Home arrow Ricerca per Mese

Cri.it

IFRC

CICR

MICR - Geneve

Museo Castiglione

Il museo su FB


fb

RCRC Magazine

Standing Commission

n° 7 del 30 ottobre 1998 Stampa E-mail
giovedì 29 ottobre 1998
30 ottobre 1998
nr. 7
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)




----------------------------------------------------------------------------------
1) Editoriale
2) ICRC NEWS 43
3) Convegno "I DIRITTI UMANI 50 ANNI DOPO" (10 Dicembre 1948 - 10 Dicembre 1998) - Parma
4) di Toni Pfanner - Traduzione dal francese di Alessandra Sorrenti (Ventimiglia-IM)
5) Indice RIVISTA INTERNAZIONALE DELLA CROCE ROSSA n.829 - marzo 1998
6) Indice RIVISTA INTERNAZIONALE DELLA CROCE ROSSA n.830 - giugno 1998 N.B. Gli articoli sono prossimamente scaricabili in formato word anche da http://www.dsmnet.it/micr/html/doc.html
(1) EDITORIALE Quello che troverete in questo settimo Caffè è un ulteriore prova di quanto si può fare con la squadra di collaboratori che si sta formando fra gli AmiciMicr. In questo numero, tradotto da Luigi, un articolo molto Attuale sulla creazione della Corte penale internazionale, Istituzione auspicata per la giustizia che deve essere resa alle vittime e per cambiare lo schema attuale delle impunità. Questo articolo, pubblicato su una delle prime e più autorevoli riviste del settore la , possono essere buon strumento di aggiornamento a chi diffonde questa materia attraverso le lezioni. Sono interessanti in ogni caso per tutti, perchè fa capire che tutto quello che va sotto il nome così difficile ed altisonante di sia molto più vicino a noi di quanto avremmo pensato e dovrebbe essere considerato parte fondamentale della formazione delle persone di Croce Rossa. Sul prossimo numero verrà pubblicato un altro articolo tradotto da Alessandra sulla difficoltà dell'applicazione delle norme del diritto internazionale umanitario. Per favorire l'accesso a quanto viene pubblicato a livello internazionale abbiamo pensato utile tradurre in italiano gli indici della suddetta Rivista. Le lingue nella quale è reperibile al Museo sono SOLO inglese e francese, per cui chiunque fosse interessato ad qualcuno dei suoi articoli può richiederlo inviando una e-mail al Museo, indicando indirizzo postale o numero di fax, provvederemo ad inviare la fotocopia dell'articolo richiesto, in lingua inglese o francese (specificata nella richiesta).
Saluti cordiali Maria Grazia Baccolo

(2) ICRC NEWS 43 (Traduzione di R.Arnò) SOMMARIO YUGOSLAVIA / KOSOVO:

IL CICR ASSISTE GLI SFOLLATI: Nel corso delle due ultime settimane, i delegati hanno distribuito 80 tonnellate di farina di grano, spaghetti, zucchero, sale e lievito agli sfollati del Kosovo. SRI LANKA: IL CICR PARTECIPA ALLA LIBERAZIONE DEI DETENUTI: Le Tigri per la liberazione dell'Ealam Tamil (LTTE) hanno rilasciato sei soldati governativi dello Sri Lanka, due membri dell'equipaggio della nave Iris Mona ed uno della M.V. Missen. Il rilascio, condotto sotto gli auspici del CICR, ha avuto luogo il 24 ottobre.

