deve  sempre
ricordare  i limiti dei nostri interventi, ma anche spronarci a lavorare di
più  per la diffusione di principi umanitari! Anche il recente sequestro di
dieci  collaboratori durante dieci giorni in Somalia è stato un colpo duro,
che  ci  porta  a  riflettere  di  nuovo  ed  intensamente  sulle misure di
sicurezza.

Il tutto con costanza, rigore ed umiltà.

Oggi,  il  CICR  cerca  anche  di  far  rispettare  pienamente,  a  livello
internazionale,  le  convenzioni  che  proibiscono  certi mezzi e metodi di
combattimento  particolarmente  crudeli, di migliorare queste convenzioni e
di  estenderle  ad  altri  settori.  Le  armi laser accecanti, come le mine
terrestri,  sono un esempio tanto tragico quanto tipico del nostro impegno.
Queste  mine,  concepite  originariamente  per  impedire la penetrazione in
certi  settori del campo di battaglia di veicoli blindati o della fanteria,
sono  state  più tardi perfezionate fino a renderle praticamente invisibili
ed  a permetterne l'uso contro il personale militare prima e la popolazione
civile  poi.  Oggi,  milioni di mine antipersona  -degli ordigni infernali,
l'utilità  militare  dei quali non è per altro neanche certa-  continuano a
mietere  vittime anche quando il motivo del loro uso non sussiste più ormai
da  tempo. Esse colpiscono soprattutto le donne, i giovani e gli sventurati
che,  in  mancanza  di altri mezzi, devono andare nei campi alla ricerca di
qualcosa  da  mangiare,  o  di  un  po'  di  legna  per  scaldare  la  loro
catapecchia.  La  bonifica  di  terreni minati richiede mezzi finanziari ed
umani  enormi  e  rappresenta  un drenaggio di risorse inaccettabile per un
paese appena uscito dalla guerra.

Il CICR si è impegnato a fondo in una campagna destinata sia ai governi che
al  pubblico,  la quale mira ad ottenere il divieto della produzione, della
commercializzazione,    dell'uso   e   dell'immagazzinamento   della   mina
antipersona.

La  Convenzione  firmata  ad  Ottawa  da 123  paesi all'inizio del dicembre
scorso  è  una vera vittoria dell'umanità. I miei collaboratori ne hanno un
gran  merito  perché  -assieme a qualche governo (Canada, Belgio, Austria e
Norvegia,  soprattutto)  ed ad organizzazioni non governative-  in poco più
di  un  anno è stato possibile raggiungere questo divieto totale. Ma ora la
lotta  deve essere quella dell'universalizzazione della Convenzione e della
sua  ratifica  ed  entrata  in  vigore:  nel frattempo infatti  -ogni venti
minuti  nel mondo-  le mine colpiscono, uccidono o feriscono gravemente. Le
vittime   -specialmente  gli  amputati-   hanno  bisogno  di  assistenza  e
riabilitazione.

Sono lieto che l'Italia, dopo qualche esitazione, sia  -sotto l'impulso del
Presidente della Repubblica e del Parlamento-  uno dei Paesi che, già prima
della  firma  della Convenzione di Ottawa, aveva promulgato un'ottima legge
antimine. In queste settimane la Croce Rossa Italiana si è impegnata in una
campagna  di raccolta di fondi in favore delle vittime delle mine. Le siamo
grati  di questa azione che dovrebbe portare ulteriori mezzi preziosi per i
nostri trenta centri ortopedici nel mondo.

Devo, infine, far menzione del fatto che certi Stati considerano la vendita
di armi come un modo di creare posti di lavoro, o di finanziare lo sviluppo
dei  loro  armamenti.  E' molto difficile per il CICR piegare la volontà di
uno  Stato che ha una visione puramente commerciale del traffico d'armi. Mi
sembra  però  legittimo  chiedersi:  dove sono finiti i valori etici spesso
invocati come fondamenti della nostra civiltà?

