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n° 233 del 22 Gennaio 2005 Stampa E-mail
venerdì 21 gennaio 2005

22 Gennaio 2005
nr. 233
Notiziario a cura del Museo Internazionale Croce Rossa
Castiglione delle Stiviere (MN)


Questo numero è inviato a nr 1.168 indirizzi e-mail


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1-CICR News n° 05/9 del 19 gennaio 2005
“Indonesia: il CICR apre un ospedale da campo a Banda Aceh”
Traduzione non ufficiale di Elisa Barzaghi

 

2-<“Little Malta” prende forma nello Sri Lanka colpito dallo tsunami>
18 Gennaio 2005 - di Bandula Jayasekara dallo Sri Lanka
Tratto dal Sito web della Federazione Internazionale
Traduzione non ufficiale di Colum B. Donnelly

 

 

3-CICR News n° 05/7 del 17 gennaio 2005
“Indonesia: bagliore di speranza a Banda Aceh”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

4-Comitato internazionale della Croce Rossa
Comunicato stampa n° 05/3 del 15 gennaio 2005
“Iraq: un collaboratore del CICR ucciso”
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

 

5-Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa.
“L’operazione di sostegno alle vittime dello tsunami ha messo in evidenza la necessità di adottare misure dirette a ridurre i rischi legati ai disastri naturali”
12 gennaio 2005 - Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

 

6- Allegato

Tratto dal sito di Geneva International Centre for Humanitarian Demining al link: http://www.gichd.ch/pdf/staff_statements_articles/SOC/SOC_041203_Declaration_Nairobi_Summit.pdf - Traduzione ufficiale di Susy Turato (autorizzata dall’autore C.Sommaruga)

Prima Conferenza di revisione degli Stati parte della Convenzione sulla proibizione dell’uso, dello stoccaggio, della produzione e del trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione

Nairobi, 29 novembre - 3 dicembre 2004 - Dichiarazione del Dr Cornelio Sommaruga

Presidente del Centro internazionale per lo sminamento umanitario di Ginevra

 

 

 

 

 

 

 

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1-CICR News n° 05/9 del 19 gennaio 2005
“Indonesia: il CICR apre un ospedale da campo a Banda Aceh”
Traduzione non ufficiale di Elisa Barzaghi

 

All’inizio di questa settimana, il CICR ha aperto a Banda Aceh un ospedale da campo avente una capacità di 100 letti. Il suo personale è composto da più di 30 medici specializzati della Croce Rossa Norvegese e di altre Società nazionali, così come da membri del personale medico e di sostegno reclutati sul posto, che saranno 190 entro qualche settimana. Quando sarà completamente terminato, l’ospedale comprenderà 25 tende e soddisferà le esigenze di chirurgia, ginecologia, maternità e pediatria.

 

L’ospedale, che è un dono della Croce Rossa Norvegese, è stato creato in stretta collaborazione con la Croce Rossa indonesiana e con le autorità sanitarie. Dovrà rimanere operativo da tre a sei mesi, ma potrebbe essere utilizzato al massimo per un anno, poiché l’ospedale principale di Banda Aceh è stato gravemente danneggiato.

 

Questa struttura, che funge da ospedale di rimedio, ha già accolto quasi 40 feriti gravi vittime dello tsunami. Anche dei pazienti ambulatoriali sono stati curati qui, e la gente comincia a mettersi in coda dopo aver saputo che l’ospedale è aperto.

 

« Il primo giorno, abbiamo avuto quattro pazienti ambulatoriali ; ieri erano 40 ed oggi, ne abbiamo avuti già 70 prima di mezzogiorno, dichiara il dottor Carlo David Schebesta, della Croce Rossa Norvegese. Fino ad ora, la maggior parte soffre di uno stress post-traumatico. Più di tutto, ciò di cui questo gruppo di pazienti ha bisogno, è di parlare con qualcuno. »

 

L'ospedale sta per essere terminato. In futuro comprenderà anche un servizio contro i contagi che tratterà fino a 100 malati in caso di epidemia infettiva. Numerosi pazienti non hanno un luogo dove andare dopo essere stati curati, il CICR organizza anche un campo all’interno di uno stadio vicino, che potrà accogliere fino a 400 pazienti dimessi e le loro famiglie e dove saranno garantiti dei servizi di follow-up medico.