(3) Comitato Prov.le di PARMA Sabato, 14 Novembre dalle ore 9:00 alle ore 13:00 si terrà a PARMA presso l'Aula Magna dell'Università (via Università,12) un convegno dal titolo "I DIRITTI UMANI 50 ANNI DOPO". (10 Dicenbre 1948 - 10 Dicembre 1998) ore 9:00 Apertura lavori Presidente Comitato Provinciale C.R.I. Rag, Massimo Fraconti INTERVENTI: "Il Rispetto dei diritti umani: un'emergenza unanitaria" Dott. Isidoro Palumbo - Coordinatore Regionale DIU - Emilia Romagna "I diritti umani alla luce della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo" Prof. Aloisi Tosolini - Direttore del periodico Alfazeta - Parma "Rapporti tra Diritto Internazionale Umanitario e Diritti Umani" Prof. Dino Rinoldi - Università Cattolica - Milano "L'impegno dell'Unione Europea nell'affermazione dei Diritti dell'Uomo" On. Gianfranco Dell'Alba - Parlamentare Europeo "Verso l'abolizione della pena di morte" Dott. Riccardo Noury - Membro del Coordinamento Pena di Morte - Sezione Italiana AMNESTY INTERNATIONAL Sig.na Francesca Dionati "Le Nazioni Unite e l'affermazione dei diritti dei rifugiati" D.ssa Deborah Elizondo - Vice delegato ACNUR in Italia - Roma "Riflessioni sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo (New York20/10/89)" Dott. Massimo Toschi - Rappresentante Telefono Azzurro European Liaison Office - Bruxelles Conclusioni "L'impegno della Croce Rossa per l'affermazione dei Diritti Umani" Dott. Giulio Matteis - Dirigente S.A.I. - Comitato Centrale C.R.I. - Roma Un Ringraziamento particolare per la collaborazione a : Amnesty International. Col Patrocinio di: Università di Parma Comune di Parma.