Il  problema  oggi  preoccupante è quello dell'enorme disponibilità di armi
leggere  sul  campo,  in  mano  ad  ogni genere di persone, specialmente ad
individui  che non fanno parte di formazioni militari regolari. Sono queste
armi  (mitra  di ogni genere) che uccidono oggi. Le violazioni delle regole
del  diritto  umanitario  sono innumerevoli. E' per questo che il CICR si è
proposto  di  sensibilizzare  i  governi  del mondo intero sul problema dal
trasferimento  di queste armi leggere e sulle loro conseguenze. Ma vogliamo
operare  sulla  base  dell'articolo   1  comune alle quattro Convenzioni di
Ginevra,  che  invita  gli  Stati,  non  solo  a rispettare, ma anche a far
rispettare  le  disposizioni  del diritto umanitario. Si tratta certo di un
problema  delicato  che  non tocca solo il trasferimento legale di armi, ma
che  deve  anche portare ad una più seria riflessione sul traffico illecito
di queste armi.

I  tempi  cambiano  ed  i  bisogni  si spostano: dando prova di coraggio ed
immaginazione,  la  Croce  Rossa  deve adeguare continuamente la sua azione
alle  esigenze  del momento. In un mondo in cui l'azione politica mirante a
prevenire  o  a  risolvere le crisi è di gran lunga insufficiente ed in cui
l'intervento militare non contribuisce ad aumentare la tolleranza, il ruolo
del   Movimento   della  Croce  Rossa  diventa  indispensabile.  Certamente
indispensabile  negl'interventi  d'urgenza  e nella ricostruzione, ma anche
nell'azione  di prevenzione: lottando attivamente contro ogni forma di odio
e di fanatismo, contro il razzismo e l'esclusione. Ma possiamo fare di più,
tanto  a  livello internazionale che nazionale per promuovere questo valore
della  tolleranza,  il  solo che possa risparmiare domani all'umanità delle
disgrazie  ancora più grandi. Perché la tolleranza  -che è testimonianza di
coraggio-   implica  l'adesione  a  delle norme di civiltà e di cultura, ad
un'arte  di  vivere,  ad  una convivialità vissuta quotidianamente, con dei
principi riconosciuti ed accettati, basati sull'ascolto e sul dialogo.

Vi  ho parlato delle sfide umanitarie in un mondo in trasformazione: per la
Croce   Rossa   la   situazione  odierna  richiede  compassione,  azione  e
riflessione, ma soprattutto responsabilità. All'epoca della globalizzazione
dell'economia,   il   mio   appello   è  quello  di  globalizzazione  della
responsabilità: responsabilità verso l'umanità.

In  conclusione di questa relazione, che mi sono rallegrato di poter tenere
a  Firenze  su  iniziativa della Presidente del Comitato provinciale e dopo
aver  lodato  le  basi giuridiche del diritto umanitario, ma sottolineato i
numerose  sfide  che  ci  attendono  alla  vigilia del XXI(superscript: mo)
secolo,  confrontati  a  tante  violazioni  del  diritto ed all'insicurezza
dell'operare  del delegato di Croce Rossa, la domanda spontanea è quella di
sapere  quali  debbono  essere  in  avvenire  le attività della Croce Rossa
Internazionale  in  tale  situazione  di  conflitti  destrutturati, dove il
banditismo   prevale.  La  mia  risposta  è  breve  e decisa  -e con questo
chiudo- "non nova, sed nove".

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 (III)
 Agenda Italiana
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(III.A)
Da Solferino a Castiglione "Fiaccolata '98"

Castiglione delle Stiviere 25-26-27-28 Giugno 1998

Anche quest'anno siamo tutti invitati a partecipare a una delle
manifestazioni più importanti e suggestive della Croce Rossa Italiana,
unica nel suo genere, sui luoghi storici che hanno dato vita alla più
grande idea laica di solidarietà e di pace del mondo.
La manifestazione é a carattere internazionale per il coinvolgimento di
Società di Croce Rossa  consorelle, europee e non.
Questa festa gioiosa per i membri della Croce Rossa per gli amici, per i
simpatizzanti é un momento di grande aggregazione dove le emozioni fanno
ritrovare le profonde motivazioni del nostro sostenere volontariamente il
movimento.
Tre sono le giornate messe a nostra disposizione  per aver modo di visitare
i Musei, monumenti e di avere momenti di relax nelle dolci colline
moreniche e sul vicinissimo lago di Garda.
GIOVEDI' 25 giugno 98