 

 

 

 

2-<“Little Malta” prende forma nello Sri Lanka colpito dallo tsunami> di Bandula Jayasekara dallo Sri Lanka Tratto dal sito della Federazione internazionale al link:
http://www.ifrc.org/docs/news/05/05011803/ 18 Gennaio 2005

Traduzione non ufficiale di Colum B. Donnelly

 

La Croce Rossa maltese sta conducendo il primo progetto di edilizia permanente ad essere avviato in Sri Lanka, dopo che la nazione insulare è stata colpita dallo tsunami del 26 dicembre.

 

Con la benedizione di un monaco buddista, i membri della Croce Rossa maltese Etienne Micallef, John Portelli e Marvic Attard, hanno posato la prima pietra e scavato la prima zolla di terra sabato 15 gennaio a Ranna, vicno alla punta meridionale dell’isola.

 

Contribuiranno a costruire 65 case ed un dispensario. Le nuove abitazioni saranno chiamate “Villaggio Little Malta”.Alla cerimonia hanno partecipato gli abitanti del villaggio, personale della Croce Rossa dello Sri Lanka della delegazione di Hambantota e tre rappresentanti delegati di ministri del governo.

 

Ongi abitazione disporrà di due camere da letto, una sala, un bagno e la cucina.Il dispensario sarà gestito dalla delegazione di Hambantota della Croce Rossa dello Sri Lanka (SLRCS).

 

La prima casa sarà completata in tre settimane e la consegna dell’intero progetto abitativo dovrebbe essere completato verso la fine di maggio, Il costo di ogni unità abitativa è di 5000$ e la Croce Rossa maltese sta sostenendo il costo totale del’opera di costruzione, 325.000$.

 

Etienne, john e Marvic sono stati scossi e addolorati per quanto accaduto in Sri Lanka.

Hanno ottenuto di assentarsi dal lavoro senza ricevere lo stipendio dai loro datori di lavoro e con il sostegno del governo maltese, si sono precipitati in Sri Lankaper iniziare il loro primo progetto all’estero.

 

Hanno condotto una stima rapida ma precisa e si sono mossi velocemente, in modo da avviare il progetto.Il trio ha incontrato funzionari della Federazione Internazionale, dell’SLRCS e del governo dello Sri Lanka, Chamal Rajapakse, il rappresentante del misnistro dell’Agricoltura e fratello del Primo Ministro, che ha contribuito ad ottenere rapidamente le autorizzazioni necessarie.

 

Etienne, il capo-spedizione, è orgoglioso che la prima casa sarà chiamata “Gozo” , come la sua delegazione a Malta, di cui è Segretario Generale. Lui, insieme ai suoi colleghi maltesi, sono felici di dare una mano.

 

“E’ fantastica la sensazione di essere qui. Stiamo aiutando qualcuno che ha bisogno. Quando siamo arrivati le persone ci hanno accolto con calore. Pur non essendo Malta un paese ricco, la nostra gente ci sta sostenendo in questo progetto insieme al governo. Anche l’ex Presidente di Malta verrà in visita per incoraggiarci”, afferma.

 

Il team lavora sul progetto in collaborazione con un architetto locale. John sottolinea il coinvolgimento della comunità nella costruzione.

 

“Lavoriamo a stretto contatto con le persone e con la delegazione della Croce Rossa dello Sri Lanka di Hambantota. Stiamo utilizzando materiali locali per costruire le case e daremo lavoro alla gente di qui attraverso il progetto”, dice.

 

Il signor Rajapakse ha elogiato gli sforzi della Croce Rossa nell’area,non a caso è da lungo tempo vicina alle comunità.

 

“La Croce Rossa ha fatto molto per il sud e per tutto il resto dello Sri Lanka. Durante i periodi di siccità o le alluvioni sono sempre venuti per aiutare le persone. Quello che la Croce Rossa maltese sta ora facendo insieme alla Croce Rossa dello Sri Lanka è un altro brillante esempio”, afferma.