(4) Rivista Internazionale della Croce Rossa n. 829, marzo 1998, pp. 21-28 Creazione di una Corte penale internazionale permanente Conferenza diplomatica di Roma: risultati attesi dal CICR di Toni Pfanner(1) Le violazioni del diritto internazionale umanitario non sono un fenomeno nuovo e nemmeno l'idea della creazione di una corte penale internazionale incaricata di reprimere queste violazioni, è nuova. Il primo progetto che stabiliva un legame tra le violazioni di un trattato umanitario - nello specifico, la Convenzione di Ginevra del 1864 per il miglioramento della sorte dei militari feriti delle forze armate in campagna - e l'imposizione di sanzioni penali da parte di un organo internazionale permanente è dovuto a Gustave Moynier, uno dei fondatori del CICR(2) . Nondimeno, questo progetto, come altri, non si è mai concretizzato. Il diritto internazionale umanitario prevede già un meccanismo di repressione che impone agli Stati l'obbligo di avviare dei procedimenti giudiziari contro i presunti autori d'infrazioni gravi e di ricercarli dove essi possano trovarsi. Se questo meccanismo fosse correttamente applicato, garantirebbe in tutte le circostanze, una repressione effettiva ed imparziale delle infrazioni. Ahimè, la realtà è tutt'altra. E' importante porre in essere dei meccanismi che impongano agli autori delle violazioni l'obbligo di rispondere delle loro azioni e che impedisca che essi possano beneficiare di un'amnistia generale. Giustizia deve essere resa al nome delle vittime ed in più, la repressione rientra tre le misure volte a prevenire e a far cessare le violazioni. Per essere considerato seriamente, non soltanto il diritto deve esistere, ma deve essere applicato. Appare dunque imperativamente necessario creare una corte penale internazionale per cambiare lo schema attuale dell'impunità(3) . Nell'ambito delle sue attività, il CICR si trova a riscontrare delle atrocità che restano ben troppo sovente impunite. Questa situazione semplicemente non può più durare: tocca alla comunità internazionale far si che i responsabili di queste atrocità rispondano dei loro atti. I meccanismi di repressione sono importanti sotto due aspetti: le sanzioni penali sono parte integrante di tutti i sistemi giuridici normalmente costituiti e hanno inoltre un effetto dissuasivo. Dal 1996, sei riunioni dei rappresentanti degli Stati hanno avuto luogo con lo scopo di elaborare il progetto dello statuto di una Corte penale internazionale. Questo testo sarà sottoposto alla Conferenza diplomatica, convocata a Roma dal 15 giugno al 17 luglio 1998 dalle Nazioni Unite (4), e il progetto, per molto tempo lasciato in cantiere, dovrà giungere a conclusione. Prima di adottare lo statuto della Corte, gli Stati hanno comunque da risolvere dei problemi giuridici molto complessi: definizione dei crimini dipendenti dalla competenza della Corte (vedi punto 1 seguente); complementarità tra la Corte penale internazionale di cui è proposta la creazione ed i tribunali nazionali (punto 2); giurisdizione automatica, o inerente, della corte (punto 3); infine, attivazione di questa corte (punto 4). Su certe questioni, d'importanza maggiore, sollevate dal progetto dello statuto della Corte penale internazionale, è opportuno fare alcuni commenti in relazione al diritto internazionale umanitario. Se la comunità internazionale vuole realmente creare una corte capace di agire in maniera appropriata ed efficace per far cessare le impunità, deve assolutamente trovare delle soluzioni soddisfacenti a questi problemi. 1. Definizione dei crimini di guerra Nell'esecuzione del suo mandato, il CICR si trova spesso a riscontrare dei crimini estremamente gravi - crimini di guerra, crimini contro l'umanità e crimini di genocidio - di fronte ai quali la comunità internazionale nel suo insieme non saprebbe restare indifferente o passiva. La definizione dei crimini di guerra resta una questione particolarmente controversa. Parecchie proposte sono state formulate, volte a dare una definizione che possa essere inclusa nello statuto della Corte. Il CICR ritiene che sia molto importate conservare una coerenza tra la definizione di crimini di guerra che figura negli strumenti giuridici già adottati da una gran maggioranza di Stati - in particolare le Convenzioni di Ginevra del 1949 e i loro Protocolli aggiuntivi del 1977 - e la definizione che sarà data nel progetto dello statuto. La competenza della Corte penale internazionale dovrà almeno estendersi ai crimini più frequenti nei conflitti attuali. a) la commissione dei crimini di guerra è stata già riconosciuta come inaccettabile ed ha dato luogo alla creazione dei Tribunali internazionali di Norimberga e di Tokyo, all'indomani della II Guerra Mondiale, e più recentemente, dei Tribunali per l'ex-Jugoslavia e per il Ruanda. Questi Tribunali, non hanno mai preteso che i crimini di guerra, per essere riconosciuti come tale, debbano essere stati commessi in maniera massiva e sistematica. Di conseguenza, il fatto di introdurre una nuova esigenza, quella che sia, nella loro definizione, non solo sarà superflua, ma rischia di introdurre una confusione nel concetto stesso di crimine di guerra. b) le Convenzioni di Ginevra del 1949 ed il loro I Protocolli aggiuntivo, hanno stabilito una lista di quelli che sono definiti "infrazioni gravi", o atti che sono largamente riconosciuti come rappresentanti le più gravi violazioni del diritto internazionale umanitario; queste violazione sono di una gravità tale che impongono agli Stati l'obbligo di processare o di estradare le persone sospettate di aver commesso od ordinato di commettere tali crimini, quale che sia lo Stato sul quale i crimini sono stati commessi e quale che sia la nazionalità dell'accusato. Il CICR ritiene che la nozione di "crimini di guerra" dovrà ugualmente includere le infrazioni gravi enunciate nel I Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra. Di fatto, 150 Stati sono oggi parti del I Protocollo e la maggior parte delle infrazioni gravi che sono enumerate in questi strumenti sono considerate oggi, come previste dal diritto internazionale consuetudinario. Le infrazioni gravi sono considerate come dei crimini di guerra. Nondimeno, non sono i soli crimini che rientrano in questa categoria. Le "altre violazioni gravi del diritto internazionale umanitario" sono ugualmente riconosciute come costituenti dei crimini di guerra. Si tratta, per esempio, di violazioni di trattati quali la IV Convenzione di L'Aia del 1907, o delle violazioni delle norme consuetudinarie che regolano la condotta dei conflitti armati. Il CICR propone di aggiungere alla lista delle infrazioni gravi alle Convenzioni di Ginevra ed al I Protocollo aggiuntivo, altre violazioni gravi del diritto umanitario applicabile ai conflitti armati internazionali: sono segnatamente violazioni delle leggi ed usi di guerra che, benché non menzionati nelle Convenzioni e nel I Protocollo aggiuntivo, si riferiscono a mezzi o metodi di guerra che sono considerati come inaccettabili o come costituenti delle flagranti violazioni delle regole di diritto internazionale consuetudinario. La maggior parte delle relative norme risalgono all'inizio del XX secolo. c) essendo la maggioranza dei conflitti armati attuali, di carattere interno, è imperativo che la competenza della corte si estenda alle violazioni gravi commesse nel quadro dei conflitti armati non internazionali, cioè alle violazioni dell'articolo 3 comune alle Convenzioni di Ginevra ed al II Protocollo aggiuntivo. In totale, 140 Stati sono ora parti al II Protocollo aggiuntivo, uno strumento specificamente concepito per applicarsi ai conflitti armati non internazionali. Conviene notare che i Tribunali internazionali ad hoc per l'ex-Jugoslavia e per il Ruanda hanno conosciuto, in tutto o in parte, situazioni di conflitti interni. La competenza della Corte permanente la cui creazione è proposta deve estendersi a tutte le violazioni gravi del diritto umanitario. I crimini di guerra commessi durante i conflitti armati non internazionali preoccupano dunque particolarmente il CICR. Le violazioni dei più fondamentali principi (tali quali sono codificati nell'articolo 3 comune), i crimini considerati come totalmente inammissibili, che siano stati perpetrati durante i conflitti armati internazionali o non internazionali, dovranno figurare sulla lista dei crimini di guerra. Come ha dichiarato la Camera d'appello del Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia nell'ordinanza di cattura per il caso Tadic, "ciò che è inumano e, di conseguenza, vietato nei conflitti internazionali, non può essere considerato come umano ed ammissibile nei conflitti civili(5) ". 