Ore 12.00: apertura campo
Ore 20.00: al teatro tenda
                   Stand gastronomico.
                   Musica ed intrattenimento
VENERDI' 26 giugno 98
Ore 09.00: 1° Trofeo "Massimo Ghio"
                    Competizione a squadre
Ore 18.00:  piazzale Repubblica
                   Cerimonia di consegna della   
                   Medaglia al merito della C.R.I.
                   Al servizio aereo della Guardia di        
                   Finanza
Ore 19.00: Museo Internazionale Croce Rossa
                  Inaugurazione mostra temporanea
                 "Liberiamoci dalle mine"
Ore 20.00: al teatro tenda
                   Stand gastronomico.
                   Musica ed intrattenimento
Durante la serata: premiazione concorso
                            Pittorico scuole medie inferiori
                            e superiori.
                            premiazione competizione
                           "1° Trofeo Massimo Ghio"
SABATO 27 giugno 98
Ore 19.45: Solferino P.zza Castello
                  Cerimonia di apertura della
                  Fiaccolata
Ore 20.00: partenza fiaccolata
Ore 22.30: arrivo a Castiglione delle
                  Stiviere al Duomo, cerimonia di
                  Chiusura
Ore 23.00: spaghettata al teatro tenda
             Stand gastronomico.
                  Musica ed intrattenimento
DOMENICA 28 giugno 98
Ore 20.00: al teatro tenda
                   Stand gastronomico.
                   Musica ed intrattenimento
 
PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI RIVOLGERSI ALLA SEGRETERIA DEL MICR
0376/638505.
 
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(III.B)
Il giorno 27/6/1998 dalle ore 9.00 alle 14.00 presso il Museo sarà
possibile effettuare due annulli speciali. Il primo dedicato alla
Fiaccolata, il secondo al 90.mo del Corpo delle Infermiere Volontarie, per
informazioni rivolgersi alla segreteria del micr tel.0376/638805
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(III.C)
5° PREMIO DI LAUREA" Giuseppe Barile e Pietro Verri"
in Diritto Internazionale Umanitario,
Diritti dell'Uomo e Diritto dei Rifugiati

Su iniziativa del Sottocomitato di Chiavari della Croce Rossa Italiana, che
conferma l'impegno per lo sviluppo degli studi della diffusione del Diritto
Internazionale Umanitario, dei Diritti dell'Uomo e del Diritto dei
Rifugiati, sono istituiti tre Premi da attribuire a dissertazioni di
laurea. I Premi sono messi a disposizione dallo stesso Comitato di Chiavari
della Croce Rossa, dal Comitato Centrale della Croce Rossa, dalla Signora
Marcella Barile.

Le condizioni sono le seguenti:

      1- I premi, di 2.500.000 (duemilionicinquecentomila) lire ciascuno,
verranno conferiti a tesi discusse in una Università italiana, dal 1 Aprile
1997 al 31 marzo 1999, aventi ad oggetto un argomento pertinente al Diritto
Internazionale Umanitario, al Diritto dell'Uomo, al Diritto dei Rifugiati.

      2- Le domande di ammissione al Concorso, in carta semplice, dovranno
pervenire al Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana, Servizio Affari
Internazionali, Segreteria della Commissione Nazionale di Diffusione del
Diritto Internazionale Umanitario, Via Toscana, 12 - 00187  ROMA, entro il
31 maggio 1999. Nella domanda dovrà essere indicato l'indirizzo e il
recapito telefonico del concorrente.

      3- Alla domanda dovrà essere allegata una copia della tesi di laurea,
nonchè un certificato, in carta semplice, della competente segreteria
universitaria, dal quale risultino la data dell'esame di laurea, la
votazione conseguita e il titolo della dissertazione di laurea.

      4- La Commissione Giudicatrice, composta da tre specialisti della materia,
è nominata dal Presidente della Croce Rossa Italiana e deciderà con
giudizio inappellabile. I Premi potranno anche essere suddivisi fra tesi
parimente meritevoli.

      5- La cerimonia per il conferimento del Premio si terrà presso il
Sottocomitato della Croce Rossa Italiana di Chiavari. Il vincitore si
impegna a presenziare alla cerimonia di consegna del Premio.