 

Lui, insieme agli altri rappresentanti dei ministri presenti, ha assicurato il massimo supporto del Governo dello Sri Lanka alla Croce Rossa maltese, esprimendo inoltre la sua gratitudine ai maltesi per la loro denerosità.

 

 

 

 

 

 

3-CICR News n° 05/7 del 17 gennaio 2005
“Indonesia: bagliore di speranza a Banda Aceh”
Traduzione non ufficiale di M.Grazia Baccolo

 

 

Quando lo tsunami ha colpito la casa di famiglia il 26 dicembre, Maimun teneva la mano di suo padre. Nelle acque agitate, ha dovuto lasciare la presa e dopo essere stato soccorso, è stato dato ad una famiglia che lo accogliesse. Grazie alla Croce Rossa, Maimun ha ritrovato suo fratello maggiore all’inizio della settimana scorsa a Banda Aceh, dove i due ragazzi vivono con la zia. I loro genitori e la sorella non sono ancora stati ritrovati

 

Maimun ha ritrovato la sua famiglia per mezzo del servizio di ricerche messo in opera dal CICR e dalla Croce Rossa indonesiana (PMI). E’ il primo di otto bambini non accompagnati che ad oggi sono stati registrati e la cui foto è stata affissa su un pannello preso la sede della Croce Rossa indonesiana a Banda Aceh. Un volontario della Società nazionale ha riconosciuto il ragazzo ed è riuscito a prendere contatto con suo fratello Dede.

 

Dopo la catastrofe, tre uffici di ricerche e due squadre mobili che visitano i campi di sfollati raccolgono informazioni su persone scomparse e i messaggi < I am alive (sono vivo)> per il CICR e per la Croce Rossa indonesiana. Tre altri uffici saranno aperti nei prossimi giorni.

 

<Ad oggi abbiamo raccolto 624 messaggi <I am alive> e informazioni su 665 persone scomparse>, afferma la delegata del CICR Natalie Klain. < In oltre, abbiamo messo il nostro telefono satellitare a disposizione di più di 200 persone, ricevuto 40 messaggi Croce Rossa e registrato otto bambini non accompagnati>

 

I messaggi <I am alive> saranno pubblicati su depliant per la distribuzione nei campi e altrove a partire da oggi. I nomi saranno anche pubblicati su www.familylinks.org . Per quanto riguarda Maimun, la sua foto ora può essere tolta dal pannello dei bambini scomparsi.

 

 

 

 

4-Comitato internazionale della Croce Rossa
Comunicato stampa n° 05/3 del 15 gennaio 2005
Iraq: un collaboratore del CICR ucciso
Traduzione non ufficiale di Sabrina Bandera

 

Ginevra (CICR) – Il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) è profondamente scioccato e costernato per la morte di un membro del suo personale nella zona ovest di Baghdad.

La vittima, di nazionalità irachena, era scomparsa il 13 gennaio durante l’esercizio delle sue funzioni. Il suo corpo è stato ritrovato ieri. Le circostanze di questo tragico incidente non sono ancora state chiarite.

Il collaboratore, che aveva una quarantina d’anni, era sposato e padre di quattro bambini, aveva cominciato a lavorare come autista per il CICR nel luglio 2003.

Il CICR condanna questo omicidio in maniera decisa. Profondamente afflitto per la morte di uno dei suoi impiegati, l’Istituzione e il suo personale presentano le loro sincere condoglianze ai suoi famigliari.

Il CICR chiede con fermezza a tutte le persone e a tutti i gruppi armati di assicurare la sicurezza dei membri del suo personale e di permettere loro di compiere il compito umanitario dell’Istituzione.