1. Complementarità tra la giurisdizione nazionale ed internazionale Com'è stato ricordato prima, le Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949 beneficiano di un'adesione quasi universale, e praticamente ogni Stato ha l'obbligo di processare o di estradare le persone sospettate di aver commesso delle infrazioni gravi, o di aver ordinato di commetterle(6) . Gli Stati hanno inoltre accettato di prendere tutte le misure necessarie per promulgare una legislazione interna che preveda delle sanzioni penali effettive contro gli autori d'infrazioni gravi, così come per far cessare tutti gli atti contrari alle Convenzioni. Di conseguenza, il dovere di perseguire esiste, quale che sia lo Stato sul territorio del quale gli atti in questione siano stati perpetrati e quale che sia la nazionalità dell'accusato. Non rientra nelle attribuzioni della Corte penale internazionale la cui creazione è proposta, di sostituirsi alle giurisdizioni nazionali ed anche, di sostituirsi agli Stati nell'obbligo che loro incombe oggi di reprimere questi crimini a livello nazionale. Conformemente ai principi della complementarità, la Corte penale internazionale lascerà agli Stati la responsabilità primaria di intervenire e non s'impegnerà a perseguire fin quando che i tribunali nazionali avranno omesso di farlo. E' dunque necessario dotare la Corte di sufficienti poteri per assicurare la sua efficacia e la sua capacità di agire in maniera adeguata sul piano giuridico contro i crimini di portata internazionale e di non essere impedita dagli Stati. Conviene rilevare, in questo contesto, che il CICR intende continuare a contribuire agli sforzi adoperati con l'obiettivo di rafforzare la messa in opera del diritto internazionale umanitario a livello nazionale, attraverso l'opera dei suoi Servizi consultivi, recentemente creati per questo scopo(7) . Comunque, una Corte penale internazionale permanente giocherà un ruolo particolarmente vitale, laddove non esistono procedure di giudizio nei sistemi nazionali di giustizia penale, o quando queste procedure sono inefficienti. Un tribunale, largamente riconosciuto come dotato delle massime garanzie di giudizio equo, libero da tutte le pressioni politiche e concepito per completare i sistemi giuridici nazionali, manderà un messaggio chiaro agli autori d'infrazioni gravi del diritto internazionale umanitario e alle loro vittime: l'impunità non sarà più tollerata. 2. L'obbligo del consenso degli Stati Un altro motivo di preoccupazione per il CICR risiede nel regime che esige che gli Stati ai quali è stata affidata la custodia del presunto autore delle infrazioni, o sul territorio del quale le infrazioni siano state commesse, diano il loro consenso prima che la Corte possa esercitare la sua giurisdizione. Se si vuole che la Corte sia efficacemente complementare dei tribunali nazionali (poiché la Corte non eserciterà la sua giurisdizione che nei casi ove gli Stati non avranno preso essi stessi le misure necessarie), non occorre che la sua azione sia impedita da ostacoli supplementari, come per esempio l'obbligo del consenso di uno Stato. In virtù del principio di giurisdizione universale, tutti gli Stati hanno già il diritto di perseguire le persone sospettate di aver commesso dei crimini di guerra, e nessun consenso è richiesto da parte di nessun altro Stato(8) . Questo principio non fa che riaffermare una nozione fondamentale: i criminali di guerra non sono al riparo dall'essere processati; le persone responsabili di aver commesso dei crimini di guerra devono rendere conto delle loro azioni e devono essere portate in giudizio, ovunque si trovino. Di conseguenza, se la Corte non deve intervenire che quando gli Stati non l'hanno fatto e se un altro ostacolo (quello del consenso degli Stati) le si pone avanti, prima che essa possa esercitare la sua giurisdizione, l'obiettivo non sarà mai raggiunto. Delle condizioni supplementari (consistenti, per esempio, nell'ottenere il consenso dello Stato sul territorio del quale il crimine è stato commesso, o dello Stato che ha giurisdizione sulle vittime, o ancora dello Stato che ha giurisdizione sul presunto autore del crimine, o degli altri Stati coinvolti) renderebbe il funzionamento della Corte difficile, o potrebbe connotarle de facto un carattere facoltativo. Se l'obiettivo della creazione di una Corte penale internazionale è realmente di ottenere che i crimini di portata internazionale siano oggetto di processi e siano repressi in modo efficace, l'organo di cui la creazione è proposta deve avere competenze adeguate per giudicare i crimini fondamentali che sono i crimini di genocidio, i crimini contro l'umanità ed i crimini di guerra. 3. Indipendenza ed imparzialità della corte Un ultimo punto che preoccupa molto il CICR è la necessità. per la Corte, di offrire tutte le garanzie necessarie d'indipendenza e d'imparzialità. Ora, una proposta prevede che se il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si occupa da tempo, di una situazione contemplata dal capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, non può essere avviato nessun procedimento legato a tale situazione, a meno che il Consiglio stesso non decida altrimenti. Appare tuttavia difficile conciliare il principio di una Corte indipendente ed imparziale con il fatto che, in certi casi, questa Corte dipenderà dal Consiglio di Sicurezza, o sarà subordinata alla sua azione, e rischierà dunque di essere impedita di assolvere liberamente ai suoi obblighi. Allo scopo di assicurare il rispetto del principio fondamentale di diritto che vuole che un tribunale sia indipendente ed imparziale, i processi non devono essere subordinati ad una prerogativa appartenente al Consiglio di Sicurezza, che gli permetta di impedire o di differire l'istruzione del processo, quando esso stesso si occupa di una situazione coperta dal capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite. Come conseguenza, il procuratore dovrebbe essere abilitato ex officio ad aprire delle inchieste ed ad avviare dei processi. Conclusioni Nell'azione che porta avanti come intermediario neutrale tra le parti in conflitto allo scopo di portare assistenza e protezione alle vittime dei conflitti armati, in stretta cooperazione con le parti coinvolte, il CICR si sforza di impedire le violazioni del diritto internazionale umanitario. In compenso non partecipa ai procedimenti giudiziari, in modo da non mettere in pericolo le sue attività operative durante i conflitti armati(9) . Esso non è né un organo incaricato di avviare delle inchieste, né un organo giudiziario competente a riconoscere le violazioni del diritto umanitario. D'altra parte, il CICR ha ugualmente il mandato di promuovere il rispetto del diritto internazionale umanitario e di rafforzarne l'applicazione. Esso é convinto che una Corte penale internazionale indipendente ed imparziale sarà in grado non solo di rafforzare il rispetto del diritto umanitario, ma anche di assicurare l'applicazione più efficace delle sue disposizioni. L'obbligo che ricade sugli Stati di perseguire gli autori delle violazioni del diritto umanitario è spesso sia trascurato, sia insufficientemente messo in atto. E' dunque d'importanza cruciale istituire una Corte internazionale permanente che darà la certezza che gli autori di crimini di guerra, di crimini contro l'umanità e di crimini di genocidio, saranno portati in giudizio. Bisogna proseguire su questa strada, ed è vitale che il dibattito della Conferenza diplomatica che si aprirà a Roma prossimamente, raggiunga rapidamente una conclusione positiva. E' ugualmente essenziale che, nel prossimo futuro, gli Stati mostrino di avere realmente la ferma volontà politica di perseguire, sul piano nazionale o internazionale, le persone sospettate di aver commesso dei crimini di guerra. Ciò darà una reale credibilità al desiderio della comunità internazionale di mettere fine ai crimini di diritto umanitario. Una corte penale internazionale, indipendente ed efficace, avrà un importante effetto dissuasivo e permetterà, in avvenire, di risparmiare a numerose persone l'orrore e la sofferenza che tali crimini producono. L'obiettivo è chiaro: le atrocità devono cessare, le persone responsabili devono rispondere delle proprie azioni e tutte le misure necessarie devono essere prese per raggiungere questo scopo.