      Per ulteriori richieste di informazioni ci si potrà rivolgere alla
Segreteria della Commissione Nazionale di diffusione del Diritto
Internazionale Umanitario, Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana,
Via Toscana 12 - 00187 Roma - Tel:06/4759430
Fax: 06/4759223
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(III.D) Comunicato da S.lla la Spezia Betty

CROCE ROSSA ITALIANA
COMITATO REGIONALE DEL PIEMONTE
COMITATO PROVINCIALE DI TORINO

Società Italiana
per l'organizzazione Internazionale
Sezione Piemonte

LE MINE ANTIUOMO
una guerra
anche in tempo di pace
Torino, 20 giugno 1998

Centro Internazionale di Formazione
Organizzazione Internazionale del Lavoro
Padiglione L
Corso Unità d'Italia 125
Torino
Programma:
ore 9.30
Registrazione partecipanti
ore 10.00
Apertura del Convegno e indirizzi di saluto
ore 10.30
Dott. Cornelio Sommaruga
Presidente Comitato Internazionale della Croce Rossa, Ginevra
"Il problema delle armi e la sua relazione con il diritto internazionale
umanitario"
ore 11.30
Dott. Andrea Scarpa
Chirurgo in missioni internazionali
"Le conseguenze mediche dell'impiego delle mine antiuomo e più in generale
delle armi da guerra"
ore 12.30
Colazione
ore 14.00
Prof. Paolo Benvenuti
Università di Firenze
Presidente Commissione Nazionale Diritto Internazionale Umanitario, CRI
"Armi, loro diffusione e crimini di guerra"
ore 15.00
Col. Fernando Termentini
Capo di stato Maggiore della Scuola del Genio, Roma
"Le problematiche delle mine e dello sminamento"
ore 16.00
Università di Torino, Segretario SIOI Piemonte
"La Convenzione di Ottawa e la legislazione Italiana"
ore 17.00
Conclusioni del Convegno
Per Informazioni:
Contattare la Segreteria Organizzativa del Convegno
Lunedì-venerdì ore 9-16 Via Bologna 171 - 10154 Torino tel.011/2445407
E' possibile confermare la partecipazione inviando un fax coi dati seguenti
al n.011/232578
Cognome, Nome, ente di appartenenza e se si desidera pranzare*
Per gli appartenenti alla Croce Rossa Italiana indicare inoltre:
Unità Cri, Componente ed eventuale qualifica.

*La quota per il pranzo è di £ 20.000 da versare al bureau del  Convegno,
il 20 giugno, al momento della registrazione.
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(III.D) Comunicato da Prof.Paolo Benvenuti

Istituto Luigi Sturzo
Fondazione Carlo Donat-Cattin
Convegno di studio

LA PACE ATTRAVERSO IL DIRITTO:
L'ISTITUZIONE DI UNA CORTE PENALE INTERNAZIONALE
con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri

mercoledì 24 giugno 1998, ore 10.00

Roma Istituto Luigi Sturzo
Via delle Coppelle,35
tel.06/6892390-6875528 fax 06/6864704
ore 10.00
Presiede
Luigi Vittorio Ferraris, Luiss

Introduzione
David Donat-Cattin, Università degli studi di Teramo
Interventi
Maria Pia Garavaglia, Croce Rossa Italiana
Mario Giro, Comunità di S.Egidio
Flavia Lattanzi, Università agli studi di Teramo
Diurmuid Martin, Cosiglio Pontificio 'Justitia et Pax'
Patrizia Toia, Ministero degli Affari Esteri
ore 12.30
Dibattito
ore 13.00
Conclusioni
Giovanni Maria Flick, Ministero di Grazia e Giustizia

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 III.F) Comunicato da Micr
26 Giugno 1998 ore 19.00
Apertura Mostra di sensibilizzazione a sostegno della campagna per la messa
al bando delle mine antuomo:
"LIBERIAMOCI DALLE MINE"

IN COLLABORAZIONE CON LA
SCUOLA DEL GENIO DELL'ESERCITO ITALIANO,
L'UNIVERSITA' DI BRESCIA,
LABORATORIO ROBOTICA AVANZATO,
SEI S.p.A. E LA COSTITUENDA ASSOCIAZIONE  GULBIBI.
Museo Internazionale della Croce Rossa  Castiglione delle Stiviere
Tel.0376-638505