 

 

 

 

 

5-Tratto dal sito della Federazione Internazionale della Croce Rossa al link: http://www.ifrc.org/docs/news/pr05/0605.asp

“L’operazione di sostegno alle vittime dello tsunami ha messo in evidenza la necessità di adottare misure dirette a ridurre i rischi legati ai disastri naturali”
12 gennaio 2005

Traduzione non ufficiale di Susy Turato

 

La Federazione Internazionale della Croce Rossa e delle Società della Mezzaluna Rossa ha oggi affermato che l’operazione umanitaria di assistenza a centinaia di migliaia di persone colpite dallo tsunami in Asia e in Africa ha messo in evidenza l’importanza delle misure di preparazione ai disastri e di riduzione del rischio. La Federazione ha sottolineato che solleverà questo importante problema durante la Conferenza mondiale sulla riduzione dei disastri, che inizierà il 18 gennaio a Kobe, città del Giappone.

 

“La Federazione Internazionale adotta un approccio alla preparazione ai disastri dal basso verso l’alto: dai volontari delle comunità locali addestrati sul campo a fornire assistenza vitale prima, durante e dopo un disastro, ai nostri sforzi a livello internazionale per promuovere una migliore comprensione e applicazione degli strumenti legali già esistenti, applicabili in tempi di disastri naturali”, spiega Eva von Oelreich, direttore del Dipartimento di preparazione e di risposta ai disastri della Federazione Internazionale.

 

La dimensione umana della preparazione e risposta ai disastri è rappresentata dai volontari e dalle comunità in cui essi operano. Prima del verificarsi di un disastro, i volontari sono lì pronti a diffondere informazioni su sistemi d’allarme rapidi e ad assistere le persone durante l’evacuazione. Al verificarsi del disastro, i volontari mobilitano l’assistenza sanitaria e gli aiuti d’emergenza. Nell’intervallo intercorrente tra emergenze, essi promuovono la preparazione ai disastri attraverso attività dirette a sollevare consapevolezza pubblica su tali tematiche e altre attività di mitigazione del rischio. Questo ciclo di preparazione e di risposta ai disastri è fondamentale per qualsiasi processo coerente di pianificazione volto a ridurre i rischi connessi a un disastro.

 

“Nei paesi colpiti dallo tsunami, abbiamo visto come i volontari si sono adoperati a soccorrere i propri vicini durante i primi minuti e le prime ore susseguenti la catastrofe. Sono molte di più le persone salvate dalla gente ben addestrata del luogo rispetto a quelle salvate dalle squadre internazionali di soccorso. Se vogliono veramente mitigare l’impatto causato dalle catastrofi, è essenziale che i governi e i donatori comprendano la necessità di destinare risorse dirette a costruire la capacità di ripresa e di preparazione ai disastri. Questo è il messaggio che promuoveremo fermamente a Kobe”, afferma Susan Johnson, direttore delle operazioni della Federazione.

 

Mitigazione del rischio e preparazione ai disastri formeranno il punto centrale dei programmi a lungo termine della Federazione nei paesi colpiti dallo tsunami. La Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa si preoccupa non solo della preparazione ai disastri a livello comunitario e nazionale, ma anche di capeggiare gli sforzi diretti a migliorare la comprensione e l’applicazione delle già esistenti linee guida, convenzioni, trattati e leggi, spesso prive di connessioni reciproche.

 

“L’operazione tsunami ha evidenziato ancora una volta le difficoltà nel far passare gli aiuti tra un confine e l’altro nel più breve periodo di tempo e con la massima efficienza”, sostiene Victoria Bannon, coordinatrice del Progetto internazionale di leggi, regolamenti e principi sulla risposta ai disastri (IDRL) della Federazione Internazionale. “Le organizzazioni umanitarie stanno affrontando non solo il problema delle infrastrutture danneggiate, ma anche quello di dover trattare con 12 governi differenti e quindi con 12 gruppi differenti di regolamenti doganali. I ritardi nel fare arrivare gli aiuti ai bisognosi si traducono in perdite di vite umane.

 

 

“Kobe ci offre l’opportunità di ricordare ai governi gli impegni che si sono assunti – in particolare alla Conferenza internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa del dicembre 2003 – di adoperarsi per revisionare la gestione della esistente legislazione sui disastri e di migliorarne la compatibilità con le leggi, i regolamenti e i principi internazionali, al fine di facilitare gli sforzi internazionali di soccorso, qualora essi siano necessari”, aggiunge Bannon.

 
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