Traduzione di Luigi Micco - Benevento Rivisto e corretto dalla Prof.ssa Gabriella Venturini - Facoltà di Scienze Politiche Università Statale di Milano e membro della Commissione Nazionale CRI per la diffusione del D.I.U. Note: (1)Toni Pfanner è docente di scienze economiche dell'Università di San Gallo e laureato in diritto presso l'Università di Berna in Svizzera. Attualmente capo della Divisione giuridica del CICR, è stato delegato e capo-delegazione del CICR in Israele, in Iran, in Ciad, in Afganistan ed in Africa del sud. (2)Pierre Boisser, Histoire du Comité international de la Croix Rouge - De Solférino à Tsoushima, Istituto Henry-Dunant, 1978, pp. 261-289; Gustave Moynier, "Note sur la création d'une institution judiciaire international propre à prèvenir et à réprimer les infractions à la Convention de Genève", Bullettin international des sociétés de secours aux militaires blessés, n. 11, aprile 1872, pp. 122-131; Gustave Moynier, Etudie sur la Convention de Genève pour l'amélioration du sort des militaires blessés dans les armées en campagne (1864 e 1868), Parigi, Libreria di Joël Cherbuliez, 1870, pp. 299-311. (3)Vedere "L'administration de la justice et les droits de l'homme, des détenus - Question de l'impunité des auteurs des violations des droits de l'homme (civils et politiques)" Rapport final établi par M.L. Joinet, en application de la décision 1996/119 de la Sous- Commission (document ONU E/CN.4/Sub.2/1997/20). (4)Risoluzione 52/160 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, del 15 dicembre 1997. (5)Le Procureur c/ Dusko Tadic, caso n. IT-94-I-AR72. Ordinanza relativa al ricorso della Difesa riguardante l'eccezione pregiudizievole d'incompetenza (2 ottobre 1995), par. 119. (6)Articoli 49 (CG I), 50 (CG II), 129 (CG III) e 146 (CG IV). (7)Paul Berman, "Les services consultatifs du CICR en droit international humanitaire: le défi de la mise en ouvre sur le plant national", Rivista Internazionale della Croce Rossa (RICR), n. 819, maggio-giugno 1996, pp. 365-374. (8) Vedi nota 6 precedente. (9)Maria Teresa Dulli e Cristina Pellandini, "Le Comité International de la Croix-Rouge e la mise en ouvre du système de répression des infractions aux règles du droit international humanitaire", in RICR, n. 807, maggio-giugno 1994, pp. 264-278.