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(IV)
 Notizie dal Mondo

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 [INFO-PRESS:317] ICRC NEWS 21
ST PETERSBURG: COMPETITION IN INTERNATIONAL HUMANITARIAN LAW:
As part of its programme to promote international humanitarian law among
universities in the Commonwealth of Independent States (CIS), the ICRC
held the second De Martens Competition in St Petersburg from 19 to 23
May.
INDIA: MODEL SYLLABUS FOR HUMANITARIAN LAW COURSE:
Meeting in New Delhi
on 23 and 24 May 1998 at the initiative of the ICRC regional delegation
for South Asia and the Association of Indian Universities, experts in
the fields of legal training and international law agreed on a model
syllabus for the new course on human rights and humanitarian law being
introduced into law schools throughout India.
ST PETERSBURG
COMPETITION IN INTERNATIONAL HUMANITARIAN LAW:
As part of its programme to promote international humanitarian law among
universities in the Commonwealth of Independent States (CIS), the ICRC
held the second De Martens Competition in St Petersburg from 19 to 23
May. Teams of three students each, representing 13 law faculties from 11
CIS countries, strove to top each other's knowledge of humanitarian law
in a series of role-playing exercises relating to an imaginary armed
conflict. The University of St Petersburg, which won the competition in
1997, was closely involved in organizing the event.

In addition, 84 teachers connected with the ICRC's dissemination
programme for secondary schools in the Russian Federation took part in a
different competition, aimed at motivating teachers to use ICRC
textbooks and manuals in their classes. The competitors had to devise
courses using literature and teaching material on humanitarian law. The
three winners were awarded the title "teachers of the year"
The ICRC was also invited to participate in a seminar held in Volgograd
over the last few days by the Russian Federation Ministry of Home
Affairs, the first time it had received such an invitation. The
objective was to familiarize some 40 instructors from the main Russian
police academies and those of four CIS countries (Belarus, Kazakstan,
Kyrgyzstan and Uzbekistan) with the rules of humanitarian and human
rights law. The ICRC awarded bursaries to nine participants to enable
them to attend the seminar.

Alongside its work on behalf of conflict victims in the region, the ICRC
has been conducting a dialogue since 1992 with all the CIS countries to
remind them of their obligations as signatories to the Geneva
Conventions. In order to raise awareness of humanitarian law, it has
launched a series of programmes aimed at various target audiences =96 the
army, National Red Cross and Red Crescent Societies, universities,
schools and the media.
Further information: Victoria Catliff, ICRC Moscow, tel. ++7502 220 2616
INDIA
MODEL SYLLABUS FOR HUMANITARIAN LAW COURSE
Meeting in New Delhi on 23 and 24 May 1998 at the initiative of the ICRC
regional delegation for South Asia and the Association of Indian
Universities, experts in the fields of legal training and international
law agreed on a model syllabus for the new course on human rights and
humanitarian law being introduced into law schools throughout India.
The Bar Council of India, which lays down standards for all law schools
in the country, has made this course compulsory from the forthcoming
academic year onwards. The model syllabus includes a comprehensive study
of international humanitarian law and will be proposed by the
Association of Indian Universities to deans of law faculties, heads of
law schools and all universities offering advanced courses in law. This
step has given fresh impetus to ICRC efforts to promote international
humanitarian law among academic circles in India.
Further information: Savita Varde-Naqvi, ICRC New Delhi, tel. ++911 46223 38

New on the ICRC Public Server - http://www.icrc.org :
- Update No 98/01 on ICRC activities in Indonesia, dated 20.05.98
For any information you may need on the weekend of 30-31 May or on
Monday 1 June 1998 (national holiday) please call the press officer on
duty Michael Kleiner, on (mobile)  41 79 202 42 00
 ********************************************************

(V)
 Informazioni per i collaboratori o per le richieste di pubblicazione
Per agevolarci nella pubblicazione, Vi preghiamo di inviarci i vostri
articoli mediante email come attach file o nell'email stessa, se utilizzare
l'attach file tutti i formati compatibili con windows sono accettati (
evitate comunque caratteri speciali, grassetto ecc. che non sono
riproducibili nei mail).
Se non Vi è possibile inviateli via fax al 0376/631107 nel tal caso (sigh)
penseremo noi a trascriverli.  Per programmare meglio le uscite di Caffè
Dunant, le segnalazioni di conferenze o altro devono essere recapitate
almeno con un mese di anticipo, in particolar modo se deve essere creata la
pagina sul sito micr ( anche qui, se non Vi riesce di rispettare questi
tempi, mandate ugualmente, Vedremo di accontentarVi , ma il caffè in questo
caso lo dovete offrire realmente e non virtualmente :) )
Per informazioni, sono a  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  
Un Saluto
Valter Riva
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 Caffè Dunant
Notiziario a cura del MICR Castiglione delle Stiviere
 N.1    12/06/98
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