(5) INDICE RIVISTA INTERNAZIONALE DELLA CROCE ROSSA n. 829 - marzo 1998 Editoriale pag.3 Promuovere norme tese a limitare la violenza in situazioni di crisi: una sfida, una strategia, delle alleanze Marion Harroff-Tavel pag.5 Creazione di una Corte penale internazionale permanente Conferenza diplomatica di Roma: risultati attesi dal CICR Toni Pfanner pag.21 La responsabilità penale individuale per le violazioni del diritto internazionale umanitario applicabile nei conflitti armati non internazionali Thomas Graditzky pag.29 Prima proposta della creazione di una corte penale internazionale permanente Christoper Keith Hall pag.59 La forza contro il diritto: il Comitato Internazionale della Croce Rossa e la guerra chimica nel conflitto italo-etiopico, 1935-1936 Rainer Baudendistel pag.85 Comitato Internazionale della Croce Rossa Il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati Stéphane Jeannet e Joël Mermet pag.111 Commento del Comitato Internazionale della Croce Rossa pag.113 Il CICR di fronte all'avvenire pag.133 Nel mondo della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa Consiglio dei Delegati, Siviglia, 25-27 novembre 1997 pag.145 Risoluzioni del Consiglio dei Delegati pag.148 Accordo sull'organizzazione delle attività internazionali delle componenti del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa pag.169 XI Assemblea generale della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa pag.187 Convenzioni di Ginevra e Protocolli aggiuntivi Convenzioni di Ginevra per la protezione delle vittime della guerra del 12 agosto 1949 e Protocolli aggiuntivi dell'8 giugno 1977 Ratifiche, adesioni e successioni al 31 dicembre 1997 pag.188 Adesione del Regno di Cambogia ai Protocolli aggiuntivi pag.197 Ratifica dei Protocolli aggiuntivi del Regno Unito di Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord pag.197 Repubblica del Paraguay: dichiarazione secondo l'articolo 90 del I Protocollo pag.201 Repubblica democratica popolare di Laos: dichiarazione secondo l'articolo 90 del I Protocollo pag.202 Grecia: dichiarazione secondo l'articolo 90 del I Protocollo pag.202 Avviso Nel 1998, la Rivista Internazionale della Croce Rossa, pubblicata fino ad ora ogni due mesi, passerà ad un ritmo di pubblicazione trimestrale. Questa decisione è dovuta a degli imperativi economici. La redazione si sforzerà di rendere la lettura della Rivista ancor più attraente ai suoi lettori attraverso un contenuto ricco e vario, sia sul piano degli argomenti trattati, sia per gli autori dei testi presentati. La Rivista spera che i lettori continueranno a manifestarle la propria fiducia. Comitato Internazionale della Croce Rossa

(6) REVUE INTERNATIONALE DE LA CROIX ROUGE N° 830
- GIUGNO 1998 Editoriale pag.207 Cooperazione tra le Società Nazionali e il Comitato Internazionale della Croce Rossa La cooperazione tra le Società Nazionali e il CICR: un'alleanza necessaria e impegnativa pag.209 Jean-Luc Blondel La cooperazione del CICR con le agenzie di Ricerca delle Società Nazionali degli Stati pag.217 neo-indipendenti dell'ex Unione Sovietica Violène Dogny La cooperazione come metodo necessario per la messa in atto e lo sviluppo delle attività dellaCroce Rossa Cubana pag.229 Maria de Los Angeles de Varona Hernandez Cooperazione operativa tra il CICR e la Croce Rossa della Nigeria pag.235 Ofor Nwobodo La cooperazione operativa tra le Società Nazionali partecipanti e il CICR pag.249 Andreas Lendorff e Andreas Lindner Cooperazione tra il CICR e le Società Nazionali in Bosnia Erzegovina: dare una base d'azione più ampia alla Croce Rossa pag.267 Pierre Krahenbuhl Cooperazione tra la Croce Rossa britannica e il CICR: delega di un progetto 'acqua e risanamento' in Bosnia Erzegovina pag.283 Teresa Henley e John Mitchell Le attività del CICR nel subcontinente indiano dopo l'indipendenza (1947-1949) pag.287 Catherine Rey-Schirr Crisi degli ostaggi a Lima - Alcune osservazioni sul ruolo di 'intermediario neutro' del CICR pag.315 Michel Minnig Il CICR, mediatore umanitario nel conflitto colombiano - Possibilità e limiti pag.325 Thomas Jenatsch Impatto dell'assistenza umanitaria sull'evoluzione dei conflitti pag.343 Pierre Perrin Le operazioni del CICR sul campo: la questione della sicurezza pag.359 Philippe Dind ? ? ? Il diritto nella guerra aerea pag.371 Javier Guisandez Gomez Comitato Internazionale della Croce Rossa Il CICR nomina i membri della sua Direzione Collegiale pag.389 Convenzioni di Ginevra e Protocolli addizionali Prima riunione periodica sul diritto internazionale umanitario Ginevra, 19-23 gennaio 1998 - Relazione del Presidente pag.390 Libri e recensioni Luigi Condorelli, Anne Marie La Rosa e Sylvie Scherrer (a cura di ): Le Nazioni Unite e il diritto internazionale umanitario pag.398 Réne Kosirnik Greg Hansen e Robert Seely, Guerra e azione umanitaria in Cecenia pag.404 Marion Harroff-Tavel Michael J. Kelly, Operazioni di pace pag.408 A.P.V. Rogers Thomas G. Weiss, David Cortright, George A. Lopez e Larry Minear, Vantaggio politico e sofferenza civile: Impatti umanitari delle sanzioni economiche Pag.412 Larry Minear, David Cortright, Julia Wagler, George A. Lopez e Thomas G. Weiss, Verso una gestione delle sanzioni più umana ed efficace: accrescere l'efficacia del sistema delle Nazioni Unite Hans-Peter Gasser Pubblicazioni recenti pag.417 Varie Ivan Nikiforovich Artsybasov (1927-1997) pag.421
 
< Prec.   Pros. >

Scuole al museo

scuole
© 2019 Caffè Dunant
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.